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I funerali dei quattro alpini uccisi in Afghanistan - FOTO

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  • Tags: Afghanistan, alpini, funerale, Roma
  • 2 commenti
L'interno della basilica di Santa Maria degli Angeli

(Ansa/Ettore Ferrari)


13:45, Giorgio Napolitano - Questa la dichiarazione, diffusa dal Quirinale, rilasciata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo l’incontro al Quirinale con il ministro della Difesa Ignazio La Russa.
“Ancora un abbraccio di dolore e di solidarietà, a nome di tutti gli italiani, ai genitori, ai famigliari dei nostri quattro alpini caduti. Dobbiamo a questi ragazzi infinita riconoscenza per aver sacrificato le loro giovani vite servendo con altruismo e coraggio una causa giusta e facendo onore nel modo piu’ alto al loro e nostro paese, all’Italia”. “erano in Afghanistan, partecipando a una missione necessariamente militare e nello stesso tempo civile e costruttiva, non per recare offesa alla libertà di un altro popolo né per risolvere con la guerra una controversia con quel paese: ma per rispondere all’appello di quelle organizzazioni internazionali, di cui parla l’art. 11 della nostra Costituzione, impegnate ad assicurare la pace e la giustizia fra le nazioni”, ha dichiarato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Ogni legittimo confronto politico sulla strategia e sulle prospettive della missione delle Nazioni Unite in Afghanistan - ha aggiunto - non può prescindere dal rispetto per il sacrificio di tutti i caduti tra i militari che vi hanno partecipato e dalla volontà di raccogliere i frutti del loro sacrificio nell’interesse della comunità internazionale, della pace e della stabilità di una regione tormentata”. (ANSA).

10:50 - Sono iniziati, nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, i funerali solenni per i quattro alpini uccisi in Afghanistan. Le quattro bare, avvolte nel tricolore, sono poste davanti all’altare. Vicino il caratteristico cappello piumato su un cuscinetto rosso. Sul lato destro della basilica ci sono i parenti dei caduti, assistiti dagli psicologi dell’Esercito. Nella chiesa gremita di militari, autorità, ma anche gente comune, spiccano le penne nere degli alpini. L’ingresso dei feretri nella chiesa è stato accolto da un applauso.

”Marco, Francesco, Giammarco, Sebastiano, hanno testimoniato l’amore nel servizio ai più deboli ed emarginati, non rivendicando diritti ma rispondendo ai bisogni”. Così l’ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi, ha ricordato nel corso dell’omelia i quattro militari, ”profeti del bene comune, decisi a pagare di persona ciò in cui hanno creduto e per cui hanno vissuto”.

Le quattro bare degli alpini uccisi in Afghanistan, avvolte nel tricolore, entrano nella basilica di Santa Maria degli Angeli
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con il presidente della Camera Gianfranco Fini e il ministro della Difesa Ignazio La Russa
L’ingresso nella basilica di Santa Maria degli Angeli
Il presidente del Senato Renato Schifani
L’ingresso delle bare nella basilica

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni
“Marco, Francesco, Giammarco, Sebastiano, hanno testimoniato l’amore nel servizio ai piu’ deboli ed emarginati, non rivendicando diritti ma rispondendo ai bisogni”. Così l’ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta
L’ingresso nella basilica di Santa Maria degli Angeli
Il ministro degli Esteri Franco Frattini

Bandiere a mezz’asta sulll’altare della patria, in piazza Venezia
Le quattro bare degli alpini uccisi in Afghanistan, avvolte nel tricolore, durante la cerimonia funebre
Il segretario del Pd Pierluigi Bersani
Giammarco Manca, Francesco Vannozzi, Sebastiano Ville e Marco Pedone
Il ministro delle Riforme Umberto Bossi

La basilica di Santa Maria degli Angeli durante la cerimonia funebre
Il governatore della Regione Veneto Luca Zaia
Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso
Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta
Pier Ferdinando Casini

Massimo D’Alema
Il governatore della Puglia, Niki Vendola
Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo
Il ministro dei trasporti Altero Matteoli
L’interno della basilica di Santa Maria degli Angeli


”Erano in Afghanistan - ha aggiunto - per difendere, aiutare, addestrare. Compito dei nostri militari, in quella martoriata terra, è il mantenimento della sicurezza, la formazione dell’esercito e della polizia afgani, la realizzazione di progetti civili come ponti, scuole, ambulatori e pozzi”.

Le quattro bare degli alpini uccisi in Afghanistan, avvolte nel tricolore, entrano nella basilica di Santa Maria degli Angeli

(Ansa/ Massimo Percossi)

Monsignor Pelvi ha ricordato che nella basilica di S.Maria degli Angeli ”è oggi raccolta simbolicamente l’Italia, che abbraccia nella preghiera” i quattro caduti: Giammarco Manca, Francesco Vannozzi, Sebastiano Ville e Marco Pedone, con soli 23 anni il più giovane di tutti. E rivolgendosi ai genitori delle vittime ha ricordato che ”proprio voi avete insegnato quell’amore gratuito, disinteressato e generoso, che si è manifestato poi nella professione militare dei vostri figli, educati a quegli slanci di solidarieta’ creativa capaci di allargare il cuore, verso le necessita’ dei deboli, e fare quanto concretamente possibile per venire loro in soccorso”. (ANSA)

  • photo_department
  • Martedì 12 Ottobre 2010
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Commenti

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Il 12 Ottobre 2010 alle 14:33 giuseppe girone ha scritto:

cosa dire,poveri ragazzi.
si smetta di dire che erano pagati per rischiare anche la vita.Nessun Governo principalmente quello Italiano ha mai inviato i propri soldati,perchè rischiassero la vita.
Il mio più vivo cordoglio allo Stato Italiano a alle famiglie.

Il 12 Ottobre 2010 alle 19:35 ros77 ha scritto:

ma che causa giusta e causa giusta… ma vi volete rendere conto che SONO MORTI! Ma un po’ di rispetto!
Basta con ste guerre!
mi fanno ridere queste inutili guerre che cercano di instaurare una democrazia, alla fine si sa bene come vanno a finire, muoiono innocenti per il bene di quei bast**** che al governo alla fine non gliene frega nulla che tu sia morto per il paese o non.
aprite la mente perché gli occhi li avete appannati!

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