- Tags: arte, Claude Monet, Ebrei, nazismo, Olocausto, trafugamento
- Un commento

1945, un'opera di Manet nella miniera di sale di Merkers, Germania (AP Photo/U.S. National Archives)
Oltre a privarli della vita e della dignità di uomo, i nazisti hanno spogliato gli ebrei di centinaia di migliaia di opere d’arte durante la Seconda Guerra mondiale, in uno dei più massicci raid nella storia culturale. Spesso si facevano fotografare con il loro bottino, che meticolosamente catalogavano su schede dattiloscritte.
Ma da oggi i sopravvissuti all’Olocausto e i loro parenti, così come i collezionisti d’arte e i musei, possono connettersi a internet e cercare su una banca dati storica gratuita tra i più di 20.000 oggetti d’arte rubati in Germania, Francia e Belgio tra il 1940 e il 1944, tra cui spiccano anche dipinti di Claude Monet e Marc Chagall.
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Il database è un progetto congiunto della Conference of Jewish Material Claims Against Germany di New York e del Memorial Museum dell’Olocausto di Washington.
Gli organizzatori hanno riferito ad Associated Press che il database è insolito perché è stato costruito intorno a documenti del periodo nazista, che sono stati digitalizzati e resi ricercabili, mostrando ciò che è stato sequestrato e da chi, insieme ai dati in materia di restituzione o di rimpatrio e fotografie degli oggetti sequestrati.
- 1945, un’opera di Manet nella miniera di sale di Merkers, Germania
- 1945, il gen. Eisenhower in una miniera di Merkers, Germania, ispeziona i tesori d’arte rubati dai tedeschi
- 1945, Le Grazie di Rubens prese dal prese dal Reichsleiter Einsatzstab Rosenberg (ERR)
- 1945, schedari della ERR, unità speciale del Reich dedita a confiscare materiale nei paesi occupati
- 1945, il sergente americano Maus guarda un’incisione di Albrecht Durer, trovata tra i tesori nascosti nella miniera di Merkers, Germania
- 1945, soldato americano tra il bottino tedesco in una chiesa di Elligen, Germani
- Christoph von Berg, a destra, e Willi Korte, uno dei principali studiosi di arte trafugata dai nazisti
La Claims Conference, che aiuta i sopravvissuti dell’Olocausto e i loro familiari a recuperare le loro proprietà, stima che quasi la metà degli oggetti sequestrati non siano mai stati restituiti ai legittimi proprietari o ai loro discendenti o al paese di origine. Per questo la nascita di questo database.
Tra le opere elencate nel database c’è un dipinto dell’artista danese Wouwerman Philips, appartenuto alla famiglia Rothschild e ritrovato nel 2007 nel caveau segreto di Zurigo del commerciante d’arte del Reich Bruno Lohse.
Nessuno sa esattamente quante opere siano state saccheggiate dai nazisti e quante ancora possano mancare. La Claims Conference ha detto che circa 650.000 oggetti d’arte sono stati presi, e migliaia di oggetti sono ancora smarriti.
Durante la Seconda Guerra mondiale, le opere d’arte ebraiche confiscate e altre trafugate dai nazisti furono immagazzinate a Parigi nella Galleria nazionale del Jeu de Paume o vi transitarono prima di partire per la Germania.
Ecco il database di oggetti d’arte al Jeu de Paume: www.errproject.org/jeudepaume
- Lunedì 18 Ottobre 2010


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Commenti
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Il 8 Dicembre 2010 alle 00:02 stefano ha scritto:
per non parlare dell’oro nei denti, dei gioielli, delle case, dei contratti, dei conti correnti, delle terre….
è stato facile per i tedeschi risolevvare le casse dello stato dopo il 29′
Chissà come mai Hitler ha scelto proprio gli ebrei e gli zingari per la sua carneficina?