- Tags: colera, epidemia, Haiti, reportage
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La prima notizia sul diffondersi di un’epidemia di colera sull’isola caraibica di Haiti risale allo scorso 21 ottobre: la morte di almeno 19 persone, in gran parte bambini, nella regione di Artibonite e il ricovero di centinaia di persone con i sintomi tipici della malattia (vomito, diarrea e febbre alta) hanno portato le autorità a dare l’allarme.
- La prima notizia sul diffondersi di un’epidemia di colera sull’isola caraibica di Haiti risale allo scorso 21 ottobre
- A far dare l’allarme, la morte di almeno 19 persone, in gran parte bambini, nella regione di Artibonite e il ricovero di centinaia di persone con i sintomi tipici della malattia
- Da più di cento anni ad Haiti non erano segnalati casi di colera
- Le terribili condizioni igieniche seguite al sisma hanno riattivato il batterio
- I funerali di una delle vittime dell’epidemia a Drouin (Grande Saline)
- Un medico statunitense certifica la morte per colera di un uomo di Droin, Haiti
- Il batterio del colera ha trovato terreno fertile nell’acqua di pessima qualità a disposizione dei terremotati
- Ospedale di Grande-Saline, Haiti
- Il contagio è stato favorito quest’ultimo dalle piogge torrenziali delle ultime settimane
- Ormai il numero dei decessi per colera è salito a 253
- Ieri l’epidemia è arrivata nella capitale, Port-au-Prince, dove oggi cinque persone hanno evidenziato i sintomi della malattia
- I contagiati sono oltre 3.000
- I medici e le organizzazioni umanitarie privi dei supporti sanitari adeguati e non riescono a far fronte all’emergenza
- Il Governo, che per il prossimo 28 novembre ha fissato le elezioni presidenzali e legislative, cerca di minimizzare
- I controlli al confine con Santo Domingo, l’altro Stato dell’isola, sono stati rafforzati, ma la frontiera resta aperta
- Anche l’Onu sottolinea che le persone decedute a Port-au-Prince provenivano dall’interno del Paese
- Il colera è una malattia altamente contagiosa causata da un batterio
- Violenti attacchi di diarrea portano facilmente i malati a perdere in quattro ore anche il 10% del loro peso
- Se non curato subito con antibiotici e acqua purificata, il colera può portare alla morte per disidratazione anche in meno di 24 ore
- Una donna con il figlio, ricoverati all’ospedale St.Nicholas di Saint Marc, Haiti
Da più di cento anni ad Haiti non erano segnalati casi di colera, ma le terribili condizioni igieniche seguite al sisma hanno riattivato il batterio, che ha trovato nella pessima qualità dell’acqua a disposizione dei terremotati fertile terreno di prolificazione prima e di contagio poi, favorito quest’ultimo dalle piogge torrenziali delle ultime settimane che, tra l’altro, hanno anche fatto esondare in più punti in fiume Artibonite.
Ieri l’epidemia è arrivata nella capitale, Port-au-Prince, dove oggi cinque persone hanno evidenziato i sintomi della malattia e sono state messe in isolamento. Ormai il numero dei decessi per colera è salito a 253 e i contagiati sono oltre 3.000.
Nel Paese, già devastato dal terremoto che lo scorso 12 gennaio ha provocato più di 250.000 morti e un milione e mezzo di sfollati, i medici e le organizzazioni umanitarie privi dei supporti sanitari adeguati e non riescono a far fronte all’emergenza.
Il Governo, che per il prossimo 28 novembre ha fissato le elezioni presidenzali e legislative, cerca di minimizzare. I controlli al confine con Santo Domingo, l’altro Stato dell’isola, sono stati rafforzati, ma la frontiera resta aperta. E anche l’Onu sottolinea che le persone decedute a Port-au-Prince provenivano dall’interno del Paese.
Il colera è una malattia altamente contagiosa causata da un batterio. Violenti attacchi di diarrea portano facilmente i malati a perdere in quattro ore anche il 10% del loro peso e, se non è possibile intervenire subito con cure adatte (antibiotici e acqua purificata), alla morte per disidratazione anche in meno di 24 ore.
- Lunedì 25 Ottobre 2010



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