Archivio di Gennaio, 2011

La Fiat Punto grigia, l'auto sulla quale viaggiava Elisa (ANSA / PIETRO CROCCHIONI)
Sono ancora molti i punti da chiarire sulla morte di Elisa Benedetti, la studentessa scomparsa nella notte tra sabato e domenica a Perugia e trovata cadavere questa mattina in una zona boscosa lungo il torrente di Civitella Benazzone, frazione Nord di Perugia.
La ragazza, di Città di Castello, sabato sera era in compagnia di un’amica in una discoteca in località Casa del Diavolo, dove avrebbe conosciuto alcuni ragazzi nordafricani con cui avrebbe anche scambiato il numero di telefono. Vicino al locale aveva avuto un piccolo incidente e, mentre l’amica era scesa dall’auto per parlare con il conducente dell’altra vettura, la 25enne si era allontanata senza dare spiegazioni. Così l’amica preoccupata, anche perché avevano bevuto qualche “bicchiere di troppo”, aveva chiamato i carabinieri.
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La Fiat Punto grigia, l’auto sulla quale viaggiava Elisa
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Elisa, la studentessa di 25 anni scomparsa e ritrovata morta
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Elisa con l’amica con la quale aveva passato la serata sabato
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Il ritrovamento in una zona boscosa nei pressi di Civitella Benazzone
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Corpo ritrovato non molto distante dal luogo in cui aveva lasciato la macchina
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Il recupero del corpo di Elisa Benedetti
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Il recupero del corpo della giovane
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Le borse delle ragazze all’interno della Fiat Punto grigia
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Carabinieri nella zona di ritrovamento del cadavere
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I carabinieri nella zona boscosa nei pressi di Civitella Benazzone
Le ricerche sono scattate immediatamente e domenica mattina l’auto della ragazza è stata trovata non lontano dalla discoteca e dal luogo dell’incidente, vicino al torrente Ventia: sul posto alcune tracce che indicavano il possibile allontanamento a piedi della giovane. Le ricerche - anche con l’aiuto delle unità cinofile - si sono così concentrate nella zona, a tratti impervia.
È giallo invece su una telefonata fatta dalla ragazza: la notizia inizialmente diffusa parlava di una chiamata della giovane al 112 che affermava di “essere stata violentata” e di essere rimasta impantanata con l’auto in una zona boschiva. Una lunga telefonata che poi si è interrotta a causa dell’esaurimento della batteria.
I carabinieri non hanno confermato di aver ricevuto una chiamata del genere, ma solo quella dell’amica che ne denunciava la scomparsa.
Il corpo della giovane sarebbe stato trovato non molto distante dal luogo in cui aveva lasciato la macchina la sera di sabato, a circa un chilometro vicino agli argini di un laghetto artificiale, completamente ricoperto dal fango ma con tutti i vestiti addosso, fatta eccezione per un maglione. Ad individuare il corpo è stata la squadra dei carabinieri di Arezzo, dotata di un elicottero.
Il medico legale della Procura di Perugia, dopo la prima ispezione cadaverica, non ha voluto esprimersi sulle possibili cause della morte. La tesi che sta prendendo forza dopo che gli inquirenti hanno trovato uno dei maglioni della ragazza, bagnato, su un ramo a poca distanza dal luogo del decesso, è che potrebbe essere stata vittima del freddo dopo una caduta accidentale nel torrente. (Apcom)

Il giorno della grande manifestazione (Epa/Jim Hollander)
”Quello che avete cominciato non si deve fermare”: questo l’appello pronunciato ieri dal premio Nobel Mohammed El Baradei, uno dei principali leader dell’opposizione, ai manifestanti raccolti da ore nella grande piazza Tahrir, diventata il simbolo della protesta contro il regime di Hosni Mubarak. Ad ascoltarlo migliaia di persone che per la terza giornata consecutiva hanno sfidato il coprifuoco e sono rimaste anche nella notte. Molti hanno piantato tende, altri hanno acceso dei fuochi per riscaldarsi. A loro si sono uniti anche alcuni veterani dell’esercito con le loro vecchie divise ornate delle medaglie.
Segui sul canale MONDO l’evoluzione della situazione in Egitto.

Un manifestante davanti al Museo egizio (Epa/Khaled El Fiqi)
In questa galleria fotografica, i volti dei protagonisti delle proteste anti-Mubarak:
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Una ragazza sventola la bandiera egiziana sulle spalle di un adulto
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Una manifestante in Piazza Tahrir
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Un Mubarak-faraone e la scritta “Abbastanza!!”
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La grande protesta nel giorno della “marcia di un milione”
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La bandiera egiziana sul volto
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I manifestanti egiziani si sono accampati nel centro del Cairo e hanno promesso non di andarsene prima di avere scacciato il presidente Hosni Mubarak
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”Quello che avete cominciato non si deve fermare”: questo l’appello pronunciato ieri dal premio Nobel Mohammed El Baradei,
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Un uomo ferito durante le proteste continua a gridare slogan per le strade de Il Cairo
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Un bambino regge un cartello contro Mubarak sulle spalle di un adulto
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Una donna regge un cartello con la scritta: “Vattene! Ne abbiamo abbastanza!”
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Nella capitale, i manifestanti si raccolgono nella grande piazza Tahrir, diventata il simbolo della protesta
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Sventolando la bandiera dell’Esercito egiziano
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Le proteste davanti al Museo egizio, assaltato sabato da vandali prima che l’esercito prendesse il controllo dell’edificio
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Un uomo ferito attende soccorsi
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Ai manifestanti si sono uniti anche alcuni veterani dell’esercito con le loro vecchie divise ornate delle medaglie
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Un religioso prende parte alla protesta
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Un’anziana regge un cartello contro Mubarak
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Un manifestante davanti al Museo egizio
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Un uomo mostra il segno della vittoria in Piazza Tahrir
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Dopo sei giorni dall’inizio delle rivolte anti-Mubarak, si contano almeno 150 morti
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La Tv satellitare Al Jazira domenica è stata oscurata e i suoi giornalisti privati dalle autorità di tutti gli accrediti in Egitto
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Un appello è stato diffuso per “una marcia di un milione di persone” per martedì
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Un ragazzo posa per i fotografi con un coltello
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Un ferito in Piazza Tahrir
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Un manifestante di ripara dai gas lacrimogeni
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Una donna bacia un poliziotto
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Manifestanti in Piazza Doqqi
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Maged Mahmoud, uno dei feriti nella giornata di venerdì
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Un uomo si ripara dai gas lacrimogeni
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Un uomo regge un cartello con la scritta “La parola di Dio dice che c’è una fine per chiunque faccia il male”
”Il popolo vuole fare cadere questo presidente”, scandivano mentre El Baradei rispondeva di avere ricevuto il mandato dalle opposizioni di avviare un governo di salute pubblica. Per la prima volta si sono uniti alla protesta anche religiosi sunniti vicini al governo, parte della redazione di Al Ahram, quotidiano filo-governativo, decine di giudici e il movimento islamista -illegale nel Paese - dei Fratelli musulmani.

Una donna bacia un poliziotto (AP Photo/Lefteris Pitarakis)
Dopo sei giorni dall’inizio delle rivolte anti-Mubarak, si contano almeno 150 morti, secondo la Tv satellitare Al Jazira, che ieri è stata oscurata e privata dalle autorità di tutti gli accrediti in Egitto. Da qualche ora, polizia ed esercito hanno chiuso l’accesso alla piazza e centinaia di manifestanti sono rimasti bloccati nelle strade adiacenti. Intanto oggi è stato lanciato un appello per “una marcia di un milione di persone” da compiere domani, una settimana dopo l’inizio delle manifestazioni di protesta contro il regime. Intanto grandi manifestazioni di protesta contro il regime di Hosni Mubarak hanno preso il via ad Alessandria, Suez e Porto Said.

Freddy Nock cammina sul cavo della funivia (AP Photo/Keystone, Arno Balzarini)
Freddy Nock, spericolato quanto bravo equilibrista svizzero, non è nuovo a simili impresa. L’ultima volta che abbiamo parlato di lui aveva camminato su un cavo sospeso dalla chiesa al castello di Thun. Ora si è superato, con tanto di record. Nel weekend ha dato spettacolo nei Grigioni.
Il funambolo ha iniziato il suo percorso sul cavo della funivia di alta montagna di Corvatsch, a Silvaplana, in Svizzera, all’altezza di 3303 metri. Il suo tentativo di record mondiale era effettuare l’intero percorso fino alla stazione Murtèl (a 1600 m), a valle.
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A passeggio sulla funivia
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Prova da brividi dalla funivia scendendo dalla stazione a monte (a 3.303 metri d’altezza) fino a quella di Silvaplana, Svizzera
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Il tentativo è stato interrotto per nebbia ma è comunque record
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L’acrobata 45enne ha coperto un dislivello di 600 metri
Freddy Nock ha completato i primi 572 metri in 35 minuti. A causa delle condizioni difficili come basse temperature (-13°), forte vento e nebbia in arrivo, l’equilibrista ha dovuto annullare la seconda tappa fino alla stazione di Murtèl per motivi di sicurezza.
Dopo un breve riscaldamento in cabina Freddy ha voluto provare di nuovo, ma l’emergere della nebbia e il rischio di formazione di ghiaccio sul cavo di sostegno lo hanno costretto a fermarsi dopo 20 metri e a rimandare il suo obiettivo.
Resta comunque un record: essere la prima persona in equilibrio su un cavo a un’altezza di 3.303 metri.

(Epa/Peter Schneider)
Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più belle, per raccontare frammenti di piccole e grandi storie, come ogni settimana…

(AP Photo/Xinhua, Liao Fuan)
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Esercitazioni invernali di un gruppo di reclute dell’Esercito di liberazione popolare a Yichun, Cina
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Prima comunione a Port au Prince, Haiti
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Convivenza con uno squalo toro nel Grande Acquario di Hong Kong
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Una concorrente ai campionati di pattinaggio su ghiaccio a Berna, Svizzera
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Team building militare a Pechino, Cina
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Fieri di essere tunisini! a Tunisi
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Nuotata mattutina a San Francisco
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Acrobazie aeree a Rangeley, Maine
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Scultura di neve con cappello a Ofterschwang, Germania
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Il giovane boxeur Jose Salazar in allenamento a l’Avana, Cuba
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Pescatori al lavoro all’alba su una spiaggia di Gaza
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Una modella sulla passerella di Jean Paul Gaultier a Parigi
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Un uomo guida i suoi cammelli nel deserto fuori Marjah, Afghanistan
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Cigni nel lago presso il castello di Linderhof a Ettal, Germania
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Una scimmia delle nevi alle terme sulle montagne di Yamanouchi, Giappone
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Passeggiata sul lago ghiacciato a Benxi, Cina
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Preparativi per la Festa della Repubblica a Nuova Delhi, India
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Un uomo in bicicletta lungo una diga sul fiume Elba vicino a Doemitz, Germania
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Spettacolo di equilibrismo a Calcutta, India
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Una bandiera a stelle e strisce sommersa dalla neve al Memoriale dei veterani di East Hartford, Connecticut
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Un operaio nel cimitero militare Tymvos Makedonitissas di Cipro: qui verranno sepolti gli ultimi ciprioti dati per dispersi dopo l’invasione turca del 1974
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Una donna si protegge dai gas lacrimogeni durante le proteste anti-Mubarak a Il Cairo
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Tracce di Bansky a Park City, Utah
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Cambio treno a Dhaka, Bangladesh
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Giornate del motociclo ad Amburgo, Germania
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Conto alla rovescia per l’Anno del coniglio a Singapore
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Hong Kong, due artisti di una troupe acrobatica si preparano allo show per il Capodanno cinese
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Tre uomini impegnati nel rito del Sacrificio al cielo a Pechino, Cina
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Eruzione del vulcano Shinmoedake, Giappone
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Festival internazionale delle mongolfiere a Chateau d’Oex, Svizzera

(Epa/Ym Yik)
LE FOTO PIÙ BELLE, SETTIMANA DOPO SETTIMANA

(Epa/Karl-Josef Hildenbrand)

Lucia Bosè nel 1947
Nata a Milano nel 1931, Lucia Bosè, all’anagrafe Borloni, festeggia oggi i suoi 80 anni. La sua lunghissima carriera inizia quando, appena sedicenne, impiegata in una pasticceria, prende il pullman per Stresa e si lancia nell’avventura di Miss Italia 1947. Ne uscirà con la fascia tricolore della vincitrice, grazie non solo al suo vitino da vespa e alle sue forme, ma anche al suo sorriso timido e contagioso, a una volontà di ferro e a un profumo di quotidiano che, nella valutazione dei giudici, la fa primeggiare anche su Gina Lollobrigida, che si dovrà accontentare del terzo posto.
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Lucia Bosè in una sua foto inviata per partecipare al concorso di Miss Italia nel 1947
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In una sua foto con dedica regalata a Dino Villani, ideatore di Cinquemilalire per un sorriso, il concorso fotografico antesignano di Miss Italia
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Agli esordi della carriera cinematografica
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Sul set del film Vacanze d’amore
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Con Walter Chiari
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Con Raf Vallone sul set del film Non c’è pace tra gli ulivi
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Sul set del film Cronaca di un amore con Massimo Girotti
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Con l’ex torero Luis Miguel Dominguin, suo marito, a Roma nel 1956
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Con Mel Ferrer e Audrey Hepburn, ad una corrida a Madrid nel 1955
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Con il figlio Miguel Bosè nel 1978
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Con i capelli blu nel 1998
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Con Miss Italia 2005, Edelfa Chiara Masciotta
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Presidente di giuria a Miss Italia 2006
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Sul set della fiction Capri
Tre anni dopo, per lei si schiudono le porte di Cinecittà. Nel solo 1950 le offrono parti da protagonista il maestro indiscusso del cinema popolare neorealista, Peppe De Santis (Non c’è pace tra gli ulivi) e l’astro nascente al debutto Michelangelo Antonioni (Cronaca di un amore), adattandosi istintivamente a contesti e partner diversi, a stili di cinema quasi opposti, senza perdere in naturalezza e bellezza. Nel ‘51 è diretta nuovamente da De Santis (Roma ore 11), poi da Antonioni (La signora senza camelie), che per la prima volta le regala l’alone di mistero insondabile, di ritrosia elegante, di malinconia distante, che saranno la sua cifra espressiva più marcata. Ma Lucia Bosè lavora instancabilmente e con molti in quei primi anni ‘50: Luciano Emmer la promuove fra le Ragazze di Piazza di Spagna (1952); Mario Soldati ne scopre la vocazione per la commedia al fianco di Walter Chiari (È l’amor che mi rovina, con sceneggiatura di Monicelli e Steno); Giorgio Simonelli la porta nel mondo del neorealismo rosa (Accadde al commissariato).

Con Raf Vallone sul set del film Non c'è pace tra gli ulivi
Nel 1955 la sua carriera prende un altro passo, piú europeo e intellettuale: dopo aver ritrovato una matrice antonioniana nel bellissimo Gli sbandati di Francesco Maselli, Lucia Bosè sbarca in Spagna (Gli egoisti, di Bardem) e poi in Francia (Gli amanti senza domani di Luis Buñuel). Per la piccola commessa milanese si schiudono le porte di un mondo più grande. A Madrid, durante una cena in casa di amici, conosce il mitico torero Luis Miguel Dominguin, che diverrà suo marito l’anno dopo, nel ‘56. La loro storia d’amore fece il giro del mondo, scatenò passioni degne delle teste coronate, fece la felicità dei rotocalchi e finì malissimo. A Lucia rimasero molti amici conosciuti in questa folle gimkana amorosa (primo fra tutti Pablo Picasso che alle corride non mancava mai) e tre figli, a cominciare da Miguel, astro del cinema e della canzone che ancor oggi definisce come il suo migliore amico.
Autentico padre padrone, Dominguin aveva obbligato la moglie a lasciare i set e a ritirarsi. Una volta riconquistata a caro prezzo la libertà, torna sulle scene nel 1968 grazie alla testardaggine del più intellettuale dei registi catalani, Pedro Portabella (Nocturno 29) e poi in Italia coi fratelli Taviani (Sotto il segno dello scorpione, 1969). È cambiata la donna, è mutata l’attrice: Fellini ne fa un’icona solitaria in Satyricon, Bolognini la elegge a sua musa in ben tre film, da Metello al televisivo La certosa di Parma, la cercano Nelo Risi (La colonna infame), Liliana Cavani (L’ospite), Giulio Questi (Arcana) ma anche Marguerite Duras, Jeanne Moreau, Beni Montresor. È ormai a tutti gli effetti una gran dama del cinema europeo e forse per questo, dopo Cronaca di una morte annunciata (’87) e qualche altra apparizione, decide per la seconda volta di lasciare la scena. Tutte le sue energie sono concentrate su un nuovo sogno, una passione: ha acquistato un vecchio mulino, vicino a Segovia e ne ha fatto Il museo degli angeli dedicato all’arte contemporanea.”Insieme ai miei tre figli - dice - è la cosa più bella che sono stata capace di fare nella mia vita”.

Presidente di giuria a Miss Italia 2006 (Carlo Ferraro/Ansa)
Oggi a Madrid vedrà raccolti intorno a sé amici, familiari e, ovviamente, tutti i media spagnoli per celebrare il suo ottantesimo compleanno in occasione della prima di Una pequena abeja enfurecida, versione spagnola del recital di poesie e canzoni Una piccola ape furibonda, dedicato ad Alda Merini. La grande diva del cinema internazionale ha personalmente tradotto e adattato in castigliano le poesie-canzoni nate dalla lunga collaborazione tra la Merini e Nuti e, durante lo spettacolo, si alternerà al cantante - compositore leggendo una scelta dei versi meriniani.
(ANSA)

Una modella sfila per Unrath & Strano a Berlino (AP Photo/Markus Schreiber)
Dai protagonisti della politica, dello sport e dello spettacolo alle persone comuni che, semplicemente, hanno colpito l’attenzione di un fotografo: ecco i “volti della settimana”, nelle foto scelte dalla redazione…

La tennista Petra Kvitova (AP Photo/Rob Griffith)

Hong Kong, conto alla rovescia per l'anno del coniglio (Epa/Ym Yik)
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Una modella sfila per Unrath & Strano a Berlino
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Un piccolo danzatore al carnevale di Tenosique, Messico
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Il matador colombiano Luis Bolivar durante una corrida a Bogotà
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La tennista Petra Kvitova in campo agli Australian Open di tennis
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Due modelli durante la presentazione della nuova collezione di Walter Van Beirendonck a Parigi
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Hong Kong, conto alla rovescia per l’anno del coniglio
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Festa hindu di Thaipusam a Kuala Lumpur, Malesia
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L’artista Usha Nangiar esegue la danza tradizionale indiana Nangiarkoothu
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Un giovane tifoso della Giordania all’Asian Cup Qatar 2011
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Ricardo Kaka durante una conferenza stampa a Madrid
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Barack Obama durante la conferenza stampa congiunta con Hu Jintao alla Casa Bianca
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Washington, il tibetano Tsering Wangdu protesta contro la visita del presidente cinese Hu Jintao
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Protesta contro il nuovo governo a Tunisi
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Una modella sfila per Vandevorst a Berlino
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Il tennista Gael Monfils sui campi degli Australian Open
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Naseebah Zarghoul, 4 anni, rifugiata afghana a Islamabad, Pakistan
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Cannes, i cantanti della band Monarchy al 45esimo MIDEM
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Poliziotti in assetto antisommossa a Tunisi
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Una modella sfila per il marchio Blacky Dress a Berlino
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L’attrice cinese Gong Li alla premiere del film Shanghai di Mikael Hafstrom a Seul
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Settimana Verde Internazionale a Berlino
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Nicholas Winton, 101 anni, a Praga, alla prima del documentario che racconta la sua storia: salvò 669 bambini nella Cecoslovacchia occupata dai nazisti
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Protesta antogovernativa a Bangkok, Thailandia
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Una modella indiana alla presentazione di una nuova linea di gioielli con diamanti a Calcutta
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Una modella sfila per Schumacher a Berlino
PEOPLE: LE FOTO delle SETTIMANE PRECEDENTI

Un piccolo danzatore al carnevale di Tenosique, Messico (Epa/Jaime Avalos)

La scrittrice Edit Bruck (Ansa/Federica Valabrega)
Oggi è il Giorno della Memoria, il giorno del ricordo. Per non dimenticare le vittime del nazionalsocialismo, del fascismo, dell’Olocausto, in onore di chi a rischio della propria vita ha protetto i perseguitati.
Nelle celebrazioni al Quirinale, queste le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Nulla poteva motivare, se non un cieco razzismo persecutorio, la espulsione decretata dal fascismo degli ebrei e delle loro Comunità dal consorzio civile italiano”.
Nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il capo dello Stato ha ricordato anche il contributo che gli ebrei diedero a questo storico traguardo come “patrioti risorgimentali”.
Noi, tramite le fotografie di Federica Valabrega, riportiamo in questa galleria fotografica i volti e le storie di alcuni sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, ritratti nella loro vita quotidiana di oggi.
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Mario Limentani, deportato a Mauthausen nel 1943
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La scrittrice Edit Bruck
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Ida Marcheria, 81, matricola 70412
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Alberto Sed e sua moglie
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La famiglia di Alberto Sed, matricola A-5491
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Giuseppe di Porto, matricola 167988
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Marisa Di Porto, matricola A-5361, deportata ad Auschwitz
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Enrica Zarfati, 89 anni, matricola A-8506
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Lello di Segni, matricola 157722

(AP Photo/Fernando Vergara)
Almeno 20 uomini morti sono morti nell’ennesimo incidente dal fronte delle miniere dell’America Latina: la tragedia è avvenuta ieri in un giacimento di carbone colombiano, a causa di un’esplosione provocata dall’accumulazione di gas metano. Ci sono anche sei feriti, mentre non è chiaro il numero dei minatori rimasti intrappolati, che oscilla tra i 13 e i 25. L’incidente è avvenuto nella miniera La Preciosa, nello stato Norte de Santander, alle 06:30 ora locale, in coincidenza con il cambio di turno del gruppo dei mineros.
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La tragedia è avvenuta ieri in un giacimento di carbone colombiano, a causa di un’esplosione provocata dall’accumulazione di gas metano
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È l’ennesimo incidente dal fronte delle miniere dell’America Latina
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L’esplosione è avvenuta alle 06:30 locali del 26 gennaio, in coincidenza con il cambio di turno del gruppo dei mineros
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Ci sono anche sei feriti, mentre non è chiaro il numero dei minatori rimasti intrappolati
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Probabilmente tutti i minatori sono morti a causa della forte concentrazione di monossido di carbonio
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L’incidente è avvenuto nella miniera La Preciosa, nello stato Norte de Santander
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Le autorità hanno sottolineato che la miniera era sottoposta a ”controlli rigorosi”
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Ma i media locali hanno ricordato che proprio a ‘La Preciosa’ quattro anni fa ci fu un’esplosione simile, incidente che provocó la morte di 31 persone
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La tragedia ha riacceso nei media colombiani le polemiche sui numerosi incidenti nelle miniere del paese negli ultimi anni
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Solo nel 2010 più di 130 minatori sono morti a causa di incidenti simili a questo
”Un’esplosione di gas metano come questa produce una sorta di colpo di cannone” che provoca a sua volta una grande fiammata all’interno della miniera”, ha sottolineato il governatore dello stato, William Villamizar, che fin da subito ha chiarito che c’erano poche speranze di trovare in vita i minatori. E infatti, dopo qualche ora - e mentre sul posto erano accorsi gli uomini della Croce Rossa, l’esercito e la protezione civile - Villamar ha fatto sapere che cinque uomini erano morti. ”Probabilmente tutti i minatori sono morti a causa della forte concentrazione di monossido di carbonio”, ha precisato d’altra parte Gabriel Tamayo, amministratore della miniera, rilevando che con ogni probabilità i ventilatori delle gallerie hanno smesso di funzionare proprio a causa dell’esplosione.
Le autorità hanno sottolineato che la miniera era sottoposta a ”controlli rigorosi” da parte dell’Istituto colombiano di geologia e miniere (Ingeominas), ma i media locali hanno subito ricordato che proprio a La Preciosa quattro anni fa ci fu un’esplosione simile, incidente che provocó la morte di 31 persone. Questa tragedia ha riacceso nei media colombiani le polemiche sui numerosi incidenti nelle miniere del paese negli ultimi anni. Solo nel 2010, affermano alcuni esperti, più di 130 minatori sono morti a causa di incidenti simili a questo. La situazione non è molto diversa in altri paesi dell’America Latina: per esempio in Cile, dove però lo scorso ottobre è avvenuto il miracoloso salvataggio, tramite la costruzione di un tunnel, dei 33 uomini rimasti rinchiusi per più di due mesi dentro una miniera di rame e oro. (ANSA)

Soldati dell'esercito indiano indiano in marcia (Epa/Harish Tyagi)
Si è tenuta stamattina a New Delhi, in occasione della Festa della Repubblica, la tradizionale parata militare che celebra l’anniversario dell’adozione della Costituzione repubblicana (1950). Lungo la scenografica strada di Rajpath - la spianata che va dall’arco di India Gate al palazzo presidenziale - l’India ha mostrato i ”gioielli” del suo arsenale militare: le forze armate hanno esibito il primo caccia leggero Tejas, frutto di oltre 20 anni di ricerca e destinato a sostituire la vecchia flotta dei russi Mig 21, il carro armato T-90 e l’elicottero medio multiruolo Dhruv (in sanscrito ‘’stella polare”).
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Soldati dell’esercito indiano indiano in marcia
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Danze popolari del Rajasthan
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Soldati durante la parata a New Delhi
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Gli ordini di un ufficiale durante la parata a New Delhi
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Danze popolari del Punjab
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Una guardia di frontiera sfila a dorso di cammello
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Soldati in marcia a New Delhi
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Danze popolari del Maharashtra
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I colori dell’India sventolano durante le celebrazioni ad Amritsar
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Il Reggimento del Punjab in marcia
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Il reggimento di fanteria leggera Sikh durante la parata
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Una piramide di motociclisti sfila issando la bandiera nazionale
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Il carro in rappresentanza dello Stato di Kerala: uno dei tanti che ha partecipato alla sfilata
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Le forze armate hanno esibito il primo caccia leggero Tejas, frutto di oltre 20 anni di ricerca
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Un contingente paramilitare sfila a Bangalore
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Acrobazie motociclistiche a Jammu
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Ordini al reggimento dell’Assam durante la parata a Calcutta
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Danze Gidha ad Amritsar, durante le prove per la cerimonia
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La polizia del Punjab sfila ad Amritsar
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Ispezione prima della parata ad Amritsar
Ospite d’onore della giornata, il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono, seduto al fianco della presidente della Repubblica indiana Pratibha Patil, che è anche la comandante delle forze armate. La parata, trasmessa in diretta televisiva e seguita da decine di migliaia di spettatori indiani e stranieri, si è svolta in una capitale ”blindata” per paura di attentati terroristici: schierati oltre 50 mila agenti di sicurezza, reparti speciali, cecchini sui tetti e velivoli senza pilota. Celebrazioni e parate militari si sono svolte anche in altre città indiane, tra cui Calcutta, Jammu, Bangalore e Amritsar. (ANSA)

Danze popolari del Rajasthan (AP Photo/Gurinder Osan)

(Bryan Derballa/Sipa Press)
Colorati, snodati, sicuramente innovativi. Sono gli artisti che diventano sculture umane nello spettacolo “Bodies in Urban Spaces“, dietro la brillante coreografia dell’austriaco Willi Dorner. Ed ecco che per una giornata intera Manhattan si pennella di intrighi di corpi che ricordano gli incastri del Tetris, nei luoghi e nei modi più impensati, raccolti in questa galleria fotografica.
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La coreografia è di Willi Dorner
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Gli artisti hanno portato il loro show in differenti luoghi del distretto
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Lo show è iniziato all’alba
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I perfomer in posizione
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Uno show per riscoprire gli angoli della città
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Artisti snodati e colorati come Tetris
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Incastri ad arte, per le vie della città
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Il progetto ha toccato le principali capitali mondiali
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Anche una cabina telefonica diventa un luogo d’arte
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Gli artisti in linea dopo aver finito l’esibizione
In una serie di “Interventi fisici” di breve durata, lo spettatore passante riscopre la città.
Già passato per New York, Istanbul, Berlino, Vienna, Londra e moltissime altre capitali europee e mondiali, lo show nell’ottobre scorso era approdato anche in Italia, in prima assoluta ad Alessandria.

(Bryan Derballa/Sipa Press)
Il video da YouTube di “Bodies in Urban Spaces” ad Alessandria:

Un aborigeno si esibisce nella Woggan-ma-gule, la cerimonia dell'incontro delle acque (AP Photo/Rick Rycroft)
Il 26 gennaio è l’Australia Day, la festa nazionale ufficiale dell’Australia, che ricorda lo sbarco della First Fleet nella Baia di Sydney, avvenuto nel 1788.
Per questa ricorrenza si rincorrono celebrazioni in ogni parte del paese. Molti degli australiani aborigeni chiamano però l’Australia Day “Invasion Day”.
Tra commemorazione del passato e celebrazione del futuro, ai Giardini Botanici di Sydney si svolge la Woggan-ma-gule Morning Ceremony, la cerimonia aborigena dell’incontro delle acque sulla nazione Darug e sulle terre dei Gadigal e dei clan vicini, Dharawal, Yuin, Gurik, Wonaroo e Awabakal.
Nella baia di Sydney si tiene invece la regata annuale. Anche nei campi di Melbourne, dove sono in corso gli Australian Open di tennis, è festa nazionale.
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Un aborigeno si esibisce nella Woggan-ma-gule, la cerimonia dell’incontro delle acque
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Aborigeni si esibiscono nella Woggan-ma-gule, con la loro interpretazione contemporanea
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La Woggan-ma-gule Morning Ceremony è eseguita ai Giardini botanici di Sydney
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Un giovane aborigeno raffigura uno squalo nella cerimonia Woggan-ma-gule
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Il Woggan-ma-gule è la commemorazione del passato e la celebrazione del futuro
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Agli Australian Open di tennis ragazze si schierano sul campo disegnando i confini dell’Australia, per celebrare l’Australia Day
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Nella regata annuale per la festa nazionale i traghetti passano avanti all’Opera House
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Traghetto decorato come uno squalo durante la regata annuale
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LA Woggan-ma-gule è l’incontro delle acque sulla nazione Darug e le terre degli aborigeni Gadigal e dei clan vicini
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Cerimonia Woggan-ma-gule con l’interpretazione contemporanea di una storia della creazione del popolo Yuin

Modella sfila per Lever Couture alla Settimana della moda di Berlino (AP Photo/Markus Schreiber)
Modelle a seno scoperto e con gambe dalla falcata vertiginosa su passerelle, aspiranti miss in sfide di bellezza, attrici in sorrisi mozzafiato, muscoli e atleticità tirate sotto rete o perlate di sudore, ballerine aggraziate…

Modella sfila per Stephan Pelger alla Fashion Week di Berlino (Ansa/EPA/BRITTA PEDERSEN)

Tifose sugli spalti agli Australian Open (Ansa/EPA/DENNIS M. SABANGAN)
Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più sexy, scatti di seduzione cercata o naturale.
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Modella con una creazione Lever Couture alla Fashion Week di Berlino
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Modella sfila per Stephan Pelger alla Fashion Week di Berlino
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Tifose sugli spalti del match Flavia Pennetta-Lourdes Dominguez Lino agli Australian Open
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Minka Kelly e Leighton Meester alla proiezione di “The Roommate” a Los Angeles
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La tennista Yanina Wickmayer agli Australian Open
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Filippine partecipanti al concorso di bellezza a Quezon
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Una modella mostra il seno all’Etam Fashion Show a Parigi
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La cantante rumena Ina arriva a Cannes per gli NRJ Music Awards
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La tennista russa Vera Zvonareva siede a fine game agli Australian Open
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Modella sfila per Lever Couture alla Fashion Week di Berlino
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L’attrice americana Beau Garrett alla premiere di “Tron: Legacy” a Berlino
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Il ciclista Cameron Meye baciato da due belle ragazze, Willunga, Australia
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L’attrice cinese Gong Li promuove il film “Shanghai” a Seoul
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La tennista russa Maria Sharapova agli Australian Open
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La sciatrice norvegese Therese Johaug a Otepaa, Estonia
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Modella alla Mercedes-Benz Fashion Week di Berlino
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Modella con un body paint all’Israel Cup Open a Tel Avivi
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Kate Bosworth, componente del cast di “Another Happy Day”, al Sundance Film Festival
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Modella sfila per Lever Couture alla Settimana della moda di Berlino
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L’attrice Amy Adams ai Producers Guild Awards a Beverly Hills
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Una ragazza dei Clippers Spirit si esibisce per il pubblico allo Staples Center di Los Angeles
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Ruby ospite della trasmissione tv “Kalispera”
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Liv Tyler alla premiere di “The Ledge” al Sundance Film Festival
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La first lady americana Michelle Obama aspetta il presidente cinese Hu Jintao alla Casa Bianca
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Modelle con le creazioni di Harumi Momota sfilano a Guadalajara, Messico
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Modella con una creazione A. F. Vandevorst alla Fashion Week di Berlino
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Modella in tenuta da boxe decorata con cioccolato a Monaco
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L’Accademia Teatro alla Scala in un momento della coreografia Ipnos
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Diane Fleri a “Quelli che il Calcio”
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I ballerini Luize Darzniece e Gregoire Lyonnet si esibiscono a Parigi
LE FOTO PIÙ SEXY, SETTIMANA DOPO SETTIMANA

(Bridgena Barnard/Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year 2010)
Organizzato dal Natural History Museum di Londra, in collaborazione con il BBC Wildlife Magazine, il celebre concorso fotografico Veolia Environment Wildlife Photographer of the Year ha visto quest’anno la partecipazione di oltre 3.000 concorrenti, provenienti da 91 Paesi, che hanno presentato 31.152 fotografie naturalistiche. Una giuria di famosi fotografi naturalisti e esperti studiosi del mondo animale ha decretato i vincitori, premiando in totale oltre un centinaio di fotografie.
Il Forte di Bard ospita per il secondo anno consecutivo l’anteprima italiana dell’esposizione delle foto premiate: inaugurata lo scorso 5 gennaio, sarà visitabile dal pubblico fino al 1° maggio 2011.
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A marvel of ants di Bence Máté
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The frozen moment di Fergus Gill
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The thoughtful baboon di Adrian Bailey
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The moment di Bridgena Barnard
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Swamp heaven di Mac Stone
Tra le immagini esposte, la foto vincitrice del premio più ambito, il Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year, dal titolo A marvel of ants (Il miracolo delle formiche), del fotografo ungherese Bence Máté, che cattura la complessità del comportamento della formica tagliafoglie della foresta pluviale della Costa Rica; e la prima classificata nella sezione giovani - dello scozzese Fergus Gill, già vincitore lo scorso anno - dal titolo The frozen moment (Il momento ghiacciato), in cui ritrae una cesena posata sopra un albero.

Il miracolo delle formiche (Bence Máté/Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year 2010)
Tra i premiati, anche due italiani: Antonio Busiello ha vinto il premio nella categoria La natura in bianco e nero con la sua Storm gathering (La tempesta che cresce), un’immagine sull’essenza dell’Africa selvaggia; mentre Maurizio Biancarelli ha vinto nella categoria Luoghi selvaggi con la foto dal titolo A wild wonder of Europe (Una meraviglia selvaggia dell’Europa), che immortala le cascate di Veliki Prstvaci, nel Parco Nazionale del Lago Plitvice in Croazia.
Vedi anche: Le foto naturalistiche più belle del 2009

Challenger McAuliffe, la maestra nello spazio prima di un volo all'interno di un T-28 NASA (AP Photo/Ed Kolenovsky, File)
Venticinque anni fa si compiva nei cieli americani il disastro dello Space Shuttle Challenger.
La mattina del 28 gennaio 1986 avveniva il lancio nello spazio quando dopo 73 secondi di volo il Challenger andò distrutto. Si trattò di una morte in diretta tv visto che a bordo dell’equipaggio, composto da sette persone, si trovava Christa McAuliffe, astronauta e insegnante che avrebbe dovuto tenere dallo spazio una lezione collegata via satellite con studenti di tutto il mondo.
I suoi genitori, i suoi amici e tutti i suoi allievi erano sulle tribune del Kennedy Space Center, non lontano da dove decollò lo Shuttle, e assistettero alla tragedia dal vivo. La McAuliffe, oltre a essere nota come “maestra nello spazio”, era già conosciuta come un’insegnante popolare ed energica, con un grande interesse per i suoi studenti.
Da allora è cresciuta un’intera generazione di astronauti, tra cui anche ex scolari della McAuliffe.
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Challenger McAuliffe, la maestra dello spazio prima di un volo all’interno di un T-28 NASA
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Il Challenger esplode poco dopo il lancio dal Kennedy Space Center
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Il Challenger si solleva dal Pad 39B al Kennedy Space Center
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L’insegnante Challenger McAuliffe fa jogging con amiche a Concord
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Challenger McAuliffe e Barbara Morgan ridono durante il training
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Challenger McAuliffe accanto al Challenger
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L’esplosione dello Shuttle Challenger
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Challenger McAuliffe posa al Johnson Space Center ad Houston
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L’equipaggio del Challenger
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La tomba di Challenger McAuliffe, maestra nello spazio nota per il suo carisma

Danzatrici di Kuchipudi a Hyderabad, India (AP Photo/Mahesh Kumar A.)
Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più belle, per raccontare frammenti di piccole e grandi storie, come ogni settimana…

Il Meno esondato a Wiesbaden, Germania (Fredrik von Erichsen/Lapresse)
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Danzatrici di Kuchipudi a Hyderabad, India
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Piercing estremo per la festa di Thaipusam a Singapore
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Il Meno esondato a Wiesbaden, Germania
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Un cartellone pubblicitario installato a Tokyo, Giappone
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Copie dell’anello di fidanzamento donato a Kate Middleton dal principe William sugli anulari delle studentesse del Royal College of Art di Londra
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Una mucca trascinata attraverso un falò a Bangalore, India
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Cerimonia inaugurale del 35esimo Festival internazionale di circo di Monte Carlo, Monaco
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Un cane alla ricerca delle vittime delle alluvioni a Nova Friburgo, Brasile
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La Tamborrada a San Sebastian, Spagna
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Jogging sul Danubio a Budapest, Ungheria
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Soccorsi a un ferito nei pressi di Marjah, Afghanistan
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Fiori nei fucili a Tunisi
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Australian Open Grand Slam a Melbournre
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Stivali in prestito a Wertheim, Germania
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Danze tradizionali garba per la festa di Makar Sankranti a Nuova Delhi, India
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Montreux e il lago di Ginevra coperti dalla nebbia
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Coppa del Mondo di freestyle a Lake Placid, New York
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Una visitatrice alla fiera Bread & Butter di Berlino
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Bagno rituale hindu per la festa di Thaipusam a Kuala Lumpur, Malesia
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Proteste studentesche a San Juan, Porto Rico
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La neve a Brooklyn, New York
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Un bambino haitiano nei pressi dell’ex prigione Fort Dimanche a Port-au-Prince
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Bagno rituale hindu a Sankhu, Nepal
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Un modello sulla passerella di Thierry Mugler a Parigi
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Il Meno esondato ad Heidingsfeld, Germania
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Soldati egiziani di guardia presso Sharm el Sheik, in vista dell’Arab economic summit
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Bagno nell’acqua ghiacciata per l’Epifania ortodossa a Minsk, Bielorussia
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Due senzatetto si riparano dalla pioggia e dal freddo a Mazar-e-Sharif, Afghanistan
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Una spazzina al lavoro a Katmandu, Nepal
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Protesta di Greenpeace a Gerusalemme contro il progetto di una nuova centrale elettrica a carbone

Cerimonia inaugurale del 35esimo Festival internazionale di circo di Monte Carlo, Monaco (Epa/Gaetan Luci)
LE FOTO PIÙ BELLE, SETTIMANA DOPO SETTIMANA

Danze tradizionali garba a Nuova Delhi, India (AP Photo/Gurinder Osan)

Nel villaggio di Lahe
Alcuni clan della tribù indo-mongola dei Naga - in passato cacciatori di teste - vivono in aree montane lungo il confine nord-occidentale della Birmania con l’India. Generalmente risultano inaccessibili ma, una volta l’anno, in occasione dei festeggiamenti per il nuovo anno, accolgono curiosi e turisti. Vestiti di abiti tradizionali, con scudi, lance e copricapi con corna di cinghiale, i guerrieri Naga si cimentano in canti e danze di guerra, al suono dei tamburi, per fare sfoggio del loro valore di cacciatori e impressionare le donne non sposate. Quest’anno la festa si è svolta nel villaggio di Lahe, ma ogni anno si sposta, a turno, tra Leshi, Khamti e Htamanthi.
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Festeggiamenti per il nuovo anno nel villaggio di Lahe
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Lungo il confine nord-occidentale della Birmania con l’India
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Canti e danze di guerra, al suono dei tamburi
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Fanno sfoggio del loro valore di cacciatori
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Ogni anno la festa si sposta, a turno, tra i villaggi di Leshi, Khamti e Htamanthi
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Generalmente risultano inaccessibili ma, in occasione del Nuovo anno, accolgono curiosi e turisti