
(AP Photo/Carmelo Imbesi)
Dopo l’attività esplosiva della notte tra mercoledì e giovedì e una nuova attività - di circa 5 minuti - con emissione di cenere lavica registrata nel primo pomeriggio di ieri, l’Etna è tornato tranquillo. Il fenomeno si è pressoché esaurito, ma “c’è la possibilità che possa riprendere. Manifestazioni come queste sono infatti abbastanza cicliche”, ha osservato Domenico Patanè, direttore della sezione di Catania dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
- Dopo l’attività esplosiva della notte tra mercoledì e giovedì e una nuova attività - di circa 5 minuti - con emissione di cenere lavica registrata nel primo pomeriggio di ieri, l’Etna è tornato tranquillo
- L’evoluzione dell’attività di tipo stromboliano era iniziata fra il 2 e 3 gennaio
- Fino alle 23.00 di mercoledì aveva prodotto soltanto ceneri, per poi diventare più intensa, liberando lava e getti di ceneri fino a 7.000 metri
- Tornata la calma, i fronti di lava si sono arrestati al centro della Valle del Bove, a quota 1.630 metri sul livello del mare, dopo aver percorso complessivamente circa 4.300 metri dalla bocca eruttiva
- Tutto richiama alle fasi che hanno preceduto alcune eruzioni effusive degli scorsi anni, con le colate confinate nella desertica Valle del Bove, senza costituire un rischio per cose o persone
L’evoluzione dell’attività di tipo stromboliano iniziata fra il 2 e 3 gennaio, fino alle 23.00 di mercoledì aveva prodotto soltanto ceneri, per poi diventare più intensa, liberando lava e getti di ceneri fino a 7.000 metri. Tornata la calma, i fronti di lava si sono arrestati al centro della Valle del Bove, a quota 1.630 metri sul livello del mare, dopo aver percorso complessivamente circa 4.300 metri dalla bocca eruttiva. Nel cratere a pozzo sul fianco orientale del cratere di Sud Est, rileva l’Ingv, ”non è stata osservata alcuna attività, ma sono in atto continui crolli di materiale ancora caldo dalle pareti interne che provocano piccole emissioni di cenere, talvolta di maggiore entità, che comunque si disperdono solo sugli alti versanti del vulcano”.
Secondo i ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’attività dell’Etna avrà altri alti e bassi. Tutto richiama alle fasi che hanno preceduto alcune eruzioni effusive degli scorsi anni, con le colate confinate nella desertica Valle del Bove, senza costituire un rischio per cose o persone. (ANSA)
- Venerdì 14 Gennaio 2011
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