
Lucia Bosè nel 1947
Nata a Milano nel 1931, Lucia Bosè, all’anagrafe Borloni, festeggia oggi i suoi 80 anni. La sua lunghissima carriera inizia quando, appena sedicenne, impiegata in una pasticceria, prende il pullman per Stresa e si lancia nell’avventura di Miss Italia 1947. Ne uscirà con la fascia tricolore della vincitrice, grazie non solo al suo vitino da vespa e alle sue forme, ma anche al suo sorriso timido e contagioso, a una volontà di ferro e a un profumo di quotidiano che, nella valutazione dei giudici, la fa primeggiare anche su Gina Lollobrigida, che si dovrà accontentare del terzo posto.
- Lucia Bosè in una sua foto inviata per partecipare al concorso di Miss Italia nel 1947
- In una sua foto con dedica regalata a Dino Villani, ideatore di Cinquemilalire per un sorriso, il concorso fotografico antesignano di Miss Italia
- Agli esordi della carriera cinematografica
- Sul set del film Vacanze d’amore
- Con Walter Chiari
- Con Raf Vallone sul set del film Non c’è pace tra gli ulivi
- Sul set del film Cronaca di un amore con Massimo Girotti
- Con l’ex torero Luis Miguel Dominguin, suo marito, a Roma nel 1956
- Con Mel Ferrer e Audrey Hepburn, ad una corrida a Madrid nel 1955
- Con il figlio Miguel Bosè nel 1978
- Con i capelli blu nel 1998
- Con Miss Italia 2005, Edelfa Chiara Masciotta
- Presidente di giuria a Miss Italia 2006
- Sul set della fiction Capri
Tre anni dopo, per lei si schiudono le porte di Cinecittà. Nel solo 1950 le offrono parti da protagonista il maestro indiscusso del cinema popolare neorealista, Peppe De Santis (Non c’è pace tra gli ulivi) e l’astro nascente al debutto Michelangelo Antonioni (Cronaca di un amore), adattandosi istintivamente a contesti e partner diversi, a stili di cinema quasi opposti, senza perdere in naturalezza e bellezza. Nel ‘51 è diretta nuovamente da De Santis (Roma ore 11), poi da Antonioni (La signora senza camelie), che per la prima volta le regala l’alone di mistero insondabile, di ritrosia elegante, di malinconia distante, che saranno la sua cifra espressiva più marcata. Ma Lucia Bosè lavora instancabilmente e con molti in quei primi anni ‘50: Luciano Emmer la promuove fra le Ragazze di Piazza di Spagna (1952); Mario Soldati ne scopre la vocazione per la commedia al fianco di Walter Chiari (È l’amor che mi rovina, con sceneggiatura di Monicelli e Steno); Giorgio Simonelli la porta nel mondo del neorealismo rosa (Accadde al commissariato).

Con Raf Vallone sul set del film Non c'è pace tra gli ulivi
Nel 1955 la sua carriera prende un altro passo, piú europeo e intellettuale: dopo aver ritrovato una matrice antonioniana nel bellissimo Gli sbandati di Francesco Maselli, Lucia Bosè sbarca in Spagna (Gli egoisti, di Bardem) e poi in Francia (Gli amanti senza domani di Luis Buñuel). Per la piccola commessa milanese si schiudono le porte di un mondo più grande. A Madrid, durante una cena in casa di amici, conosce il mitico torero Luis Miguel Dominguin, che diverrà suo marito l’anno dopo, nel ‘56. La loro storia d’amore fece il giro del mondo, scatenò passioni degne delle teste coronate, fece la felicità dei rotocalchi e finì malissimo. A Lucia rimasero molti amici conosciuti in questa folle gimkana amorosa (primo fra tutti Pablo Picasso che alle corride non mancava mai) e tre figli, a cominciare da Miguel, astro del cinema e della canzone che ancor oggi definisce come il suo migliore amico.
Autentico padre padrone, Dominguin aveva obbligato la moglie a lasciare i set e a ritirarsi. Una volta riconquistata a caro prezzo la libertà, torna sulle scene nel 1968 grazie alla testardaggine del più intellettuale dei registi catalani, Pedro Portabella (Nocturno 29) e poi in Italia coi fratelli Taviani (Sotto il segno dello scorpione, 1969). È cambiata la donna, è mutata l’attrice: Fellini ne fa un’icona solitaria in Satyricon, Bolognini la elegge a sua musa in ben tre film, da Metello al televisivo La certosa di Parma, la cercano Nelo Risi (La colonna infame), Liliana Cavani (L’ospite), Giulio Questi (Arcana) ma anche Marguerite Duras, Jeanne Moreau, Beni Montresor. È ormai a tutti gli effetti una gran dama del cinema europeo e forse per questo, dopo Cronaca di una morte annunciata (’87) e qualche altra apparizione, decide per la seconda volta di lasciare la scena. Tutte le sue energie sono concentrate su un nuovo sogno, una passione: ha acquistato un vecchio mulino, vicino a Segovia e ne ha fatto Il museo degli angeli dedicato all’arte contemporanea.”Insieme ai miei tre figli - dice - è la cosa più bella che sono stata capace di fare nella mia vita”.

Presidente di giuria a Miss Italia 2006 (Carlo Ferraro/Ansa)
Oggi a Madrid vedrà raccolti intorno a sé amici, familiari e, ovviamente, tutti i media spagnoli per celebrare il suo ottantesimo compleanno in occasione della prima di Una pequena abeja enfurecida, versione spagnola del recital di poesie e canzoni Una piccola ape furibonda, dedicato ad Alda Merini. La grande diva del cinema internazionale ha personalmente tradotto e adattato in castigliano le poesie-canzoni nate dalla lunga collaborazione tra la Merini e Nuti e, durante lo spettacolo, si alternerà al cantante - compositore leggendo una scelta dei versi meriniani.
(ANSA)
- Venerdì 28 Gennaio 2011
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