TGCOM News
Vaticanleaks , anche una donna tra i corvi Dossier Papa: serpeggia un gran senso di sospetto Video - Si tratterebbe di una cittadina italiana che lavora presso la Santa Sede. La moglie di Gabriele: "Non può essere stato lui" - Vaticanleaks, il cerchio si allarga. Anche una donna tra i sospetti, potrebbero esserci nuovi arresti dopo quello di Paolo Gabriele che, intanto, sta collaborando senza però ammettere precise responsabilità. Bagnasco: "E' un a situazione che colpisce. Il dolore del Papa nell'omelia.

Panorama.it

Foto

Scopri il nuovo Panorama
  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker
 
 

Hosni Mubarak, i trent’anni al potere

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Egitto, Egitto-rivoluzione, Hosni Mubarak, storia
  • 6 commenti
1981, con il presidente Anwar Sadat, nel giorno del suo assassinio durante una parata militare al Cairo

1981, con il presidente Sadat, nel giorno del suo assassinio (AP Photo/Bill Foley)

02 febbraio 2011

Nato il 4 maggio 1928 a Kafr El Meselha, nella provincia di Menoufiya, nel Delta del Nilo, Mohamed Hosni Mubarak diventa presidente dell’Egitto dopo l’assassinio di Anwar El Sadat il 6 ottobre 1981 e da quella data è stato rieletto alla presidenza per cinque mandati consecutivi. L’ultimo scade quest’anno e le nuove elezioni del presidente sono previste nel prossimo settembre. Soltanto per l’ultima elezione, nel 2005, la prima ufficialmente multipartitica, si presentò un candidato alternativo, l’avvocato Ayman Nour, che raccolse solo il 6% dei consensi, rispetto a oltre l’88% di Mubarak, e fu poi arrestato con l’accusa di aver presentato firme false per la sua candidatura.

Segui l’evoluzione della crisi in Egitto su panorama.it

1979, con Jimmy Carter alla Casa Bianca da vicepresidente
1981, con il presidente Anwar El Sadat, nel giorno del suo assassinio durante una parata militare al Cairo
1981, il giuramento da presidente
1982, un discorso per la festa dei lavoratori
1982, con il Presidente USA Ronald Reagan

1983, con Indira Gandhi, Primo ministro indiano
1984, con Ronald Reagan e Re Hussein di Giordania alla Casa Bianca
1987, con Yasser Arafat ad un summit in Kuwait
1989, con George Bush senior a Washington
1989, con Yasser Arafat e il Re Hussein di Giordania

1990, con Gheddafi
1995, mediatore per gli accordi di pace in Medio Oriente
1995, ai funerali di Yitzhak Rabin a Gerusalemme
Con l’allora Presidente del Consiglio, Massimo D’Alema
Con il Presidente della Repubblica Scalfaro

2000, con Papa Giovanni Paolo II
2003, con George W. Bush
Con il Presidente Ciampi nel 2003
2004, con il Premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero
2004, con il Presidente russo Vladimir Putin

2006, con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi
2007, Con l’ex premier britannico Tony Blair
2007, con Tzipi Livni, Ministro degli Esteri israeliano
Settembre 2010, con Barack Obama alla Casa Bianca
1 febbraio 2011, il discorso in TV nel giorno della “marcia da un milione”

Hosni Mubarak in una foto dell’8 febbraio 2011
La fine di un’epoca

Militare di carriera, nel 1950, Mubarak entra nell’accademia dell’aviazione e dopo il brevetto di pilota sale gradualmente la scala gerarchica fino a diventare comandante dell’armata aeronautico e ministro delle Produzioni militari nel 1972. Durante la guerra del Kippur contro Israele, nel 1973, viene indicato come uno degli artefici di azioni belliche vittoriose (suo collaboratore principale fu Ahmed Shafik, che ha nominato due giorni fa primo ministro) e nell’aprile 1975 diventa vicepresidente della Repubblica. Nel 1978 consegue anche la carica di vicepresidente del partito al potere, il Partito Nazionale Democratico, che sale a presiedere nello stesso 1981 in cui diventa presidente della Repubblica.

LE GALLERY sulla rivoluzione in EGITTO

Hosni Mubarak in una foto dell'8 febbraio 2011

Hosni Mubarak in una foto dell'8 febbraio 2011 (AP Photo/Amr Nabil)

Sposato con Suzanne Saleh Sabet, con la quale ha avuto due figli, Alaa e Gamal (nato nel 1963 e spesso negli ultimi anni indicato come suo possibile successore), il presidente Mubarak, al quale molti governi occidentali si sono rapportati conferendogli il ruolo di mediatore per il Medio oriente, ed in particolare per il conflitto Israelo-Palestinese, ha condotto una lotta senza quartiere contro l’integralismo islamico radicale di gruppi come la Jihad islamica e la Jamaa Islamiya, che furono all’origine di attacchi sanguinosi tra il 1992 ed il 1997.

Nel 1995 Mubarak sfugge ad un attentato ad Addis Abeba organizzato da gruppi islamisti, grazie all’intervento del capo dei servizi segreti egiziani Omar Soleiman, che tre giorni fa ha nominato vicepresidente, dopo aver rifiutato sempre di riempire questa nomina prevista dalla Costituzione egiziana. (ANSA)

______________________________________________________

11 febbraio 2011

UN MILITARE OSTINATO FINO ALL’ULTIMO - È il primo faraone della storia egiziana a lasciare il potere ancora in vita. Ci credano o no, gli egiziani sono riusciti, con 18 giorni consecutivi di proteste, oltre 300 morti e migliaia di feriti a mandare via il presidente Hosni Mubarak, 83 anni il 4 maggio prossimo, a pochi mesi dal compimento di 30 anni ininterrotti al comando.

Fu nominato alla presidenza dopo la tragica morte di Anwar Sadat, accanto al quale era in piedi sulla tribuna per assistere alla celebrazioni dell’anniversario della ”vittoria” del 6 ottobre 1973, quando un membro della Jamaa Islamiya, il tenente Khaled Al Islambouli, scese da un camion e cominciò a sparare col suo kalashnikov contro Sadat, uccidendolo. Vicepresidente dal 1975 (forse fu uno dei riconoscimenti per il suo prezioso contributo militare alla famosa guerra dello Yom Kippur contro Israele, del ‘73), pare proprio che l’allora poco più che cinquantenne Hosni Mubarak non si aspettasse affatto di assumere l’alto incarico di guidare il paese, e neppure che sarebbe successo così presto. I suoi primi mesi al potere, infatti, furono molto cauti e l’unico dato certo fu l’emanazione della legge sullo stato di emergenza, che in questi ultimi tempi è stata uno dei fattori scatenanti della ‘rivolta di piazza Tahrir’, da alcune reti tv battezzata anche ”the revolution”.

Altro dato certo della storia della presidenza di ”papà Hosni” (proprio ieri aveva detto nel suo ultimo discorso, controverso e inatteso per i suoi contenuti, di parlare ”da padre ai figli”) riguarda i suoi contributi agli sforzi per il ”processo di pace” israelo-palestinese, anche se all’interno della Lega Araba non poche erano state le riserve su un reale impegno dell’Egitto in questo senso. Ma anche la sua presa di distanza da Saddam Hussein ai tempi dell’invasione del Kuwait e della successiva operazione ‘Desert Storm’, che gli valse l’allontanamento del paese dalla Lega Araba per cinque anni. Fu solo nel giugno 1996 che i 22 paesi aderenti all’organizzazione decisero di tornare a riunirsi al Cairo, in un vertice fortemente connotato da toni anti-israeliani e anti Netanyahu, per la prima volta nominato premier a Tel Aviv poche settimane prima. E la sua lotta tenace al terrorismo.

Forse il faraone non meritava le scarpe che ieri sera si sono levate da piazza Tahrir contro di lui, massimo segno di disprezzo per il mondo arabo, non appena ha confermato con arroganza alla tv di rimanere ancora in sella, pur passando i poteri al fidato Omar Suleiman, che pochi giorni prima aveva nominato vicepresidente, superando un disagio per il quale non aveva mai voluto rispettare l’articolo della costituzione che prevedeva questo incarico. Voce popolare diceva che non l’aveva mai fatto per timore che quell’incarico potesse preludere alla sua disfatta. Ma a costargli cara è stata con molta probabilità, dicono osservatori indipendenti, proprio quella sua impuntatura per rimanere al comando, in stile ostinatamente militare, dopo che per tutta la giornata di ieri si erano susseguite voci e dichiarazioni di fonti che davano quasi per certe le sue dimissioni entro la serata.

La giornata di oggi era cominciata nel segno di quella dichiarazione e nel timore che la grande manifestazione annunciata per questo venerdì potesse indurre una reazione energica dei soldati e dei carri armati schierati fino a ieri quasi esclusivamente a proteggere i manifestanti (denunce di atti di segno contrario sono giunte però da enti umanitari nei giorni scorsi), per fermare dimostranti che volevano raggiungere il palazzo presidenziale. Il comunicato n. 2 del Consiglio Supremo delle Forze Armate diffuso stamani apriva indirettamente la porta a questi sviluppi e voci preoccupate si sono levate da piazza Tahrir e in tv per convincere il rais a lasciare, perché ‘’sarebbe stato responsabile delle anime che sarebbero state perdute” se ci fossero stati scontri con l’esercito.

Non si sa se siano state queste parole a convincere il faraone a salire alle 14 su un aereo che lo ha portato a Sharm el Sheikh, o se i vertici delle forze armate abbiano deciso di metterlo di fronte alla necessità di andar via, dato il numero incredibile di persone che continuava ad affluire a Tahrir e, secondo alcune fonti, non confermate dalle immagini tv, dagli 80 mila che stavano marciando verso il palazzo presidenziale e che i soldati mai sarebbero riusciti a fermare. La violenza non pareva trasparire dai volti dei manifestanti che si dirigevano a Heliopolis, dove il rais ha abitato con la moglie Suzanne e i figli Alaa e Gamal. Ma i timori c’erano. Nessuno saprà mai qual è stato il vero motore dello sviluppo improvviso che molti avevano programmato per ieri sera.
È certo, commenta una fonte diplomatica, che ora di apre una pagina molto delicata e tutta da seguire con attenzione.
”Potrebbe essere il terzo ‘periodo intermedio‘ - aggiunge l’ex ambasciatore italiano al Cairo Francesco Aloisi di Larderel - nella storia dell’Egitto. Speriamo proprio però che non sia portatore di sfortune come il primo e il secondo, che segnarono gli intervalli tra l’Antico e il Medio Regno e tra il Medio e il Nuovo”. (ANSA)

  • photo_department
  • Mercoledì 2 Febbraio 2011

Vedi anche:

  • Muammar Gheddafi, fotostoria del Colonnello
Il Cairo, piazza Tahrir: scontri, sangue, assalti in cammello »
« Perù, il piccolo paradiso naturale delle Isole di Callao

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 28 Aprile 2011 alle 19:49 nicola ha scritto:

Aiutiamo il Raiss Mubarak è nostro dovere non merita tanto odio da coloro che l’anno sempre lasciato fare ed in un breve egocentrico colpo di testa di un generale traditore arrivare a questo punto e poi solo giovani con circa ventanni che nemmeno sanno chi sia il Raiss

Il 9 Luglio 2011 alle 20:07 francesco miglino ha scritto:

LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ UOMO GUIDI LA PRIMAVERA ARABA
28 giugno 2011 di francesco miglino

SIGNOR PRESIDENTE BARAK OBAMA’,

LA RINGRAZIAMO MOLTO PER I SUOI PUNTUALI INVITI A PARTECIPARE CON I NOSTRI INTERVENTI ALLE SUE BATTAGLIE CIVILI PER L’ EMANCIPAZIONE ED IL PROGRESSO. NOI ADERIAMO AI SUOI ARGOMENTI CONSIDERANDOLA IL PRIMO PRESIDENTE DEL GLOBO, DEL VECCHIO MONDO DELLA POLITICA, GRADITO E VOTATO DALL’ UNIVERSO INTERNETTIANO.

HA DATO FORZA AI BLOGGERS ED A QUEI GIOVANI ARABI CHE SI SONO CONOSCIUTI, FREQUENTATI E SONO CULTURALMENTE CRESCIUTI NELL’ UNIVERSO INTERNETTIANO PER POI UNIRSI SUL TERRITORIO PER LOTTARE SINO A PORTARE LA LIBERTA’ NEI LORO PAESI AVVILITI DA DITTATORI SANGUINARI E CORROTTI.

ORA TOCCA ALLA COMUNITA’ INTERNETTIANA FORNIRE AI GIOVANI DELLA PRIMAVERA ARABA STRUMENTI CULTURALI IDONEI AFFINCHE’ SIANO IN GRADO DI DIRIGERE IL CAMBIAMENTO ED OCCUPARE RUOLI FONDAMENTALI NEI NUOVI ASSETTI SOCIALI.

RITENIAMO CHE IL RINNOVAMENTO ARABO DEBBA CONOSCERE LE RAGIONI CHE HANNO PORTATO ALLA CREAZIONE DELL’ ONU ED ISPIRARSI AI PRINCIPI SCRITTI IN UNA DELLE PIU’ BELLE PAGINE DELLA STORIA DELLA CIVILTA’: LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ UOMO.

PER CREARE UNA BARRIERA IN GRADO DI RESPINGERE I PREVEDIBILI TENTATIVI DI RITORNO DEI CORROTTI ESPULSI, LE POPOLAZIONE ARABE DEBBONO ESSERE DIRETTAMENTE COINVOLTE NELLA COSTRUZIONE DELLA SOCIETA’ NUOVA CHE BANDISCE LA SUDDITANZA E PROMUOVE L’ UOMO COME PORTATORE DI DIRITTI SIN DALLA NASCITA,

IL PARTITO INTERNETTIANO HA MESSO A DISPOSIZIONE IL PROGRAMMA CONVINTO CHE LA PRIMAVERA ARABA DEBBA ESSERE DIFESA ED INVITA I GIOVANI, CHE HANNO RISCHIATO LA VITA PER LA LIBERTA’, AD ELEGGERE, PER OGNI 100.000 ABITANTI, DEPUTATI INTERNETTIANI CAPACI DI DENUCIARE VIOLAZIONI ED ABUSI: COORDINARE I MIGLIORI CERVELLI PER DARE AI PROBLEMI DA RISOLVERE SOLUZIONI D’AVANGUARDIA MIRATE AL BENE COMUNE .

I LEGALI DEL GRUPPO SAN FRANCESCO DEL PARTITO INTERNETTIANO STANNO ORGANIZZANDO GRUPPI DI PROFESSORI DI DIRITTO INTERNAZIONALE ARABI ED EUROPEI PER ISCRIVERE FRA I DIRITTI FONDAMENTALI IL DIRITTO ALL’ ACCESSO E FORMULARE ARTICOLAZIONI LEGISLATIVE E CODICI CODIFICATI PER MODULARE I POSTULATI DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ UOMO NEL RISPETTO DEL COMUNE SENTIRE E DELLE TRADIZIONI DELLE POPOLAZIONI ARABE.

EGREGIO SIGNOR PRESIDENTE BARAK OBAMA, ABBIAMO LA DIMOSTRAZIONE CHE LE NUOVE GENERAZIONI INFORMATIZZATE HANNO IL POTERE DI CAMBIARE LE SOCIETA’ CHE BASANO IL LORO POTERE SUL CONTROLLO E SULLA VIOLENZA POLIZIESCA, CHE DISPONENDO A LORO PIACIMENTO DEL DESTINO E DELLA VITA DEI PROPRI SIMILI, SEMBRAVANO IMMUTABILI.

LA FUNZIONE PROPULSIVA NELLA LIBERAZIONE DEI POPOLI, APPARTIENE A COLORO CHE PERCORRONO GLI INFINITI SENTIERI DELL’ UNIVERSO INTERNETTIANO PER ACQUISIRE SAPERI, CONOSCENZE, DIALOGARE E CRESCERE CULTURALMENTE CON UOMINI PROBI E GENEROSI, CHE IN OGNI ANGOLO DELLA TERRA, LOTTANO PER L’ EMANCIPAZIONE COGNITIVA POSSIBILE IN UNA SOCIETA’ GIUSTA.

EGREGIO PRESIDENTE BARAK OBAMA, GLI UOMINI LIBERI CHE UTILIZZANO LE ARCHITETTURE DIGITALI PER INTERVENIRE NEL SOCIALE SENTONO L’ ESIGENZA DI CREARE UN PROPRIO PARLAMENTO GLOBALE CON UN DEPUTATO PER OGNI 100.000 ABITANTI DEL PIANETA.

URGE CREARE UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE CHE DIFFONDA IL PROGRESSO E SALVAGUARDI L’ AMBIENTE PROPONENDO PIANI DI SVILUPPO D’AVANGUARDIA IN TUTTI I SETTORI, DENUNCI E COMBATTA PREVARICAZIONI ED ABUSI CHE AVVENGONO IN OGNI ANGOLO DEL GLOBO.

PER LA NASCENTE COMUNITA’ DIGITALE, CHE DOVRA’ AFFRONTARE DURISSIME LOTTE CONTRO LE LOBBIES ED I SUPER POTERI DECISIONALI DELLA FINANZA INTERNAZIONALE, LA SUA ESPERIENZA NEL VECCHIO MONDO DELLA POLITICA, SARA’ MOLTO PREZIOSA.

Francesco miglino

Il 28 Luglio 2011 alle 16:34 Egitto… E se non fosse cambiato nulla? – L’ANALISI | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] quasi sei mesi dalla caduta del suo governo durato tre decadi, non è ancora chiaro se l’ex dittatore egiziano Hosni Mubarak sarà processato, o se invece [...]

Il 21 Novembre 2011 alle 13:33 francesco miglino ha scritto:

Egregio professore Mario Monti,
per la fiducia posta nel Suo rigore intellettuale eravamo certi che, prima di chiedere ulteriori sacrifici agli Italiani, avrebbe convocato in Parlamento il Presidente della Corte Dei Conti, affinché certificasse che la corruzione costituisce “la terza fonte di danno erariale, con un peso del 17 % a cui bisogna aggiungere i reati di peculato e le truffe a danno dello Stato” e che Lei avrebbe giurato solennemente agli Italiani di identificare i corrotti ed i corruttori, per porre fine alla incontrastata festa predatoria di danaro pubblico che dura da decenni e che nel 2011, soltanto in corruzione, costa agli Italiani circa 78 miliardi di € pari a 213 milioni di € al giorno.
Abbiamo disperatamente ed inutilmente cercato fra i provvedimenti urgenti un Suo atto politico che recepisse la direttiva europea contro la corruzione, direttiva temuta ed avversata come la peste dai nostri politici e già adottata dai paesi europei, e che Lei in Parlamento desse seguito alla lettura dell’ articolo contro il traffico d’ influenze illecite che punisce “chiunque, vantando credito presso un pubblico ufficiale, ovvero adducendo di doverne comprare il favore o soddisfare le richieste, fa concedere o promettere a sé o ad altri denaro o altra utilità quale prezzo per la propria mediazione o quale remunerazione per il pubblico ufficiale”. Tale articolo, se operante in Italia, allenterebbe la pressione delle Borse, poiché lascerebbe nelle casse del Tesoro mediamente 200 miliardi di € all’ anno utili per diminuire il debito pubblico.   
Non solo non e’ stato invitato il Presidente della Corte Dei Conti, organo costituzionale che diligentemente informa gli Italiani sulla devastazione morale e finanziaria apportata dalla corruzione politica all’ Italia, ma, nei Suoi interventi, non abbiamo sentito né considerazioni né provvedimenti contro questo accertato e noto cancro erosivo che inevitabilmente conduce alla rovina il nostro Paese.

Ad esclusione di alcuni che denunciano i corrotti, nel Parlamento Lei si è rivolto al più ricco, ramificato ed incontrastato Comitato d’ affari della spesa pubblica, che invece di realizzare riforme ed opere per il bene comune per poi chiedere democraticamente i voti, da decenni corrompe, nega diritti per concederli come favore clientelare, si arricchisce praticando illecitamente intrusioni e mediazioni di ogni voce di spesa pubblica affidata dalle leggi della Repubblica a regolari prassi amministrative, come l’ indire correttamente aste per assegnare al migliore offerente forniture, servizi ed appalti per i lavori pubblici nell’ interesse della collettività.

Il Suo discorso è stato rivolto ai presenti prevalentemente corrotti e corruttori di tutti i tipi:
quelli a cui generosi appaltatori di opere pubbliche, a loro insaputa, hanno pagato l’ acquisto e la ristrutturazione di costosi appartamenti;
quelli che nei propri collegi “mazzettano” l’ assegnazione clientelare di ogni tipo di lavoro pubblico;
quelli che collocano in delicati luoghi istituzionali conoscenti o parenti o inventano, a spese dell’ erario, enti nuovi spesso inutili e dannosi per affidarli agli amici e agli amici degli amici che raccolgono voti;
quelli che hanno eletto il proprio commercialista a mediatore e si sono organizzati facendosi una Fondazione a vocazione “culturale”, in cui la Guardia di Finanza non può accedere;
quelli a cui la protezione civile assegna, in nome dell’ urgenza, la possibilita’ di concedere appalti a chiamata pagati in tempi reali ;
quelli che, avendo collaudato la facilità con cui impunemente ci si può arricchire, grazie alla disinformazione dei contribuenti, non disposti a dare neanche un minuto del loro impegno per il bene comune, si rifiutano di concepire e formulare piani di fattibilità, facendo così perdere miliardi di € assegnati dall’ Europa all’ Italia per realizzare opere utili che darebbero lavoro;
quelli che nel Sud si servono della miseria del Mezzogiorno e, in combutta con imprenditori amici, costruiscono stabilimenti che chiudono puntualmente dopo aver incassato le erogazioni a fondo perso;
quelli che, con criminale indifferenza, probabilmente per lucrare sugli interessi, non pagano in tempi utili le imprese che hanno dato servizi o forniture allo Stato, pur sapendo il dramma che causano a decine di imprenditori creditori portati al fallimento per mancanza di liquidità ;
quelli che, invece di elaborare costi standard sulle forniture sanitarie realizzando un considerevole risparmio per lo Stato, hanno fatto lievitare la spesa corrente del settore sanitario del 50% ;
quelli che ci offrono lo scenario di migliaia di opere pubbliche incompiute, costruite male e pericolose e che ci costano il triplo in confronto agli altri Paesi europei;
quelli che, per non colpire parassitismi e dannose rendite di posizione, preferiscono buttare sul lastrico migliaia di precari della scuola operando tagli lineari e non selettivi.

Egregio professore Mario Monti, il risanamento delle finanze è possibile solo e soltanto allontanando i corrotti dai luoghi istituzionali, poiché a nulla valgono le maggiori entrate se messe nelle mani dei famelici Comitati d’ affari della spesa pubblica, che spadroneggiano ed imperversano sino ad ostentare senza ritegno le proprie malversazioni.

Ricorreremo all’ Europa chiedendo di aggiungere ai 39 punti il quarantesimo, per imporre all’ Italia la ratifica della direttiva europea contro la corruzione, introducendo la punibilità sino a 6 anni del diffusissimo reato di traffico d’ influenza: e’ il solo modo possibile per liberare il nostro Paese dai mostruosi intrecci di relazioni illecite ad opera di bande di personaggi senza scrupoli, che ignorano il senso della Stato e si attivano solo per i propri interessi personali a scapito di quelli della Comunità.

Egregio professore Mario Monti, sono nei patrimoni dei corrotti le risorse che sta cercando, patrimoni dalla consistenza immensa che sarebbe ora di inseguire negli impensabili angoli del globo in cui sono nascosti, dove la Guardia di Finanza ha la capacità professionale di scovarli e le motivazioni costituzionali e morali per restituirli alla Comunità nazionale.

Distinti saluti
francesco miglino
segretario del partito internettiano

Il 21 Novembre 2011 alle 15:33 Piazza Tahrir è un messaggio (anche) a Israele – L’ANALISI | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] parte sta lo SCAF, ovvero il Consiglio Supremo delle Forze Armate che governa il Paese da quando Hosni Mubarak si è dimesso lo scorso febbraio? Queste sono due domande di importanza cruciale per Israele, [...]

Il 24 Aprile 2012 alle 20:31 E l’Egitto decise di tagliare il gas a Israele… | Ricerca On Line ha scritto:

[...] Hosni Mubarak, che ha governato il Paese dal 1981 al 2011, aveva portato avanti il lavoro del suo predecessore Anwar el Sadat normalizzando ulteriormente le relazioni con Israele. Nel 2005, insieme a un pacchetto di accordi politici, era stata raggiunta un’intesa per la fornitura di gas in base alla quale il Cairo si era impegnato a fornire 7 miliardi di metri cubi di gas al mercato israeliano per i successivi 20 anni, con la possibilità di raddoppiare la cifra: l’accordo era divenuto effettivo nel 2008. [...]

Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus


Abbonati a Panorama
Feature

LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA

LE FOTO PIÙ SEXY DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ SEXY DELLA SETTIMANA

LE RAGAZZE DI PERISCOPIO LE RAGAZZE DI PERISCOPIO

Fotoreportage e grandi autori Fotoreportage e grandi autori

Fotoblog, il mondo in diretta Fotoblog, il mondo in diretta

FacebookTwitter
NewsletterFeed rss
Mobile & AppsServizi SMS

ANIMALI, le foto più belle ANIMALI, le foto più belle

I VOLTI DELLA SETTIMANA I VOLTI DELLA SETTIMANA

Archivi

  •  2012
    • Maggio 2012
    • Aprile 2012
    • Marzo 2012
    • Febbraio 2012
    • Gennaio 2012
  •  2011
    • Dicembre 2011
    • Novembre 2011
    • Ottobre 2011
    • Settembre 2011
    • Agosto 2011
    • Luglio 2011
    • Giugno 2011
    • Maggio 2011
    • Aprile 2011
    • Marzo 2011
    • Febbraio 2011
    • Gennaio 2011
  •  2010
    • Dicembre 2010
    • Novembre 2010
    • Ottobre 2010
    • Settembre 2010
    • Agosto 2010
    • Luglio 2010
    • Giugno 2010
    • Maggio 2010
    • Aprile 2010
    • Marzo 2010
    • Febbraio 2010
    • Gennaio 2010
  •  2009
    • Dicembre 2009
    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152