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Muammar Gheddafi, fotostoria del Colonnello

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  • Tags: Africa, Gheddafi, Libia, storia
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Gheddafi

Dal golpe contro re Idris al bombardamento su Tripoli ordinato da Reagan, da Lockerbie al Trattato di amicizia con l’Italia, fino alla sua cattura e morte - durante l’assalto finale al regime e la conquista di Sirte - la storia della Libia ha coinciso per 42 anni con quella del Colonnello Muammar Gheddafi, il leader più longevo del mondo arabo-musulmano.

Muammar Gheddafi nasce a Sirte, in pieno deserto libico, in un giorno imprecisato del 1942 (si ipotizza fra giugno e settembre) da una famiglia di poveri beduini. All’età di nove anni si trasferisce a Sebha dove assorbe le idee provenienti dal vicino Egitto, teatro della rivoluzione di Gamal Abdel Nasser, uno dei massimi esponenti del nazionalismo arabo. A Sebha l’adolescente Gheddafi comincia la sua marcia verso la rivoluzione contro il re Idris El-Senussi. L’attività politica del giovanissimo Muammar continua all’Università di Tripoli, dove ottiene un diploma in Storia, prima di essere ammesso all’Accademia militare di Bengasi, in cui non pochi cadetti si mostrano sensibili alle sue idee di nazionalismo panarabo ed anti-occidentale. Dopo un periodo di addestramento in un’Accademia militare inglese, Gheddafi rientra in Libia, dove nel frattempo i fermenti di ribellione sono sempre più accesi.

Il giovane colonnello Gheddafi
Sidi Muhammad Idris al-Mahdi al-Senussi, primo e unico re di Libia dal 1951 al 1969
1 dicembre 1969: Gheddafi con il presidente egiziano Nasser al vertice arabo a Rabat, Marocco
Napoli, 1970: arrivo degli italiani dalla Libia dopo il colpo di Stato
1972: massacro degli atleti israeliani alle olimpiadi di Monaco

Gheddafi insieme al presidente palestinese Yasser Arafat
5 aprile 1986, attentato alla discoteca La Belle di Berlino
22 ottobre 1986: visita del presidente sudafricano Nelson Mandela dopo il raid aereo USA
22 dicembre 1988: esplode un aereo della Pan Am sopra la cittadina di Lockerbie
Muammar Gheddafi in una foto degli anni ‘80

Abdelbaset Ali Mohmed Al Megrahi
1997: celebrazioni per il 28esimo anniversario della presa del potere
Gheddafi in una foto degli anni ‘90
1999: il ministro degli esteri Lamberto Dini in Libia
3 aprile 2000: l’abbraccio con D’Alema al Cairo

5 febbraio 2001: conferenza stampa dopo la condanna degli agenti libici per la strage di Lockerbie
17 maggio 2001, incontro a Tripoli fra Gheddafi e il presidente cubano Fidel Castro
27 aprile 2004: Gheddafi e il presidente della commissione Ue Romano Prodi a Bruxelles
24 luglio 2007: rilascio delle infermiere bulgare condannate in precedenza alla pena di morte
2009, prima “storica” visita di Stato in Italia

Omar al Muktar, eroe della resistenza libica contro il colonialismo italiano
2009: ricevuto dalla presidente degli industriali Emma Marcegaglia
9 luglio 2009: stretta di mano di Barack Obama al G8
2009, al G8 a L’Aquila da presidente dell’Unione Africana
23 settembre 2009: Gheddafi all’Assemblea Generale dell’Onu

30 agosto 2010, Gheddafi e Berlusconi celebrano assieme a Roma il secondo anniversario della Firma del Trattato Italia-Libia
Gheddafi a Tunisi assieme al presidente Ben Ali
Incontro al Cairo fra Gheddafi ed il collega egiziano, Hosni Mubarak
Il discorso fiume in Tv il 22 febbraio 2011


1969
1 settembre: Il Movimento degli Ufficiali unionisti liberi, guidato dal 27enne Muammar Gheddafi, guida un golpe incruento contro re Idris - giudicato troppo servile verso Usa e Francia - che viene deposto per instaurare un Consiglio di Comando della Rivoluzione. Tra i primi atti di governo, la nazionalizzazione delle banche estere e delle compagnie petrolifere, la chiusura di tutte le basi militari occidentali, la proibizione della vendita e del consumo di alcolici.
Dicembre: Viene presentato un progetto di unificazione con Sudan ed Egitto, il primo degli otto progetti simili firmati in vent’anni con diversi Paesi arabi.

1970
Luglio: Espulsione e confisca dei beni dei circa 20.000 italiani rimasti nell’ex “Quarta Sponda”, nel periodo successivo alla fine dell’occupazione coloniale italiana.

1972
Le spoglie dei terroristi del Settembre Nero, che avevano compiuto un massacro della squadra israeliana alle Olimpiadi di Monaco, arrivano in Libia accolti con gli onori militari.

1976
Pubblicazione del “Libro Verde” - che prendeva spunto dalla cromatura della bandiera libica - in cui sono esposti i principi della sua ‘terza via’ che coniuga panarabismo e socialdemocrazia, respingendo sia il marxismo sia il capitalismo.
Dicembre: la banca libica Libyan Arab Foreign Bank acquisisce circa il 13% delle azioni Fiat, pagandole il doppio della quotazione di mercato.

1977
Marzo: Gheddafi istituisce la Grande Jamahiriyah (Stato del popolo o Stato delle masse). Si insediano il Congresso generale del Popolo, i Comitati Popolari e i Comitati Rivoluzionari.

1984
8 maggio: Attacco dell’opposizione contro una caserma di Tripoli, rivendicato dal Fronte Nazionale per la Salvezza della Libia (Fnsl).

1986
8 gennaio: Gli Stati Uniti interrompono le relazioni economiche con la Libia e invitano il resto della comunità internazionale a trattare Gheddafi - considerato coinvolto negli attentati di Roma e Vienna - alla stregua di un paria.
5 aprile: Attentato alla discoteca La Belle di Berlino, frequentata da soldati americani.
15 aprile: Raid aereo statunitense sulle residenze di Gheddafi di Tripoli e Bengasi, come rappresaglia per l’attentato avvenuto a Berlino Ovest. Nel massiccio bombardamento rimane ferita a morte la figlia di Gheddafi. Illeso il colonnello, avvisato dal governo italiano guidato da Bettino Craxi.

1988
Il 21 dicembre esplode un aereo della Pan Am sopra la cittadina di Lockerbie: muoiono le 259 persone a bordo del veicolo e 11 abitanti della piccola cittadina scozzese. Dalle indagini emerge il coinvolgimento di due 007 libici.

1991
14 novembre: Due cittadini libici vengono incriminati per l’attentato contro un volo della PanAm precipitato a Lockerbie; nel 2001 Abdelbaset Ali al-Megrahi viene condannato all’ergastolo, per poi essere rilasciato otto anni più tardi per motivi umanitari. Dopo forti pressioni internazionali, nel 2003 Tripoli accetterà la sua responsabilità nella strage.

1992
31 marzo: Embargo aereo e militare dell’Onu, seguito da sanzioni economiche le ultime delle quali saranno revocate solo nel 2003, dopo un accordo per l’indennizzo delle vittime di Lockerbie.

1995
Espulsione dal Paese di 300mila cittadini stranieri “in situazione irregolare”. Nel 1985 Tripoli aveva rimpatriato 30mila lavoratori tunisini provocando la rottura delle relazioni diplomatiche riprese solo due anni più tardi.

1998
4 luglio: A Roma il comunicato congiunto Dini-Mountasser dà il via al processo di riconciliazione fra l’Italia e la sua ex colonia, culminato con l’accordo di Amicizia e Cooperazione firmato nel 2008 a Bengasi tra Gheddafi e Berlusconi. È l’inizio dello sdoganamento di Tripoli.

1999
10 marzo: La giustizia francese condanna all’ergastolo in contumacia sei agenti libici, accusati di essere responsabili dell’attentato contro un volo Uta precipitato in Niger.

2003
Agosto: La Libia si accorda con Usa e Gran Bretagna sul pagamento di 2,7 miliardi di dollari alle famiglie delle vittime di Lockerbie. 12 settembre: Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu revoca le sanzioni imposte a Tripoli, di fatto sancendo la fine del suo isolamento internazionale.
19 dicembre: Tripoli rinuncia a sviluppare armi di distruzione di massa. Riprendono le relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti.

2004
9 gennaio: Accordo per l’indennizzo delle vittime del volo Uta.

2005
Numerose compagnie petrolifere riprendono le loro operazioni in Libia, interrotte dal 1986.

2006
15 maggio: Ripresa delle relazioni diplomatiche complete con gli Stati Uniti, che eliminano la Libia dell’elenco dei Paesi che sostengono il terrorismo.

2007
24 luglio: Rilascio dopo otto anni di carcere di cinque infermiere bulgare e di un medico palestinese, accusati di aver infettato con il virus dlel’Hiv i bambini di un ospedale pediatrico libico.

2008
5 settembre: Visita a Tripoli di Condoleezza Rice, la prima di un Segretario di Stato americano da 55 anni.

2009
2 febbraio: Gheddafi inizia il suo mandato annuale alla guida dell’Unione Africana, facendosi chiamare “Re dei re tradizionali”.
10 giugno: Visita di Gheddafi in Italia in occasione della firma dell’accordo bilaterale che pone fine al contenzioso coloniale.

FEBBRAIO 2011, l’inizio della fine
15: inizia il movimento popolare di protesta contro il regime, repressione violenta a Bengasi e al Baida. La rivolta si estende rapidamente in numerose città del Paese.
23-25: la zona vicina alla frontiera egiziana, fino ad Ajdabiya, passa sotto il controllo dei ribelli.
28: Dopo l’ONU e gli Stati Uniti, anche l’Unione europea impone le sue prime sanzioni contro il regime di Gheddafi.

MARZO 2011
10: la Francia riconosce il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) di Bengasi come “unico rappresentante legittimo in Libia”. Più di venti paesi, dopo Parigi, lo hanno fatto in forme diverse.
17: il Consiglio di sicurezza dell’ONU vota a favore del ricorso alla forza contro le truppe di Gheddafi per proteggere i civili.
18-19: le forze di Gheddafi attaccano Bengasi, “capitale” dei ribelli. La coalizione internazionale passa all’offensiva, bombardando le truppe che si dirigono verso ovest.
22: violenti scontri tra l’esercito fedele al colonnello e le forze di opposizione si registrano a Misurata, nell’ovest del Paese.
30: defezione del ministro degli Affari esteri Moussa Koussa. Prima di lui, decine di personalità politiche e militari avevano fatto la stessa scelta.
31: La Nato prende il comando dell’operazione militare, definita “Unified Protector”.

APRILE 2011
4: il ministro degli Esteri, Franco Frattini, incontra Ali al Isawi e conferma che l’Italia riconosce il Cnt come unico interlocutore legittimo e rappresentante del popolo libico.
13: il Gruppo di contatto riconosce il Cnt e chiede l’addio al potere di Gheddafi.
20: dopo Londra, anche Parigi e Roma inviano consiglieri militari presso il Cnt. Lo stesso faranno in seguito Egitto e Stati Uniti.
21: nell’ovest, gli insorti prendono possesso del posto di frontiera di Dehiba, al confine con la Turchia.

MAGGIO 2011
1: uno dei figlio di Gheddafi e tre nipoti del rais vengono uccisi durante un bombardamento della Nato a Tripoli.
11: i ribelli conquistano l’aeroporto di Misurata.
27: Mosca richiede la partenza di Muammar Gheddafi.

GIUGNO 2011
1: la Nato decide il prolungamento della sua missione fino al termine di settembre.
7: numerosi raid dell’Alleanza su Tripoli. Un inviato russo si reca a Bengasi.
13: Berlino riconosce ufficialmente il Cnt come unico interlocutore legittimo in rappresentanza del popolo libico.
16: l’inviato russo riferisce di “contatti diretti” fra Tripoli e Bengasi.
27: la Corte penale internazionale dell’Aia lancia un mandato d’arresto per crimini contro l’umanità a carico di Gheddafi, del figlio Saif al Islam, del capo dei servizi segreti libici, Abdallah Al Senoussi.
29: la Francia riconosce di avere fornito armi ai combattenti dell’opposizione nelle montagne del Nefussa facendoli arrivare dal cielo tramite paracadute.

LUGLIO 2011
6: offensiva dei ribelli nell’ovest del paese: i combattenti dell’opposizione prendono possesso di Gualich.
12: La Francia assicura che comincia a “prendere forma” una soluzione politica.
13: i ribelli negano di avere commesso violazioni dei diritti umani come denunciato da Human Rights Watch.
15: il Gruppo di contatto riunito a Istanbul riconosce il Cnt come “autorità di governo legittima”.
16: Gheddafi giura che non lascerà “mai” la terra dei suoi “antenati”.
18: la Russia si rifiuta di riconoscere i ribelli come autorità di governo. I ribelli affermano di avere preso possesso del porto petrolifero di Brega, nell’est del paese: negli scontri a fuoco con le truppe di Gheddafi, almeno 15 insorti perdono la vita.
20: Francia apre all’ipotesi di consentire a Gheddafi di rimanere nel paese, ma pone la condizione che lasci il potere.
22: Franco Frattini definisce un “errore” l’eventualità che la comunità internazionale si impegni per una misura di impunità per Gheddafi.
26: inviato dell’Onu Al Khatib, a nome del Gruppo di contatto, giunge a Tripoli per colloqui in vista di una proposta politica che possa condurre a una soluzione della crisi.
27: Londra riconosce ufficialmente il Cnt come autorità di governo, espelle il personale diplomatico libico nella capitale britannica e invita il Cnt a prendere possesso dell’ambasciata.
Il tentativo dell’inviato Onu al Khatib di negoziare una soluzione politica alla crisi finisce con un nulla di fatto.
28: il Cnt nomina Mahmud Nacua nuovo ambasciatore a Londra.
Ucciso a Bengasi il generale Abdel Fatah Younis, ex funzionario del regime del colonnello Muammar Gheddafi passato con gli insorti. Assassinio attribuito a una milizia incaricata della sicurezza interna che, però, non risponde al ministero della Difesa.

AGOSTO 2011
9: il regime accusa la Nato di aver ucciso 85 civili in un raid nell’Ovest.
20: inizio dell’offensiva dei ribelli su Tripoli, con l’appoggio aereo della Nato. Il 23, conquistata la residenza di Bab al-Aziziya, quartier generale di Gheddafi.

SETTEMBRE 2011
1: l’Onu e le grande potenze sbloccano 15 miliardi di dollari di beni libici congelati in favore del Cnt.
9: l’Interpol ha diramato un “codice rosso” contro Gheddafi, il figlio Saif Al-Islam e il cognato Abdallah Al-Senussi, dopo l’emissione di un mandato d’arresto da parte della Cpi.
12: 32 stretti collaboratori di Gheddafi, tra cui il figlio Saadi, si sono rifugiati in Niger.
15: Nicolas Sarkozy e David Cameron sono in visita in Libia. I combattenti del Cnt lanciano l’assalto a Sirte.
16: l’Onu riconosce il Cnt.
20: il presidente del Cnt Abdel Jalil incontra Barack Obama e dichiara che “la rivoluzione” ha provocato 25.000 morti.
21: Le forze del nuovo regime conquistano Sebha e Waddan.

OTTOBRE 2011
9-11: prosegue l’assalto a Sirte; il Cnt conquista punti strategici.
13: riapertura parziale dello spazio aereo. Rientra in funzione il gasdotto Greenstream tra Libia e Italia.
14: a Tripoli continuano i combattimenti tra pro e anti-Gheddafi.
15: violento contrattacco dei pro-Gheddafi a Sirte, le forze del Cnt ripiegano.
17: Bani Walid, uno degli ultimi bastioni dei pro-Gheddafi “totalmente liberata”.
20: Durante l’assalto finale del Cnt a Sirte, Gheddafi viene catturato. Poche ore dopo viene diffusa la notizia della sua morte.

Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2011

  • photo_department
  • Mercoledì 23 Febbraio 2011

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Commenti

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Il 24 Ottobre 2011 alle 14:59 Monica ha scritto:

tutti questi sono stati gli attentati di gheddafi… E poi? Poi mi vengono a dire che se è morto non è giusto, perché era un essere umano come gli altri… No! GLI ALTRI, non fanno queste cose!

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