
(Paolo Pellegrin/Magnum Photos)
La guerra, la prigionia, il dolore, i disastri ambientali: in oltre 200 immagini la prima grande retrospettiva dedicata al lavoro di Paolo Pellegrin dalla Fondazione Forma per la Fotografia di Milano, dal titolo Dies Irae. Fotogiornalista, classe 1964, membro di Magnum Photos dal 1995, la carriera di Pellegrin è costellata da innumerevoli riconoscimenti internazionali, tra cui numerosi premi assegnatigli dal World Press Photo.
- Una madre piange il suo bambino ucciso durante un’incursione delle IDF a Jenin, Palestina, 2002
- Membri della Brigata dei Martiri di al-Aqsa a Gaza, Palestina, 2004
- Un palestinese viene arrestato e bendato durante un’operazione militare israeliana vicino a Jenin, Palestina, 2002
- Phanna, 24 anni, malata di Aids, nella sua casa a Phnom Penh, Cambogia 1998
- La città di Bassora in fiamme durante l’invasione americana in Iraq, 2003
- Un gruppo di donne nel cimitero dei martiri di Behesht Zahra a Teheran, Iran, 2009
- La casa di Cura St. Rita a Chalmette, nella Parrocchia di St. Bernard, a est di New Orleans, Louisiana, 2005
- Un gruppo di profughi kosovari in arrivo a Kukes, Albania, 1999
- Un elicottero usato dalla Drug Enforcement Administration e dalle truppe afghane atterra a Kabul dopo aver portato a termine una missione. Afghanistan, 2006
“Il mio ruolo – la mia responsabilità – è di creare un archivio della nostra memoria collettiva”, dichiara Pellegrin che, parlando del suo lavoro, usa spesso una metafora: la fotografia per lui è come una lingua lontana e misteriosa, magari di un ceppo sconosciuto, tutta da imparare poco a poco, che permette a chi l’adopera, il fotografo, di usarla per raccontare storie.
La mostra, inaugurata lo scorso 17 febbraio, rimarrà aperta fino al 15 maggio.
- Venerdì 25 Febbraio 2011
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