Archivio di Marzo, 2011

La terra vista dal satellite Goce
È una Terra per niente sferica, ma irregolare e piena di protuberanze, quella ”disegnata” dal satellite europeo Goce sulla base della gravità. Grazie a questa nuova mappa della Terra, adesso diventa possibile misurare esattamente le variazioni del livello degli oceani.
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La terra vista dal satellite Goce
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La terra vista dal satellite Goce
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La terra vista dal satellite Goce
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La terra vista dal satellite Goce
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La terra vista dal satellite Goce
I dati sono stati presentati oggi in Germania, a Monaco, dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), a due anni dal lancio del satellite. Considerato una vera fuoriserie dello spazio, Goce (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer) ha prodotto la mappa più precisa del campo gravitazionale della Terra (geoide), grazie alla quale sarà possibile comprendere meglio molti fenomeni legati ai cambiamenti climatici, come la circolazione delle correnti oceaniche e le variazioni dei ghiacci.
È una mappa in costante perfezionamento perché ”gli eccellenti dati raccolti da Goce continuano ad arrivare a flusso continuo e al termine di ogni ciclo di due mesi il modello del campo gravitazionale migliora sempre più”, ha spiegato il responsabile scientifico della missione, Reiner Rummel, dell’Università Tecnica di Monaco. Per questo, ha aggiunto, è venuto il momento di utilizzare i dati di Goce anche per applicazioni scientifiche.
Oltre che per studiare oceani e ghiacci, i dati di Goce saranno utili anche per conoscere meglio i processi che causano i terremoti. Questi ultimi lasciano infatti una traccia nei dati gravitazionali, che potrebbero essere usati per capire i processi alla base di questi disastri naturali e eventualmente, in futuro, aiutare a prevederli. (ANSA)

(Foto di Russell James)
Sulla paradisiaca Necker Island, un’isola privata situata nell’oceano Pacifico, di proprietà del fondatore di Virgin, Richard Branson, tra la vegetazione lussureggiante, il mare azzurro e le spiagge infinite di sabbia bianca, il celebre fotografo di moda Russell James - le cui fotografie appaiono regolarmente su riviste come Vogue, W, American Photo e GQ - ha ritratto 8 tra le donne più belle del mondo: Brooklyn Decker, Miranda Kerr, Candice Swanepoel, Erin Heatherton, Emanuela de Paula, Jarah Mariano, Rosie Huntington-Whiteley e Lindsay Ellingson.
Sono le protagoniste della serie V2, dal prossimo 2 aprile in mostra presso la galleria Camera Work di Berlino, insieme ad altre opere del fotografo, tra cui scatti inediti dal backstage del leggendario Victoria’s Secret Show e immagini del suo progetto artistico Nomad – Two Worlds, sviluppato in collaborazione con altri artisti australiani.
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Russel James ospite della Galleria Camera Work di Berlino
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Adriana Smoking
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Flashdance
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Rosie
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Brooklyn
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Heidi Portrait
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Faith Nashville
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Emanuela

Trenta eroine del Risorgimento viste da trenta artiste
La Provincia di Cosenza in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, presenta un progetto particolare, dedicato al ruolo della donna nelle complesse vicende che hanno accompagnato il processo di unificazione.
Una pubblicazione di un volume e una mostra, L’altra metà dell’Unità, che raccontano, con modalità innovative, la storia d’Italia attraverso la scoperta di sorprendenti profili biografici di figure femminili, interpreti autorevoli delle vicende dell’epoca. Madri, mogli, figlie, ma soprattutto donne. Donne che hanno compiuto scelte difficili, donne che hanno messo in gioco la propria esistenza, donne che hanno stentato a essere riconosciute nella loro identità in un Paese che concederà loro il diritto di voto, al divorzio e all’aborto solo in un secondo momento.
Trenta giovani artiste, provenienti da ogni angolo del nostro Paese, rappresentano e interpretano il profilo esistenziale di trenta donne risorgimentali impegnate nel lavoro, in guerra, nella politica, nelle conquiste, nel rapporto con se stesse e con il proprio corpo, nella costruzione del proprio e del nostro futuro. Profili femminili da conoscere e da stimare, i cui contributi sono nascosti dalla storiografia ufficiale. Ve ne presentiamo alcuni in questa gallery.
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Trenta eroine del Risorgimento viste da trenta artiste
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Lucia Irianni vista da Flavia Sorrentino
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Clara Carrara Maffei nell’opera di Marilina Ricciardi
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Adelaide Bono Cairoli vista da Rosaria Iorio
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Anita Garibaldi nell’illustrazione di Elda Cingolani
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Giuseppa Bolognara vista da Martina Troise
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Teresa Casati Confalonieri nell”llustrazione di Daniela Volpari
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Maria Gozzadini vista da Miss Miza
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Cristina Trivulzio di Belgioioso vista da Martina Peluso
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Anita Garibaldi vista da Roberta Maddalena (Birò)
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Clara Carrara Maffei vista da Elisabetta Travet
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Antonietta De Pace vista da Sabina Feroci
La mostra, che vuole essere un viaggio nel paese reale che costruì l’Unità d’Italia e un omaggio alle energie femminili nascoste dalla storiografia, sarà visibile dal 4 al 20 aprile presso il Palazzo della Provincia di Cosenza, in piazza XV marzo 5 (la presentazione del volume e l’inaugurazione dell’esposizione è il 4 aprile alle 17.30). Orari della mostra: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18.
Tra i profili femminili da conoscere e da stimare ci sono Adelaide Bono Cairoli, l’immancabile Anita Garibaldi, Clara Carrara Maffei, Antonietta De Pace, Cristina Trivulzio di Belgioioso, Anna Schiaffino Giustiniani, Caterina Baracchini, Maria Teresa Serego Alighieri Gozzadini…
Esposte le opere originali di: Francesca Assirelli, Birò, Zelda Bomba, Rossana Bossù, Alessandra Castagni, Anna Castagnoli, Elisa Cesari, Elda Cingolani, Allegra Corbo, Dadà Di Donna, Sabrina Esquerra, Sabina Feroci, Monica Indelicato, Rosaria Iorio, Barbara Lupo, Miss Miza, Ilaria Pigaglio, Martina Peluso, Erica Preli, Elena Rapa, Marilina Ricciardi, Felicita Sala, Silvia Santirosi, Irene Servillo, Flavia Sorrentino, Elisabetta Travet, Bruna Troise,Martina Troise, Alessandra Vitelli, Daniela Volpari.

Le veline di Striscia Federica Nargi e Costanza Caracciolo (Ansa/Daniel Dal Zennaro)
Dai protagonisti della politica, dello sport e dello spettacolo alle persone comuni che, semplicemente, hanno colpito l’attenzione di un fotografo: ecco i “volti della settimana”, nelle foto scelte dalla redazione…

La rapper USA Nicki Minaj (AP Photo/Charles Sykes)

Un partecipante al Salon du tatouage di Bordeaux (Epa/Caroline Blumberg)
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Le veline di Striscia Federica Nargi e Costanza Caracciolo
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Tsunehisa Katsumata, Presidente della TEPCO
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Britney Spears
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Benoit Hamon, portavoce del partito socialista francese
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Una modella al trucco nel backstage, durante la Settimana della moda di Porto
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Ozzy Osbourne in concerto a Buenos Aires
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La rapper USA Nicki Minaj
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Il soldato USA Jeremy Morlock condannato a 24 anni di carcere per atrocità commesse in Afghanistan
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Una modella sfila durante la settimana della moda di Bangkok
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Woody Allen musicista a Monaco di Baviera
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Una modella sulle passerelle di Barranquilla, Colombia
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Il presidente francese Nicolas Sarkozy
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Body painting in Thailandia
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Un soldato libico pro-Gheddafi a Misrata, Libia
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Fatima Al Balooshi, Ministro dello sviluppo sociale del Bahrain
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Un partecipante al Salon du tatouage di Bordeaux
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Geert Wilders, leader del Partito per la Libertà a processo in Olanda
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Makoto Endo, 69 anni, sopravvissuto allo tsunami in Giappone
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Un bambino di Fukushima sottoposto a un test di radioattività
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Il tennista francese Jeremy Chardy sui campi del torneo Sony Ericsson Open
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Manifestazione a favore dell’ex Esercito di Liberazione del Kosovo
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Una bimba con la bandiera del Bahrein a Mumbai, India
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Papa Benedetto XVI, con un caschetto da lavoro sul capo
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Un fan di Lady Gaga “in costume” al concerto della cantante a Los Angeles
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Bill Gates, Presidente di Microsoft, filantropo in India
PEOPLE: LE FOTO delle SETTIMANE PRECEDENTI

Una modella al trucco nel backstage, durante la Settimana della moda di Porto (Epa/José Coelho)

Con la tuta da immersione durante un allenamento (AP Photo/ David Cheskin, Pool)
Presto sarà il testimone di nozze del matrimonio dell’anno, quello tra il principe William del Galles e Kate Middleton, che si svolgerà il 29 aprile prossimo. Ma intanto il “principe minore”, Harry, sfida se stesso e il freddo diventando patrono, sul campo, di una spedizione di beneficenza nel Polo Nord.
La missione si chiama Walking With the Wounded, inizierà il primo aprile e si prevede che durerà quattro settimane, coprendo 320 chilometri attraversando l’Artico. Il principe parteciperà a tutte le attività del team per la prima settimana, dormirà sul ghiaccio e camminerà trainando una slitta che pesa un quintale in temperature di almeno 20 gradi sotto zero che potranno scendere fino a -45 gradi. Completano il team quattro soldati feriti in Afghanistan.
La finalità di questa missione tra le nevi è infatti quella di raccogliere fondi in favore dei reduci di guerra (si punta a 2 milioni di sterline).
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Con la tuta da immersione durante un allenamento
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Sull’isola di Spitsbergen
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Tra il Polo Nord e la terraferma norvegese
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L’allenamento per la spedizione Walking with the Wounded
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Il principe Harry raggiunge il gruppo della Walking with the Wounded
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Il principe Harry con il team leader Inge Solheim e Jaco Van Gass
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Il principe Harry incontra il team della spedizione
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Il principe con Martin Hewitt, soldato ferito in Afghanistan
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Con il leader della spedizione Inge Solheim prima dell’addestramento
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Il principe Harry sulla copertina di GQ Magazine
I quattro reduci di guerra al seguito sono il capitano Martin Hewitt, che ha 30 anni e il braccio destro paralizzato in seguito a una ferita d’arma da fuoco, il capitano Guy Disney (29 anni), che ha subìto l’amputazione della gamba destra sotto il ginocchio dopo essere stato colpito da una granata, il soldato Jaco Van Gass, 24 anni, con braccio sinistro amputato, e il sergente Stephen Young, 28 anni, sopravvissuto all’esplosione della sua jeep colpita da una bomba talebana fratturandosi però la schiena.
Per il momento è iniziato l’allenamento nell’isola di Spitsbergen, tra la terraferma norvegese e il Polo Nord. E presto la missione entrerà nel vivo…
Scopri tutto sul matrimonio di William e Kate

Messaggio per il presidente Saleh: Vattene (AP Photo/Muhammed Muheisen)
A due mesi dall’inizio delle proteste, non si arrendono gli yemeniti che dalla fine di gennaio si sono resi protagonisti di una forte contestazione contro il regime del presidente Ali Abdallah Saleh.
In questa gallery, i volti dei manifestanti scesi in piazza negli ultimi giorni:
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La scritta “Vattene” sul volto di un bambino
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Bandiere yemenite in vendita ai manifestanti
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Il segno della vittoria
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Un’anziana tra la folla
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Una donna velata con la figlia
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Un ufficiale dell’esercito tra i manifestanti
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Un bambino lanciato in aria dai manifestanti
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“Il popolo vuole rompere il sistema”
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La scritta “Assassino, vattene” sulle mani di una bambina
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Saluto militare dei manifestanti
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Palloncini a forma di cuore per le bambine
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“Vattene”: il messaggio per il presidente Saleh scritto su biglietti rossi
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La rabbia sul volto di un manifestante
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Donne in preghiera durante la manifestazione
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La scritta “Pronto al martirio” sulla fascia di un manifestante
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Ragazze in piazza
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La bandiera yemenita dipinta sul volto di un ragazzo
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“Vattene” scritto su una pietra
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Un anziano tra la folla
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Una donna con il velo e un paio di occhiali da sole
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Scritte antigovernative sul petto
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La scritta “Vattene” sulla fronte di un giovane manifestante
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Slogan antigovernativi
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Un soldato dell’esercito con un fiore donatogli dai manifestanti
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Slogan contro il presidente Saleh
Leggi anche:
Yemen: il presidente Saleh non molla 28 marzo
Yemen: la crisi del presidente Saleh 22 marzo

Giovani ragazze in piazza (AP Photo/Muhammed Muheisen)
Cronologia della protesta in Yemen
Gennaio
27: migliaia di manifestanti a Sana’a raccolgono l’appello dell’opposizione e chiedono la fine del regime del presidente Ali Abdallah Saleh, al potere da 32 anni in un Paese condizionato da povertà e disoccupazione. Contro-manifestazione organizzata dal Congresso popolare generale (Cpg) al potere.
Febbraio
2: Saleh promette riforme e di non voler puntare a un nuovo mandato nel 2013.
3: Decine di migliaia di manifestanti a San’a chiedono un cambiamento del regime. Contro manifestazione del Cpg.
16: Due morti negli scontri tra manifestanti e agenti di polizia ad Aden (sud).
18: Quatrro manifestanti uccisi a Aden e attacchi con granate a Taez (sud-ovest).
20: L’opposizione parlamentare decide di sostenere la contestazione lanciata dagli studenti. Migliaia di persone stazionano davanti all’università di San’a per chiedere la caduta del regime.
21: La contestazione si estende al Nord sciita, con decine di migliaia di manifestanti a Saada. Gli ulema proibiscono il ricorso alla forza contro i manifestanti.
25: Quattro manifestanti uccisi. Importanti tribù si schierano con la contestazione. Numerosi deputati lasciano il Congresso popolare generale.

Un anziano tra la folla (AP Photo/Hani Mohammed)
Marzo
1: Saleh accusa Israele e Stati Uniti di “orchestrare” la rivolta araba. Fine febbraio, Saleh evoca un “complotto” e mette in guardia contro una divisione dello Yemen.
12: Sette morti, di cui quattro a Aden, durante l’intervento delle forze di sicurezza per disperdere una manifestazione.
18: 52 morti durante un attaco contro manifestanti a San’a.
Questa strage è attribuita a sostenitori del regime: si tratta della giornata più violenta dall’inizio della contestazione.
20: Saleh scioglie il governo, dopo che numerosi responsabili del regime lasciano i loro incarichi.
21: Uno dei principali capi dell’esercito, Ali Mohsen al-Ahmar, annuncia di passare con l’opposizione. Numerosi altri alti responsabili dello Stato prendono le distanze dal regime. Il principale capo tribù, Sadek al-Ahmar, chiede a Saleh di lasciare il potere. Primi scontri tra elementi dell’esercito e unità della guardia presidenziale nel sud-est.
22: Saleh mette in guardia contro i rischi di guerra civile.
Carri armati dell’esercito sono inviati nel centro di San’a.
23: Il parlamento approva lo stato di emergenza proclamato il 18 marzo. Saleh propone di lasciare alla fine del 2011 al termine delle riforme che porteranno lo Yemen dal sistema presidenziale a quello parlamentare. L’opposizione chiede la sua partenza immediata.
24: Saleh annuncia che si difenderà con “tutti i mezzi possibili”, critica l’opposizione parlamentare e invita i militari che hanno tradito a “tornare alla ragione”.
25: Centinaia di migliaia di manifestanti pro e contro il presidente yemenita Ali Abdallah Saleh si sono radunati in due diversi punti della capitale San’a, accerchiata dalle forze di sicurezza.
26: Il ministro degli Esteri Abubakr al-Qirbi, dichiara pubblicamente di auspicare un accordo sulla transizione dei poteri a brevissimo termine.
27: Interruzione dei negoziati per un eventuale passaggio di poteri dal presidente Ali Abdullah Saleh.
28: Esplosione di una fabbrica di munizioni a Jaar, nel sud del Paese. Almeno 110 i morti, molte donne e bambini.

Les Krims, Nude holding weather baloon
Dal 26 marzo all’11 settembre 2011 al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano) è in scena Il corpo come linguaggio. Anni Sessanta e Settanta, ovvero una mostra dedicata al tema del corpo attraverso fotografie di importanti autori italiani e stranieri scelte dalle collezioni del Museo. Sono esposte le fotografie di Gabriele Basilico, David Bailey, Günter Brus, Maurizio Buscarino, Eugenio Carmi, Carla Cerati, Paolo Gioli, Guido Guidi, Les Krims, Paola Mattioli, Floris Neusüss, Christian Vogt.
Tra anni Sessanta e Settanta il corpo diventa infatti un tema assolutamente centrale nell’ambito della società, del costume, della comunicazione, dell’arte. Sono anni di grande cambiamento storico e culturale, gli anni della cultura hippie, del desiderio di pace e libertà, della liberazione sessuale, del movimento femminista, e poi della contestazione studentesca, delle lotte operaie, delle utopie per la costruzione di una nuova società nella quale la sfera del pubblico e quella del privato possano coerentemente coincidere. È il tempo dei grandi concerti di Woodstock e dell’Isola di Wight, del living theatre, del teatro di Grotowsky, dell’Odin Teatret. In arte, è la stagione degli happening di Fluxus, della Body Art, della performance, azioni artistiche per le quali la corporeità diventa il territorio privilegiato della ricerca dell’identità, sia sul piano esistenziale che sociale.
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Les Krims, Nude holding weather baloon
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Maurizio Buscarino, Francisco Copello
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Guido Guidi, Uomo che prende il sole
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Christian Vogt, Nudo femminile
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Günter Brus, Ana
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Gabriele Basilico, dalla serie In pieno sole
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Floris Neususs, Korperfotogramm
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David Bailey, Hawaii
Anche nel campo della fotografia le ricerche sul corpo si intensificano, dando il via a una vasta produzione di immagini spesso inedite dal punto di vista linguistico. Il corpo, diventato vero e proprio linguaggio per gli artisti (secondo l’espressione utilizzata da Lea Vergine nel noto libro Body Art e storie simili. Il corpo come linguaggio), per la fotografia funziona da punto di partenza per la nascita di nuovi soluzioni espressive e narrative. La presa di coscienza sul corpo coincide spesso con la presa di coscienza sulle potenzialità della fotografia stessa.
La mostra, a cura di Roberta Valtorta e ad ingresso gratuito, propone al pubblico dodici artisti italiani e stranieri presenti nelle collezioni del Museo che utilizzano modalità diverse per indagare il tema della soggettività, della fisicità, degli immaginari del corpo sia femminile che maschile.
Günter Brus vive la fotografia come gesto finale che fissa il dramma del corpo coinvolto in azioni fortemente espressive; Maurizio Buscarino racconta e quasi disegna attraverso il mezzo fotografico le performance teatrali di Francisco Copello; Gabriele Basilico, a noi più conosciuto come fotografo di architettura e paesaggio, affronta, non senza ironia e senso del grottesco, il corpo abbronzato come oggetto plastico, quasi finto; Guido Guidi in alcune sue prime poco note ricerche presenta in modo semplice la nudità nell’immediatezza della quotidianità; David Bailey guarda ai tatuaggi non solo come scritture ma come veri e propri mondi che nascono sulla superficie del corpo; per Eugenio Carmi il corpo femminile diventa schermo sul quale proiettare le colorate forme astratte che stanno al centro della sua ricerca pittorica; surreale e onirica è invece la dimensione nella quale si muove Leslie Krims nelle sue piccole messe in scena cariche di stupore pop; Christian Vogt allestisce brevi storie intorno al corpo attraverso dittici e sequenze; Floris Neusüss realizza fotogrammi del corpo a dimensioni naturali, facendo coincidere performance e impressione fotografica; per Paolo Gioli il corpo è terreno di una profonda sperimentazione e di verifica delle caratteristiche materiche del materiale Polaroid; Carla Cerati applica lo sguardo di una donna alle forme del corpo femminile, in contrasto con una tradizione che vuole che la donna sia oggetto dello sguardo maschile; per Paola Mattioli il corpo è luogo ideale per dar vita alla forma dell’autoritratto, momento di coscienza di sé e insieme dell’uso dello strumento fotografico.
Le opere in mostra compongono un universo complesso, molto ricco dal punto di vista delle narrazioni e dei linguaggi. La fotografia si mette alla prova a più livelli, che toccano la dimensione teatrale, letteraria, psicologica, anche sociale, e che rivelano una volta di più quanto la ricerca fotografica tra anni Sessanta e Settanta si colleghi strettamente alle istanze vivacemente portate avanti dalle neoavanguardie, prima fra tutte la Body Art.

Loredana Deaconu sfila per Miss Piranda gitana (AP Photo/Vadim Ghirda)
Beltà che si sfidano per Miss Bikini Filippine o come rappresentanti della bellezza gitana, ragazze di griglia splendenti alla partenza del GP di Formula 1 a Melbourne, attrici in pose conturbanti a premiere, cantanti in esibizioni con mise provocatorie, modelle che lasciano intravvedere forme e capezzoli in passerella, atleticità toniche nell’allungo sulla palla…
Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più sexy, scatti di seduzione cercata o naturale.

Modella sfila per Diogo Miranda alla fashion week portoghese (Ansa/EPA/JOSE COELHO)

Nicole Scherzinger, fidanzata di Lewis Hamilton, al Gran Premio di Melbourne (Ansa/EPA/SRDJAN SUKI)
LE FOTO PIÙ SEXY, SETTIMANA DOPO SETTIMANA
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Loredana Deaconu sfila per Miss Piranda gitana
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Una ragazza di griglia al Gran Premio di Formula 1 di Melbourne
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Modella al fashion show Plataforma K a Barranquilla, Colombia
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Dita Von Teese si esibisce per il compleanno di Perez Hilton
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Modella alla China Fashion Week di Pechino
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L’attrice Eva Longoria al Film Festival di Guadalajara, Messico
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Modella sfila per Diogo Miranda alla fashion week portoghese
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La modella Chanel Iman sul red carpet dei Juno Awards per la musica canadese
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Nicole Scherzinger, fidanzata di Lewis Hamilton, al Gran Premio di Melbourne
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Concorrenti del concorso di bellezza Miss Bikini Filippine, a Manila
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L’attrice Evan Rachel Wood alla premiere di “Mildred Pierce”
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La golfista Michelle Wie al torneo di Industry, California
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Partecipanti al concorso di bellezza gitana si aiutano nel make up
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L’attrice Sarah Harding agli Empire Awards a Londra
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Modella sfila per Carlos Gil alla fashion week portoghese
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Modella sfila per il contest di moda Bobaolon a Pechino
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L’attrice Eva Green alla premiere di “Womb” ad Amburgo
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Britney Spears si esibisce nello show “Good Morning America”
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In passerella per Elisabeth Teixeira alla settimana della moda portoghese
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Modelle in posa davanti alla Mazda3 al Motor Show di Bangkok
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Alice Glass della band canadese Crystal Castles si esibisce a Miami
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I tedeschi Tim Lobinger e Isabel Edvardsson ballano nello show “Let’s Dance” a Colonia
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Modella sfila per Fatima Lopes alla settimana della moda portoghese
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Modella alla competizione internazionale di body painting di Koh Samui, Thailandia
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Modella sfila per Katty Xiomara a Porto
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La tennista spagnola Maria Jose Martinez Sanchez in campo a Key Biscayne
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Modella birmana partecipa al concorso per Miss Turismo a Yangon
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Ballerina al Carnevale del Nicaragua a Managua
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Concorrenti del concorso di bellezza gitana a Bucarest, Romania
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Cristina Pucean, vincitrice della gara di bellezza gitana di Bucarest

Una ragazza di griglia al Gran Premio di Formula 1 di Melbourne (Ansa/EPA/SRDJAN SUKI)

(Ansa)
Hanno atteso due anni per lasciare la Libia, dopo aver dato in anticipo 1.200 dollari a uno scafista conosciuto a Tripoli attraverso il passaparola. Quando Asfaw Beley, 27 anni, e la moglie Feketre Alemu, di 26, entrambi etiopi (il padre di lui è eritreo), stavano per avere un bambino, è arrivata la telefonata dello scafista: si parte. Non avevano scelta. E così la donna ha partorito sul barcone, dove viaggiava con altri 284 migranti diretti a Lampedusa, durante una traversata durata quattro giorni e conclusasi all’alba di ieri a Linosa.
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Yeabsera con la madre Feketre Alemu all’ospedale di Palermo
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La donna ha partorito sul barcone, dove viaggiava con altri 284 migranti diretti a Lampedusa
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La traversata è durata quattro giorni e si è conclusa all’alba a Linosa
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Il nome Yeabsera significa dono di Dio
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Martedì lasceranno l’ospedale e saranno accolti dai comboniani
È finita bene: mamma e bimbo sono stati ricoverati nell’ospedale Vincenzo Cervello di Palermo, dove sono arrivati con un elicottero da Lampedusa, e le loro condizioni sono buone. Il padre Asfaw, che li assiste, ripercorre le tappe della loro avventura, iniziata due anni fa a Tripoli: lei badante, lui muratore, provenienti dallo stesso paese, si incontrano in Libia e decidono di sposarsi. Dopo il matrimonio lui finisce in galera: ”Camminavo per strada - dice - dei poliziotti mi hanno fermato, perquisito, picchiato e senza una ragione mi hanno condotto in carcere, dove sono rimasto sei mesi. Non avevo commesso nessun reato e alla fine sono stato liberato. Ma in Libia funziona così: basta essere neri per subire ogni sorta di violenza. La polizia entra nelle nostre case, ci malmena, ci toglie acqua e cibo. Ho sempre saputo di volere scappare”.
”Speravo di arrivare sulla terraferma prima che Feketre partorisse - dice - ma non è andata così. Quando ha avuto le doglie mi sono preparato per aiutarla a far venire al mondo nostro figlio, su quel barcone stipato di gente. Durante la traversata abbiamo incontrato una nave militare canadese, che però ci ha lasciati lì, dopo averci dato acqua e biscotti. Poi sono arrivati i soccorsi e l’elicottero ha portato me, mia moglie e il bimbo a Lampedusa. Finalmente salvi, lontani dalla guerra”.
Asfaw in Libia ha visto sparare, ha visto civili morire sotto i bombardamenti aerei e tutto questo orrore non mi lascia, ritorna nei miei incubi notturni, ma adesso vogliamo vivere in pace: una casa, un lavoro è tutto quello che desideriamo”. Intanto, l’associazione ”La Zattera”, che fa capo ai laici comboniani, ha offerto ospitalità alla coppia e al neonato Yeabsera, il cui nome significa dono di Dio. Andranno lì da martedì, quando lasceranno l’ospedale, in attesa che la pratica per la richiesta d’asilo venga accolta. (ANSA)

Ribelle coperto dalla bandiera della rivoluzione vicino alla sua arma sulla strada tra Al-Egila e Ras Lanuf (AP Photo/Anja Niedringhaus)
Prosegue l’avanzata verso ovest dei ribelli libici che puntano su Sirte, città natale di Muammar Gheddafi e baluardo del regime sulla strada fra Bengasi a Tripoli. In mattinata un portavoce dei ribelli ha annunciato la conquista della città, ma poco dopo un gruppo di giornalisti arrivati a Sirte su invito del governo ha fatto sapere che in città non si combatte e non c’è ancora traccia degli insorti.
Questi ultimi sarebbero stati respinti all’uscita da Ben Jawad, 140 chilometri a est di Sirte.
Protetti dagli attacchi aerei occidentali, i ribelli hanno comunque già riconquistato molte città, tra cui i principali terminal petroliferi nell’est: Es Sider, Ras Lanuf, Brega, Zueitina e Tobruk.
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Ribelle coperto dalla bandiera della rivoluzione vicino alla sua arma sulla strada tra Al-Egila e Ras Lanuf
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In preghiera nella semi-distrutta moschea di Ras Lanuf
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Controllo delle munizioni vicino alla città di Brega
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Al check point sulla strada di Sirte con un RPG in spalla
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Ribelli puliscono un posto di blocco alla periferia di Ras Lanuf
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Sulla strada tra al Al-Egila e Ras Lanuf
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Segni di vittoria passando davanti alla raffineria di petrolio alla periferia di Ras Lanuf
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Un ribelle mostra le munizioni dopo la presa di Brega
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Un ribelle scrive “Rivoluzione del 17 febbraio” su un muro di Ras Lanuf
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Un ribelle abbracciato alla sua arma in marcia sulla strada tra Al-Egila e Ras Lanuf
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Riposo accanto alle munizioni a Ras Lanuf: le scritte dicono “Libia libera”
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Saluto al posto di blocco che porta a Ras Lanuf
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Verso un posto di blocca alla periferia di Ras Lanuf
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Con la maschera anti-gas al posto di blocco di Al-Egila
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Al posto di blocco di Al-Egila
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Preghiera all’entrata di Agedabia avvolto nell’antica bandiera libica
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Cittadini di Adagebia e ribelli celebrano la liberazione della città
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Un ribelle accanto al cadavere di un soldato di Gheddafi ad Adagebia
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Trasporto all’ospedale di un commilitone ferito dopo la liberazione di Agedabia
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Tra Agedabia e Brega, un ribelle ispeziona l’interno di un veicolo governativo distrutto
Secondo Al Jazira, i ribelli hanno preso il controllo anche della città di Nawfaliyah, circa 120 chilometri dall’aeroporto di Sirte. Luogo di nascita di Gheddafi e sede di un’importante base militare, Sirte ha un grande valore simbolico e strategico. Un portavoce dei ribelli a Zintan ha riferito che la città della Tripolitania è stata colpita da missili sparati dalle forze di Gheddafi.
Sul piano diplomatico, la Russia, che si è astenuta nella votazione del 17 marzo all’Onu, ha sottolineato che gli attacchi occidentali alle forze di Gheddafi equivalgono a schierarsi con i ribelli. “Consideriamo questo intervento della coalizione - sono parole di Serghei Lavrov - per quello che essenzialmente è, vale a dire un intervento all’interno di una guerra civile che non è previsto dalle Nazioni Unite”. Ma il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, si è limitato a rispondere: “Siamo lì per proteggere i civili, né più né meno”.

Un ribelle mostra le munizioni dopo la presa di Brega (Ansa/EPA/MANU BRABO)

Sulla strada tra al Al-Egila e Ras Lanuf (AP Photo/Anja Niedringhaus)
Intanto il Qatar, che contribuisce con due aerei alla coalizione, ha riconosciuto il Consiglio Nazionale Libico come unico rappresentante del popolo libico, in linea con quanto già deciso da Mosca. Il premier turco, Recep Tayyp Erdogan, si è offerto di mediare un cessate-il-fuoco per evitare che il Paese si trasformi in “un secondo Iraq” o “in un nuovo Afghanistan”. E in attesa del discorso di Barack Obama, che nella notte italiana parlerà alla nazione proprio sulla situazione libica, gli occhi sono puntati sulla conferenza di domani a Londra, a cui parteciperanno i capi delle diplomazie di 35 Paesi. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha detto che il “dovere istituzionale è eliminare le distanze e trovare una soluzione condivisa”, “non solo tra Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia, ma con tutti”. E di sicuro, ha aggiunto, l’ipotesi di una Libia divisa in due, con la Cirenaica in mano agli insorti e Muammar Gheddafi “asserragliato” in Tripolitania sarebbe “molto grave”, equivarrebbe al “fallimento” dell’attuale missione. (AGI)
VEDI ANCHE: Libia, ad Agedabia tra i ribelli contro Gheddafi

Dall’isola di Koh Samui, in Thailandia, le foto dell’annuale competizione internazionale di Body Painting, a cui hanno partecipato artisti proveniente da vari Paesi: Austria, Germania, Romania, Corea del Sud, Spagna, Svizzera, Italia, Turchia, Israele, Gran Bretagna, Stati Uniti e Thailandia. Due i temi dipinti sui corpi dei modelli e delle modelle: Nel profondo mare blu e Il paradiso sulla Terra.
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Il paradiso sulla Terra sul corpo di una partecipante
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Il paradiso sulla Terra
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Il paradiso sulla Terra
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Nel profondo mare blu, una creazione dell’artista spagnolo Erasmo Diaz
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Nel profondo mare blu
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Il paradiso sulla Terra
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Nel profondo mare blu, una creazione dell’artista tedesca Gesine Marwedel
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Il paradiso sulla Terra
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Nel profondo mare blu, una creazione dell’artista austriaca Magdalena Pock
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Il paradiso sulla Terra
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Il paradiso sulla Terra
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Nel profondo mare blu
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Nel profondo mare blu, una creazione dell’artista tedesca Gesine Marwedel
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Sotto il profondo mare blu, una creazione dell’artista tedesca Gesine Marwedel
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Il paradiso sulla Terra
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Nel profondo mare blu
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Il paradiso sulla Terra
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Nel profondo mare blu
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Nel profondo mare blu, una creazione dell’artista italiano Fillippo Loco
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Il paradiso sulla Terra

La grande luna vista da Glastonbury, Gran Bretagna (AP Photo/Ben Birchall)
Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più belle, per raccontare frammenti di piccole e grandi storie, come ogni settimana…

Fiori ai soldati yemeniti in servizio durante le manifestazioni antigovernative a Sana
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È cominciata la primavera ad Essen, Germania
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Fiori ai soldati yemeniti in servizio durante le manifestazioni antigovernative a Sana’a
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Una modella sulle passerelle della Bangkok Fashion Week in Thailandia
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La Giornata mondiale dell’acqua a Bhubaneshwar, India
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Uno sguardo dalla Tokyo Tower, in Giappone
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La grande luna vista da Glastonbury, Gran Bretagna
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Tre nidi di cicogna su un campanile di Kandern-Holzen, Germania
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La Festa hindu dei colori all’Aja, Paesi Bassi
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Una farfalla per orecchino nella Rainforest Butterfly Farm di Panama
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Spettacolo aereo dei paracadutisti tricolori prima della partita Derby SLAncio di Vita a Torino
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Bruno Mars agli Echo Music Awards di Berlino
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Tempo di primavera: narcisi in fiore in un parco di Duesseldorf, Germania
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Pescherecci verso il Golfo del Messico a Venice, Louisiana, USA
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L’ufficiale David Weir in partenza per la missione in Libia: il saluto alla famiglia nel porto di Norfolk, Virginia
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Un toro intraprendente durante la corrida per la fiera delle Fallas a Valencia, Spagna
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Il piede della drag queen Olivia Jones e quello rotto di Mandy, cantante dei Monrose, sul palco degli Echo Music Awards a Berlino
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Venditori di palloncini per le strade di Kabul, Afghanistan
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In attesa di Vladimir Putin a Belgrado, Serbia
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Discesa in slip dal monte Sljeme, in Croazia
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Gara di Buzkashi a Dushanbe, Tagikistan
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Cammelli da combattimento a Mazar-i-Sharif, Afghanistan
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Un visitatore della China Content Broadcasting Network Expo a Pechino
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Esercitazioni di paracadutisti sopra Maniago, presso la base NATO di Aviano
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La festa ebraica di Purim ad Holon, Israele
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Aspettando la Pasqua a Vitez, Bosnia
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La testa di una capra con una sigaretta in bocca appesa ad un tank delle forze leali a Gheddafi, nei pressi di Bengasi, Libia
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La festa hindu dei colori a Lahore, Pakistan
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Giochi di bolle a Giacarta, Indonesia
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Un C-130 decollato dalla base NATO di Aviano
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I Faithless in concerto a Budapest, Ungheria: il frontman Maxi Jazz

L'ufficiale David Weir in partenza per la missione in Libia (AP Photo/Steve Earley)
LE FOTO PIÙ BELLE, SETTIMANA DOPO SETTIMANA

È cominciata la primavera ad Essen, Germania (AP Photo/Martin Meissner)

Luna, un beagle di Fukushima (AP Photo/Wally Santana)
Ci sono anche gli animali tra le vittime del devastante terremoto e del violento tsunami che hanno travolto il Giappone. Moltissimi animali domestici sono morti sotto le macerie, altri hanno perduto i padroni che, in preda al panico, si sono allontanati senza di loro dalle abitazioni. Svariate associazioni no profit - come la World Society for the Protection of Animals e la Animal Refuge Kansai - sono a tutt’oggi impegnate per recuperare e curare gli animali feriti ed abbandonati. La World Vest raccoglie forniture veterinarie per offrire un aiuto alle squadre di soccorso impegnate sui luoghi colpiti.
In questa fotogallery, alcune immagini degli animali protagonisti della tragedia giapponese: eccoli tra le braccia dei padroni in fuga, sottoposti ai controlli di radioattività o rifugiati nei centri di accoglienza. Tra gli altri, anche un delfino salvato da una risaia, dove era stato scaraventato dallo tsunami.
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Luna, un beagle di Fukushima
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Un delfino salvato da una risaia a Sendai
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Un cane con la sua padrona nel centro di evacuzione di Fukushima
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Un cane nel centro di evacuzione di Fukushima
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Un cane presso il centro di evacuzione di Fukushima
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Il gatto Lady nel centro di evacuzione di Fukushima
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Distribuzione gratuita di cibo per animali
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Una ragazza con il suo cane, ritrovato dopo una settimana, nel centro di evacuazione di Natori
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Un cagnolino nello zaino di un’anziana a Kesennuma
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Test di radioattività per un cagnolino a Koriyama
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Test di radioattività per un cagnolino a Koriyama
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Il cane di una famiglia di Minamisanriku
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Una donna di Kawamatamachi con il suo gatto
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Una donna con il suo cane a Ishinomaki
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Una donna con il suo cane a Miyako
In questo video, la storia commovente di un cane che, nella città di Mito, nella prefettura di Ibaraki, ha condotto i soccorritori là dove un altro cane giaceva a terra ferito, non essendo disposto ad allontanarsi fino a quando non è stato certo che anche il suo amico sarebbe stato portato in salvo.

Un pisolino al checkpoint (AP Photo/Anja Niedringhaus)
La rivoluzione infiamma la Libia. Accesasi sull’ondata di rivolte scoppiate in Tunisia passando poi per gran parte del Nord Africa e Medio Oriente, ha ora il suo volto più drammatico nella terra governata da Gheddafi. Gli insorti si sono raccolti sotto il Consiglio Nazionale Libico, guida politica della Coalizione della Rivoluzione contro il regime. Il CNL governa le regioni liberate e ha sede temporaneamente a Bengasi, principale città all’origine delle sommosse.
Intanto, mentre le forze Nato si sono mosse militarmente per mettere al sicuro la popolazione civile dalla minaccia di attacchi delle forze governative, da giorni si combatte sanguinosamente a Misurata, a 250 chilometri a est di Tripoli, tra le truppe di Muammar Gheddafi e gli insorti.
Nel crocevia di Agedabia, invece, i ribelli riferiscono di negoziare la resa delle truppe del Colonnello. Poco fa però Al Jazira ha raccontato che i militari leali al rais hanno ripreso a bombardare la città.
Proprio nei pressi di Agedabia, nella Cirenaica, a 154 km da Bengasi, tra i militanti contro Gheddafi, si sono soffermati gli obiettivi dei fotografi Anja Niedringhaus e Manu Brabo. Vediamo la vita quotidiana dei ribelli nelle loro fotografie, tra gli insorti di guardia ai posti di blocco, appena unitisi alla rivoluzione che ricevono scarpe da ginnastica con cui sostituire le proprie calzature, con il Corano in mano durante i bombardamenti, in un pisolino ristoratore…
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Un pisolino al posto di blocco
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Un ribelle si accende la sigaretta in una trincea alla porta occidentale di Agedabia
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Volto coperto contro la tempesta di sabbia al posto di blocco vicino Zwitina
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Le munizioni
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Smorfia di stanchezza sollevando il Corano mentre le truppe governative bombardano le postazioni ribelli a Ajdabiya
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Prima dello spostamento più vicino alla linea del fronte
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Un pisolino al checkpoint sulla linea del fronte nei pressi di Zwitina
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Un ribelle si aggiusta la kefiah prima di trasferirsi più vicino alla linea del fronte
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La preghiera prima del combattimento
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Di guardia sopra un veicolo per avvistare ogni segno di militanti pro-Gheddafi
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In preghiera prima del combattimento sulla strada vicino Agedabia
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Di guardia sulla strada tra Agedabia e Bengasi
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Giocando a pallone in una pausa ai combattimenti
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Un ribelle si accuccia a terra perché le truppe governative stanno bombardando le loro postazioni ad Ajdabiya
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Ribelli ritornano dal fronte alla periferia di Agedabia
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Un ribelle si mette le scarpe da tennis appena ricevute al posto di blocco vicino Zwitina
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L’arma puntata verso le forze di Gheddafi, dopo che colpi di mortaio sono stati sparati sulla prima linea vicino Zwitina
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In preghiera al posto d blocco
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Ribelle con le proprie scarpe in mano, sostituite con sneakers fornitegli
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Un ribelle osserva da un checkpoint la prima linea vicino Zwitina

Volto coperto contro la tempesta di sabbia al posto di blocco (AP Photo/Anja Niedringhaus)

Una studentessa indiana si prepara per la Festa hindu dei colori (Epa/Piyal Adhihary)
Dai protagonisti della politica, dello sport e dello spettacolo alle persone comuni che, semplicemente, hanno colpito l’attenzione di un fotografo: ecco i “volti della settimana”, nelle foto scelte dalla redazione…

La presidente del Congresso mondiale uiguro, Rebiya Kadeer (Epa/Paul Miller)

Una modella posa per la nuova collezione di Yamamay (Ansa)
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Una studentessa indiana si prepara per la Festa hindu dei colori
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Un bambino assiste al match di cricket tra Bangladesh e Sudafrica a Dhaka
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La presidente del Congresso mondiale uiguro, Rebiya Kadeer
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Lo scrittore inglese Ian McEwan
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Un uomo partecipa alle proteste antigovernative in Yemen
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Michel Platini rieletto presidente UEFA
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L’attrice Anne Hathaway a Rio de Janeiro, per presentare il film Rio, the movie
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Sanguisughe sul volto di una donna di Srinagar, India
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Addio al generale Mayhew “Bo” Foster, morto a 99 anni, veterano della Seconda guerra mondiale
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Jamiroquai in concerto ad Amburgo: Jay Kay sul palco del tour Rock Star Dust Light
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Manifestazione antinucleare a Parigi
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Una donna di Rio de Janeiro osserva una protesta contro Barack Obama in visita ufficiale in città
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Una modella sulle passerelle della Fashion Week Ucraina a Kiev
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Buddhisti tibetani in esilio a Dharmsala, India
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Una bambina di Calcutta durante la Festa dei colori
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Una modella posa per la nuova collezione di Yamamay
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Protesta antinucleare a Sofia, Bulgaria
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Justin Bieber indossa una parrucca durante una puntata dell’edizione tedesca di Scommettiamo che…
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Rito mandeo sul fiume Tigri a Baghdad, Iraq
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Charles Aznavour presenta la sua autobiografia A bassa voce al Festival della letteratura di Colonia
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Proteste contro il governo yemenita a Sana’a
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Bambini sopravvissuti a un incendio scoppiato a Quezon City, Filippine
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Il linguista e filosofo Noam Chomsky
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Un uomo partecipa ad una manifestazione per chiedere le dimissioni del governo rumeno a Bucarest
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Eugenia Costantini in una scena di Boris, Il film
PEOPLE: LE FOTO delle SETTIMANE PRECEDENTI

Il generale Mayhew Bo Foster, morto a 99 anni, veterano della 2a guerra mondiale (AP Photo/Mike Albans)

Moria di tilapie nel lago Salton (Epa/Jim Lo Scalzo)
Dopo essere stato per lungo tempo una importante meta turistica nel cuore del deserto della California meridionale, oggi il Lago Salton è uno dei luoghi più inquinati degli Stati Uniti.
Questo lago salato nacque accidentalmente oltre un secolo fa, nel 1905, in seguito all’ostruirsi dei canali di irrigazione realizzati per condurre le acque del fiume Colorado nella vicina area agricola dell’Imperial Valley: per circa un anno e mezzo, quasi l’intero volume d’acqua del grande fiume si riversò nella pianura preesistente, inondando una superficie di quasi 1000 chilometri quadrati, a 65 m sotto il livello del mare.
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Moria di tilapie nel lago Salton
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Una quercia morta presso Niland, a sud del lago
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Le carcasse di quelli che furono edifici turistici
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La luna piena riflessa sul lago
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Un edificio abbandonato a Salton City
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Pesci morti
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Abbandono
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L’alba sul lago
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Tronchi di palme
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Edifici abbandonati
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I resti di una tenda gigante
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Un’area abbandonata intorno al lago
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Una roulotte abbandonata
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Una strada non terminata di Salton City
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Palme secche attraverso la finestra di un edificio abbandonato
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Un caravan corroso dal sale
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Case abbandonate presso Bombay Beach
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Palme morenti intorno al lago
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Salvation Mountain, un progetto dell’artista Leonard Knight
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The end
In breve tempo il lago, alimentato da acque di scolo agricolo, divenne un ambiente ideale per svariate specie di pesci e uccelli acquatici e lungo le sue rive spuntarono case, strutture balneari e ricreative - tra cui un prestigioso yacht club - e zone protette per l’osservazione degli uccelli acquatici: una vera e propria località di villeggiatura, frequentata anche da persone ricche e famose. A causa della salinità dei terreni sommersi, del clima particolarmente torrido e dell’assenza di emissari, le sue acque divennero via via più salate, tanto che vi si introdussero con successo specie ittiche marine.

Una quercia morta presso Niland, a sud del lago (Epa/Jim Lo Scalzo)
L’uragano Kathleen del 1976 e le piogge eccezionali dei sette anni successivi causarono un aumento rilevante del livello lago: i terreni coltivabili e le infrastrutture all’intorno vennero sommersi, i progetti turistici abbandonati. Al contempo, aumentarono significativamente gli scarichi agricoli e industriali depositati nel lago e le acque di questo “mar morto” californiano divennero via via sempre più tossiche. A partire dagli anni ‘80, i prodotti chimici e i pesticidi agricoli riversati nelle sue acque e la loro salinità crescente hanno determinato la progressiva moria della popolazione di pesci ed uccelli.
Di conseguenza, le attività turistiche e ricreative sviluppatesi all’intorno sono fallite e il lago è stato totalmente abbandonato. Secondo le autorità californiane, senza l’investimento di cospicue risorse economiche, il lago Salton - uno dei peggiori disastri ecologici degli Stati Uniti - potrebbe ridursi di un ulteriore 60 per cento nei prossimi 20 anni, esponendo il suolo contaminato da arsenico e altre sostanze chimiche cancerogene ai forti venti locali, che diffonderanno le sostanze inquinanti nell’aria, causando un ulteriore disastro ambientale.

Una strada mai terminata presso il lago (Epa/Jim Lo Scalzo)
Come mostrano queste fotografie di Jim Lo Scalzo per EPA, oggi restano solamente gli scheletri ormai incrostati dal sale delle ex strutture turistiche, acqua stagnante colma di pesci e uccelli morti e una distesa di polvere bianca che ha l’apparenza della sabbia, ma è in realtà l’insieme dei resti di animali bruciati dal sole.

Himalaya
“Tiziano Terzani. Clic! 30 anni d’Asia. La mostra” raccoglie un centinaio di foto scattate nei Paesi dell’Asia dove Terzani ha vissuto e viaggiato: il Vietnam, la Cina di una volta, le Filippine, il Giappone, l’India. Il percorso seguito da Terzani corrisponde anche allo sviluppo delle sue idee e del suo modo d’essere. Un percorso raccolto in fotografie che vengono ora esposte, dal 23 marzo al 29 maggio 2011, al Palazzo Incontro (via dei Prefetti 22) a Roma.
L’Oriente misterioso e la voglia di immergersi in questo mondo. Conoscerlo ma anche possederlo. Nel quotidiano e spiritualmente. Tutta la vita Tiziano Terzani ha viaggiato con un piccolo taccuino per gli appunti in tasca e una macchina fotografica al collo per poter accompagnare i suoi reportage con le proprie foto. Uno sguardo e un punto di vista inediti sul mondo. Il suo mondo. Soprattutto l’Asia, che ci ha fatto conoscere in decenni di giornalismo e di fotografia. “Ci andai anzitutto perché era lontana, perché mi dava l’impressione di una terra in cui c’era ancora qualcosa da scoprire. Ci andai in cerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo, all’inseguimento di idee, di uomini, di storie di cui avevo letto”. Era questa la sua natura e il suo spirito profondo, un tutt’uno tra stile e filosofia di vita: “Io sono qui alla ricerca di una cultura che sia in grado di resistere alla modernità di tipo occidentale. Sono curioso di vedere come funziona un mondo non ancora retto esclusivamente dai criteri dell’economia. Questo è il mio interesse al momento”.
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Terzani davanti a uno stupa nel regno del Mustang
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Bambine a spasso sull’altopiano del Mustang
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Terzani ospite del re del Mustang
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Bambine, uno stupa e il palazzo del re del Mustang
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L’amji, o astrologo-erborista, nella sua casa a Lo Mantang
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Terzani a cavallo sull’altopiano del Mustang
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L’amji medico tradizionale del re e della popolazione del Mustgang
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Il re del Mustang passeggia a cavallo col suo unico aiutante
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Donne del Mustang alla sorgente fuori le mura di Lo Mantang
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Piccolo stupa solitario ornato di frasche votive nel regno del Mustang
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Lo Mantang, Tashi Chusang amji del re
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Cina
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Primavera nel regno del Mustang
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Russia
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Vietnam
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Tibet
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India
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Himalaya
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Giappone
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Asia
L’esposizione, curata dal figlio Folco Terzani, è promossa dalla Provincia di Roma-Progetto ABC, organizzata da Civita in collaborazione con Fandango.
Di questa selezione di immagini, ventidue foto inedite sono dedicate allo sconosciuto regno del Mustang, una delle regioni più isolate dell’Himalaya, una specie di Shangri-la dove davanti agli occhi si dispiega “un grandissimo niente”.

Il re del Mustang passeggia a cavallo col suo unico aiutante

Lo Mantang, Tashi Chusang amji del re
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Nel 1995 il Mustang lo aveva attratto perché quella piccola parte di mondo si era aperta solo da poco ad un limitato turismo occidentale. Un posto di cui in pochissimi conoscevano anche solo l’esistenza. Proprio questo aveva protetto il regno.
Le foto del Mustang saranno raccolte in una pubblicazione edita da Fandango Libri.
Nel silenzio lunare del Mustang, Tiziano Terzani si trovò finalmente col tempo necessario per buttarsi nella sua altra passione, la fotografia. E in Mustang poté permettersi quello che fino a quel momento non aveva avuto l’agio di fare: fermarsi, aspettare. Per cogliere non solo il soggetto ma anche l’attimo in cui si trova nella luce perfetta, come nel famoso ritratto di Amchi, il medico-mago che attraversa una fascia di sole sotto gli occhi di una delle sue sorridenti maschere. Ma più spesso nelle sequenze del Mustang, quello della macchina fotografica di Terzani è un obiettivo puntato verso il vuoto del paesaggio.
La mostra si svolge in concomitanza con l’uscita del film La fine è il mio inizio, tratto dal bestseller di Tiziano Terzani edito in Italia da Longanesi, regia di Jo Baier con Bruno Ganz, Elio Germano, Erika Pluhar, Andrea Osvart, in sala dal 1° aprile distribuito da Fandango.

(AP Photo/Guillermo Arias)
Una carrellata delle fotografie più curiose, divertenti o suggestive dal regno degli animali, scelte dalla redazione nel mese di marzo.

(Kika)

(Epa/Pongmanatt Tasiri)
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Un cucciolo di orso polare allo zoo di Aalborg, in Danimarca
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Un leone di mare nella laguna di Ojo de Liebre a Guerrero Negro, Messico
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Due cuccioli di tigre bianca nello Zoo Safari della provincia di Chiang Mai, Thailandia
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Keo-co, una scimmia arancione di sei settimane, allo Zoo Taronga di Sydney
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Un barboncino al sole di primavera a Francoforte sul Meno
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Pisolino di un baby gorilla allo zoo di Zurigo
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Il piccolo leopardo Nehama dalla Cina allo zoo di Berlino
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Un passero di Banja Luka, Bosnia
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Tigre siberiana nello zoo di Kiev, Ucraina
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Un lupo nello zoo di Kiev, Ucraina
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Bettina, femmina di gibbone di 32 anni, con il suo piccolo appena nato nel Parco Safari di Ramat Gan, Israele
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Un airone azzurro maggiore sullo sfondo della Grande luna a Daytona beach, Florida
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Il cucciolo di orso polare Vicks con la mamma Olinka allo zoo di Rotterdam, Paesi Bassi
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Manifestazione di raccolta fondi per i cani randagi a Minsk, Bielorussia
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Mamma e cucciolo di banteng (Bos javanicus) messi in salvo nel Centro di Phnom Tamao, Cambogia
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Una scimmia si abbevera a Kathmandu, Nepal
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Un cucciolo di capibara, il più grosso roditore, nato allo zoo di San Diego, California
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Un cucciolo di licaone allo zoo di Brookfield, Illinois
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Test di radioattività per un cane di Koriyama, Giappone
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Una mucca atletica di Abcoude, Paesi Bassi
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Un cane da slitta partecipa alla Iditarod Dog Race in Alaska
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Maialini della protesta danese allo zoo di Warder, Germania
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Oliver, cucciolo di ippopotamo pigmeo nato nello zoo di Eskilstuna, Svezia
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Scalata di una rana all’acquario di Seul, Corea del Sud
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Due scimpanzè africani allo zoo di Calcutta, India
ANIMALI, le foto più belle: LE ALTRE GALLERY

(Epa/Frank Rumpenhorst)

Chennai, India
Da Calcutta a Mumbai, da Chennai a Vrindavan a Kuala Lampur… in tutto il mondo hinduista, in coincidenza con la fine dell’inverno, si è festeggiata l’attesissima Festa dei colori. Conosciuta come Holi - dal nome della figura demoniaca mitica di Holika, la cui effigie viene bruciata all’inizio dei festeggiamenti - l’attesissima celebrazione collettiva celebra la rinascita, il rinnovamento, la fertilità e il trionfo del bene sul male.
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Vrindavan, India
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Vrindavan, India
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Vrindavan, India
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Vrindavan, India
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Vrindavan, India
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Vrindavan, India
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Vrindavan, India
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Vrindavan, India
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Vrindavan, India
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Vrindavan, India
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Mumbai, India
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Mumbai, India
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Mumbai, India
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Mumbai, India
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Chennai, India
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Chennai, India
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Ahmadabad, India
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Ahmadabad, India
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Allahabad, India
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Calcutta, India
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Calcutta, India
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Calcutta, India
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Calcutta, India
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Kuala Lumpur, Malesia
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Kuala Lumpur, Malesia
Tutta la popolazione partecipa a questo rito collettivo dominato dai colori, che rappresentano ponti capaci di superare i divari sociali: tutti i partecipanti si spruzzano addosso reciprocamente acqua colorata dalle tinte dell’arcobaleno: una vera e propria terapia della gioia che reca buonumore e benessere ai partecipanti.

Kuala Lumpur, Malesia (AP Photo/Lai Seng Sin)

(AP Photo/Alberto Saiz)
Come ogni anno la città di Valencia ha celebrato l’antica Festa delle Fallas. Le tre settimane di festeggiamenti dedicate a San Giuseppe, patrono dei falegnami, si sono concluse nella notte del 19 marzo, denominata Cremà, durante la quale oltre 800 Fallas dell’edizione 2011 sono state bruciate in altissimi e bellissimi falò, scatenati da fuochi artificiali.
Le Fallas sono delle colossali costruzioni artistiche, fatte di materiali combustibili come legno e cartapesta, che rappresentano in forma satirica figure e personaggi legati all’attualità. La loro costruzione, curata da artisti detti falleros, è resa possibile grazie agli abitanti dei singoli quartiere che, riuniti in commissioni, lavorano per tutto l’anno all’organizzazione della festa.
Dopo essere state esposte al pubblico per vari giorni, per le strade e negli angoli più caratteristici di Valencia, nell’ultima notte della festa, le Fallas vengono date al fuoco. Nonostante la loro bellezza e i mesi di lavori necessari per la loro preparazione, solo una si salva dal rogo: si tratta del ninot (effigie) preferito dai visitatori per bellezza, arguzia e intenzione satirica. Scampando al rogo, viene definito Ninot indultat e finisce nel Museo Fallero, ricavato in un ex convento, insieme ai ninot indultati negli anni precedenti.
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Come ogni anno la città di Valencia ha celebrato l’antica Festa delle Fallas
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Si sono concluse le tre settimane di festeggiamenti dedicate a San Giuseppe, patrono dei falegnami
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Nella notte del 19 marzo, denominata Cremà, oltre 800 Fallas sono state bruciate in altissimi e bellissimi falò
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Le Fallas sono delle colossali costruzioni artistiche, fatte di materiali combustibili come legno e cartapesta
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Rappresentano in forma satirica figure e personaggi legati all’attualità
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La loro costruzione dura per mesi ed è curata da artisti detti falleros
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Dopo essere state esposti al pubblico per vari giorni, vengono date al fuoco
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Nonostante la loro bellezza e i mesi di lavori necessari per la loro preparazione, solo una si salva dal rogo
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È quella preferita dai visitatori per bellezza, arguzia e intenzione satirica: definita Ninot indultat, verrà conservata nel Museo Fallero
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La Nit del Foc, penultima notte di festeggiamenti
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Mariano Rajoy, leader del Partito popolare spagnolo
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Il Presidente USA Barack Obama in versione Biancaneve
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La Presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner
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Silvio Berlusconi
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Pep Guardiola e Josè Mourinho
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Il Presidente del Venezuela Hugo Chavez
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Iker Casillas e Sara Carbonero
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Il difensore del Barcelona Carles Pujol
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Il Primo Ministro spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero
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Las Fallas a Valencia

(Epa/Patrick Pleul)
Si effettuerà oggi l’autopsia di Knut, l’orso polare star dello Zoo di Berlino, morto improvvisamente sabato scorso per cause ancora da accertare. L’ex batuffolo bianco dello zoo di Berlino è stato trovato esamine nella piscina davanti alla sua gabbia.
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L’ex batuffolo bianco dello zoo di Berlino
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Knut nel 2007
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Knut il cucciolo, 23 marzo 2007
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Knut con il papà adottivo, Thomas Doerflein, nel 2007
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Con Thomas Doerflein nel 2007
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Con Thomas Doerflein, nel 2007
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Una foto del 2007
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In piscina, 2009
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Knut tra la neve, 2009
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Il terzo compleanno, il 5 dicembre 2009
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Un pisolino di Knut, 2010
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Nel giorno del quarto e ultimo compleanno
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Un francobollo del 2008 dedicato a Knut
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Cartoline dallo zoo con le foto di Knut
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Fiori dei fan per l’ultimo saluto a Knut
Knut è stato di sicuro l’orso più fotografato della storia. Quattro anni fa migliaia e migliaia di visitatori fecero pellegrinaggio al Zoologischer Garten per vedere questo tenerissimo cucciolo, rifiutato dalla madre e allevato dai guardiani dello zoo. In Germania nacque una vera ‘knutmania’, con francobolli, dvd e addirittura brani musicali. La popolarità di Knut era diventata tale da farlo finire sulla copertina del magazine americano Vanity Fair. Il fenomeno si ridimensionò velocemente quando l’orso divenne adulto e smise di assomigliare a un peluche. Nel 2008 morì d’infarto il suo padre adottivo, il guardiano Thomas Doerflein, a soli 45 anni, che inizialmente lo aveva nutrito con il biberon e aveva dormito per settimane insieme a lui.
Nella breve vita da star di Knut - aveva compiuto 4 anni il 5 dicembre scorso - ci fu anche una ‘fidanzata’ italiana Gianna, una bellissima orsa nata a Pistoia, ma cresciuta nello zoo di Hellabrunn, a Monaco di Baviera. Tra Knut e l’orsa, il cui nome è un omaggio alla cantante Gianna Nannini, non ci fu il colpo di fulmine e lei tornò a Monaco. Al posto di Gianna erano invece arrivate altre due giovani orse, Nancy e Katjuscia, insieme alla madre Tosca, che aveva abbandonato dopo la nascita sia Knut sia il fratello gemello, morto dopo quattro giorni il 9 dicembre 2006. La nascita dei due orsetti polari era stata la prima da trent’anni nello zoo berlinese. La morte di Knut ha rattristando l’intera Germania. Il borgomastro socialdemocratico della capitale, Klaus Wowereit, dopo aver appreso la notizia si è detto “sotto choc”, poiché, ha aggiunto, “lo portavamo tutti nel cuore. Era la star dello zoo berlinese”.

Inaugurazione della bandiera monumentale a Roma (Roberto Monaldo/LaPresse)
Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più belle, per raccontare frammenti di piccole e grandi storie, come ogni settimana…

Protesta antigovernativa a Sana'a, Yeman (Epa/Yahya Arhab)
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Inaugurazione della bandiera monumentale a Roma
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Colori per la festa di Holi a Nandgaon, India
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Colori per la festa di Holi a Bhopal, India
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Funerali ebraici ad Itamar, Cisgiordania
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I ritratti degli imperatori tra le macerie del terremoto a Sendai, GIappone
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Il segno della vittoria sulla bandiera palestinese a Gaza
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La mano di un anziano regge un tricolore in Piazza del Quirinale a ROma

Modelle in passerella a Varsavia, Polonia (Epa/Radek Pietruszka)
LE FOTO PIÙ BELLE, SETTIMANA DOPO SETTIMANA

L'annuale maratona di sci di fondo dell'Engadina (Epa/Alessandro Della Bella)