- Tags: California, inquinamento, Jim Lo Scalzo, lago, reportage, Salton, USA
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Moria di tilapie nel lago Salton (Epa/Jim Lo Scalzo)
Dopo essere stato per lungo tempo una importante meta turistica nel cuore del deserto della California meridionale, oggi il Lago Salton è uno dei luoghi più inquinati degli Stati Uniti.
Questo lago salato nacque accidentalmente oltre un secolo fa, nel 1905, in seguito all’ostruirsi dei canali di irrigazione realizzati per condurre le acque del fiume Colorado nella vicina area agricola dell’Imperial Valley: per circa un anno e mezzo, quasi l’intero volume d’acqua del grande fiume si riversò nella pianura preesistente, inondando una superficie di quasi 1000 chilometri quadrati, a 65 m sotto il livello del mare.
- Moria di tilapie nel lago Salton
- Una quercia morta presso Niland, a sud del lago
- Le carcasse di quelli che furono edifici turistici
- La luna piena riflessa sul lago
- Un edificio abbandonato a Salton City
- Pesci morti
- Abbandono
- L’alba sul lago
- Tronchi di palme
- Edifici abbandonati
- I resti di una tenda gigante
- Un’area abbandonata intorno al lago
- Una roulotte abbandonata
- Una strada non terminata di Salton City
- Palme secche attraverso la finestra di un edificio abbandonato
- Un caravan corroso dal sale
- Case abbandonate presso Bombay Beach
- Palme morenti intorno al lago
- Salvation Mountain, un progetto dell’artista Leonard Knight
- The end
In breve tempo il lago, alimentato da acque di scolo agricolo, divenne un ambiente ideale per svariate specie di pesci e uccelli acquatici e lungo le sue rive spuntarono case, strutture balneari e ricreative - tra cui un prestigioso yacht club - e zone protette per l’osservazione degli uccelli acquatici: una vera e propria località di villeggiatura, frequentata anche da persone ricche e famose. A causa della salinità dei terreni sommersi, del clima particolarmente torrido e dell’assenza di emissari, le sue acque divennero via via più salate, tanto che vi si introdussero con successo specie ittiche marine.

Una quercia morta presso Niland, a sud del lago (Epa/Jim Lo Scalzo)
L’uragano Kathleen del 1976 e le piogge eccezionali dei sette anni successivi causarono un aumento rilevante del livello lago: i terreni coltivabili e le infrastrutture all’intorno vennero sommersi, i progetti turistici abbandonati. Al contempo, aumentarono significativamente gli scarichi agricoli e industriali depositati nel lago e le acque di questo “mar morto” californiano divennero via via sempre più tossiche. A partire dagli anni ‘80, i prodotti chimici e i pesticidi agricoli riversati nelle sue acque e la loro salinità crescente hanno determinato la progressiva moria della popolazione di pesci ed uccelli.
Di conseguenza, le attività turistiche e ricreative sviluppatesi all’intorno sono fallite e il lago è stato totalmente abbandonato. Secondo le autorità californiane, senza l’investimento di cospicue risorse economiche, il lago Salton - uno dei peggiori disastri ecologici degli Stati Uniti - potrebbe ridursi di un ulteriore 60 per cento nei prossimi 20 anni, esponendo il suolo contaminato da arsenico e altre sostanze chimiche cancerogene ai forti venti locali, che diffonderanno le sostanze inquinanti nell’aria, causando un ulteriore disastro ambientale.

Una strada mai terminata presso il lago (Epa/Jim Lo Scalzo)
Come mostrano queste fotografie di Jim Lo Scalzo per EPA, oggi restano solamente gli scheletri ormai incrostati dal sale delle ex strutture turistiche, acqua stagnante colma di pesci e uccelli morti e una distesa di polvere bianca che ha l’apparenza della sabbia, ma è in realtà l’insieme dei resti di animali bruciati dal sole.
- Giovedì 24 Marzo 2011
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