
Ribelle coperto dalla bandiera della rivoluzione vicino alla sua arma sulla strada tra Al-Egila e Ras Lanuf (AP Photo/Anja Niedringhaus)
Prosegue l’avanzata verso ovest dei ribelli libici che puntano su Sirte, città natale di Muammar Gheddafi e baluardo del regime sulla strada fra Bengasi a Tripoli. In mattinata un portavoce dei ribelli ha annunciato la conquista della città, ma poco dopo un gruppo di giornalisti arrivati a Sirte su invito del governo ha fatto sapere che in città non si combatte e non c’è ancora traccia degli insorti.
Questi ultimi sarebbero stati respinti all’uscita da Ben Jawad, 140 chilometri a est di Sirte.
Protetti dagli attacchi aerei occidentali, i ribelli hanno comunque già riconquistato molte città, tra cui i principali terminal petroliferi nell’est: Es Sider, Ras Lanuf, Brega, Zueitina e Tobruk.
- Ribelle coperto dalla bandiera della rivoluzione vicino alla sua arma sulla strada tra Al-Egila e Ras Lanuf
- In preghiera nella semi-distrutta moschea di Ras Lanuf
- Controllo delle munizioni vicino alla città di Brega
- Al check point sulla strada di Sirte con un RPG in spalla
- Ribelli puliscono un posto di blocco alla periferia di Ras Lanuf
- Sulla strada tra al Al-Egila e Ras Lanuf
- Segni di vittoria passando davanti alla raffineria di petrolio alla periferia di Ras Lanuf
- Un ribelle mostra le munizioni dopo la presa di Brega
- Un ribelle scrive “Rivoluzione del 17 febbraio” su un muro di Ras Lanuf
- Un ribelle abbracciato alla sua arma in marcia sulla strada tra Al-Egila e Ras Lanuf
- Riposo accanto alle munizioni a Ras Lanuf: le scritte dicono “Libia libera”
- Saluto al posto di blocco che porta a Ras Lanuf
- Verso un posto di blocca alla periferia di Ras Lanuf
- Con la maschera anti-gas al posto di blocco di Al-Egila
- Al posto di blocco di Al-Egila
- Preghiera all’entrata di Agedabia avvolto nell’antica bandiera libica
- Cittadini di Adagebia e ribelli celebrano la liberazione della città
- Un ribelle accanto al cadavere di un soldato di Gheddafi ad Adagebia
- Trasporto all’ospedale di un commilitone ferito dopo la liberazione di Agedabia
- Tra Agedabia e Brega, un ribelle ispeziona l’interno di un veicolo governativo distrutto
Secondo Al Jazira, i ribelli hanno preso il controllo anche della città di Nawfaliyah, circa 120 chilometri dall’aeroporto di Sirte. Luogo di nascita di Gheddafi e sede di un’importante base militare, Sirte ha un grande valore simbolico e strategico. Un portavoce dei ribelli a Zintan ha riferito che la città della Tripolitania è stata colpita da missili sparati dalle forze di Gheddafi.
Sul piano diplomatico, la Russia, che si è astenuta nella votazione del 17 marzo all’Onu, ha sottolineato che gli attacchi occidentali alle forze di Gheddafi equivalgono a schierarsi con i ribelli. “Consideriamo questo intervento della coalizione - sono parole di Serghei Lavrov - per quello che essenzialmente è, vale a dire un intervento all’interno di una guerra civile che non è previsto dalle Nazioni Unite”. Ma il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, si è limitato a rispondere: “Siamo lì per proteggere i civili, né più né meno”.
Intanto il Qatar, che contribuisce con due aerei alla coalizione, ha riconosciuto il Consiglio Nazionale Libico come unico rappresentante del popolo libico, in linea con quanto già deciso da Mosca. Il premier turco, Recep Tayyp Erdogan, si è offerto di mediare un cessate-il-fuoco per evitare che il Paese si trasformi in “un secondo Iraq” o “in un nuovo Afghanistan”. E in attesa del discorso di Barack Obama, che nella notte italiana parlerà alla nazione proprio sulla situazione libica, gli occhi sono puntati sulla conferenza di domani a Londra, a cui parteciperanno i capi delle diplomazie di 35 Paesi. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha detto che il “dovere istituzionale è eliminare le distanze e trovare una soluzione condivisa”, “non solo tra Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia, ma con tutti”. E di sicuro, ha aggiunto, l’ipotesi di una Libia divisa in due, con la Cirenaica in mano agli insorti e Muammar Gheddafi “asserragliato” in Tripolitania sarebbe “molto grave”, equivarrebbe al “fallimento” dell’attuale missione. (AGI)
VEDI ANCHE: Libia, ad Agedabia tra i ribelli contro Gheddafi
- Lunedì 28 Marzo 2011


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