Prima poche centinaia. Poi, a migliaia, giovani e giovanissimi, hanno affollato i giardini di Lafayette Park, davanti alla Casa Bianca, urlando con foga tutta la loro gioia.
Dopo aver ascoltato direttamente in tv il presidente annunciare ufficiale che Osama Bin Laden è morto, in tantissimi, avvolti con la bandiera stelle e strisce, hanno dato vita a una sorta di rito collettivo, molto più simile a festeggiamenti da stadio che a una vera e propria manifestazione politica. Urlando incessantemente “U-S-A”, tutti avevano in mano il proprio smart phone, perennemente acceso per girare il proprio video da postare su Youtube.
- New York, nelle strade vicine Ground Zero la folla in festa
- Washington, la reazione alla notizia della morte di Osama davanti alla Casa Bianca
- La reazione festosa in Pennsylvania Avenue davanti alla Casa Bianca
- Allyson Childress di Falls Church, Virginia, festeggia davanti alla Casa Bianca
- Washington, i festeggiamenti davanti alla Casa Bianca
- Obama davanti ai fotografi dopo il suo annuncio televisivo
- Washington, grande festa di fronte alla Casa Bianca
- New York, di fronte a Ground Zero sventolato il cartello “Obama 1 - Osama 0″
- La gioia esplode davanti alla Casa Bianca
- Un uomo si arrampica su un lampione davanti alla Casa Bianca
- Centinaia di persone a Times Square, New York
- Washington, folla in festa sulla Pennsylvania Avenue di fronte alla Casa Bianca
- Vestito da Capitan America festeggia di fronte alla Casa Bianca
- Athens, Georgia: studenti universitari sventolano la bandiera americana
- Lawrence, Kansas: in auto sventolando la bandiera americana
- Nwe York, scene di giubilo nell’angolo di Church e Vesey Streets, vicino Ground Zero
- New York, Ground Zero: la folla in festa
- Washington, un uomo con la maglietta raffigurante il presidente Obama
- Washington, una ragazza con il poster di George W. Bush
- Washington, americani accorsi davanti alla Casa Bianca per festeggiare la morte di Osama
“Adesso il mondo sarà molto più sicuro”, urla una ragazza a una delle tante troupe tv che si aggiravano tra la folla. “Bin Laden ha avuto quello che si meritava”, gli risponde un altro, con la maglietta dei Capitol, la squadra locale di hockey.
Mentre lungo la Pennsylvania Ave, continuano ad affluire giovani universitari direttamente dalla esclusiva Georgetown University, nelle strade del centro cominciavano i caroselli dei suv stracarichi di ragazzi, anche loro con la bandiera, urlando, suonando il clacson e facendo il segnale di vittoria con le mani. Come se avessero vinto il Mondiale.
C’è chi urla “Obama, Obama”. Altri invece, in giacca e cravatta, mostrano cartelli elettorali un po’ datati, con su scritto il ticket “Bush-Cheney”. E c’è anche chi sventola qualche bandiera dei Tea Party. Ma sono una minoranza. Complice la sera tiepida e piacevole, nessuno ha veramente voglia di parlare di politica. E soprattutto di litigare. Tutti hanno solo una gran voglia di stare assieme e divertirsi, senza farsi tanti problemi.
Più defilato, Bill, un ragazzo i 25 anni, più pensoso degli altri. Fa parte di un’associazione pacifista. Qui, in questi giardini, è venuto molte volte a manifestare il suo dissenso a tutte le guerre. A lui questo entusiasmo non piace: “Molti di loro dieci anni fa stavano alle elementari, non sanno niente dell’11 settembre… Bin Laden era un criminale sanguinario, ma non mi piace quel Paese in cui si festeggia in piazza la morte di 21 persone”. Ma è l’unico ad avere questi pensieri. Accanto a lui passa un gruppo di giovani scalmanati, sudati e a dorso nudo, che gli urlano a squarciagola “Usa, Usa”. Come loro, tanti altri, continueranno a far baldoria, in questa lunga notte di festa, a Washington.

New York, di fronte a Ground Zero sventolato il cartello: Obama 1 - Osama 0 (Ansa/EPA/ANDREW GOMBERT)

Washington, la reazione alla notizia della morte di Osama davanti alla Casa Bianca (Ansa/EPA/SHAWN THEW)
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E anche a New York e in altre parti degli States. Migliaia di persone sono accorse a Ground Zero. Cantando l’inno nazionale e al grido di “Yes we can”, i newyorkesi celebrano la morte dell’autore dell’attentato più sanguinoso in territorio americano. C’è chi arriva avvolto nella bandiera americana, chi piange, chi ricorda le vittime dell’attentato con fiori e candele. Ci si abbraccia, si canta “Usa Usa”. C’e addirittura chi è arrivato in pigiama, altri hanno lasciato il ristorante per ritrovarsi, in modo spontaneo, nel luogo della tragedia.
L’emozione è enorme, in piazza ci sono persone che hanno perso amici e parenti nell’attentato. E, fra le lacrime, hanno voglia di celebrare lo storico momento. E anche il presidente Barack Obama che l’ha annunciato.
Applausi: “Ce l’abbiamo fatta”. (ANSA)
- Lunedì 2 Maggio 2011

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Commenti
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Il 3 Maggio 2011 alle 18:29 Fardi ha scritto:
Questo popolo incomincia a farmi paura sul serio. Un popolo di creduloni, bevono tutte le cazzate che gli propinano, piu’ li pigliano per il culo e piu’ sono felici. Credono a tutto anche agli asini che volano, credono a tutto anche che le torri gemelle siano state abbattute da due aerei. Credono che l’acciaio possa fondere a 400 gradi, si basta dirglielo e loro ci crederanno. Che 4 aerei se ne sono andati a spasso per i cieli americani per un’ora senza essere intercettati? Basta dirglielo e loro ci credono. Obama vincera’ le elezioni? Se questo avviene vuol dire che sono quasi tutti dei babbioni.