Una Torre di Babele composta da 30.000 libri in lingue diverse, disposti in una struttura a spirale alta 25 metri, è la scultura che l’artista argentina Marta Minujin ha esposto a Buenos Aires, nella centrale Plaza San Martin, accessibile ai visitatori come fosse una vera torre. ”L’idea è di unire tutte le razze attraverso i libri”, ha spiegato la stessa artista, ricordando l’occasione della proclamazione della capitale argentina come Capitale mondiale del libro 2011 da parte dell’Unesco, l’agenzia Onu per l’educazione, la scienza e la cultura.
- Una Torre di Babele composta da 30.000 libri in lingue diverse
- Disposti in una struttura a spirale alta 25 metri
- Una scultura dell’artista argentina Marta MInujin
- Esposta a Buenos Aires, nella centrale Plaza San Martin
- L’idea è di unire tutte le razze attraverso i libri”, ha spiegato l’artista
- La Torre di Babele ha al suo interno sette piani ed è visitabile dal pubblico in gruppi di al massimo 100 alla volta
- I libri usati come ”mattoni” per costruirla vengono da donazioni di ambasciate a Buenos Aires e di privati
- Le donazioni sono frutto di una campagna pubblica per la creazione di una ”opera di partecipazione di massa”
- Già nel 1983, subito dopo la caduta della dittatura militare (1976-83), Marta Minujin costruì un Partenone di libri, usando solo titoli messi all’indice dalla giunta militare
- Buenos Aires è Capitale mondiale del libro 2011
La Torre di Babele ha al suo interno sette piani ed è visitabile dal pubblico in gruppi di al massimo 100 alla volta, accompagnati da un audio che recita la parola ”libro” in tutte le lingue del mondo. I libri usati come ”mattoni” per costruirla sono per la metà donazioni di una cinquantina di ambasciate a Buenos Aires, e per l’altra metà donazioni di privati, mobilitati con una campagna pubblica, il cui fine era la creazione di una ”opera di partecipazione di massa”.
Nell’ultimo giorno di apertura, il 28 maggio, ai visitatori sarà permesso di scegliere un libro fra quelli che compongono la torre e prenderselo. Quelli che non saranno regalati ai visitatori saranno donati alle biblioteche. Già nel 1983, subito dopo la caduta della dittatura militare (1976-83), Marta Minujin costruì un Partenone di libri, usando solo titoli messi all’indice dalla giunta militare. (ANSA)
- Giovedì 12 Maggio 2011


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