Nella regione autonoma della Mongolia interna, la terza provincia più grande della Cina, è in corso una vera a propria lotta alla desertificazione, un fenomeno molto grave che sta colpendo tanto anche altre province del Paese (Xinjiang, Gansu, Qinghai, Ningxia, Shaanxi, Heilongjiang e Hebei). Il disboscamento, l’abuso dei terreni a pascolo, l’espansione delle aree destinate alle aziende, insieme alla pressione demografica e alla recente siccità, hanno progressivamente trasformato quelle che in passato erano vaste praterie fertili in dune di un nuovo deserto.
- La regione autonoma della Mongolia interna è la terza più grande della Cina
- Nella Mongolia interna è in corso una vera a propria lotta alla desertificazione
- Il disboscamento, l’abuso dei terreni a pascolo tra le cause della desertificazione
- Anche l’espansione delle aree destinate alle aziende, tra le cause
- Quelle che in passato erano vaste praterie fertili oggi sono dune desertiche
- Anche la pressione demografica e la recente siccità tra le cause dell’avanzamento del deserto
- La desertificazione sabbiosa dei terreni in Cina causa gravi perdite economiche agli agricoltori
- La povertà nelle zone rurali si è andata aggravando
- Molti agricoltori sono stati costretti ad abbandonare le terre divenute aride
- Dal nuovo deserto, i venti scatenano tempeste di sabbia in tutto il Paese
- Uniti con inquinanti atmosferici, i venti raggiungono anche altri Paesi confinanti
- Per fermare il deserto che sta divorando il suolo, la Cina ha adottato diverse misure
- Tra le misure adottate: riforestazione, il reinsediamento dei mongoli nomadi dalle praterie alle aree urbane, la limitazione delle zone di pascolo
- Piantare alberi è diventato uno strumento chiave, per il Governo, per combattere la desertificazione
- Molte organizzazioni non governative sostengono gli sforzi del governo per il rimboschimento
- L’ONG Shanghai Roots & Shoots ha lanciato il Million Tree Project nel 2007
- L’obiettivo del Million Tree Project è piantare un milione di alberi entro il 2014
- Alla fine di aprile 2011, erano stati piantati più di 600.000 alberi
- Gli agricoltori sono autorizzati a raccogliere i frutti dagli alberi, a condizione di prendersi cura delle piante
- La popolazione locale si prende cura degli alberi piantati su appezzamenti di terreno assegnati loro dal governo locale
La desertificazione sabbiosa dei terreni in Cina causa gravi perdite economiche agli agricoltori, la cui povertà si è andata aggravando, costringendoli ad abbandonare le terre divenute aride. Dal nuovo deserto, i venti scatenano tempeste di sabbia in tutto il Paese e non solo: uniti con inquinanti atmosferici, si diffondono nella Corea del Nord e del Sud Corea, in Giappone e in parte anche nell’America del nord.
Per fermare il deserto che sta divorando il suolo, la Cina ha adottato diverse misure, come la riforestazione, il reinsediamento dei mongoli nomadi dalle praterie alle aree urbane, la limitazione delle zone di pascolo. Piantare alberi è diventato uno strumento chiave, per il Governo, per combattere la desertificazione; molte organizzazioni non governative (ONG) sostengono gli sforzi del governo per il rimboschimento.
L’ONG Shanghai Roots & Shoots ha lanciato il Million Tree Project nel 2007 a Kulun Qi, con l’obiettivo di piantare il primo milione di alberi entro il 2014, per ostacolare l’espansione del deserto. In molti hanno aderito all’iniziativa: alla fine di aprile 2011, erano stati piantati più di 600.000 alberi. La popolazione locale si prende cura degli alberi, piantati dai volontari stessi, su appezzamenti di terreno assegnati loro dal governo locale: sono autorizzati a raccogliere i frutti dagli alberi, a condizione di prendersi cura delle piante.
- Martedì 17 Maggio 2011


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