Da Berenice Abbott a Piergiorgio Branzi, da Laurence Demaison a Gilbert Garcin, e poi Max Huber, Mario Lasalandra, Arno Rafael Minkkinen, Ferdinando Scianna, Arthur Tress e tanti altri ancora.
A Mantova fino al 31 luglio è possibile un viaggio nella fotografia del ‘900, dalle avanguardie al Neorealismo, dal Pop al Postmoderno. Circa 100 fotografie della collezione Gibelli compongono la mostra Il dubbio della bellezza, nelle sale delle Fruttiere a Palazzo Te.
- Gianni Berengo Gardin, Polesine
- Paola Pansini, Introspezione
- Paul Horn, Senza titolo
- Mario Lasalandra, San Francisco
- Maurizio Galimberti, Doppio ritratto
- Arthur Tress, Spinal tap
- Martin Schoeller, Angelina Jolie
- Denis Darzacq, La chute N°1
- Luca Steiner, Autoritratto nel cerchione di una ruota di automobile, sono in viaggio vi ricordo sempre
- Piergiorgio Branzi, Burano Piazza grande
- Walter Hirsch, Senza titolo
- Francesco Sprocatti, Brusa la vecia
- Roberto Bianchi, Parigi
- Giuseppe Mastromatteo, Triennale Bovisa
- Roberto Kusterle, Difesa della luce
- Dominique Laugé, Pitone albino
- Mario Lasalandra, Gemelle
- Patrick Taberna, Mèmoire morte
- Ferdinando Scianna, Razze Catania
Pier Luigi Gibelli è collezionista da 15 anni ma prima di tutto è ricercatore ostinato dell’estetica, nel suo lavoro quotidiano da chirurgo, come nel suo coltivare l’arte della fotografia. La sua raccolta di opere fotografiche dà la sensazione di essere stata organizzata seguendo l’anarchia del desiderio. Non pare esserci altra logica se non quella di soddisfare il piacere estetico.
Ed ora ecco che questa raccolta si mostra alla città di Mantova, lasciando emergere la caratteristica fondamentale della ricerca fotografica nel Novecento, il suo continuo incrocio con altre discipline artistiche, fino alla scienza, il giornalismo, la pubblicità e il design.
“La fotografia è quella che mi da più piacere. Grazie alla molteplicità dei suoi significati le fotografie sono inviti inesauribili alla fantasia. In un periodo in cui l’invasione dei media rende tutto contemporaneo e ci illude che tutto sia stato scoperto, un dejà vu, la fotografia ha ancora il grande potere di farci stupire; permette di catturare il reale e al tempo stesso si appropria dell’immaginario. Annulla la distinzione tra realtà e sogno. Non a caso la fotografia è stata definita la più surrealista tra le arti mimetiche”.
(tratto dall’intervista realizzata al collezionista Pier Luigi Gibelli)
Nella mostra prevalgono immagini di ritratto e della natura, anche se i soggetti delle opere sono la forma del visibile: emerge spesso l’elemento primo del disegno, dell’ordine, della bellezza delle cose che si fermano di fronte alla macchina. Le proporzioni, l’armonia, l’eleganza delle apparenze sono sempre al centro dell’obiettivo dei fotografi. Questo è il filo rosso che accomuna la selezione di queste opere realizzata da Denis Curti, curatore della mostra.
Il dubbio della bellezza è inserita nel programma di “Mantova Creativa“, appuntamento estivo della città, che per il mese di luglio, ogni giovedì propone incontri, talk, portfolio night e proiezioni legati al mondo della fotografia.
- Lunedì 4 Luglio 2011



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