Le piogge monsoniche sono fenomeni tipici di questo periodo dell’anno nel sud-est asiatico, essenziali per l’agricoltura, ma le inondazioni di questa stagione stanno mettendo in ginocchio il Pakistan meridionale e hanno già distrutto il 13% del raccolto di cotone.
Si calcola che abbiano finora provocato circa 300 morti e colpito quasi sette milioni di persone.
Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello per raccogliere 337 milioni di dollari per un piano di aiuti di emergenza.
In questa gallery raccogliamo fotografie dal Pakistan, tra il fango.
- Un uomo guada un campo allagato a Tando Muhammad Khan
- Surij Veer, 5 anni, tiene la mano del padre mentre cammina per una strada allagata nel distretto di Digri
- Pakistani si fanno largo tra l’acqua trasportando fasci d’erba a Badin
- Donna sfollata per le inondazioni torna al suo accampamento a Tando Muhammad Khan
- Una sfollata cammina lungo una strada allagata con in mano un’ascia per tagliare il legno
- Donna sfollata trasporta un bambino tra le acque a Tando Muhammad Khan
- Rada Chanad, 2 anni, in braccio alla madre Meena, sfollata insieme ad altre donne
- Ragazzo sfollato per le inondazioni cammina tra l’acqua in direzione di una strada nel distretto di Badin
- Sfollati sul tetto di bus nel distretto di Badin
- Due uomini sulle rovine di una casa circondata dall’acqua
- Uomini si fanno strada tra l’acqua alluvionale vicino Hyderabad
- Un’anziana è aiutata da un’altra donna ad attraversare una strada allagata a Tando Muhammad Khan
- Bambini sfollati raccolgono riso al bordo della strada a Tando Muhammad Khan
- Ragazzino cammina con il padre tra le acque alluvionate a Badin
- Una ragazzina cammina tra le acque alluvionali nel distretto di Badin
Le forti piogge monsoniche cadute nell’ultimo mese hanno sommerso 23 distretti della provincia del Sindh. In totale 31.960 villaggi sono stati inondati con enormi danni ai raccolti di cotone, banana, datteri e canna da zucchero.
I soccorsi sono gestiti dall’esercito che ha tratto in salvo oltre 100 mila persone dai villaggi inondati.

Surij Veer, 5 anni, tiene la mano del padre mentre cammina per una strada allagata nel distretto di Digri (AP Photo/Muhammed Muheisen)
A distanza di un anno dalle alluvioni che nel 2010 hanno colpito il Pakistan lasciando oltre 20 milioni di abitanti senza un tetto e senza le risorse per la loro sopravvivenza, in questi giorni il dramma si sta ripetendo nelle pianure del Sindh e del Baluchistan.

Rada Chanad, 2 anni, in braccio alla madre Meena, sfollata insieme ad altre donne (AP Photo/Muhammed Muheisen)
“Ancora una volta massicce precipitazioni monsoniche hanno gonfiato i fiumi facendoli straripare ed allagando, stando alle stime disponibili fino ad ora, oltre 600.000 ettari di terreni” ha spiegato Pietro Fiore, responsabile in Pakistan della ong italiana Cesvi. “Il numero dei senzatetto è calcolato in quasi 7 milioni di persone, 650.000 sono le case distrutte o gravemente danneggiate, il 72% delle coltivazioni è andato perduto e lo stesso vale per il 40% dei capi di bestiame che sono una fonte di reddito fondamentale per le famiglie rurali. Gli sfollati che hanno dovuto lasciare oltre alla casa anche le zone di origine e sono ammassati in campi profughi sono più di 800.000 di cui almeno un quarto sono bambini al di sotto dei 12 anni“.
Si teme però che le stime siano parziali e destinate a crescere nelle prossime giornate. Oltre alla necessità di dare acqua potabile, cibo ed un riparo alle vittime, è necessario intervenire nel settore dell’igiene comunitaria per scongiurare il pericolo di epidemie di colera, malaria e dengue.
- Martedì 20 Settembre 2011

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