- Tags: Joe Frazier, obituary
- Un commento
Il campione del mondo dei pesi massimi, l’americano Joe Frazier, 67 anni, è morto ieri per un cancro al fegato.
Fuoriclasse di un’epoca in cui il pugilato si faceva quasi per fame e i migliori avevano una popolarità simile ai Messi e ai Ronaldo di oggi, fu il primo a battere il leggendario Mohammed Ali con un voto unanime dei giudici dopo 15 round, nel 1971, al Madison Square Garden di New York. Il match fu chiamato il “combattimento del secolo”. Nei due incontri successivi, nel 1974 e nel 1975, fu invece sconfitto.
- 23 ottobre 1964, Joe Frazier lancia un sinistro alla testa del tedesco Hans Huber alle Olimpiadi di Tokyo
- 15 marzo 1967, Muhammad Ali scherza con Joe Frazier in allenamento
- 3 febbraio 1970, Joe Frazier in una pausa degli allenamenti
- 16 febbraio 1970, Joe Frazier mette al tappeto Jimmy Ellis
- 22 novembre 1970, Joe Frazier con la sua famiglia
- 8 marzo 1971, Muhammad Ali incassa un sinistro di Joe Frazie
- 8 marzo 1971, Joe Frazier ha atterrato Muhammad Ali al 15° round
- 22 gennaio 1972, sfida per il titolo mondiale tra Joe Frazier e George Foreman
- 1 ottobre 1975, Joe Frazier perde per KO tecnico contro Muhammad Ali
- 1 ottobre 1975, Joe Frazier colpito alla testa da Muhammad Ali
- 3 settembre 1980, Joe Frazier col figlio Marvis e il pugile James Shuler
- Frazier aveva cominciato la sua carriera con 29 vittorie consecutive
- Joe Frazier è seduto in un angolo del ring
- 7 agosto 2005, Joe Frazier spettatore di boxe a Sydney
- 11 marzo 2010, Joe Frazier a Sydney
Domenica scorsa, quando si era diffusa la notizia che Smokin’ Joe stava lottando contro il cancro, Mohammed Ali avevano fatto sapere che avrebbe “pregato” per il suo vecchio avversario.
- Martedì 8 Novembre 2011


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Il 13 Dicembre 2011 alle 19:34 Angelo Balzano ha scritto:
Certo Frazier è stato un campione.Tuttavia osservando i tre incontri del medesimo con Alì ho l’impressione che,a mio modesto avviso,Frazier non sarebbe mai diventato campione del mondo se Alì nel 1967,all’apice della sua forma fisica ed atletica, non fosse stato ingiustamente privato del titolo mondiale per renitenza alla leva per il Vietnam.Infatti si nota subito nell’incontro del marzo 1971 (nella foto)che Alì non aveva più le strabilianti velocità di esecuzione ed agilità di movimento di qualche anno prima (che,tra l’altro, lo avevano fatto prevalere su un mostro di potenza fisica come Liston,il quale avrebbe massacrato Frazier e perfino Marciano).
Infatti è noto che tre anni di inattività sono un’eternità,specie per un pugile che debba esprimersi ai massimi livelli.Anche per un fenomeno come Alì e tanto più contro un pugile forte,solido e coraggioso come Frazier.Osservando detto incontro del 1971 si ha la chiara impressione che Alì vi sia arrivato troppo presto,poco rodato,appena pochi mesi dopo il rientro dopo la lunghissima squalifica subita e presumendo troppo delle sue (seppur straordinarie)qualità.Egli appare troppo spavaldo e sicuro di sè,troppo condizionato dalla stringentissima esigenza di riprendersi quello che gli era stato tolto tanto ingiustamente.Infatti Ali’,specie nelle prime riprese,spesso scuote la testa per far comprendere al pubblico che non avverte i colpi di Frazier (cosa che non aveva mai fatto prima in carriera nè farà mai dopo)e tiene sempre la guardia bassa se non inesistente.Quasi si scontrasse con un pugile modesto e da ignorare.
Alì vinse i due successivi incontri con Frazier nel 1974 e 1975 non solo perchè dotato di un repertorio tecnico inarrivabile, ma anche perchè assunse un atteggiamento più guardingo e prudente,consapevole di non essere più quello degli anni d’oro.
La verità è che se Alì non avesse subito la squalifica del 1967 quando era nel suo momento migliore e non fosse rimasto inattivo per ben tre anni, molto ma molto probabilmente avrebbe incontrato Frazier nel 1968 o 1969 (quando Joe era già pronto per combattere per il titolo)e quasi certamente l’avrebbe sconfitto nettamente ai punti.Il rapporto tra i due sarebbe finito lì.
Ed il famoso dualismo non sarebbe mai sorto.
Alì molto probabilmente sarebbe rimasto campione del mondo per quindici anni di fila (dal 1964 al 1978, Foreman permettendo).Cosa mai realizzata da alcun pugile in passato, ma possibile per un fenomeno nato per combattere, possibile per il più grande pugile di ogni tempo.
Angelo Balzano