Inaugura oggi a Milano presso la Fondazione Forma per la Fotografia, la mostra Robert Mapplethorpe, una grande retrospettiva che ripercorre la carriera e l’opera dell’artista newyorchese: dalle prime polaroid di inizio anni Settanta, fino ai suoi celebri still life, ai fiori, ai ritratti, alla sconcertante serie dedicata a Lisa Lyon, alle splendide immagini dedicate al corpo maschile, indagato e celebrato come mai prima di allora, all’omaggio alla sua musa Patti Smith, agli insoliti, teneri e malinconici ritratti di bambini.
- Autoritratto, 1975
- Senza titolo, boundage 1973 polaroid
- Patti Smith, 1979
- Autoritratto, 1980
- Lisa Lyon, 1982
- Donald Cann, 1982
- Ken Moody e Robert Sherman, 1984
- Due Tulipani, 1984
- Linsday Key, 1985
- Andy Warhol, 1986
Un omaggio in 178 fotografie a uno tra i più importanti fotografi del Novecento, protagonista della New York degli anni Settanta e Ottanta, quella della rivoluzione pop, della liberazione sessuale, del new dada, della body art e di Andy Warhol. La mostra, curata dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York, chiuderà il 9 aprile 2012.
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“Spesso l’arte contemporanea mi mette in crisi perché la trovo imperfetta. Per essere perfetta non è che debba essere giusta dal punto di vista anatomico. Un ritratto di Picasso è perfetto. Non c’è niente di contestabile. Nelle mie fotografie migliori non c’è niente di contestabile – così è. È quello che cerco di ottenere”. Robert Mapplethorpe
Nato nel 1946 a Floral Park, nel Queens (New York City), Robert Mapplethorpe è influenzato da artisti come Joseph Cornell e Marcel Duchamp. Inizia a fotografare nel 1970, dopo aver comprato una macchina fotografica Polaroid. Nel 1973, la Light Gallery di New York City espone la sua prima mostra personale: “Polaroids”. Due anni a Mapplethorpe viene regalata una Hasselblad, con pellicola medio formato, e inizia a scattare foto di amici e conoscenti – artisti, musicisti, star del cinema porno, e membri del S & M underground. Partecipa a progetti commerciali, realizzando tra l’altro la copertina per l’album di Patti Smith e dei Television. Negli ultimi anni ’70, si intensifica l’interesse di Mapplethorpe per lo scenario sado-maso newyorkese. Nel 1977 partecipa alla VI Documenta di Kassel. Nel 1978 la Robert Miller Gallery a New York City diviene il suo rappresentate esclusivo: è ormai un artista riconosciuto. Nel 1986, gli viene diagnosticato l’AIDS. Il Whitney Museum of American Art realizza la sua prima retrospettiva in America nel 1988, un anno prima della sua morte, avvenuta nel 1989.
- Giovedì 1 Dicembre 2011




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