Ora che non punge più e i suoi movimenti non sono da ballerino del ring ma tremolii sul quadrato spietato della vita, Muhammad Ali è perfino più forte di prima. Ha la potenza imbattibile dell’amore della gente, più di quanta ne avesse ai tempi in cui si era legittimamente proclamato “il più Grande“.
Cassius Marcellus Clay, questo il suo nome prima della conversione all’Islam, il 17 gennaio compie 70 anni: ha combattuto da pugile e condotto battaglie da uomo, rifiutandosi però all’ignominia della guerra vera. Ha attraversato decenni, leader e religioni: ma è sempre rimasto se stesso, ovvero l’autentica stella cometa nel firmamento della storia dello sport; e non solo perché sul ring “si muoveva come una farfalla e pungeva come un’ape” (altra fortunata autodefinizione).
Celebriamo i suoi 70 anni in questa gallery che ripercorre la sua carriera e la sua vita, da grande sportivo e uomo.
- 1954, un giovanissimo Cassius Clay
- 8 febbraio 1962, Ali col suo allenatore Angelo Dundee
- 15 novembre 1962, Cassius Clay e la sua previsione di vittoria
- 1963, Cassius Clay solleva la mamma
- 18 febbraio 1964, Cassius Clay scherza coi Beatles
- 1 marzo 1964, Muhammad Ali con Malcolm X
- 1 giugno 1964, Ali in Nigeria
- 25 maggio 1965, Muhammad Ali mette al tappeto Sonny Liston
- 8 marzo 1971, Joe Frazier mette Ali al tappeto
- 28 gennaio 1974, Muhammad Ali contro Joe Frazier
- 29 agosto 1974, Ali promuove il match contro George Foreman
- 30 ottobre 1974, Muhammad Alì contro George Foreman
- 16 maggio 1975, Muhammad Ali colpisce Ron Lyle
- 15 giugno 1975, la carica prima del match contro Joe Bugner
- 1 ottobre 1975, Muhammad Ali contro Joe Frazier
- 1 ottobre 1975, Ali mantiene il titolo contro Joe Frazier
- Muhammad Ali vs Joe Frazier
- 28 settembre 1976, Ali batte Ken Norton
- 8 luglio 1977, Muhammad Ali con una troupe
- 8 luglio 1977, Muhammad Ali con l’allenatore
- 14 settembre 1978, Muhammad Ali il giorno prima dell’incontro con Leon Spinks
- 12 dicembre 1981, Ali contro Trevor Berbick
- 1996, Ali accende il tripode alle Olimpiadi di Atlanta
- 1996, Ali accolto da un’ovazione alle Olimpiadi di Atlanta
- 20 agosto 1997, Ali aiuta i rifugiati liberiani in Costa d’Avorio
- 19 aprile 1998, Ali a sostegno di chi come lui soffre di Parkinson
- 17 marzo 2001, con Bo Derek all’evento di beneficenza in suo onore
- 17 dicembre 2005, Ali segue il match della figlia Laila
- 2009, Ali e la moglie Lonnie all’assegnazione del premio per lo sport a Phelps
- 14 novembre 2011, al funerale del pugile Joe Frazier
È meritatissimo, forse perfino riduttivo, il titolo di atleta del secolo assegnatogli all’inizio del 2001.
All’apice della carriera è stato l’uomo più famoso del pianeta, capace di oscurare i Beatles, Re e capi di Stato e tanti altri leader religiosi, divi e personalità che - come fecero fra gli altri Elvis Presley, Fidel Castro, Frank Sinatra e più di recente Nelson Mandela, Sylvester Stallone e Michael Jordan - quando lo incontrarono per prima cosa gli chiesero l’autografo.
Campione del mondo dei pesi massimi, ma ancora di più, con i suoi pugni e la sua dialettica esuberante, simbolo della lotta all’apartheid, dell’uguaglianza dei diritti, del riscatto sociale e dell’orgoglio dei neri d’America (“per noi è Dio”, spiegò il regista Spike Lee), amico di Martin Luther King e Malcolm X, e di coloro, bianchi compresi, che manifestavano contro la guerra in Vietnam. E poi candidato al premio Nobel per la Pace, vincitore dell’Oscar per il miglior documentario con Quando eravamo re, ed icona della pop art nel secolo scorso, quando lo immortalò Andy Warhol, e in quello in corso, grazie a Shepard Fairey. Oggi come allora questi ritratti di Ali sono finiti nei musei, e sono stati riprodotti perfino su paia di scarpe.
Muhammad Ali è stato anche poeta (“l’uomo che non ha fantasia non ha ali per volare”, è uno dei suoi aforismi più belli) ed eroe dei fumetti, quando negli anni ‘70 finì sul quadrato contro Superman in una sfida che serviva per fermare un’invasione aliena della Terra. Quell’album viene ristampato ancora oggi, perché troppe sono le richieste in tutto il mondo.
E da mito universale Clay-Ali è stato celebrato anche in Italia (Gianni Minà era il suo cantore), tranne qualche episodica caduta di tono: “Io quel negretto lì lo vedo male”, disse avventatamente guardandolo combattere in tv un giornalista durante le Olimpiadi romane, nelle quali si sarebbe imposto, come in tutto il resto nella sua vita. E la Rai, che pure aveva celebrato l’epos dei suoi match con Joe Frazier, ignorò quello con George Foreman a Kinshasa.
Uomo capace di gettare la sua medaglia olimpica nel fiume quando, tornato a casa da Roma, gli impedirono di entrare in un bar percheé di colore; ma anche ecumenico ultimo tedoforo nell’edizione del centenario dei Giochi, ad Atlanta nel 1996.
Accese il fuoco che un tempo (e in parte ancora oggi) fermava le guerre e quel suo muoversi incerto commosse il mondo: lì si capì che Ali combatte ancora, contro il male che lo affligge, quel morbo di Parkinson rivelatosi l’avversario più insidioso.
Lo fa con la fierezza e la dignità di un tempo, come quando disputò contro Joe Frazier match selvaggi e spettacolari, autentica accademia della boxe. Le sue mani che nella indimenticabile notte di Kinshasa stesero George Foreman mentre la gente gli gridava “Ali bomaye, Ali bomaye (uccidilo Ali)” ora sono tremolanti, ma indicano ancora con fermezza la strada dell’orgoglio umano.
Su di lui sono stati girati film, come quello in cui veniva impersonato da Will Smith, e scritti centinaia di libri, che per chi lo ha visto in azione non sono mai abbastanza. Pochi anni fa ne è uscito uno da 3.000 euro che è un autentico monumento al mito di Ali anche come dimensioni. La prima copia fu donata a lui, al Labbro di Louisville che oggi sussurra ma continua a stregare il mondo. (ANSA)
- Lunedì 16 Gennaio 2012




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Commenti
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Il 17 Gennaio 2012 alle 20:10 zeno zoppi ha scritto:
E’ tutto bello e glielogi che gli vengono fatti sono arcimeritati…….grande Ali sei una pietra miliare dello sport e dell’umanità, Grazie Ali! per tutto quello che ci hai dato e che continui a darci ancora.
Il 18 Gennaio 2012 alle 10:59 Muhammad Ali. I 70 anni del mito e 5 libri per festeggiarlo | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] FOTOGALLERY: Muhammad Ali, 70 anni di un mito [...]