
Zuppa gratuita per i poveri (Epa/Alkis Konstantindis)
L’immagine della crisi greca più fresca nella nostra memoria è forse quella delle violenze esplose ad Atene domenica scorsa, delle battaglie per strada tra dimostranti e polizia, delle decine di palazzi e banche incendiate.
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A raccontarci che la crisi greca non è fatta solo di percentuali e negoziati con la Troika, c’è però un’altro suo volto - che proponiamo in questa fotogallery, tra Atene e Salonicco - quello della vita quotidiana nelle strade delle città, dove il fenomeno dei senza fissa dimora va aumentando costantemente, e dove un numero crescente di negozi chiude. Nuova povertà, vite rivoluzionate, rabbia e paura per il futuro stanno diventando realtà concrete e quotidiane di una parte crescente della popolazione ellenica.
- Zuppa gratuita per i poveri
- Pasti gratuiti distribuiti dalla Chiesa greco-ortodossa
- Una donna chiede la carità lungo una via di Salonicco
- Due senza fissa dimora dormono nel centro di Atene
- In fila per frutta e verdura
- Un’anziana al mercato rionale
- Un uomo con il figlio tra le braccia chiede la carità nel centro di Atene
- Il numero di senzatetto per le strade di Atene è in aumento
- Distribuzione di cibo gratuito
- Donne in fila per ricevere un pasto gratuito
- Cibo gratuito per i nuovi poveri
- Un uomo recupera del pane vecchio da un bidone della spazzatura
- Una famiglia riempie un carrello del supermercato con i prodotti alimentari distribuiti da un’associazione umanitaria greca
- Un uomo senza fissa dimora dà del cibo ai piccioni in piazza Syntagma
- Alla mensa di un’associazione umanitaria
- “Per favore, ho fame” dice il cartello di un uomo che chiede l’elemosina nella capitale
- Un’anziana chiede la carità nel centro di Salonicco
- Un uomo chiede aiuto ai passanti nei pressi di piazza Syntagma
- Un uomo senza più casa dorme vicino a un negozio con le serrande abbassate
- “Rubare per guadagnare soldi” su una parete della Banca centrale di Atene
La zona di Atene che da piazza Omonia va verso Psirri - fino a qualche anno fa uno dei quartieri per eccellenza della frizzante vita notturna ateniese, con ristoranti, bar e club con musica dal vivo - mostra come poche altre che cosa sia la crisi ad Atene. Decine di locali hanno chiuso i battenti e la zona è stata rapidamente invasa da un crescente numero di piccoli alimentari gestiti da immigrati cingalesi, negozi di import-export cinesi e negozi di bassissimo livello. I residenti storici fanno la corsa ad andarsene. Gli alberghi, grandi e piccoli, chiudono uno dopo l’altro. Moltissimi palazzi sono vuoti, coperti di graffiti, in rovina. Ci sono calcinacci ovunque e pochissimi esercizi tradizionali ancora aperti.

In fila per frutta e verdura (Epa/Alkis Konstantinidis)
Anche nell’elegante area di Kolonaki, sono tantissimi i negozi chiusi, con le scritte Enoikiazetai (si affitta) o Polietai (si vende). Gli sconti, nelle vetrine di quelli aperti sono del 50-70%, ma dentro c’è pochissima gente comunque. In giro ci sempre sono grosse auto e signore ingioiellate. Ma quasi ad ogni passo, sulla centrale via Patriarkou Ioakim, qualcuno ti chiede l’elemosina, tra una banca e una boutique. (Ansa/Nissirio)

Un uomo recupera del pane vecchio da un bidone della spazzatura (AP Photo/Nikolas Giakoumidis)
ALCUNI NUMERI DELLA CRISI GRECA
La recessione è ormai giunta al quinto anno.
Il PIL greco è diminuito del 6,8% nel 2011, del 16% rispetto al 2008.
La Grecia ha il primato europeo dell’evasione fiscale, stimata al 25% del PIL.
Il debito pubblico è pari al 140% del PIL.
Il rapporto Defici/PIL è al 13.6%.
Il numero di disoccupati in Grecia ha superato il tetto di un milione nel mese di novembre: tasso record del 20,9%, in crescita del 48,7% annuo.
Erano 600 le categorie di lavoratori che andavano in pensione a 55 anni (50 le donne) per lavoro “usurante”, tra cui parrucchieri, musicisti di strumenti a fiato, presentatori televisivi (poiché esposti ad alti rischi batteriologigi dovuti all’uso dei microfoni); donne non sposate; e, soprattutto, dipendenti statali, che potevano andare in pensione anche a 53 anni.

Pasti gratuiti distribuiti dalla Chiesa greco-ortodossa (AP Photo/Petros Giannakouris)
- Giovedì 16 Febbraio 2012
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Commenti
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Il 21 Febbraio 2012 alle 18:31 Crisi greca: la povertà e la crescita straziante dell’abbandono di minori – LA STORIA | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] centro Sos village di Atene non arrivano le voci delle proteste della piazza. Ma qui, la ferita di un Paese che corre ancora il rischio di sgretolarsi è più profonda e [...]
Il 21 Febbraio 2012 alle 18:35 - Vivi Capena ha scritto:
[...] centro Sos village di Atene non arrivano le voci delle proteste della piazza. Ma qui, la ferita di un Paese che corre ancora il rischio di sgretolarsi è più profonda e [...]
Il 18 Marzo 2012 alle 04:40 Olga Papadopoulou ha scritto:
Sono greca, vivo a Salonicco e volevo dire che le cose quì sono veramente terribili! Lavoro non c’è! Ci sono tantissimi immigrati però! I greci trovano lavoro qualche lavoro con 250 euro al mese senza nessuna assicurazione! I soldi guandagnati da chi riesce ancora a sopravvivere, vanno sempre per le spese, le nuove tasse e le nuove riforme! E non ci bastano mai! Le spese si aumentano sempre! Si perde ogni valore, anche la dignità.
Invece la Grecia ha tanta ricchezza non solo dai fondi di energia ma anche dai nostri giacimenti a Creta, a Kastellorizo, al mare Ionio, i quali saranno afferrati dalle grandi aziende petrolifere! Vogliono appropriarsi del denaro altrui! Adesso non possiamo sperare più! Se le cose continuano così, i greci lavoreranno per 100 euro al mese! I risarcimenti però dalla germania dopo la seconda guerra mondiale,e il prestito tedesco vengono lasciati!
Questa continua minaccia di andare in bancarotta e uscire della comunità europea è diventata un’ incubo! Il popolo greco ha paura, a causa dei nostri politici, di uscire dalla comunità europea! Abbiamo ancora, la paura della Turchia! Ma anche la paura del debito sovrano che non ci riusciremmo a saldare mai con la drahma!
Ci resta solo l’orgoglio della nostra antica civiltà e dello spirito olimpico.
Noi greci, siamo grati al popolo italiano che ci ha manifestato Solidarietà e Umanità al momento opportuno!
Spero un giorno, che Mario Monti possa unire tutti i paesi chiamati PIGS a decidere una politica comune con delle regole comuni, guidate e progettate per il bene della comunità dei nostri paesi. Paesi ispirati dai principi della democrazia, la libertà, la giustizia, e la confraternità dei popoli dell’ Europa!
Un saluto dal cuore,
Olga Papadopoulou