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Archivio per autore: » lucapiva

Angela Merkel, ritratti del Cancelliere senza maschere

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  • Tags: Angela Merkel, Germania, volti
  • Un commento

(AP Photo/Maya Hitij)

Per niente fredda e imperscrutabile come vorrebbe lo stereotipo del “tedesco”, il Cancelliere della Repubblica federale tedesca, Angela Merkel, ci ha abituato a esternazioni non proprio discrete dei suoi stati d’animo, come nell’occasione recente in cui, in conferenza stampa con il presidente francese Sarkozy, si è lasciata andare a un’espressa ironia sull’Italia, da molte parti giudicata inopportuna.

Contrariata

(AP Photo/Markus Schreiber)

Di frequente le sue emozioni, immortalate dallo scatto di un reporter, finiscono nella nostra gallery dei volti della settimana: la donna più potente d’Europa, o forse del mondo, è una vera e propria manna per i fotografi che ad ogni sua uscita pubblica ricercano lo scatto “speciale”, quello capace di dire molto più di tante parole, quello che plasticamente sa rappresentare uno stato d’animo o un momento. Lo scatto da prima pagina, che spesso diventa un tutt’uno col titolo di copertina.

Scoraggiata

(Epa/Michael Kappeler)

Come vediamo in questa selezione di fotografie, scattate tra il 2009 e oggi, il volto della leader cristiano-democratica non riesce a nascondere con facilità le emozioni che la attraversano nelle sue apparizioni pubbliche… abbiamo provato a trovare un aggettivo per ogni espressione, ma il gioco è aperto a tutti.

Gli stati d’animo del Cancelliere della Repubblica federale tedesca negli scatti più belli
Scettica
Sdegnata
Crucciata
Compiaciuta

Allegra
Spaventata
Interessata
Rassegnata
Contrariata

Scoraggiata
Concentrata
Incuriosita
Esitante
Disperata

Serena
Afflitta
Perplessa
Divertita
Sarcastica


  • lucapiva
  • Martedì 6 Dicembre 2011

Rishi, cercatore d’acqua a Kathmandu

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  • Tags: acqua, lavoro, Narendra Shrestha, Nepal, reportage
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Rishi sul fondo del pozzo

Rishi sul fondo del pozzo (Epa/Narendra Shrestha)

La popolazione di Kathmandu è in crescita: secondo il censimento del 2010, circa un milione di persone vive oggi su una superficie totale di 50,67 chilometri quadrati. Questo aumento del numero degli abitanti, insieme ai cambiamenti climatici, negli ultimi anni ha messo la valle di Kathmandu, nel Nepal centrale, di fronte a una grave crisi idrica, con una cospicua diminuzione del livello dell’acqua nei fiumi dell’area e nel sottosuolo.

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In queste fotografie di Narendra Shrestha, le immagini e la storia di Rishi Dev Yadav, scavatore di pozzi a Khatmandu.

Rishi Dev Yadav è un operaio nepalese originario del distretto orientale di Inarwa, che ha dovuto migrare nella capitale in cerca di lavoro
Rishi ha lasciato la moglie e i due figli in cerca di fortuna per la sua famiglia
Rishi ha 28 anni compiuti e gli ultimi tre li a trascorsi a Khatmandu scavando pozzi
Il suo salario mensile è di 2.500 rupie nepalesi (circa 24.5 EURO), appena sufficiente per sopravvivere
Talvolta, per raggiungere l’acqua, è necessario scendere oltre i 15 metri di profondità, il che può provocare incidenti

Nonostante i seri rischi, nella valle di Kathmandu sono centinaia gli operai impegnati attualmente in simili lavori di scavo
Il governo ha vietato gli scavi di pozzi, rendendoli illegali
A causa della grave crisi idrica nella valle di Khatmandu, lo scavo di nuovi pozzi è però oggi l’unico modo per rifornisi di acqua
Il bisogno di sopravvivere spinge così molte persone come Rishi a sfidare la legge e a rischiare la vita

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FOTO

  • lucapiva
  • Giovedì 7 Luglio 2011

A colazione con Pannella, un digiunatore tra 10.000

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  • Tags: carceri, giustizia, Marco Pannella, sciopero della fame
  • 3 commenti
Una colazione interrompe (per 48 ore) lo sciopero della fame, dopo 48 giorni

Una colazione interrompe (per 48 ore) lo sciopero della fame, dopo 48 giorni (Ansa/Maurizio Brambatti)

Dal 20 aprile, per 48 giorni consecutivi, si è nutrito di soli 3 cappuccini al giorno e domani riprenderà il suo sciopero della fame. Ieri, però, “per riconoscenza” nei confronti delle oltre 10.000 persone (tra cui oltre 7500 detenuti dalle carceri italiane, insieme ai familiari, e gli avvocati dell’Unione delle Camere penali) che, a staffetta, hanno aderito alla sua iniziativa nonviolenta, Marco Pannella ha deciso di concedersi una pausa di due giorni, inaugurata con solennità mangiando una brioche in un bar di Via di Torre Argentina, davanti alle telecamere di radioradicale.it. ”Lo devo ai direttori delle carceri, alla polizia penitenziaria, ai carcerati delle immonde carceri in cui sono tutti detenuti, tutti vittime. Loro lottano con lo sciopero della fame per una grande amnistia, per la riforma della giustizia.“

(Ansa/Maurizio Brambatti)

Esordisce scherzando, il vecchio corsaro radicale: “Mi dicono che non mangio da 48 giorni, ma non è vero: è una balla, se no la stampa e la televisione avrebbero dato almeno un’immagine…“. In effetti, che lo si ammiri o non lo si sopporti più, il fatto che un anziano signore di 81 anni compiuti non mangi da oltre un mese e mezzo dovrebbe essere abbastanza “curioso” da diventare notizia, anche se non è una novità. Perché non accade?

Su Il Foglio del 24 maggio scorso, Guido Vitiello, nel suo Tutti quelli che si scordano di Pannella, manco fosse il settimo nano, evidenziava ”la strana riluttanza a dare a Pannella quel che è di Pannella anche laddove parrebbe impossibile estrometterlo“, chiudendo la sua interessante analisi mettendoci in guardia: “espungendo dalla riflessione sull’Italia quel piccolo e vulcanico laboratorio politico si ottiene non già di mettere i radicali ai margini, ma di restare ai margini di molte questioni cruciali. Ricordatevi di Brontolo“.

Prendiamo in parola Vitiello e ci ricordiamo di Brontolo, proponendovi le immagini della pubblica colazione rituale di ieri mattina e così addentrandoci nelle complesse ragioni che muovono Pannella e i 10.000.

Una colazione interrompe (per 48 ore) lo sciopero della fame, dopo 48 giorni
Pannella ha deciso di concedersi una pausa di due giorni, inaugurata con solennità mangiando una brioche in un bar di Via di Torre Argentina
“Mi dicono che non mangio da 48 giorni, ma non è vero: è una balla, se no la stampa e la televisione avrebbero dato almeno un’immagine…“.
Tutti quelli che si scordano di Pannella, manco fosse il settimo nano
Con Pannella digiunano oltre 10.000 persone, tra cui oltre 7500 detenuti dalle carceri italiane

In sciopero della fame anche gli avvocati dell’Unione delle Camere penali
“L’Italia è una non democrazia, una antidemocrazia quotidiana“
Di nuovo in campo per l’amnistia, contro l”amnistia di classe”
Marco Pannella ha compiuto 81 anni lo scorso 2 maggio
Pannella e il digiunatore di Kafka


A leggere l’elenco dei suoi obiettivi iniziali, si resta un po’ spaesati per la loro apparente eterogeneità: si va dall’istituzione di una Commissione di inchiesta sullo stato della democrazia composta da accademici (almeno 13 sulla falsariga dei 13 che non giurarono fedeltà al fascismo); alla possibilità di un’amnistia per far fronte alla situazione della giustizia e delle carceri italiane; a una mozione per l’uso, in Libia e Siria, delle “armi di attrazione di massa“; alla ripresa, da parte del PD, dell’abbandonato impegno (congressuale) per il sistema elettorale uninominale.

marco-pannella-sciopero-della-fame-2

A voler riassumere, Marco Pannella non mangia perché “L’Italia è una non democrazia, una antidemocrazia quotidiana“. Pensa anzitutto alle carceri, “specchio del Paese”, dove urgono interventi strutturali per risolvere una situazione sempre più drammatica (sovraffollamento, scadimento dei servizi, emergenza sanitaria, crescita dell’autolesionismo tra detenuti e agenti) che lui definisce una “realtà strutturale di Shoah”. E torna a nominare l’innominabile amnistia: ”contro l’amnistia di classe e di massa che viene dalle prescrizioni“, ripete come un mantra. Ma anche a quello 0,8% di presenza dei radicali, nell’ultimo anno, nei principali talk-show televisivi, certificato da Gianni Betto del Centro d’ascolto dell’informazione Radio televisiva, o all’impossibilità di far emergere la verità sul “Caso Saddam“, raccontato sul sito dall’impossibile dominio bushblaircontrosicurapacefeceroguerrairakimpedendoesilioasaddam.it.

Nessuno degli obiettivi di Pannella sembra raggiungibile a breve, ma lui non se ne preoccupa perché, per usare un suo gioco di parole, deve occuparsene. Anche senza pubblico, Pannella non cesserà di incarnare la Repubblica e le leggi o, come dice lui, di ”dare corpo” alla sua “fame di legalità e democrazia”, insaziata e sessantennale, in una metafora che tante somiglianze ha con la figura estrema e dolente del digiunatore di Kafka, ”costretto” a digiunare perché non trovava il cibo che gli piacesse:

«Ho voluto sempre che ammiraste il mio digiuno» continuò il digiunatore. «E noi infatti ne siamo ammirati» disse condiscendente il custode. «E invece non dovete ammirarlo» replicò il digiunatore. «E allora non lo ammireremo» rispose il custode, «ma poi perché non dobbiamo farlo?». «Perché sono costretto a digiunare» continuò il digiunatore. «Ma senti un po’» disse il custode «perché non ne puoi fare a meno?». «Perché io» disse il digiunatore, sollevando un poco la sua piccola testa e parlando con le labbra appuntite come per un bacio proprio all’orecchio del custode, «perché non riuscivo a trovar il cibo che mi piacesse. Se l’avessi trovato, non avrei fatto tante storie e mi sarei messo a mangiare a quattro palmenti come te e gli altri.»

  • lucapiva
  • Mercoledì 8 Giugno 2011

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