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Una scena del film (Kika)
(KIKA) - MILANO - Paranormal Activity, pellicola low cost diretta da Oren Peli, sta dando filo da torcere al box office ad Avatar, film di James Cameron campione di incassi anche in Italia.
Paranormal Activity racconta la vicenda di una giovane coppia, Katie e Micah, che da poco si è trasferita in un nuovo appartamento. La quotidianità dei due ragazzi viene continuamente disturbata da eventi paranormali, al punto che un esperto di settore viene chiamato per dare una spiegazione alle continue stranezze della casa. A tormentare la vita di Katie e Micah non è un fantasma, ma un demone in cerca di energie negative.
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Una scena del film
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Una scena del film
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Una scena del film
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Una scena del film
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Steven Schneider, produttore e Oren Peli, regista
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Una scena del film
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Il regista Oren Peli durante il photocall di “Paranornal activity” a Roma
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Una scena del film
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La locandina del film
In Italia la pellicola viene trasmessa nelle sale senza alcun divieto, ma le continue crisi di panico degli spettatori più giovani hanno scatenato il disappunto del Codacons che ora annuncia azioni legali. In un comunicato dell’associazione per i diritti dei Consumatori si legge: “Il film non è adato a un pubblico giovane, è opportuno che si vieti la visione ai minori di 16 anni“.

(EPA/S. SABAWOON)
(ANSA) - Sette valanghe sono cadute nelle ultime ore sulla statale che collega Kabul con il nord dell’Afghanistan attraverso il passo di Salang, che attraversa la catena montagnosa dell’Hindu Kush, bloccando almeno 350 veicoli e provocando la morte per freddo o per inalazioni di ossido di carbonio, di decine di persone. Almeno 1.000 persone, invece, sono state prelevate dai soccorritori e trasportate negli ospedali della zona o nei centri abitati.
Un medico dell’ospedale della provincia di Parwan ha detto all’ANSA che solo nella sua struttura vi sono undici morti e 40 feriti. Lo stesso medico ha però detto di avere avuto notizia che i morti potrebbero essere un centinaio, e i feriti 500. Secondo l’agenzia di stampa afghana Pajhwok, i morti sarebbero per il momento 60.
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Sette valanghe sono cadute nelle ultime ore sulla statale che collega Kabul con il nord dell’Afghanistan attraverso il passo di Salang
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Almeno 350 veicoli sono rimasti bloccati sotto la neve
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Per il freddo o per inalazioni di ossido di carbonio sono morte decine di persone
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Le valanghe, frutto di recenti intense nevicate, hanno bloccato il traffico sulla statale nel tratto da Kabul verso il tunnel Salang
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Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto per assistere i passeggeri in difficoltà ed estrarre le vittime dalle auto.
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Il ministero della Difesa ha mobilitato 600 soldati che insieme a poliziotti e vigili del fuoco sono riusciti a portare in salvo 1500 persone
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Secondo l’agenzia di stampa afghana Pajhwok, i morti sarebbero per il momento 60
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Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto
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La situazione si è fatta particolarmente drammatica fuori e dentro il tunnel costruito nel 1964 dai sovietici a 3.400 metri di quota. Qui centinaia di auto e autocarri sono rimasti bloccati.
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Nel pomeriggio sono giunti anche alcuni elicotteri della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) che hanno trasportato le persone in condizioni più gravi a Kabul
Le valanghe, frutto di recenti intense nevicate, hanno bloccato il traffico sulla statale nel tratto da Kabul verso il tunnel Salang, che non è rimasto bloccato. Le auto ed i camion però, non hanno potuto continuare il loro viaggio verso il nord, né tornare indietro.
Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto per assistere i passeggeri in difficoltà ed estrarre le vittime dalle auto. Nel pomeriggio sono giunti anche alcuni elicotteri della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) che hanno trasportato le persone in condizioni più gravi a Kabul.

(Foto Ansa/EPA/NARONG SANGNAK)
Nella base militare di Chon Buri, a est di Bangkok, Thailandia, i marine americani partecipano all’esercitazione congiunta “Cobra Gold 2010” (CG10): a lezione di sopravvivenza nella giungla, dai colleghi tailandesi, mangiando lucertole e scorpioni, bevendo sangue di cobra…
L’addestramento militare Cobra Gold si concentra sul mantenimento e il miglioramento delle relazioni militari tra Stati Uniti, Thailandia, Singapore, Giappone, Indonesia e, per la prima volta nel 2010, Repubblica della Corea del Sud.
Più di 14.000 i partecipanti coinvolti nell’esercitazione, volta a promuovere la pace e la sicurezza regionali.
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Mangiando scorpioni
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Un drink di sangue di cobra
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Un drink di sangue di cobra
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Mangiando lucertole e rane
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Come catturare un cobra
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Come catturare un cobra
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L’istruttore tailandese
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Come catturare un cobra

(EPA/Alejandro Bolívar)
(ANSA) - Una bella donna di 50 anni alla presidenza, in Costa Rica il potere diventa rosa: Laura Chinchilla ha vinto a man bassa le elezioni di ieri diventando la prima donna capo dello Stato del Costa Rica, dopo aver battuto due candidati maschi, uno di destra l’altro di centro-sinistra.
Politologa, master all’università di Georgetown, divorziata e un figlio, con una lunga carriera nelle stanze dei bottoni di San José, la Chinchilla ha ottenuto il 46,8% dei voti, molti di più di quanto indicassero i sondaggi e delle aspettative degli analisti, che prevedevano una sua vittoria solo di qualche punto sopra il 40% (barriera oltre il quale, secondo le norme elettorali locali, non è necessario andare al ballottaggio).
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Nel discorso da vincitrice ha promesso il dialogo con gli avversari ed impegno per sicurezza, educazione e salute
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Ha battuto due candidati maschi, uno di destra, l’altro di centro-sinistra.
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Politologa, master all’università di Georgetown, divorziata e un figlio, con una lunga carriera politica alle spalle
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Ha ottenuto il 46,8% dei voti, molti più di quanto indicassero sondaggi e analisti
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Milita nel partito Liberacion Nacional (Pln), formazione socialdemocratica
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Il Pln è anche il partito del presidente uscente, il premio Nobel per la pace, Oscar Arias
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È stata Vicepresidente e Ministro della giustizia.
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Le sue due sfide principali saranno l’economia e la lotta al narcotraffico
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Subito dopo i primi risultati, i sostenitori di ‘Laura’ hanno iniziato a festeggiare in diversi quartieri della capitale, in particolare nell’area del ‘Parque Central’, dove alcuni militanti del Pln hanno organizzato una festa con musica e balli.
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La nuova presidente ha chiarito che il suo governo avrà un’anima femminile
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Nel Paese l’economia cresce a tassi troppo bassi e la povertà colpisce il 20% dei costaricani
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Il Costa Rica vive ormai dagli anni ‘50 senza Forze armate
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A differenza dei suoi vicini centroamericani, il Costa Rica è riuscito per decenni a stare alla larga da guerriglie e conflitti armati, mantenendo una sostanziale stabilità sia politica sia sociale
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Otton Solis, il candidato sconfitto di centro-sinistra (25%)
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Otto Guevara, il candidato di destra sconfitto (21%)
In questo modo, i quasi tre milioni di ticos (costaricani) chiamati a votare si sono affidati ancora una volta, e per altri quattro anni, al partito Liberacion Nacional (Pln), formazione socialdemocratica che in realtà - ha precisato la Chinchilla - punta ad ”un centro ideologico”. Il Pln è d’altra parte il partito del presidente uscente, il premio Nobel per la pace, Oscar Arias, con il quale la Chinchilla ha lavorato per anni in stretto coordinamento in veste di vicepresidente e ministro della giustizia.
Visto il risultato finale, ‘l’erede’ di Arias ha finito per stracciare i suoi due rivali più pericolosi, Otton Solis (di centro-sinistra), che era in rimonta e che ha in effetti avuto un lusinghiero 25%, e Otto Guevara (quasi il 21%), il quale a dispetto del cognome rappresenta la destra piu’ dura del Costa Rica. Subito dopo i primi risultati, i sostenitori di ‘Laura’ hanno iniziato a festeggiare in diversi quartieri della capitale, in particolare nell’area del ‘Parque Central’, dove alcuni militanti del Pln hanno organizzato una festa con musica e balli.
Senza nascondere la propria soddisfazione e indossando un scintillante tailleur, la sempre elegante Chinchilla ha festeggiato insieme ai suoi fan all’Hotel Crown Plaza della capitale. Prima di affrontare quelle che saranno le sue due sfide principali (l’economia e la lotta al narcotraffico), la nuova ‘presidenta’ ha chiarito che il suo sarà’ ”un governo con un’anima femminile, che punterà per esempio sull’attenzione ai bambini, le donne non sposate, la lotta al problema della violenza domestica”.
Anche se l’economia cresce a tassi troppo bassi e la povertà colpisce il 20% dei costaricani, la Chinchilla è preoccupata soprattutto per il fenomeno che ormai da anni attraversa in lungo e in largo tutto il continente latinoamericano, il narcotraffico: un vero incubo per un Paese come il Costa Rica, che vive ormai dagli anni ‘50 senza forze armate e che, a differenza dei suoi vicini centroamericani, è riuscito per decenni a stare alla larga da guerriglie e conflitti armati, mantenendo una sostanziale stabilità sia politica sia sociale.

Il ct durante una conferenza stampa, nel settembre 2009 (EPA/ALESSANDRO DELLA BELLA)
(ANSA) - Il ct Franco Ballerini è morto ieri in un incidente, durante il rally Ronde di Larciano, nel Pistoiese. Era il navigatore del pilota Alessandro Ciardi, ora all’ospedale del Ceppo di Pistoia con il bacino fratturato e fuori pericolo di vita. La loro auto, una Renault Clio R3, si è schiantata contro il muro di cinta di una villa, un manufatto in pietra e cemento che non è rimasto neanche scalfito dall’impatto. Ballerini lascia la moglie Sabrina e due figli, Gianmarco, 16 anni, e Matteo, 11 anni.
I funerali di Franco Ballerini si terranno domani 9 febbraio alle 15 a Casalguidi, la località del Pistoiese dove abitava con la famiglia.
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Il ct durante una conferenza stampa, nel settembre 2009
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Vincitore del Grand Prix di Vallonia
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2001, Paris - Roubaix
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1997. Con Daniele Nardello, Johan Museeuw (Belgio, campione del mondo 1996), Pavel Tonkov (Russia, vincitore del Giro d’Italia 1996) e Franco Ballerini
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Morto ieri durante un rally a Larciano, in Toscana
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Atene, Olimpiadi estive 2004
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MOndiali di ciclismo, Varese, 2008
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Atene, Olimpiadi estive 2004
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Con la moglie e i figli nel 2006
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2006, nella sua casa di Cadalguidi (Pistoia)
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L’automobile ridotta ad un rottame sulla quale viaggiava il ct
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Il ciclista Paolo Bettini commosso dopo aver appreso della morte dell’amico
Secondo una ricostruzione, pare che all’uscita da una semicurva destra dopo un breve rettilineo, sulla prima prova speciale del rally, la Clio abbia tagliato la traiettoria mettendo le ruote sull’erba del bordo strada. Una manovra abituale nei rally, fatta per cercare un ‘effetto rotaia’ dato dallo sbalzo fra lo spessore dell’asfalto e il terreno. Ma qualcosa non ha funzionato. La Clio si è scomposta sul posteriore, il pilota non è più riuscito a controllarla e la vettura si è schiantata in uno spazio non superiore a venti metri contro il muro. La velocità presunta in uscita dalla curva potrebbe esser stata sui 100 orari. L’auto ha sbattuto frontalmente mentre era leggermente inclinata sul lato di Ballerini, il destro, finendo poi in testacoda sul terrapieno opposto.
L’equipaggio è stato soccorso da una prima equipe del 118 con medico arrivata sul punto dell’incidente in non più di 90 secondi. La prova speciale era presidiata da cinque ambulanze con medico e 100 commissari di percorso. In pochi minuti il personale sanitario disponibile era dislocato in località Casa al vento, punto dell’incidente. Le condizioni sono apparse subito gravissime: è iniziata la rianimazione, ma è stata una manovra disperata.
Ballerini è stato trasportato in ospedale dove ufficialmente è morto alle 10.15. Non ha mai ripreso conoscenza ed è morto per gravi lesioni cerebrali seguite a fratture al torace e alla base cranica.
L’incidente è avvenuto poco prima delle 9, durante l’unica prova speciale della gara (da ripetere quattro volte): un saliscendi stretto, curvilineo e con asfalto umido per la rugiada del mattino, lungo circa 10 km sulla collina di Larciano. La coppia era in gara con il numero 10 ed era tra i favoriti per la vittoria. Dopo l’incidente gli organizzatori hanno annullato il rally. In questi casi di impatto frontale gli esperti parlano di un pesante effetto gravitazionale negativo subito dal fisico dei due componenti l’equipaggio. Per Ballerini è stato mortale. Il frontale della Clio è andato distrutto, mentre la ‘cellula di sicurezza’ che si basa su scocca e ‘roll bar’ saldati ha retto senza alcun cedimento. Gli sportelli, per dire, chiudevano normalmente. Ciardi e Ballerini indossavano anche il ‘collare Hans’, un dispositivo per la sicurezza passiva nelle competizioni automobilistiche che dal 2010 è stato reso obbligatorio dai regolamenti sportivi. L’Hans (acronimo di ‘Head and neck support’) deve servire a limitare o a evitare traumi a testa, collo e colonna vertebrale.
Ballerini coltivava da anni la passione per i rally in cui aveva trascinato anche Paolo Bettini, il campione livornese che sotto la sua guida ha vinto due titoli mondiali e un’Olimpiade. Insieme avevano gareggiato già sei volte in auto e l’avrebbero fatto anche quest’anno.

Italia - Irlanda (AP Photo/Peter Morrison)
Dopo il disastroso Sei Nazioni del 2009, l’Italia è ripartita da Dublino nel modo in cui aveva chiuso l’anno scorso, ossia perdendo, anche se ha l’attenuante di averlo fatto contro la squadra campione in carica, l’Irlanda del Grande Slam, che ha tutta l’intenzione di rivincere il torneo bissando anche l’impresa delle cinque vittorie in altrettanti incontri.
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Italia - Irlanda
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Italia - Irlanda
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Italia - Irlanda
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Italia - Irlanda
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Italia - Irlanda
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Francia - Scozia
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Francia - Scozia
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Francia - Scozia
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Francia - Scozia
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Francia - Scozia
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Inghilterra - Galles
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Inghilterra - Galles
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Inghilterra - Galles
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Inghilterra - Galles
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Inghilterra - Galles
Contro un’avversaria del genere, che sabato scorso ha ottenuto il dodicesimo risultato utile consecutivo, l’Italia ha fatto ció che ha potuto, cercando di reggere un confronto che continua ad essere impari: non è un caso che gli azzurri non battano i verdi dal 1997 e che non ci siano mai riusciti nel torneo piú antico del mondo.
Scozia-Francia è finito, invece, con un 9-18 (6-15), nel posticipo di ieri. Il prossimo turno si terrà il 13 febbraio; per quella data sono in programma Galles-Scozia, Francia-Irlanda, e il posticipo al 14 febbraio (ore 15.30) di Italia-Inghilterra.
Questa l’attuale classifica del 6 Nazioni dopo i primi match:
Irlanda 2 1 1 0 0 29 11 +18
Inghilterra 2 1 1 0 0 30 17 +13
Francia 2 1 1 0 0 18 9 +9
Scozia 0 1 0 0 1 9 18 -9
Galles 0 1 0 0 1 17 30 -13
Italia 0 1 0 0 1 11 29 -18

Al tempio di Sri Srinivasa Perumal (AP Photo/Wong Maye-E)
Singapore è l’unico Paese - insieme alla Thailandia - dove gli antichi rituali di purificazione tradizionalmente compiuti durante la festa hindu di Thaipusam non sono ancora stati vietati.
Si tratta di un importante rito hinduista, incentrato sulla punizione della carne e sulla celebrazione della vita e dell’amore sulla morte, che si celebra nel decimo mese del calendario Tamil, il Thai, quando la costellazione del Pusam è nell’ascendente e la luna piena splende nel cielo.
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Al tempio di Sri Srinivasa Perumal
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Al tempio di Sri Srinivasa Perumal
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Al tempio di Sri Srinivasa Perumal
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Al tempio di Sri Srinivasa Perumal
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Rituali di purificazione
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Rituali di purificazione
In migliaia rendono omaggio a Muruga, figlio minore di Shiva, compiendo riti propiziatori e di purificazione attraverso il dolore corporeo: occhi sgranati e roteanti, danze fino allo svenimento o al raggiungimento dell’estasi e, soprattutto, il Kavadi, un rituale in cui i devoti, in trance, si infilano nella carne spilloni e uncini, senza lamenti, senza che ne esca sangue, né che si formino cicatrici.
Chi partecipa alla festa, si prepara per un mese intero purificando il corpo attraverso la preghiera, l’astinenza sessuale e un solo pasto vegetariano al giorno. Nel giorno precedente all’inizio della festa, c’è poi un digiuno totale di 24 ore.

Mike Bell bacia il trofeo (AP Photo/Mark J. Terrill)
I Saints hanno vinto domenica sera a Miami il Super Bowl, per la prima volta nella loro storia, battendo i favoriti Colts di Indianapolis per 31 a 17.
I festeggiamenti sono scattati immediatamente nel famoso French Quarter di New Orleans, dando il via alle celebrazioni del carnevale. I Saints non avevano mai vinto niente in passato.
La rivincita della squadra ‘cenerentola’, trascinata al trionfo dal quarterback Drew Brees, è stata accompagnata dalla resurrezione ufficiale di New Orleans, la città devastata quattro anni e mezzo fa dall’uragano Katrina.
“Siamo tornati. La Louisiana è tornata. New Orleans è tornata. Lo abbiamo dimostrato a tutto il mondo”, ha esclamato il presidente Tom Benson ricevendo il trofeo del Super Bowl XLIV al Sun Life Stadium di Miami.
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Mike Bell bacia il trofeo Vince Lombardi
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L’uomo chiave, Drew Brees
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Jonathan Vilma (51) intercetta un passaggio
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La gioia del coach Sean Payton
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Drew Brees
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Reggie Bush solleva il trofeo
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Tracy Porter
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Tracy Porter dei Saints
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La delusione degli Indianapolis Colts
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Austin Collie dei Colts
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Dallas Clark dei Colts vs Roman Harper dei Saints
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Il coach Sean Payton
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Ora Katrina è stata dimenticata
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L’esultanza di Troy Evans e di Roman Harper
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Lance Moore
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Drew Brees
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Peyton Manning degli Indianapolis Colts
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Marques Colston (12) vs Tim Jennings (23)
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Tracy Porter (22) in azione di gioco
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La delusione di Chad Simpson
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La delusione degli Indianapolis Colts
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Tracy Porter (22) vs Reggie Wayne (87)
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La gioia di Drew Brees (9) e Mark Brunell (11)
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Finalmente campioni
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La festa dei tifosi e di Drew Brees
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Tracy Porter
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Reggis Bush tra i fan
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L’esultanza di David Thomas e dei suoi compagni
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Jeremy Shockey esulta per il suo touchdown
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L’abbraccio tra Drew Brees e Reggie Bush
La partita è stata molto più incerta di quanto lasci pensare il risultato finale. I Colts, guidati dai lanci precisi come il laser del quarterback Peyton Manning (il cui padre Archie era stato un leggendario atleta dei Saints), si erano imposti sugli avversari nella fase iniziale, portandosi in vantaggio per 10 a 0.
La partita si era poi equilibrata, con i Colts comunque sempre in vantaggio, col punteggio di 17 a 16. Da notare che i punti dei Saints erano giunti da un touchdown e da ben tre calci piazziati del kicker Garrett Hartley, tutti molto difficili, dalla distanza di oltre 40 metri.
La svolta della partita avviene quando i Santi, spinti da una serie di passaggi corti ma ultraprecisi di Brees, concludono con un touchdown un lunghissimo attacco. Incamerati i sei punti, invece del classico calcio piazzato per il punto supplementare, decidono di correre il rischio della manovra da due punti. Il rischio paga e New Orleans è adesso in testa per 24 a 17.
Nei minuti finali del quarto tempo Payton Manning cerca di trascinare i Colts verso il pareggio, con un touchdown in extremis, in modo da portare il Super Bowl ai tempi supplementari. Ma quando i Colts sembrano ormai giunti ad un passo dal touchdown, lo svelto Tracy Porter riesce ad intercettare un lancio di Manning, partendo quindi in una cavalcata solitaria lunga 74 metri che porta i Saints a distanza di sicurezza e garantisce la vittoria a New Orleans.
Esplode la gioia nel Franch Quarter. La lunga battaglia, che ha visto nell’intervallo uno spettacolo musicale del gruppo ‘The Who’, è finita. In tribuna, ad applaudire il successo di New Orleans, ci sono anche Brad Pitt, Tom Cruise e Demi Moore.

(AP Photo/Sakchai Lalit)
In questa galleria di immagini, una selezione delle foto più belle della settimana, da tutti gli angoli della Terra.
Le foto più belle, settimana dopo settimana
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Calcutta, India. Regata nel lago inquinato
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La neve a Kabul, Afghanistan
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Verso la scuola a New Delhi, India
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Valentino Rossi a Sepang, Malesia
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New Delhi, India
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Festa della neve a Sapporo, Giappone. Performance jazz della banda della marina americana
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Shahi Koto, a village of Pakistan. Dopo l’attentato telebano ad una scuola
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Bangkok, Thailandia
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Città del Capo, Sudafrica
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Kabul, Afghanistan
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Berlin, Germania. La Spree ghiacciata
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Il Panda Tai Shan, Zoo di Washington
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A Barcellona i funerali del soldato John Felipe Romero, morto in Afghanistan.
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Jenin, Cisgiordania. Per la libertà del figlio
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La festa di Arbaeen a Karbala, Iraq
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Gaast, Paesi Bassi
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Herat, Afghanistan
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Americano sospettato di terrorismo. Sargodha, Pakistan
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Gerusalemme, Israele
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Centro di accoglienza per figli di persone dipendenti dall’oppio. Kabul, Afghanistan
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Golica, Bulgaria
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Mosca, Russia
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Festa dell’Indipendenza a Kandy, Sri Lanka
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Khaldeh, Libano. Cerimonia di addio alle vittime dell’incidente aereo
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Teheran, Iran. I 31 anni dal ritorno di Khomeini
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Bangalore Fashion Week
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Città del Vaticano
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Christian Emanuel Amuchastegui al Prix de Lausanne
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Tough Guy a Perton, Gran Bretagna
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Serena Williams, il sollievo dopo la vittoria. Melbourne, Australia

La prima mondiale il prossimo 20 febbraio (AP Photo/Wally Santana)
Si chiama
1433 The Grand Voyage l’ultima fatica del regista, drammaturgo e scenografo
Robert Wilson: uno spettacolo teatrale e musicale ispirato dalla storia del navigatore e avventuriero cinese
Zheng He, membro della dinastia dei Ming ed eunuco reale.
La première mondiale dello spettacolo - che mescola e crea una sintesi tra i mondi del teatro, delle percussioni, delle arti marziali e della meditazione - andrà in scena il prossimo 20 febbraio a Taipei, capitale dell’isola di Taiwan.
In queste fotografie di Wally Santana, alcuni momenti delle prove.
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La prima mondiale il prossimo 20 febbraio
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La prima mondiale il prossimo 20 febbraio
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La prima mondiale il prossimo 20 febbraio
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La prima mondiale il prossimo 20 febbraio
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La prima mondiale il prossimo 20 febbraio
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La prima mondiale il prossimo 20 febbraio
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La prima mondiale il prossimo 20 febbraio
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La prima mondiale il prossimo 20 febbraio

Tetto dell'Expo di Hannover, 2000. Progetto: Thomas Herzog
Ha inaugurato ieri sera alla Triennale di Milano la mostra “Green Life: costruire città sostenibili”, curata da Legambiente, dedicata agli architetti e alle città che “hanno saputo darsi una visione del futuro, hanno adottato strategie coraggiose, hanno messo in atto azioni concrete per un’architettura più sostenibile“. Obiettivo del progetto è dare evidenza a come urbano e sostenibile non siano oggi in contrapposizione ma che, anzi, proprio dalle città sostenibili del prossimo futuro possono giungere risposte e soluzioni concrete.
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Tetto dell’Expo di Hannover, 2000. Progetto: Thomas Herzog
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Kraanspoor, Amsterdam, 1997. Progetto: Ontwerpgroep Trude Hooykaas
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Linked Hybrid Beijing, Cina. Progetto: Steven Holl Architects
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Il Genzyme Centre a Cambridge, 2004. Progetto: Stefan Behnisch
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Il nuovo terminal dell’aeroporto Barajas di Madrid, 2006. Progetto: Richard Rogers Partnership
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La locandina della mostra
Legambiente e la Triennale affrontano questo tema mettendo al centro i grandi architetti. Le città del fututo “potranno dare speranza a quella metà della popolazione mondiale che è diventata urbana, talvolta cingendo d’assedio i nuclei storici con nuovi agglomerati di fango e lamiera. È necessario passare dall’utopia alla realizzazione, per dimostrare che è possibile vivere diversamente negli spazi urbani; bisogna interpellare i saperi, della scienza e della cultura, perché nessuno è autosufficiente“.
Tra le altre opere in mostra, quelle degli architetti Thomas Herzog, Norman Foster, Renzo Piano e Richard Rogers, che già nel 1996 decisero di promuovere la Carta Europea per l’Energia Solare nell’Architettura e nella Pianificazione Urbanistica, a cui aderirono altri progettisti.