
(Epa/Radek Pietruszka)
Più di 100.000 persone esultanti hanno festeggiato oggi a Berlino i 20 anni della caduta del Muro mentre i grandi del mondo ricordavano quella notte del 9 novembre 1989, auspicando un nuovo slancio a nome della pace mondiale. Continua

Angelo sopra Berlino (Epa/Robert Schlesinger)
Sono state circa centomila le persone scese nelle strade di Berlino per partecipare alle celebrazioni per i vent’anni della caduta del muro e per assistere al gigantesco effetto-domino. A riferirlo sono gli stessi organizzatori dell’evento. Continua

(AP Photo/Gero Breloer)
L’ex presidente della Polonia e leader storico di Solidarnosc, Lech Walesa, ha fatto cadere ieri sera la prima ‘pietra’ del Muro simbolico allestito davanti alla Porta di Brandeburgo per celebrare il ventesimo anniversario di questo storico evento. Continua

(AP Photo/Thomas Kienzle)
Vent’anni fa, il 9 novembre 1989, cadeva il muro di Berlino.
Lo speciale di EPOCA sul ventennale. Continua

Due anniversari
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Due anniversari
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Il Parlamento illuminato con i colori della bandiera
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La cerimonia ufficiale
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Ricordi
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La cerimonia ufficiale
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La fiamma della rivoluzione
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Ricordi di una rivoluzione
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Ricordi di una rivoluzione
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Ricordi di una rivoluzione
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Ricordi di una rivoluzione
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Gli estremisti della Magyar Garda
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Gli estremisti della Magyar Garda
L’Ungheria ha festeggiato ieri, in un clima di divisione ed animosità, il 53° anniversario della rivolta del 1956 e i 20 anni della svolta democratica, culminata con la proclamazione della Repubblica il 23 ottobre 1989.
Debole l’interesse per le commemorazioni ufficiali: il momento più alto è stata la torta simbolica con 20 candele della Repubblica, in Parlamento, tagliata da ventenni, tutti nati il 23 ottobre.
Il premier Gordon Bajnai ha detto che la rivoluzione antisovietica del 1956 preannunciava la nascita dello Stato democratico, avvenuta nel 1989.
Nel centro della capitale esponenti del partito estremista Jobbik hanno invece scandito slogan come ”cambiamento incompiuto”, riferendosi alla mancata cacciata dei socialisti dal potere. Il leader dell’opposizione conservatrice Viktor Orban, parlando a un altro comizio, ha detto che il paese in 20 anni ”non è arrivato da nessun parte”, è in crisi profonda, e aspetta ancora la vittoria degli ideali del 1956. [ANSA]