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arte

Il corpo si fonde col paesaggio: Arno Rafael Minkkinen in mostra a Los Angeles

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  • Tags: Arno Rafael Minkkinen, arte, fotografia, mostre fotografiche
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Opera di Arno Rafael Minkkinen

(hb/CB2/ZOB/WE©kikapress.com)

(KIKA) - LOS ANGELES - Arno Rafael Minkkinen, fotografo finno-americano autore di uno dei lavori più interessanti sull’autoritratto degli ultimi anni, presenta in questi giorni a Los Angeles alcune delle sue opere.

Opera di Arno Rafael Minkkinen
Opera di Arno Rafael Minkkinen
Opera di Arno Rafael Minkkinen
Opera di Arno Rafael Minkkinen
Opera di Arno Rafael Minkkinen

Opera di Arno Rafael Minkkinen
Opera di Arno Rafael Minkkinen
Opera di Arno Rafael Minkkinen
Opera di Arno Rafael Minkkinen
Opera di Arno Rafael Minkkinen

Opera di Arno Rafael Minkkinen
Opera di Arno Rafael Minkkinen
Opera di Arno Rafael Minkkinen
Opera di Arno Rafael Minkkinen

Il fotografo è nato a Helsinki nel 1945. All’inizio degli anni ‘50 si trasferisce a New York con la sua famiglia. La natura nordica, con la sua luce bassa e senza ombre, il rapporto diretto con il paesaggio, rimangono vivi nella sua memoria, fino a diventare il tema centrale della sua ispirazione.
Dal 1971 la sua fotografia diventa autobiografica e da allora il suo corpo come parte del paesaggio circostante diventa il suo più importante mezzo d’espressione. Il suo profilo si trasforma, diventa la misura del mondo, fino ad annullarsi nelle forme dei laghi, degli alberi, delle montagne.

Opera di Arno Rafael Minkkinen

Opera di Arno Rafael Minkkinen (hb/CB2/ZOB/WE©kikapress.com)

Il suo lavoro lo porta ad un ritorno alle origini, alla riscoperta della terra Finlandese e poi a esplorare il continente americano. Minkkinen dedica le sue immagini ai suoi figli, al rapporto padre figlio: due corpi si confrontano in un’evoluzione continua, in cui affiorano tutte le stagioni della vita.
Le sue collezioni sono ospitate nel “musèe d’art moderne” di Parigi, nella “galerie du Chateau d’eau” di Tolosa, nel museo d’arte di Pori in Finlandia e nell’”art museum” di Boston.
Minkkinen insegna arte all’università del Massachusetts, a Lowell; tiene delle conferenze all’università di arte e design di Helsinki.

  • redazione
  • Martedì 5 Ottobre 2010

Volti e silhouette di donna: i disegni sulla sabbia di Jamie Wardley

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  • Tags: arte, disegni, disegni sulla sabbia, Jamie Wardley, sabbia, scozia
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Particolare del primo disegno di sabbia, realizzato nel 2007

Particolare del primo disegno di sabbia, realizzato nel 2007 (Courtesy of Jamie Wardley)

Jamie Wardley è un artista britannico alquanto particolare. Disegna, ma le sue materie prime sono sabbia, rastrelli, e magari anche trattori. E le sue opere d’arte, che prendono vita in litorali spaziosi, spesso sono manifesti per campagne ambientaliste. Come è capitato il 27 settembre, quando i suoi disegni sulla sabbia di Irvine Beach, in Scozia, sono stati un appello contro la costruzione di una nuova centrale a carbone a Hunterston.
Come scrive la RSPB, associazione ambientalista per la protezione degli uccelli e della vita selvatica, ci sono serie “preoccupazioni per il danno che questa apporterà per la biodiversità locale e per gli impatti indiretti nell’ambiente in genere a causa di un aumento di emissioni di gas serra”.

Ecco una galleria fotografica con i disegni realizzati in Scozia e i più bei graffiti sulla sabbia di Jamie Wardley (che si diletta anche a scolpire la sabbia stessa e il ghiaccio).

Irvine beach, Scozia, campagna contro la costruzione di una nuova centrale a carbone a Hunterston
Irvine Beach, Scozia, disegni giganti di sabbia illustrano i temi della campagna ambientalista
Irvine Beach, Scozia, disegni giganti di sabbia illustrano i temi della campagna ambientalista
Filey beach, North Yorkshire, disegno astratto
Druridge Bay, Northumberland, Inghilterra

Druridge Bay, Northumberland, Inghilterra
Disegni di sabbia commissionati per l’album di Jack Johnson
Disegni di sabbia commissionati per l’album di Jack Johnson
Il primo disegno di sabbia, realizzato nel 2007
Delfini disegnati sulla sabbia

Un tributo alla Festa della mamma
Donna che danza il Lindy Hop
Disegno contro il cambiamento climatico
Picasso on the beach
Particolare del primo disegno di sabbia, realizzato nel 2007


Irvine Beach, Scozia, disegni giganti di sabbia illustrano i temi della campagna ambientalista

Irvine Beach, Scozia, disegni sui temi della campagna ambientalista (Photo by www.blueriverstudios.co.uk)

  • redazione
  • Mercoledì 29 Settembre 2010

Gil Vicente shock: l’artista che “uccide” i nemici

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  • Tags: arte, Biennale, Brasile, Gil Vicente, Inimigos, San Paolo
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Gil Vicente in posa davanti alle sue opere

Gil Vicente in posa davanti alle sue opere (Epa/Sebastiao Moreira)

Presentate alla Biennale di San Paolo del Brasile, le opere della serie Inimigos (nemici) dell’artista Gil Vicente stanno suscitando forti critiche e polemiche, in patria e non solo. Nei disegni esposti, Vicente si ritrae mentre impugna una pistola - o un pugnale - puntata contro alcuni dei leader principali del pianeta, tra cui Papa Benedetto XVI, la Regina inglese Elisabetta II, l’ex presidente USA George Bush e il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

Gil Vicente in posa davanti alle sue opere
Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad
Una visitatrice della Biennale davanti alle opere di Vicente
Papa Benedetto XVI
In primo piano, “Self Portrait I - Killing George Bush”

L’ex segretario generale ONU Kofi Annan
A destra, “Self Portrait IV- Killing Ahmadinejad”
George W. Bush
Una visitatrice dell’esposizione fotografa le opere di Vicent
Elisabetta II, Regina d’Inghilterra


  • photo_department
  • Lunedì 27 Settembre 2010

Robert Doisneau insolito a Milano: un parigino a Palm Springs

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  • Tags: arte, Fondazione Forma, fotografia, Milano, Palm Springs, Robert Doisneau
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La voiture fondue, 1944

La voiture fondue, 1944 (©Atelier Robert Doisneau)

Dal 22 settembre al 17 novembre 2010 a Milano è di scena Robert Doisneau, come lo conosciamo, tra i bianchi e neri delle strade di Parigi, e in un’insolita esplosione di colore che seduce come solo lui sa.
La Fondazione Forma rende omaggio al suo genio garbato e lucido, alla sua fotografia tenera e divertente, con due mostre nate dalla collaborazione con la famiglia Doisneau e la Fondation Cartier-Bresson di Parigi: Dal mestiere all’opera e Palm Springs 1960.

Le disert du Colorado, 1960
Football, Choisy le roi, 1945
La voiture fondue, 1944
Les cygnes gonflables, 1960
1er prix

La cour des Artisans, 1953
Les enfants de la place Hebert, 1957
La voiture bleue, 1960
Fourrures party, 1960
Richardo, 1950


Nato nel 1912 a Parigi, da questa città Doisneau non si staccò mai del tutto. Il suo territorio di caccia, la sua riserva preferita d’immagini ed emozioni era lì, a portata di mano.
Dal mestiere all’opera presenta una selezione di circa cento stampe originali, le più celebri accanto ad altre praticamente inedite, scelte in gran parte nel suo atelier e in importanti collezioni pubbliche e private francesi. L’ampia selezione, arricchita da documenti privati e testimonianze raccolte con l’aiuto amorevole delle figlie del fotografo, propone una rilettura critica e aggiornata per mostrare come la bellezza apparentemente spontanea delle sue immagini fosse frutto di grande lavoro, e come, in pratica, Doisneau sia riuscito nella sua vita a passare dal mestiere all’opera con una gravità insospettabile, fermando sulla pellicola frammenti di un mondo di cui voleva provare l’esistenza.

La voiture bleue, 1960

La voiture bleue, 1960 (©Atelier Doisneau)

Le disert du Colorado, 1960

Le disert du Colorado, 1960 (©Atelier Doisneau)

Ma oltre le strade di Parigi, dove incontrava e ritraeva amanti e bambini, Doisneau ha realizzato anche sorprendenti e inaspettate fotografie a colori.
Era il 1960 quando la rivista Fortune incaricò il fotografo francese di raccontare la vita di una città particolare, nata come un fiore sgargiante nel deserto della California: Palm Springs. Doisneau accettò la sfida e tra la sabbia del deserto, le palme, il cielo blu cobalto, gli abiti chiassosi dei suoi abitanti, i cocktail e i campi da golf, compose il suo personale sogno americano, non in bianco e nero ma raccontato con un’esplosione di colori. Le immagini dell’album Palm Springs 1960, presentate ora per la prima volta in Italia, mostrano un aspetto poco conosciuto del grande fotografo e sorprenderanno anche il visitatore più esperto trasportandolo in un universo festoso e ironico.

Les cygnes gonflables, 1960

Les cygnes gonflables, 1960 (©Atelier Robert Doisneau)

  • redazione
  • Venerdì 24 Settembre 2010

Miraggi nel deserto del Nevada: il Burning Man Festival

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  • Tags: arte, Black Rock City, Black Rock Desert, Burning Man Festival, Nevada
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'Bliss Dance' di Marco Cochrane

Per una settimana all’anno l’arida distesa del Black Rock Desert, in Nevada, si trasforma in una fiorente città, in vita solo in quei giorni, conosciuta come Black Rock City. È questa la casa del Burning Man, un festival molto particolare che vuole essere un esperimento in comunità, radicale espressione di sé e radicale fiducia in sé. Andato appena “in scena”, si è svolto dal 30 agosto al 6 settembre.

Il temporaneo insediamento è creato da artisti e festivalieri, costruito con tende e sculture. I partecipanti sono presenti per condividere l’amore di pace e di arte. Finito l’evento, non rimane traccia della città di circa 48mila persone che, per un breve periodo, è stata la più popolosa dell’intera regione.

‘Bliss Dance’ di Marco Cochrane
Il festival dura una settimana
L’installazione ‘Honey Trap’
L’alba a Black Rock City
L’installazione ‘Minaret’

Il festival si tiene nei pressi di quello che, nel Pleistocene, era un lago
The Temple of Flux
L’installazione ‘Ein Hammer’
Due partecipanti
Black Rock City al tramonto


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  • Lunedì 6 Settembre 2010

Design, le porte tridimensionali di Christophe Koziel

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  • Tags: arte, Christophe Koziel, curiosità, decorazione, design
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Christophe Koziel - Parigi

Christophe Koziel - Parigi fuori dalla porta (KIKA)

L’artista visuale e interior-designer Christophe Koziel, maestro dei decori tridimensionali, ha ideato una nuova collezione di poster da applicare sulle porte. Il designer ha realizzato una serie di immagini - intercambiabili e con tessuti lavabili - che si adattano alla superfice delle porte e possono “aprire” gli appartamenti verso l’esterno, anche se solo con la fantasia. Eccone una selezione.

Christophe Koziel - Una scala in salita
Christophe Koziel - Parigi
Christophe Koziel - Deposito libri
Christophe Koziel - Salita alla torre
Christophe Koziel -

Christophe Koziel - Scale mobili
Christophe Koziel - Guardaroba
Christophe Koziel - Un palazzo d’epoca

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  • Giovedì 5 Agosto 2010

Seconda guerra mondiale, animali al fronte: foto in mostra a New Orleans

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  • Tags: arte, fotografia, seconda guerra mondiale, storia, talebani
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Butch, cane-sentinella, a guardia di un soldato che dorme in trincea

Butch, cane-sentinella, a guardia di un soldato addormentato in trincea (AP Photo/National Archives)

Cani da guardia in trincea, animali esotici incontrati al fronte, muli ed elefanti da soma… Il museo nazionale della II guerra mondiale di New Orleans inaugura il prossimo 22 luglio - fino al 17 ottobre - una mostra fotografica dal titolo “Loyal Force: Animals at War”, dedicata agli animali al fronte, leali compagni d’armi dell’uomo.

Butch, cane-sentinella, a guardia di un soldato che dorme in trincea
Una scimmia al collo di un marine USA alle Bermuda
Il mulo Chick della Mars Task Force
Un cane colpito da un cecchino giapponese sottoposto ai raggi X
Un soldato in posa con il suo cavallo | Un soldato USA in groppa a un elefante a Burma


  • photo_department
  • Martedì 20 Luglio 2010

World Bodypainting Festival a Seeboden, corpi nudi come tele

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  • Tags: arte, Austria, bodypainting, Seeboden, World Bodypainting Festival
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Lake Millstaettersee

Lake Millstaettersee (AP Photo / Kerstin Joensson)

In Austria, a Seeboden, dal 12 al 18 luglio, s’è svolto l’annuale Festival mondiale di Bodypainting, il più grande evento dedicato all’arte del dipingere il corpo.
Da più di un decennio artisti da ogni dove si recano sul lago di Millstätter See per dare una dimostrazione della loro abilità. Quest’anno i partecipanti sono arrivati da 40 nazioni, sul palcoscenico del parco Klauberpark, ammirati da 25mila visitatori.

Lake Millstaettersee
Lake Millstaettersee
Lake Millstaettersee
Lake Millstaettersee
Lake Millstaettersee

Lake Millstaettersee
Lake Millstaettersee
Lake Millstaettersee
Lake Millstaettersee
Lake Millstaettersee


  • redazione
  • Lunedì 19 Luglio 2010

Le Vite private di Erwin Olaf in mostra a Milano

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  • Tags: arte, Erwin Olaf, Fondazione Forma, fotografia, Milano, mostra
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Hotel, Kyoto (Room 211), 2009

Hotel, Kyoto (Room 211), 2009 (Erwin Olaf)

Ritrattista geniale, maestro della fotografia in studio, perfezionista nell’uso delle luci, il fotografo olandese Erwin Olaf è capace di raccontare, con i suoi scatti-cinematografici, storie e atmosfere dense e attraenti, sul confine con il sogno.

The Hallway, 2005
Hope 5, 2005
Suus, 2008
Hotel, Winston Salem (Room 438), 2009
Hotel, Kyoto (Room 211), 2009


La sua scena preferita è la dimensione privata: l’interno delle case, i colloqui quasi silenziosi, gli sguardi. Le atmosfere in cui fa muovere i protagonisti delle sue creazioni sono spesso ispirate ai film anni Cinquanta.

The Hallway, 2005

The Hallway, 2005 (Erwin Olaf)

La sua prima grande mostra personale in Italia, Vite private ha inaugurato ieri a Milano e resterà aperta fino al 12 settembre, presso la Fondazione FORMA per la Fotografia. La mostra  presenta sette tra le ultime e più significative serie realizzate: Rain, Hope, Grief, Fall, Dawn, Dusk e Hotel.

  • photo_department
  • Giovedì 17 Giugno 2010

Bambini eroi e attori nelle stupende foto di Achim Lippoth, in mostra a Parigi

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  • Tags: Achim Lippoth, arte, fotografia, mostra, Parigi
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Class of 1954

Class of 1954 (Achim Lippoth / Galerie Paris-Beijing)

Inaugura il 20 maggio a Parigi alla galleria Paris-Beijing “1954″, mostra delle opere fotografiche di Achim Lippoth.
Di origini tedesche, Lippoth è uno dei più grandi fotografi di moda infantile al mondo. Forte di questa esperienza, è naturale che egli abbia fatto ancora una volta appello ai bambini per mettere in scena i suoi lavori personali.

Class of 1954
1954
1954
1954
Class of 1954

Class of 1954
1954
1954
Class of 1954
1954

Wrong Right Wrong
Wrong Right Wrong
Wrong Right Wrong
Class of 1954
Class of 1954

Class of 1954
Wrong Right Wrong
1954
1954
Wrong Right Wrong


Infatti nel lavoro di Lippoth sono soprattutto i bambini gli eroi e gli attori, lasciando gli adulti in secondo piano. Orchestrate e messe in scena con la mano del maestro, le sue foto esplorano la complessità della relazione bambini/adulti, o come bambini a volte incontrollabili debbano rispondere alle attese degli adulti, a cui reagiscono con la ribellione o con il rispetto.

Sono così passate in rassegna tutte le facce dell’infanzia, tutti i sentimenti e gli ostacoli che assillano i piccoli quando vivono questo periodo di transizione verso l’età adulta: l’innocenza, la disciplina, la conformità, il cameratismo, lo scherzo, la disperazione, la presa di coscienza…
La fotografia non lascia niente al caso. Abituato alle tecniche di messa in scena teatrale o cinematografica, ha fatto ricorso a scenografie, costumi d’epoca, tecniche d’illuminazione da studio per dare a queste immagini verosimiglianza di passato.

1954

1954 (Achim Lippoth / Galerie Paris-Beijing)

Nella serie “1954” la generazione del baby boom si immergerà inevitabilmente nei suoi ricordi d’infanzia e di scuola. Nella sorprendente serie “Wrong Right Wrong“, invece, i ruoli e le responsabilità si invertono: si vede un padre irresponsabile e depresso di cui il figlio di dieci anni deve occuparsi; allo stesso tempo divertente, assurda e inquietante, questa serie la dice lunga: secondo Lippoth, senza l’intervento degli adulti, i bambini sarebbero più inclini a conformarsi spontaneamente alla regole della società dei loro coetanei.

Wrong Right Wrong

Wrong Right Wrong (Achim Lippoth / Galerie Paris-Beijing)

Nato nel 1968 a Lisofen, Achim Lippoth è diplomato in fotografia all’Universita di Cologne. Ha iniziato la sua carriera come fotografo freelance e ha creato la rivista Kid’s wear nel 1995, che divenne ben presto indispensabile nel mondo della moda per bambini. Ha ricevuto numerosi premi per i suoi lavori sia pubblicitari che artistici, tra cui l’IPA - Fotografo dell’anno nel 2006. I suoi lavori sono regolarmente pubblicati sulle riviste internazionali più prestigiose come Life Magazine, The New York Times, Eyemazing, Vogue…

  • redazione
  • Mercoledì 19 Maggio 2010

La primavera in 150 foto, in mostra a Milano

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  • Tags: 150 Primavere con Sasso, arte, fotografia, mostre fotografiche, primavera
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150 primavere con Sasso

150 primavere con Sasso

In occasione del 150° anniversario dalla sua nascita, l’olio Sasso compie un inedito viaggio nel mondo della fotografia. Ecco così un evento speciale, in collaborazione con l’agenzia Contrasto: la mostra “150 Primavere con Sasso“, un percorso d’immagini che racconta la primavera artisticamente interpretata nelle sue declinazioni da diversi fotografi.
La prima tappa è a Milano, l’11 maggio 2010 in Via Dante. La mostra animerà la centralissima via pedonale fino al 31 maggio 2010.

150 primavere con Sasso
150 primavere con Sasso
150 primavere con Sasso
Lorenzo Pesce
Lorenzo Cicconi Massi

150 primavere con Sasso
150 primavere con Sasso
Davide Monteleone
Davide Monteleone
Lorenzo Pesce

Lorenzo Cicconi Massi
150 primavere con Sasso
150 primavere con Sasso
150 primavere con Sasso
150 primavere con Sasso


Le immagini sono le vere protagoniste di questa mostra fotografica itinerante nelle principali città italiane: Milano, Roma, Genova, Torino, Bologna, Verona, Firenze, Napoli e Catania. La bellezza di queste immagini del nostro Paese e del mondo arricchirà ancor più le primavere d’Italia: colori inattesi, improvvisi giochi di luce e magie. Le fotografie delle 150 Primavere di Sasso fanno viaggiare attraverso le primavere del mondo, mentre cinque giovani fotografi, Lorenzo Pesce, Daniele Dainelli, Simona Ghizzoni, Davide Monteleone e Lorenzo Cicconi Massi, raccontano le meraviglie dell’Italia.

150 primavere con Sasso

150 primavere con Sasso

  • redazione
  • Giovedì 13 Maggio 2010

Non solo Parigi, a Metz il nuovo Centre Pompidou

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  • Tags: arte, Centre Pompidou, Chefs-d'oeuvres?, Metz
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'The Doll' (1935-1936), Hans Bellmer

'The Doll' (1935-1936), Hans Bellmer (Foto Ansa/EPA/Centre Georges Pompidou-Metz)

Proiettori puntati su Metz, quasi a ricordare che in Francia non c’è solo Parigi. Il suo nuovo Centre Pompidou, che aprirà le porte mercoledì con una mostra di 780 opere sul tema del capolavoro, suscita da tempo curiosità, anche al di là delle frontiere, ed il gioco delle critiche e degli elogi è già iniziato. Ci si chiede se la città dell’est della Francia (130.000 abitanti), ad appena un’ora e quaranta di TGV da Parigi e nel bel centro dell’Europa, vincerà la sfida di competere con altre grandi città d’arte europee, così come fece Bilbao anni fa aprendo il suo Guggeneheim.

‘The Doll’ (1935-1936), Hans Bellmer
Il nuovo Centre Pompidou di Metz
Il centro storico di Metz da una finestra del Centre Pompidou
‘Bicycle wheel’ (1013-1964), Marcel Duchamp
‘The Muse’ (1935), Pablo Picasso

Il nuovo Pompidou Art Cultural Center di Metz
‘Hyeres, 1932′, Henri Cartier-Bresson
‘Premonitory Portrait of Guillaume Apollinaire’ (1914), Giorgio de Chirico
‘A Painting in the French Style II’ (1966), Martial Raysse
‘Dhotel with an apricot touch’ (1947), Andre Dubuffet


Ma intanto, ai piedi dell’originale edificio del giapponese Shigero Ban e del francese Jean de Gastines - che si merita, senza cattiverie, il soprannome di casa dei Puffi - ci si chiede se il primo capolavoro del Centre Pompidou Metz (CPM) non sia proprio il suo immenso tetto ispirato ai tradizionali cappelli cinesi di bambù, con la sua ragnatela di 18 km di assi di legno intrecciate che reggono una membrana bianca di 8.000 m2. Quasi più impressionante da dentro, se possibile.

Il nuovo Centre Pompidou di Metz

Il nuovo Centre Pompidou di Metz (Foto Ansa/EPA/Centre Georges Pompidou-Metz/Roland HALBE)

Ai giornalisti - 300 accreditati ieri per la visita in anteprima - il direttore del CPM Laurent Le Bon ha ricordato che questo Beaubourg nuovo di zecca non è una “succursale” di quello parigino, ma “un centro d’arte a tutti gli effetti”, primo esperimento di “decentralizzazione” culturale in Francia, al quale seguirà quello del nuovo Louvre, a Lens.
“Per la prima volta - ha sottolineato Le Bon - si accetta che le ricchezze nazionali non siano solo a Parigi, è un’evoluzione importante per la Francia, non è poi cosi anormale”. La scelta della città di Metz, anni fa, sollevò infatti diverse polemiche. A Metz si respira l’aria del Pompidou. Tubi e strutture sono a vista e immense baie vetrate (che dall’esterno assomigliano a giganteschi occhi rettangolari) si affacciano sulla città. Al fratello maggiore di Parigi il CPM non deve solo il nome. Parigi ha aperto i suoi depositi inesauribili (65.000 opere) e ne ha tirato fuori più di 700 opere per la mostra “Chefs-d’oeuvres?”, che oggi sarà inaugurata dal presidente Nicolas Sarkozy.

Ci sono i suoi più bei Picasso, Matisse, Braque, Chagall, Mirò, i suoi Brancusi, i Dubuffet, i Giacometti, gli smisurati manifesti di Sonia Delaunay (attaccati ad un muro di 18 metri). Tutte opere che viaggiano poco. La mostra vuol dire che la storia del capolavoro è fatta di tante storie, è storia del gusto, dell’artista, della critica. “È una mostra senza pretese di esaurire l’argomento - precisa Le Bon - è solo uno schizzo, il punto di partenza per altre mostre”. Tra le 4 e le 6 ogni anno, perché questo Beabourg 2 per il suo presidente, Alain Seban, sarà una “macchina per esposizioni, una chimera tra museo e centro d’arte“.
Il CPM è costato più tempo e soldi del previsto, sette anni per circa 70 milioni di euro. “Un’esperienza che ha comportato un impegno considerevole - ha sottolineato Seban - ma anche un’esperienza unica. Non ci saranno altri Centre Pompidou - dice - esisterà invece un Centre Pompidou mobile, una struttura di esposizione nomade, non prima dell’anno prossimo”. Ma questa è un’altra storia. (ANSA)

  • redazione
  • Martedì 11 Maggio 2010

Da Milano a NY, la distruzione delle città nell’arte di Tom Porta

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  • Tags: arte, Milano, mostra, Tom Porta
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Tom Porta - La Nube Purpurea. Milano, Torre Velasca

Tom Porta - La Nube Purpurea. Milano, Torre Velasca

Dopo la preview, tenutasi nello spazio Zeus durante il Salone del Mobile, l’opera di Tom Porta sarà esposta a Milano in tutta la sua completezza in via Cesare Correnti (8 - 23 maggio 2010; inaugurazione venerdì 7 maggio, ore 18.30).
Uno spazio non-galleria, una TemporaryGallery che per due settimane si trasformerà nel mondo di Porta, con Extinction Agenda III, Fair Warning. La mostra a cura di Mario Giusti, raccoglierà nel catalogo i contributi di Luca Beatrice, Franco Bolelli, Eugenio Finardi e Igor Zanti.

Tom Porta - La Nube Purpurea. Milano, Torre Velasca
Tom Porta - Nube Purpurea. Milano, Stazione Centrale
Tom Porta
Tom Porta - No Hope
Tom Porta - Extinction Agenda III

Tom Porta - Extinction Agenda III
Tom Porta - Extinction Agenda III
Tom Porta - Extinction Agenda III
Tom Porta - Andy’s leftover
Tom Porta - Nube Purpurea. Milano, Tram

Tom Porta - Extinction Agenda III
Tom Porta - Big wave II After Hokusai
Tom Porta - Extinction Agenda III
Tom Porta - No Man s Land Brandebugr Berlin
Tom Porta - Rusting Rolls


Il percorso del giovane pittore milanese inizia con la mostra La Nube Purpurea - Extinction Agenda I dedicata a Milano nel 2007 si è poi allargato all’Europa con il II capitolo del 2008, No Man’s Land, per arrivare fino ad oggi con una nuova sfida: gli USA. L’America ed i suoi simboli colpiti ed affondati, pur ritratti nella loro più genuina bellezza e democraticità, corrotti e arrugginiti, alla fine del folle sogno del mondo contemporaneo. Alla faccia delle mode e di Hollywood che ha scelto oggi il trend della distruzione del mondo, Tom Porta non dedica la minima attenzione, lui non deve vendere emozioni digitali. Anzi combatte quella visione come una gigantesca plastica facciale che distrugge i veri contorni delle emozioni e tutto è travolto dal tratto dell’artista.
Ventisette tele compongono la mostra Extinction Agenda III, Fair Warning; il simbolo della X rossa testimonia la presenza dell’uomo anche se mai visibile fino a ora. Porta in questo ultima
fase ci lascia una speranza, mostrandoci, proprio nella sua ultima tela, l’uomo vivo, che ancora
vaga nel mondo, in un’irriconoscibile Route66, cercando la luce.

I temi coinvolti passano dal cinema alla letteratura, fino ad arrivare alla musica.
I simboli riconosciuti dalla massa sono distrutti volontariamente dall’artista e sembrano togliere la speranza che ormai non è più riconosciuta neanche all’America, paese dei balocchi per eccellenza.
Ma, come dice F. Bolelli in uno scritto presente nel catalogo in uscita per la mostra: “…per quanto distruttive possano essere le circostanze che li hanno determinati, lì c’è una nuova opportunità, lì si può reinventare…”.

  • photo_department
  • Giovedì 6 Maggio 2010

Sushe, il sushi è servito su una donna nuda

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  • Tags: arte, fotografia, Salone del Mobile, Sushe, sushi, tavolo
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Design, fotografia & arte

Sushe

Un’idea che nasce da una passione. Anzi da tre. Sushe è arte, design, fotografia che si completano e dialogano insieme, creando un oggetto nuovo.
Al banchetto creativo siedono Paolo Troilo, autore del concept, Ruggero Rosfer, fotografo e Sergio Nava, designer. La loro creazione è Sushe, un tavolo tatami, simbolo della cultura giapponese, dove giace l’immagine fotografica della sushi-girl (la donna nuda usata per il banchetto), che risplende su un piano di cristallo.
Tramite una soluzione di design unica, la sushi-girl di Sushe si solleva, fisicamente e simbolicamente,
“innalzandosi” a opera d’arte. Nello stesso istante in cui il tavolo passa dalla sua funzione conviviale alla dignità di quadro, si assiste ad una resurrezione morale della condizione di donna oggetto.

Design, fotografia & arte
Il tavolo
Il team dietro a Sushe
Il tavolo è diventato un quadro
Le operazioni per trasformare il tavolo in quadro


Sushe, presentata da Fabbrica Eos, sarà accolta in una location speciale nel cuore di Milano, il ristorante ZeroDue, per tutta la settimana del Salone del Mobile, dal 14 al 19 aprile 2010.
Ivan Totaro, grande appassionato eno-gastronomico, metterà a disposizione la sua “arte” in cucina, creando un menù innovativo con originali interpretazioni di sushi.
Sushe è un evento del fuorisalone.it.

  • redazione
  • Lunedì 12 Aprile 2010

Sculture di ghiaccio in mostra a Istanbul

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  • Tags: arte, ghiaccio, Istanbul, Turchia
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"Magic Ice" al Forum della città

"Magic Ice" al Forum della città (AP Photo/Ibrahim Usta)

Al via oggi, ad Istanbul, presso il Forum, l’esposizione dal titolo “Magic Ice”: ecco le foto di alcune delle sculture di ghiaccio esposte.

“Magic Ice” al Forum della città
“Magic Ice” al Forum della città
“Magic Ice” al Forum della città
“Magic Ice” al Forum della città
“Magic Ice” al Forum della città


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  • Giovedì 8 Aprile 2010

Londra 2012: Kapoor realizzerà la scultura più alta al mondo

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  • Tags: Anish Kapoor, ArcelorMittal Orbit, arte, Londra, Olimpiadi 2012, scultura
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Due immagini del progetto di Anish Kapoor

Due immagini del progetto di Anish Kapoor (EPA/ARUP)

Il sindaco di Londra, Boris Johnson, e il magnate dell’acciaio, Lakshmi Mittal, hanno annunciato ieri la costruzione della più grande opera d’arte pubblica al mondo, una scultura alta 115 metri dell’artista Anish Kapoor, che sarà realizzata in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi del 2012 a Londra.

Due immagini del progetto di Anish Kapoor
Anish Kapoor al fianco di un modello 3d dell’opera
Un’immagine del progetto di Anish Kapoor
Boris Johnson, sindaco di Londra, con l’artista Anish Kapoor e il magnate dell’acciaio Lakshmi Mittal
Un’immagine del progetto di Anish Kapoor

L’artista Anish Kapoor | Il magnate dell’acciaio Lakshmi Mittal
Un dettaglio della scultura di Kapoor, realizzata nel “Millenium park” di Chicago
Un dettaglio della scultura di Kapoor, realizzata nel “Millenium park” di Chicago
Un dettaglio della scultura di Kapoor, realizzata nel “Millenium park” di Chicago
Un dettaglio della scultura di Kapoor, realizzata nel “Millenium park” di Chicago


La ‘ArcelorMittal Orbit‘, questo il nome dell’opera, consistera’ in una struttura di acciaio tubulare posta all’ingresso del Parco Olimpico e superera’ di 22 metri la Statua della Liberta’ di New York. Il pubblico potra’ salirvi e ammirare la vista panoramica sull’area dei giochi e sull’intera capitale britannica. L’opera sarà realizzata ad un costo di 19,1 milioni di sterline, 16 dei quali saranno finanziati dalla ArcelorMittal e il resto dalla London Development Agency, che si occupa della costruzione delle strutture per i Giochi Olimpici.

Il progetto di Kapoor - celebre per la sua scultura al Millenium Park di Chicago e per la sua recente mostra alla Royal Academy di Londra, che ha battuto tutti i record di incassi per in artista contemporaneo nella capitale - è stato scelto tra una serie di candidati da una commissione di esperti di arte e design nominata dal sindaco Johnson e dal sottosegretario ai Giochi Olimpici Tessa Jowell. Commentando la scelta, il sindaco di Londra ha definito la scultura ”uno spettacolo magnifico” che anche dopo la fine dei Giochi resterà un simbolo riconoscibile in tutto il mondo. (ANSA)

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  • Giovedì 1 Aprile 2010

Al MIArt opere da milioni di euro, da Basquiat a De Chirico

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  • Tags: arte, arte contemporanea, fiera, MIART, Milano, salone
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Una scultura dell'italiano Matteo Pugliese

Una scultura dell

Quasi 900 artisti, 141 gallerie, centinaia di opere in mostra e in vendita, dai primi del ‘900 ai giorni nostri, e un volume d’affari stimato l’anno scorso in otto milioni di euro. Con questi numeri ha aperto ieri a Fieramilanocity la 15/a edizione del salone MiArt, che proseguirà fino al 29 marzo.

Una scultura dell’italiano Matteo Pugliese
Una scultura di Patrick Hughes
Una scultura di Igor Mitoraj
Una scultura dell’italiana Paola Pezzi

Un’opera esposta a MiArt
Un’opera di Arman Pierre Fernandez
Un’opera di Arman Pierre Fernandez

Ogni anno sono oltre 40 mila i visitatori che arrivano alla manifestazione, la cui offerta, come di consueto, spazia dai maestri del Novecento come Picasso, De Chirico, Fontana fino ai contemporanei come Damien Hirst, Jan Fabre e molti altri. Si va dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alle installazioni, dal disegno alla video art e alle performance. Previsti eventi speciali ed esposizioni dentro e fuori il salone.
”MiArt - spiega l’ad di Fiera Milano, Enrico Pazzali - prosegue il suo percorso verso la ricerca della qualità, forte del ruolo di Milano quale capitale del mercato italiano dell’arte: qui si concentra l’80% del business artistico italiano, è fra le prime tre città al mondo per volume d’affari e la città italiana con il maggior numero di gallerie e collezionisti”.
Una Milano che guarda con sempre maggiore interesse al salone, assicura l’assessore comunale alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory, secondo il quale ”in città cresce la voglia di organizzare iniziative parallele alla manifestazione”. (ANSA)

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  • Venerdì 26 Marzo 2010

Asta record per “Bevitore d’assenzio” di Picasso

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  • Tags: arte, asta, Christie's, Il bevitore di Assenzio, Londra, Pablo Picasso
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Attesi 30 milioni di sterline

(AP Photo/Lefteris Pitarakis)

Un capolavoro di Pablo Picasso appartenente al celebre compositore ed impresario teatrale Andrew Lloyd Webber potrebbe fruttare oltre 30 milioni di sterline quando verrà messo all’asta da Christie’s a Londra nel corso di quest’anno.
Il ritratto di Angel Fern ndez de Soto, anche noto come Il Bevitore D’Assenzio, è stato dipinto nel 1903, nel ‘periodo blu’ del pittore spagnolo, e se la stima pre-vendita del quadro - che è di 30-40 milioni di sterline - risulta azzeccata, l’opera sarà la più costosa mai venduta in Europa.

Attesi 30 milioni di sterline
Attesi 30 milioni di sterline
Attesi 30 milioni di sterline
Attesi 30 milioni di sterline
Attesi 30 milioni di sterline


Il quadro era già stato messo in vendita nel 2006, ma venne ritratto dall’asta newyorkese dopo essere stato improvvisamente rivendicato dal discendente di un banchiere ebreo che fu costretto a venderlo ai nazisti. A gennaio di quest’anno la questione si è finalmente risolta con un accordo tra le due parti. Il ricavato della vendita del capolavoro andrà alla Andrew Lloyd Webber Art Foundation, un’associazione a sostegno delle arti, della cultura e del patrimonio storico del Regno Unito. (ANSA)

  • redazione
  • Giovedì 18 Marzo 2010

Mosca, corpo e spazio visti dallo scultore Antony Gormley

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  • Tags: Antony Gormley, arte, Mosca, scultura
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Creazioni in ferro

(Foto: mh/WENN©kikapress.com)

Le opere d’arte firmate Antony Gormley hanno conquistato Mosca. Lo scultore inglese ha esposto duecentottantasette creazioni in ferro al Garage Centre for Contemporary Culture. Gormley usa il corpo come misura e matrice, come punto di partenza per realizzare figure che, attraverso la loro particolare disposizione nello spazio, assumono connotazioni diverse. La forma originaria delle sue opere è la sagoma dell’artista stesso ma l’esposizione non ha niente a che vedere con l’autobiografia.

Creazioni in ferro
Creazioni in ferro
Creazioni in ferro
Creazioni in ferro
Creazioni in ferro


  • redazione
  • Mercoledì 17 Marzo 2010

Napoli, al mercato ittico le nudità nere di Vanessa Beecroft

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  • Tags: arte, mercato ittico, Napoli, Vanessa Beecroft, VB66
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VB66

VB66 di Vanessa Beecroft (Foto Ansa)

Occhi e sensi curiosi all’interno del Mercato Ittico di Napoli. Il 15 febbraio è infatti andata in scena nella struttura disegnata da Luigi Cosenza la performance multisensoriale di Vanessa Beecroft “VB66″, sigla sintetica che sta a indicare il numero di simili performance realizzate dall’artista anglo-italiana.

All’ingresso del palazzo Palazzo Cosenza, costruito negli anni ‘20 come sede del mercato del pesce, nella zona del porto, la sensazione è stata quella di trovarsi davvero nel pieno delle attività ittiche: odore forte di pesce nell’aria, suoni di montacarichi e al centro un’enorme bancone di marmo. Ma la merce esposta era rappresentata da quaranta donne, i cui corpi nudi e dipinti di nero si muovevano lentissimamente, mescolate a calchi in gesso a grandezza naturale e frammenti di volti, arti, busti.

La mostra della Beecroft, per niente nuova a simili installazioni che sono trionfo sensuale per vista, olfatto e udito, è stata e curata dalla galleria Lia Rumma.

VB66
VB66
VB66
VB66

Seoul, 2007
Sydney, 1999
Genova, 2001
Firenze, 2005


  • redazione
  • Mercoledì 17 Febbraio 2010

“Pop Life: Art in a Material World” in mostra ad Amburgo

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  • Tags: Amburgo, arte, Kunsthalle, mostra, Pop Life
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La sculturA <i>Hiropon</i> del giapponese Takashi Murakami

La scultura Hiropon del giapponese Takashi Murakami (EPA/MARCUS BRANDT)

Curata dalla Tate Modern di Londra - dove già è stata esposta nello scorso ottobre,  inaugura ora alla Kunsthalle di Amburgo, la mostra Pop Life: Art in a Material World.
Tra le opere presentate, ecco ritratte in queste immagini quelle di Keith Haring, Damien Hirst, Martin Kippenberger, Richard Prince, Jeff Koons e Takashi Murakami.

La sculturA Hiropon del giapponese Takashi Murakami
False Idol di Damien Hirst
Exaltation, della serie Made in Heaven di Jeff Koons
Bourgeois Bust - Jeff and Ilona di Jeff Koons
Untitled di Maurizio Cattelan

Spiritual America IV di Richard Prince
Pop Shop di Keith Haring

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  • Martedì 9 Febbraio 2010

Solo tracce di Bansky al Sundance Film Festival

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  • Tags: arte, Banksy, Park City, street art, Sundance Film Festival
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Gli stencil, attribuibili all'artista di Bristol, comparsi a Park City

Gli stencil, attribuibili all'artista di Bristol, comparsi a Park City

Al Sundance Film Festival, Banksy, il celeberrimo ed anonimo street-artist, ancora non si è fatto vedere. La notizia dei giorni scorsi, secondo cui avrebbe presentato durante il Festival il suo primo lavoro da regista Exit through the gift shop, col passare del tempo assomiglia sempre più a una bufala o a una burla.

Benché Banksy non sia ancora comparso, a Park City - sede del Sundance -, a Salt Lake City e in altre località dello Utah è spuntata una serie di stencil che sembra proprio opera dell’artista di Bristol: un cameraman che fotografa una rosa mentre la sradica è comparso sulla facciata del bar Java coffee Cow, mentre altrove sono stati avvistati un topo con indosso degli occhiali 3D e una scimmia nera…

Saranno realmente opera di Banksy o ci sarà lo zampino di qualche imitatore?

Gli stencil, attribuibili all’artista di Bristol, comparsi a Park City
Gli stencil, attribuibili all’artista di Bristol, comparsi a Park City
Gli stencil, attribuibili all’artista di Bristol, comparsi a Park City
Gli stencil, attribuibili all’artista di Bristol, comparsi a Park City
Gli stencil, attribuibili all’artista di Bristol, comparsi a Park City

Gli stencil, attribuibili all’artista di Bristol, comparsi a Park City
Nella via principale di Park City

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  • Martedì 26 Gennaio 2010

I nudi di Ron Mueck in mostra a Melbourne

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  • Tags: arte, Melbourne, Ron Mueck, scultura
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Wild Man

Wild Man (Epa/Carla Gottgens)

Inaugura domani, alla Galleria Nazionale del Victoria di Melbourne, la mostra dello scultore australiano iperrealista Ron Mueck, aperta fino al prossimo 18 aprile.

Corpi nudi, tesi nel massimo della loro espressività, muscoli tirati, pieghe della pelle… Sculture fascinose tra voyerismo e analisi profonda dell’umanità.

Wild Man
Wild man - un dettaglio
Baby
Mask II
Man in a boat


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  • Giovedì 21 Gennaio 2010

Cina, l’esercito di terracotta diventa di cioccolato

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  • Tags: arte, Chocolate Wonderland, Cina, cioccolato, esercito di terracotta
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Una copia esatta di quello conservato presso Xi'an

Una copia esatta di quello conservato presso Xi'an (EPA/OLIVER WEIKEN)



In vista della mostra interamente dedicata al meraviglioso mondo del cioccolato - Chocolate Wonderland - che aprirà i battenti a Pechino alla fine di gennaio, e per 72 giorni, un artista cinese ha realizzato con il cioccolato una copia esatta dell’esercito di terracotta fatto costruire dal primo imperatore cinese Qin Shi Huang e da lui messo a guardia della propria tomba, oggi conservato in un sito archeologico nella provincia dello Shaanxi.

Una copia esatta di quello conservato presso Xi’an
Una copia esatta di quello conservato presso Xi’an
Una copia esatta di quello conservato presso Xi’an
Una copia esatta di quello conservato presso Xi’an
Una copia esatta di quello conservato presso Xi’an

Una copia esatta di quello conservato presso Xi’an
Una copia esatta di quello conservato presso Xi’an

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  • Giovedì 14 Gennaio 2010

Al via il “Festival degli Alberi e delle Luci” a Ginevra

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  • Tags: arte, Festival degli Alberi e delle Luci, Ginevra, installazioni, Natale, Svizzera
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Test de Rorschach

Test de Rorschach - Pitaya Design (Epa/Martial Trezzini)

Parte oggi a Ginevra il Festival degli Alberi e delle Luci: musica, luci, colori e installazioni artistiche illumineranno la città fino al 4 gennaio.

Test de Rorschach
Splitch-Splatch
Focusing Life
Noctilux | Bye Bye Edison
Light Rooms

Tree Free Hugs
16 écrins
Ile Rousseau Auteur: Agence Confino Titre: Génome
Splitch-Splatch
Lighttube

Light Rooms
Bye Bye Edison
Focusing Life
Test de Rorschach
Bye Bye Edison


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  • Venerdì 27 Novembre 2009

Saviano premiato a Monaco di Baviera

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  • Tags: arte, Monaco di Baviera, Premio Fratelli Scholl, Roberto Saviano
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Premio Fratelli Scholl

Premio Fratelli Scholl

Roberto Saviano ha ricevuto ieri a Monaco di Baviera il Premio Geschwister Scholl (Fratelli Scholl), attribuitogli per il coraggio mostrato attraverso il suo lavoros sui crimini dellla mafia.

Il premio ammonta a 10.000 euro e viene attribuito annualmente dalla sezione bavarese del Boersenvereins des Deutschen Buchhandels - l’associazione dei librai tedeschi - e dalla città di Monaco.

Il premio è dedicato alla memoria dei due giovani fratelli militanti del gruppo antinazista La rosa bianca.

Premio Fratelli Scholl
Premio Fratelli Scholl
Premio Fratelli Scholl
Premio Fratelli Scholl
Premio Fratelli Scholl

Premio Fratelli Scholl

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  • Martedì 17 Novembre 2009
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