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Barack Obama

Obama “grazia” i tacchini del Ringraziamento

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  • Tags: Barack Obama, festa del ringraziamento, fotoblog, tacchini, USA
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Con il Presidente Obama, il presidente della Federazione nazionale allevatori di tacchini

(Epa/Michael Reynolds)

Il presidente americano Barack Obama ha “perdonato” i tacchini Peace e Liberty. In vista del Thanksgiving, nel Giardino delle Rose della Casa Bianca il Presidente - accompagnato dalle figlie Sasha e Malia - ha impartito la tradizionale “grazia” ai tacchini. La cerimonia risale al 1963, quando John Fitzgerald Kennedy decise di non cucinare il tradizionale tacchino donato al Presidente dalla National Turkey Federation fin dal 1947, ma di tenerselo come animale domestico. LE FOTO

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  • Mercoledì 23 Novembre 2011

Osama Bin Laden, fotostoria del nemico pubblico numero 1

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  • Tags: 11 settembre 2001, Barack Obama, Osama bin Laden, terrorismo
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Osama Bin Laden in un'immagine del 1998

Osama Bin Laden in un'immagine del 1998 (Epa)

La Primula Rossa, lo sceicco del Terrore, l’Emiro, il Grande B.: è stato chiamato in mille modi, Osama Bin Laden, l’uomo più ricercato del mondo da quando, l’11 settembre del 2001, un attacco terroristico senza precedenti colpì l’America al cuore, uccidendo più di tremila persone. Da allora, l’oscuro signore con la lunga barba e il volto affilato, il grande burattinaio della tentacolare Al Qaeda, divenne il leggendario obiettivo numero 1 dei servizi segreti di mezzo continente. E ora a dieci anni dal terribile attentato trova la morte in un raid americano in Pakistan.

Nato a Riad nel marzo 1957 (la data esatta non è stata però mai confermata), diciassettesimo di 54 figli, si dice che il giovane Osama sia stato folgorato dall’incontro con Allah durante un pellegrinaggio ai luoghi santi della Mecca e della Medina. Certo è che la morte del ricco padre di origine yemenita, il magnate Mohammed Bin Laden, avvenuta in un incidente aereo nel 1968, consente al ragazzo, appena 11enne, di ereditare una vera e propria fortuna, stimata intorno agli 80 milioni di dollari.

Osama Bin Laden in un’immagine del 1998
Aprile 1998
1988
Osama Bin Laden e Ayman al-Zawahri, 1998
1998, Conferenza stampa a Khost, Afghanistan, con Ayman al-Zawahri

Aprile 1998
1998, Conferenza stampa a Khost, Afghanistan, con Ayman al-Zawahri
A cavallo
Incontro con un gruppo ristretto di reporter sulle montagne di Helmand nel 1998
Incontro con un gruppo ristretto di reporter sulle montagne di Helmand nel 1998

Most Wanted
Un fotogramma da un video trasmesso da Al-Jazeera nel 2001
Con Ayman al-Zawahri il 7 ottobre 2001
In un video del 2001 trasmesso da Al Jazeera
In un video diffuso dal Dipartimento della Difesa USA nel 2001

Al matrimonio di uno dei suoi figli nel gennaio 2001
Osama Bin Laden e Ayman al-Zawahri, 2002
Osama Bin Laden e Ayman al-Zawahri, 2003
La foto di di Osama bin Laden invecchiato al computer diffusa dall’FBI nel 2010


Il 1979 è l’anno della svolta: le truppe sovietiche invadono l’Afghanistan e Osama, laureatosi in ingegneria a Gedda, si avvicina ai mujaheddin che combattono contro i soldati dell’Armata Rossa. Rispondendo agli appelli alla guerra santa, nel 1984 il giovane saudita arriva in Afghanistan dove finanzia e assume il controllo di una rete di 20mila combattenti islamici reclutati da ogni parte del mondo.
Un’esperienza che gli consentirà di tornare in patria acclamato da eroe. Dollari americani, affluiti nel contesto della Guerra Fredda, hanno contribuito a forgiare la sua rete di mujaheddin, con la benedizione degli uomini di Langley.

Così, durante l’invasione irachena del Kuwait nel 1990, Osama offre i suoi ’soldati’ a Riad, che tuttavia preferisce appoggiarsi agli Usa, accogliendo 300mila truppe americane (tra cui anche molte donne). Una ‘blasfemia’ che muterà per sempre la strategia di Bin laden, per il quale gli Stati Uniti diventano il nemico numero 1. Intanto, a Peshawar, in Pakistan, presumibilmente intorno al 1988, fonda la famigerata Al Qaeda, assieme al suo ‘mentore’ palestinese Abdullah Azzam.

Sarà lo stesso Bin Laden a fornire, nell’ottobre 2001, in un’intervista ad Al Jazeera, la spiegazione dell’origine del nome, che in arabo vuol dire ‘La Base’. “Il nome di Al Qaeda fu stabilito molto tempo fa per caso - spiegherà lo sceicco del Terrore - Il defunto Abu Ubayda al-Banshiri creò dei campi di addestramento per i nostri mujaheddin contro il terrorismo sovietico. Noi solevamo chiamarli Al-Qaeda. Il nome rimase”.

Espulso dall’Arabia Saudita nel 1994, Bin Laden trova rifugio in Sudan, da dove comincia a progettare operazioni in grande stile. Il 23 febbraio 1998, assieme all’emiro Ayman al-Zawahiri, Osama firma la sua prima fatwa: nel proclama religioso si afferma che “uccidere gli americani e i loro alleati, è un dovere per ogni musulmano”. Sei mesi più tardi due bombe fanno strage nelle ambasciate Usa in Kenya e in Tanzania. Muoiono 224 persone e ne restano ferite almeno 5 mila. Bin Laden è il sospettato numero 1 e il suo nome compare nella lista dei most wanted dell’FBI. Oltre alle bombe ‘africane’, la Primula Rossa viene ritenuto conivolto in una serie di altri attentati, tra cui quello al World Trade Center di New York (6 morti) del 1993. Ed è proprio un nuovo, spettacolare attacco contro il cuore finanziario della Grande Mela, l’11 settembre 2001, a far entrare Bin Laden nella leggenda del terrore. George W. Bush gli dichiara guerra e sulla sua testa viene istituita una taglia di 25 milioni di dollari.

La sua ultima localizzazione risale al 2001, quando l’intelligence americana e pakistana lo segnalano nella zona di Kandahar, in Afghanistan. La Cia, del resto, ha sempre ritenuto che lo Sceicco del Terrore si nascondesse tra l’Afghanistan e il Pakistan, tra le montagne di Tora Bora. Da allora l’uomo dalla lunga barba diverrà poco più di un fantasma, su cui si moltiplicheranno voci e storie di ogni tipo: forse malato, forse morto, forse affetto da un malanno ai reni che lo costringe a fare la spola tra la grotta in cui si nasconde e l’ospedale.

A far parlare di sé, oltre alle gesta dei suoi mujaheddin, una serie di messaggi in cui lo Sceicco del Terrore si assume la responsabilità di atti terroristici e si scaglia contro i leader di mezzo mondo, tra cui Benedetto XVI e Barack Obama. L’ultimo video è del gennaio 2011, in cui Bin Laden rivolge una duro avvertimento alla Francia, minacciando di uccidere alcuni ostaggi transalpini se Parigi non si ritirerà dall’Afghanistan.

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  • Lunedì 2 Maggio 2011

Il viaggio in Asia di Barack Obama

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  • Tags: Asia, Barack Obama, Corea del Sud, Giappone, India, indonesia, USA, viaggio
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Picchetto d'onore per Obama, al suo arrivo al Palazzo presidenziale di Nuova Delhi

Picchetto d'onore per Obama, al suo arrivo al Palazzo presidenziale di Nuova Delhi

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, tre giorni dopo la batosta elettorale del voto di midterm, è partito lo scorso 5 novembre per un ambizioso viaggio in Asia che, nell’arco di nove giorni, tocca quattro paesi diversi: India , Indonesia, Corea del Sud e Giappone.

Gli Obama si imbarcano sull’Air Force One
Un cartello di benvenuto a Mumbai
In visita al al Memoriale per le vittime dell’attacco terroristico del 2008 , nel Taj Mahal Hotel di Mumbai
Picchetto d’onore per Obama, al suo arrivo al Palazzo presidenziale di Nuova Delhi
Obama in arrivo al Rashtrapati Bhavan, Palazzo presidenziale indiano

Saluto “orientale” ad una cena di Stato
Obama con il primo ministro indiano Manmohan Singh
Un artista di strada di Thane prepara il suo benvenuto ad Obama
Barack Obama tra il primo ministro indiano Manmohan Singh e il Presidente Prathiba Patil
Gli Obama in visita alla Tomba di Humayun, a Nuova Delhi

Manifestazioni contro Obama a Calcutta
Gli Obama danzano con gli studenti di una scuola di Mumbai, per Diwali, la festa delle luci
Il discorso di Obama agli studenti del College di St. Xavier’s di Mumbai
Gli Obama scalzi verso il Mahatma Gandhi memorial a Nuova Delhi
Fiori in onore del Mahatma Gandhi a Nuova Delhi

Michelle Obama in due momenti della visita al museo dell’artigianato di Nuova Delhi
A Bhopal attivisti e sopravvissuti della tragedia del 1984 chiedono sostegno ad Obama
L’arrivo degli Obama in Indonesia
Polemica sulla stretta di mano tra Michelle Obama e il ministro ultraconservatore indonesiano dell’informazione Tifatul Sembiring
Barack Obama con il Presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono

Michelle Obama con la first lady indonesiana Ani Yudhoyono
Gli Obama in visita alla moschea Istiqlal di Giacarta, accompagnati dal Grand Imam Ali Mustafa Yaqub
Obama all’Università di Giacarta, Indonesia
Barack Obama saluta la platea dopo il suo discorso all’Università di Giacarta
Manifestazione contro Obama a Giacarta, Indonesia

Barack Obama al G20 con il presidente sudcoreano Lee Myung-bak
Obama durante il discorso ai militari USA in una base militare Usa nella Corea del Sud in occasione del Veteran Day
L’incontro con i militari USA di stanza in Corea del Sud
Obama rende omaggio ai caduti della guerra coreana al Yongsan War Memorial
Obama incontra un gruppo di scout allo Yongsan War Memorial


Scopi principale del viaggio sono la promozione degli interessi commerciali degli Stati Uniti nel continente asiatico e la riaffermazione della presenza USA nel continente che vanta in questo momento le economie più dinamiche. A questo tema fanno da sottofondo gli attriti con la Cina che, seppur non figura tra le tappe del viaggio asiatico di Obama, incombe con la sua ombra di Gigante asiatico su tutte le tappe della visita dell’inquilino della Casa Bianca.

Un artista di strada di Thane prepara il suo benvenuto ad Obama

Un artista di strada di Thane prepara il suo benvenuto ad Obama (AP Photo)

Prima tappa in India, dove ha visitato Mumbai - alloggiando al Taj Mahal Palace hotel, l’edificio attaccato nel 2008 dai terroristi giunti dal Pakistan causando la morte di 166 persone - e Nuova Delhi, dove ha incontrato il premier indiano Manmoham Singh, ha tenuto un discorso al parlamento indiano, ha visitato il memorial al Mahatma Gandhi, il padre dell’indipendenza Indiana che è sempre stato considerato ”un vero eroe” dall’inquilino della Casa Bianca.

Dall’India il presidente Usa si è trasferito in Indonesia, il Paese dove ha vissuto per alcuni anni da ragazzo. Obama aveva già programmato due volte quest’anno un viaggio in Indonesia, ma in marzo aveva dovuto rinunciare per seguire da vicino la approvazione della riforma sanitaria e in giugno un nuovo viaggio era saltato a causa della crisi della marea nera.

In Indonesia Obama ha incontrato il presidente Susilo Bambang Yudhoyono e si è rivolto al popolo indonesiano, a maggioranza musulmana.

Gli Obama in visita alla Tomba di Humayun, a Nuova Delhi

Gli Obama in visita alla Tomba di Humayun, a Nuova Delhi (AP Photo/Charles Dharapak)

La terza tappa del viaggio di Obama è la Corea del Sud,  dove sono previste la celebrazione del giorno dei veterani con le truppe Usa, un incontro con il presidente Lee Myung Bak e la partecipazione ai lavori del G20. A Seul Obama avrà un colloquio bilaterale col collega cinese Hu Jintao.

L’ultima tappa del viaggio di Obama in Asia sarà in Giappone, per partecipare ai lavori dell’APEC. Obama incontrerà il premier giapponese Naoto Kan e avrà un incontro bilaterale col collega russo Dmitri Medvedev, prima di tornare a Washington il 14 novembre. (ANSA)

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  • Giovedì 11 Novembre 2010

Gli USA al voto: viaggio nell’election day

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  • Tags: Barack Obama, elezioni di medio termine, referendum, USA
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"Io ho votato": orgoglio elettorale a Waterville, Maine

(AP Photo/Robert F. Bukaty)

L’America si è recata alle urne per scegliere la nuova Camera dei Rappresentanti, sostituire 37 dei 100 senatori ed eleggere altrettanti Governatori e centinaia di rappresentanti locali, in una sorta di referendum di metà mandato sulla presidenza Obama. In numerosi Stati si sono tenuti anche 160 referendum su svariati argomenti: per legalizzare la marijuana (in California), per introdurre la sharia (in Oklahoma) o per l’apertura di un’agenzia per i contatti con gli extraterrestri (in Colorado).

Un seggio di Star, Idaho

(AP Photo/Charlie Litchfield)

I repubblicani americani hanno conquistato una solida maggioranza di seggi alla Camera dei rappresentanti nelle elezioni di medio termine, sferrando un duro colpo al presidente democratico Barack Obama e alla sua futura capacità di far passare un’agenda riformista. Con i risultati ancora non completi, i democratici hanno però mantenuto di misura il controllo del Senato, nonostante i sei seggi perduti, alcuni dei quali andati agli ultraconservatori repubblicani del movimento Tea Party.

In questa gallery, un viaggio fotografico nella lunga giornata elettorale statunitense.

Orgoglio a stelle e strisce a Sacramento, California
Dover, Delaware: “Vota qui”
Un seggio di Star, Idaho
Ultimi preparativi per l’election night del repubblicano Harry Reid a Las Vegas
In coda per votare a Apache Junction, Arizona

Una donna si dirige verso il seggio a Indianapolis
Barack Obama: un momento della lunga notte elettorale
Il governatore del Texas, Rick Perry, festeggia la vittoria con la moglie
Membri del comitato elettorale del candidato repubblicano Tim Scott di Charleston, South Carolina
In coda ad un seggio di Minneapolis

“Non dimenticare di votare”: appello agli automobilisti a Skowhegan, Maine
Un militante della campagna per la legalizzazione della marijuana in California
Comitato elettorale del repubblicano Harry Reid a Las Vegas
Una bimba gioca con i coriandoli dopo la festa per la vittoria del repubblicano Scott Walker, Governatore del Wisconsin
Una donna al voto a Searchlight, Nevada

Una foto alla madre mentre vota a Girdwood, Alaska
Weston, Nebraska
Una mamma vota a Star, Idaho
Un’elettrice vota a Dearborn, Michigan
Ebrei ortodossi votano nel 19 distretto di New York

“Io ho votato”: orgoglio elettorale a Waterville, Maine
Un’elettrice al seggio, Las Vegas
Un’elettrice musulmana a Dearborn, Michigan
Un seggio elettorale ad Hope, Alaska
Williston, Vermont


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  • Mercoledì 3 Novembre 2010

4 luglio, festa negli States: fuochi d’artificio su New York

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  • Tags: Barack Obama, fuochi d'artificio, Indipendece Day, New York
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New York, l'Empire State Building

New York, l’Empire State Building (AP Photo/Jason DeCrow)

Gli Stati Uniti festeggiano il 234° anniversario della loro nascita.
Come da tradizione ogni città americana ha celebrato il 4 luglio, il giorno dell’Indipendenza: New York con uno spettacolo pirotecnico sul fiume Hudson, offerto dai grandi magazzini Macy’s, Washington con fuochi d’artificio altrettanto spettacolari.

New York, l’Empire State Building
New York, sul fiume Hudson
Washington Monument
Washington Monument e Lincoln Memorial
New York, fiume Hudson

Vigili del fuoco della contea di Los Angeles
New York, spettacolo pirotecnico sul fiume Hudson
Barack Obama e Michelle Obama alla Casa Bianca
Cerimonia alla Casa Bianca
Obama incontra le famiglie dei militari


Barack Obama ha celebrato l’Indipendece Day con 1.200 soldati alla Casa Bianca. “È il giorno in cui celebriamo la nostra essenza e lo spirito che per due secoli ci hanno caratterizzato come popolo e come nazione”, ha detto il presidente americano davanti ai militari e ai loro familiari invitati per celebrare la ricorrenza.

New York, sul fiume Hudson

New York, sul fiume Hudson (AP Photo/Mike Adamucci)

  • redazione
  • Lunedì 5 Luglio 2010

Obama riceve il Dalai Lama. E la Cina protesta

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  • Tags: Barack Obama, Casa Bianca, Cina, Dalai Lama, mondo, USA, Washington
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L'unica foto ufficiale dell'incontro, diffusa dalla Casa Bianca

L'unica foto ufficiale dell'incontro, diffusa dalla Casa Bianca (Official White House Photo by Pete Souza)

(ANSA) - Sfidando la rabbia e le minacce della Cina, il presidente Barack Obama ha ricevuto ieri alla Casa Bianca il Dalai Lama, esprimendo durante l’incontro il suo ”forte sostegno” per il rispetto dei diritti umani dei tibetani in Cina e  ”per la protezione della identità religiosa, culturale e linguistica del Tibet.

L’unica foto ufficiale dell’incontro, diffuda dalla Casa Bianca
Il 14esimo Dalai Lama salutato da dei sostenitori all’arrivo al suo Hotel di Washington, il giorno prima dell’incontro con Obama
Il Dalai Lama, che nel 1989 ha avuto il premio Nobel per la Pace, è stato ricevuto da tutti i presidenti americani che si sono succeduti alla Casa Bianca dal 1991, quando era in carica George Walker Bush, il padre del predecessore di Barack Obama
Esponenti della comunità tibetana in esilio negli USA rende omaggio al Dalai Lama all’esterno dell’hotel che lo ospita
Le lacrime di una donna tibetana

Le lacrime di un tibetano in esilio dopo il saluto al suo leader spirituale
Il leader spirituale tibetano all’uscita dalla Casa Bianca, dopo un incontro col presidente USA durato 45 minuti
Il colloquio con Obama si è in centrato sulla necessità di promuovere la pace, i valori umani e l’armonia religiosa
La Cina ha accusato gli USA di aver ”grossolanamente violato le norme che regolano le relazioni internazionali”, ricevendo il leader tibetano, che Pechino considera un pericoloso secessionista
La dichiarazione della Casa Bianca afferma che Obama e il Dalai Lama hanno concordato ‘’sulla importanza di un rapporto positivo e di cooperazione tra Stati Uniti e Cina”

Il Dalai Lama ha detto di avere espresso ad Obama la sua ammirazione per gli Stati Uniti come paladini della ”democrazia, della libertà e dei valori umani”
La notizia del’incontro sulle prime pagine dei quotidiani di Taiwan
Durante la manifestazione, gli attivisti tibetani hanno cantato e sventolato bandiere americane e tibetane
Tsewang Lhamo, 71, prende parte alla manifestazione davanti alla Casa Bianca, nel parco innevato di Lafayette Square, organizzata in occasione dell’incontro
Danze tradizionali tibetane fuori dalla Casa Bianca


Nonostante la Casa Bianca abbia ripetuto più volte che Obama avrebbe ricevuto il Dalai Lama come un esponente spirituale e non come un leader nazionale, e nonostante abbia cercato di dare all’incontro tra i due Nobel per la Pace un formato di basso profilo sotto l’aspetto simbolico e dell’impatto mediatico, la Cina ha subito reagito affermando di essere ”fortemente insoddisfatta” per l’incontro che, secondo Pechino, costituisce una violazione dell’impegno Usa a non sostenere l’indipendenza del Tibet.

La Cina ha presentato una ”formale protesta” al governo di Washigton, espressa all’ambasciatore americano a Pechino, convocato per l’ occasione al ministero degli esteri.

Nonostante la durezza usata dalla Cina, gli osservatori sono concordi nel ritenere che l’ incontro non porterà ad un danno permanente nelle relazioni tra i due Paesi. I due Paesi hanno scambi commerciali annuali del valore 355 miliardi di dollari, e la Cina è il secondo detentore del mondo di titoli di debito del governo di Washington.

Il Dalai Lama, che nel 1989 ha avuto il premio Nobel per la Pace, è stato ricevuto da tutti i presidenti americani che si sono succeduti alla Casa Bianca dal 1991, quando era in carica George Walker Bush, il padre del predecessore di Barack Obama.

Per celebrare l’incontro un gruppo di espatriati tibetani ha organizzato una manifestazione davanti alla Casa Bianca, nel parco innevato di Lafayette Square. Gli attivisti tibetani hanno cantato e sventolato bandiere americane e tibetane.

Barack Obama sfida Pechino, ma non troppo. Basso profilo per l’incontro con il Dalai Lama di Michele Zurleni

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  • Venerdì 19 Febbraio 2010

Un anno di Obama nelle foto di Pete Souza

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  • Tags: Barack Obama, fotografia, Pete Souza
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Corsa con Bo Obama

Corsa con Bo Obama (Official White House Photo/Pete Souza)

Pete Souza, nell’era Obama, è il fotografo ufficiale della Casa Bianca. Foto-giornalista e membro della NPPA (National Press Photographers Association), ha accettato l’incarico offertogli da Robert Gibbs, portavoce del Presidente.
Il mix tra l’indiscutibile talento di Souza e le straordinarie occasioni che il suo ruolo gli ha offerto, ha prodotto, in questo primo anno dell’amministrazione Obama - il cui giuramento risale al 20 gennaio 2009 - una serie di immagini grandiose, che appassionatamente raccontano la vita quotidiana del Presidente.
Tutte le foto di Souza non solo sono “sfogliabili” in Rete - in particolare attraverso l’account ufficiale della Casa Bianca su Flickr - ma sono anche diffuse con licenza creative commons.

Il giorno del giuramento
Il giorno del giuramento
Party per il Super Bowl: gli Obama nel teatro della Casa Bianca
Corsa con Bo Obama
Abbraccio a Michelle

Studio prima di una conferenza stampa
Con Michelle e l’assistente speciale Winter
Con Hillary Rodham Clinton
Baseball nello Studio Ovale
Golf con il vicepresidente Biden

Al telefono con Hu Jintao
Dialogo con Karzai
Con Bo Obama
Intervista sull’Air Force one
Inaugurazione dell’anno accademico dell’University of Notre Dam

Giorno di primavera
Sguardo fuori dal finestrino di un Marine One
Allo specchio
Con Nancy Reagan
Intervista a Dresda

Un fiore a Buchenwald
Coi veterani della Seconda guerra mondiale
Sguardo sul mondo nello Studio ovale
Con Silvio Berlusconi
Dietro le quinte, prima di un intervento pubblico

Nello Studio ovale
Il 4 luglio
La consegna delle Medaglie della libertà
Discorso ai giornalisti sulle elezioni in Afghanistan
Riflessioni nello Studio ovale

Con la giudice della Corte suprema Sotomayor
Wynton Marsalis e la sua jazzband ad una cerimonia commemorativa del giornalista Walter Cronkite con Clinton
Lavoro volontario, con Michelle, per l’organizzazione Habitat for Humanity a Washington
Silenzio in memoria dell’11 settembre
Con gli ex atleti olimpici, prima di partire per Copenhagen a sostegno della candidatura di Chicago per le olimpiadi 2016

Verso la riforma sanitaria
Discorso pubblico
Alla Martin Luther King Jr. Charter School di New Orleans
Con George Bush sr.
Riposo

Stazione navale di Jacksonville
Un saluto alle truppe in partenza per Tokyo
Sull’Air Force One
Autografi a Singapore
Saluto a un lavoratore

Con Robert DeNiro e Bruce Springsteen
A Oslo per il ritiro del Premio Nobel per la pace. Danze nella sala degli specchi
Un anno di Obama nelle foto di Pete Souza
Un anno di Obama nelle foto di Pete Souza
Un anno di Obama nelle foto di Pete Souza


Un saluto alle truppe in partenza per Tokyo

Un saluto alle truppe in partenza per Tokyo

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  • Giovedì 21 Gennaio 2010

Gli Obama volontari in una mensa per i poveri

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  • Tags: Barack Obama, Martin Luther King, Michelle Obama, USA
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In occasione del Martin Luther King Day

(AP Photo/Pablo Martinez Monsivais)



In occasione del Martin Luther King Day, Barack Obama ha voluto partecipare ieri, con altri membri del suo governo, ad una serie di attività sociali organizzate dalle comunità locali di Washington.
In grembiulone verde, Obama ha servito ai tavoli di una mensa per i poveri gestita dall’associazione SOME So Others Might Eat. Insieme a lui, la moglie Michelle e le figlie Sasha e Malia. ”Martin Luther King ha dedicato la sua vita al progresso della giustizia sociale. Ma ad oltre quarant’anni dalla sua morte c’è ancora molto da fare”, ha detto Obama.

In occasione del Martin Luther King Day
In occasione del Martin Luther King Day
In occasione del Martin Luther King Day
In occasione del Martin Luther King Day
In occasione del Martin Luther King Day

In occasione del Martin Luther King Day
In occasione del Martin Luther King Day
In occasione del Martin Luther King Day
In occasione del Martin Luther King Day
In occasione del Martin Luther King Day


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  • Martedì 19 Gennaio 2010

Jakarta, la statua del piccolo Obama non piace agli indonesiani

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  • Tags: Barack Obama, Jakarta, statua
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Bandiere nazionali

Bandiere nazionali

17/12/2009 - Nei giorni scorsi il municipio di Giacarta ha inaugurato una statua dedicata al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che dal 1967 al 1971 abitò in Indonesia. Posta al Menteng Park che Obama era solito frequentare, lo ritrae all’età di 10 anni, in t-shirt e pantaloncini corti e con una farfalla posata sul pollice e vuole essere ispirazione ai bambini.
Ma gli indonesiani storcono la bocca. Decine di attivisti stanno sollecitando il governo di Jakarta a rimuovere la statua o anche solo a spostarla dalla sua posizione attuale in un altro luogo dicendo che ci sono molti eroi nazionali che meritano una statua piuttosto che un presidente straniero.

Bandiere nazionali
Che sia rimossa
Bandiere nazionali
La protesta
Barack a 10 anni


  • redazione
  • Giovedì 17 Dicembre 2009

Oslo, Obama ritira il Nobel per la Pace

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  • Tags: Barack Obama, mondo, Nobel per la Pace, Oslo
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Oslo, Obama ritira il Nobel per la Pace

Oslo, Obama ritira il Nobel per la Pace

Oslo, Obama ritira il Nobel per la Pace
Oslo, Obama ritira il Nobel per la Pace
Oslo, Obama ritira il Nobel per la Pace
Oslo, Obama ritira il Nobel per la Pace
Oslo, Obama ritira il Nobel per la pace

Oslo, Obama ritira il Nobel per la Pace
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Oslo, Obama ritira il Nobel per la pace
Oslo, Obama ritira il Nobel per la pace

Oslo, Obama ritira il Nobel per la pace
Oslo, Obama ritira il Nobel per la pace
Oslo, Obama ritira il Nobel per la pace

10/12/2009 - Il presidente americano Barack Obama ha firmato oggi a Oslo il Registro d’Onore all’Istituto per il Nobel congratulandosi con il Comitato che assegna il premio “per l’impegno mostrato nel corso della storia per incoraggiare la causa della pace”.
Obama ha inoltre sottolineato l’impegno del Comitato del Nobel per “dare una voce a chi non ce l’ha e a favore degli oppressi in tutto il mondo”.

Come tradizione, il presidente americano, accompagnato dalla moglie Michelle, ha visitato la palazzina disegnata dall’architetto Carl Bener e ha incontrato i membri del Comitato. Una piccola folla si è riunita davanti all’ingresso con cartelli tra cui spiccava la scritta “Hai vinto il Nobel, ora meritalo”.

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  • Giovedì 10 Dicembre 2009

Obama tra i cadetti: ‘In Afghanistan servono rinforzi’

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  • Tags: Accademia Militare, Afghanistan, Barack Obama, cadetti, mondo, USA, West Point
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Il 'tutti a casa' comincerà nel luglio 2011

(EPA/JUSTIN LANE)

Nel suo discorso tenuto ieri davanti ai cadetti dell’Accademia Militare di West Point, Barack Obama ha parlato di 30.000 truppe in più da inviare in Afghanistan entro agosto ed ha pronunciato anche la promessa che il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011.
Per il rush finale della guerra in Afghanistan, dunque, il presidente Barack Obama ha convinto i generali a un calendario ”accelerato” di mobilitazione con l’obiettivo di far rientrare in patria il grosso dei soldati ”ben prima” della fine del suo primo mandato nel gennaio 2013.

Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011

Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011

Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011
Il ‘tutti a casa’ comincerà nel luglio 2011


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  • Mercoledì 2 Dicembre 2009

La prima cena di Stato della presidenza Obama

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  • Tags: Barack Obama, Casa Bianca, cena di Stato, Manmohan Singh, USA
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EPA/MICHAEL REYNOLDS

EPA/MICHAEL REYNOLDS

Alla prima cena di Stato degli Obama alla Casa Bianca, offerta per il premier indiano Manmohan Singh, non è mancato nulla. Erano presenti attori da Oscar, magnati di Hollywood, figure di spicco della comunità indiana negli Stati Uniti, amici degli Obama e finanziatori della loro campagna elettorale. C’era persino un menù vegetariano, in onore del premier indiano che preferisce non mangiare carne (unica eccezione un piatto di gamberetti al curry). Continua

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  • Mercoledì 25 Novembre 2009

Obama in Cina: dialogate col Dalai Lama

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  • Tags: Barack Obama, Cina, Dalai Lama, mondo
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CHINA USA OBAMA

In una delle enormi sale dell’ enorme Palazzo dell Assemblea del Popolo, l’edificio in puro stile stalinista che sorge sul lato occidentale di piazza Tiananmen a Pechino, uno speaker saluta le centinaia di giornalisti venuti da tutto il mondo per ascoltare la conferenza stampa dei leader dei due Paesi che compongono il cosidetto G2, il vertice dei due superpotenti, l’americano Barack Obama e il cinese Hu Jintao. Continua

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  • Martedì 17 Novembre 2009

Obama incontra gli studenti di Shangai

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  • Tags: Asia, Barack Obama, Giappone, mondo, Shangai, tour incontro
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China Obama

Il presidente americano Barack Obama è arrivato ieri a Shangai, in Cina, terza tappa, dopo Giappone e Singapore, del suo tour asiatico. A Shangai ha visto  il sindaco Han Zheng e incontrato degli studenti, ma non è riuscito a visitare i cantieri dell’Expo che si terrà nella città l’anno prossimo. Non era previsto, almeno ufficialmente, alcun incontro con il fratellastro di Obama, Mark Okoth Obama Ndesandjo, che vive a Shangai. Continua

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  • Lunedì 16 Novembre 2009

Povertà: Silvio, Angela & Co. pupazzi per protesta

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  • Tags: Angela Merkel, Barack Obama, Barcellona, Jose Luiz Rodriguez Zapatero, mondo, Oxfam, povertà, Silvio Berlusconi
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Spain UN Climate Talks

(AP Photo/Manu Fernandez)

A Barcellona - dove sono in corso i colloqui  preliminari al vertice ONU sul clima, previsti per Dicembre a Copenhagen - alcuni esponenti del movimento Oxfam, che conduce una battaglia contro la povertà nel mondo, hanno indossato delle maschere di Angela Merkel, Jose Luiz Rodriguez Zapatero,  Barack Obama e Silvio Berlusconi, per attirare l’attenzione sulla loro iniziativa.

La maschera di Berlusconi
Merkel, Obama e Berlusconi
Leaders
Obama

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  • Giovedì 5 Novembre 2009

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