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Barcellona

Il torero José Tomas con le orecchie del toro come trofeo (AP Photo/Manu Fernandez)
Tre grandi toreri, fra i quali una “leggenda vivente”, “El matador loco” (il torero folle) José Tomas, sei tori dell’allevamento El Pilar di Salamanca e i potenti “Olé!” di quasi 20.000 spettatori hanno dato l’addio ieri sera all’arena El Monumental di Barcellona alla corrida in Catalogna, bandita dalla regione autonoma a partire dal gennaio 2012.
Un ultimo spettacolo che, seppure intriso di malinconia e con toni di gala, con alcuni biglietti che sono arrivati a costare 1.500 euro, ha scaldato gli animi più di quanto normalmente non avvenga per un tradizionale spettacolo di “sangue e arena”, che pure è in calo verticale fra i catalani. E quando gli “aficionados”, tristi e arrabbiati, si sono messi in fila per entrare nell’arena sono stati accolti dalla (quasi consueta) protesta degli animalisti.
Corrida, la Catalogna la abolisce: decisione storica
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Il torero spagnolo José Tomas in attesa di esibirsi
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Quasi 20.000 spettatori hanno dato l’addio all’arena El Monumental di Barcellona alla corrida in Catalogna
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Ultima corrida sulla Plaza de Toros, la Monumental
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La corrida è bandita dalla regione autonoma di Catalogna dal gennaio 2012
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L’onore dell’ultima corrida spetta a José Tomas, “el matador folle”
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Per l’ultima corrida a Barcellona alcuni biglietti sono arrivati a costare 1.500 euro
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Tre i toreri ad esibirsi: prima Juan Mora, poi il più grande di Spagna, il “matador loco” José Tomas, 36 anni, quindi il giovane catalano Serafin Marin, 28 anni
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José Tomas è vestito d’oro e di nero in segno di lutto per l’abolizione della corrida
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José Tomas è uno dei matadores più apprezzati dagli specialisti
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La legge che proibisce la corrida era stata approvata l’anno scorso dal Parlamento regionale con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astenuti
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Il torero José Tomas con le orecchie del toro come trofeo
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José Tomas è portato sulle spalle da un assistente dopo la corrida
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Fuori dall’arena barcellonese uno stuolo di animalisti ha protestato contro la pratica “crudele” e “barbara” delle corride
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Davanti all’arena anche sostenitori della corrida
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Animalisti con calici per festeggiare la fine delle corride
Poi, col calare della sera, l’arena è esplosa quando i tre toreri hanno fatto il loro giro d’onore sotto le scalinate, il “paseillo”: applausi, urla e lo slogan “Libertad!” scandito ritmicamente. Poi l’ultima “Fiesta Nacional” è stata inaugurata: tre toreri, due tori per uno. Ha aperto lo spettacolo un grande nome della tauromachia iberica, il quarantottenne Juan Mora, vestito di oro e verde, che da solo ha affrontato nell’arena il primo dei sei tori, Burrenito, di 540 chili. Poi è stato il turno di José “matador loco” Tomas, 36 anni, spavaldo e temerario, sopravvissuto d’un soffio lo scorso anno a una paurosa incornata in Messico, ritiratosi nel 2002 per tornare nel 2007, e che ha scelto i colori oro e nero, in segno di “lutto”.
In chiusura il più giovane dei tre, il catalano ventottenne Serafin Marin, cui è spettato di calare la stoccata di grazia all’ultimo toro, e con essa il sipario sulle tauromachie in terra catalana.

José Tomas è uno dei matadores più apprezzati dagli specialisti (AP Photo/Manu Fernandez)
Ma a Marin, che fece la sua “Alternativa”, cioè la prima corrida con tori maturi che segna il passaggio di un giovane torero da “novillero” a “matador”, proprio all’Arena Monumantal nel 2002, non è di grande consolazione affondare il suo “estoque” nell’ultimo toro: “Questo onore mi fa male, mi rende triste“, ha dichiarato all’Afp. “Mi hanno tolto l’intero passato e una parte del mio futuro. Mi hanno proibito di esercitare la mia professione”.
L’abolizione “è una piccola vittoria, ma non mi consola”, ha detto uno degli animalisti, Lluis Villacorta, vestito di rosso come il sangue e la sofferenza dei tori: “Quei tori che non moriranno qui moriranno comunque altrove nella penisola iberica o in Francia”.
Dall’altra parte della barricata Cristobal, 68 anni: “Chiudere le arene” per lui è come “gettare alle ortiche un quadro di Picasso”.

José Tomas è vestito d'oro e di nero in segno di lutto per l'abolizione della corrida (AP Photo/Emilio Morenatti)
Il primo gennaio la Catalogna diventerà la seconda regione spagnola senza corrida dopo le Canarie, che l’abolirono nel 1991. Il voto abolizionista nel parlamento catalano del luglio 2010 lacerò l’opinione pubblica catalana e spagnola, ma prevalse grazie ai conservatori nazionalisti del Ciu e terminò 68 voti a 55, condizionato da considerazioni politiche e sotto la pressione di una petizione popolare promossa dagli animalisti. Ma gli appassionati dello spettacolo che ispirò Goya, Picasso e Hemingway, non si rassegnano e sperano di annullare o aggirare il divieto del “Parlament” catalano.
Hanno già presentato un ricorso contro la legge regionale davanti alla corte costituzionale spagnola e premono sul Partido Popolar (Pp), che i sondaggi danno vittorioso nelle elezioni anticipate del 20 novembre, perch‚ in qualche modo trovi una soluzione. Alcune comunità locali spagnole hanno cercato di “blindare” le proprie corride, dichiarandole “patrimonio protetto”. (ANSA)

Ibrahimovic vs Walter Samuel e Javier Zanetti (Epa/Alberto Estevez)
Lavoro di squadra e coraggio da leoni: questi gli ingredienti che hanno mandato in finale di Champions l’Inter, secondo i giocatori.

(AP Photo/Antonio Calanni | Epa/Andreu Dalmau)
”Per la qualità del gioco del Barca era davvero difficile - ha detto Maicon all’uscita dagli spogliatoi -, non c’era niente da fare, potevamo solo difendere”. Per il giocatore ”il Barca ha fatto il suo gioco ma noi abbiamo difeso molto bene”. Da ricordare per Lucio è invece il lavoro di squadra: ”Sapevamo che era molto difficile contro questo Barca e senza un giocatore, ma dopo questa perdita siamo stati più motivati di prima”. Lucio infatti ha detto che dopo il rosso a Thiago Motta ”ci siamo detti tra noi che non potevamo perdere perché la nostra volontà di passare era ancora maggiore”.
GALLERY: Inter in finale di Champions: le foto della gioia nerazzurra
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Bojan dopo il suo fallito colpo di testa, che sfiora il palo
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Il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, stringe la mano al presidente del Barcellona, Joan Laporta, prima della partita
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Mario Balotelli e Davide Santon in panchina prima dell’inzio della partita
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Ibrahimovic vs Walter Samuel e Javier Zanetti
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Xavi Hernandez e Pedro Rodriguez | Sulley Muntari
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Ibrahimovic vs Walter Samuel
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Javier Zanetti
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Il gol annullato di Bojan Krkic | Seydou Keita vs Gabriel Milito
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L’arbitro De Bleckeree ammonisce Thiago Motta
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Daniel Alves
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Josè Mourinho
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Gaby Milito vs Samuel Eto’o Fils
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Il portiere Victor Valdes
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Lionel Messi
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Jose Mourinho
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Lionel Messi vs Cristian Chivu e Lucio | Gerard Pique e Maxwell dopo il gol
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La manata in faccia di Thiago Motta a Busquets
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La manata in faccia di Thiago Motta a Busquets
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La manata in faccia di Thiago Motta a Busquets
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Cartellino rosso per Thiago Motta
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Il centrocampista brasiliano dell’Inter, espulso, si avventa contro Busquets
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Thiago Motta discute con Busquets mentre esce dal terreno di gioco dopo esser stato espulso
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Thiago Motta esce dal campo
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Gli allenatori
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Gabriel Milito vs Samuel Eto’o
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Zlatan Ibrahimovic vs Walter Samuel | Sergio Busquets vs Wesley Sneijder
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Diego Milito vs Xavi Hernandez
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Wesley Sneijder
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José Mourinho parla con il centrocampista del Barcellona, Dani Alves
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Jose Mourinho e Pep Guardiola
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Pep Guardiola
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Gerard Pique vs Diego Milito
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Zlatan Ibrahimovic vs Lucimar Ferreira e Julio Cesar
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Zlatan Ibrahimovic vs Walter Samuel | Seydou Keita vs Diego Alberto Milito
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Lionel Messi
”Per me è stata una grande soddisfazione rimanere a lottare come leoni su questo campo”, ha detto invece Cambiasso all’uscita, che ha continuato: ”Arrivare in finale non è cosa da poco, ma speriamo che non sia questa la partita che rimarrà memorabile ma che quella che si ricorderà nella storia sia quella di Madrid”.

Bojan dopo il suo fallito colpo di testa, che sfiora il palo
”Abbiamo eliminato la migliore squadra”, ha detto invece capitan Zanetti. Per il giocatore l’Inter scesa in campo è stata una squadra ”matura e con personalità, che sapeva che ambiente si sarebbe trovata di fronte ma che si è concentrata sulla partita”. Zanetti si è detto contento perché la squadra ”non ha mollato” in una gara difficile ed ha aggiunto: ”Speriamo che arrivi il successo, manca poco”. (ANSA)

Cristian Chivu e Walter Samuel (AP Photo/David Ramos)
Dopo 38 anni, l’Inter è in finale di Champions League, nonostante la sconfitta 1-0 in casa del Barcellona, allo stadio Camp Nou. Il sogno atteso dai tifosi dell’Inter non si infrange per il gol di Pique’ al 39′ del secondo tempo né per l’espulsione di Thiago Motta nel primo tempo. È il risultato dell’andata, quando i nerazzurri avevano vinto 3-1, a garantirle il ruolo di finalista a Madrid, il prossimo 22 maggio, contro il Bayern Monaco, che ha sconfitto il Lione nell’altra semifinale.
In queste foto, la gioia della squadra nerazzurra dopo il fischio di fine partita.

Jose Mourinho(AP Photo/David Ramos)
”È il momento più bello della mia carriera, più del mio primo campionato vinto, più della Champions col Porto”. Così Josè Mourinho, a Sky, dopo la qualificazione alla finale di Champions. ”Quando qualche illuminato ha pensato di fare quella storia delle maglie del Barcellona, ‘vendiamo cara la pelle’, abbiamo capito la loro paura”. ”Succeda quel che succeda, questi giocatori - ha concluso il tecnico interista - saranno ricordati come gli eroi di Barcellona, anche dai loro nipoti”.
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Cristian Chivu e Walter Samuel
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Wesley Sneijder, Julio Cesar e Ivan Ramiro Cordoba
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Samuel Eto´o | Thiago Motta e Lucio
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Ivan Ramiro Cordoba | Wesley Benjamin Sneijder
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Douglas Sisenando Maicon
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Diego Milito e Samuel Eto’o
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Javier Zanetti, Sulley Muntari, Cristian Chivu e Walter Samuel
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Jose Mourinho
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La gioia della squadra | Marco Materazzi e Javier Zanetti
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Samuel Eto’o Fils
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Esteban Matias Cambiasso
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Diego Milito e Mario Balotelli
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Diego Milito, Julio Cesar e Pedro Rodriguez
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Wesley Sneijder e Esteban Matias Cambiasso
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Diego Milito
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Samuel Eto’o
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Wesley Sneijder
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Lucio
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Lucio e Thiago Motta
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Fine partita
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Javier Zanetti e Diego Milito
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Jose Mourinho
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L’allenatore portoghese dell’Inter, Josè Mourinho, mentre viene fermato dal portiere del Barcellona, Victor Valdes, durante l’esultanza al termine della partita
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L’allenatore portoghese dell’Inter, Josè Mourinho, mentre viene fermato dal portiere del Barcellona, Victor Valdes, durante l’esultanza al termine della partita
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L’allenatore portoghese dell’Inter, Josè Mourinho, mentre viene fermato dal portiere del Barcellona, Victor Valdes, durante l’esultanza al termine della partita
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La delusione del Barcellona
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Gerard Pique con Diego Milito dopo la fine della partita
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La delusione del Barcellona: Bojan Krkic
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La delusione del Barcellona: Zlatan Ibrahimovic | Bojan Krkic
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La delusione del Barcellona: Lionel Messi
GALLERY: Champions League: l’impresa dell’Inter nelle foto più belle

Diego Milito e Mario Balotelli (Daniel Dal Zennaro/Drn)

Esteban Matias Cambiasso (AP Photo/Andres Kudacki)

Zanetti & team vs Lionel Messi (AP Photo/Mikhail Metzel - Daniel Ochoa de Olza)
Leo Messi 4 Arsenal 1. È finita così la partita di ritorno dei quarti di finale di Champions che doveva designare
l’avversaria dell’Inter in semifinale, poche ore prima vincente sul CSKA Mosca per 1 a 0. È stato un autentico concentrato di spettacolo che ha mandato in delirio il pubblico del Camp Nou ed esaltato il genio calcistico di un giocatore sempre più simile ad un suo predecessore con la maglia n. 10 ‘blaugrana’, che ora lo allena nella nazionale argentina.
Messi come Maradona, e mai come questa volta non è un paragone azzardato, in attesa che il fuoriclasse della squadra di Guardiola si confermi tale anche con la selezione biancoceleste: l’occasione del Mondiale in Sudafrica e’ troppo ghiotta per lasciarsela scappare.
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Zanetti & team vs Lionel Messi
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Pavel Mamaev
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Mourinho
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Stankovic, Cambiasso e Zanetti
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Mario Balotelli
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Sulley Muntari dell’Inter
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La gioia di Sneijder dopo il gol
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Gioia Inter
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L’espulsione di Stephane Lannoy
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La punizione di Sneijder
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Messi festeggiato dal portiere Valdes
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La gioia di Messi dopo il terzo gol
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Lionel Messi del Barça
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Lionel Messi del Barça
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Zlatan Ibrahimovic del Barça
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Lionel Messi
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L’esultanza del Barça
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Yaya Toure vs Bacary Sagna
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La festa del Barça
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Josep Guardiola, ct del Barça
L’Arsenal, che pure era andato in vantaggio al 19′ pt con il danese Bendtner e non aveva mai fatto ostruzionismo, è esistito soltanto fino al 23′ quando Messi è salito in cattedra, segnando il gol del pareggio con uno splendido tiro di sinistro che ha fatto stropicciare gli occhi agli spettatori. È stato l’avvio di uno spettacolo ancora una volta esaltante, fatto di un calcio e di una manovra corale che diventano piacere per gli occhi, con Messi alla fine quattro volte in gol.
Per il Barcellona non avrebbe potuto esserci modo migliore per prepararsi alla sfida dell’anno, quella di sabato al Bernabeu contro il Real Madrid che vale un campionato.

Lionel Messi (AP Photo/Manu Fernandez)
Ma ciò che è successo ieri sera al Nou Camp non può lasciare tranquilli Mourinho e tutta l’Inter: se il Barcellona, che ieri in attacco ha schierato un tridente formato da tre prodotti del vivaio (Pedro, Messi e Bojan), replicherà a questi livelli ai nerazzurri per raggiungere la finale di Champions servirà davvero un’impresa.
Ma Mou rassicura che ora per i nerazzurri “l’ossessione negativa della Champions non esiste più. Possiamo vincere o non vincere, ma il futuro non sarà mai più lo stesso”. Non ci saranno più Valencia, Villarreal, Manchester, eliminazioni agli ottavi senza quasi combattere. Il successo di Mosca, il quinto consecutivo in Champions - con ‘en plein’ tra ottavi e quarti di finale - non è stato il più difficile: è bastato un gol su punizione dell’olandese Wesley Sneijder al 6′.
Adesso c’è la semifinale, a cui l’Inter torna dopo 7 anni, “con il 50% di possibilità di giocare la finale e il 25% di vincere la Coppa”. Domani è un altro giorno e un’altra partita, filosofeggia Mourinho.

Mourinho (Foto Ansa/EPA/SERGEI ILNITSKY)

Lionel Messi dopo il gol (AP Photo/Manu Fernandez)
Stracciando lo Stoccarda per 4-0 - con un Messi stellare, autore di una doppietta e di pregevoli assist - un Barcellona ‘galactico’ si è qualificato per i quarti di finale di Champions League, facendo valere tutto il prestigio del suo blasone e l’orgoglio di detentore del titolo.
Zlatan Ibrahimovic è stato spettatore dalla panchina fino a metà ripresa per scelta tecnica di Pep Guardiola.
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Lionel Messi dopo il gol
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La gioia del Barcellona dopo il secondo gol
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Lionel Messi festeggia il secondo gol personale
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Lionel Messi
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La gioia dopo il gol
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Zlatan Ibrahimovic
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Messi in azione
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La gioia dopo il gol di Messi
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Bojan Krkic dopo il gol
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Lionel Messi dopo il gol
Dopo l’1-1 dell’andata in Germania, i blaugrana, andati in rete anche anche con Pedro e Krkic, hanno così evitato alla Spagna la vergogna di ‘zero squadre’ ai quarti della massima competizione europea, dopo l’eliminazione del Real Madrid ad opera del Lione e del Siviglia da parte del Cska Mosca.
Il fiasco sarebbe stato ancor più clamoroso in quanto quest’anno la finale di Champions si giocherà al Madrid, nel mitico Santiago Bernabeu, il 22 maggio prossimo. E, appunto, il Barca è detentore del titolo.

La gioia dopo il gol di Messi (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
Insieme al Barcellona, è stato il Bordeaux a completare il quadro delle squadre qualificate ai quarti di finale di Champions League eliminando ieri sera l’Olympiakos Pireo.
Domani i sorteggi.

Valencia (JUAN CARLOS CARDENAS/ANSA)
(ANSA) - Mentre nel parlamento catalano è in corso un acceso dibattito sulla possibile abolizione della corrida, la Comunidad di Madrid (governata dal Partido Popular), seguita a ruota da Valencia, ha deciso oggi di dichiararla ”bene di interesse culturale”, come riferisce l’edizione online di El Mundo.
La misura decisa dalla regione della capitale ”è collegata” al dibattito in corso in Catalogna. Il parlamento regionale di Barcellona, infatti, deve decidere entro l’estate se abolire o meno, localmente, la corrida. Ieri è iniziata una serie di audizioni parlamentari con esperti e testimonial del mondo ‘taurino’ e del fronte abolizionista, tra i quali la lotta è senza esclusione di colpi e il dibattito, spesso, sopra le righe.

Pamplona (EPA/JIM HOLLANDER)
I deputati catalani hanno iniziato le audizioni di 30 esperti e testimonial dei due fronti, che dureranno fino alla settimana prossima. Il ‘Parlament’, spaccato sulla questione, ha dichiarato ricevibile in dicembre, per pochi voti di scarto, l’iniziativa di legge popolare della Piattaforma animalista Prou! (Basta!), per l’abolizione della corrida in Catalogna.
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Valencia
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Pamplona
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Trofeo
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Pamplona, festa di San Firmino
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Non solo in Spagna: corrida a Lima, Perù
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Lima | Pamplona
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Non solo in Spagna: corrida a Lima, Perù
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Non solo in Spagna: corrida a Las Vegas, USA
L’iter sul disegno di legge è ora formalmente avviato, il voto finale è previsto entro l’estate. Gli abolizionisti fanno appello anche al sentimento ‘catalanista’ contro un’istituzione ’spagnola’. Se vincera’ il sì, la Catalogna sarà la prima regione della Spagna continentale ad abolire la ‘Fiesta’. L’impatto in tutto il Paese sarebbe enorme.

Pamplona (Eloy Alonso/Reuters/Lapresse)
Il dibattito nel ‘Parlament’ è iniziato con toni altamente emotivi. Il filosofo Jesus Moserin ha contestato l’appello al rispetto di una grande tradizione spagnola con un parallelo fra la corrida (definita ”un sintomo di scarso sviluppo intellettuale’) e mutilazioni genitali alle donne, suscitando una bufera. La scrittrice Espido Freire, dal canto suo, ha paragonato ”la catarsi dei tori” agli episodi in cui ”due ragazze attaccano un’altra per picchiarla e filmano la scena con un cellulare”. Il fisico Jorge Wagesberg, arrivato in aula con coltelli da torero e banderillas, è così intervenuto: ”Non fanno male? Certo che fanno male” ha detto spiegando l’effetto delle lame quando penetrano nella carne e nei muscoli, la stoccata finale che arriva al cuore e ai polmoni facendo morire il toro ‘’soffocato dal proprio sangue”.
Il fronte ‘taurino’, invece, ha fatto appello soprattutto a una visione romantica della tradizione iberica.
”La Fiesta è spettacolo di vita, di morte, di rispetto, valori che si stanno perdendo in questa società”, ha detto l’ex torero Joselito: ”è come il primo amore, nel quale c’è crudelta’ e sofferenza, ma che non per questo va abolito”.

La Louis Majesty a Barcellona (Foto Ansa/EPA/ALBERT OLIVE)
Sono stati momenti di panico sulla nave da crociera cipriota Majesty Louis al largo delle coste della Catalogna ieri pomeriggio quando un’onda anomala alta otto metri ha colpito la prua spazzando via tutto, spaccando i vetri del salotto dove si trovavano molti passeggeri e invadendo gli spazi interni. L’onda ha ucciso due persone, un italiano, Giuseppe Neri, 52 anni, di Genova, e un cittadino tedesco.
Alcuni passeggeri, 16 secondo fonti spagnole circolate in serata, sono rimasti feriti e due di loro sono in gravi condizioni. La nave cipriota, battente bandiera maltese, era salpata da Cartagena, sulla costa della Murcia, nel sudest della Spagna, diretta a Barcellona con a bordo 1350 passeggeri e 580 membri dell’equipaggio.
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La Louis Majesty
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La Louis Majesty
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La Louis Majesty
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La Louis Majesty
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Verso l’ospedale
Ma nella capitale catalana le procedure di attracco oggi erano in forte ritardo a causa del mare grosso, hanno riferito fonti del salvataggio marittimo spagnolo. Il capitano, un greco, ha deciso di puntare verso la tappa seguente, Genova.
L’incidente si è verificato al largo del Capo di Bagur, in Costa Brava. Più onde anomale di circa otto metri hanno colpito la nave da prua, seminando dolore e morte.
Giuseppe Neri, che lavorava per la filiale genovese di una grande azienda informatica, era in viaggio di crociera con la moglie e il figlio. Sarebbe dovuto arrivare a Genova a bordo della Majesty Louis l’indomani verso le 12:30. (ANSA)
Dopo la tragedia il capitano della Luois Majesty ha deciso di attraccare a Barcellona per consentire lo sbarco delle salme e il ricovero dei feriti, che sono stati trasportati all’Hospital del Mar da diverse ambulanze che aspettavano sul molo.