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calcio

(AP Photo/Miguel Tovar)
Dall’Argentina che sta ospitando la Copa America 2011 - dal 1° luglio e fino al 24 - il fotografo Miguel Tovar ci racconta la passione per il calcio di un gruppo di giovani ragazzi: eccoli in campo per una partita ad El Algarrobal, alla periferia di Mendoza, dove molti di loro sognano di poter diventare un giorno il nuovo Maradona.
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El Algarrobal, periferia di Mendoza, Argentina
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El Algarrobal, periferia di Mendoza, Argentina
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El Algarrobal, periferia di Mendoza, Argentina
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El Algarrobal, periferia di Mendoza, Argentina
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El Algarrobal, periferia di Mendoza, Argentina
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El Algarrobal, periferia di Mendoza, Argentina
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El Algarrobal, periferia di Mendoza, Argentina
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El Algarrobal, periferia di Mendoza, Argentina
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El Algarrobal, periferia di Mendoza, Argentina
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El Algarrobal, periferia di Mendoza, Argentina
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El Algarrobal, periferia di Mendoza, Argentina

7° Festival internazionale dell'Elefante (BIMAL GAUTAM/CHINE NOUVELLE/SIPA)
A sud di Kathmandu, a Sauraha, nel distretto di Chitwan, ha avuto luogo una strana partita di calcio. I giocatori sono stati infatti degli elefanti, guidati dai loro cavalieri.
Il match si è svolto nell’ultimo giorno del settimo Festival internazionale dell’Elefante. La tre giorni di Festival in Nepal, iniziato il 26 dicembre, ha incluso, incontri di football tra pachidermi, concorsi di bellezza, gare di abilità, corse…
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7° Festival internazionale dell’Elefante
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Gli elefanti lottano per la palla
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Un elefante colpisce la palla
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Sauraha si trova nel distretto di Chitwan
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Elefanti in posa per la foto di gruppa prima della partita

(Ansa/Epa/Walter Bieri)
Se il calcio non si fosse chiamato così, avrebbe dovuto essere denominato Pelè. La convinzione espressa un giorno da Jorge Amado è quella di 200 milioni di brasiliani. Che, coerentemente, per celebrare il settantesimo compleanno dell’uomo simbolo del futebol stanno preparando un carnevale fuori stagione.
Edson Arantes Do Nascimiento (come si chiamava prima di diventare il bisillabo più famoso dello sport) è nato infatti a Tres Coracoes il 23 ottobre 1940: in una vita da copertina ha regalato record (basti questo: unico calciatore a vincere tre mondiali, 1279 reti segnate in carriera) e soprattutto sogni.
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1961, il giovanissimo Pelè a Roma
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1961, il giovanissimo Pelè a Roma
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1970, Pelè con la Coppa del Mondo a Città del Messico
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1974, Pelè con la Coppa del Mondo a Francoforte
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1975, Pelè in campo a Boston
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1977, l’ultima partita ufficiale
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1996, Pelè con il tedesco Franz Beckendauer
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1998, a Parigi per i mondiali di calcio
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1999, Pelè alle Nazioni Unite insieme con l’allora segretario generale Kofi Annan
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2003, Pelé a Seul per la World Peace King Cup
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2005, Pelè ad una trasmissione TV con Maradona
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2006, Pelè posa vicino al piede di bronzo
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2006, Pelè con Claudia Schiffer alla cerimonia di inaugurazione dei mondiali di calcio a Monaco
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2006, Galà per Pelè a Vienna
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2007, Baci per Pelè a Colonia
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2007, Pelè con Nelson Mandela
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2007
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2008, Pelè con Zlatan Ibrahimovic
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2008, Pelè durante una conferenza stampa a Brasilia
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2008, Pelè posa con una sua caricatura in un hotel di Parigi
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2009, Pelè all’inaugurazione del nuovo Corona Stadium a Torreon, Messico
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2009, Pelé con il presidente brasiliano Lula
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2009, Pelè con Cristiano Ronaldo
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2009, Pelè in festa a Copenhagen per l’ufficializzazione delle Olimpiadi 2016 a Rio De Janeiro
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2010, Pelè, a Rio de Janeiro per presentare i mondiali del Sudafrica, bacia la Coppa del Mondo Fifa
Alzi la mano chi, in un Paese contagiato dalla febbre del pallone, quindi praticamente in tutto il mondo, mai ha provato il colpo da fuoriclasse ispirandosi a Pelè su un prato di periferia, un cortile, un campetto.

1970, Pelè con la Coppa del Mondo a Città del Messico
Per lui si sono sprecate le iperboli. Atleta del secolo (assegnato dal Cio nel 1999), calciatore del secolo (ex aequo con Maradona, che gli anni, 50, li compie il 30 di questo mese) Pelè secondo i brasiliani è la prova dell’immortalità, in quanto figura che sopravviverà a se stessa. ”O rei” è stato, ed è tuttora, con Muhammad Alì, l’atleta più celebre del mondo, famoso nei punti più remoti dell’Asia Minore come nel cuore dell’Africa, nei deserti australiani come nelle grandi capitali.
Nessun altro sportivo ha avuto più spettatori di lui, e la sua faccia è tuttora, molti anni dopo il suo ritiro, tra le più popolari del pianeta. ”Sono conosciuto più di Gesù Cristo”, disse una volta attirandosi critiche: ma non aveva torto. È stato intervistato e fotografato più di qualsiasi altra persona: statisti, divi del cinema e tycoon vari. È stato accolto da ‘Rei’ in 88 nazioni, e ricevuto da 70 premier, 40 capi di Stato e tre Papi. In Nigeria venne dichiarata una tregua di 48 ore ai tempi della guerra con il Biafra perché tutti, da entrambi gli schieramenti, potessero vederlo giocare.
Lo Scià di Persia lo aspettò tre ore in un aeroporto solo per potersi fare una foto con lui, le guardie alle frontiera cinese abbandonarono i loro posti e si spostarono a Hong Kong, attirandosi le ire del regime, solo perché avevano saputo che la Perla Nera si trovava quel giorno nella città-colonia. In Colombia Pelè fu espulso durante una partita, e la folla invase il campo costringendo l’arbitro alla fuga. Il match riprese solo con il ritorno in campo del grande brasiliano, a quel punto la folla tornò disciplinatamente sugli spalti.

(Epa/Marcelo Sayao)
Quando aveva 20 anni in Brasile venne dichiarato ”tesoro nazionale”, e fu quindi proibita la sua cessione all’estero: ci rimase male il presidente dell’Inter Angelo Moratti che sognava di portarlo in nerazzurro e gli aveva fatto offerte molto serie. L’Italia fu anche il primo Paese straniero visitato da Pelè, nel 1958, quando il Brasile si fermò per due amichevoli sulla strada verso i Mondiali di Svezia, ma il timidissimo ragazzino 17enne già stella del Santos (città del litorale paulista che lui rese famosa ovunque) non poté giocare contro Inter e Fiorentina in quanto infortunato.
Pelè è stato immortalato da Andy Warhol nella galleria dei suoi ritratti; Baurù, la città brasiliana dove cominciò a giocare, gli ha dedicato una statua che produrrebbe miracoli (c’è chi sostiene di essere guarito toccandola): cento canzoni narrano la sua leggenda. Iperboli su iperboli, numerose quanto i suoi gol. Ma a ben pensarci tutte insieme non lo raccontano come fa il gesto plastico della rovesciata nel film Fuga per la vittoria.
Figlio d’arte di un calciatore che ebbe poca fortuna, Dondinho, a 70 anni non sa spiegare l’origine del suo soprannome, e in privato, lui che è così popolare e pubblico, regala persino momenti di grande pudore. Intervistato dall’ANSA, una volta prese la cornetta del telefono e disse semplicemente ”Sono Edson, come va?”. Certo poi offre anche qualche legittima pacchianata: l’impianto che gli hanno intitolato in patria a Maceiò si chiama stadio ”O Rei Pele”’ e lui quando va in tribuna in quell’impianto gongola.
Non perde mai il sorriso, è l’uomo-propaganda ideale (ma non ha mai fatto spot per sigarette e alcolici), e per questo ha continuato a guadagnare tanto anche dopo aver smesso di giocare. Per farlo arrabbiare c’è solo un modo: dirgli che Maradona è stato bravo quanto lui. A quel punto risponderà immancabilmente chiedendo quanti gol di testa e di destro ha segnato in carriera il rivale argentino re di Napoli (che con lui peraltro condivide il segno zodiacale, il determinatissimo ed enigmatico scorpione). Per poi aggiungere ”Io ero più completo”, punto e basta, e per una conferma basta chiedere al suo collega Tostao, ora apprezzato giornalista e grande ammiratore di Maradona: ”Effettivamente Pelè era davvero unico, inarrivabile”, risponde ogni volta. ”Quando Pelé giocava e poi si fermava in campo - ha scritto l’altro scrittore Eduardo Galeano - gli avversari si perdevano nei labirinti che le sue gambe disegnavano”. Solo Giovanni Trapattoni ne uscì fuori, ma quel giorno del maggio 1963 a San Siro il n. 10 del Brasile giocò infortunato.
Da politico (è stato ministro dello sport) e soprattutto come padre è stato meno fortunato, per sua stessa ammissione, ma di recente, con il suo carisma, ha vinto l’ennesima partita importante, risultando decisivo, come testimonial, per l’assegnazione delle Olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro, rifacendosi cosi’ di una delusione ”perche’ ho sempre desiderato vincere l’oro dei Giochi e non ci sono riuscito”.
Poco male, nonostante questo primato mancato rimane lo stesso il Mito, quello per cui in Brasile scrivono ancora sui muri ”grazie di essere nato” . E il calciatore di cui, garantiscono dalle spiagge di Copacabana ai palazzetti coloniali di Salvador de Bahia, si parlera’ anche nei secoli a venire.(ANSA).

(Epa/Peter Steffen)
A pochi giorni dall’inizio dei Mondiali di calcio 2010, un viaggio fotografico nel Sudafrica dalla crescente febbre calcistica: l’entusiasmo, il tifo, i colori delle nazionali e il conto alla rovescia verso la cerimonia ufficiale d’apertura della Fifa Worldcup 2010.

(AP Photo/Ricardo Mazalan)

(AP Photo/ Lee Jin-man)
L’appuntamento è per il prossimo venerdì 11 giugno, nello stadio-simbolo di questi mondiali, il Soccer City, dove si svolgerà la partita d’apertuta Sudafrica-Messico, alle 13,30. Anche Nelson Mandela sarò presente alla cerimonia inaugurale: il primo presidente nero del Sudafrica post-apartheid e Premio Nobel per la pace (1993) - che sta per compiere 92 anni e ormai raramente appare in pubblico - sarà presente per circa un quarto d’ora, per salutare i tifosi , ma seguirà poi la partita dalla sua abitazione.
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Bloemfontein
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Soweto
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Pretoria
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Lichtenburg
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Magaliesburg
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Johannesburg
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Johannesburg
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Alexandra
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Johannesburg
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Soweto
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Soweto
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Zakumi, la mascotte
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Città del Capo
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Soweto
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Johannesburg
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Pretoria
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Durban
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(AP Photo/Ricardo Mazalan)

La gioia dei giocatori nerazzurri (AP Photo/Gregorio Borgia)
La gioia dei giocatori, gli abbracci di Moratti ai familiari, il tripudio sugli spalti con lo sventolio dei colori nerazzurri, Mourinho che si infila nel tunnel, Zanetti che porta la coppa sotto la curva e Materazzi che mostra una maglietta con scritta tricolore “nun è successo”, presa in giro per i romanisti: sono alcuni momenti della festa scudetto.
GALLERY: Milano, Piazza Duomo è nerazzurra
GALLERY: L’intervista di Panorama a José Mourinho
Alle 16,53 Morganti decreta la fine di Siena-Inter. Per la quinta volta di fila (la quarta sul campo), i nerazzurri festeggiano il titolo tricolore, il numero 18 della loro storia.
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La gioia dei giocatori nerazzurri
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Massimo Moratti portato in trionfo dai giocatori nerazzurri
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Marco Materazzi, Lucio, Thiago Motta, Esteban Cambiasso e Diego Milito
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Alle 16,53 Morganti decreta la fine di Siena-Inter
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Il capitano argentino dell’Inter Javier Aldemar Zanetti
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L’Inter ha conquistato il suo 18/o scudetto battendo in trasferta il Siena 1-0 e chiudendo a +2 sulla Roma
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Il centrocampista olandese dell’Inter Wesley Sneijder
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Per la quinta volta di fila (la quarta sul campo), i nerazzurri festeggiano il titolo tricolore, il numero 18 della loro storia
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L’autore del gol-vittoria Diego Milito
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L’esito di Inter-Siena si è deciso al 12′ minuto del secondo tempo, quando Materazzi, sbilanciando un avversario, recupera una palla, di testa sulla trequarti senese
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Diego Milito e Marco Materazzi
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Lo sviluppo dell’azione porta ad una percussione di Zanetti che serve Milito: l’argentino fa pochi passi dentro l’area e con un diagonale batte Curci
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La gioia di Massimo Moratti
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Bella la prova dei toscani che hanno messo in difficoltà i nerazzurri, ai quali è bastata una prodezza del solito Diego Milito
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Mourinho festeggia al termine della partita
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Dopo la Coppa Italia vinta a Roma, è il secondo titolo della stagione per l’Inter
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Un gol pesantissimo - il numero 22 della stagione, per l’argentino Milito che lascia cucito sulle maglie nerazzurre il tricolore, il 18/o nella storia dell’Inter
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Julio Cesar
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I giocatori dell’Inter sono scesi in campo per la festa scudetto con la nuova maglia da trasferta che indosseranno la prossima stagione.
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Il presidente dell’Inter Massimo Moratti festeggia con l’autore del gol-vittoria Diego Milito
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È il tripudio sugli spalti, con lo sventolio dei colori nerazzurri
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L’autore del gol della vittoria Diego Milito
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L’autore del gol-vittoria Diego Milito
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L’autore del gol-vittoria Diego Milito
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Esteban Cambiasso
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Esteban Cambiasso e Javier Zanetti
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Marco Materazzi
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Mourinho con Balotelli. Allo stadio di Siena, durante la premiazione per lo scudetto, il tecnico dell’Inter José Mourinho si è mostrato visibilmente commosso, mentre riceveva il tributo e gli applausi di tutti i tifosi
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Il difensore dell’Inter Marco Materazzi | Julio Cesar
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Massimo Moratti, Samuel Eto’o e Thiago Motta
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Il difensore dell’Inter Marco Materazzi
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Ramiro Cordoba
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Il difensore dell’Inter Marco Materazzi | Il capitano Javier Zanetti
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Il trofeo ai tifosi
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Javier Zanetti
Maicon e Samuel si inginocchiano sul campo, Eto’o si ferma sotto uno dei tanti spicchi dell’Artemio Franchi gremiti di sostenitori nerazzurri, gli altri giocatori si abbracciano festanti. E Mourinho? Il tecnico portoghese sparisce dal radar per un po’. Per dieci lunghi minuti l’allenatore si rifugia nel tunnel che collega il parcheggio allo stadio per rientrarvi solo al momento della premiazione, dopo essere stato richiamato.

Mourinho festeggia al termine della partita (Ansa/Giorgio Benvenuti)
Moratti abbandona la tribuna d’onore dopo aver abbracciato moglie, figlio, sorella, Paolillo e Tronchetti Provera. Nel tunnel abbraccia Mourinho, poi va in campo. Il presidente si è soffermato sotto tutti i settori dello stadio in cui erano assiepati dei tifosi nerazzurri. In pratica due terzi di stadio erano appannaggio degli interisti, accorsi in oltre diecimila (e con alcuni che sono rimasti fuori senza biglietto) per l’appuntamento tricolore.
L’apoteosi arriva dopo circa trenta minuti: i giocatori, tutti, vengono chiamati in campo, Arnautovic prende sulle spalle Balotelli e lo porta sul palco: medaglie per tutti, poi la consegna ufficiale del trofeo al capitano Zanetti, ultimo ad arrivare preceduto da Mourinho, ed è festa con i cannoni che sparano in aria coriandoli nerazzurri e dorati.

Massimo Moratti portato in trionfo dai giocatori (AP Photo/Paolo Lazzeroni)
Il tecnico, un po’ come fece nel 2004 dopo il cerimoniale di premiazione della Champions League vinta alla guida del Porto, va direttamente verso i tifosi che lo acclamano a gran voce, senza sottoporsi alla classica foto di rito. Le telecamere evidenziano una lacrima che scende sul volto.
L’altoparlante dello stadio trasmette le note di ‘Pazza Inter amala‘, l’inno ufficiale nerazzurro. (I tifosi del Siena si sono lamentati per questa cosa, ma la società bianconera ha subito fatto presente che era una disposizione precisa della Lega calcio).

Alle 16,53 Morganti decreta la fine di Siena-Inter (AP Photo/Gregorio Borgia)
E tutti i tifosi cantano, ebbri di gioia. Materazzi, come a Roma dopo la finale di coppa Italia, fa toccare la coppa ai sostenitori della curva ospiti; il numero ventitré risponde anche al tormentone dei tifosi romanisti ‘Nun succede, ma se succede’ con una maglietta in cui è scritto ‘nun è successo’. Sneijder e Balotelli si trasformano in animatori sui tabelloni pubblicitari, incitando la folla a cantare e ballare. La festa poi si sposta nei pressi dello stadio, in special modo ai cancelli dello stadio dove decine e decine di sostenitori si accalcano per acclamare i giocatori, che escono indossando ancora la maglietta bianca con il numero 18 usata per la cerimonia di premiazione, e cercare foto ricordo. (ANSA)

Diego Forlan celebra il secondo gol (AP Photo/Matt Dunham)
Ad Amburgo l’Atletico Madrid ha vinto l’Europa League 2010 battendo in finale il Fulham per 2-1 dopo i tempi supplementari. Al 90′ il risultato era stato di 1-1. (ANSA)
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Diego Forlan celebra il secondo gol
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In alto il trofeo
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Il portiere Mark Schwarzer
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La gioia dei vincitori
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Diego Forlan esulta dopo il secondo gol
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Esultanza per il ct Quique Sanchez Flores
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Zoltan Gera e Paul Konchesky
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Gioia spagnola
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L’amarezza di Paul Konchesky
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Il ct Enrique Sanchez Flores
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Zoltan Gera
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La tristezz di Aaron Hughes
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Luis Perea e Sergio Aguero con il trofeo
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Diego Forlan esulta per il primo gol
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Sergio Aguero vs Brede Hangeland
Atletico Madrid-Fulham 2-1 dopo i supplementari (1-1 al 90′) nella finale dell’Europa League 2010.
Atletico Madrid (4-4-2): De Gea; Ujfalusi, Perea, Dominguez, Antonio Lopez; Reyes (33′ st Salvio), Paulo Assuncao, Raul Garcia, Simao (23′ st Jurado); Forlan, Aguero (14′ sts Valera).
All.: Quique Flores.
Fulham (4-4-1-1): Schwarzer; Baird, Hughes, Hangeland, Konchensky; Duff (39′ st Nevland), Etuhu, Murphy (13′ sts Greening), Davies; Gera; Zamora (10′ st Dempsey). All.: Hodgson.
Arbitro: Rizzoli (Ita) Reti: nel pt 32′ Forlan, 37′ Davies; nel sts 11′ Forlan Angoli: 9-2 per l’Atletico Madrid Recupero: 0′ e 2′; 0′ e 2′ Ammoniti: Hangeland, Raul Garcia e Salvio per gioco scorretto, Forlan per comportamento antiregolamentare Spettatori: 55.000. (ANSA)

La gioia dell’Atletico Madrid (AP Photo/Michael Sohn)

Fabio Cannavaro (Foto Ansa)
Trenta giocatori in lizza per il Mondiale, con Giuseppe Rossi dentro, come emerso alla vigilia, e “nessuna sorpresa” come aveva detto ieri Marcello Lippi. Ovvero senza Totti o altri ingressi dell’ultima ora. La Federcalcio ha ufficializzato la pre-lista per Sudafrica 2010, comunicata alla Fifa, e che sarà vincolante per la lista definitiva dei 23 da ufficializzare entro il 10 giugno.
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Fabio Cannavaro
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Gianluigi Buffon
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Morgan De Sanctis
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Federico Marchetti
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Salvatore Sirigu
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Salvatore Bocchetti
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Leonardo Bonucci
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Mattia Cassani
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Giorgio Chiellini
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Domenico Criscito
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Fabio Grosso
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Christian Maggio
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Gianluca Zambrotta
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Mauro German Camoranesi
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Antonio Candreva
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Andrea Cossu
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Daniele De Rossi
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Ivan Gennaro Gattuso
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Claudio Marchisio
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Riccardo Montolivo
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Angelo Palombo
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Simone Pepe
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Andrea Pirlo
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Marco Borriello
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Antonio Di Natale
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Alberto Gilardino
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Vincenzo Iaquinta
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Giampaolo Pazzini
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Fabio Quagliarella
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Giuseppe Rossi
PORTIERI: Gianluigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Federico Marchetti (Cagliari), Salvatore Sirigu (Palermo).
DIFENSORI: Salvatore Bocchetti (Genoa), Leonardo Bonucci (Bari), Fabio Cannavaro (Juve), Mattia Cassani (Palermo), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Genoa), Fabio Grosso (Juve), Christian Maggio (Napoli), Gianluca Zambrotta (Milan).
CENTROCAMPISTI: Mauro German Camoranesi (Juve), Antonio Candreva (Juve), Andrea Cossu (Cagliari), Daniele De Rossi (Roma), Ivan Gennaro Gattuso (Milan), Claudio Marchisio (Juve), Riccardo Montolivo (Fiorentina), Angelo Palombo (Sampdoria), Simone Pepe (Udinese), Andrea Pirlo (Milan).
ATTACCANTI: Marco Borriello (Milan), Antonio Di Natale (Udinese), Alberto Gilardino (Fiorentina), Vincenzo Iaquinta (Juventus), Giampaolo Pazzini (Sampdoria), Fabio Quagliarella (Napoli), Giuseppe Rossi (Villareal)

Andrea Agnelli rinnova il sodalizio Juventus-Agnelli
Una rivoluzione vera e propria, a tutti i livelli. La Juventus volta pagina. La rifondazione prevista dopo i disastrosi risultati di questa stagione, con la scelta di un nuovo allenatore, nuovi ingressi nella struttura dirigenziale e un forte ricambio nella rosa, toccherà anche il vertice societario. Andrea Agnelli sarà il nuovo presidente della società bianconera al posto di Jean-Claude Blanc, in carica dal 27 ottobre scorso.
Andrea Agnelli, figlio di Umberto Agnelli, sarà il 23esimo presidente (in più di 110 anni di storia societaria ci sono stati anche due comitati di gestione) e il quarto “Agnelli” della storia bianconera. Il primo presidente fu Eugenio Canfari, uno dei fondatori.
Da allora le presidenze più significative furono quelle di Giampiero Boniperti, Vittorio Caissotti Chiusano, Umberto e Giovanni Agnelli, fino alle recenti degli anni difficili di Giovanni Cobolli Gigli.
Le riviviamo in questa gallery.
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Juventus, Andrea Agnelli nuovo presidente - Photostory delle guide bianconere
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Andrea Agnelli
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Jean-Claude Blanc
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Giovanni Cobolli Gigli
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Franzo Grande Stevens
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Vittorio Caissotti di Chiusano
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Giampiero Boniperti
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Umberto Agnelli
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Giovanni Agnelli
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Edoardo Agnelli

Ibrahimovic vs Walter Samuel e Javier Zanetti (Epa/Alberto Estevez)
Lavoro di squadra e coraggio da leoni: questi gli ingredienti che hanno mandato in finale di Champions l’Inter, secondo i giocatori.

(AP Photo/Antonio Calanni | Epa/Andreu Dalmau)
”Per la qualità del gioco del Barca era davvero difficile - ha detto Maicon all’uscita dagli spogliatoi -, non c’era niente da fare, potevamo solo difendere”. Per il giocatore ”il Barca ha fatto il suo gioco ma noi abbiamo difeso molto bene”. Da ricordare per Lucio è invece il lavoro di squadra: ”Sapevamo che era molto difficile contro questo Barca e senza un giocatore, ma dopo questa perdita siamo stati più motivati di prima”. Lucio infatti ha detto che dopo il rosso a Thiago Motta ”ci siamo detti tra noi che non potevamo perdere perché la nostra volontà di passare era ancora maggiore”.
GALLERY: Inter in finale di Champions: le foto della gioia nerazzurra
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Bojan dopo il suo fallito colpo di testa, che sfiora il palo
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Il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, stringe la mano al presidente del Barcellona, Joan Laporta, prima della partita
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Mario Balotelli e Davide Santon in panchina prima dell’inzio della partita
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Ibrahimovic vs Walter Samuel e Javier Zanetti
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Xavi Hernandez e Pedro Rodriguez | Sulley Muntari
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Ibrahimovic vs Walter Samuel
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Javier Zanetti
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Il gol annullato di Bojan Krkic | Seydou Keita vs Gabriel Milito
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L’arbitro De Bleckeree ammonisce Thiago Motta
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Daniel Alves
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Josè Mourinho
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Gaby Milito vs Samuel Eto’o Fils
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Il portiere Victor Valdes
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Lionel Messi
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Jose Mourinho
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Lionel Messi vs Cristian Chivu e Lucio | Gerard Pique e Maxwell dopo il gol
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La manata in faccia di Thiago Motta a Busquets
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La manata in faccia di Thiago Motta a Busquets
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La manata in faccia di Thiago Motta a Busquets
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Cartellino rosso per Thiago Motta
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Il centrocampista brasiliano dell’Inter, espulso, si avventa contro Busquets
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Thiago Motta discute con Busquets mentre esce dal terreno di gioco dopo esser stato espulso
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Thiago Motta esce dal campo
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Gli allenatori
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Gabriel Milito vs Samuel Eto’o
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Zlatan Ibrahimovic vs Walter Samuel | Sergio Busquets vs Wesley Sneijder
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Diego Milito vs Xavi Hernandez
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Wesley Sneijder
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José Mourinho parla con il centrocampista del Barcellona, Dani Alves
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Jose Mourinho e Pep Guardiola
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Pep Guardiola
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Gerard Pique vs Diego Milito
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Zlatan Ibrahimovic vs Lucimar Ferreira e Julio Cesar
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Zlatan Ibrahimovic vs Walter Samuel | Seydou Keita vs Diego Alberto Milito
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Lionel Messi
”Per me è stata una grande soddisfazione rimanere a lottare come leoni su questo campo”, ha detto invece Cambiasso all’uscita, che ha continuato: ”Arrivare in finale non è cosa da poco, ma speriamo che non sia questa la partita che rimarrà memorabile ma che quella che si ricorderà nella storia sia quella di Madrid”.

Bojan dopo il suo fallito colpo di testa, che sfiora il palo
”Abbiamo eliminato la migliore squadra”, ha detto invece capitan Zanetti. Per il giocatore l’Inter scesa in campo è stata una squadra ”matura e con personalità, che sapeva che ambiente si sarebbe trovata di fronte ma che si è concentrata sulla partita”. Zanetti si è detto contento perché la squadra ”non ha mollato” in una gara difficile ed ha aggiunto: ”Speriamo che arrivi il successo, manca poco”. (ANSA)

Cristian Chivu e Walter Samuel (AP Photo/David Ramos)
Dopo 38 anni, l’Inter è in finale di Champions League, nonostante la sconfitta 1-0 in casa del Barcellona, allo stadio Camp Nou. Il sogno atteso dai tifosi dell’Inter non si infrange per il gol di Pique’ al 39′ del secondo tempo né per l’espulsione di Thiago Motta nel primo tempo. È il risultato dell’andata, quando i nerazzurri avevano vinto 3-1, a garantirle il ruolo di finalista a Madrid, il prossimo 22 maggio, contro il Bayern Monaco, che ha sconfitto il Lione nell’altra semifinale.
In queste foto, la gioia della squadra nerazzurra dopo il fischio di fine partita.

Jose Mourinho(AP Photo/David Ramos)
”È il momento più bello della mia carriera, più del mio primo campionato vinto, più della Champions col Porto”. Così Josè Mourinho, a Sky, dopo la qualificazione alla finale di Champions. ”Quando qualche illuminato ha pensato di fare quella storia delle maglie del Barcellona, ‘vendiamo cara la pelle’, abbiamo capito la loro paura”. ”Succeda quel che succeda, questi giocatori - ha concluso il tecnico interista - saranno ricordati come gli eroi di Barcellona, anche dai loro nipoti”.
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Cristian Chivu e Walter Samuel
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Wesley Sneijder, Julio Cesar e Ivan Ramiro Cordoba
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Samuel Eto´o | Thiago Motta e Lucio
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Ivan Ramiro Cordoba | Wesley Benjamin Sneijder
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Douglas Sisenando Maicon
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Diego Milito e Samuel Eto’o
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Javier Zanetti, Sulley Muntari, Cristian Chivu e Walter Samuel
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Jose Mourinho
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La gioia della squadra | Marco Materazzi e Javier Zanetti
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Samuel Eto’o Fils
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Esteban Matias Cambiasso
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Diego Milito e Mario Balotelli
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Diego Milito, Julio Cesar e Pedro Rodriguez
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Wesley Sneijder e Esteban Matias Cambiasso
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Diego Milito
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Samuel Eto’o
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Wesley Sneijder
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Lucio
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Lucio e Thiago Motta
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Fine partita
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Javier Zanetti e Diego Milito
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Jose Mourinho
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L’allenatore portoghese dell’Inter, Josè Mourinho, mentre viene fermato dal portiere del Barcellona, Victor Valdes, durante l’esultanza al termine della partita
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L’allenatore portoghese dell’Inter, Josè Mourinho, mentre viene fermato dal portiere del Barcellona, Victor Valdes, durante l’esultanza al termine della partita
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L’allenatore portoghese dell’Inter, Josè Mourinho, mentre viene fermato dal portiere del Barcellona, Victor Valdes, durante l’esultanza al termine della partita
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La delusione del Barcellona
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Gerard Pique con Diego Milito dopo la fine della partita
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La delusione del Barcellona: Bojan Krkic
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La delusione del Barcellona: Zlatan Ibrahimovic | Bojan Krkic
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La delusione del Barcellona: Lionel Messi
GALLERY: Champions League: l’impresa dell’Inter nelle foto più belle

Diego Milito e Mario Balotelli (Daniel Dal Zennaro/Drn)

Esteban Matias Cambiasso (AP Photo/Andres Kudacki)

L'esultanza di Ivica Olic (AP Photo/Lionel Cironneau)
Il Bayern Monaco è la prima finalista della Champions League 2009-2010. I tedeschi passano di forza a Lione con un 3-0 che non esprime a pieno la superiorità mostrata allo Stade de Gerland. È Ivica Olic l’eroe della serata. Sua la tripletta che travolge i padroni di casa, in realtà mai in partita, dominati dal punto di vista tecnico, tattico e caratteriale per tutti i 90 minuti. Il Bayern ha spinto quand’era il momento, passato in vantaggio ha ‘congelato’ il gioco e, quando si è trovato in superiorità numerica (espulso Cris al 15′ della ripresa), è dilagato. Ora aspetta di sapere se l’avversario a Madrid sarà il Barcellona o l’Inter.
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L’esultanza di Ivica Olic
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Arjen Robben festeggia coi compagni di squadra
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Thomas Muller vs Michel Bastos
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Bayern Monaco in festa
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Ivica Olic esulta dopo il gol
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Arjen Robben
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Gioia Bayern
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Ivica Olic e Thomas Mueller
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Supporter del Bayern
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La gioia dei giocatori del Bayern
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Jean II Makoun vs Bastian Schweinsteiger
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Cris espulso
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Bastian Schweinsteiger vs Cesar Delgado
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Ivica Olic vs Cris
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La gioia di Ivica Olic dopo il secondo gol
“Spero che l’Inter e Mourinho si qualificheranno per la finale, ma sono anche legato al Barca. Questa squadra gioca supremamente bene, è il nostro riferimento. Credo però che l’Inter sia una squadra che meglio ci converrebbe”. È il commento di Louis van Gaal, allenatore del Bayern Monaco.
Il capitano Arjen Robben ha dichiarato ai microfoni di Sky che preferirebbe una finale tedesco-italiana perché “stimo molto Mourinho” e gli piacerebbe incontrare il suo amico, e compagno nella Nazionale olandese, Sneijder. (ANSA)

Inter-Atalanta 3-1 (AP Photo/Luca Bruno)
I risultati della 35/a giornata del campionato di calcio di serie A:
Bologna-Parma 2-1
Fiorentina-Chievo 0-2
Genoa-Lazio 1-2
Inter-Atalanta 3-1 (sabato)
Juventus-Bari 3-0
Livorno-Catania 3-1
Napoli-Cagliari 0-0
Palermo-Milan 3-1 (sabato)
Udinese-Siena 4-1
Roma-Sampdoria 1-2
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Bologna-Parma 2-1
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Bologna-Parma 2-1
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Bologna-Parma 2-1
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Fiorentina-Chievo 0-2
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Fiorentina-Chievo 0-2
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Fiorentina-Chievo 0-2
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Genoa-Lazio 1-2
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Genoa-Lazio 1-2
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Genoa-Lazio 1-2
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Inter-Atalanta 3-1
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Inter-Atalanta 3-1
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Inter-Atalanta 3-1
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Juventus-Bari 3-0
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Juventus-Bari 3-0
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Juventus-Bari 3-0
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Livorno-Catania 3-1
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Livorno-Catania 3-1
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Livorno-Catania 3-1
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Napoli-Cagliari 0-0
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Napoli-Cagliari 0-0
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Napoli-Cagliari 0-0
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Palermo-Milan 3-1
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Palermo-Milan 3-1
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Palermo-Milan 3-1
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Udinese-Siena 4-1
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Udinese-Siena 4-1
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Udinese-Siena 4-1
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Roma-Sampdoria 1-2
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Roma-Sampdoria 1-2
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Roma-Sampdoria 1-2
Classifica del campionato di calcio di serie A dopo la 35/a giornata:
Inter 73
Roma 71
Milan 64
Sampdoria 60
Palermo 58
Juventus 54
Napoli 53
Genoa 48
Parma 46
Fiorentina 46
Chievo 44
Bari 43
Udinese 42
Cagliari 42
Catania 40
Lazio 40
Bologna 39
Atalanta 34
Siena 30
Livorno 29

Napoli-Cagliari 0-0 (AP Photo/Salvatore Laporta)
Classifica marcatori della serie A di calcio dopo la 35/a giornata:
25 reti: Di Natale (Udinese-6 rigori).
20 reti: Milito (Inter-4).
17 reti: Miccoli (Palermo-4); Pazzini (Sampdoria-2).
15 reti: Gilardino (Fiorentina-1).
14 reti: Borriello (Milan-1).
13 reti: Matri (Cagliari-3); Vucinic (Roma-2).
12 reti: Barreto (Bari-4); Eto’o (Inter-2); Pato (Milan); Hamsik (Napoli-1); Maccarone (Siena-1).
11 reti: Tiribocchi (Atalanta); Di Vaio (Bologna-1); Floccari (Genoa/Lazio-2); Totti (4-Roma).
10 reti: Pellissier (Chievo); Cavani (Palermo-2).
9 reti: Adailton (Bologna-1); Martinez (1) e Maxi Lopez (Catania); C. Lucarelli (Livorno-3); Ronaldinho (Milan-4); Quagliarella (Napoli); Floro Flores (Udinese).
8 reti: Nene’ (Cagliari-1); Mascara (Catania-4); Balotelli (Inter); Del Piero (Juventus-3); Bojinov (Parma); Cassano (Sampdoria-1).
7 reti: Valdes (Atalanta-2); Jeda (Cagliari-2); Palacio (Genoa); Trezeguet (Juventus); Huntelaar (Milan-1); Lavezzi (Napoli); Calaio’ (Siena).
6 reti: Jovetic (Fiorentina-1); Maicon (Inter); Hernandez (Palermo); De Rossi (Roma); Ghezzal (Siena); Pepe (Udinese).
5 reti: Amoruso (Parma/Atalanta-1); Conti e Lazzari (Cagliari); Morimoto (Catania); Vargas e Marchionni (Fiorentina); Crespo (Genoa/Parma); Biabiany (Parma); Mesto, M.Rossi e Sculli (Genoa); Iaquinta, Amauri e Diego (Juventus-2); Rocchi (Lazio); Seedorf (Milan-2); Maggio (Napoli); Budan (Palermo); Toni, Perrotta e Riise (Roma); Mannini (Sampdoria).
4 reti: Meggiorini e Almiron (Bari); Zalayeta (Bologna); Mutu (Fiorentina); Palladino (Genoa-1); Sneijder (Inter); Chiellini (Juventus); Cruz (Lazio-1); Danilevicius e Tavano (Livorno); Denis (Napoli); Zaccardo e Paloschi (Parma); Brighi (Roma); Vergassola (Siena); Sanchez (Udinese).
3 reti: Ferreira Pinto (Atalanta); Allegretti, Alvarez e Rivas (Bari); Gimenez, Osvaldo (Bologna); Cossu, Dessena e Larrivey (Cagliari); Ricchiuti e Biagianti (Catania); Sardo, Marcolini e Mantovani (Chievo); Santana (Fiorentina); Acquafresca (Atalanta/Genoa-1), Kharja (3), Milanetto (1) e Zapater (Genoa); Pandev, Stankovic e Thiago Motta (Inter); Felipe Melo, Camoranesi (Juventus); Mauri e Zarate (Lazio-1); Nesta (Milan); Pastore e Simplicio (Palermo); Baptista (Roma); Gastaldello (Sampdoria); Suazo (Inter/Genoa).
2 reti: Ceravolo, Chevanton, Doni e Padoin (Atalanta); Castillo, A. Masiello e Ranocchia (Bari); Busce’ e Portanova (Bologna); Astori (Cagliari); Llana (Catania); Abbruscato, Bogdani, De Paula, Pinzi (Chievo); Montolivo, Keirrison e Kroldrup (Fiorentina); Criscito (Genoa); Cambiasso e Samuel (Inter); Candreva, Grosso, Marchisio e Salihamidzic (Juventus); Dias, Lichtsteiner, Kolarov (1) e G.Stendardo (Lazio); Bergvold e Rivas (Livorno); F. Inzaghi e Thiago Silva (Milan); Cigarini e Pazienza (Napoli); Bovo, Kjaer, Nocerino (Palermo); Galloppa, Lanzafame e A. Lucarelli (Parma); Burdisso, Cassetti e Pizarro (1) (Roma); Guberti, Padalino, Semioli, Palombo e Pozzi (Sampdoria); Paolucci e Reginaldo (Siena).
1 rete: Bellini, De Ascentiis, Manfredini e Peluso (Atalanta); Bonucci, Donati, Greco, Koman, Kutuzov, Rivas (Bari); Adailton, Guana, Mudingay e Raggi (Bologna); Biondini, Lopez e Ragatzu (Cagliari); Izco e Spolli (Catania); Bentivoglio, Granoche, Yepes e Rigoni (Chievo); Castillo (Fiorentina/Bari), Babacar, De Silvestri (Fiorentina); Fatic, Biava, Bocchetti, Boakye e Moretti (Genoa); Chivu, Lucio, Mariga, Muntari e Vieira (Inter); Giovinco, Caceres e Legrottaglie (Juventus); Matuzalem e Siviglia (Lazio); Bellucci, Filippini, Miglionico e Pulzetti (Livorno); Ambrosini (Milan); P: Cannavaro, Bogliacino, Campagnaro, Datolo e Rinaudo (Napoli); Bresciano, Balzaretti e Migliaccio (Palermo); Antonelli,Dzemaili, Jimenez, Panucci e Zenoni (Parma); Amoruso (1) (Parma/Atalanta); Okaka, Menez, Mexes e Taddei (Roma); Rossi e Ziegler (Sampdoria); Ekdal, Fini, Larrondo, Rosi e Terzi (Siena); Asamoah, Isla, D’Agostino e Lodi (Udinese).
1 autorete: Zapata (Bologna); Astori (Cagliari); Bocchetti (Genoa). (ANSA)

(Credits: Fabio Ferrari/LaPresse)
Gli insulti ai tifosi che lo avevano fischiato, la maglia gettata a terra mentre i compagni festeggiavano il successo contro il Barcellona, e poi l’aggressione subita da un gruppo di sostenitori nel garage dello stadio: queste tre scene di mercoledì scorso documentano il rapporto ormai ai minimi termini fra Mario Balotelli e l’Inter.
Un rapporto nato sotto i migliori auspici con Roberto Mancini e poi costellato da tanti momenti di dissidio con José Mourinho.
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“È uno dei momenti più difficili della mia vita”
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Balotelli in campo in una foto del 2009
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Una curiosa espressione dell’attaccante
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Inter vs Rubin Kazan, nella Champions League 2009-2010
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Mario Balotelli segna su rigore e zittisce i tifosi della Roma
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Cartellino giallo a Genova, Serie A 2009 2010
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Contro il Chelsea nel 2009 | Allenamenti ad Appiano Gentile
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Semifinale di Coppa Italia 2010 | Con Mourihno
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Quarti di finale Coppa Italia 2009/2010, Inter - Juventus
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Il gesto ai tifosi nella semifinale di Champions League 2010
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Inter vs Rubin Kazan, nella Champions League 2009-2010
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Espulsione agli Europei under 21
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Balotelli gesticola verso i tifosi che lo hanno fischiato
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Striscia lo tenta con la maglia del Milan
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Con la maglia della nazionale italiana under 21 | Il tricolore
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Con Massimo Moratti
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Il gesto del 20 aprile 2010 ai tifosi e l’uscita dal campo senza maglia nerazzurra
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Durante la semifinale di Champions League | Con Samuel Eto’o
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L’attaccante dell’Inter Mario Balotelli cerca di liberarsi dalla marcatura del difensore della Juventus Jonathan Zebina
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Ammonito durante Inter Juventus | Durante un derby Inter-Milan
TUTTI I LITIGI CON MOURINHO E TIFOSI IN 2 ANNI DI INCOMPRENSIONI
DICEMBRE 2008-GENNAIO 2009 - Mourinho è convinto che sia distratto dall’idea di cambiare squadra e lo tiene fuori fino alla chiusura del mercato: ”Allora forse cambierà atteggiamento e tornerà in squadra”.
30 GENNAIO - Dopo giorni di polemiche e pressioni, a fine allenamento Mario scoppia in lacrime dopo aver subito un rimprovero da un compagno di squadra.
9 FEBBRAIO - Fa infuriare il ct dell’Under 21 Casiraghi: dopo una serata in giro per locali di Milano, perde l’aereo e si presenta in ritiro con oltre tre ore di ritardo.
29 SETTEMBRE - Si fa espellere e lascia l’Inter in 10 negli ultimi 33′ della sfida di Champions contro il Rubin. Mourinho si infuria. L’indomani si scusa con i tifosi.
23 OTTOBRE - Mourinho lo bacchetta: ”Mario ha giocato una partita eccezionale” contro il Genoa, ma poi ”ha fatto una settimana di allenamento pessima”.
29 OTTOBRE - Con il Palermo si procura un rigore e pretende di tirarlo al posto di Eto’o. Desiste solo dopo l’intervento di Zanetti ma, quando il camerunense segna, non esulta.
8 NOVEMBRE - Dopo il pari contro la Roma Mourinho lo critica: ”A mio avviso e’ stato vicino allo zero”.
18 NOVEMBRE - ”Tifo Milan” e ”per quest’anno gioco nell’Inter”, confessa ai piccoli pazienti di un ospedale pediatrico milanese. L’Inter non approva e Mourinho critica la gestione del giocatore da parte dei familiari.
29 NOVEMBRE - Convocato, viene mandato in tribuna contro la Fiorentina per un ritardo a un allenamento.

(Credits: Marco Giglio/ANSA)
6 GENNAIO 2010 - In casa del Chievo segna il gol partita ed esce applaudendo sarcasticamente il pubblico che lo ha bersagliato di insulti e ‘buuu’. ”Il pubblico di Verona mi fa sempre più schifo”, dice.
3 FEBBRAIO - Nella ripresa della semifinale di Coppa Italia con la Fiorentina, si ferma in attacco, dolorante. Mourinho gli urla di tornare in difesa visto che i viola battono un calcio d’angolo. Obbedisce gettando a terra i guanti con un gesto di stizza. Due minuti dopo Mourinho lo sostituisce.
16 FEBBRAIO - Va al Meazza per seguire la sfida tra Milan e Manchester United. Qualche settimana prima era allo stadio anche per la partita di coppa Italia fra i rossoneri e il Novara.
L’Inter non gradisce, i tifosi ancora meno.
14 MARZO - Alla vigilia della trasferta contro il Chelsea, reagisce all’enesimo richiamo e litiga furiosamente con Mourinho che lo esclude per motivi disciplinari.
23 MARZO - ‘Striscia la notizia’ lo invita a indossare la maglia del Milan. L’attaccante dice più volte no e lo fa solo quando pensa che le telecamere non ci siano più. Ma di nascosto viene ripreso e le immagini in tv fanno scalpore.
30 MARZO - ”Non sono così stupido da saltare cinque partite, ho ragione e non chiedo scusa”, dice al ‘Chiambretti Night’.
20 APRILE: insulta tutto il Meazza e getta la maglia per terra al termine della gara contro il Barcellona. Parapiglia con i tifosi nel garage dello stadio. (ANSA)

Zanetti & team vs Lionel Messi (AP Photo/Mikhail Metzel - Daniel Ochoa de Olza)
Leo Messi 4 Arsenal 1. È finita così la partita di ritorno dei quarti di finale di Champions che doveva designare
l’avversaria dell’Inter in semifinale, poche ore prima vincente sul CSKA Mosca per 1 a 0. È stato un autentico concentrato di spettacolo che ha mandato in delirio il pubblico del Camp Nou ed esaltato il genio calcistico di un giocatore sempre più simile ad un suo predecessore con la maglia n. 10 ‘blaugrana’, che ora lo allena nella nazionale argentina.
Messi come Maradona, e mai come questa volta non è un paragone azzardato, in attesa che il fuoriclasse della squadra di Guardiola si confermi tale anche con la selezione biancoceleste: l’occasione del Mondiale in Sudafrica e’ troppo ghiotta per lasciarsela scappare.
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Zanetti & team vs Lionel Messi
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Pavel Mamaev
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Mourinho
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Stankovic, Cambiasso e Zanetti
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Mario Balotelli
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Sulley Muntari dell’Inter
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La gioia di Sneijder dopo il gol
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Gioia Inter
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L’espulsione di Stephane Lannoy
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La punizione di Sneijder
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Messi festeggiato dal portiere Valdes
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La gioia di Messi dopo il terzo gol
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Lionel Messi del Barça
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Lionel Messi del Barça
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Zlatan Ibrahimovic del Barça
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Lionel Messi
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L’esultanza del Barça
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Yaya Toure vs Bacary Sagna
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La festa del Barça
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Josep Guardiola, ct del Barça
L’Arsenal, che pure era andato in vantaggio al 19′ pt con il danese Bendtner e non aveva mai fatto ostruzionismo, è esistito soltanto fino al 23′ quando Messi è salito in cattedra, segnando il gol del pareggio con uno splendido tiro di sinistro che ha fatto stropicciare gli occhi agli spettatori. È stato l’avvio di uno spettacolo ancora una volta esaltante, fatto di un calcio e di una manovra corale che diventano piacere per gli occhi, con Messi alla fine quattro volte in gol.
Per il Barcellona non avrebbe potuto esserci modo migliore per prepararsi alla sfida dell’anno, quella di sabato al Bernabeu contro il Real Madrid che vale un campionato.

Lionel Messi (AP Photo/Manu Fernandez)
Ma ciò che è successo ieri sera al Nou Camp non può lasciare tranquilli Mourinho e tutta l’Inter: se il Barcellona, che ieri in attacco ha schierato un tridente formato da tre prodotti del vivaio (Pedro, Messi e Bojan), replicherà a questi livelli ai nerazzurri per raggiungere la finale di Champions servirà davvero un’impresa.
Ma Mou rassicura che ora per i nerazzurri “l’ossessione negativa della Champions non esiste più. Possiamo vincere o non vincere, ma il futuro non sarà mai più lo stesso”. Non ci saranno più Valencia, Villarreal, Manchester, eliminazioni agli ottavi senza quasi combattere. Il successo di Mosca, il quinto consecutivo in Champions - con ‘en plein’ tra ottavi e quarti di finale - non è stato il più difficile: è bastato un gol su punizione dell’olandese Wesley Sneijder al 6′.
Adesso c’è la semifinale, a cui l’Inter torna dopo 7 anni, “con il 50% di possibilità di giocare la finale e il 25% di vincere la Coppa”. Domani è un altro giorno e un’altra partita, filosofeggia Mourinho.

Mourinho (Foto Ansa/EPA/SERGEI ILNITSKY)

Manchester sconfitto (Foto Ansa/EPA/PETER KNEFFEL)
Il primo match dei quarti di Champions League se lo aggiudicano Lione, nella sfida tutta francese contro il Bordeaux, e, un po’ a sorpresa, il Bayern Monaco contro il Manchester United. In attesa che l’unica squadra italiana rimasta in gara, l’Inter, scenda in campo stasera contro il CSKA Mosca.
Nella partita che avvicina all’ultimo atto a Madrid stavolta a vincere all’ultimo secondo è stato il Bayern Monaco, vendicando in piccola parte la beffa atroce del ‘99. La rete al secondo minuto di recupero è del croato Olic e il Manchester United va al tappeto quando già pregustava un pareggio all’Allianz Arena nell’andata dei quarti.
Una sfida che sembrava in discesa per gli inglesi grazie a un gol lampo dell’uomo più atteso, Rooney. E’ il secondo minuto: su una punizione dalla destra Demichelis ‘mascherato’ scivola e si perde l’attaccante dei Red Devils, che insacca di piatto sinistro. Il Bayern sbanda e Rooney potrebbe raddoppiare, poi un paio di occasioni mancate da Olic per i tedeschi, una clamorosa.
Nel secondo tempo il Manchester si difende troppo e i padroni di casa pur non incantando sfiorano il pari. Che arriva al 77′ su punizione di Ribery deviata proprio da Rooney. La stella inglese esce per una distorsione alla caviglia, portato a braccia. Da valutare le sue condizioni.
Dopo aver preso una traversa clamorosa con Vidic all’83′, il Manchester cade al 92′: Olic sorprende Evra in disimpegno sventato in area, gli ruba palla e con freddezza infila di sinistro Van der Saar dopo una finta.
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Manchester sconfitto
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La gioia del Bayern Monaco
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La gioia di Olic del Bayern
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Wayne Rooney e Nemanja Vidic
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Martin Demichelis del Bayern Monaco
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Distorsione alla caviglia per Rooney
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Altintop del Bayern vs Evra del Manchester
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Bayern Monaco vs Manchester United
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La gioia di Olic dopo il gol della vittoria del Bayern
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Bastos del Lyon vs Chalme del Bordeaux
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Govou del Lyon vs Tremoulinas del Bordeaux
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La gioia di Lisandro Lopez dopo il gol
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Jussie del Bordeaux vs Makoun e Reveillere del Lyon
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Gonalons del Lyon vs Gourcuff del Bordeaux
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Lisandro del Lyon vs Sane del Bordeaux
Nell’altra sfida dei quarti grande spettacolo nel derby francese tra Olympique Lione e Bordeaux. Padroni di casa avanti con Lisandro Lopez al 10′ dopo un errore di Ciani, pari del bomber Chamakh quattro minuti dopo. Al 32′ splendida rete di Bastos, brasiliano del Lione: controllo e tiro a rientrare sul secondo palo, alla Grosso nella semifinale mondiale con la Germania. Nella ripresa il terzo gol su rigore ancora di Lopez.
Il Bordeaux ripensa alle tante chance sprecate, tra una settimana non potrà più permetterselo. (ANSA)

La gioia di Lisandro Lopez dopo il gol (Foto Ansa/EPA/GUILLAUME HORCAJUELO)

Napoli-Catania 1-0 (ANSA/ CIRO FUSCO)
Questi i risultati degli incontri giocati nella trentunesima giornata del campionato di Serie A, la dodicesima del girone di ritorno:
Chievo-Parma 0-0.
Fiorentina-Udinese 4-1 (36′ Vargas/F, 41′ Pepe/U, 55′ Gilardino/F, 68′ Santana/F, 84′ Jovetic/F).
Juventus-Atalanta 2-1 (30′ Del Piero/J, 45′ Amoruso/A, 82′ Felipe Melo/J).
Livorno-Bari 1-1 (24′ Allegretti/B, 85′ Tavano/L).
Napoli-Catania 1-0 (51′ Cannavaro/N).
Sampdoria-Cagliari 1-1 (48′ Guberti/S, 81′ Nenè/C).
Siena-Genoa 0-0.
Milan-Lazio 1-1 (18′ Borriello su rigore/ 32′ Lichtsteiner).
Roma-Inter 2-1 (17′ De Rossi/R, 66′ Milito/I, 73′ Toni/R).
Palermo-Bologna 3-1 (10′, 43′ rig. e 79′ Miccoli/P, 38′ Adailton/B).
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Chievo-Parma 0-0
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Chievo-Parma 0-0
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Fiorentina-Udinese 4-1
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Fiorentina-Udinese 4-1
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Juventus-Atalanta 2-1
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Juventus-Atalanta 2-1
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Livorno-Bari 1-1
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Livorno-Bari 1-1
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Napoli-Catania 1-0
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Napoli-Catania 1-0
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Sampdoria-Cagliari 1-1
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Sampdoria-Cagliari 1-1
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Siena-Genoa 0-0
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Siena-Genoa 0-0
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Milan-Lazio 1-1
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Milan-Lazio 1-1
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Roma-Inter 2-1
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Roma-Inter 2-1
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Palermo-Bologna 3-1
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Palermo-Bologna 3-1
Classifica del campionato di calcio di serie A dopo tutte le partite della 31/a giornata:
Inter 63
Roma 62
Milan 60
Palermo 51
Napoli 48
Juventus 48
Sampdoria 48
Fiorentina 44
Genoa 44
Bari 43
Parma 42
Cagliari 40
Chievo 38
Catania 35
Bologna 35
Lazio 33
Udinese 32
Atalanta 28
Siena 26
Livorno 25

Siena-Genoa 0-0 (ANSA / MAURIZIO DEGL’INNOCENTI)