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calcio

Lionel Messi dopo il gol (AP Photo/Manu Fernandez)
Stracciando lo Stoccarda per 4-0 - con un Messi stellare, autore di una doppietta e di pregevoli assist - un Barcellona ‘galactico’ si è qualificato per i quarti di finale di Champions League, facendo valere tutto il prestigio del suo blasone e l’orgoglio di detentore del titolo.
Zlatan Ibrahimovic è stato spettatore dalla panchina fino a metà ripresa per scelta tecnica di Pep Guardiola.
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Lionel Messi dopo il gol
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La gioia del Barcellona dopo il secondo gol
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Lionel Messi festeggia il secondo gol personale
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Lionel Messi
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La gioia dopo il gol
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Zlatan Ibrahimovic
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Messi in azione
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La gioia dopo il gol di Messi
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Bojan Krkic dopo il gol
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Lionel Messi dopo il gol
Dopo l’1-1 dell’andata in Germania, i blaugrana, andati in rete anche anche con Pedro e Krkic, hanno così evitato alla Spagna la vergogna di ‘zero squadre’ ai quarti della massima competizione europea, dopo l’eliminazione del Real Madrid ad opera del Lione e del Siviglia da parte del Cska Mosca.
Il fiasco sarebbe stato ancor più clamoroso in quanto quest’anno la finale di Champions si giocherà al Madrid, nel mitico Santiago Bernabeu, il 22 maggio prossimo. E, appunto, il Barca è detentore del titolo.

La gioia dopo il gol di Messi (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
Insieme al Barcellona, è stato il Bordeaux a completare il quadro delle squadre qualificate ai quarti di finale di Champions League eliminando ieri sera l’Olympiakos Pireo.
Domani i sorteggi.

Tonino Carino da Ascoli (Foto Ansa)
Era stato uno dei protagonisti del grande teatrino di 90° Minuto, la storica trasmissione della Rai che portava nelle case degli italiani i gol del campionato di calcio, condotta da Paolo Valenti. “Tonino Carino da Ascoli” era il suo saluto inconfondibile, in un programma che vedeva altre figure indimenticabili di giornalisti-personaggi come Luigi Necco da Napoli, Cesare Castellotti da Torino, Marcello Giannini da Firenze e Giorgio Bubba da Genova, per dirne solo alcuni.
Carino se n’è andato ieri sera nella sua casa di Ancona, a 65 anni. Da tempo era malato. Nato ad Offida, in provincia di Ascoli Piceno, aveva legato il suo nome proprio all’Ascoli del presidente Costantino Rozzi, un’altra icona di un calcio che non c’è più.
Carino aveva cominciato la sua carriera al Corriere Adriatico, poi era entrato in Rai, nella sede regionale di Ancona, dove era stato anche caporedattore dal 1991 al 2002. Di recente era andato in pensione, ma aveva continuato ad essere ospite di trasmissioni sportive come Quelli che il calcio.
I funerali di Tonino Carino si terranno domani nel Duomo di Ascoli Piceno, alle 14:30.
A lui e ai volti storici di 90° minuto, molti televisivamente nati nella celebre trasmissione, dedichiamo questa gallery fotografica.
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Tonino Carino da Ascoli
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Tonino Carino da Ascoli
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Tonino Carino da Ascoli
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Donatella Scarnati da Roma
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Beppe Viola da Milano
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Franco Costa da Torino e da Milano
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Luigi Necco da Napoli e da Avellino
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Roberto Scardova da Bologna e da Cesena
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Puccio Corona da Catania
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Lamberto Sposini da Perugia
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Riccardo Cucchi da Campobasso
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Giampiero Galeazzi da Roma
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Jacopo Volpi da Roma
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Marco Franzelli da Roma
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Fabrizio Maffei da Roma

In vista della prossima FIFA WORLD CUP 2010, Adidas ha progettato un kit per la personalizzazione delle uniformi, con un’ampia scelta di tecnologie per l’abbigliamento, per rispondere alle richieste specifiche dei singoli giocatori ed alle più svariate condizioni atmosferiche che possono caratterizzare il clima del Sudafrica nel corso del mese di giugno.
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Sudafrica
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Spagna
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Messico
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Giappone
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Francia
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Argentina
I giocatori avranno la possibilità di selezionare 22 possibili varianti, alla ricerca della migliore combinazione di tecnologia, vestibilità e comfort in tutte le condizioni atmosferiche.
Il design è ispirato alle tradizioni proprie di ciascun Paese: dagli 11 fii che rappresentano le 11 tribù del Sudafrica a La Furia Roja, il rosso brillante ispirato alla divisa vincente della Spagna degli anni ’80, offrendo ai giocatori uniformi che esaltano spirito patriottico e caratteristiche iconiche di ciascuna squadra.
Sono 12 le squadre sponsorizzate da Adidas ad essersi qualificate per il più importante evento calcistico al mondo, che avrà luogo in Sudafrica tra l’11 giugno ed il 12 luglio 2010: oltre alla squadra ospite, l’Argentina, la Francia, la Grecia, il Messico, la Germania, la Danimarca, la Nigeria, il Paraguay, il Giappone, la Spagna e la Slovacchia possono già prenotare i propri biglietti per la Rainbow Nation.
Vedi anche:
Coverciano, presentata maglia degli azzurri per i Mondiali
Nike: ecco le maglie ecologiche dei Mondiali 2010

Ultimi ritocchi allo stadio di Johannesburg
(ANSA) - Un annuncio solenne quello di oggi della Fifa, e non casuale, a cento giorni esatti dall’apertura del sipario: il Sudafrica è pronto. Il conto alla rovescia per il Mondiale entra dunque nella sua fase calda.

Lo stadio Moses Mabhida di Durban (AP Photo/Denis Farrell)
”Nessun dubbio” sull’organizzazione del torneo in programma dall’11 giugno all’11 luglio. Il presidente della Federazione internazionale Sepp Blatter lancia da Durban la sua benedizione al torneo, fugando gli ultimi dubbi su una competizione difficile che fino a qualche mese fa sembrava un’impresa quasi impossibile. E invece, ancora una volta, la Fifa ha compiuto un altro miracolo.
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Ultimi ritocchi allo stadio di Johannesburg
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Veduta aerea dello Stadio di Città del Capo
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Lo stadio Moses Mabhida di Durban
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Lo stadio di Johannesburg
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Veduta aerea dello stadio di Città del Capo
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Lo stadio Royal Bafokeng di Rustenburg
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Lo stadio di Città del Capo
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Lo stadio Peter Mokaba di Polokwane
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Collaudi allo stadio di Città del Capo
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Lo stadio Ellis Park di Johannesburg
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Un operaio al lavoro
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Operai al lavoro
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Ultimi lavori per lo stadio di Città del Capo
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Ultimi lavori per lo stadio di Città del Capo
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Ultimi lavori per lo stadio di Città del Capo
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Ultimi lavori per lo stadio di Città del Capo
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Port Elizabeth
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Lo stadio Mbombela in costruzione
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I lavori per lo stadio di Città del Capo, nel luglio 2009
La prima Coppa del mondo nel continente africano comincerà venerdi’ 11 giugno a Johannesburg con la partita Sudafrica- Messico, e terminerà domenica 11 luglio con la finale, sempre nel nuovo stadio Soccer City della stessa città.

Un operaio al lavoro (EPA/NIC BOTHMA)
La Fifa ha appena concluso un’ispezione dei dieci stadi (cinque nuovi e altrettanti ristrutturati) in cui si giocheranno le 64 partite del torneo. Otto di essi sono stati completati e vi si è già giocato. Per il principale, il Soccer City di Johannesburg (95mila posti), occorrono ancora lavori di sistemazione all’esterno (parcheggi, vie d’accesso, ecc.); mentre quello di Nelspruit (est) ha problemi di manto erboso, che però - assicura la Fifa - saranno risolti in tempo.

Ultimi lavori per lo stadio di Città del Capo (EPA/JON HRUSA)
Per costruire o rinnovare gli stadi, ammodernare gli aeroporti, migliorare la rete stradale e incrementare le forze di polizia in vista dei Mondiali il Sudafrica ha speso 33 miliardi di rand (circa 3,2 miliardi di euro).

(AP Photo/Lefteris Pitarakis)
(ANSA) - Brasile, Inghilterra e non solo: Londra ha ospitato ieri pomeriggio la presentazione delle maglie per il Mondiale - al via il prossimo 11 giugno - di due delle favorite per la vittoria finale a Sudafrica 2010 e della seconda divisa di altre otto squadre partecipanti (Olanda, Portogallo, Usa, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda, Serbia e Slovenia).
La novità proposta dalla Nike è il materiale ecocompatibile. Si tratta, infatti, di maglie in poliestere riciclato, ottenuto da bottiglie di plastica altrimenti destinate alla discarica. Ciascuna maglia è stata prodotta grazie all’utilizzo di otto bottiglie.
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Presentate oggi a Londra
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Nani, Alexandre Pato, Jermaine Jenas e Edson Braafheid presentano le maglie ufficiali dei mondiali di calcio
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Nani con la maglia portoghese
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Clint Dempsey con la maglia USA
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Alexandre Pato con la maglia brasiliana
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Presentate a Londra
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La maglia gialla del Brasile
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La maglia blu del Brasile
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Un momento della presentazione
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Cristiano Ronaldo presenta anche la Nike Mercurial Vapour Superfly II
Complessivamente, saranno riutilizzate 13 milioni di bottiglie di plastica in poliestere riciclato al 100%, pari a circa 254 tonnellate di rifiuti altrimenti destinati alla discarica, sufficienti a coprire piú di 29 campi da calcio; se messe in fila, coprirebbero oltre 3.000 chilometri, all’incirca l’intera costa del Sud Africa.
Nike ha utilizzato bottiglie di plastica prelevate da discariche giapponesi e taiwanesi, fuse insieme per produrre filati che, a loro volta, sono stati convertiti in tessuto. Questo processo permette di risparmiare materie prime e di ridurre il consumo di energia fino al 30% rispetto alla produzione con poliestere vergine.
Presentata da Cristiano Ronaldo anche la scarpa da calcio Nike Mercurial Vapor Superfly II - che l’attaccante di Real Madrid e Portogallo userà ai prossimi Mondiali - dotata di un sistema di trazione che si modifica a seconda del terreno di gioco.

L'allenatore dell
Terzo pareggio consecutivo per i neroazzurri nel secondo anticipo della venticinquesima giornata di campionato di serie A: Inter - Sampdoria si conclude con un pareggio 0 a 0.
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L’allenatore dell’Inter Josè Mourinho
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Diego Milito vs Stefano Lucchini
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Wesley Sneijder vs Angelo Palombo
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Dejan Stankovic vs Giampaolo Pazzini
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Samuel Eto’o
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L’arbitro Paolo Tagliavento espelle Ivan Cordoba
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L’attaccante dell’Inter Samuel Eto’o a terra | L’arbitro Paolo Tagliavento
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Samuel Eto’o ammonito
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Il giocatore dell’Inter Walter Samuel lascia il campo dopo essere stato espulso
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Wesley Sneijder vs Giampalo Pazzini
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Protesta dei tifosi nerazzurri contro l’arbitraggio della terna guidata da Tagliavento
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L’arbitro di Inter-Sampdoria, Tagliavento
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Samuel Eto’o, Lucio e Javier Zanetti protestano con l’arbitro Tagliavento
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L’attaccante dell’Inter Mario Balotelli in tribuna
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L’allenatore della Sampdoria Luigi Del Neri
(ANSA) - Il finale di primo tempo è stato convulso, con l’allenatore nerazzurro José Mourinho che, a favore delle telecamere, ha incrociato i polsi mimando le manette, dopo che l’arbitro aveva espulso Samuel e ammonito Cordoba e poco prima che il difensore colombiano rimediasse il secondo cartellino giallo lasciando i suoi in 9. La gara si é infiammata quando Samuel, già ammonito, al 31′ si è visto sventagliare dall’arbitro Tagliavento il cartellino rosso diretto per una gomitata al s ampdoriano Pozzi.
Lo stesso provvedimento voleva al 35′ la panchina interista per uno sgambetto ai danni di Lucio di Pazzini, solo ammonito. Le immagini hanno ripreso anche la furia di Muntari, appena sostituito, contenuto da uno degli assistenti di Mourinho. Pochi istanti dopo, al 38′, Cordoba, ha rimediato la seconda ammonizione per un fallo ai danni di Pozzi.
Allenatore e giocatori dell’Inter, secondo quanto si apprende, manterranno il silenzio stampa fino alla conferenza stampa alla vigilia della partita di Champions League contro il Chelsea di mercoledì.
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Inter - Sampdoria 0-0 (0-0).
Inter (4-3-1-2): Julio Cesar 6.5, Maicon 6, Cordoba 5.5, Samuel 5, Zanetti 6, Stankovic 6.5, Cambiasso 6, Muntari 5.5 (35′ st Lucio 6), Sneijder 7 (36′ st Thiago Motta sv), Milito 6.5 (26′ st Pandev 6), Eto’o 6.5. (1 Toldo, 17 Mariga, 15 Khrin, 7 Quaresma). Allenatore: Mourinho 6.5.
Sampdoria (4-4-2): Storari 6.5, Zauri 6, Lucchini 5.5, Gastaldello 6, Ziegler 5.5, Semioli 6 (36′ st Padalino sv), Palombo 6, Poli 6.5 (34′ st Tissone sv), Guberti 5.5 (11′ st Mannini 5.5), Pozzi 6, Pazzini 5.5. (21 Guardalben, 5 Accardi, 13 Rossi, 11 Scepovic). Allenatore: Del Neri 6.
Arbitro: Tagliavento di Terni 6.
Angoli: 5-4 per l’Inter.
Recupero: 2′ e 4′.
Espulsi: Samuel per gioco falloso, Cordoba e Pazzini per doppia ammonizione.
Ammoniti: Samuel, Cordoba, Pozzi, Lucchini, Pazzini per gioco falloso; Eto’o per comportamento non regolamentare.

La squadra in festa (AP Photo/Rebecca Blackwell)
Dominare nel proprio continente ma non riuscire mai, Italia ‘90 a parte, a qualificarsi per il Mondiale. È la maledizione che da tanti anni perseguita i Faraoni dell’Egitto, che per la terza volta consecutiva, e la settima in totale, hanno vinto la Coppa d’Africa. Record anche per il capitano Ahmed Hassan, che ha vinto la sua quarta Coppa personale.
È stato un torneo bagnato dal sangue della delegazione del Togo assalita dai guerriglieri angolani, e macchiato dal comportamento dei dirigenti della confederazione calcistica africana, capaci di escludere i togolesi dalle prossime due edizioni del torneo per ingerenze politiche soltanto perché la squadra aveva accolto l’invito del Premier Gilbert Houngbo ed era tornata a casa ritirandosi dalla competizione.
Nonostante tutto questo, e tenendo conto che forse, dopo tre morti, non si sarebbe dovuto giocare, l’Egitto ha vinto con pieno merito, facendo meno del Ghana nella finale odierna condizionata dal caldo ma sfruttando meglio le occasioni avute a disposizione.
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La squadra in festa
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Il capitano Ahmed Hassan, con Essam El Hadary, impugnano la Coppa d’Africa
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Agyemang Opoku (Ghana) vs Ahmed Al Muhamadi (Egitto)
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Un tifoso del Ghana durante la partita
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Mohamed Zidan (Egitto) vs Hans Sarpei (Angola)
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Anthony Annan (Ghana)
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Un tifoso
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Dede Ayew (Ghana)
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Tifosi egiziani seguono la partita da un televisore
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Asamoah Gyan (Ghana) vs Wael Gomaa (Egitto)
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Un tifoso durante la partita
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Mohamed Zidan sul campo da gioco, avvolto da una bandiera egiziana
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Tifosi
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Mohamed Zidan (Egitto) vs Anthony Annan (Ghana)
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Un tifoso egiziano
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Kwadwo Asamoah (Ghana)
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La squadra in festa dopo la vittoria
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La squadra in festa dopo la vittoria
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Un momento della cerimonia di chiusura
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I tifosi per strada dopo la vittoria dell’Egitto
A 5 minuti dalla fine, Gedo (entrato al 70′ al posto dello spento Moteb) si è inventato la giocata decisiva, entrando in area dalla sinistra dopo uno scambio con Zidan e battendo senza scampo, con un tiro ‘incrociato’ il portiere ghanese Kingston. È stato il quinto gol di questo attaccante che aveva appreso della sua convocazione da un sito internet, ma che poi e’ riuscito ad essere sempre determinante pur entrando ogni volta a match iniziato.
L’Egitto, la cui esperienza ha prevalso sulla gioventù del Ghana (in campo le ‘Black Stars’ si sono presentate con cinque campioni del mondo Under 20 e sei giocatori nati dopo il 1988), ha terminato la Coppa d’Africa senza mai perdere, e a confermare questa superiorità nel continente c’è anche il fatto che è imbattuto da 19 partite in questa competizione, come dire che è il padrone dell’Africa.
Solo la sfortuna, sotto forma di uno spareggio in condizioni ambientali difficili contro l’Algeria (qui strapazzata per 4-0 in semifinale), l’ha privato della soddisfazione di giocare il primo mondiale disputato nel suo continente. A Zidan invece, a fine partita, è stato impedito da forze di sicurezza e volontari di andare sotto il settore dov’erano i tifosi egiziani per festeggiare. Il giocatore si è notevolmente arrabbiato, c’è stato anche un accenno di rissa, poi la confusione ha regnato sovrana, mentre alcuni calciatori dell’Egitto erano ancora impegnati a pregare dopo essersi inginocchiati con la fronte a terra.
(ANSA)

Un'espressione di sconforto del couch esonerato
Alla fine il momento dell’addio è arrivato. Dopo la nona sconfitta nelle ultime dodici partite è arrivato l’esonero e il buon Ciro Ferrara lascia la sua Juve, pronosticata a inizio stagione come squadra anti-Inter e invece ora sesta in campionato, fuori dalla Champions League e ieri eliminata anche dalla Coppa Italia (proprio dall’Inter).
All’ex calciatore bianconero succede Zac, Alberto Zaccheroni, già ct di Lazio, Milan e Inter. La sua ultima panchina era stata proprio a Torino, ma per i granata, nella stagione 2006-2007, dove era stato esonerato e sostituito con Gianni De Biasi.
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La Juventus ha sollevato dall’incarico l’allenatore Ciro Ferrara
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Un’espressione di sconforto del couch esonerato
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Il quarto allenatore in 3 anni
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Dopo Deschamps e Ranieri, ora è il turno di Ferrara
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L’alibi dei tanti infortuni non basta
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Un’agonia prolungata: esonerato dopo un mese di “panchina”
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La disfatta bianconera
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Alberto Zaccheroni, il nuovo couch

Andrea Coda vs Filippo Inzaghi (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)
Incassata
la sconfitta nel derby, il
Milan non riesce a rialzare la testa, cede in casa ad una buona
Udinese e dice addio - al termine di una gara contratta e ben poco brillante - alla possibilità di approdare alle semifinali di Coppa Italia. Nel gelo di San Siro -
poco più di 5.000 gli spettatori presenti - i rossoneri mettono in scena una recita senza nerbo e senza spunti in una serata che ha visto
Leonardo ricorrere in maniera massiccia al tur-over.
In porta
fa il suo esordio stagionale Christian Abbiati - fermo dallo scorso marzo - mentre al centro della difesa si muovono Kaladze e Bonera, affiancati sa Zambrotta, al rientro dopo un lungo stop. In avanti - supportata da Di Gennaro - spazio alla coppia Inzaghi-Huntelaar a impensierire
una Udinese più che offensiva, schierata da De Biasi con uno spavaldo 4-3-3.
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Andrea Coda vs Filippo Inzaghi
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Marek Jankulosvski vs Alexis Sanchez
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Antonio Floro Flores e Kakha Kaladze | Alexis Sanchez vs Luca Antonini
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Gokhan Inler vs Marco Borriello
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Giovanni Pasquale vs Gianluca Zambrotta
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Klaas-Jan Huntelaar in azione
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L’allenatore del Milan, Leonardo, durante la partita
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L’allenatore dell’Udinese, Gianni De Biasi, durante la partita
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La delusione dei giocatori del Milan al termine della partita
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L’esultanza di Gökhan Inler e Gaetano D’Agostino dopo il gol
In un
avvio al piccolo trotto per entrambe le formazioni è l’Udinese a fare qualcosa in più: tentativo di affondo di Floro Flores dopo una manciata di minuti, tiro da fuori area di Inler, controllato senza affanni da Abbiati al 10′ e due conclusioni di Di Natale e D’Agostino sventate in angolo dal portiere milanista.
Campanelli d’allarme, unitamente ad un palo colpito da Sanchez, che svegliano il Milan: prima è Jankulovski a colpire da fuori costringendo Handanovic in angolo e poi Flamini, con una sventola, a far fare gli straordinari al portiere sloveno.
Squilli che non impensieriscono, però l’Udinese, vicina al gol con una incursione di Floro Flores murata da Abbiati.
Nella ripresa, con Pirlo a sostituire uno spento Di Gennaro il Milan prova a prendere il comando del centrocampo ma
è l’Udinese a segnare con Inler che sfrutta a dovere, di piatto destro, una incursione in area di Sanchez.
Caricata dal vantaggio, la squadra di De Biasi continua a spingere - grazie alla verve in avanti di Di Natale e di un vivacissimo Floro Flores - incurante delle mosse di Leonardo che sostituisce uno spaesato Huntelaar con Borriello. L’ingresso dell’ex genoano non sortisce gli effetti sperati:
l’unico a prendersi l’applauso convinto del Meazza è il giovane Verdi che prova a spaventare Handanovic da fuori area.
Troppo poco per tentare una rimonta innanzi ad una Udinese intraprendente che si muove con sagacia e affonda più volte, con facilità, in una
difesa arrendevole e dalle maglie sin troppo larghe.
Quanto basta, ad ogni modo, per salutare uno degli obiettivi dell’annata e mettersi a pensare, sin da ora, alla sfida con il Manchester, in Champions League. Vero e proprio crocevia di una stagione avviata in sordina ed esplosa con quell’allegria e quel divertimento portati da Leonardo e dal suo modulo 4-2-fantasia da lucidare con cura, nelle prossime settimane, per lanciare la sfida a sir Alex Ferguson e a suoi Diavoli Rossi.
(ANSA)

Filippo Inzaghi vs Matteo Centurioni (AP Photo/Antonio Calanni)
Il
Milan si è qualificato per i quarti di finale della Coppa Italia, battendo oggi il
Novara negli ottavi con un 2-1.
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Filippo Inzaghi vs Matteo Centurioni
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I saluti prima della partita
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Inzaghi con i compagni di squadra
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Dopo il gol dell 1-1
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Davide Di Gennaro vs Filippo Porcari
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Pablo Andres Gonzalez vs Kakha Kaladze
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L’esultanza dei tifosi del Novara per il gol dell’1-1
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La delusione dei tifosi del Novara per il gol del 2-1
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Leonardo
Milan (4-3-1-2): Storari 6, Bonera 5.5 (1′ st Abate 6), Kaladze 5, Favalli 6, De Vito 5.5, Flamini 6.5, Ambrosini 6, Jankulovski 6, Di Gennaro 5 (20′ st Verdi 6), Inzaghi 7, Huntelaar 5 (12 Abbiati, 33 Thiago Silva, 77 Antonini, 8 Gattuso, 17 Zigoni). All.: Leonardo 6.5.
Novara (4-3-1-2): Fontana 7, Cossentino 5.5, Centurioni 6.5, Ludi 6.5 (28′ st Lisuzzo 6), Gheller 6, Shala 6, Porcari 5.5, Tombesi 6 (34′ st Vicentini sv), Rigoni 6 (38′ st Motta sv), Bertani 6, Gonzalez 7. (12 Ujkani, 14 Evola, 16 Ledesma, 18 Rubino). All.: Tesser 6.5.
Arbitro: Candussio di Cervignano del Friuli 5.
Reti: nel pt 12′ Inzaghi; nel st 1′ Gonzalez, 36′ Flamini.
Angoli: 10-4 per il Milan.
Recupero: 0′ e 3′.
Ammoniti: nessuno.
Spettatori: 15.061.
I GOL - 12′ pt : con un gran lancio Bonera trova Inzaghi, che stoppa di petto, controlla e di sinistro, grazie a una deviazione di Cossentino, trova una parabola che si infila nell’angolo opposto.
- 1′ st: Gonzalez riceve palla appena dentro l’area, fronteggia Kaladze e trova un sinistro molto angolato su cui Storari non arriva.
- 36′ st: Mentre il Novara protesta per un fallo al limite dell’area rossonera, Flamini parte palla al piede e dai 25 metri scocca un destro nell’angolo dove Fontana non puo’ arrivare.
(ANSA)

Senza guardare al passato
Roberto Mancini, nuovo allenatore del Manchester City, fissa nella qualificazione in Champions League l’obiettivo da qui a fine maggio, in una conferenza stampa di debutto inizialmente un po’ tesa.
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Rifiutate quattro proposte
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Inglese non oxofordiano
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Amante del calcio inglese
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Lavoro per vincere sempre
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Peccato per Hughes
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Senza guardare al passato
A Manchester non è piaciuta la repentina virata imposta dallo sceicco Masour che ha silurato senza complimenti Mark Hughes per far posto al tecnico italiano. E nel primo incontro pubblico la stampa locale si scatena contro l’amministratore delegato del City, Garry Cook, seduto al fianco di un Mancini in evidente imbarazzo. ”Mi dispiace per Hughes ma sono cose che succedono nel nostro mestiere. Non voglio fare altri commenti ma pensare solo ad allenare”, il suo laconico commento.
Le polemiche che hanno accompagnato il suo arrivo non lo spaventano: “Ho resistito quattro anni sulla panchina dell’Inter, un vero record, sono vaccinato”.
Dopo il controverso addio all’Inter, maggio 2008, per il primo anno Mancini ha preferito non allenare, girando per l’Europa e studiando calcio. Negli ultimi mesi ha trascorso lunghi periodi a Londra per perfezionare l’inglese e ammirare da vicino il calcio che più lo attrae. ”Ho ricevuto quattro proposte, ma ho preferito declinarle perché aspettavo una chiamata dalla Premier League. Due settimane fa ho cenato a Londra con Khaldoon al-Mubarak (presidente del City) e lo sceicco Mansour (proprietario del club), ma non avevamo parlato del mio ingaggio. Solo dopo la sconfitta di settimana scorsa contro il Tottenham il City mi ha richiamato e ora non vedo l’ora di cominciare”. A partire da sabato, Boxing Day, quando esordirà allo stadium of Manchester City ospitando lo Stoke.

(AP Photo/Gero Breloer)
”Robert si è suicidato alle sei di questo pomeriggio, lo posso confermare”: lo ha detto all’agenzia tedesca Sid l’amico e consigliere di Robert Enke, confermando la morte del portiere dell’Hannover e della nazionale tedesca e l’ipotesi già avanzata dalla polizia.
Enke, che aveva 32 anni, lascia la moglie ed una bambina di otto mesi, adottata lo scorso mese di maggio, tre anni dopo la scomparsa della loro figlia di due anni, morta per una malattia cardiaca. Continua