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Cina

(Lapresse)
Una squadra speciale della polizia cinese, tutta al femminile, è impegnata nel pattugliamento delle strade della popolosa città di Chengdu, capoluogo della provincia sud-occidentale cinese del Sichuan. Le 30 donne poliziotto che compongono la squadra hanno un’età media di 24 anni e sono state dotate di anfibi, giubbotti antiproiettile, pistole QSZ-92 nel fodero e fucili d’assalto QZB-95 tra le mani.
Dodici delle poliziotte della squadra sono fresche di addestramento: reclutate a gennaio, hanno da poco completato ufficialmente il loro addestramento che le ha viste quotidianamente impegnate per 10 mesi: 5 km di corsa al giorno, esercitazioni pratiche di combattimento corpo a corpo e arrampicata, e lezioni di tattica militare.
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Una squadra speciale della polizia cinese, tutta al femminile, è impegnata nel pattugliamento delle strade della popolosa città di Chengdu
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Chengdu è il capoluogo della provincia sud-occidentale cinese del Sichuan
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Le 30 donne poliziotto che compongono la squadra hanno un’età media di 24 anni
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Sono state dotate di anfibi e giubbotti antiproiettile
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Pistole QSZ-92 nel fodero e fucili d’assalto QZB-95 tra le mani
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Dodici delle poliziotte della squadra sono fresche di addestramento
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Reclutate a gennaio, hanno da poco completato ufficialmente il loro addestramento
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L’addestramento è durato 10 mesi
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Durante l’addestramento, 5 km di corsa al giorno
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Esercitazioni pratiche di combattimento corpo a corpo e arrampicata, e lezioni di tattica militare

Già accusato di evasione fiscale, più che mai nel mirino delle autorità cinesi, l’artista cinese Ai Weiwei aveva annunciato venerdì di essere sotto inchiesta, con il suo assistente Zhao Zhao, per pornografia: la pietra dello scandalo, una vecchia foto - dal titolo ”Una tigre, otto seni”- in cui posava nudo insieme a quattro donne, anche loro in costume adamitico. ”Io sono pronto a combattere fino in fondo” ha dichiarato l’artista che denuncia contro di sé l’uso “di metodi vecchi che qui ancora funzionano”.
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Alcuni degli artisti e attivisti cinesi che stanno dando vita alla protesta a sostegno di Ai Wei Wei
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La foto incriminata dal titolo ”Una tigre, otto seni”
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”Io sono pronto a combattere fino in fondo” ha dichiarato l’artista
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La foto incriminata fa parte di un servizio fotografico nato per gioco, ha spiegato Ai Wewei
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Ai Weiwei ha definito “ridicole” le nuove accuse a suo carico
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“In quell’occasione ci siamo chiesti perché non fare delle foto di nudo, tutti hanno acconsentito, le abbiamo fatte, le abbiamo messe su internet e poi ce ne siamo dimenticati”
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L’artista ritratto mentre salta, il pube coperto da un peluche
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Due sostenitori dell’artista ripropongono un altro degli scatti in cui Ai WeiWei ha posato nudo
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Nudo di Gruppo
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Dall’inizio di novembre un forte movimento di solidarietà all’artista su è sviluppato in rete
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Come il David di Michelangelo
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30mila cinesi hanno raccolto di recente 930mila euro per consentirgli di ricorrere contro l’accusa di evasione fiscale mossagli da Pechino
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In seguito all’accusa - infondata - di evasione, Weiwei ha già scontato 81 giorni di carcere
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Un abbraccio scritto sul petto
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Nudo con un panda peluche
I sostenitori dell’artista hanno scelto di manifestare la loro solidarietà al celebre dissidente posando nudi su internet. Su un blog intitolato “Ascolta, governo cinese: la nudità non è la pornografia“, decine di artisti e dissidenti cinesi che vivono in tutto il mondo, insieme a persone comuni, hanno messo online delle foto dopo posano senza veli. Uno degli internauti si è fatto ritrarre nella stessa posizione del Pensatore di Rodin, un altro in quella del David di Michelangelo. Altri ancora, grazie ad un fotomontaggio, posano nudi in dei luoghi emblematici di Pechino come la piazza Tiananmen, altri con maschere di Ai Weiwei o con occhiali scuri, a ricordare il dissidente avvocato cieco agli arresti domiciliari Chen Guangcheng.
I post di Panorama.it su Ai Wei Wei
Ai Weiwei, da parte sua, ha definito “ridicole” le nuove accuse a suo carico. Si tratta di una vecchia foto che fa parte di un servizio fotografico nato per gioco, ha spiegato Ai Wewei: “In quell’occasione ci siamo chiesti perché non fare delle foto di nudo, tutti hanno acconsentito, le abbiamo fatte, le abbiamo messe su internet e poi ce ne siamo dimenticati“.

La foto incriminata, dal titolo Una tigre, otto seni
Dall’inizio del mese di novembre si è registrato un forte movimento di solidarietà in suo favore tra internauti e cittadini, che hanno raccolto fondi per consentirgli di ricorrere contro l’accusa di evasione fiscale mossagli da Pechino. Grazie a questa mobilitazione di 30.000 cinesi, l’artista ha potuto versare la settimana scorsa 8,7 milioni di yuan (930mila euro), la cauzione richiestagli dalle autorità per ricorrere all’ufficio delle imposte contro l’enorme prelievo fiscale al quale era stato condannato in seguito all’accusa di evasione e per la quale ha già scontato 81 giorni di carcere. L’architetto - tra le firme del Nido di rondine, lo stadio di Pechino costruito per le Olimpiadi del 2008 - si è sempre dichiarato innocente. L’artista era stato arrestato ad aprile mentre stava per imbarcarsi all’aeroporto di Pechino.

Wang Dalin si è protetto solamente occhi, naso e orecchie
Una sfida all’ultima ape è andata in scena nel fine settimana a Shaoyang, nelle provincia cinese dello Hunan: gli apicoltori Wang Dalin, 42 anni, e Lu Kongjiang, 20 anni, si sono confrontati in una gara molto particolare, vinta da chi fosse stato in grado, rimandendo immobile su una bilancia, di attirare su di sè, tramite le api regine dei rispettivi allevamenti, il maggior numero di api.
A vincere il singolare duello è stato Wang che, resistendo più a lungo - per oltre 60 minuti - ha accolto sulla superficie del suo corpo ben 26.86 chili di api, contro i 22,9 chili dello sfidante.
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Wang Dalin si è protetto solamente occhi, naso e orecchie
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Wang Dalin accanto al cronometro: ha resistito per oltre un’ora
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La performance di Lu Kongjiang al vaglio dei giudici di gara
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Lu Kongjiang ha perso la sfida

La parata militare a Nanjiing (AP Photo)
“Senza il PCC non c’è la Nuova Cina” è un motto che ricompare frequentemente nei vari speciali che i media cinesi stanno dedicando al novantesimo anniversario della fondazione del Partito comunista cinese. Come un solo megafono, gli organi mediatici della Repubblica ripetono da giorni gli stessi mantra: “il Partito ha fatto il bene della Cina“, “il Partito promuove la lotta alla corruzione“, “la Cina deve proseguire nel principio socialista con caratteristiche cinesi sotto la guida del Pcc“, “il mondo religioso cinese continua a volere la guida del Pcc”.
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La parata militare a Nanjiing
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Un gigantesco simbolo del Partito Comunista Cinese in piazza Tiananmen
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La parata della polizia paramilitare a Suining
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Bambini in posa davanti al Museo del Partito comunista cinese a Shanghai
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Canzoni rosse per le strade di Yan’an
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Yan’an, Lavoratori in cravatta rossa
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Yan’an, Turisti vestiti da soldati dell’Armata rossa in posa per una foto
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Rievocazione della battaglia per la difesa di Yan’an
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Bandiera rossa
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Canzoni rosse a Yan’an
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Sventola bandierina rossa
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In posa per una foto in ricordo del primo congresso del PCC
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Foto ricordo con la bandiera del PCC
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Si festeggia anche il 14esimo anniversario della “riconsegna” di Hong Kong
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Bandiere rosse in parata per i campionati di nuoto FINA
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Pubblicazioni celebrative in una libreria di Pechino
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Foto ricordo di fronte a una scultura del leader comunista Mao Zedong a Yan’an
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In posa con Mao a Yan’an
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PIazza Tiananmen pronta per le celebrazioni
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Foto con falce e martello a PIazza Tiananmen
Sono solo pochi esempi degli articoli apparsi sugli organi di stampa nazionale, ma lo stesso discorso vale per le forme d’intrattenimento pop come le Canzoni Rosse, inni alla maestà del comunismo cinese e di Mao Zedong, vecchi di almeno quarant’anni, ma ancora orgogliosamente cantati a squarciagola dalle masse. Per non parlare poi del kolossal propagandistico “L’inizio della grande rinascita” proiettato nei cinema di tutta la nazione - previo boicottaggio delle pellicole hollywoodiane e organizzazione di gite di lavoro coatte per spedire dipendenti statali e scolaresche nelle sale - o delle miniserie televisive dedicate al Pcc che seguono un filo narrativo dissimile rispetto alla normale programmazione, ricca di fiction su comunisti contro nazionalisti o cinesi contro giapponesi.

Un gigantesco simbolo del Partito Comunista Cinese in piazza Tiananmen (AP Photo)
L’estetica di questo luglio 2011 mette allo scoperto il problema centrale del Pcc: la propria attualità. Mentre la Cina da oltre 30 anni, con l’inizio della politica di riforma e apertura, si è incontrata e scontrata col resto del mondo, facendosi contagiare dalla modernità e dal progresso, sono in molti a considerare il Partito incapace di reinventarsi in chiave contemporanea, ancorato nell’esaltazione di un’epoca lontana dove i vecchi - o i morti - di oggi erano la novità, i rivoluzionari, gli artefici del cambiamento e i pionieri della Nuova Cina. Ma visto da fuori, questo spettacolare novantesimo compleanno lascerà il mondo a bocca aperta con le sue bandiere rosse, i suoi cori rivoluzionari, i suoi numeri e la sua apparente devozione alla causa.

(Epa/How Hwee Young)
Nella regione autonoma della Mongolia interna, la terza provincia più grande della Cina, è in corso una vera a propria lotta alla desertificazione, un fenomeno molto grave che sta colpendo tanto anche altre province del Paese (Xinjiang, Gansu, Qinghai, Ningxia, Shaanxi, Heilongjiang e Hebei). Il disboscamento, l’abuso dei terreni a pascolo, l’espansione delle aree destinate alle aziende, insieme alla pressione demografica e alla recente siccità, hanno progressivamente trasformato quelle che in passato erano vaste praterie fertili in dune di un nuovo deserto.
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La regione autonoma della Mongolia interna è la terza più grande della Cina
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Nella Mongolia interna è in corso una vera a propria lotta alla desertificazione
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Il disboscamento, l’abuso dei terreni a pascolo tra le cause della desertificazione
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Anche l’espansione delle aree destinate alle aziende, tra le cause
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Quelle che in passato erano vaste praterie fertili oggi sono dune desertiche
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Anche la pressione demografica e la recente siccità tra le cause dell’avanzamento del deserto
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La desertificazione sabbiosa dei terreni in Cina causa gravi perdite economiche agli agricoltori
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La povertà nelle zone rurali si è andata aggravando
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Molti agricoltori sono stati costretti ad abbandonare le terre divenute aride
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Dal nuovo deserto, i venti scatenano tempeste di sabbia in tutto il Paese
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Uniti con inquinanti atmosferici, i venti raggiungono anche altri Paesi confinanti
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Per fermare il deserto che sta divorando il suolo, la Cina ha adottato diverse misure
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Tra le misure adottate: riforestazione, il reinsediamento dei mongoli nomadi dalle praterie alle aree urbane, la limitazione delle zone di pascolo
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Piantare alberi è diventato uno strumento chiave, per il Governo, per combattere la desertificazione
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Molte organizzazioni non governative sostengono gli sforzi del governo per il rimboschimento
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L’ONG Shanghai Roots & Shoots ha lanciato il Million Tree Project nel 2007
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L’obiettivo del Million Tree Project è piantare un milione di alberi entro il 2014
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Alla fine di aprile 2011, erano stati piantati più di 600.000 alberi
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Gli agricoltori sono autorizzati a raccogliere i frutti dagli alberi, a condizione di prendersi cura delle piante
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La popolazione locale si prende cura degli alberi piantati su appezzamenti di terreno assegnati loro dal governo locale
La desertificazione sabbiosa dei terreni in Cina causa gravi perdite economiche agli agricoltori, la cui povertà si è andata aggravando, costringendoli ad abbandonare le terre divenute aride. Dal nuovo deserto, i venti scatenano tempeste di sabbia in tutto il Paese e non solo: uniti con inquinanti atmosferici, si diffondono nella Corea del Nord e del Sud Corea, in Giappone e in parte anche nell’America del nord.

(Epa/How Hwee Young)
Per fermare il deserto che sta divorando il suolo, la Cina ha adottato diverse misure, come la riforestazione, il reinsediamento dei mongoli nomadi dalle praterie alle aree urbane, la limitazione delle zone di pascolo. Piantare alberi è diventato uno strumento chiave, per il Governo, per combattere la desertificazione; molte organizzazioni non governative (ONG) sostengono gli sforzi del governo per il rimboschimento.
L’ONG Shanghai Roots & Shoots ha lanciato il Million Tree Project nel 2007 a Kulun Qi, con l’obiettivo di piantare il primo milione di alberi entro il 2014, per ostacolare l’espansione del deserto. In molti hanno aderito all’iniziativa: alla fine di aprile 2011, erano stati piantati più di 600.000 alberi. La popolazione locale si prende cura degli alberi, piantati dai volontari stessi, su appezzamenti di terreno assegnati loro dal governo locale: sono autorizzati a raccogliere i frutti dagli alberi, a condizione di prendersi cura delle piante.

(Epa/Diego Azubel)
La maggior parte degli anziani e dei pensionati cinesi trascorre le giornate socializzando all’aperto o giocando. Tra i loro passatempi più diffusi, oltre al mahjong e ai giochi di carte, c’è il domino, un gioco nato in Cina, inizialmente come strumento di divinazione, intorno al XIII secolo e poi diffusosi diffuso in tutta Europa dopo essere stato importato in Francia nel XVIII secolo.
In queste foto realizzate da Diego Azubel per la European Pressphoto Agency, ecco un un gruppo di anziani impegnati in una partita a Pechino.
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La maggior parte degli anziani e dei pensionati cinesi trascorrono le loro giornate socializzando all’aperto o giocando
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Tra i loro passatempi più diffusi, oltre al mahjong e ai giochi di carte, c’è il domino
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Entro la metà di questo secolo la Cina avrà circa 440 milioni di abitanti con più di 60 anni
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Entro il 2050 la popolazione anziana della Cina costituirà circa un terzo della popolazione totale del Paese
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Un giocatore studia le sue mosse
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Un giocatore prepara la puntata
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Il gioco del domino con le tessere è nato in Cina, inizialmente come strumento di divinazione, intorno al XIII secolo
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Dopo essere stato importato in Francia nel XVIII secolo, il gioco del domino e si è poi diffuso in tutta Europa
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Un gruppo di anziani impegnati in una partita a Pechino
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Una sigaretta durante la partita
Entro il 2050 la popolazione anziana della Cina costituirà circa un terzo della popolazione totale del Paese: entro la metà di questo secolo la Cina avrà circa 440 milioni di abitanti con più di 60 anni, un numero superiore all’intera popolazione degli Stati Uniti.

Tibet, veduta di un villaggio lungo la strada dell
Nel 52esimo anniversario della rivolta di Lhasa del 1959 contro l’occupazione cinese - conclusasi con la fuga del Dalai Lama, che ancora oggi risiede in India - ecco un piccolo viaggio fotografico in Tibet, attraverso gli scatti di Marco Santamaria.
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Tibet, veduta di un villaggio lungo la ’strada dell’amicizia’
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Il Potala, l’ex residenza invernale del Dalai Lama, a Lhasa
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Soldati cinesi lungo le rive del lago Nam Tso, a 4700 metri d’altitudine
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Monastero di Drepung: gli abiti dei monaci stesi ad asciugare
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Bambini alla finestra nel villaggio di Chodzom
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La toilette mattutina dei monaci di Nartang
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Pellegrini a Lhasa
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Una veduta dell’altopiano
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Pellegrini a Lhasa
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Un pellegrino lungo il ‘barkhor’, il percorso sacro di Lhasa
INVESTIMENTI E REPRESSIONE: LA RICETTA DI PECHINO
Guerra senza quartiere al ‘’secessionista” Dalai Lama e massicci investimenti per collegare e integrare il Tibet nello sviluppo dell’economia cinese. Questi i capisaldi della politica della Cina verso il Tibet che nel frattempo - nel terzo anniversario della rivolta che scosse il territorio nel 2008 - è stato precauzionalmente chiuso ai turisti stranieri per tutto il mese di marzo. Secondo i gruppi tibetani in esilio nella rivolta del 2008 hanno perso la vita 227 tibetani, per lo più per gli spari indiscriminati da parte delle forze di sicurezza, più di 6.800 sono stati arrestati e 510 condannati. A sette di questi ultimi è stata comminata la pena di morte e due condanne sono state già eseguite.
Vedi anche: Tibet: frontiere chiuse per “tutelare la salute dei turisti”
In occasione della sessione annuale dell’Assemblea Nazionale del Popolo (Npc) - quanto di più vicino ad Parlamento esiste in Cina - la questione tibetana è stata più volte affrontata da alcuni dei massimi leader cinesi, tra cui il presidente Hu Jintao. Parlando ai delegati della Regione Autonoma del Tibet - che comprende solo una parte del Tibet ‘’storico”, alcune sezioni del quale sono state incorporate nelle vicine province del Sichuan, Qinghai, Gansu e Yunnan - Hu ha messo l’ accento sulla necessità di mantenere la ‘’stabilità” come condizione per ”proseguire il processo di riforme e sviluppo”.
I massicci investimenti cinesi sono concentrati nelle infrastrutture: nei prossimi cinque anni, secondo il ministro dei trasporti Li Shenglin, Pechino raddoppierà gli investimenti nella costruzione di strade, aggiungendo 12mila chilometri alla rete già esistente. Inoltre, nuovi tratti verranno aggiunti alla ”ferrovia più alta del mondo” inaugurata nel 2006 che collega Pechino a Lhasa, la capitale della regione, e un terzo aeroporto si aggiungerà ai due già operativi a Lhasa e a Chamdo.
Vedi anche: Tibet: il Dalai Lama lascia. Il nuovo leader politico sarà eletto democraticamente
Il segretario del Partito Comunista Cinese della regione, il ”duro” Zhang Qingli, ha ripetuto la definizione che aveva dato in precedenza del leader tibetano, affermando che è ”un lupo vestito da agnello”. Zhang ha aggiunto che nel territorio ”il secessionismo costituisce ancora una sfida”. In un altro intervento ai margini dei lavori dell’Npc, il governatore della Regione Autonoma Padma Choling ha sostenuto che il Dalai Lama - che ha 76 anni e oggi ha annunciato il suo prossimo ritiro dall’attività di rappresentanza politica dei tibetani - ”non ha il diritto” di scegliere il proprio successore o di cambiare le tradizionali regole con le quali vengono scelte le reincarnazioni dei ”grandi Lama”.
Il leader tibetano ha affermato in passato, in diverse occasioni, che lui potrebbe essere l’ultimo della dinastia dei Dalai Lama, che il suo successore potrebbe essere ”eletto democraticamente” o essere trovato fuori dal Tibet, vale a dire nella comunità tibetana in esilio. Pechino ha già preso le sue misure varando una legge secondo la quale le reincarnazioni dei Lama devono essere approvate dall’Ufficio affari religiosi di Pechino. (ANSA)
Vedi anche: Piccola storia del Tibet in 30 righe

(Epa/How Hwee Young)
La neve sta cadendo dalla notte scorsa su Pechino e una vasta porzione della Cina settentrionale, nella prima precipitazione dopo 108 giorni di siccità. Dopo che una vasta quantità di sostanze chimiche è stata sparata nelle nuvole per facilitare la precipitazione, la neve ha cominciato a cadere durante della notte e per tutta la mattinata. Nei giorni scorsi il perdurare della siccità e la minaccia che rappresenta per i rifornimenti di grano e di cerali in tutto il mondo aveva fatto schizzare verso l’alto i prezzi di quei prodotti in Cina e all’estero.
”La neve non è tanta e non avrà un effetto importante sulla siccità”, ha dichiarato all’agenzia Nuova Cina Song Jisong, un alto funzionario dell’Ufficio metereologico di Pechino. Oltre alla capitale, la nevicata ha interessato le province del Gansu, Shaanxi, Shanxi, Henan ed Anhui.
Il governo cinese ha annunciato mercoledì che starebbe per sbloccare 6,7 miliardi di yuan (745 milioni di euro) per la lotta contro la siccità nella grande pianura del nord della Cina, il granaio del paese. Il piano di emergenza prevede di aumentare la produzione di riso per pagare prezzi più alti al momento del raccolto, per incoraggiare gli agricoltori a produrre di più. Il governo intende anche deviare l’acqua alle zone più colpite e costruire pozzi e sistemi di irrigazione.
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Nella Capitale è la prima precipitazione dopo oltre 100 giorni
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Un soldato di guardia in Piazza Tienanmen
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Una statua di bronzo del Qilin, creatura della mitologia cinese, ricoperta di neve nella Città proibita
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Soldati impegnati nelle operazioni per per facilitare le precipitazioni attraverso sostanze chimiche sparate nelle nuvole
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”La neve non è tanta e non avrà un effetto importante sulla siccità”, ha dichiarato all’agenzia Nuova Cina Song Jisong, un alto funzionario dell’Ufficio metereologico di Pechino
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Bisogna risalire a 60 anni fa per trovare un inverno in cui la prima neve non era ancora caduta all’inizio di febbraio
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Agricoltori irrigano un campo di grano arso dalla siccità
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Le possibilità di nevicate significative rimangono deboli
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La neve per le strade della Capitale
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Neve sulla Città proibita

(AP Photo/Xinhua, Cheng Min)
La diga più grande del mondo, quella delle Tre Gole sul fiume Yangtze in Cina, la cui costruzione è durata 12 anni dal 1994 al 2006, attualmente sottoposta al ”test più serio” da quando è entrata in funzione, sta reggendo l’eccezionale afflusso di acqua dovuto alle torrenziali piogge che nei giorni scorsi hanno battuto l’alto corso del fiume.
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La diga delle tre gole a Yichang, Cina
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La costruzione della diga è durata 12 anni, dal 1994 al 2006
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Nel 1998 le alluvioni causarono la morte di oltre quattromila persone
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Quest’anno le inondazioni hanno già causato la morte di 701 persone, mentre 347 sono date per disperse
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Le vittime sono state 187 nelle ultime due settimane. Il maltempo continuerà almeno per tutto il mese di agosto
”Il flusso è alto ma non ha superato la capacità massima della diga, pari a centomila metri cubi di acqua al secondo”, ha dichiarato Cao Guangjing, presidente della compagnia che gestisce la diga. Il flusso ha raggiunto i 70 mila metri cubi, vale a dire 20 mila in più rispetto al 1998, quando le alluvioni causarono la morte di oltre quattromila persone. ”La diga può superare facilmente questa prova”, ha aggiunto Cao. I servizi dei traghetti sullo Yangtze sono sospesi da ieri e verranno ripresi quando l’afflusso sarà sceso a 45 mila metri cubi al secondo.

(AP Photo/Xinhua, Cheng Min)
Le inondazioni hanno causato quest’anno in Cina la morte di 701 persone, mentre 347 sono date per disperse e i danni materiali ammontano a decine di miliardi di dollari, il bilancio piu’ pesante degli ultimi dieci anni. Le vittime sono state 187 nelle ultime due settimane. Il maltempo continuerà almeno per tutto il mese di agosto e potrebbe provocare gravi inondazioni nei bacini di almeno tre grandi fiumi, il Fiume Giallo, lo Huai ed il Songhua.

(AGI) - Pechino, - Nicolas Sarkozy e’ arrivato in Cina per riallacciare i rapporti incrinati due anni fa dopo le critiche francesi sulla questione tibetana.
Il presidente, accompagnato dalla moglie Carla Bruni - con la quale andra’ a Xi’an per vedere l’esercito di terracotta - incontrera’ il presidente Hu Jintao e il presidente del parlamento Wu Bangguo nella capitale, che lascera’ venerdi’ per partecipare all’apertura dell’Expo di Shanghai.
“Una visita che - ha spiegato il presidente francese - avra’ obiettivi politici piu’ che commerciali”. Accompagnato tra gli altri dal ministro dell’Economia Christine Lagarde, Nicolas Sarkozy illustrera’ ai leader cinesi il suo progetto - gia’ presentato nel corso dello scorso G20- di un sistema monetario globale, meno dipendente dal dollaro e piu’ in linea con l’attuale assetto economico mondiale.
Le fonti ufficiali non fanno riferimento pero’ alla questione della rivalutazione dello yuan. Numerosi gli altri temi all’ordine del giorno: le sanzioni contro l’Iran - che incontrano l’opposizione della Cina che non intende punire uno dei suoi maggiori partner commerciali - e la tutela dell’ambiente; ma soprattutto un rafforzamento della partnership tra i due Paesi all’interno del G20. “Il ruolo della Cina nel panorama della riforma finanziaria mondiale e’ sempre piu’ influente - commenta l’Eliseo -. E non e’ possibile giungere a una soluzione senza tenerne conto”.
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e Carla Bruni nella Great Hall of People
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e il Ministro Jean-Louis Borloo
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e il presidente della Cina Hu Jintao
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Nicolas Sarkozy e Carla Bruni al loro arrivo in Aeroporto
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Nicolas Sarkozy, Carla Bruni e il presidente della Cina Hu Jintao
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Carla Bruni all’ingresso della Great Hall of People
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Nicolas Sarkozy e Carla Bruni nella Great Hall of People
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Carla Bruni all’ingresso della Great Hall of People
I due presidenti affronteranno poi l’immancabile tema del cambiamento climatico analizzando alcuni progetti ambientali - si parla di un rimboscamento della provincia dell’ Hunan - aeronautici e nucleari, che i due Paesi realizzeranno congiuntamente e che saranno firmati il prossimo autunno in occasione della visita parigina di Hu Jintao. A questi si aggiungono accordi di collaborazione e di scambio tra le universita’ dei due Paesi, e un progetto da 500 milioni di euro da destinare al supporto delle piccole imprese francesi e cinesi.
“Il 2010 sara’ senz’altro un anno eccezionale per i rapporti franco-cinesi” ha dichiarato un portavoce dell’Eliseo.
E di sicuro la Francia si sta muovendo verso una riappacificazione in seguito alla quasi rottura del 2008, quando il neo presidente Nicolas Sarkozy si disse sconvolto per le repressioni cinesi in Tibet. Ad aprile dello stesso anno la fiaccola olimpica fece tappa a Parigi dove fu fischiata e criticata, inasprendo ulteriormente i rapporti con Pechino che toccarono il fondo a novembre in occasione dell’incontro tra Sarkozy e il Dalai Lama. E a peggiorare la situazione, il ruolo chiave della Cina nello scenario africano che ha trasformato il Dragone nel maggior rivale della Francia nella ricerca di materie prime. Le tensioni si sono allentate solo lo scorso anno in occasione del summit del G20. (AGI)

Luliang (Foto Ansa/EPA/CHUN LEI)
Una forte siccità ha colpito, circa 51 milioni di persone in Cina. Lo ha detto la Commissione statale di Soccorso per i Disastri. Circa 4,3 milioni di ettari di terreno hanno subito le conseguenze della mancanza d’acqua e oltre 900mila ettari potrebbero non produrre raccolti.
Sin dall’autunno, la zona del sud della Cina, incluse le province dello Yunnan, del Sichuan e del Guizhou e la regione autonoma del Guanxi, hanno ricevuto la metà delle normali piogge.
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Luliang
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Haike
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Reshui Town
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Mekong River Commission summit
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Guoditang
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Regione autonoma Guangxi Zhuang
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Regione autonoma Guangxi Zhuang
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Haike
Intanto domani, 2 aprile, a Hua Hin, in Thailandia, inizierà il primo Summit della Commissione per il fiume Mekong, per discutere del basso livello delle acque del fiume.
Alla quattro-giorni partecipano leader provenienti da Cambogia, Laos, Thailandia e Vietnam per trovare soluzioni per salvaguardare il futuro dei 4.000 chilometri di Mekong che attraversa Cina, Myanmar, Laos, Thailandia, Cambogia e Vietnam.
Il livello delle acque è ai minimi storici degli ultimi 50 anni, con tre dighe cinesi a monte e una siccità di lungo corso. La Cina invierà i suoi delegati al summit.
VEDI anche: Il fiume Mekong prosciugato dalla dighe cinesi

Nel cantone di Xiangning, nel nord della Cina (AP Photo/Gemunu Amarasinghe)
Sono 153 i lavoratori intrappolati da due giorni nella nuova miniera di carbone di Wangjialing, nel cantone di Xiangning, nel nord della Cina, in seguito ad una inondazione. I minatori erano impegnati nello scavo, quando inavvertitamente hanno danneggiato una rete di pozzi sotterranei, determinando l’allagamento della miniera. Al momento dell’incidente, molti altri lavoratori erano impiegati in miniera, ma 138 sono riusciti a mettersi in salvo, mentre gli altri compagni non sono riusciti a raggiungere la superficie. I familiari degli operai intrappolati, radunatisi presso la miniera, attendono con angoscia lo sviluppo delle operazioni di salvataggio, di cui denunciano i ritardi. I minatori rischiano di morire di fame e di sete.
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Nel cantone di Xiangning, nel nord della Cina
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I minatori erano impegnati nello scavo, quando inavvertitamente hanno danneggiato una rete di pozzi sotterranei, determinando l’allagamento della miniera
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Al momento dell’incidente, molti altri lavoratori erano impiegati in miniera, ma 138 sono riusciti a mettersi in salvo
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La miniera Wangjialing
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I parenti di un minatore intrappolato | Due dei minatori già in salvo
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I familiari denunciano il ritardo delle operazioni di soccorso
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Una familiare di un minatore attende con angoscia lo sviluppo delle operazioni di salvataggio
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L’angoscia dei parenti
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Parenti dei minatori intrappolati
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Parenti in attesa di rivedere i propri cari
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Sono oltre mille gli uomini impegnati nel soccorso
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Le operazioni per il pompaggio dell’acqua dalla miniera
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L’attesa
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Uno degli uomini impegnati nel salvataggio si riposa durante una pausa
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Minatori in attesa di conoscere la sorte dei compagni
Le miniere di carbone in Cina sono considerate le più pericolose al mondo. La miniera teatro dell’incidente appartiene alla società Huajin Coking Coal, il cui sfruttamento si estende su una superficie di 180 chilometri quadrati, secondo l’agenzia ufficiale cinese. Questa zona mineraria, con più di 2.3 miliardi di tonnellate di riserve di carbone, ha ottenuto l’avallo delle autorità provinciali per il suo sfruttamento, secondo la stessa fonte.

Parenti in attesa di rivedere i propri cari (AP Photo/Gemunu Amarasinghe)

Operato con successo, è ora tornato alla "normalità" (KIKA)
Li Jinpeng è un bambino cinese di sei anni, nato con 31 dita (15 alle mani e 16 dei piedi) nella città di Shenyang, nella provincia di Liaoning, nella Cina nord-orientale. Una malformazione chiamata polidattilia, su cui -secondo il Quotidiano del Popolo - sono intervenuti ieri, con una delicata e complessa operazione chirurgica, i medici dell’ospedale di Shengjing.
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Operato con successo, è ora tornato alla “normalità”
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Operato con successo, è ora tornato alla “normalità”
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Operato con successo, è ora tornato alla “normalità”
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Operato con successo, è ora tornato alla “normalità”
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Operato con successo, è ora tornato alla “normalità”
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Operato con successo, è ora tornato alla “normalità”
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Operato con successo, è ora tornato alla “normalità”
Li è figlio di lavoratori migranti e prima dell’operazione era detentore del triste record del mondo per numero di dita. Ora, dopo l’operazione, Li passa lo “scettro” a due indiani, Pranamya Menaria e Devendra Harne, che hanno 12 e 13 dita nei piedi.

Thailandia (EPA/CHAICHAN CHAIMUN)
Il fiume Mekong attraversa o tocca sei diversi Stati (Cina, Vietnam, Birmania, Laos, Thailandia e Cambogia) dell’Asia sud-orientale e il suo corso - in una regione la cui economia è fatta quasi esclusivamente di pesca ed agricoltura - influenza la vita di più di 20 milioni di persone che ne traggono acqua per l’irrigazione e lo utilizzano come via di comunicazione.

Soc Trang, Vietnam (EPA/Stringer)
In questa galleria, immagini dalla Thailandia e dal Vietnam, dove il livello del fiume è sceso al minimo storico degli ultimi vent’anni.
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Wiang Kaen, Thailandia
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Chiang Rai, Thailandia
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Wiang Kaen, Thailandia
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Wiang Kaen, Thailandia
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Wiang Kaen, Thailandia
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Chiang Rai, Thailandia
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Tien Giang, Vietnam
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Soc Trang, Vietnam
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Hanoi, Vietnam
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Hanoi, Vietnam
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Hanoi, Vietnam
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Can Tho, Vietnam
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Can Tho, Vietnam
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Can Tho, Vietnam
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Can Tho, Vietnam
Thailandia e Vietnam sono tra le nazioni che chiedono alla Cina di migliorare la gestione del flusso delle acque del Mekong. Secondo questi Paesi, la costruzione di numerose dighe idroelettriche cinesi nella porzione iniziale del fiume ha causato l’abbassamento del livello fluviale. La Cina respinge le accuse.

Can Tho, Vietnam (EPA/LUONG THAI LINH)

Katmandu, Nepal (AP Photo/ Binod Joshi)
(ANSA) - In occasione del 51/o anniversario della rivolta nazionale tibetana, avvenuta il 10 marzo del 1959, il Dalai Lama ha accusato i cinesi di ”voler intenzionalmente cancellare il buddismo” dal Tibet. Il leader spirituale dei tibetani ha tenuto il suo tradizionale discorso annuale a Dharamsala, nel nord dell’India, sua residenza e sede del governo tibetano in esilio. ”I cinesi stanno portando avanti oggi diverse iniziative politiche - ha detto - tra cui una campagna per la rieducazione patriottica in molti monasteri del Tibet. Stanno costringendo monaci e monache a vivere in una condizione di semiprigionia, negando loro il diritto allo studio e alla preghiera pacifica”. Secondo il Dalai Lama la repressione in atto ‘’sta trasformando i monasteri in musei”.
Ribadendo la sua politica della ”via di mezzo” nelle rivendicazioni con la Cina, il Premio Nobel per la pace ha poi detto di non ”voler assumere alcun ruolo politico” nel governo in esilio o in un eventuale governo futuro in Tibet in caso di soluzione della controversia.

Il Dalai Lama legge il discorso di commemorazione della rivolta di Lhasa (AP Photo/Ashwini Bhatia)
Intanto, in occasione della ricorrenza, circa un migliaio di tibetani hanno marciato stamattina a New Delhi, esibendo striscioni contro le aggressioni perpetrate dai cinesi in Tibet e inneggianti al Dalai Lama. Durante la manifestazione, organizzata dal Tibetan Youth Congress, ci sono stati alcuni momenti di tensione quando un giovane dimostrante ha cercato di sfondare la barriera eretta dalla polizia indiana. Ieri una trentina di attivisti tibetani erano stati fermati dalle forze dell’ordine mentre tentavano di marciare verso l’ambasciata cinese.
Manifestazioni in difesa dei diritti umani dei tibetani si sono svolte anche in molte altre città del mondo, tra cui Katmandu, Roma, Taipei, Bruxelles, Seoul.
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Katmandu, Nepal. La polizia arresta dei tibetani in esilio durante una protesta davanti all’ambasciata cinese
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Due manifestanti, a Dharamsla e New Delhi, in India
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Katmandu, Nepal. La polizia cerca di contenere gli esuli tibetani che manifestano contro il governo cinese
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Dharmsala, India. Manifestazione di esuli tibetani
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Katmandu, Nepal. La polizia arresta un manifestante
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Un momento della protesta a Katmandu, Nepal
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Katmandu, Nepal
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Dharamsla, India
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Katmandu, Nepal. La polizia cerca di contenere gli esuli tibetani che manifestano contro il governo cinese
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Il Dalai Lama prima del suo discorso di commemorazione della rivolta di Lhasa
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Il Dalai Lama legge il discorso di commemorazione della rivolta di Lhasa
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New Delhi, India
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New Delhi, India
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Kathmandu, Nepal
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New Delhi, India | Katmandu, Nepal
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Kathmandu, Nepal | New Delhi, India
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L’esercito cinese per le strade di Lhasa
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Proteste a Seoul, Corea del Sud
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Monaci tibetani manifestano a Taipei, Taiwan
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Un manifestante a Bruxelles
Ieri, alla vigilia dell’anniversario della rivolta di Lhasa, la Cina ha rilanciato le sue accuse al Dalai Lama, imputangogli di ‘’seminare il caos” nella regione. ”Se non ci fossero le forze anticinesi ed il Dalai Lama ad esercitare attività distruttive e a seminare il caos, oggi il Tibet sarebbe in una situazione migliore…” ha affermato il segretario del Partito Comunista del Tibet Zhang Qingli. Le autorità cinesi accusano il leader tibetano di aver organizzato le manifestazioni di protesta del 10 marzo 2008 a Lhasa in occasione delle celebrazioni per i Giochi Olimpici dell’agosto 2008, che il 14 marzo sono sfociate in attacchi agli immigrati cinesi e successivamente si sono estese alle altre zone a popolazione tibetana della Cina.

Katmandu, arresto di tibetani in esilio durante una protesta anticinese (EPA/NARENDRA SHRESTHA)
Nelle violenze del 14 marzo, secondo il governo, hanno perso la vita 22 persone, mentre gli esuli tibetani sostengono che le vittime sono state circa duecento. In seguito alle proteste, che si sono protratte fino a maggio del 2008, secondo le organizzazioni umanitarie internazionali, sono state arrestate 5.700 persone. Le strade di Lhasa sono oggi costantemente percorse da pattuglie della Polizia armata del popolo, il corpo paramiliare addetto al controllo dell’ ordine pubblico.

New Delhi, India (AP Photo/Mustafa Quraishi)
Il governo cinese sottolinea che negli ultimi otto anni il governo ha investito circa 18 miliardi di euro in progetti di sviluppo del Tibet e che l’economia della Regione Autonoma è cresciuta del 12 per cento. Il Tibet rimane chiuso ai giornalisti stranieri, che hanno bisogno di un permesso speciale, concesso raramente; una volta arrivati, i giornalisti vengono comunque accompagnati da funzionari governativi per tutta la loro permanenza nella regione.

La banda dell’esercito popolare di liberazione (EPA/DIEGO AZUBEL)
(ANSA) - Il problema delle discriminazioni verso i lavoratori immigrati dalle campagne nelle metropoli e nelle regioni industriali della Cina sarà al centro del dibattito dei 3000 deputati dell’Assemblea Nazionale del Popolo (NPC), il Parlamento, che apre venerdì prossimo a Pechino la sua sessione plenaria annuale. Lo scrive la stampa cinese.

La grande sala del popolo (EPA/DIEGO AZUBEL)
Lunedì scorso, con un’iniziativa insolita, 13 giornali cinesi, hanno chiesto ai delegati dell’NPC e dell’Assemblea Consultiva del Popolo (CPPCC, l’organo consultivo riunitosi da ieri, che proseguirà i suoi lavori in parallelo con quelli dell’NPC) di modificare il sistema dei certificati di residenza (hukou in cinese), un’eredità del passato che si sta rivelando inadeguata alla moderna società cinese.
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L’interno della grande sala del popolo a Pechino
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Una hostess si assicura che le tazze da té dei delegati siano perfettamente allineate
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Lo sguardo di un addetto alla sicurezza in un palazzo su Piazza Tiananmen
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La scalinata che conduce alla grande sala del popolo a Pechino
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Una hostess distribuisce l’acqua calda per il té durante la cerimonia di apertura
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Aiuto ai delegati in arrivo
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La Banda dell’esercito popolare di liberazione
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La Banda dell’esercito popolare di liberazione
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Wen Jiabao
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L’esterno della grande sala del popolo a Pechino
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A guardia di Piazza Tiananmen
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L’interno della grande sala del popolo a Pechino
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Hu Jintao si aggiusta la giacca
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Soldati dell’Esercito Popolare di Liberazione
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Un gruppo di Hostess curano gli ultimi preparativi
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La stella rossa riflessa sull’ottone delle trombe
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Aiuto ai delegati in arrivo
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Wen Jiabao e Hu Jintao
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Il tè di Hu Jintao
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Bandiera rossa
La notizia è stata in seguito ripresa da tutta la stampa cinese e si sono registrati una serie in autorevoli interventi favorevoli alla riforma tra cui quello del ministro dell’agricoltura Han Changfu.

Una hostess si assicura che le tazze da té dei delegati siano perfettamente allineate (EPA/DIEGO AZUBEL)
Oltre alla situazione dei lavoratori immigrati si prevede che il premier Wen Jiabo, nella relazione con la quale aprirà venerdì 5 marzo i lavori dell’ Npc, metterà in evidenza altri problemi che preoccupano l’opinione pubblica cinese come la continua crescita del prezzo degli immobili, il generale ‘’surriscaldamento” dell’ economia, le crescenti disparità tra ricchi e poveri e la disoccupazione giovanile, anch’essa in crescita.

(AP Photo)
Il 14 febbraio scorso ha avuto inizio, per la Cina, il nuovo anno lunare, l’anno della Tigre. Secondo il calendario lunare il capodanno - o Festa di Primavera, una tra le più importanti festività tradizionali cinesi - coincide con il secondo novilunio dopo il solstizio di inverno.
Per tradizione, in Cina i festeggiamenti per l’inizio del nuovo anno lunare durano per almeno una settimana, durante la quale scuole, uffici pubblici, banche ma anche molti negozi rimangono chiusi e si rimane in famiglia, guardando in TV le oltre 5 ore del gala televisivo divenuto ormai un rituale sin dal 1983, consumando tutti insieme un lungo pasto.
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Al tempio taoista di Baiyun Guan alcuni visitatori chiedono fortuna alla Tigre
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Protagonisti delle cerimonie augurali a Pechino
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L’incenso per chiedere la fortuna, a Pechino
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Wuhan. Un poliziotto si protegge dal fumo degli incensi
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L’incenso per chiedere la fortuna, al tempio Yonghe Gong di Pechino
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Pechino, primo giorno nel nuovo anno
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In coda per esprimere un desiderio per l’anno nuovo, a Pechino
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Un venditore di dolciumi per le strade di Pechino
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Fuzhou. Saluto ai visitatori delle tigri siberiane ammaestrate
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Cappelli da tigre
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La cerimonia del sacrificio al cielo
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La cerimonia del sacrificio al cielo
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Wuhan. Offerte di incensi votivi al Dio della Fortuna, per
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Festeggiamenti nel parco più grande di Pechino
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I volti degli Dei della Fortuna
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Pechino, quinto giorno dell’anno della Tigre
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Teatro di strada, nel quinto giorno dell’anno della Tigre
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Danze tradizionali
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Pechino, quinto giorno dell’anno della Tigre
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In abiti tradizionali mongoli
VEDI ANCHE: Pechino, il “Sacrificio al cielo” per un propizio Anno della Tigre
Negli ultimi anni si sta, però, sempre più diffondendo l’abitudine di utilizzare tali giorni di festa per viaggiare, per conoscere Paesi lontani. Secondo la China Youth Travel Service (una delle più grandi agenzie di viaggio cinesi), rispetto allo scorso anno il mercato dei viaggi all’estero è cresciuto di circa il 40% e quello dei viaggi all’interno del Paese di circa il 20%.
Secondo le superstizioni, durante l’anno appena iniziato ci saranno pochissimi matrimoni - il marito o la moglie della coppia che si sposasse nell’anno della tigre, morirebbe in giovane età - e poche nascite, soprattutto di figlie femmine, perché si ritiene che le bambine che nascono nell’anno della tigre sono destinate a portare cattiva sorte alle loro famiglie, perché troppo forti. Nel precedente anno della tigre, il 1998, si è registrato il secondo peggior livello di nascite dal 1996 al 2007. Ovviamente non tutti credono a queste antiche credenze, che molti giovani considerano sorpassate e ridicole, anche se sono ancora molte le coppie che preferiscono non rompere la tradizione.