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corrida

Il torero nano Praxedis Martinez si pettina prima della corrida (AP Photo/Raquel Cunha)
In Messico è una tradizione del week-end vecchia alcuni decenni: la corrida dei toreri nani.
Dei “matador” affetti di nanismo scendono in plaza ma di fronte a loro si trovano invece di tori di grossa stazza dei vitelli. A differenza della corrida classica, poi, gli animali non vengono feriti o uccisi. Niente di tutto ciò, lo spettacolo vuole essere pulito e simpatico, e intanto essere socialmente utile spazzando via pregiudizi nei confronti dei nani.
I tenaci “enanitos toreros” scendono nell’arena con mini abiti, eleganti e coloratissimi, e con dei “capotes” dalle forme animalesche stuzzicano i vitelli dalle corna accennate, che non vengono “matados” ma solo un po’ presi in giro.
In questa gallery vediamo Ignacio Zaragoza, detto “Nacho”, e colleghi nell’arena di San Miguel de Allende.
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Il torero nano Praxedis Martinez, soprannominato “Candy Clown”, si pettina prima della corrida
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Il torero nano Rogelio Ayala, soprannominato “Roger”
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Il torero nano Ignacio Zaragoza, soprannominato “Nacho”, sventola il suo mantello
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Il torero nano Antonio Garcia, soprannominato “Tony”, è caricato da un vitello
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Un gruppo di toreri nani si prepara a esibirsi nella plaza di San Miguel de Allende
Tutte le nostre gallery sulla CORRIDA

Il torero nano Ignacio Zaragoza, soprannominato Nacho, sventola il suo mantello (AP Photo/Raquel Cunha)

Il torero José Tomas con le orecchie del toro come trofeo (AP Photo/Manu Fernandez)
Tre grandi toreri, fra i quali una “leggenda vivente”, “El matador loco” (il torero folle) José Tomas, sei tori dell’allevamento El Pilar di Salamanca e i potenti “Olé!” di quasi 20.000 spettatori hanno dato l’addio ieri sera all’arena El Monumental di Barcellona alla corrida in Catalogna, bandita dalla regione autonoma a partire dal gennaio 2012.
Un ultimo spettacolo che, seppure intriso di malinconia e con toni di gala, con alcuni biglietti che sono arrivati a costare 1.500 euro, ha scaldato gli animi più di quanto normalmente non avvenga per un tradizionale spettacolo di “sangue e arena”, che pure è in calo verticale fra i catalani. E quando gli “aficionados”, tristi e arrabbiati, si sono messi in fila per entrare nell’arena sono stati accolti dalla (quasi consueta) protesta degli animalisti.
Corrida, la Catalogna la abolisce: decisione storica
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Il torero spagnolo José Tomas in attesa di esibirsi
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Quasi 20.000 spettatori hanno dato l’addio all’arena El Monumental di Barcellona alla corrida in Catalogna
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Ultima corrida sulla Plaza de Toros, la Monumental
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La corrida è bandita dalla regione autonoma di Catalogna dal gennaio 2012
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L’onore dell’ultima corrida spetta a José Tomas, “el matador folle”
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Per l’ultima corrida a Barcellona alcuni biglietti sono arrivati a costare 1.500 euro
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Tre i toreri ad esibirsi: prima Juan Mora, poi il più grande di Spagna, il “matador loco” José Tomas, 36 anni, quindi il giovane catalano Serafin Marin, 28 anni
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José Tomas è vestito d’oro e di nero in segno di lutto per l’abolizione della corrida
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José Tomas è uno dei matadores più apprezzati dagli specialisti
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La legge che proibisce la corrida era stata approvata l’anno scorso dal Parlamento regionale con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astenuti
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Il torero José Tomas con le orecchie del toro come trofeo
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José Tomas è portato sulle spalle da un assistente dopo la corrida
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Fuori dall’arena barcellonese uno stuolo di animalisti ha protestato contro la pratica “crudele” e “barbara” delle corride
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Davanti all’arena anche sostenitori della corrida
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Animalisti con calici per festeggiare la fine delle corride
Poi, col calare della sera, l’arena è esplosa quando i tre toreri hanno fatto il loro giro d’onore sotto le scalinate, il “paseillo”: applausi, urla e lo slogan “Libertad!” scandito ritmicamente. Poi l’ultima “Fiesta Nacional” è stata inaugurata: tre toreri, due tori per uno. Ha aperto lo spettacolo un grande nome della tauromachia iberica, il quarantottenne Juan Mora, vestito di oro e verde, che da solo ha affrontato nell’arena il primo dei sei tori, Burrenito, di 540 chili. Poi è stato il turno di José “matador loco” Tomas, 36 anni, spavaldo e temerario, sopravvissuto d’un soffio lo scorso anno a una paurosa incornata in Messico, ritiratosi nel 2002 per tornare nel 2007, e che ha scelto i colori oro e nero, in segno di “lutto”.
In chiusura il più giovane dei tre, il catalano ventottenne Serafin Marin, cui è spettato di calare la stoccata di grazia all’ultimo toro, e con essa il sipario sulle tauromachie in terra catalana.

José Tomas è uno dei matadores più apprezzati dagli specialisti (AP Photo/Manu Fernandez)
Ma a Marin, che fece la sua “Alternativa”, cioè la prima corrida con tori maturi che segna il passaggio di un giovane torero da “novillero” a “matador”, proprio all’Arena Monumantal nel 2002, non è di grande consolazione affondare il suo “estoque” nell’ultimo toro: “Questo onore mi fa male, mi rende triste“, ha dichiarato all’Afp. “Mi hanno tolto l’intero passato e una parte del mio futuro. Mi hanno proibito di esercitare la mia professione”.
L’abolizione “è una piccola vittoria, ma non mi consola”, ha detto uno degli animalisti, Lluis Villacorta, vestito di rosso come il sangue e la sofferenza dei tori: “Quei tori che non moriranno qui moriranno comunque altrove nella penisola iberica o in Francia”.
Dall’altra parte della barricata Cristobal, 68 anni: “Chiudere le arene” per lui è come “gettare alle ortiche un quadro di Picasso”.

José Tomas è vestito d'oro e di nero in segno di lutto per l'abolizione della corrida (AP Photo/Emilio Morenatti)
Il primo gennaio la Catalogna diventerà la seconda regione spagnola senza corrida dopo le Canarie, che l’abolirono nel 1991. Il voto abolizionista nel parlamento catalano del luglio 2010 lacerò l’opinione pubblica catalana e spagnola, ma prevalse grazie ai conservatori nazionalisti del Ciu e terminò 68 voti a 55, condizionato da considerazioni politiche e sotto la pressione di una petizione popolare promossa dagli animalisti. Ma gli appassionati dello spettacolo che ispirò Goya, Picasso e Hemingway, non si rassegnano e sperano di annullare o aggirare il divieto del “Parlament” catalano.
Hanno già presentato un ricorso contro la legge regionale davanti alla corte costituzionale spagnola e premono sul Partido Popolar (Pp), che i sondaggi danno vittorioso nelle elezioni anticipate del 20 novembre, perch‚ in qualche modo trovi una soluzione. Alcune comunità locali spagnole hanno cercato di “blindare” le proprie corride, dichiarandole “patrimonio protetto”. (ANSA)

Un corridore calpestato da un toro | San Firmino in effigie (AP Photo/Alvaro Barrientos)
Sono ogni anno centinaia di migliaia le persone - fra cui molti turisti stranieri, in particolare anglosassoni- che assistono alle celeberrime corse dei tori di Pamplona. La Fiesta di San Firmino, resa celebre dal romanzo Fiesta di Ernest Hemingway (su bol.it con uno sconto speciale), anima l’estate della cittadina spagnola fin dal 1911.
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Il via alla festa nella piazza principale di Pamplona (AP Photo/Alvaro Barrientos)
Patrono delle confraternite di barcaioli, vinai e fornai, San Firmino viene celebrato con una festa non-stop che dura 204 ore: dalle 12 in punto del 6 luglio, ininterrottamente, fino alla mezzanotte del 14 luglio, la città resta sveglia per 8 giorni e 1/2 . Al centro della grande festa, le corse dei tori - gli encierros che, accompagnati da un’orda di spagnoli e turisti esteri che si divertono a scappare dalla furia degli animali, attraversano le antiche strade della millenaria cittadina lungo una pista di 848,6 metri. Il percorso conduce i tori - ogni giorno di un differente allevamento storico della Navarra - nell’arena di Pamplona, dove sono poi protagonisti delle corride.

Il matador Juan Jose Padilla prima di una corrida (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
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Dal 1911 si contano 15 “valorosi” morti sul campo, schiacciati o incornati dai tori durante gli encierros: l’ultimo caduto risale al 2009, quando venne ucciso un giovane spagnolo di 27 anni, colpito al collo da un’incornata.
In questo foto-reportage da Pamplona, le foto più belle della Festa di san Firmino edizione 2011, dall’euforia collettiva lungo gli encierros alla crudeltà e al fascino delle corride; sopra tutto domina il rosso: dei fazzoletti, del sangue, del vino, della passione…
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La folla in piazza per il lancio del Chupinazo, che dà il via alla festa
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Il lancio del chupinazo (razzo) dal balcone del consiglio della città a mezzogiorno del 6 luglio dà il via alla festa
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La folla radunata nella piazza attende l’inizio ufficiale della festa
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La folla mostra i tradizionali fazzoletti rossi durante il Chupinazo
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Il lancio di un coraggioso dalla fontana Navarra sulla folla
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La festa nella piazza principale di Pamplona
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Il lancio di un coraggioso dalla fontana Navarra sulla folla
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Acrobazie
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Spunta il seno nudo di una ragazza tra la folla
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Fiumi di vino rosso
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Caldo, vino e allegria
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Acqua dai balconi sul popolo della festa
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I tori dell’allevamento Cebada Gago in corsa
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La corsa dei tori in Calle Estafeta | Un bue-guida dei tori si prende una pausa
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Un toro alle calcagna
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Le foto di una turista da un balcone in Calle Estafeta
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Un toro dell’allevamento Fuente Ymbro in corsa
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Un corridore calpestato da un tori dell’allevamento Torrestrellas | Lo sguardo di un fotografo da dietro una porta che ritrae l’effige di San Firmino
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Spettatori dai balconi osservano la corsa dei tori
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La corsa dei tori dell’allevamento Miura in Calle Estafeta
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Un toro dell’allevamento Victoriano del Rio Cortes a terra in Calle Estafeta
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Il toro per le corna
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Un bacio prima del passaggio dei tori
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Bacio sul balcone nel giorno del Chupinazo
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San Firmino in processione per le vie di Pamplona
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Un Kiliki “colpisce” una suora durante la Comparsa de Gigantes y cabezudos
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L’arrivo di un giovane toro nell’arena dopo la corsa per il centro della città
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Il “novillero” Jimenez Fortes nell’arena: sopraffatto dal toro, resta incolume
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Un toro dell’allevamento Cebada Gago nell’arena
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Il torero David Mora punta la spada contro un toro nell’arena
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L’orecchio del toro, trofeo del matador David Mora
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Il matador Joselillo si prepara all’arena
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Il torero Joselillo all’angolo
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Il torero Joselillo alza la spada insanguinata in segno di trionfo
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Il torero Joselillo nell’arena contro un toro dell’allevamento Dolores Aguirre Ybarra
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Il torero Joselillo prima di entrare nell’arena e alla fine della sua corrida con l’orecchio del toro in mano
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Il torero Cesar Jimenez in attesa di entrare nell’arena
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Il matador Juan Jose Padilla prima di una corrida
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Una banderilla infilzata nel toro
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Il sangue sul dorso di un toro dell’allevamento Fuente Ymbro ferito nell’arena
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Il matador Arturo Saldivar, caduto a terra, si copre la testa dalle carica del toro
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Il torero Ivan Fandino contro un toro dell’allevamento Fuente Ymbro
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L’assistente di un torero in attesa del rito di ingresso, il Paseillo
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Un toro dell’allevamento Torrestrella nell’Arena
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Il torero Alberto Aguilar nell’arena contro un toro dell’allevamento di Dolores Aguirre Ybarra
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Il torero Alberto Aguilar nell’arena contro un toro dell’allevamento di Dolores Aguirre Ybarra
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Il torero Alberto Aguilar nell’arena contro un toro dell’allevamento di Dolores Aguirre Ybarra
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Il torero Rafaelillo nell’arena di Pamplona
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Un toro dell’allevamento Miura ucciso durante la corrida viene trascinato fuori dall’arena
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Giochi di fuoco intorno alla sagoma di un toro in Plaza del Castillo
PRIMO GIORNO 7 LUGLIO
AL VIA IL PRIMO ENCIERRO - Una corsa ”pulita e rapida”, secondo gli specialisti, il primo encierro dell’anno: di poco più di due minuti, senza feriti da cornata. Centinaia di persone hanno corso per le strade del centro della capitale della Navarra con i sei giovani tori dell‘allevamento di Torrestrella, fino alla storica Plaza de l’Ayuntamento. Ci sono stati solo due feriti leggeri, con contusioni.
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Festa tra il vino dopo il lancio del Chupinazo (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
SECONDO GIORNO 8 LUGLIO
AUSTRALIANO IMPRUDENTE INCORNATO DA UN TORO. Guai per un imprudente australiano, incornato dai tori di Pamplona nella seconda tornata della festa: il giovane di 24 anni ha riportato una fastidiosa ferita alla coscia destra. Stando alle immagini della tv spagnola Tve, l’australiano è corso incontro, con pericolosa audacia, a uno degli infuriati tori che venivano spinti nel recinto: l’animale ha usato le sue corna senza esitare, ma fortunatamente senza infierire troppo. Il giovane si è rialzato da solo, e zoppicando ha raggiunto il vicino ospedale. L’arteria era un po’ intaccata, ma il danno non è stato preoccupante. ”È stato imprudente, è una cosa pericolosa, non si dovrebbe fare così”, ha detto comunque un indignato portavoce dell’organizzazione. Oggi altri tre corridori di nazionalità ignota si sono ’scontrati’ con i tori in modo non grave, con semplici contusioni. I sei animali dell’allevamento Cebada Gago, che in serata hanno preso parte alla per loro ben più impegnativa corrida, hanno corso sulle strade dell’encierro per i rituali 848,8 metri, in tre minuti e 10 secondi.
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I tori dell'allevamento Cebada Gago in corsa (AP Photo/Ivan Aguinaga)
TERZO GIORNO 9 LUGLIO
FRANCESE INCORNATO ALLA COSCIA DA UN TORO. Altro doloroso incontro fra un turista e un toro infuriato. Un francese di 24 anni è stato incornato alla coscia destra, ed è finito in ospedale. I sei tori e sei buoi dell’allevamento Dolores Aguirre hanno battuto stamane il solito tempo di 3 minuti e 50 secondi con un sorprendente arrivo in 2 minuti e 60 secondi.
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L'arrivo di un giovane toro nell'arena dopo la corsa per il centro della città (AP Photo/Ivan Aguinaga)
QUARTO GIORNO 10 LUGLIO
DIECI FERITI A PAMPLONA Almeno 10 persone, tutte di nazionalità spagnola, rimaste ferite nella quarta giornata degli encierros. A differenza di quanto accaduto nei giorni scorsi, i feriti di oggi sono stati ricoverati in ospedale per avere riportato traumi non gravi, probabilmente in una caduta. Secondo la Tv spagnola all’encierro di oggi hanno partecipato almeno 3mila persone. Stando all’emittente diverse di loro sono cadute durante la corsa con i tori e alcune sono state calpestate dagli animali ma senza conseguenze.
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Il "novillero" Jimenez Fortes sopraffatto dal toro, resta incolume (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
SESTO GIORNO 12 LUGLIO
DUE INCORNATI E CINQUE CONTUSI NEL SESTO ENCIERRO Due giovani sono stati feriti dalle cornate dei tori a Pamplona nel sesto e terzultimo encierro della festa di San Firmino. Uno è stato colpito al petto, l’altro al braccio destro. Un migliaio i partecipanti alla corsa che ha lasciato a terra anche cinque contusi, con tagli, escoriazioni e in qualche caso fratture, tra quanti sfidavano sei tori e sei vitelli lungo 800 metri di strade strade tortuose percorse in appena due minuti e 16 secondi.
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L'orecchio del toro, trofeo per il matador David Mora (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
SETTIMO GIORNO 13 LUGLIO
SETTE FERITI NEL PENULTIMO “ENCIERRO” È di sette feriti il bilancio del penultimo encierro. Un toro si è staccato dagli altri e ha colpito un uomo alla schiena per poi sollevarlo da un braccio con le corna. Nessuno dei feriti è in gravi condizioni.
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Il sangue sul dorso di un toro dell'allevamento Fuente Ymbro ferito nell'arena (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)

Il matador è stato incornato all'Arena Vista Alegre di Bilbao (Foto: EPA/Alfredo Aldai)
Il torero spagnolo Sergio Aguilar è rimasto gravemente ferito durante una corrida a Bilbao, nel nord della Spagna, quando un toro lo ha colpito alla gola penetrandolo con una delle due corna fino al palato. Aguilar, 30 anni, dopo l’incidente perdeva abbondantemente sangue ed è stato soccorso subito dai medici presenti sul posto prima di essere trasportato d’urgenza all’ospedale della città basca ed essere sottoposto a un intervento chirurgico.
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Il matador è stato incornato all’Arena Vista Alegre di Bilbao
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Il momento tragico
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Aguilar durante una corrida, il 4 ottobre 2009
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Aguilar durante una corrida, il 21 aprile 2009
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Aguilar durante una corrida, il 27 maggio 2010
Secondo lo staff medico che ha operato Aguilar, dopo l’intervento l’uomo ha raggiunto condizioni stabilii, respira bene, può muovere la lingua, riesce persino a parlare, ma ha trascorso la notte in terapia intensiva e resta sotto continuo monitoraggio, in previsione di possibii complicazioni.
LE ALTRE GALLERY SULLA CORRIDA
Quanto accaduto ieri a Bilbao ricorda un incidente simile avvenuto lo scorso maggio di cui era rimasto vittima Julio Aparicio. Anche lui era stato colpito alla gola e una delle corna del coro gli era uscita dalla bocca. L’impressionante scena era stata fotografata, ripresa da varie televisioni ed era finita su tutti i principali siti Internet. Aparicio si era miracolosamente salvato. (ANSA-AFP)

(Foto: ANSA/YOUTUBE)
Una trentina di persone che assistevano a una corrida sono rimaste ferite ieri a Tafalla, nel nord della Spagna, quando un toro è riuscito a saltare dall’arena alle gradinate seminando il terrore tra la folla di appassionati.
Come si vede anche dalle immagini - fotogrammi di un video reso pubblico su youtube, mostrato anche dalla Tv spagnola - l’animale è riuscito a superare il cosiddetto ‘callejon’, il corridoio di sicurezza delimitato da una staccionata e situato tra l’arena e l’area riservata al pubblico.
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Una trentina di persone che assistevano a una corrida sono rimaste ferite ieri a Tafalla, nel nord della Spagna: un toro è riuscito a saltare dall’arena alle gradinate
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L’animale è riuscito a superare il cosiddetto ‘callejon’, il corridoio di sicurezza delimitato da una staccionata
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Quella tenuta ieri pomeriggio a Tafalla non era una corrida classica ma a una sorta di gara di abilità in cui il torero si avvicina il più possibile all’animale e poi fugge per evitare di essere colpito
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In massima parte hanno riportato solo qualche escoriazione fatta eccezione per un uomo e un bambino di 10 anni che sono in condizioni gravi ma non in pericolo di vita
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Il toro è stato abbattuto sul posto
Secondo il sito specializzato Mundotoro.com non è raro che un toro riesca a saltare il ‘callejon’. È invece abbastanza inconsueto che riesca a raggiungere le gradinate. Non è stata ancora trovata una spiegazione logica per il comportamento dell’animale. Secondo Mundotoro gli organizzatori dell’evento stavano per farlo portare fuori dall’arena perché fino a quel momento aveva dato ben poca soddisfazione al pubblico. Poi, invece, si è letteralmente scatenato.

(Foto: ANSA/YOUTUBE)
LE ALTRE GALLERY SULLA CORRIDA
Quella tenuta ieri pomeriggio a Tafalla non era una corrida classica ma a una sorta di gara di abilità in cui il torero si avvicina il più possibile all’animale e poi fugge per evitare di essere colpito.
Numerose ambulanze sono giunte alla Plaza de toros della cittadina della Navarra per trasportare i feriti in ospedale. In massima parte hanno riportato solo qualche escoriazione fatta eccezione per un uomo e un bambino di 10 anni che sono in condizioni gravi ma non in pericolo di vita. Il toro è stato abbattuto sul posto. (ANSA-AFP)

José Antonio Galdón incornato a Santander (Ansa)
Storica decisione in Spagna. Il parlamento catalano ha approvato questa mattina l’abolizione della corrida nella regione con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astensioni. Il dibattito si incentrava su un’iniziativa legislativa popolare sostenuta da 180.000 firme che chiedeva la fine dello spettacolo “barbaro”. La votazione era iniziata stamane alle 10 mentre fuori dall’edificio si erano riuniti decine di manifestanti pro e contro la corrida. La Catalogna, che ha conquistato nel 2006 lo statuto di autonomia, è la prima regione spagnola a proibire le corride a parte le Canarie dove il divieto è stato approvato nel 1991.
Le nostre GALLERY sulla corrida

Julio Aparicio incornato alla gola

Incornato il baby-torero Michelito

A Pamplona tra corride ed encierros

Corrida portoghese, dove i tori non sono uccisi

Nudi in piazza contro la corrida

Spagna, scontro sulla corrida: cultura o crudeltà?

Il Chupinazo: il lancio del razzo che dà il via alla festa (AP Photo/Victor R. Caivano)
Iniziata lo scorso 6 luglio alle 12.00 in punto, come da tradizione, con il tradizionale grido di ‘Viva San Fermin‘ e il lancio del chupinazo (il razzo che annuncia le feste) dal balcone del consiglio della città di Pamplona, la tradizionale festa dei tori in onore di San Firmino di Amiens - copatrono di Navarra e patrono della diocesi di Pamplona - è giunta quest’anno alla 150/esima edizione.
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Il Chupinazo: il lancio del razzo che dà il via alla festa
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Fiumi di vino rosso nella giornata inaugurale
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In alto i fazzoletti rossi
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La piazza centrale di Pamplona nel primo giorno della festa
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Acqua dai balconi sui corridori
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Salti sulla folla dalla fontana Navarreira
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Dai balconi acqua fresca sui partecipanti
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La banda | Un bacio a San Firmino
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Fazzoletti rossi sventolano dai balconi
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Il matador Salvador Cortes
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Il matador Salvador Cortes
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Dai balconi acqua fresca sui partecipanti
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Le feste che Pamplona celebra tra il 6 e il 14 luglio in onore di San Firmino di Amiens sono chiamate Los Sanfermines
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Il ‘banderillero’ Juan Martin Soto
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In fuga dai tori
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La tradizionale festa dei tori è in onore di San Firmino di Amiens, copatrono di Navarra e patrono della diocesi di Pamplona
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La festa di San Firmino ha una durata di 204 ore ininterrotte
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Ogni mattina alle 8 un encierro: i tori invadono le strade della capitale della Navarra
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Sdraiati per l’ingresso del toro nell’Arena
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8 giorni di processioni, venerazioni del santo patrono, bollettini dei feriti, ubriacature mattutine e corride pomeridiane.
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Spettacoli pirotecnici
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La festa di San Firmino è stata celebrato da Ernest Hemingway nel suo romanzo Fiesta (Il sole sorgerà ancora)
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Quest’anno la vittoria spagnola ai mondiali di calcio ha reso la festa indimenticabile
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Questo appuntamento continua a richiamare in città turisti da tutto il mondo
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Incornato il torero Juan Jose Padilla
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Il toro Cachero, 655 kili, pronto alla macellazione
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Il comune ha speso 2,8 milioni per la rigorosa organizzazione, impegnando 3 mila uomini del personale medico e di sicurezza
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Ogni mattina alle 8.00 decine di persone - circa 3.500 - hanno percorso, correndo per un tempo dai due ai quattro minuti, gli 848 metri dell’encierro, insieme a 6 toros bravos (selvaggi)
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L’encierro conduce, per le strade di pietra del centro della città, alla Plaza de toros
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‘anno scorso, la morte del corridore ‘professionista’ Daniel Jimeno sollevo’ una dura polemica sulla festa
La festa di San Firmino ha una durate di 204 ore ininterrotte, durante le quali ai famosi otto encierros - quando i tori invadono le strade della capitale della Navarra - si alternano processioni, venerazioni del santo patrono, bollettini dei feriti, ubriacature mattutine e corride pomeridiane.

Fiumi di vino rosso nella giornata inaugurale (Epa/J.Diges | AP Photo/Victor R. Caivano)
Celebrata da Ernest Hemingway nel suo romanzo Fiesta (Il sole sorgerà ancora), questo appuntamento continua a richiamare in città turisti da tutto il mondo. Il comune ha speso 2,8 milioni per la rigorosa organizzazione, che quest’anno ha proibito anche l’uso delle Vuvuzelas in città e ha impegnato 3 mila uomini del personale medico e di sicurezza.

(Epa/Jim Hollander)
Ogni mattina alle 8.00 decine di persone - circa 3.500 - hanno percorso, correndo per un tempo dai due ai quattro minuti, gli 848 metri dell’encierro, insieme a 6 toros bravos (selvaggi): per le strade di pietra del centro della città fino a giungere alla Plaza de toros. L’anno scorso, la morte del corridore ‘professionista’ Daniel Jimeno sollevo’ una dura polemica sulla festa. Il giovane madrileno è stato la prima vittima degli ultimi 14 anni di corse, e la 15/esima dal 1911. (ANSA)

Il matador Salvador Cortes (AP Photo/Victor R. Caivano)

I forcados provano a catturare il toro (AP Photo/ Francisco Seco)
Ad Evora si è svolta un’altra corrida: otto uomini a mani nude contro un toro per placcarlo.
La corrida portoghese, infatti, è diversa da quella spagnola, tanto criticata (qui una spiegazione più approfondita della corrida portoghese). Lo scopo finale non è uccidere l’animale.
Un gruppo di otto uomini, i cosiddetti forcados (così chiamati perché un tempo erano armati di forca), sfidano il toro, tutti insieme nell’arena, dopo che l’animale è stato stancato dalle corse faticose ed estenuanti dietro a un cavallo montato dal fidalgo, un abile cavaliere che pianta anche banderillas sotto l’incitazione del pubblico.
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I forcados provano a catturare il toro
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Bernardo Patinhas, leader dei forcados di Evora
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I forcados durante la “pega de cara”
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Un forcado afferra il toro per la testa
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Focardos in fila indiana
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I forcados dopo la corrida
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Un forcado invita il toro a caricare
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Prima della “pega de cara”
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La vestizione dei forcados prima della corrida
GALLERY: Spagna, scontro sulla corrida: cultura o crudeltà?
Poi è il turno dei forcados: in fila indiana si piazzano davanti al toro, provocandolo, e quando questo attacca anziché evitarlo il capo dei forcados con gesto apparentemente folle si butta tra le corna del toro e tenta di afferralo sul dorso. Gli altri si gettano tra le gambe dell’animale, gli saltano sul collo, gli afferrano la coda, nello scopo di placcarlo, non per ucciderlo. Solo una dimostrazione di forza dell’uomo sulla bestia.

Bernardo Patinhas, leader dei forcados di Evora

(AP Photo/Miguel Tovar)
Michel Lagravere, il baby-torero conosciuto come “Michelito”, è uscito sconfitto dalla sua prima volta in un’arena, a Città del Messico. Incornato dal secondo toro affrontato, è stato accompagnato all’ospedale per degli accertamenti. Dai medici sono venute piene rassicurazioni: nessuna grave conseguenza per il più giovane torero del mondo.
Per metà francese e per metà messicano, dodici anni, la corrida come passione famigliare, la sua prima esibizione, per via della giovane età del matador, sta suscitando moltissime polemiche.

(AP Photo/Miguel Tovar)
Le altre gallery sulla CORRIDA
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Michel Lagravere, il baby-torero conosciuto come “Michelito”, è uscito sconfitto dalla sua prima volta in un’arena
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Michelito è per metà francese e per metà messicano
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Debutto sfortunato
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La corrida è una passione condivisa dalla sua famiglia
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Nonostante tutto, si è detto felice per il suo esordio
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Il padre e la madre sostengono la sua scelta di scendere in arena
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Preghiere prima della prova di matador
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Avuta la meglio sul primo toro, è stato incornato dal secondo
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Accompagnato all’ospedale per accertamenti, non sono state riscontrate conseguenze
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Michel Lagravere, 12 anni, durante una sessione di pratica

È fuori pericolo (ANSA-EPA/Gustavo Cuevas)
È “fuori pericolo” Julio Aparicio, il torero spagnolo incornato il 21 maggio nell’arena di Las Ventas, a Madrid, nel corso della sedicesima corrida della “feria” di San Isidro, e poi sottoposto a due interventi chirurgici nel giro di sei ore.
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È “fuori pericolo” Julio Aparicio, il torero spagnolo incornato il 21 maggio nell’arena di Las Ventas, a Madrid
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È stati sottoposto a due interventi chirurgici nel giro di sei ore
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La salvezza di Aparicio sembra un miracolo a chi ha assistito alla scena. Il torero, dopo essere stato gettato a terra dal toro di 530 chili ‘Opiparo’, è stato colpito da una sua terribile cornata
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Il corno destro del toro è penetrato dal collo, sotto la mandibola, ed è uscito dalla bocca, fra le grida degli spettatori presenti.
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Per pochi millimetri non è stata colpita l’aorta. Aparicio è stato anche sottoposto a una tac che ha escluso lesioni cerebrali
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“La morte è passata per un secondo nella bocca di Julio Aparicio”, ha scritto El Mundo
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Tutta la stampa spagnola ha dedicato molto spazio all’accaduto
La salvezza di Aparicio sembra un miracolo a chi ha assistito alla scena. Il torero, dopo essere stato gettato a terra dal toro di 530 chili ‘Opiparo‘, è stato colpito da una sua terribile cornata: il corno destro è penetrato dal collo, sotto la mandibola, ed è uscito dalla bocca, fra le grida degli spettatori presenti.

Per pochi millimetri non è stata colpita l’aorta
Ricoverato d’urgenza, in condizioni definite immediatamente “molto gravi” dai sanitari, il matador, 41 anni, presentava una ferita “con ingresso nella regione cervicale anteriore e penetrazione del cavo orale, con la frattura della mascella”. Per pochi millimetri non è stata colpita l’aorta. Aparicio è stato anche sottoposto a una tac che ha escluso lesioni cerebrali. Un suo collega ha detto che secondo i medici Aparicio non subirà conseguenze gravi, né presenterà situazioni critiche”. Sarà solo “una questione di pazienza”, con un recupero molto lento.
GALLERY: Spagna, scontro sulla corrida: cultura o crudeltà?
“La morte è passata per un secondo nella bocca di Julio Aparicio”, ha scritto El Mundo, dedicando a questa storia un ampio spazio e una grande foto, come quasi tutta la stampa spagnola.
Si è salvato anche il matador spagnolo Jose Tomas, gravemente ferito in Messico lo scorso aprile: colpito alle vene femorali, aveva perso sei litri di sangue prima dei soccorsi. È stato dimesso dall’ospedale il 1 maggio.

(AP Photo/Sergio Torres)
Jose Tomas, celebre torero spagnolo, è stato gravemente ferito, sabato scorso, durante una corrida in Messico, ad Aguascalientes, durante la Feria di San Marcos.
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Gravemente ferito, sabato scorso, durante una corrida in Messico
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È accaduto ad Aguascalientes, durante la Feria di San Marcos
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Il matador ha 33 anni ed è considerato una star delle corride internazionali
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Ad incornarlo è stato il secondo toro affrontato nell’arena, di nome Navegante
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Il toro che lo ha ferito pesa 497 Kg
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Il toro ha affondato le corna per quindici centimetri nel corpo di Tomas
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Tomas, che aveva perso moltissimo sangue, è stato sottoposto per tre ore e mezzo a un intervento chirurgico che ha cercato di limitare il danno alle vene femorali
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Il torero, secondo i medici, aveva perso circa sei litri di sangue
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Carlos Hernandez, uno dei dottori che lo ha in cura, ha definito ‘molto gravi’ le condizioni del torero
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A colpire il matador, che ha 33 anni ed è considerato una star delle corride internazionali, è stato il secondo toro affrontato nell’arena, ‘Navegante’, che ha affondato le corna per quindici centimetri nel corpo di Tomas.
Tomas è stato sottoposto per tre ore e mezzo a un intervento chirurgico che ha cercato di limita re il danno subìto alle vene femorali. Il torero, secondo i medici, aveva perso circa sei litri di sangue. Carlos Hernandez, uno dei dottori che lo ha in cura, ha definito ‘molto gravi’ le condizioni del torero. (ANSA)

Sos (AP Photo/Paul White)
Manifestanti nudi, con costato e mani coperti di sangue finto, come fossero tori, hanno composto ieri con i loro corpi la scritta SOS, a Madrid, per protestare contro la dichiarazione di corrida come “evento di interesse culturale” da parte delle autorità regionali di Valencia, Murcia e Madrid.
VEDI anche: Spagna, scontro sulla corrida: cultura o crudeltà?

Valencia (JUAN CARLOS CARDENAS/ANSA)
(ANSA) - Mentre nel parlamento catalano è in corso un acceso dibattito sulla possibile abolizione della corrida, la Comunidad di Madrid (governata dal Partido Popular), seguita a ruota da Valencia, ha deciso oggi di dichiararla ”bene di interesse culturale”, come riferisce l’edizione online di El Mundo.
La misura decisa dalla regione della capitale ”è collegata” al dibattito in corso in Catalogna. Il parlamento regionale di Barcellona, infatti, deve decidere entro l’estate se abolire o meno, localmente, la corrida. Ieri è iniziata una serie di audizioni parlamentari con esperti e testimonial del mondo ‘taurino’ e del fronte abolizionista, tra i quali la lotta è senza esclusione di colpi e il dibattito, spesso, sopra le righe.

Pamplona (EPA/JIM HOLLANDER)
I deputati catalani hanno iniziato le audizioni di 30 esperti e testimonial dei due fronti, che dureranno fino alla settimana prossima. Il ‘Parlament’, spaccato sulla questione, ha dichiarato ricevibile in dicembre, per pochi voti di scarto, l’iniziativa di legge popolare della Piattaforma animalista Prou! (Basta!), per l’abolizione della corrida in Catalogna.
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Non solo in Spagna: corrida a Lima, Perù
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Lima | Pamplona
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Non solo in Spagna: corrida a Las Vegas, USA
L’iter sul disegno di legge è ora formalmente avviato, il voto finale è previsto entro l’estate. Gli abolizionisti fanno appello anche al sentimento ‘catalanista’ contro un’istituzione ’spagnola’. Se vincera’ il sì, la Catalogna sarà la prima regione della Spagna continentale ad abolire la ‘Fiesta’. L’impatto in tutto il Paese sarebbe enorme.

Pamplona (Eloy Alonso/Reuters/Lapresse)
Il dibattito nel ‘Parlament’ è iniziato con toni altamente emotivi. Il filosofo Jesus Moserin ha contestato l’appello al rispetto di una grande tradizione spagnola con un parallelo fra la corrida (definita ”un sintomo di scarso sviluppo intellettuale’) e mutilazioni genitali alle donne, suscitando una bufera. La scrittrice Espido Freire, dal canto suo, ha paragonato ”la catarsi dei tori” agli episodi in cui ”due ragazze attaccano un’altra per picchiarla e filmano la scena con un cellulare”. Il fisico Jorge Wagesberg, arrivato in aula con coltelli da torero e banderillas, è così intervenuto: ”Non fanno male? Certo che fanno male” ha detto spiegando l’effetto delle lame quando penetrano nella carne e nei muscoli, la stoccata finale che arriva al cuore e ai polmoni facendo morire il toro ‘’soffocato dal proprio sangue”.
Il fronte ‘taurino’, invece, ha fatto appello soprattutto a una visione romantica della tradizione iberica.
”La Fiesta è spettacolo di vita, di morte, di rispetto, valori che si stanno perdendo in questa società”, ha detto l’ex torero Joselito: ”è come il primo amore, nel quale c’è crudelta’ e sofferenza, ma che non per questo va abolito”.