John Paul Getty III, nipote del magnate americano del petrolio e collezionista d’arte John Paul Getty, è morto ieri all’età di 54 anni in una villa del Buckinghamshire, in Gran Bretagna, circondato dalle cure della madre Gail, dei fratelli minori e del figlio Balthazar. Da trent’anni Getty III era paralizzato e quasi cieco, prigioniero delle conseguenze di un ictus provocatogli - quando aveva soli 24 anni - da un’overdose di oppio, valium e metadone.
Una vita distrutta dai miliardi di famiglia: Paul aveva 16 anni quando il 10 luglio 1973 venne rapito dalla ‘ndrangheta, che lo avrebbe tenuto sotto sequestro per 5 mesi, incatenato a uno steccato. Fu un caso celebre, che all’epoca appassionò l’opinione pubblica mondiale. Getty fu sequestrato a Roma, la città dove era cresciuto e dove il padre John Paul Getty II curava gli affari italiani della Getty Oil.
- Paul Getty a 16 anni, prima del rapimento
- Paul Getty III in una foto degli anni Settanta, all’epoca del suo rapimento
- 6 luglio 1973: il nonno-magnate John Paul Getty, a destra, con George F. Getty, figlio di primo letto
- Paul Getty III nel film “Lo stato delle cose”, diretto dal regista tedesco Wim Wenders, che fu presentato al Festival di Venezia nell’agosto del 1982
- Con Wim Wenders
- In una foto recente
- 17 luglio 1973: la conferenza stampa di Gail Getty (destra), madre di Paul Getty III, assistita dal suo avvocato
- 26 dicembre 1973: Paul Getty III con la madre Gail sulle nevi austriache
- 13 maggio 1976: un momento del processo per il rapimento di Paul Getty III a Lagonegro (Potenza)
- 13 maggio 1976: gli imputati nella gabbia durante l’udienza del processo per il rapimento
Inizialmente il patriarca Getty si era rifiutato di sborsare gli 11 milioni di sterline richieste dai rapitori: ”Ho 14 nipoti. Se tirassi fuori un centesimo avrei 14 nipoti rapiti”. Accettò solamente dopo che i rapitori gli recisero l’orecchio destro e lo inviarono ai suoi familiari. Pagati 2,1 milioni di sterline per il rilascio del nipotino, il nonno lo obbligò a restituirgli la somma con il 4% di interessi annui. Rilasciato, fu ritrovato da un camionista il 17 dicembre lungo l’autostrada Salerno Reggio Calabria.
Dopo la liberazione, la sua vita entrò in una spirale negativa. Contro il volere della famiglia, Paul III decise di sposarsi a 18 anni con la regista e modella Martine Zacher, una donna di 25, che il giorno del matrimonio si vestì di nero dalla testa ai piedi. Disgustato, il nonno Getty lo tagliò fuori dai miliardi di famiglia. Diseredato e emarginato dai familiari, Paul si trasferì negli Usa, dove continuò la sua vita da bohémien frequentando il circolo di Andy Warhol e affondando nel tunnel della droga. Nel 1981, il colpo di grazia: dopo sei settimane di coma per un’overdose, la progenie dell’uomo allora più ricco del mondo emerse paraplegico e semicieco, incapace di articolare una parola.
”Se n’era andato tutto tranne la mente”, ha detto al Daily Mail il padrino Bill Newson. Anche allora, i Getty e tutti i loro miliardi abbandonarono il giovane: la madre Gail lo aveva accolto in casa ma non poteva permettersi le cure 24 ore su 24 da 16 mila sterline al mese. E il padre John Paul II - morto nel 2003 - pur avendo donato milioni di sterline alla National Gallery of Arts e sperperato una fortuna in Marocco dopo aver abbandonato la famiglia, disse che non avrebbe pagato i conti perché ”il figlio si era cacciato nei guai da solo”. (ANSA)
- Martedì 8 Febbraio 2011






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