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L'eruzione con lampi del vulcano Puyehue vista da Entre Lagos, Cile
Nei giorni scorsi l’eruzione del vulcano Puyehue, nel sud del Cile, ci ha regalato immagini mozzafiato, tra lampi, fulmini e bagliori nel cielo. E l’attività del complesso vulcanico di Cordon Caulle non smette di sorprenderci.
Le ceneri vulcaniche cilene eruttate hanno percorso quasi 10.000 chilometri, hanno attraversato l’Oceano Pacifico e sono arrivate addirittura sulla Nuova Zelanda e perfino sul sud dell’Australia, mettendo a terra già decine di voli. Anche a Buenos Aires sono stati nuovamente cancellati diversi voli a causa della cenere del vulcano cileno.
Finora però a rimetterci di più è la fauna ittica dei corsi d’acqua a ridosso del vulcano, dove la temperatura è aumentata vertiginosamente causando la morte di molti pesci.
Con gli occhi ancora puntati verso quello spettacolo splendido e terribile della natura, ecco nuove immagini dal vulcano Puyehue e lunghi dintorni…
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L’eruzione con lampi del vulcano Puyehue vista da Entre Lagos, Cile
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Fulmini sul vulcano Puyehue, visti dalla strada sul confine Cardenal Samore, Cile
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L’eruzione del Puyehue vista da Entre Lagos
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Nube di cenere vulcanina sullo sfondo del lago ad Entre Lagos
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Nube vulcanica vista da Entre Lagos
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Ceneri vulcaniche coprono parte del lago Puyehue
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Uccelli in volo tra la nube vulcanico ad Entre Lagos, sud del Cile
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L’eruzione ha innalzato la temperatura del fiume Nilahue provocando la morte di molti pesci
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Vista sul lago Puyehue, parzialmente coperto dalle ceneri
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Cenere vulcanica sul lago Puyehue
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Immagine dal satellite col pennacchio del vulcano visibile al centro
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Nuova Zelanda, il monte Taranaki nella sommità innevata mentre la nube di cenere si muove dal Cile
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Ceneri e fumo vulcanici visti da Entra Lagos
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Aereo coperto di cenere all’aeroporto di Bariloche, Argentina
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Cenere vulcanica sulla riva del lago Nahuel Huapi a Bariloche, Argentina

Temporale elettrico nel cielo del Cile dopo l'eruzione (Ansa/EPA/DANIEL BASUALTO)
Il vulcano Puyehue, nel sud del Cile, da sabato è entrato in eruzione. L’eruzione, avvenuta nel complesso vulcanico di Cordon Caulle, ha provocato un’esplosione che ha prodotto una colonna di fumo di 10 chilometri. Erano circa 50 anni che il vulcano non si risvegliava. Le autorità cilene hanno ordinato lo sgombero di circa 3.500 persone dalle località alle pendici del vulcano a circa 870 chilometri a sud di Santiago.
In queste foto la meraviglia di luci, scoppi e cenere nel cielo.
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Fulmine sul vulcano Puyehue
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L’eruzione tra temporale e lampi
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Il secondo giorno di eruzione
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L’eruzione in una tempesta con lampi
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Lo show del vulcano Puyehue
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Temporale elettrico nel cielo del Cile dopo l’eruzione
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Fumo fluttuante nel cielo dopo l’eruzione
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Lo spettacolo dell’eruzione sul vulcano Puyehue, Cile
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Le luci dell’eruzione sul vulcano Puyehue, Cile
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Luci ed esplosioni sul vulcano Puyehue, Cile
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Colonna di fumo e lampi vulcanici sul vulcano Puyehue
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Il cielo sopra il vulcano cileno dopo l’eruzione
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Gigantesca nuvola di cenere dopo l’eruzione nella regione di Los Rios
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Colonna di fumo innalzatasi dal vulcano cileno Puyehue-Cordon Caulle
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Nuvola di cenere vulcanica dopo l’eruzione nella regione di Los Rios
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Due uccelli vicino alla nube di cenere
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Colonna di fumo e cenere dal vulcano Puyehue, circa 1.100 km a sud di Santiago del Cile
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Fumo nel cielo sopra il complesso vulcanico Puyehue - Cordon Caulle
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Un manto di cenere vulcanica copre un quartiere di San Carlos de Bariloche, Argentina
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Rosa coperta da cenere vulcanica a San Martin de los Andes, Argentina
Dopo l’eruzione del complesso vulcanico Puyehue-Cordon Caulle, c’è allerta anche nell’area di Bariloche, in Argentina. Il noto centro turistico della Patagonia argentina è stato colpito da una pioggia di ceneri che ha quasi oscurato la città, distante un centinaio di chilometri dal vulcano cileno.
La stessa situazione si sta vivendo anche in un’altra località turistica argentina, Villa Langostura, che è ancora più vicina alla zona vulcanica cilena.

L'eruzione tra temporale e lampi (Miguel Angel Bustos )
A causa dell’intensa nuvola di cenere, le autorità aeroportuali argentine sono state costrette a sospendere i voli nello scalo di Bariloche, nella Patagonia nord-occidentale, ai piedi delle Ande, a circa 100 chilometri a est di Puyehue.
Per ordine del governo della presidente Cristina Fernandez de Kirchner, l’esercito sta preparando l’invio di personale specializzato, mezzi di trasporto e impianti di acqua potabile, al fine di assistere la popolazione locale. (ANSA/AGI)

Gigantesca nuvola di cenere dopo l'eruzione nella regione di Los Rios (Ansa/EPA/IAN SALAS)
VEDI anche: Islanda, l’eruzione del vulcano Grimsvotn: nuovo spettacolo tra i ghiacci

Pennacchi di fumo dal vulcano Grimsvotn, a 200 km da Rejkjavik (AP Photo, Jon Gustafsson)
L’eruzione del vulcano islandese Grimsvotn è finita all’alba di ieri e ora dal cratere esce solo vapore, non ceneri. Spariti il pennacchio ed i tremori, le compagnie aeree ed i passeggeri di mezza Europa tirano un sospiro di sollievo dopo che in due giorni sono stati cancellati oltre mille voli. Niente rispetto ai milioni di passeggeri bloccati negli aeroporti di mezzo mondo di un anno fa per l’eruzione dell’Eyjafjallajokull.
Noi di Panorama.it, probabilmente perché non dovevamo viaggiare in aereo, abbiamo ancora una volta guardato alla meraviglia del fuoco che esplode tra i ghiacci con stupore e fascinazione.
E in questa gallery fotografica, come facemmo per il vulcano Eyjafjallajokull, raccogliamo alcune foto dello spettacolo visivo generato dal Grimsvotn.
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Pennacchi di fumo dal vulcano Grimsvotn, a 200 km da Rejkjavik
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Pennacchi di fumo dal vulcano Grimsvotn
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Vista aerea sull’eruzione del vulcano Grimsvotn
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Fumo sale dal Grimsvotn, il vulcano più attivo d’Islansa
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Pennacchi di fumo dal vulcano Grimsvotn, che si trova sotto il ghiacciaio Vatnajokull
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Un pennacchio di fumo sale dal vulcano Grimsvotn
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Foto scattata dal satellite che mostra la nube di cenere (di colore rossastro) dal Grimsvotn
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Immagine del satellite NASA mostra il pennacchio di cenere fare ombra ad ovest
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Immagine del satellite dell’Università di Dundee mostra la nube di cenere, in alto a sinistra, l’area marrone/beige
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Aereo vola su Londra in un cielo coperto di cirri mentre la nuvola di cenere muove verso il Regno Unito
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Pecore in un campo coperto di ceneri vicino Kirkjubaearklaustur
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Pecore alzano una nube di cenere correndo in un campo vicino Kirkjubaearklaustur, a 260 km da Reykjavík
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Cavalli pascolano in un campo coperto di cenere vicino Kirkjubaearklaustur
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Agnello morte giace a terra ricoperto di cenere vicino Kirkjubaearklaustur
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Uomo con mascherina cammina in strada tra le ceneri a Pecore in un campo coperto di ceneri a Kirkjubaearklaustur
Il vulcano Grimsvotn, situato sul più grande ghiacciaio dell’Islanda, ha cominciato ad eruttare sabato scagliando verso il cielo una colonna di fumo bianco alta circa 15 chilometri. Dopo l’eruzione, la più potente di Grimsvotn dal 1873 e più forte di quella dell’Eyjafjallajokull che l’anno scorso provocò il caos nel traffico aereo, una massiccia scia di cenere si era diffusa sull’Europa settentrionale.

Pennacchi di fumo dal vulcano Grimsvotn (AP Photo/Jon Gustafsson)
Il Grimsvotn è situato nel sud-est dell’isola, sul ghiacciaio Vatnajokull, una regione disabitata. La sua ultima attività eruttiva risale al 2004.
Islanda, nube di cenere: paesaggi e tramonti mozzafiato

(AP Photo/Carmelo Imbesi)
Dopo l’attività esplosiva della notte tra mercoledì e giovedì e una nuova attività - di circa 5 minuti - con emissione di cenere lavica registrata nel primo pomeriggio di ieri, l’Etna è tornato tranquillo. Il fenomeno si è pressoché esaurito, ma “c’è la possibilità che possa riprendere. Manifestazioni come queste sono infatti abbastanza cicliche”, ha osservato Domenico Patanè, direttore della sezione di Catania dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
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Dopo l’attività esplosiva della notte tra mercoledì e giovedì e una nuova attività - di circa 5 minuti - con emissione di cenere lavica registrata nel primo pomeriggio di ieri, l’Etna è tornato tranquillo
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L’evoluzione dell’attività di tipo stromboliano era iniziata fra il 2 e 3 gennaio
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Fino alle 23.00 di mercoledì aveva prodotto soltanto ceneri, per poi diventare più intensa, liberando lava e getti di ceneri fino a 7.000 metri
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Tornata la calma, i fronti di lava si sono arrestati al centro della Valle del Bove, a quota 1.630 metri sul livello del mare, dopo aver percorso complessivamente circa 4.300 metri dalla bocca eruttiva
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Tutto richiama alle fasi che hanno preceduto alcune eruzioni effusive degli scorsi anni, con le colate confinate nella desertica Valle del Bove, senza costituire un rischio per cose o persone
L’evoluzione dell’attività di tipo stromboliano iniziata fra il 2 e 3 gennaio, fino alle 23.00 di mercoledì aveva prodotto soltanto ceneri, per poi diventare più intensa, liberando lava e getti di ceneri fino a 7.000 metri. Tornata la calma, i fronti di lava si sono arrestati al centro della Valle del Bove, a quota 1.630 metri sul livello del mare, dopo aver percorso complessivamente circa 4.300 metri dalla bocca eruttiva. Nel cratere a pozzo sul fianco orientale del cratere di Sud Est, rileva l’Ingv, ”non è stata osservata alcuna attività, ma sono in atto continui crolli di materiale ancora caldo dalle pareti interne che provocano piccole emissioni di cenere, talvolta di maggiore entità, che comunque si disperdono solo sugli alti versanti del vulcano”.
Secondo i ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’attività dell’Etna avrà altri alti e bassi. Tutto richiama alle fasi che hanno preceduto alcune eruzioni effusive degli scorsi anni, con le colate confinate nella desertica Valle del Bove, senza costituire un rischio per cose o persone. (ANSA)

(AP Photo/Trisnadi)
Una nuova eruzione del vulcano Merapi, sull’isola indonesiana di Giava, è stata registrata stamani. Le ceneri prodotte dalla ”montagna di fuoco” hanno raggiunto gli 8 km di altezza e una colata piroclastica si è prodotta sul fianco sud. La nuova eruzione ha causato la morte di altre 5 persone. Lo riferisce la Cnn, citando le autorità locali.
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Una mucca uccisa dalle polveri vulcaniche
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Il villaggio di Kinahrejo, Yogyakarta
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Una casa abbandonata a Kinahrejo, Yogyakarta
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Nel villaggio abbandonato du Kaliadem, Yogyakarta
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Il villaggio di Mutilan
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Ciabatte abbandonate sotto le polveri a Kaliadem
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Una motocicletta nel villaggio abbandonato di Ciabatte abbandonate sotto le polveri a Kaliadem
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Un mangianastri nel villaggio abbandonato di Kaliadem
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Kaliadem, una pianta bruciata dalle polveri
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Un uccellino ucciso dalle polveri
Il Merapi ha iniziato la sua fase eruttiva il 26 ottobre scorso, quando 36 persone hanno perso la vita. Da quella data, le ripetute eruzioni della “montagna di fuoco” hanno causato la morte di 44 persone e il ferimento di dozzine di altre. Gli esperti segnalano gli ulteriori rischi causati dalle forti piogge, che possono causare smottamenti e frane. Il numero delle persone evacuate dalla zona circostante la montagna è arrivato a quota 90.000. Le autorità hanno invitato le compagnie aeree, due giorni fa, a percorrere rotte alternative per avitare il sorvolo nell’aerea interessata dall’eruzione.
In questa gallery, le foto dei villaggi abbandonati di Kalidem, Mutilan e Kinahrejo, interamente coperti dalle ceneri vulcaniche.

Dal Sinabung nuvole di cenere calda
Sono 21mila gli sfollati per l’eruzione del vulcano Sinabung, in Indonesia, ridestatosi dopo quattro secoli di inattività. Le persone evacuate sono state trasferite in 16 rifugi allestiti nel nord dell’isola di Sumatra, dove dovranno restare per almeno una settimana. La nube di fumo alta più di 2mila metri potrebbe creare problemi agli aerei in transito e per questo molti voli sono stati deviati.
Dopo l’eruzione nella notte tra sabato e domenica ce n’è stata una seconda più potente questa mattina che è durata 15 minuti e ha lasciato un fortissimo odore di zolfo in tutta la zona.
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Il monte Sinabung lancia materiali vulcanici sul cielo di Karo
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Distretto di Tanah Karo, fuori della città di Medan
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Dal monte Sinabung nuvole di cenere calda
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Il monte Sinabung lancia materiali vulcanici sul cielo di Karo
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Tanah Karo, un residente scappa dal suo paese
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Dal monte Sinabung fumo vulcanico su Karo, Sumatra settentrionale
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Bambini indonesiani evacuano dal loro villaggio
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Indonesiano conduce un carro con il vulcano alle spalle
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Nuvole di cenere calda
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Karo, gli abitanti dei villaggi abbandonano le loro case
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Karo, un abitante evacua i suo animali dal villaggio
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Karo, residenti evacuano il villaggio a bordo di un motorino
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In viso maschere per proteggersi dalla cenere vulcanica
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Il cielo a Karo, Sumatra settentrionale
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Nuvole di cenere calda dal monte Sinabung
Le autorità hanno ordinato l’evacuazione completa dell’area nel raggio di sei chilometri dal vulcano, alto 2500 metri.
Nel primo giorno ci sono stati due morti, uno per infarto e l’altro per problemi respiratori.
L’Indonesia, che si trova sull’Anello di fuoco, è il Paese con più vulcani attivi al mondo e il mese scorso ci sono stati quattro dispersi in seguito all’eruzione sul monte Karangetang, nella remota isola di Siau. (AGI)

(Foto Ansa/EPA/ARNI SAEBERG / ICELANDIC COAST GUARD)
Una nuova eruzione sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokull nel sud dell’Islanda preoccupa esperti ed autorità, che hanno ordinato l’evacuazione di oltre 800 persone, ma le inondazioni previste non dovrebbero provocare particolari danni. Lo riferisce IceNews, sito di informazione islandese.
Il vulcano ha iniziato la sua eruzione ieri mattina: lo scioglimento dei ghiacci ha prodotto inondazioni in tutta la zona e lo straripamento dei fiumi. La Route 1, una delle principali arterie islandesi, viene messa in sicurezza in particolare per salvare il ponte Markarfljots, poco a sud dal vulcano. La strada è stata “spaccata” in tre punti per consentire il passaggio delle acque.
Gli esperti tuttavia ritengono che il picco massimo delle acque sia stato già raggiunto, e quindi non si dovrebbero registrare particolari danni.
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Vista sul ghiacciaio Eyjafjallajokull
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Vista sul ghiacciaio Eyjafjallajokull
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Vista sul ghiacciaio Eyjafjallajokull
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Vista sul ghiacciaio Eyjafjallajokull
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Vista sul ghiacciaio Eyjafjallajokull
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Strada costiera vicino Reykjavik interrotta
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Strada costiera vicino Reykjavik interrotta
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Vista sul ghiacciaio Eyjafjallajokull
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Vista sul ghiacciaio Eyjafjallajokull
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Ceneri sul cratere del vulcano
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I monitor della Guarda costiera islandese
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Ceneri sul cratere del vulcano
Molti voli aerei sono stati sospesi oggi in Scandinavia e Gran Bretagna, a causa della mancanza di visibilità provocata dalle nubi di ceneri spinte ad alta quota dall’eruzione.
A Londra, primo scalo del mondo come numero di passeggeri, sono stati cancellati 150 voli a Heathrow e 108 a Gatwick, mentre a Stansted è stata la compagnia Easyjet ad annullare diversi voli del mattino.
In Scozia tutti gli aeroporti sono stati chiusi (Aberdeen, Edimburgo e Glasgow), così come quelli di Belfast. Forti riduzioni nel nord dell’Inghilterra (Manchester, Liverpool e Newcastle) e nel centro (Birmingham).
Il traffico aereo resta poi sospeso nel nord e nell’ovest della Norvegia, mentre prosegue a Trondheim e a Oslo. In Svezia la navigazione aerea è stata totalmente interrotta la notte scorsa a nord dell’aeroporto di Skellefteaa, 200 chilometri a sud del circolo polare, e nel resto del paese ci sono numerosi ritardi e non sono esclusi altri blocchi. Anche nel nord della Finlandia ci sono delle interruzioni ai voli.

(AP Photo/Brynjar Gauti)

(EPA/DENNIS M. SABANGAN)
Le autorità filippine hanno ordinato, a partire da stamani, l’evacuazione di 20-30mila persone che vivono nelle vicinanze del Mayon (6-8 kilometri), il vulcano più attivo del Paese, annunciando una possibile eruzione entro una settimana.
Il Mayon, situato sull‘isola di Luzon, la piú grande dell’arcipelago - famoso per la sua forma conica quasi perfetta- da lunedí ha iniziato ad eruttare lava e ceneri, che hanno raggiunto un’altezza di circa 100 metri, ha detto il vulcanologo Renato Solidum.
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Il Mayon è il vulcano più attivo del Paese. È annunciata una possibile eruzione entro una settimana
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Le autorità filippine hanno ordinato, a partire da stamani, l’evacuazione di 20-30mila persone nelle vicinanze del Mayon
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Il Mayon è situato sull’isola di Luzon, la piú grande dell’arcipelago
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Da lunedí il vulcano ha iniziato ad eruttare lava e ceneri, che hanno raggiunto un’altezza di circa 100 metri
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Il vulcano sta mostrando un aumento di attività, quindi si è ritenuto necessario alzare l’allarme
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Il materiale incandescente fuoriuscito dal cratere è colato lungo il versante sud-est del vulcano.
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È stata richiesta l’assistenza di esercito e polizia per scortare la popolazione nei rifugi
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L’arcipelago delle Filippine sorge nell’Anello del Fuoco, una catena di vulcani che cingono l’Oceano Pacifico
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L’ultima eruzione del Mayon, che negli ultimi 400 anni si è svegliato 50 volte, risale al 2006
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La colata più grave è stata registrata nel 1841, quando la lava seppellì un intero paese, uccidendo 1.200 persone
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Un bambino tra gli sfollati
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Persone in fuga
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Una ragazza sfollata
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In un centro temporaneo di evacuazione
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In un centro temporaneo di evacuazione
”Il vulcano sta mostrando un aumento della sua attività - ha spiegato lo studioso -, quindi abbiamo ritenuto necessario alzare l’allarme”. Solidum ha aggiunto che il ”materiale incandescente” fuoriuscito dal cratere è colato lungo il versante sud-est del vulcano.
Joey Salceda, governatore della provincia di Albay, dove si trova il vulcano, ha aggiunto che è stata richiesta l’assistenza di esercito e polizia per scortare la popolazione nei rifugi.
L’arcipelago delle Filippine sorge nell’ ”Anello del Fuoco”, una catena di vulcani, che cingono l’Oceano Pacifico.
L’ultima eruzione del Mayon, che negli ultimi 400 anni si è svegliato 50 volte, risale al 2006.
La colata più grave è stata registrata nel 1841, quando la lava seppellì un intero paese, uccidendo 1.200 persone.