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Filippine

(Epa/Francis R. Malasig)
È salito a quasi 1000 il numero dei morti per il tifone Washi che ha colpito le Filippine, causando inondazioni e smottamenti nei villaggi costieri nel sud del Paese. Lo ha reso noto l’Organizzazione nazionale per la prevenzione delle catastrofi, precisando che i morti accertati sono 957 mentre 49 sono i dispersi. Le persone coinvolte dal tifone sono in tutto 338 mila in 13 province; 43 mila sfollati sono tuttora ospitati in centri di emergenza per evacuati. LE FOTO

Un gruppo di giovani partecipa alla manifestazione (AP Photo/Bullit Marquez)
In questa fotogallery, le immagini della manifestazione che si è tenuta oggi a Manila, nei pressi del Palazzo presidenziale - contemporaneamente ai funerali celebrati nella cattedrale di Kidapawan, dal vescovo Romulo De La Cruz - per chiedere la fine delle violenze e che siano fatte chiarezza e giustizia sul caso del sacerdote italiano ucciso.
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Padre Fausto Tentorio, parroco nella città di Arakan, nelle Filippine è stato ucciso il 19 ottobre da due uomini in motocicletta, all’uscita dalla sua chiesa
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Era un missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME)
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Da 32 anni nelle Filippine, padre Tentorio avrebbe compiuto 60 anni a gennaio
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Per trent’anni è stato difensore contro ogni tipo di discriminazione dei diritti degli indigeni lumad
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Padre Fausto Tentorio è il terzo missionario del Pime (dal 1985) ad essere ucciso nell’isola di Mindanao
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I funerali sono stati celebrati nella cattedrale di Kidapawan, dal vescovo mons. Romulo De La Cruz
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Recentemente il missionario aveva espresso il suo dissenso verso il progetto di costruzione di una grande diga per la centrale idroelettrica ”Pulangui V”
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Secondo alcuni leader della società civile e indigeni, la diga sommergerà cimiteri, luoghi sacri, terreni agricoli e di caccia delle tribù Maguindanaon e Manobo, per cui padre Tentorio lavorava da anni
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Il missionario lavorava per i diritti degli indigeni e per la difesa dell’ambiente
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Sono in corso indagini sui gruppi paramilitari che operano a Mindanao, spesso assoldati da ricchi imprenditori, da leader di clan o da politici
Continua

Una donna solitaria lungo una spiaggia di Manila (AP Photo/Bullit Marquez)
Un’imponente operazione di pulizia è in corso nelle Filippine in seguito al passaggio del tifone Nesat, che si è abbattuto sulla capitale Manila e sul nord-est dell’isola di Luzon, la principale del Paese, dove vive la metà dei 90 milioni di filippini. Il bilancio aggiornato comunicato dalle autorità locali parla di almeno 23 morti e 35 dispersi. La maggior parte dei decessi è avvenuta a Manila e dintorni.
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Una donna solitaria lungo una spiaggia di Manila
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Un uomo cerca di recuperare qualcosa dalla sua palafitta
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Un uomo svuota la propria abitazione dal fango a San Mateo
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Gli abitanti della zona recuperano ciò che resta delle loro baracche
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Una madre con il figlio tra i resti della sua baracca
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Gli abitanti della zona alla ricerca ciò che resta delle loro baracche
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I detriti lungo lo scenografico viale Roxas di Manila
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Un ragazzo fruga tra i detriti trascinati a riva
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Navotas allagata dopo il passaggio del tifone
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Due ragazzi mettono in salvo un maiale
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Tra alcune case distrutte dal tifone a Manila
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Gli abitanti dell’area cercano di recuperare degli oggetti ancora utilizzabili
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Un gruppo di residenti cerca di recuperare i propri averi sulla spiaggia di Navotas, a nord di Manila
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Un gruppo di operai rimuove un grosso albero che ha bloccato una strada di Manila
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Navotas, a nord di Manila
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Un uomo si avvicina a una petroliera che si è abbattuta contro una fila di baracche a causa delle forti onde
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Un gruppo di soccorritori recupera una delle quattro vittime causate dal crollo di un muro a Valenzuela
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Soccorritori alla ricerca delle vittime sotto un muro crollato a Valenzuela
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Un uomo in fuga dai forti venti
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Una madre con il suo bambino durante l’evacuazione
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Alberi abbattuti presso la spiaggia di Manila
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Ragazzi con le biciclette tra le macerie presso la baia di Manila
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Un gruppo di bambini in una scuola usata come rifugio temporaneo a Navotas
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Un gruppo di sfollati in attesa del cibo in un centro di accoglienza temporanea a Navotas
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Un uomo in bicicletta sotto la pioggia sferzante
A Manila le squadre di soccorso stanno togliendo dalle strade rami di alberi spezzati, detriti e rottami di auto, mentre hanno riaperto scuole e uffici. Alcuni quartieri della capitale Manila sono stati invasi da un metro e mezzo d’acqua. Inondati, fra gli altri edifici, l’ambasciata degli Stati Uniti - oggi rimasta chiusa - un hotel a cinque stelle Sofitel e un ospedale nella città vecchia. Alcune aree, compresi il Manila Ocean Park e Taft Avenue, sono ancora sotto l’acqua.

Un uomo cerca di recuperare qualcosa dalla sua palafitta (AP Photo/Aaron Favila)
Molte zone di Luzon sono state inondate e danni ingenti sono stati provocati dai venti a oltre 170 km orari: sull’isola 61 arterie stradali sono state danneggiate da frane e alluvioni e circa un milione di persone è ancora senza corrente. Qui le alluvioni sono state addirittura peggiori perché il governo ha fatto uscire l’acqua da quattro dighe che avevano raggiunto un livello critico nella zona montagnosa di Bulacan, dove si contano almeno 70.000 sinistrati.

Due ragazzi mettono in salvo un maiale (AP Photo/Pat Roque)
Nesat si è spostato verso il Mar Cinese Meridionale con venti di 120 chilometri orari e dovrebbe raggiungere l’isola cinese di Hainan domani sera o al più tardi all’alba di venerdì. Nel frattempo, un’altra tempesta tropicale che fermenta nell’Oceano Pacifico potrebbe colpire le Filippine entro la prossima settimana.

(EPA/VAL HANDUMON)
Nella provincia filippina di Pampanga, a nord di Manila, per celebrare la settimana santa, decine di persone percorrono le strade di San Fernando, percuotendosi o facendosi percuotere il corpo fino a farlo sanguinare.
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A San Fernando, nella provincia di Pampanga
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A San Fernando, nella provincia di Pampanga
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A San Fernando, nella provincia di Pampanga
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A San Fernando, nella provincia di Pampanga
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A San Fernando, nella provincia di Pampanga
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A San Fernando, nella provincia di Pampanga
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A San Fernando, nella provincia di Pampanga
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A San Fernando, nella provincia di Pampanga
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A San Fernando, nella provincia di Pampanga
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A San Fernando, nella provincia di Pampanga
Sono i flagellanti, che ogni anno ripropongono questo antico rito penitenziale, introdotto nell’arcipelago dai missionari spagnoli. Nel giorno del Venerdì santo, alcuni penitenti, per rivivere la passione di Gesù, arrivano a farsi inchiodare a croci di legno.

(EPA/VAL HANDUMON)
Tale pratica - diffusa anche in alcuni borghi italiani - in questa zona profondamente cattolica, è portata agli estremi del realismo, tanto che la Chiesa stessa la condanna, mentre le autorità filippine la tollerano, limitandosi ad invitare i flagellanti a ridurre i danni.

(EPA/DENNIS M. SABANGAN)
Le autorità filippine hanno ordinato, a partire da stamani, l’evacuazione di 20-30mila persone che vivono nelle vicinanze del Mayon (6-8 kilometri), il vulcano più attivo del Paese, annunciando una possibile eruzione entro una settimana.
Il Mayon, situato sull‘isola di Luzon, la piú grande dell’arcipelago - famoso per la sua forma conica quasi perfetta- da lunedí ha iniziato ad eruttare lava e ceneri, che hanno raggiunto un’altezza di circa 100 metri, ha detto il vulcanologo Renato Solidum.
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Il Mayon è il vulcano più attivo del Paese. È annunciata una possibile eruzione entro una settimana
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Le autorità filippine hanno ordinato, a partire da stamani, l’evacuazione di 20-30mila persone nelle vicinanze del Mayon
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Il Mayon è situato sull’isola di Luzon, la piú grande dell’arcipelago
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Da lunedí il vulcano ha iniziato ad eruttare lava e ceneri, che hanno raggiunto un’altezza di circa 100 metri
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Il vulcano sta mostrando un aumento di attività, quindi si è ritenuto necessario alzare l’allarme
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Il materiale incandescente fuoriuscito dal cratere è colato lungo il versante sud-est del vulcano.
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È stata richiesta l’assistenza di esercito e polizia per scortare la popolazione nei rifugi
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L’arcipelago delle Filippine sorge nell’Anello del Fuoco, una catena di vulcani che cingono l’Oceano Pacifico
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L’ultima eruzione del Mayon, che negli ultimi 400 anni si è svegliato 50 volte, risale al 2006
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La colata più grave è stata registrata nel 1841, quando la lava seppellì un intero paese, uccidendo 1.200 persone
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Un bambino tra gli sfollati
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Persone in fuga
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Una ragazza sfollata
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In un centro temporaneo di evacuazione
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In un centro temporaneo di evacuazione
”Il vulcano sta mostrando un aumento della sua attività - ha spiegato lo studioso -, quindi abbiamo ritenuto necessario alzare l’allarme”. Solidum ha aggiunto che il ”materiale incandescente” fuoriuscito dal cratere è colato lungo il versante sud-est del vulcano.
Joey Salceda, governatore della provincia di Albay, dove si trova il vulcano, ha aggiunto che è stata richiesta l’assistenza di esercito e polizia per scortare la popolazione nei rifugi.
L’arcipelago delle Filippine sorge nell’ ”Anello del Fuoco”, una catena di vulcani, che cingono l’Oceano Pacifico.
L’ultima eruzione del Mayon, che negli ultimi 400 anni si è svegliato 50 volte, risale al 2006.
La colata più grave è stata registrata nel 1841, quando la lava seppellì un intero paese, uccidendo 1.200 persone.

Almeno 46 vittime (AP Photo/Aaron Favila)
È salito a
46 morti il bilancio della strage di giornalisti e politici nell’
isola di Mindanao, nel sud delle Filippine. Una fossa comune con
17 cadaveri crivellati di proiettili e seppelliti frettolosamente è stata scoperta su una collina nella provincia di Maguindanao e altri sette corpi sono stati rinvenuti nelle vicinanze. Del massacro sono accusati i miliziani del governatore provinciale, Andal Ampatuan. Ci sarebbero anche
quattro superstiti al massacro, tenuti al sicuro dallo sfidante del governatore alle elezioni di maggio, Esmael Mangudadatu.
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Reginetta ecologista (EPA/ROLEX DELA PENA)
Miss Earth 2009 è Larissa Ramos, dal Brasile. La reginetta “ambientalista” è stata incoronata ieri sull’isola filippina di Boracay, scelta tra 80 candidate provenienti da tutto il mondo e tutte personalmente coinvolte nella causa ecologista. Continua