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Rosso 1 - Melissa Farlow, Meraviglie d'autunno
Un’altra grande mostra fotografica organizzata da National Geographic Italia si apre al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 12 febbraio al 1 maggio. Quest’anno il focus è su “I Colori del Mondo“.
Le novantacinque immagini, inedite per il magazine e di grande impatto visivo ed emotivo, sono infatti declinate attraverso quattro colori. Rosso, colore della terra, del fuoco, delle comunità, degli usi e costumi, delle donne, dei bambini, degli uomini. È il colore del cuore, del sangue, della passione.
Verde: il mondo green in tutte le sue espressioni, il green come colore dell’oggi e del domani, il verde della speranza. È il colore della natura, della vegetazione, dell’esistenza stessa.
Bianco: l’immacolato dei luoghi colpiti dal riscaldamento globale, degli animali a rischio di sopravvivenza, dell’innocenza, della purezza. Azzurro: il colore dell’acqua e del cielo, dei mari e dei suoi “abitanti”, della gioia di esistere e della tranquillità.
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Rosso 1 - Melissa Farlow, Meraviglie d’autunno
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Verde 1 - Lynsey Addario, Siccità
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Verde 2 - Pascal Maitre, Gli altissimi alberi
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Verde 3 - Jim Richardson, Fortezza
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Azzurro 2 - Joel Sartore, In volo
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Bianco 1 - Tomasz Tomaszewski, Giochi di bambini
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Bianco 2 - Sam Abell, La chiesa e il taxi
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Bianco 3 - Stephen Alvarez, L’attesa del lemure
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Bianco 4 - Paul Nicklen, Gabbiano ghiacciato
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Peter Essick, Pezzi di ricambio
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Chris Johns, Caccia grossa
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Brian J. Skerry, A me gli occhi
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Paul Nicklen, Il re dei pinguini
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Randy Olson
Quattro colori per descrivere, tra contrasti e suggestioni, il presente e il futuro del mondo, la forza e la debolezza della natura e degli animali, l’umiltà, l’orgoglio, il dolore e la felicità degli esseri umani.
Un affascinante viaggio fotografico realizzato con gli scatti dei più grandi fotografi che lavorano e collaborano con il magazine a livello internazionale e nazionale.

Azzurro 2 - Joel Sartore, In volo
“La mostra nasce dal desiderio di illustrare come i fotografi National Geographic sono riusciti, e riescono, a interpretare la vita sul nostro pianeta facendone risaltare i colori”, spiega Guglielmo Pepe, curatore della mostra ed editorialista di National Geographic Italia. “Attraverso i colori capiamo come vivono donne, bambini, uomini in tanti paesi vicini e lontani da noi; qual è la condizione dell’esistenza per chi deve combattere contro fame, povertà, guerra, malattia; come gli animali riescono a resistere alle trasformazioni del loro habitat; che cosa succede all’ambiente sotto i colpi dei cambiamenti climatici. Ma vediamo anche la Terra nella sua unicità, le persone in momenti felici, le altre specie nella loro fantastica diversità, la natura e la sua straordinaria bellezza”.
Quarantotto i fotografi in mostra, tra cui quattro italiani: Sam Abell, Lynsey Addario, William Albert Allard, Stephen Alvarez, Ira Block, Robert Clark, Jodi Cobb, Bill Curtsinger, Peter Essick, Melissa Farlow, Alessandro Gandolfi, George Grall, David Alan Harvey, Chris Johns, Sarah Leen, Gerd Ludwig, Michael Nichols, Paul Nicklen, Politano, Reza, Jim Richardson, Sandro Santioli, Joel Sartore, Shaul Schwarz, Stephanie Sinclair, Brian J. Skerry, James L. Stanfield, Toensing, Tomasz Tomaszewski, Stefano Unterthiner, Cary Wolinsky, Michael S.Yamashita, Lynn Johnson, Ed Kashi, Karen Kasmauski, Tim Laman, Brian Lanker, Pascal Maitre, Manoocher, Steve McCurry, James Nachtwey.

Carri armati sotto l’Arco di Trionfo (Patrick Chauvel/Museo Monnaie)
Carri armati sotto l’Arco di Trionfo, la Torre di Montparnasse in fiamme, soldati che sparano ai piedi del Sacro Cuore a Montmartre: Parigi è in guerra nei fotomontaggi del fotografo francese Patrick Chauvel in mostra al Museo della Monnaie della capitale francese in occasione dell’esposizione Paure sulla città.
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Carri armati sotto l’Arco di Trionfo
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6 maggio 1968, un manifestante contro la polizia
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La Torre di Montparnasse in fiamme
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Aprile 1982, attentato ad un’auto in Rue Marbeuf 33
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Carri armati presso il ponte Alessandro III
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8 febbraio 1962, manifestanti anti OAS presso la stazione del metro di Chemin Vert
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Immagini da Google Street View
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6 novembre 2005, Cité de Grigny. Un manifestante spara ai poliziotti con un fucile da caccia
Gli scatti parlano di violenze urbane reali o immaginarie. C’è la Parigi immortalata dai fotoreporter di Paris Match durante l’occupazione nazista, al tempo della rivolta studentesca del maggio del 1968, o ancora negli attentati nella metropolitana degli anni ‘80, fino ai moti del 2005 nelle banlieues. Ci sono poi gli scenari apocalittici, fittizi, di una città in guerra immaginata da Patrick Chauvel o ancora le immagini di Google Street View riprese in chiave critica da Michael Wolf, che denuncia ”una violenza urbana contemporanea banalizzata e psicologica”: una coppia che si bacia per strada, un passante che corre, un uomo che si riaggiusta l’abito. Una clamorosa violazione della loro vita privata a loro insaputa.

6 maggio 1968, un manifestante contro la polizia (Georges Melet/Paris Match)
”Parigi è un campo di battaglia - spiega lo storico e accademico di Francia, Max Gallo, che presiede l’evento - i lavori di Chauvel e Wolf vogliono allertarci sul pericolo di nuovi scenari di guerra e terrore. Parigi è un vulcano assopito ma in attività. È l’epicentro simbolico della violenza nazionale”. E aggiunge: ”La Parigi di domani potrebbe essere Sarajevo o New York. Combattimenti per strada e terrorismo”. Lo storico ha anche ricordato i recenti disordini in Tunisia.
”La violenza in Francia è diventata episodica e marginale - osserva anche Valerie-Anne Giscard d’Estaing - figlia dell’ex presidente francese Valery - direttrice della Galleria Photo12, che ha partecipato all’organizzazione della mostra.
Ma la pace non è mai data per acquisita. Sovrapponendo un’immagine di guerra reale a una foto di Parigi di oggi, Chauvel spinge all’estremo questo messaggio: bisogna restare mobilitati per preservare la pace”. La mostra inaugura il 20 gennaio e resterà aperta fino al 17 aprile. (ANSA)

Gregory Crewdson, Untitled (23)
Sanctuary è la nuova serie fotografica di Gregory Crewdson, che sarà presentata dal 3 febbraio al 5 marzo alla Gagosian Gallery di Roma.
I quarantuno lavori fotografici, ambientati nei leggendari studi cinematografici di Cinecittà e postprodotti digitalmente solo in minima parte, segnano il ritorno dell’artista al bianco e nero dopo la serie Hover (1996-1997), e superano la costruzione surreale del dramma umano che aveva caratterizzato le sue serie precedenti.
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Nei leggendari studi di Cinecittà
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Scatti all’alba e al tramonto sul set di “Rome”
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Tra le ombre delle architetture deserte
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Facciate e impalcature di set in decadimento
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Svelata la vita nascosta dei film e ciò che rimane una volta terminata la produzione
L’immaginario di Crewdson trae origine dalle suggestioni che hanno caratterizzato le visioni surreali di grandi artisti americani, dalla pittura al cinema, da Albert Bierstadt a Stephen Spielberg. Nelle precedenti serie del fotografo americano i tableaux vivants psicologicamente intensi fondevano osservazione empirica ed artificio come in fotogrammi di film mai esistiti. Le immagini erano il risultato di diverse settimane di preparazione, e rispecchiavano così anche i metodi della produzione cinematografica. In particolare in Twilight (1998-2002) e Beneath the Roses (2003-2007) l’alienazione, l’ansia e l’inquietudine evidenti sin nei dettagli facevano emergere il dramma nascosto in claustrofobiche esistenze suburbane.

Gregory Crewdson, Untitled (07)
In Sanctuary, dove la presenza umana è assente, il set cinematografico abbandonato si trasforma da mera ambientazione in vero e proprio soggetto delle fotografie.
Lavorando all’alba e al tramonto sul set di Rome, la famosa serie televisiva prodotta dal canale americano HBO nel 2005, l’artista cattura l’atmosfera di tangibile malinconia tra le ombre delle architetture deserte, rischiarate soltanto dagli improvvisi raggi di luce del giorno. Collocandosi nella tradizione dei grandi cronisti della scena urbana quali Eugene Atget e William Eggleston, Crewdson contribuisce al genere con la personale ricerca di una propria forma di realismo fra le vestigia artificiali della realtà cinematografica.
Sanctuary, infatti, contiene i tratti tipici del documentario svelando la vita nascosta dei film e di ciò che rimane una volta terminata la produzione. In molte immagini sono visibili le strutture delle facciate e le impalcature dei set in decadimento. In altre, le costruzioni d’epoca sono circondate da strade di ciottoli e spazi aperti ricoperti di folte erbacce. Statue in rovina, graffiti sui muri, pozzanghere e altri segni di abbandono enfatizzano ulteriormente l’inquietante assenza di vita che queste immagini comunicano, accentuata dalla luce naturale dell’alba e del tramonto. La dimensione intima del bianco e nero amplifica l’intensità e la suggestione di ogni immagine.

Orvieto sotterranea, i colombai (Giunti Editore)
Sotto a tante colline, a vie e piazze delle nostre città, accessibile da tombini, cantine e porticine nascoste e insospettabili, c’è un mondo sotterraneo che merita di essere conosciuto, apprezzato e valorizzato perché - oltre a essere di grande suggestione e fascino - aiuta a comprendere meglio la storia dei luoghi della nostra vita quotidiana, della loro nascita e crescita, della loro forma.
Ecco quindi Viaggio nell’Italia sotterranea di Fabrizio Ardito, in libreria per Giunti Editore. Nel volume, riccamente illustrato da foto inedite e di grande suggestione, sono descritte 21 aree sotterranee visitabili. Noi vi anticipiamo in questa gallery alcune di queste immagini straordinarie.
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Matera, sotto la navata di San Pietro Barisano
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Milano, San Giovanni in Conca
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Napoli sotterranea
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Napoli, Cimitero delle Fontanelle
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Narni, la cappella nei sotterranei di San Domenico
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Chiusi, catacombe di Mustiola
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Orvieto, Pozzo di San Patrizio
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Orvieto sotterranea, i colombai
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Il Pozzo Etrusco di Perugia
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Perugia, Sotterranei del Duomo
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Pozzuoli, Rione Terra
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Siena, bottino di Fontanella
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Siena, bottino di Fontanella
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Siena, Santa Maria della Scala
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Siena, bottino di Fonte Gaia
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Siena, bottino di Fonte Gaia
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Sotterranei di Bologna
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Palermo, qanat della Vignicella
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Sotterranei di Bologna
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Sotterranei di Bologna
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Todi, la cisterna dei Voltoni
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Torino, ghiacciaia di Porta palazzo
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Torino, museo di Pietro Micca
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Trieste, le gallerie della Kleine Berlin
L’autore Fabrizio Ardito, giornalista e fotografo, descrive 21 aree sotterranee visitabili - approfondendone in particolare 11 che senza retorica ha voluto definire le meraviglie ipogee - che si trovano distribuite lungo tutta la penisola: Trieste, Bologna, Siena, Miniere toscane, Narni e Amelia, Orvieto, Roma, Napoli, Matera, Gravine pugliesi, Sulcis, Prali, Torino, Milano, Monteneve e Ridanna, Santarcangelo, Chiusi, Perugia, Todi, Pozzuoli, Palermo.

Todi, la cisterna dei Voltoni (Giunti Editore)

Siena, bottino di Fonte Gaia (Giunti Editore)
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I sotterranei visitabili sono stati costruiti o scavati in quasi tutte le epoche - dagli etruschi, dagli ingegneri romani, dai cavatori medievali, dai progettisti del Rinascimento… - per rispondere alle esigenze più varie: dal culto alla sepoltura, dalla difesa all’approvvigionamento idrico, dal trasporto al deposito, alla cavatura… Mitrei e catacombe, acquedotti e cisterne, cave e rifugi segnano metro per metro la faccia nascosta delle città d’arte così come delle nostre campagne e la loro riscoperta sta a poco a poco diventando una realtà alla portata anche dei non addetti ai lavori.

L’Opera al Nero - Dolls
L’Opera al Nero apre il 19 novembre al circolo culturale Kalt di Torino una serie di mostre fotografiche (su tela) che porterà nell’insieme il nome di Dolls.
L’artista è Tania Bocchino, vive nel canavese ed è mossa dall’esigenza di conoscere quell’universo a tratti ineffabile che è quello del corpo. Forse in lei è accentuato l’interesse a causa di un disagio motorio (che non si presenta certo come un ostacolo per le sensazioni). Il corpo occupa per Tania un posto liminare fra il mondo interno e quello esterno, e per questo è forse il principale strumento di conoscenza. Ogni esperienza deriva da quelle sensazioni che sono raccolte sulla nostra pelle, nelle nostre viscere. L’esperienza che è senza dubbio l’origine, e non il fine. Da ciò deriva il titolo della prima serie di opere, le quali si richiamano alla prima fase del processo alchemico conosciuta anche come Nigredo, ovvero quella fase dove per la creazione di una sostanza perfetta si inizia dalla materia grezza, il piombo che diventa oro.
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L’Opera al Nero - Dolls
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L’Opera al Nero - Dolls
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L’Opera al Nero - Dolls
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L’Opera al Nero - Dolls
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L’Opera al Nero - Dolls
“L’arte è sempre stata ricettacolo di tutta la simbologia sacra, che è poi la sede significante più immediata e diretta al nostro inconscio” scrive il curatore Luca Atzori. “Tania si propone di illustrare è il parallelismo fra la vita di Cristo e quella di ogni uomo. Questa serie di tele la si potrebbe intendere, più precisamente, come una narrazione di quel mito gnostico che è quello del Cristo Sophia. Sophia è una figura che compare anche nell’antico testamento (salmi, libro dei profeti) nell’apocrifo Saggezza di Salomone. Nel cristianesimo è diventata la parte femminile di Cristo (e non a caso messa in secondo piano)”.
Il tema attorno cui ruota l’arte di Tania è propriamente quello del femminino sacro. “Dentro l’opera di Tania possono essere scovate diverse chiavi di lettura. Quella più immediata è, forse, la più importante ed è quella concernente l’erotismo, come realtà del desiderio, ma soprattutto delle dinamiche universali stesse. L’uomo che con la sua ragione vorrebbe mettere ordine nel caos femminile”.
L’Opera al Nero rimane aperta fino al 3 dicembre.

Il faro di Ludington, Michigan (AP Photo/Ludington Daily News, Jeff Kiessel)
Solitari, malinconici, imponenti. Sempre e comunque poetici e intriganti. I fari sono guardiani antichi del mare che non smettono di esercitare il loro fascino. Anche tra i vip. La principessa Anna d’Inghilterra, ad esempio, è una vera appassionata di fari: il primo l’ha visto a 5 anni, nel 1956. Da allora ne ha già visitati decine e intende arrampicarsi sulle scogliere di tutti quelli della Scozia, che ne ha 215.

Il faro di Yaquina, Oregon (Flickr)

Il faro di Peggy’s Cove, Nova Scotia, Canada (Flickr)
La “farologia” è un hobby per anime alla ricerca della bellezza, che ha il suo approdo anche su Flickr, il sito dei fotoamatori, dove campeggiano due gruppi dedicati ai fari, “Lighthouse Lovers” e “Lighthouses of the World“. Il termine faro deriva dal greco Pharos, il nome dell’isola situata davanti ad Alessandria d’Egitto dove nel III secolo A.C. fu eretto il primo faro, fatto costruire dal greco Sostratus di Cnido.
Stuzzicati da immagini recenti di fari spruzzati da vento e onde impetuose, abbiamo raccolto quindici foto tra agenzie stampa e scatti in licenza libera su Flickr, per raccontare la poesia dei fari. Così belli e così necessari, anche oggi, isolati da tutto ma – anche ai tempi dei satelliti e del GPS – luce di salvezza per chi naviga.
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Il faro di Ludington, Michigan
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Il faro di Kiz Kulesi, Instabul
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Il faro di Plymouth Hoe, Inghilterra
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Il vecchio faro di Scituate, Massachusetts
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Faro del 1887-88 vicino Hiddensee, Germania
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Faro de la Isla de Mouro, vicino Santander, Spagna
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Il faro di Yaquina, Oregon
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Il faro Portland Head a Cape Elizabeth, Maine
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Torre de Hércules, A Coruña, Spagna
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Il faro di Foz do Douro, Porto, Portogallo settentrionale
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Il faro della Mornington Peninsula, Victoria, Australia
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Faro di Basco, Cagayan Valley, Filippine
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Il faro di Peggy’s Cove, Nova Scotia, Canada
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Il faro della White Island, Isole Shoals, contea di Rockingham, New Hampshire
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Il faro di Cape Hatteras, Carolina del Nord
Dal suggestivo Torre De Hercules a La Coruña, in Spagna, al più classico di Cape Hatteras Lighthouse, negli Stati Uniti, al massiccio Kiz Kulesi di Istanbul, in Turchia. Ma anche catturando fari meno noti, come quello delle Isole Shoals nel New Hampshire: non meno belli.

Il faro della White Island, Isole Shoals, contea di Rockingham, New Hampshire (Flickr)

Gli scatti di Emilio Lari
I Beatles come non li avete mai visti e i volti più famosi del cinema internazionale: Marlon Brando, Jodie Foster, Fellini…
Dal 3 al 7 novembre 2010, in occasione del Festival internazionale del Film, presso Villa Mercadante a Roma la mostra–evento “True Lives: Scatti inediti di Emilio Lari“.
Sono esposti gli scatti esclusivi e inediti scatti di un assoluto protagonista della fotografia italiana, Emilio Lari, che da tanti anni lavora nei più famosi set cinematografici del mondo. Tra musica anni sessanta e video istallazioni spicca una serie di ritratti mai visti finora in Italia dei giovanissimi Beatles fino alle foto “rubate” dai ciak degli eterni Federico Fellini e Sergio Leone.
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Dal 3 al 7 novembre a Villa Mercadante
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Paul McCartney e John Lennon
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Brigitte Bardot
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John Lennon
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Una giovanissima Jodie Foster
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Jane Fonda sul set di “Barbarella”
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Jane Fonda sul set di “Barbarella”
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Ringo Starr
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Paul McCartney
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Robert De Niro nel film “Toro Scatenato”
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Virna Lisi e Marcello Mastroianni
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Britt Ekland
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Bill Wyman dei Rolling Stones e Marianne Faithfull
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Brigitte Bardot
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George Harrison
Emilio Lari, dai primissimi anni 60 fino ad oggi fotografo di scena di più di 150 set internazionali, diventa protagonista e narratore del periodo più autentico e vero della storia del cinema della musica e della cultura contemporanea.
Sotto i riflettori gli scatti inediti di questo maestro: protagonisti dei giovanissimi John Lennon, Paul McCarthney, Ringo Starr e George Harrison sul set del film Help, in cui Ribellione, Speranza ed Energia vengono esaltate con la intensità degli anni ‘60.

Jane Fonda sul set di "Barbarella" (Emilio Lari)
Cinema, Autenticità e Storia si intrecciano invece nella collezione di foto vintage in cui attori significativi come Robert De Niro, Marlon Brando e Jodie Foster, registi geniali come Federico Fellini e Sergio Leone, vengono catturati durante i retroscena e le curiosità dentro e fuori dal set.

(hb/CB2/ZOB/WE©kikapress.com)
(KIKA) - LOS ANGELES - Arno Rafael Minkkinen, fotografo finno-americano autore di uno dei lavori più interessanti sull’autoritratto degli ultimi anni, presenta in questi giorni a Los Angeles alcune delle sue opere.
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
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Opera di Arno Rafael Minkkinen
Il fotografo è nato a Helsinki nel 1945. All’inizio degli anni ‘50 si trasferisce a New York con la sua famiglia. La natura nordica, con la sua luce bassa e senza ombre, il rapporto diretto con il paesaggio, rimangono vivi nella sua memoria, fino a diventare il tema centrale della sua ispirazione.
Dal 1971 la sua fotografia diventa autobiografica e da allora il suo corpo come parte del paesaggio circostante diventa il suo più importante mezzo d’espressione. Il suo profilo si trasforma, diventa la misura del mondo, fino ad annullarsi nelle forme dei laghi, degli alberi, delle montagne.

Opera di Arno Rafael Minkkinen (hb/CB2/ZOB/WE©kikapress.com)
Il suo lavoro lo porta ad un ritorno alle origini, alla riscoperta della terra Finlandese e poi a esplorare il continente americano. Minkkinen dedica le sue immagini ai suoi figli, al rapporto padre figlio: due corpi si confrontano in un’evoluzione continua, in cui affiorano tutte le stagioni della vita.
Le sue collezioni sono ospitate nel “musèe d’art moderne” di Parigi, nella “galerie du Chateau d’eau” di Tolosa, nel museo d’arte di Pori in Finlandia e nell’”art museum” di Boston.
Minkkinen insegna arte all’università del Massachusetts, a Lowell; tiene delle conferenze all’università di arte e design di Helsinki.

La voiture fondue, 1944 (©Atelier Robert Doisneau)
Dal 22 settembre al 17 novembre 2010 a Milano è di scena Robert Doisneau, come lo conosciamo, tra i bianchi e neri delle strade di Parigi, e in un’insolita esplosione di colore che seduce come solo lui sa.
La Fondazione Forma rende omaggio al suo genio garbato e lucido, alla sua fotografia tenera e divertente, con due mostre nate dalla collaborazione con la famiglia Doisneau e la Fondation Cartier-Bresson di Parigi: Dal mestiere all’opera e Palm Springs 1960.
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Le disert du Colorado, 1960
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Football, Choisy le roi, 1945
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La voiture fondue, 1944
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Les cygnes gonflables, 1960
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1er prix
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La cour des Artisans, 1953
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Les enfants de la place Hebert, 1957
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La voiture bleue, 1960
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Fourrures party, 1960
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Richardo, 1950
Nato nel 1912 a Parigi, da questa città Doisneau non si staccò mai del tutto. Il suo territorio di caccia, la sua riserva preferita d’immagini ed emozioni era lì, a portata di mano.
Dal mestiere all’opera presenta una selezione di circa cento stampe originali, le più celebri accanto ad altre praticamente inedite, scelte in gran parte nel suo atelier e in importanti collezioni pubbliche e private francesi. L’ampia selezione, arricchita da documenti privati e testimonianze raccolte con l’aiuto amorevole delle figlie del fotografo, propone una rilettura critica e aggiornata per mostrare come la bellezza apparentemente spontanea delle sue immagini fosse frutto di grande lavoro, e come, in pratica, Doisneau sia riuscito nella sua vita a passare dal mestiere all’opera con una gravità insospettabile, fermando sulla pellicola frammenti di un mondo di cui voleva provare l’esistenza.

La voiture bleue, 1960 (©Atelier Doisneau)

Le disert du Colorado, 1960 (©Atelier Doisneau)
Ma oltre le strade di Parigi, dove incontrava e ritraeva amanti e bambini, Doisneau ha realizzato anche sorprendenti e inaspettate fotografie a colori.
Era il 1960 quando la rivista Fortune incaricò il fotografo francese di raccontare la vita di una città particolare, nata come un fiore sgargiante nel deserto della California: Palm Springs. Doisneau accettò la sfida e tra la sabbia del deserto, le palme, il cielo blu cobalto, gli abiti chiassosi dei suoi abitanti, i cocktail e i campi da golf, compose il suo personale sogno americano, non in bianco e nero ma raccontato con un’esplosione di colori. Le immagini dell’album Palm Springs 1960, presentate ora per la prima volta in Italia, mostrano un aspetto poco conosciuto del grande fotografo e sorprenderanno anche il visitatore più esperto trasportandolo in un universo festoso e ironico.

Les cygnes gonflables, 1960 (©Atelier Robert Doisneau)

Esercito nazionale afgano (AP Photo/Kevin Frayer)
Kevin Frayer è un fotoreporter canadese, famoso per i suoi servizi in tempo di guerra in Medio Oriente, nella Striscia di Gaza e in Iraq, e in Afghanistan. Le sue fotografie di manifestanti palestinesi catturati in un assalto con gas lacrimogeni ha vinto un premio del World Press Photo Awards 2009.
È stato uno dei numerosi giornalisti minacciati con i fucili dalla polizia afghana durante le elezioni in Afghanistan.
Ora ci regala un altro reportage dall’Afghanistan: i ritratti dei soldati che compongono l’Esercito Nazionale Afgano, in posa coi loro fucili, durante una perlustrazione effettuata l’11 luglio 2010, presso l’avamposto dell’Esercito Usa nella valle dell’Arghandab, vicino Kandahar City, nel sud dell’Afghanistan.
Volti scuri, sguardi severi, etnie tagiche, turkmene, Pashtun, che si confondono sotto un’unica divisa.
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Ritratti dei soldati dell’Esercito nazionale afgano
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Han Shareen, di etnia tagica, dal BadakShan
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Mirza Mirzali, Pashtun di Jalalabad
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Aziz Ala, di etnia tagica, dal BadakShan
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Lt. Dilah Ga, di etnia tagica, dal Tahar
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Mullah Assan, di etnia turkmena, dal Jozjan
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Aijad, di etnia tagica, dal Badakshan
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Faisullah Kareemay, di etnia tagica, dal Baghlan
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Ghulam Hidar, di etnia turkmena, dal Jozjan
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Saber, di etnia tagica, dal Samangar
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Sgt. Din Mohammed, di etnia tagica
Guarda un altro FOTO-REPORTAGE di Kevin Frayer: Rajasthan, India: alla fiera dei cammelli

(AP Photo/Alexandre Meneghini)
Aggirandosi tra le macerie del terremoto di Haiti, il fotografo Alexandre Meneghini - del quale abbiamo pubblicato recentemente un’altra gallery sui bambini di Port-au-Prince - ha raccontato con queste sue immagini il mondo della prostituzione nel piccolo e sfortunato Paese caraibico. L’estrema povertà della popolazione, aggravata dal dramma del sisma, spinge un numero sempre maggiore di donne e ragazze - molto diffuso è anche il fenomeno della prostituzione infantile - senza lavoro e senza denaro, a vendere il proprio corpo in alcove improvvisate tra i resti degli edifici distrutti il 12 gennaio scorso.
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In attesa dei clienti
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Majouli Feriz, 20 anni, prostituta tra le rovine
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Beti, 15 anni
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Un uomo in attesa del proprio turno
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Una prostituta in attesa di clienti
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In attesa di clienti
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Una sigaretta condivisa
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Uomini in fila
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Un giaciglio improvvisato
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Un cliente esce da una delle alcove improvvisate tra le macerie
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Intorno a un falò
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Le sorelle Kali e Majouli Feriz, 22 e 20 anni
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Chupete, 32 anni, in attesa di clienti
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Tra gli edifici di un mercato ridotto a macerie
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Per le strade di Port-au-Prince

Oltre sei mesi dopo il terribile terremoto che ha devastato il piccolo paradiso caraibico, il fotografo Alexandre Meneghini torna a raccontarci, con questi suoi splendidi ritratti, la tragedia dei più piccoli.
Vedi anche: Sei mesi dopo il sisma, che fine hanno fatto i bambini di Haiti? di Franca Roiatti
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Lucien Joseph, 12 anni
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Fabiola Herard, 9 anni
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Jimi Antoine, 8 anni
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Magdala Paul, 6 anni
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Franthes Moracie, 4 anni
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Israel Resilien, 10 anni
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Lele Piterson, 11 anni
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Nerly Vincent, 4 anni
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Anaika Joseph, 7 anni
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Leney Hachley, 10 anni

(AP Photo/Rebecca Blackwell)
Nelle foreste pluviali della Riserva naturale di Okapi, nella Repubblica Democratica del Congo, vive una importante comunità di pigmei bambuti. Conosciuti nella lingua locale come batwa - piccoli uomini - sono caratterizzati da una statura media molto bassa, intorno al metro e cinquanta, e da corpi molto agili.
Vivono a stretto contatto con la natura, intorno al bacino del fiume Epulu, presso il confine con Sudan e Uganda. Dediti principalmente alla caccia, questa era un tempo, per loro, attività di sola auto-sussistenza, mentre oggi il mercato della selvaggina cacciata con le loro armi tradizionali va espandendosi, comportando seri rischi per la fauna della foreste.

(AP Photo/Rebecca Blackwell)
La fotografa Rebecca Blackwell si è avventurata tra loro: ecco, nei suoi scatti, la vita quotidiana di questo piccolo popolo lontano.
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A caccia con reti e lance
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La piccola Kange Ambali gioca nella foresta
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Oskar Biteye, nipote del capofamiglia Zaire, e più giovane cacciatore del gruppo
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Il capo clan Zaire Njikali conduce una cerimonia che segna il passaggio da un campo di caccia ad un altro
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La piccola Tunduoloki Harriet mostra felice la giovane antilope catturata da un parente
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Basiso Banganga, uno dei pochi non pigmei sposati con una donna mambuti, si occupa dei frutti della caccia insieme alla moglie Checheu Kitambala
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Divisione della carne
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La luce del sole filtra tra gli alberi nell’accampamento della Riserva
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Intorno al fuoco sempre acceso
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Cercando il miele
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Cercando il miele
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La cerimonia quotidiana del fuoco, che inaugura la giornata di caccia
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A caccia con reti, lance e tizzoni ardenti
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Il villaggio di Epulu, nel cuore della Riserva
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Menu: Selvaggina

Hotel, Kyoto (Room 211), 2009 (Erwin Olaf)
Ritrattista geniale, maestro della fotografia in studio, perfezionista nell’uso delle luci, il fotografo olandese Erwin Olaf è capace di raccontare, con i suoi scatti-cinematografici, storie e atmosfere dense e attraenti, sul confine con il sogno.
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The Hallway, 2005
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Hope 5, 2005
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Suus, 2008
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Hotel, Winston Salem (Room 438), 2009
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Hotel, Kyoto (Room 211), 2009
La sua scena preferita è la dimensione privata: l’interno delle case, i colloqui quasi silenziosi, gli sguardi. Le atmosfere in cui fa muovere i protagonisti delle sue creazioni sono spesso ispirate ai film anni Cinquanta.

The Hallway, 2005 (Erwin Olaf)
La sua prima grande mostra personale in Italia, Vite private ha inaugurato ieri a Milano e resterà aperta fino al 12 settembre, presso la Fondazione FORMA per la Fotografia. La mostra presenta sette tra le ultime e più significative serie realizzate: Rain, Hope, Grief, Fall, Dawn, Dusk e Hotel.

Circa in scena alla Sydney Opera House (AP Photo/Rick Rycroft)
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Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più belle, per raccontare frammenti di piccole e grandi storie, come ogni settimana…
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Treno Amritsar-Lahore: in pellegrinaggio dall'India al Pakistan
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“Circa” in scena alla Sydney Opera House
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Guatemala, il vulcano Pacaya in eruzione
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Sale la febbre dei mondiali a Johannesburg
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Amritsar, India. Treno speciale per Lahore, Pakistan, meta le commemorazioni del Guru Arjun Dev
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Una guardia di confine nordcoreana vista dal villaggio di Panmunjom, Corea del Sud
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Avvelenamento da piombo a Gusau, Nigeria. Già 160 i morti
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Deir Al Balah, Striscia di Gaza
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New Delhi, India. Un ragazzo nuota nel fiume Yamuna, inquinato da residui industriali
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Esercizi ginnici per le forze di polizia ad Allahabad, India
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Sale la febbre dei mondiali a Durban
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Mar Morto, Israele
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Robert Mapplethorpe in retrospettiva al MALBA di Buenos Aires
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Conferenza stampa a Pechino, Cina
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Citta vecchia, Gerusalemme
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Dopo il tornado, a Millbury, Ohio
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New Delhi, India
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Contro la marea nera a East Grand Terre Island, Louisiana
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New Delhi, India. Manifestazione a sostegno di Gaza
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Un mercato di Giacarta, Indonesia
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Islamabad, Pakistan. Attacco ai convogli NATO
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San Paolo, Brasile. 3 milioni di persone al Pride di gay lesbiche trans- e bisessuali
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Jorge, senzatetto di Guatemala City
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Salvataggio pellicani all’International Bird Rescue Research Center di Buras, Louisiana
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Gerusalemme, funerali del rabbino Mordechai Eliyahu
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Controllo dei passaporti al posto di frontiera di Rafah, Striscia di Gaza
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Jacobsdorf, Brandeburgo, Germania
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Hyderabad, India. Rimedi locali all’asma
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Concerto open air della Vienna Philharmonic Orchestra
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Golfo Persico. Pulizie di un jet da combattimento
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La febbre dei mondiali arriva a Port-au-Prince, Haiti
LE FOTO PIÙ BELLE, SETTIMANA DOPO SETTIMANA

Sale la febbre dei mondiali a Johannesburg (AP Photo/Brett Phibbs, New Zealand Herald)
LE ALTRE GALLERY: - SPORT - ANIMALI - PEOPLE- POLITICS

Una guardia di confine nordcoreana vista da Panmunjom, Corea del Sud (AP Photo/Ahn Young-joon)

Pechino, Cina (AP Photo/Alexander F. Yuan)
Al solstizio d’estate mancano ancora una manciata di giorni, ma è già tempo di acqua e tuffi, di giochi all’aperto, di tramonti in collina… Ecco le prime cartoline dall’estate.

Fort Wayne, Indiana (AP Photo, The Journal Gazette/Samuel Hoffman)
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Pechino, Cina
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Fort Wayne, Indiana
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Sole che ride
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Chongqing, Cina
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Galveston, Texas
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Debrecen, Ungheria
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Sochi, Russia
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Salzburgo, Austria
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Cleebronn, Germania
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Coney Island, New
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Sochi, Russia
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Arbon, Svizzera
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Mosca, Russia
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Otter, Virginia
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St. Louis County, Missouri | Appleton, Wisconsin
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Reimersdorf, Germania
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Olanda
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Pechino, Cina
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Kiev, Ucraina
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Coney Island, New York

(Nana B Agyei/Flickr)

Il risveglio del vulcano Tungurahua, in Ecuador (AP Photo/Dolores Ochoa)
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Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più belle, per raccontare frammenti di piccole e grandi storie, come ogni settimana…
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(AP Photo/Moises Castillo)

(AP Photo/Gurinder Osan)
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Il risveglio del vulcano Tungurahua, in Ecuador
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Contro la BP, per i fotografi
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Fiera internazionale dell’arte di Hong Kong. Il particolare di un’opera dell’artista sudcoreana Do Ho-suh
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Scena di vita familiare dal Missouri
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Erutta anche il vulcano Pacaya, in Guatemala
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Dharamsala, Himachal Pradesh, India
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A guardia della Corea del Nord
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Dazi USA sull’export cinese di acciaio, contro la concorrenza sleale
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Formula 1, Grand Prix d’Istambul
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Il Kenya festeggia il 47° anniversario dell’indipendenza
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La Cina educa alla protezione delle tigri in via di estinzione
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Serena Williams al Roland Garros
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Partita a poker per un gruppo di soldati canadesi di stanza in Afghanistan
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Al Luna Park di Coney Island
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Budapest, amichevole Germania-Ungheria
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Pechino, Cina
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Parata per l’Indianapolis 500
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Tokyo, Giappone
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In un bagno pubblico di Amritsar, India
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Kingston, Giamaica
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Temporale su Obama nel Memorial Day
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Guatemala City: dopo la tempesta Agatha, si apre un cratere-voragine
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Hong Kong, una scultura ricorderà le vittime di Piazza Tienanmen
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Fine dell’ultimo viaggio dello Shuttle Atlantis
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Sculture di sabbia a Busan, Corea del Sud
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New Delhi, India
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Islamabad, Pakistan
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Dharamsala, Himachal Pradesh, India
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Nairobi, Kenya
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Faisalabad, Pakistan
LE FOTO PIÙ BELLE, SETTIMANA DOPO SETTIMANA

Contro la BP, per i fotografi (AP Photo/Mary Altaffer)
LE ALTRE GALLERY: - SPORT - ANIMALI - PEOPLE- POLITICS

Fiera internazionale dell'arte di Hong Kong. (AP Photo/Kin Cheung)

CINA (Liu Song/ChinaFotoPress/Lapresse)
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Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più belle, per raccontare frammenti di piccole e grandi storie, come ogni settimana…
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SVIZZERA (Epa/Laurent Gillieron)

USA (AP Photo/Deseret News, Kristin Murphy)
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GERMANIA - Mongolfiera su campi di colza
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COREA DEL SUD - Museo della Guerra
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CINA - Festa in spiaggia, a 34 gradi
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USA - Chelsea, 5 anni, al funerale del padre, poliziotto morto in servizio
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BIELORUSSIA - Spettacolo con il fuoco
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FILIPPINE - Festa di Santa Rita
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SVIZZERA - Assaggio d’estate
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COREA DEL SUD - Il Presidente Lee Myung-Bak annuncia sanzioni contro il Nord
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POLONIA - L’alluvione
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USA - Le nebulose Anima e Cuore
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AFGHANISTAN - Giornata nazionale degli insegnanti
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USA - Nevicata di fine primavera
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THAILANDIA - Incendio anti-governtivo: il Central World shopping va a fuoco
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CINA - Photoshoot
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SUDAFRICA - Conto alla rovescia per i mondiali
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RUSSIA - Diplomati
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ISRAELE - Suonano le sirene: 4 giorni di esercitazione civile di difesa
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USA - Farley Allen Rhodes, condannato all’ergastolo per avere dato fuoco alla fidanzata, Starlena Pratt
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INDIA - Censimento in India: prego, indicare la casta di appartenenza. Infuria il dibattito sull’ipotesi
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PAKISTAN - Luce a gas. La domanda di elettricità cresce più della disponibilità
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SPAGNA - Acrobazie bovine
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REPUBBLICA CECA - Bolt prova i 300
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CUBA - Maria Antonieta Esteva, 101 anni. Sull’isola, l’ottavo congresso internazionale sulla longevità
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USA - Piove
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BRASILE - Moda a Rio de Janeiro
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SVIZZERA - Luna piena
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ITALIA - Inaugurato il Museo delle Arti del XXI secolo, MAXXI
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USA - Quando finirà l’incubo della marea nera?
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FRANCIA - Grande Tennis a Roland Garros
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INDIA - Raggiunti i 49 gradi
LE FOTO PIÙ BELLE, SETTIMANA DOPO SETTIMANA

FILIPPINE (AP Photo/Aaron Favila)
LE ALTRE GALLERY: - SPORT - ANIMALI - PEOPLE- POLITICS

SPAGNA (Epa/Mamuel H. De Leon)

Sakhir, Bahrein (AP Photo/Hasan Jamali)
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Trenta fotografie scelte dalla redazione tra le più belle, per raccontare frammenti di piccole e grandi storie, come ogni settimana…
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Zigui, Cina (Zheng Jiayu/ChinaFotoPress/Lapresse)
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Port-au-Price, Haiti
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Sakhir, Bahrain
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Zigui, Cina
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Cannes, L’attrice Sabrina Quazani porta con sè, in passerella, la foto dell’attore Yasmine Belmadi, morto in un incidente nel 2009
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Tuffo nel Gange a Calcutta, India
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Esondazione del fiume Tana, in Kenya
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Matrimonio di massa ad Allahabad, India
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Port-au-Prince, Haiti
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Quartiere di Mea Shearim, Gerusalemme
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Bicicletta riconvertita per un uomo affetto da poliomelite a Kano, Nigeria
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Najat, cittadina francese, rivendica il diritto ad indossare il niqab
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Té e conversazioni nella provincia di Kandahar, Afghanistan
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Brucia l’onda nera
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Alluvione a Karvina, Repubblica ceca
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New Delhi, India
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Tifo violento a Buenos Aires, Argentina
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Ricordando le vittime del’Olocausto sull’Ipanema Beach, a Rio de Janeiro, in occasione dell’incontro tra Lula e Ahmadinejad in Iran
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Stato di Orissa, India. Una donna dentro la sua casa data alle fiamme durante gli scontri tra attivisti anti-Posco e la polizia
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Trentesimo anniversario dell’eruzione del vulcano Monte Sant’Elena
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La signora Melissa Randolph alla 135/a Preakness horse race a Baltimora, Maryland
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Soldati dell’esercito srilankese si riparano dalla pioggia
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Cannes, photo call per il film “La Princesse De Montpensier”
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Incontro di reduci della II guerra mondiale
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In attesa dell’arrivo di Papa Benedetto XVI a Porto
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Doha, Qatar
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Allo zoo di Pechino
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Operai al lavoro nel parco Jean-Drapeau, Montreal, Canada
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Tokyo, Giappone
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Jon Booth, 64 anni, partecipa a una corsa con carriola a Mareeba, Australia
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Prima della tempesta a Bhubaneshwar, India

Cannes, Sabrina Quazani porta in passerella una foto dell’attore Yasmine Belmadi, morto in un incidente nel 2009 (AP Photo/Matt Sayles)
LE ALTRE GALLERY: - SPORT - ANIMALI - PEOPLE- POLITICS

Port-au-Price, Haiti (AP Photo/Esteban Felix)

Class of 1954 (Achim Lippoth / Galerie Paris-Beijing)
Inaugura il 20 maggio a Parigi alla galleria Paris-Beijing “1954″, mostra delle opere fotografiche di Achim Lippoth.
Di origini tedesche, Lippoth è uno dei più grandi fotografi di moda infantile al mondo. Forte di questa esperienza, è naturale che egli abbia fatto ancora una volta appello ai bambini per mettere in scena i suoi lavori personali.
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Class of 1954
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Class of 1954
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Wrong Right Wrong
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Wrong Right Wrong
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Wrong Right Wrong
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Wrong Right Wrong
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Wrong Right Wrong
Infatti nel lavoro di Lippoth sono soprattutto i bambini gli eroi e gli attori, lasciando gli adulti in secondo piano. Orchestrate e messe in scena con la mano del maestro, le sue foto esplorano la complessità della relazione bambini/adulti, o come bambini a volte incontrollabili debbano rispondere alle attese degli adulti, a cui reagiscono con la ribellione o con il rispetto.
Sono così passate in rassegna tutte le facce dell’infanzia, tutti i sentimenti e gli ostacoli che assillano i piccoli quando vivono questo periodo di transizione verso l’età adulta: l’innocenza, la disciplina, la conformità, il cameratismo, lo scherzo, la disperazione, la presa di coscienza…
La fotografia non lascia niente al caso. Abituato alle tecniche di messa in scena teatrale o cinematografica, ha fatto ricorso a scenografie, costumi d’epoca, tecniche d’illuminazione da studio per dare a queste immagini verosimiglianza di passato.

1954 (Achim Lippoth / Galerie Paris-Beijing)
Nella serie “1954” la generazione del baby boom si immergerà inevitabilmente nei suoi ricordi d’infanzia e di scuola. Nella sorprendente serie “Wrong Right Wrong“, invece, i ruoli e le responsabilità si invertono: si vede un padre irresponsabile e depresso di cui il figlio di dieci anni deve occuparsi; allo stesso tempo divertente, assurda e inquietante, questa serie la dice lunga: secondo Lippoth, senza l’intervento degli adulti, i bambini sarebbero più inclini a conformarsi spontaneamente alla regole della società dei loro coetanei.

Wrong Right Wrong (Achim Lippoth / Galerie Paris-Beijing)
Nato nel 1968 a Lisofen, Achim Lippoth è diplomato in fotografia all’Universita di Cologne. Ha iniziato la sua carriera come fotografo freelance e ha creato la rivista Kid’s wear nel 1995, che divenne ben presto indispensabile nel mondo della moda per bambini. Ha ricevuto numerosi premi per i suoi lavori sia pubblicitari che artistici, tra cui l’IPA - Fotografo dell’anno nel 2006. I suoi lavori sono regolarmente pubblicati sulle riviste internazionali più prestigiose come Life Magazine, The New York Times, Eyemazing, Vogue…

150 primavere con Sasso
In occasione del 150° anniversario dalla sua nascita, l’olio Sasso compie un inedito viaggio nel mondo della fotografia. Ecco così un evento speciale, in collaborazione con l’agenzia Contrasto: la mostra “150 Primavere con Sasso“, un percorso d’immagini che racconta la primavera artisticamente interpretata nelle sue declinazioni da diversi fotografi.
La prima tappa è a Milano, l’11 maggio 2010 in Via Dante. La mostra animerà la centralissima via pedonale fino al 31 maggio 2010.
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150 primavere con Sasso
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150 primavere con Sasso
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150 primavere con Sasso
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Lorenzo Pesce
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Lorenzo Cicconi Massi
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150 primavere con Sasso
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150 primavere con Sasso
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Davide Monteleone
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Davide Monteleone
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Lorenzo Pesce
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Lorenzo Cicconi Massi
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150 primavere con Sasso
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150 primavere con Sasso
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150 primavere con Sasso
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150 primavere con Sasso
Le immagini sono le vere protagoniste di questa mostra fotografica itinerante nelle principali città italiane: Milano, Roma, Genova, Torino, Bologna, Verona, Firenze, Napoli e Catania. La bellezza di queste immagini del nostro Paese e del mondo arricchirà ancor più le primavere d’Italia: colori inattesi, improvvisi giochi di luce e magie. Le fotografie delle 150 Primavere di Sasso fanno viaggiare attraverso le primavere del mondo, mentre cinque giovani fotografi, Lorenzo Pesce, Daniele Dainelli, Simona Ghizzoni, Davide Monteleone e Lorenzo Cicconi Massi, raccontano le meraviglie dell’Italia.

150 primavere con Sasso

Everyday People (AP Photo/Dave Thompson,PA)
Al Peel Park di Salford, in Inghilterra, decine di modelli volontari hanno posato nudi per l’artista americano Spencer Tunick.
L’installazione di nudo dal titolo Everyday People è stata fotografata per una mostra d’arte in omaggio al celebre pittore inglese LS Lowry, concentrandosi su uomini e donne comuni, con riferimento allo stile compositivo dell’artista britannico conosciuto per il suo stile naïve.Tunick è ormai un habitué dei nudi di massa.
Ripercorriamo alcune delle sue performance in questa galleria fotografica.
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Everyday People
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Everyday People
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Everyday People
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Sydney, 2010
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Sydney, 2010
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Dublin Bay, Irlanda, 2008
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Ernst Happel stadium, Austria, 2008
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Miami, 2007
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Sul ghiacciaio Aletsch, Svizzera, 2007
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Basilea, 1999
VEDI anche: Sydney, Spencer Tunick prepara un nuovo nudo di massa - Sydney, cinquemila persone nude davanti all’Opera House

Manifestazione per i diritti dei disabili a Il Cairo, Egitto (Credits: AP Photo/Ben Curtis)
Le foto più belle, settimana dopo settimana

In passerella a Città del Messico (Credits: AP Photo/Claudio Cruz)
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Pomeriggio di giochi a Baghdad, Iraq
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Il trucco per la Quinceanera, a Città del Messico
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“Hope and Glory” dell’artista Simon Birch a Hong Kong, Cina
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Osservatori assistono allo spoglio elettorale a Juba, Sudan
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Tracce di primavera presso Schanfigg, Svizzera
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Cremazione di massa delle vittime del terremoto, nella provincia cinese di Qinghai
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Nel giorno della memoria a Tel Nof, Israele
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Bambini tibetani in una scuola temporanea, dopo il terremoto, nella provincia cinese del Qinghai
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Soldati italiani surante il cambio della guardia a Herat, Afghanistan
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Attesa nell’aeroporto di Pechino
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Fabbrica d’acciaio a Jammu, India
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Fumatori di Giacarta, Indonesia
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Aeroporto di Madrid-Baraja
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Calcutta, India
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Gauhati, India
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Un soldato osserva i manifestanti anti-governativi a Bangkok, Thailandia
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Attesa presso l’aeriporto di Barcellona, Spagna
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Manifestazione per i diritti dei disabili a Il Cairo, Egitto
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Il corpo di un poliziotto ucciso ad Antipolo, nelle Filippine
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Shanghai World Expo
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Al Raja Bazaar nella città vecchia di Rawalpindi, Pakistan
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Aeroporto di Glasgow, Scozia
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Goma, Congo
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Riapre l’Hotel Oberoi di Mumbai, colpito da attacchi terroristici nel 2008
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Asuncion, Paraguay
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Zoo di Racine, Wisconsin, USA
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Giornata mondiale della Terra a Medellin, Colombia
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Cucciolo di cammello a Zurigo, Svizzera
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Acrobazie di protesta a Managua, Nicaragua
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In passerella a Città del Messico
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Calcutta, India