Mentre l’ultimo dibattito sulla riforma delle pensioni si è aperto stamani in Senato, prima del voto definitivo atteso in giornata (e domani anche in Assemblea nazionale), il movimento di contestazione sembra perdere vigore in Francia e la situazione tornare a poco a poco alla normalità.
Dopo due settimane di sciopero contro la proposta di alzare a 62 anni l’età pensionabile, i netturbini hanno ripreso il lavoro stamani a Marsiglia, dove la situazione sanitaria era diventata insostenibile per i cittadini, sommersi da 10.000 tonnellate di rifiuti ammassati sui marciapiedi e agli angoli delle strade.
- Pile d’immondizia davanti a un negozio
- I netturbini al lavoro
- Netturbini al lavoro di fronte a tonnellate di rifiuti
- Lo sciopero è contro il piano di alzare l’età pensionabile a 62 anni
- Lo sciopero ha costato all’economia francese 400 milioni di euro al giorno
- I netturbini si trovano di fronte montagne di immondizia
- Una donna cammina davanti a cataste di rifiuti
- Petroliere e altre navi bloccate a Martigues
- I lavoratori hanno bloccato porti, raffinerie e inceneritori d’immondizia
- Si sono accumulati 9000 tonnellate di immondizia
“Marsiglia è un immondezzaio, ci sono topi, incendi, c’è il rischio di malattie. Capisco questo sciopero, ma ad un certo punto bisogna fermarsi”. Una donna protestava così ai microfoni di alcuni giornalisti.
Durante la notte molti cassonetti sono stati dati alle fiamme. In due settimane si sono contati 800 incendi, ce ne sono stati quasi 300 solo in quest’ultimo fine settimana.
Dal punto di vista del carburante, tre raffinerie hanno votato la fine dello sciopero, mentre tra i depositi di petrolio, solo quello di Brive-la-Gaillard risultava di nuovo bloccato oggi da alcuni manifestanti. Ottimista si è mostrato il ministro dell’Ecologia, Jean-Louis Borloo, che aspetta per oggi il corretto funzionamento di quattro stazioni di servizio su cinque. Un pronostico giudicato comunque “difficilmente raggiungibile” dal presidente dell’Unione francese delle industrie petrolifere, Jean-Louis Schilansky.
I sindacati restano comunque sul piede di guerra. Bernard Thibault, leader della CGT, avverte che il movimento “non è finito”, nonostante le vacanze di Ognissanti. Oggi in tutta la Francia sono chiamati a scendere in campo gli studenti universitari che, nel primo pomeriggio, manifesteranno a Parigi davanti al Senato. Diverse Assemblee generali sono in corso all’appello dell’Unef, il principale sindacato degli studenti.
Intanto iniziative e sit-in sono previsti lungo tutta la giornata a Marsiglia, Bordeaux, Lione, Tolosa, nell’attesa dello sciopero generale di giovedì. (ANSA)
- Martedì 26 Ottobre 2010





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