
La leader delle Dame in bianco di Cuba durante un discorso pubblico il 17 marzo 2009, nel sesto anniversario dell'arresto di 75 dissidenti (AP Photo/Javier Galeano)
Le Damas de blanco hanno dedicato la manifestazione di ieri a Laura Pollán Tolledo, il giorno dopo la sua morte: accompagnate da una cinquantina di sostenitori, circa sessanta Damas hanno sfilato - come fanno ogni domenica - per le strade dell’Avana.
-
-
La leader delle Dame in bianco di Cuba durante un discorso pubblico il 17 marzo 2009, nel sesto anniversario dell’arresto di 75 dissidenti
-
-
A una manifestazione dopo la morte di Orlando Tamayo
-
-
Al telefono con il dissidente Guillermo Farinas, il 7 luglio 2010
-
-
Durante una manifestazione, contestata con le altre Dame in bianco da sostenitori del regime, il 10 dicembre 2009
-
-
Durante una manifestazione delle Damas de blanco, contestata dai sostenitori del regime cubano
-
-
Con il dissidente cubano Guillermo Farinas il 21 ottobre 2010
-
-
Poco dopo la notizia del rilascio del marito, Hector Maseda, l’11 febbraio 2001
-
-
Con il marito, Hector Maceda, ex prigioniero politico
-
-
A una manifestazione del 27 marzo 2011
-
-
Tre Damas de blanco fuori dalla casa di Pollan durante una cerimonia in suo onore
-
-
Hector Maseda, vedovo di Laura Pollan durante la marcia, davanti alla chiesa di Santa Rita dove si è tenuta la messa per ricordarla
-
-
Un momento della manifestazione che dato l’ultimo saluto alla dissidente cubana
-
-
“Laura Pollán Toledo presente”
-
-
Un momento della manifestazione che dato l’ultimo saluto a Laura Pollan
-
-
“Laura vive!” urlano le Dame in bianco
Marciando con le sue immagini riportanti la scritta “presente” hanno voluto ricordare la loro leader, tra le fondatrici del movimento nato nel 2003 per la liberazione di 75 prigionieri politici cubani e per la difesa dei diritti umani nell’isola. Fin dall’inizio, vestendosi di bianco, si sono mobilitate con inusuali manifestazioni pubbliche, soprattutto all’Avana, per chiedere il rilascio dei loro congiunti, alcuni dei quali, a partire dal 2010, sono stati liberati. Tra loro, Hector Maseda, il marito di Laura Pollán.

Hector Maseda, vedovo di Laura Pollan durante la marcia in memoria della moglie (AP Photo/Franklin Reyes)
Il movimento delle Damas cubane, che si è affermato come uno dei gruppi più visibili e attivi del dissenso cubano, nel 2005 ha vinto il premio Sakharov dell’Europarlamento per la libertà di pensiero. A guidarlo oggi è Bertha Soler, moglie dell’ex prigioniero politico - scarcerato l’anno scorso - Angel Moya, il quale rifiutò di recarsi in esilio in Spagna, come hanno invece fatto in questi mesi altri prigionieri rilasciati. Al termine della messa svoltasi per ricordare Pollán, nella chiesa di Santa Rita dell’Avana, la Soler ha detto alla stampa che il gruppo continuerà a lottare per ottenere ”il rilascio dei prigionieri”.

Con il dissidente cubano Guillermo Farinas il 21 ottobre 2010 (Epa/Alejandro Ernesto)
Sono ancora una cinquantina infatti i detenuti politici dietro le sbarre, diversi dei quali - attraverso gli scioperi della fame - anche dal carcere lottano per la libertà di espressione. Uno di loro, Orlando Zapata, nel febbraio 2010 ha portato il suo sciopero della fame alle estreme conseguenze. Dal Governo cubano questo movimento è considerato ”controrivoluzionario” e viene accusato di ricevere soldi dagli Stati Uniti: spesso le Dame in bianco fronteggiando le proteste dei fedelissimi del regime castrista.

Durante una manifestazione, contestata con le altre Dame in bianco da sostenitori del regime (AP Photo/Javier Galeano)

(Foto Ansa/MATTEO BAZZI / DBA)
Un Duomo di Milano gremito ha dato l’ultimo saluto a monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia, ucciso lo scorso 3 giugno dal suo autista in Turchia.
Le esequie, iniziate alle 10.30, sono state officiate dal cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, concelebrate da 350 sacerdoti di cui ben 50 tra vescovi e vicari episcopali, provenienti da tutte le parti del mondo.
-
-
Lo scorso 3 giugno fu ucciso in Turchia dal suo autista
-
-
Lo scorso 3 giugno fu ucciso in Turchia dal suo autista
-
-
In rappresentanza della Santa sede presente l’arcivescovo Edmondo Farhat, già nunzio apostolico di Turchia
-
-
In Turchia i cristiani sono meno dell’1% della popolazione
-
-
Lo scorso 3 giugno fu ucciso in Turchia dal suo autista
-
-
Lo scorso 3 giugno fu ucciso in Turchia dal suo autista
-
-
Tettamanzi stringe la mano a Sandro Padovese, fratello del religioso ucciso
-
-
Lo scorso 3 giugno fu ucciso in Turchia dal suo autista
-
-
Lo scorso 3 giugno fu ucciso in Turchia dal suo autista
-
-
Monsignor Luigi Padovese
A rappresentare il Governo è intervenuta Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri.
Tra le personalità presenti il Console della Turchia a Milano e l’Ambasciatore turco presso la Santa Sede. (ANSA)
“Un uomo umile e magnanimo, un uomo di dialogo e di pace“. Così il card. Peter Erdo, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (CCEE), ha ricordato la figura di mons. Luigi Padovese, presidente della Conferenza episcopale turca, in una lettera di cordoglio inviata all’arcivescovo di Milano Tettamanzi.
Attraverso il suo segretario di Stato Tarcisio Bertone, il Papa Benedetto XVI ha inviato alla Chiesa Ambrosiana un messaggio: “Il sommo Pontefice si unisce a tutti i presenti nel raccomandare l’anima nobile di questo amato pastore all’infinita misericordia di Dio e nel rendere grazie per la sua generosa testimonianza al angelo ed il suo fermo impegno per il dialogo e per la riconciliazione che ha caratterizzato la sua vita sacerdotale e il suo ministero episcopale”. (ANSA)

(Foto Ansa/MATTEO BAZZI / DBA)

(AP Photo)
“Centinaia di migliaia” di persone hanno partecipato, secondo l”opposizione anti-Ahmadinejad, ai funerali del grande ayatollah Hossein Ali Montazeri, aspro critico del regime iraniano. I funerali si sono svolti nella città santa di Qom, dove Montazeri viveva.
-
-
Il grande Ayatollah Hossein Ali Montazeri è morto il 20 dicembre a 87 anni
-
-
I siti riformisti stimano che ha partecipato nella città abbiano partecipato alla cerimonia
-
-
Ha preso parte alle esequie anche il capo dell’opposizione, Mir Hossein Mussavi
-
-
La salma è stata deposta nel mausoleo di Masumeh Zahra, sorella dell’ottavo Imam sciita, Reza, meta ogni anno di milioni di pellegrini
-
-
Ali Montazeri è stato un aspro critico del regime iraniano
-
-
Montazeri, teologo, è stato un difensore dei diritti umani e delle donne
-
-
Montazeri era considerato dai seguaci la più alta autorità vivente dell’Islam sciita in Iran
-
-
Dopo i funerali alcuni incidenti sono scoppiati tra le forze di sicurezza iraniane e gli oppositori
Le informazioni sul funerale sono arrivate in Occidente dai siti-web dell’opposizione, perché alla stampa straniera è stato vietato di presenziare alla cerimonia. Si sarebbero anche verificati scontri: secondo il sito Rahesabz.net, milizie di Ansar Hezbollah (letteralmente i seguaci di Dio), un’organizzazione paramilitare e vicina alla teocrazia islamica, si sono infiltrate nella folla che partecipava ai funerali e hanno tentato di “interrompere la cerimonia”: “Se ne sono andati dopo tafferugli con alcuni presenti”. Le esequie sarebbero terminate “con dimostrazioni e slogan anti-regime”.
L’agenzia ufficiale Irna, nel suo primo lancio sul funerale, non ha fornito cifre sui presenti e ha detto che il corteo fumebre è entrato “in maniera calma” nel santuario sciita dove la salma è stata tumulata.
Teologo e difensore dei diritti umani e delle donne, aspra voce critica del regime di Mahmoud Ahmadinejad, considerato dai seguaci la piu’ alta autorita’ vivente dell’Islam sciita in Iran, Montazeri è stato tumulato nella tomba di Masoumeh, un’altra figura sciita di spicco. (AGI)
Leggi anche: In morte dell’ayatollah Montazeri, il padre del movimento riformista iraniano di Farian Sabahi