Possono sembrare dei rompiscatole chiassosi come dei paladini dell’ambiente. Certo è che in nome del loro credo gli attivisti di Greenpeace non hanno paura di protestare e buttarsi in prima linea in tutte le maniere più d’impatto possibile, inanellando ormai 40 anni di blitz.
Sì, perché l’organizzazione ambientalista oggi compie quattro decenni di vita e di lotte. Era a bordo di un peschereccio, il Phyllis Cormack, che il 15 settembre 1971 maturò la prima azione per salvare il Pianeta dalla minaccia nucleare. Ben presto quella malandata imbarcazione colorata da strisce parallele e verticali sulla prua divenne una nave guerriera, la Raimbow Warrior, per combattere le ingiustizie ambientali ma soprattutto per fermare la caccia alle balene nei grandi e freddi mari del sud del mondo.
I pionieri furono Jim Bohlen, Irving Stowe e Paul Cote (con Bob Hunter, un giornalista).
Nel compleanno di Greenpeace, riviviamo questi 40 anni di proteste e campagne spettacolari in questa gallery fotografica, dalla prima storica missione verso l’isola di Amchitka all’affondamento della Rainbow Warrior nel porto di Auckland.
- 5 agosto 1971: Robert Hunter al timone della Phyllis Cormack
- 1971, l’equipaggio della Phyllis Cormack: i pionieri di Greenpeace
- 5 agosto 1976, sulle acque a largo di San Francisco
- La base di Greenpeace nell’Antartide, con lo scopo di farne un parco mondiale
- 1981, David McTaggart sulla Vega contro i test nucleari a Muroroa
- 2 ottobre 1984, paracadutista salta giù dalla centrale elettrica di Gavin
- 10 luglio 1985, l’affondamento della nave Rainbow Warrior
- 5 agosto 1985: Gloucester, Massachusetts, un’azione di boicottaggio
- 16 giugno 1995: contro l’affondamento nel Mare del Nord della piattaforma petrolifera Brent Spar
- 4 luglio 1995, Gianna Nannini con Greenpeace davanti all’ambasciata di Francia a Roma
- 9 luglio 1995: commandos francesi effettuano controlli a bordo della nave Rainbow Warrior II, vicino all’isola Mururoa
- 21 marzo 1996: Rainbow Warrior II torna in mare dopo il rilascio da parte delle autorità francesi
- Assalto alla Rijnborg che trasportava scorie nucleari
- Marzo 2006, Rio de Janeiro: striscioni dalla statua del Cristo Redentore chiedendo ai governi di proteggere la biodiversità globale
- 2008, Greenpeace blocca la centrale a carbone di Sassari
- 2009, sul Mount Rushmore National Memorial una sfida a Obama a dare prova di leadership circa il riscaldamento globale
- 2 ottobre 2010: protesta contro la dipendenza della Francia al petrolio
- 10 novembre 2010: “Speranza?” sulle spiagge di Cancun, contro i cambiamenti climatici
- 13 settembre 2010, a Montreal contro il petrolio e per lo sviluppo di energie più pulite
- 14 luglio 2010, a Bruxelles contro le perditi in acqua di petrolio
- 16 novembre 2010: attivista subacqueo invoca: “Proteggiamo la barriera corallina ora”
- Agra, India: nei cieli sopra Tai Mahal un pallone invoca il disarmamento nucleare, contro i test nucleari indiani
- 17 agosto 2010: a Città del Messico protesta contro il riciclaggio dei rifiuti industriali
- Un attivista di Greenpeace tiene un cartello sotto un dispositivo di aggregazione del pesce chiedendo la creazione di una rete globale di riserve marine
- 25 aprile 2011, Rio de Janeiro: contro lo sviluppo di un impianto nucleare
Oggi le tre strisce colorate del 1971 si sono trasformate nell’intero spettro dell’arcobaleno, che col tempo è divenuto il suo simbolo sfoggiato nei blitz a difesa dell’ambiente.
L’associazione non governativa ambientalista e pacifista è stata infatti fondata a Vancouver in piena guerra fredda da un gruppo di attivisti per opporsi ai test nucleari degli Usa in Alaska (ad Amchitka). Poi le lotte per la Terra diventano campagne: quelle per tutelare energia e clima, foreste, mare, contro gli Ogm, inquinamento, nucleare e per la pace e il disarmo.
Gli attivisti on line sono 11 milioni al mondo, oltre 2.000 le persone dello staff operativo (dislocate in 27 uffici in 41 Paesi) in, 3,5 milioni di sostenitori (di cui 53 mila in Italia).

16 giugno 1995: contro l'affondamento nel Mare del Nord della piattaforma petrolifera Brent Spar (Ansa/Greenpeace)
Oggi le navi sono diventate tre: la Rainbow Warrior II, l’Arctic Sunrise e la Esperanza. E ora tutto è pronto per la Rainbow Warrior III, pronta per ottobre.
E per chi crede che Greenpeace sia un baraccone vistoso ma inconcludente, citiamo alcune delle vittorie ottenute lungo la storia griffata arcobaleno: il trattato internazionale che protegge per 50 anni l’Antartide da esplorazioni petrolifere, la messa al bando delle spadare, la moratoria Internazionale per la caccia commerciale alle balene (del 1982), il divieto di sversamento di scorie nucleari in mare, la salvaguardia delle foreste primarie….
- Giovedì 15 Settembre 2011






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