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Vaticanleaks , anche una donna tra i corvi Dossier Papa: serpeggia un gran senso di sospetto Video - Si tratterebbe di una cittadina italiana che lavora presso la Santa Sede. La moglie di Gabriele: "Non può essere stato lui" - Vaticanleaks, il cerchio si allarga. Anche una donna tra i sospetti, potrebbero esserci nuovi arresti dopo quello di Paolo Gabriele che, intanto, sta collaborando senza però ammettere precise responsabilità. Bagnasco: "E' un a situazione che colpisce. Il dolore del Papa nell'omelia.

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India

Kashmir, la raccolta dello zafferano

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  • Tags: agricoltura, Farooq Khan, India, reportage, zafferano
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Nei campi di zafferano presso il villaggio di Pampore

(Epa/Farooq Khan)

Nei campi di zafferano di Pampore (25 km a sud di Srinagar), nel Kashmir indiano, si coltiva una delle qualità di zafferano migliori e più conosciute al mondo. Questa zona del Kashmir è l’unico posto in India, e uno dei pochi luoghi al mondo, in cui lo zafferano viene coltivato con successo: lo stesso non avviene in altre zone pur fertili del Paese, come le pianure alluvionali del Kashmir. La gente di Pampore attribuisce questa speciale successo alla presenza di un elemento magico nel terreno locale, che aiuta i fiori a sbocciare e gli stami a impregnarsi dell’aroma della più preziosa delle spezie.

Nei campi di zafferano presso il villaggio di Pampore
Lo zafferano viene coltivato consuccesso in poche zone del mondo
Questa zona del Kashmir è l’unico posto in India, e uno dei pochi luoghi al mondo, in cui lo zafferano viene coltivato con successo
Lo stesso non avviene in altre zone pur fertili del Paese, come le pianure alluvionali del Kashmir
La gente di Pampore attribuisce questa speciale successo alla presenza di un elemento magico nel terreno locale

Tale elemento magico aiuterebbe i fiori a sbocciare e gli stami a impregnarsi dell’aroma tipico di questa spezia
Pampore è situato a 25 km a sud di Srinagar, nel Kashmir indiano
Lo zafferano è la spezia più costosa fra tutte
Qui si coltiva una delle qualità di zafferano migliori e più conosciute al mondo

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  • Giovedì 4 Novembre 2010

Hinduisti in festa per il compleanno di Krishna

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  • Tags: festa, India, induismo, Krishna, religioni
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Bumbai: un bambino vestito da Krishna tra i coetanei

(AP Photo/Rajanish Kakade)

Shri Krishna è una delle rappresentazioni più popolari e venerate della Divinità presso gli hinduisti. Tra agosto e settembre, essi celebrano tradizionalmente la festa della sua nascita, detta Krishna Janmashtami che, secondo la tradizione, avvenne a mezzanotte dell’ottavo giorno di luna calante del mese di Bhadrapada, nella città di Matura.

Bumbai: un bambino vestito da Krishna tra i coetanei
Un bambino vestito da Krishna a Mumbai
Bambini vestiti da Krishna ad Agartala, capitale del Tripura indiano
Un bambino vestito da Krishna sulla motodella famiglia ad Ahmadabad
I festeggiamenti a Kathmandu, Nepal

Festa anche a Dhaka, in Bangladesh: un bambino vestito da Krishna portato in processione in un cesto, a rivivere la storia della divinità
Festa anche a Dhaka, in Bangladesh: un bambino vestito da Krishna portato in processione in un cesto, a rivivere la storia della divinità
Mumbai, incidente di percorso nel costruire la piramide umana per raggiungere il “Dahi handi”, la pentolaccia locale
Mumbai, incidente di percorso nel costruire la piramide umana per raggiungere il “Dahi handi”, la pentolaccia locale
La festa presso la scuola Victoria di Mumbai per bambini ciechi

Il “Dahi handi” anche per i bambini ciechi della scuola Victoria di Mumbai
Le celebrazioni a Mumbai e a Jammu
Il “Dahi handi”, la pentolaccia locale, per celbrare la festività induista
Bhopal, India
Un bambino vestito da Krishna a Mumbai

Un bambino vestito da Krishna per le strade di Ahmadabad
Un bambino vestito da Krishna portato in processione in un cesto a Jammu, a rivivere la storia della divinità
Mumbai, piramide umana per raggiungere il “Dahi handi”, la pentolaccia locale
Bambini vestiti da Krishna per le strade di Mumbai
Mumbai, piramidi umane per raggiungere il “Dahi handi”, la pentolaccia locale



Si tratta di una festa particolarmente solenne, durante la quale i devoti digiunano fino alla mezzanotte, mentre nei templi, per le strade e nelle case si rappresentano scene della vita del Dio. Gli hinduisti nutrono la convinzione che l’adorazione del Signore (in questo caso, nella forma di Krishna) possa condurre i devoti al di fuori del ciclo delle reincarnazioni, verso la liberazione dai corpi.

Festa anche a Dhaka, in Bangladesh: un bambino vestito da Krishna portato in processione in un cesto, a rivivere la storia della divinità

(AP Photo/Pavel Rahman)

Una delle tante versioni del mito narra che Krishna (che significa “l’infinitamente affascinante”, nonché “esistenza di conoscenza e beatitudine”) dopo la nascita - per essere salvato dalla minaccia di uno zio, sovrano crudele e tiranno che, temendo che il nipote avrebbe usurpato il suo trono, lo voleva far uccidere - fu deposto in un cesto ed affidato alle acque del fiume Yamuna dalle quali fu raccolto da una coppia di pastori, Yashoda e Nanda, che lo adottarono.

Bambini vestiti da Krishna ad Agartala, capitale del Tripura indiano

(AP Photo / Bapi Roy Choudhury)

Crebbe felicemente a Vrindavan facendo il pastore in compagnia delle gopi, le pastorelle che giocavano con lui e si innamoravano di questo bellissimo giovane che sapeva affascinarle con il suono dolcissimo del suo flauto.

Il "Dahi handi" anche per i bambini ciechi della scuola Victoria di Mumbai

(Epa/Divyakant Solanki)

La morte fisica di Krishna, avvenuta nell’anno 3102 a.C., segna per gli hinduisti la fine del Dvapara Yuga, la terza era del mondo, e l’inizio del Kali Yuga, l’era attuale.

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  • Venerdì 3 Settembre 2010

India, il mercato del grano di Amritsar

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  • Tags: Altaf Qadri, Amritsar, grano, India
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Un lavoratore addetto a caricare i sacchi di riso sui camion (AP Photo/Altaf Qadri)

Un lavoratore addetto a caricare i sacchi di riso sui camion (AP Photo/Altaf Qadri)

Altaf Qadri è un ingegnere informatico che ha deciso di trasformare la sua passione per la fotografia in una professione.

Un lavoratore addetto a caricare i sacchi di riso sui camion (AP Photo/Altaf Qadri)
Alcuni lavoratori caricano sui camion sacchi di riso
Uno stormo di piccioni pranzano sopra un cumulo di grano
Alcuni lavoratori caricano sui camion sacchi di riso
il lavoro di alcuni addetti alla ventilazione del riso


Dopo essere stato utilizzato come scudo umano dalla polizia indiana ha voluto che l’obbiettivo della macchina fotografica diventasse il principale testimone di ogni avvenimento al quale assisteva.
Dopo un esilio forzato, ha iniziato a lavorare come fotografo freelance per testate come il New York Times, Il Guardian, il Time e l’Herald Tribune.
Nel corso della sua carriera ha conseguito molti premi ed è membro dal 2003 della “European Pressphoto Agency” per la quale ha contribuito con servizi fotografici che testimoniassero il conflitto nel Kashmir.

In questi scatti, ci propone l’attività all’interno di una fabbrica di riso ad Amritsar, in India, catturando alcuni momenti del processo di lavorazione.

  • redazione
  • Martedì 10 Agosto 2010

Il Dalai Lama festeggia i 75 anni

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  • Tags: compleanno, Dalai Lama, Dharamsala, India
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Sua Santità Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama, compie 75 anni

(EPA/OLAF KRAAK)

Il Dalai Lama ha festeggiato oggi il suo settantacinquesimo compleanno con una cerimonia organizzata nella cittadina himalayana di Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio, dove vive dal lontano 1959.

Sua Santità Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama, compie 75 anni
I festeggiamenti a Kathmandu, Nepal, nonostante i divieti
Il Dalai Lama osserva una performance in suo onore
I festeggiamenti a Kathmandu, Nepal, nonostante i divieti
Danze per Sua Santità il Dalai Lama

Costumi tradizionali a Dharmsala
I 75 anni del Dalai Lama
Ragazze tibetane in processione a Kathmandu, Nepal
Presso il tempio Tsugla Khang di Dharamshala
Riso per i partecipanti

Ragazze tibetane in processione a Kathmandu, Nepal
Il Dalai Lama con il primo ministro del governo tibetano in esilio, Samdhong Rinpoche
Onori al ritratto del Dalai Lama a Kathmandu
Il saluto del suo popolo
Ragazze tibetane in processione a Kathmandu, Nepal


Di fronte a circa 5.000 esuli tibetani accorsi nello Stato indiano dell’Himachal Pradesh nonostante le forti piogge, il Dalai Lama ha preso brevemente la parola per ringraziare i presenti e rammaricarsi del fatto che ai tibetani del Tibet non sia stato permesso dalle autorità cinesi di festeggiare la ricorrenza. Nel vicino Nepal, infatti, la polizia ha arrestato almeno 22 tibetani in esilio che stavano tentando di raggiungere Dharmsala, per partecipare alle celebrazioni.

Il saluto del suo popolo

Il saluto del suo popolo (AP Photo/Ashwini Bhatia)

Il capo della polizia di Katmandu, Ramesh Kharel ha spiegato che i tibetani saranno interrogati e successivamente rilasciati.Osservando un arazzo su cui è riassunto il suo itinerario in diverse epoche fin dalla nascita, il Premio Nobel per la Pace 1989 ha commentato: ”Quando vedo queste immagini e seguo gli sviluppi, mi rendo conto che la mia vita non è stata sprecata”. Dopo il discorso, nel tempio di Tsuglagkhang si è svolto uno spettacolo di canti e danze in onore di ”Sua Santità”, seduto su una poltrona e circondato dai suoi collaboratori.

Ragazze tibetane in processione a Kathmandu, Nepal

Ragazze tibetane in processione a Kathmandu, Nepal (EPA/NARENDRA SHRESTHA)

Il portavoce del governo tibetano in esilio, Thubten Samphel, ha detto all’agenzia di stampa indiana Ians che ‘’si è tenuta una sessione speciale di preghiere per auspicare il benessere e una lunga vita per il Dalai Lama”. ”Sua Santità - ha concluso il portavoce - ha partecipato alla preghiera e benedetto i suoi seguaci dalle 9 alle 11. Alla cerimonia ha partecipato anche il 17/o Karmapa (Colui che incarna la forza attiva di tutti i Buddha), Ugyen Trinley Dorjee. (ANSA)

I festeggiamenti a Kathmandu, Nepal, nonostante i divieti

I festeggiamenti a Kathmandu, Nepal, nonostante i divieti (EPA/NARENDRA SHRESTHA)

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  • Martedì 6 Luglio 2010

Sultanpur, India: la morte degli animali intorno al lago in secca

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  • Tags: animali, India, lago, Sultanpur
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Un toro si ciba della carcassa di un pesce Magur

Un toro si ciba della carcassa di un pesce (AP Photo/Gurinder Osan)

Un pesce sul fondo del lago prosciugato

Un pesce sul fondo del lago prosciugato (Epa/Harish Tyagi)

La carcassa di un'antilope azzurra (Neelgai)

La carcassa di un

Dalla riserva naturale di Sultanpur, nello stato indiano dell’Haryana, le foto di un lago prosciugato all’interno del parco, abitato da numerose specie di uccelli e di antilopi. Dichiarato riserva naturale nel 1971 e parco nazionale nel 1991, il Sultanpur Bird Sanctuary si trova a 50 km da New Delhi e per questo è meta frequente delle escursioni degli abitanti della capitale.

Due tori si contendono i resti di un pesce
Un pesce sul fondo del lago prosciugato
Un pesce rimasto all’asciutto
Il parco si trova a circa 50 km da New Delhi
Un toro si ciba della carcassa di un pesce Magur

Nello Stato indiano di Haryana
L’area è abitata anche da antilopi, dalle azzurre alle cervicapre
Nel Parco nazionale di Sultanpur
Un corvo si ciba di un pesce morto
La carcassa di un’antilope azzurra (Neelgai)


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  • Venerdì 25 Giugno 2010

Allabahad, le celebrazioni hindu in onore del Gange

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  • Tags: Gange, India, induismo, religioni, Sangam
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Allahabad, India

(AP Photo/Rajesh Kumar Singh)

Secondo le credenze delle popolazioni locali, ad Allabahad, nel nord dell’India, confluiscono non solo il fiume Gange, sacro agli indiani, e il fiume Yamuna, ma anche il mitico fiume nascosto Saraswati, che proprio in questo punto uscirebbe dalla terra per congiungersi agli altri due.

India Hindu Festival

(AP Photo/Rajesh Kumar Singh)

Il cosiddetto “Sangam”, il punto di confluenza dei tre fiumi, è considerato sacro: la città di Allahabad è ritenuta tra le più sacre dagli indù proprio per questo motivo. In questa galleria di foto, le celebrazioni della festa induista di Ganga Dussehra, celebrata in tutto il Paese e dedicata al culto del fiume Gange, presso il punto della sacra confluenza.

Allahabad, India
Ad Allabahad, nel nord dell’India, confluiscono due fiumi reali e uno invisibile
Secondo le credenze delle popolazioni locali nei fiumi Gange e Yamuna confluisce qui anche il fiume nascosto Saraswati
Il mitico fiume nascosto Saraswati proprio in questo punto uscirebbe dalla terra per congiungersi agli altri due
Il cosiddetto “Sangam”, il punto di confluenza dei tre fiumi, è considerato sacro

La città di Allahabad è ritenuata tra le più sacre dagli indù proprio per questo motivo
Rituale di purificazione per la festa in onore del Gange
BAgno rituale per le celebrazioni della festa induista di Ganga Dussehra
La festa, celebrata in tutto il Paese, è dedicata al culto del fiume Gange
Bagno nel Gange presso il punto della sacra confluenza


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  • Giovedì 24 Giugno 2010

India, yoga e risoterapia nella Polizia di Allahabad

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  • Tags: Allahabad, India, risoterapia, terapia della risata, yoga
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Terapia della risata contro lo stress

(AP Photo/Rajesh Kumar Singh)

Terapia della risata, yoga, balzi, esercizi fisici in gruppo… Prima di entrare in servizio, la mattina, così la Polizia di Allahabad, in India, si prepara ad affrontare il turno operativo.
È stato riscontrato un impatto positivo in termini di reazione allo stress generato dalla gestione della criminalità…

Terapia della risata contro lo stress
Esercizi fisici
Terapia della risata contro lo stress
Esercizi fisici
Esercizi di yoga nella mattina presto


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  • Mercoledì 9 Giugno 2010

Anche il Tibet ha la sua miss (in esilio)

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  • Tags: concorsi di bellezza, concorso di bellezza, India, Miss Tibet, Tibet
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A Dharmsala, sede del governo tibetano in esilio

A Dharmsala, sede del governo tibetano in esilio

Un concorso di bellezza molto particolare, quello che ha incoronato reginetta la ventiquattrenne Tenzin Norzom. Quattro concorrenti, pochi riflettori, nessuno sfarzo e una bandiera vietata che sventola sullo sfondo. Miss Tibet ha conquistato il suo scettro a Dharmsala, in India, sede del governo tibetano in esilio.

A Dharmsala, sede del governo tibetano in esilio
Tenzin Norzom, la reginetta 2010
A Dharmsala, sede del governo tibetano in esilio
Le miss con la bandiera vietata in patria
Tenzin Norzom, la reginetta 2010

Le quattro concorrenti: Rinchen Choden, Tenzin Namchoe, Tenzin Norzom e Yangchen Metok
Sfilata a bordo piscina

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  • Lunedì 7 Giugno 2010

I compleanni del Buddha

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  • Tags: buddhismo, Corea del Sud, festa religiosa, India, religioni, Sri Lanka
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Corea del Sud

Corea del Sud (AP Photo/Ahn Young-joon)

Il Visakha Puja (Vesak), il cosiddetto “compleanno di Buddha”, è la festa più importante nel buddhismo. La ricorrenza non celebra solo la nascita del corpo fisico di Gautama Buddha, il maestro spirituale fondatore del buddhismo - secondo la tradizione, nel 565 a.C. - ma soprattutto la sua figura e il suo contributo alla ricerca dell’illuminazione, del Nirvana, della Pace Suprema.

Sri Lanka

Sri Lanka (Epa/M.A.Pushpa Kumara)

Ciascun Paese, in relazione al calendario lunare tradizionale vigente e in base, quindi, ai pleniluni e ai noviluni, festeggia in una data differente questa ricorrenza. In questa galleria fotografica, le immagini da alcuni dei tanti Paesi dell’Asia che in questo maggio hanno festeggiato il genetliaco religioso: lo Sri Lanka, la Corea del Sud e l’India.

Corea del Sud. Le strade di Seul illuminate a giorno dalle lanterne colorate
Corea del Sud. Le strade di Seul illuminate a giorno dalle lanterne colorate
India. L’insegnamento da vivere è quello secondo cui la felicità non si raggiunge saziando gli appetiti
India. Occorre nutrire lo spirito, attraverso la generosità e le attività spirituali: la decorazione dei templi, la pittura, il teatro
Corea del Sud. Sfilata di lanterne colorate

Corea del Sud. Sfilata di lanterne colorate
India. Un esule tibetano presso il tempio
Sri Lanka. Lampade ad olio offerte al Buddha
Sri Lanka. Un Buddha in ogni casa
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci

Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci

Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
Corea del Sud. Lanterne a celebrare l’illuminazione
Sri Lanka. Fiori per il Buddha
Sri Lanka. Un giovane venditore di lanterne decorative


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  • Venerdì 28 Maggio 2010

India, sposi bambini al matrimonio di massa

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  • Tags: bambini, India, Matrimonio
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Santosh, 11 anni, con la giovanissima sposa, Mamta, 7 anni

Santosh, 11 anni, con la giovanissima sposa, Mamta, 7 anni (AP Photo/Prakash Hatvalne)

Anche se vietati dalla legge, in India continuano ad essere celebrati matrimoni tra bambini, specialmente nei villaggi più poveri. In queste fotografie di Prakash Hatvalne, alcuni dei bambini uniti in matrimonio, lo scorso 16 maggio, nel villaggio di Chachoda, presso Rajgarh, a circa 155 chilometri da Bhopal.

Santosh, 11 anni, con la giovanissima sposa, Mamta, 7 anni
Santosh, 11 anni, sposo bambino
Rani, 15 anni, sposa bambina
Una delle coppie che ha si è unita in matrimonio durante la celebrazione di massa
Bhagwan Das e, alle sue spalle, la giovane moglie

Una delle giovanissime coppie diretta al tempio, per ricevere la benedizione, dopo la cerimonia nuziale
Mamta, 7 anni, con il marito Santosh, 11 anni

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  • Martedì 18 Maggio 2010

India, l’ultimo “bagno reale” chiude la festa di Kumbh Mela

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  • Tags: festa, Haridwar, India, induismo, Kumbh Mela, religioni
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India Hindu Festival

(AP Photo/Kevin Frayer)

Il Kumbh Mela è  uno dei più grandi raduni religiosi al mondo, un evento che si svolge ogni 12 anni in quattro diverse località dell’India settentrionale: Allahabad, Haridwar, Ujjain e Nasik. Tra pellegrini, santoni veri e falsi, sadhu, yogi e turisti da tutto il mondo, arriva a raccogliere molti milioni di persone.

India Hindu Festival

(AP Photo/Rajesh Kumar Singh)

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Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar

Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar

Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar

Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar
Ad Haridwar


Le celebrazioni hanno preso il via nello scorso gennaio, sono durate per oltre quattro mesi e si concluderanno nei prossimi giorni ad Haridwar con l’ultimo ”bagno reale”.  A questo ultimo rito purificatorio - un bagno sacro nelle acque del Gange - avrebbe dovuto partecipare anche la leader italo-indiana Sonia Gandhi, che ha però  rinunciato  per ”non creare inconvenienti” alla folla di pellegrini radunati per celebrare il Kumbh Mela. Nel 2001 la Gandhi si era immersa nel Gange ad Allahabad per rispondere alle polemiche del partito rivale indù nazionalista che l’aveva attaccata per le origini straniere e per la fede cristiana. (ANSA)

India Kumbh Mela festival

(AP Photo/Rajesh Kumar Singh)

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  • Martedì 13 Aprile 2010

Sita e Gita, gemelle siamesi in attesa di intervento

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  • Tags: curiosità, gemelle siamesi, India, Nuova Delhi
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Nuova Dehli

Nuova Dehli (AP Photo/Gurinder Osan)

Hanno poco più di un anno e mezzo, le soreline Sita e Gita. Quando sono nate nel villaggio di Bhawanipur Kushwaha, presso Bihar, in India, i genitori Subhash Mukhiya e Nirmala Devi hanno dovuto affrontare una dura realtà: non tutto era andato per il meglio, Sita e Gita sono gemelle siamesi.  Sono nate, cioè, con una parte del corpo in comune: oltre agli organi riproduttivi e parte dell’apparato urinario,  condividono anche un tratto dell’intestino.

Nuova Dehli
Nuova Dehli
Nuova Dehli
Nuova Dehli


È di queste ore la notizia chei medici dell’ospedale Batra di Nuova Delhi sono pronti all’operazione che separerà le gemelline. Oggi sono state sottoposte a degli esami cruciali per verificare la fattibilità del delicatissimo intervento, che comprenderà una complessa fase ricostruttiva. E oggi stesso verrà stabilita la data fatidica, che per 12-15 ore vedrà impegnate in sala operatoria le sorelle e l’equipe medica,  con buona probabilità di successo.

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  • Martedì 30 Marzo 2010

Anniversario della rivolta di Lhasa, i tibetani non si arrendono

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  • Tags: Cina, Dalai Lama, Dharamsala, India, Lhasa, rivolta, Tibet
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Katmandu, Nepal

Katmandu, Nepal (AP Photo/ Binod Joshi)

(ANSA) - In occasione del 51/o anniversario della rivolta nazionale tibetana, avvenuta il 10 marzo del 1959, il Dalai Lama ha accusato i cinesi di ”voler intenzionalmente cancellare il buddismo” dal Tibet. Il leader spirituale dei tibetani ha tenuto il suo tradizionale discorso annuale a Dharamsala, nel nord dell’India, sua residenza e sede del governo tibetano in esilio. ”I cinesi stanno portando avanti oggi diverse iniziative politiche - ha detto - tra cui una campagna per la rieducazione patriottica in molti monasteri del Tibet. Stanno costringendo monaci e monache a vivere in una condizione di semiprigionia, negando loro il diritto allo studio e alla preghiera pacifica”. Secondo il Dalai Lama la repressione in atto ‘’sta trasformando i monasteri in musei”.

Ribadendo la sua politica della ”via di mezzo” nelle rivendicazioni con la Cina, il Premio Nobel per la pace ha poi detto di non ”voler assumere alcun ruolo politico” nel governo in esilio o in un eventuale governo futuro in Tibet in caso di soluzione della controversia.

Il Dalai Lama legge il discorso di commemorazione della rivolta di Lhasa

Il Dalai Lama legge il discorso di commemorazione della rivolta di Lhasa (AP Photo/Ashwini Bhatia)

Intanto, in occasione della ricorrenza, circa un migliaio di tibetani hanno marciato stamattina a New Delhi, esibendo striscioni contro le aggressioni perpetrate dai cinesi in Tibet e inneggianti al Dalai Lama. Durante la manifestazione, organizzata dal Tibetan Youth Congress, ci sono stati alcuni momenti di tensione quando un giovane dimostrante ha cercato di sfondare la barriera eretta dalla polizia indiana. Ieri una trentina di attivisti tibetani erano stati fermati dalle forze dell’ordine mentre tentavano di marciare verso l’ambasciata cinese.

Manifestazioni in difesa dei diritti umani dei tibetani si sono svolte anche in molte altre città del mondo, tra cui Katmandu, Roma, Taipei, Bruxelles, Seoul.

Katmandu, Nepal. La polizia arresta dei tibetani in esilio durante una protesta davanti all’ambasciata cinese
Due manifestanti, a Dharamsla e New Delhi, in India
Katmandu, Nepal. La polizia cerca di contenere gli esuli tibetani che manifestano contro il governo cinese
Dharmsala, India. Manifestazione di esuli tibetani
Katmandu, Nepal. La polizia arresta un manifestante

Un momento della protesta a Katmandu, Nepal
Katmandu, Nepal
Dharamsla, India
Katmandu, Nepal. La polizia cerca di contenere gli esuli tibetani che manifestano contro il governo cinese
Il Dalai Lama prima del suo discorso di commemorazione della rivolta di Lhasa

Il Dalai Lama legge il discorso di commemorazione della rivolta di Lhasa
New Delhi, India
New Delhi, India
Kathmandu, Nepal
New Delhi, India | Katmandu, Nepal

Kathmandu, Nepal | New Delhi, India
L’esercito cinese per le strade di Lhasa
Proteste a Seoul, Corea del Sud
Monaci tibetani manifestano a Taipei, Taiwan
Un manifestante a Bruxelles


Ieri, alla vigilia dell’anniversario della rivolta di Lhasa, la Cina ha rilanciato le sue accuse al Dalai Lama, imputangogli di ‘’seminare il caos” nella regione. ”Se non ci fossero le forze anticinesi ed il Dalai Lama ad esercitare attività distruttive e a seminare il caos, oggi il Tibet sarebbe in una situazione migliore…” ha affermato il segretario del Partito Comunista del Tibet Zhang Qingli. Le autorità cinesi accusano il leader tibetano di aver organizzato le manifestazioni di protesta del 10 marzo 2008 a Lhasa  in occasione delle celebrazioni per i Giochi Olimpici dell’agosto 2008, che il 14 marzo sono sfociate in attacchi agli immigrati cinesi e successivamente si sono estese alle altre zone a popolazione tibetana della Cina.

Katmandu, Nepal. La polizia arresta dei tibetani in esilio durante una protesta davanti all'ambasciata cinese

Katmandu, arresto di tibetani in esilio durante una protesta anticinese (EPA/NARENDRA SHRESTHA)

Nelle violenze del 14 marzo, secondo il governo, hanno perso la vita 22 persone, mentre gli esuli tibetani sostengono che le vittime sono state circa duecento. In seguito alle proteste, che si sono protratte fino a maggio del 2008, secondo le organizzazioni umanitarie internazionali, sono state arrestate 5.700 persone. Le strade di Lhasa sono oggi costantemente percorse da pattuglie della Polizia armata del popolo, il corpo paramiliare addetto al controllo dell’ ordine pubblico.

New Delhi, India

New Delhi, India (AP Photo/Mustafa Quraishi)

Il governo cinese sottolinea che negli ultimi otto anni il governo ha investito circa 18 miliardi di euro in progetti di sviluppo del Tibet e che l’economia della Regione Autonoma è cresciuta del 12 per cento. Il Tibet rimane chiuso ai giornalisti stranieri, che hanno bisogno di un permesso speciale, concesso raramente; una volta arrivati, i giornalisti vengono comunque accompagnati da funzionari governativi per tutta la loro permanenza nella regione.

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  • Mercoledì 10 Marzo 2010

Festa dei colori in India, un inno alla primavera

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  • Tags: Festa dei Colori, hinduismo, Holi, India
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Bhubaneswar

Bhubaneswar (AP Photo/Biswaranjan Rout)

(ANSA) - Le principali città dell’India, per la ricorrenza annuale di Holi, celebrano un inno alla gioia e alla primavera che si avvicina con la festa dei colori: almeno per qualche ora affratella le persone di ogni razza, religione o nazionalità.

Vrindavan, tempio Banke Bihari

Vrindavan, tempio Banke Bihari (AP Photo/Manish Swarup)

Al grido di ‘Bura Na Mano Holi Hai‘ (Non ti preoccupare! È Holi!), gruppi di giovani hanno affrontato - a New Delhi, nelle altre principali città indiane e in alcune città estere ospitanti comunità indiane - spray di acqua colorata e  il lancio, anche da tetti e balconi, di ‘bombe’ variopinte che si sono stampate sui vestiti, volutamente bianchi, indossati dalla gente.

Mumbai
Vrindavan, tempio Banke Bihari
Bhubaneswar
Vrindavan, tempio Banke Bihari
Tempio di Dauji

Karachi, Pakistan
Tempio di Dauji
Vrindavan, tempio Banke Bihari
Mumbai
Gurgaon, sobborgo di Nuova Delhi

Mumbai
Gauhati
Tempio di Dauji
Tempio di Dauji
Vrindavan, tempio Banke Bihari

Vrindavan, tempio Banke Bihari
Mumbai
Gauhati
Tempio di Dauji
Vrindavan, tempio Banke Bihari


Non solo gli umani, ma anche ignari animali (dai gatti agli elefanti) sono stati costretti a celebrare loro malgrado la festa del colore per eccellenza, e sono stati imbrattati di polveri rosse, gialle e viola.

Nonostante le avvertenze delle autorità e della polizia, come ogni anno la festività ha dato luogo ad alcuni eccessi, dovuti anche alla forte ingestione di miscugli alcolici, ed ha generato risse fra i membri dei diversi gruppi di persone che si sono date battaglia in strada.

Mumbai

Mumbai (AP Photo/Rafiq Maqbool)

Inoltre, mentre in passato le polveri utilizzate per colorare la gente erano di origine naturale, ultimamente sono state introdotte in commercio polveri chimiche che, se ingerite, causano gravi danni alla salute.

Holi affonda le sue radici in una tradizione fantastica religiosa hindu sul trionfo del bene sul male; essa riguarda, da una parte, la storia d’amore del Dio Krishna per una delle sue mogli, Radha; e, dall’altra, il ‘miracolo’ del principe Prahlada che, grazie alla sua fede negli dei, sopravvisse nonostante fosse stato messo a morte su un rogo.

Gauhati

Gauhati (AP Photo/Anupam Nath)

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  • Martedì 9 Marzo 2010

Non si convertono all’Islam: decapitati dai Talebani. Proteste dei sikh indiani

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  • Tags: India, mondo, Pakistan, talebani
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Le proteste a Jammu

Le proteste a Jammu (AP Photo/Channi Anand)

(ANSA) - In diverse città dell’India settentrionale, attivisti di associazioni e movimenti anti-terrorismo stanno inscenando proteste contro il Pakistan e contro i Talebani, dopo il ritrovamento dei corpi decapitati di Jaspal e Mahal Singh, due uomini d’affari sikh che, rapiti a scopo di estorsione il 19 gennaio scorso nelle Aree tribali del Pakistan nord-occidentale,  a oltre un mese di distanza dal rapimento.

Le proteste a Jammu
Le proteste davanti all’ambasciata pakistana di New Delhi
Le proteste a Jammu
Le proteste ad Amritsar
Le proteste a Amritsar e Jammu

Le proteste a Jammu
Le proteste ad Amritsar
Le proteste a Jammu
Le proteste a Jammu
Le proteste a Jammu


I due sono stati sequestrati rispettivamente nella Khyber Agency e nella confinante Orakzai Agency. Fonti della sicurezza a New Delhi hanno assicurato che la vera ragione della loro uccisione risiede nel fatto che i due sikh non hanno voluto convertirsi all’Islam. Per questo, Jaspal e Mahan sono stati decapitati e le loro teste fatte trovare nel ‘gurudwara’ Bhai Joga Singh di Peshawar.

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  • Martedì 23 Febbraio 2010

Defexpo 2010, armi in fiera a New Delhi

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  • Tags: armi, Defexpo, fiera, Finmeccanica, India
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L'edizione 2010 di DefExpo aperto oggi i battenti a New Delhi

L'edizione 2010 di DefExpo aperto oggi i battenti a New Delhi (EPA/HARISH TYAGI)

L’edizione 2010 di DefExpo, importante vetrina biennale indiana del più avanzato materiale per la difesa navale e terrestre, ha aperto oggi i battenti a New Delhi, con la partecipazione di 650 espositori di 27 paesi.
Con un occhio ai progetti del governo indiano, che nel prossimo decennio si propone di spendere 31 miliardi di dollari in materiale bellico, le principali imprese del settore partecipano a questa sesta edizione della manifestazione che è la più grande in termini di partecipazione dal suo esordio nel 1999. Negli spazi espositivi di Pragati Maidan nella capitale dieci fra i principali paesi, fra cui l’Italia, raggrupperanno i loro espositori in padiglioni nazionali.

Negli spazi espositivi di Pragati Maidan nella capitale dieci fra i principali paesi, fra cui l’Italia, raggrupperanno i loro espositori in padiglioni nazionali
È la più grande in termini di partecipazione dal suo esordio nel 1999
Il Governo indiano si propone di spendere, nel prossimo decennio, 31 miliardi di dollari in materiale bellico
Importante vetrina biennale indiana del più avanzato materiale per la difesa navale e terrestre
L’edizione 2010 di DefExpo aperto oggi i battenti a New Delhi


Tutta la ”crema” dell’industria per la difesa è presente nella capitale indiana, con imprese del calibro di Boeing, Lockheed Martin, General Dynamics, Raytheon, BAE Systems, Finmeccanica, Rosoboronexport State Corporation, Israeli Aerospace Industries e European Aeronautics Defence and Space Company (Eads).
La partecipazione italiana è imperniata attorno alla Finmeccanica e alle sue controllate, fra cui AgustaWestland e Selex, insieme a Elettronica/ELT e Beretta. In occasione di DefExpo 2010 sarà a New Delhi il sottosegretario italiano alla Difesa, Guido Crosetto.

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  • Lunedì 15 Febbraio 2010

Mumbai, l’ira nazionalista hindu contro “My name is Khan”

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  • Tags: cinema, fondamentalismo, hindu, India, Mumbai, nazionalismo, protesta, Shahrukh Khan, sindrome di Asperger
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L'arresto di una manifestante

L'arresto di una manifestante (AP Photo/Rafiq Maqbool)

Shahrukh Khan è l’attore protagonista di una delle ultime produzioni boolywoodiane: il film My name is Khan. I’m not a terrorist, presente, fuori concorso, alla Berlinale.  Khan, megastar indiana, è finito nel mirino dello Shiv Sena, un partito politico con base a Mumbai, conosciuto per il suo razzismo e fondamentalismo hindu. Lo Shiv Sena ha definito Shahrukh Khan un traditore, perché l’attore ha espresso rammarico per il fatto che nessun giocatore di cricket del Pakistan - vecchio rivale dell’India - sia stato scelto per il torneo Twenty20 della Premier League indiana. Khan, che è un musulmano, non ha voluto scusarsi per le sue affermazioni.

Dal 10 febbraio scorso - data della prima proiezione indiana del film - migliaia di nazionalisti hindu stanno inscenando una serie di proteste davanti ai cinema che lo hanno messo in programmazione. La folla ha stracciato le locandine e preso a sassate i cinema. La polizia a Mumbai ha arrestato più di un migliaio di nazionalisti hindu ed ha dispiegato più di 21mila agenti a vigilare 60 cinema. La violenta protesta non si ferma, pur avendo ottenuto di ridurre da 63 a 13 il numero delle sale dove il film sarà proiettato.

L’arresto di una manifestante
Attivisti del partito Shiv Sena strappano e bruciano le locandine del film fuori da un cinema di Mumbai
Shahrukh Khan | La locandina del film in una strada di Mumbai
Scontri tra la polizia e i manifestanti
L’arresto di una manifestante

Attivisti del partito Shiv Sena strappano e bruciano le locandine del film fuori da un cinema di Mumbai
Sostenitori di Shahrukh Khan festeggiano il suo film
Polizia indiana a guardia di un poster del film
In coda per vedere il film
Polizia a guardia di un cinema


My name is Khan, con la regia di Karan Johar, racconta la storia di Rizwan Khan, un bambino musulmano con la sindrome di Asperger, cresciuto con la madre (Zarina Wahab) nella sezione Borivali di Mumbai. Da adulto Rizwan (interpretato dalla megastar indiana Shahrukh Khan), si innamora di una madre single indù, Mandira (Kajol), che vive a San Francisco. Le vicende dell’11 settembre si inseriscono nella trama, a cambiare i destini di questa sorta di Forrest Gump indiano.

Khan si muove tra la gente pieno dei suoi tic, dei suoi momenti di genialità, con la sua faccia da buono. Da bambino, ha avuto come unico insegnamento etico dalla madre l’idea di un mondo diviso sostanzialmente in due: buoni e cattivi, ma non per il colore della pelle o per la religione che professano. A un certo punto, arrestato in quanto sospettato dalla polizia per la sua fisionomia e anche per lo strano modo di fare dovuto alla sua malattia.

Tutto il film ruota alla fine intorno al suo singolare titolo. Infatti My name is Khan con l’aggiunta and I’m not terrorist e proprio la frase che il bravo e sfortunato hindu vuol dire al presidente degli Stati Uniti per rassicurare una  volta per tutte il mondo che si sbaglia a identificare buoni e cattivi in base a religione professata o colore della pelle. Khan che, nonostante il bellicoso nome, è  l’uomo più buono della terra, alla fine incontrerà davvero il neo presidente degli Stati Uniti Barack Obama (Christopher B. Duncan).

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  • Venerdì 12 Febbraio 2010

India, armi in cambio di rose: si arrendono i ribelli del KLNLF

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  • Tags: Assam, Diphu, India, KNLF, ribelli
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Circa 400 ribelli del gruppo armato attivo nello Stato indiano nord-orientale di Assam, hanno ceduto le armi

(EPA)

Circa 400 ribelli appartenenti al Karbi Longri National Liberation Front (KLNLF), gruppo armato attivo nello Stato indiano nord-orientale di Assam, hanno ceduto le armi. Durante una cerimonia ufficiale tenutasi in un campo di calcio a Diphu, nel distretto di Karbi Anglong, i ribelli hanno fisicamente consegnato tutto il loro equipaggiamento militare nelle mani delle forze dell’ordine, aderendo così a una proposta di cessate il fuoco formulata dal Governo del Paese.

Circa 400 ribelli del gruppo armato attivo nello Stato indiano nord-orientale di Assam, hanno ceduto le armi
I ribelli hanno aderito a una proposta di cessate il fuoco del Governo
I ribelli hanno fisicamente consegnato tutto il loro equipaggiamento militare
Consegnando le armi, hanno ricevuto delle rose
Armi e munizioni consegnate

Tarun Gogoi, ministro del governo dello Stato di Assam, ha partecipato alla cerimonia
A Diphu, nel distretto di
Una cerimonia ufficiale tenutasi in un campo di calcio
Armi e munizioni consegnate
Sergente Kave Rongpipi, prima della consegna delle armi


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  • Giovedì 11 Febbraio 2010

Kashmir indiano in subbuglio, tra scioperi e rivolte

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  • Tags: India, Kashmir, reportage, Wamiq Farooq
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Gli scontri a Srinagar

Gli scontri a Srinagar

A Srinagar e nelle principali città della Valle del Kashmir, in India, sono in corso manifestazioni, rivolte e scioperi, convocati il 31 gennaio dalla APHC - un’alleanza di partiti e leader secessionisti - in seguito alla morte del quattordicenne Wamiq Farooq, ucciso da un candelotto fumogeno lanciato dalle forze di polizia.

La sovranità sulla regione del Kashmir è contesa all’India da parte dei movimenti separatisti musulmani; questo conflitto ha già condotto a due guerre. La maggior parte degli abitanti dell’area prova crescenti sentimenti anti-indiani.

Gli scontri a Srinagar
Il corpo di Wamiq Farooq
Il dolore dei parenti di Wamiq Farooq, ucciso dalla polizia durante gli scontri
I funerali di Wamiq Farooq
Un uomo osserva i funerali di Wamiq Farooq dalla finestra della propria abitazione

Una donna osserva i funerali di Wamiq Farooq dalla finestra della propria abitazione
Sopore, nord di Srinagar
Sopore, nord di Srinagar
Gli scontri a Srinagar
Gli scontri a Srinagar

Lancio di pietre a Srinagar
Gli scontri a Srinagar
Un ferito soccorso dalla polizia
Un ferito soccorso dalla polizia
Lancio di pietre contro le forze paramilitari indiane

Un poliziotto indiano lancia pietre contro i manifestanti
Attacco ai veicoli militari
Lancio di pietre contro le forze paramilitari indiane
Alcuni ragazzi protagonisti della rivolta
Lancio di pietre contro le forze paramilitari indiane


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  • Martedì 2 Febbraio 2010

India, la spettacolare Festa della Repubblica

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  • Tags: celebrazioni, Costituzione, Festa della Repubblica, fotografia, India, reportage
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Danze popolari

Danze popolari (AP Photo/Saurabh Das)

Con la tradizionale Festa della Repubblica, il 26 gennaio scorso l’India ha celebrato l’anniversario dell’adozione della propria Costituzione repubblicana, successiva all’ottenimento dell’indipendenza dall’Impero Britannico, nel 1950.
Si tratta di una ricorrenza nazionale estremamente importante, che ogni anno viene celebrata con manifestazioni e cerimonie in tutto il Paese.

Danze popolari
Soldati acrobati durante la parata
La banda del Corpo Nazionale Cadetti
Membri della polizia di frontiera in groppa a dei cammelli
Un aeroplano dell’Indian Air Force durante la parata

Un danzatore
La presidente Pratibha Devisingh Patil
Stunt performance a Jammu
La parata militare a Nuova Delhi

Le danze degli studenti di Jammu
Rossetto prima della parata
Palazzi governativi illuminati a festa
Marcia militare nella nebbia
Il Presidente coreano Lee Myung-bak tra le autorità indiane

Un carro raffigurante un ministro della Repubblica
Studentesse durante la parata
Passi militari
Polizia di frontiera in groppa ai cammelli
Il primo ministro Manmohan Singh durante la parata

Il corpo nazionale cadetti
Danza tradizionale
Il Palazzo presidenziale | Un elicottero militare sparge petali di fiori sulla folla
La stanchezza di un soldato
Soldati delle forze paramilitari in marcia


Durante la giornata, tra l’altro, avvengono  l’alzabandiera; una parata militare dalle intricate geometrie; altre parate dal carattere spettacolare in cui sfilano bambini, danzatori e carri. Il tutto circondato da un mare di colori e decorato da un uso suggestivo delle luci.

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  • Giovedì 28 Gennaio 2010

India, immersione di massa degli hindu nel Gange gelido

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  • Tags: festa, Haridwar, India, induismo, religioni
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Ad Haridwar, una delle città sacre dell'India, nello Stato di Uttarakhand

Ad Haridwar, una delle città sacre dell'India, nello Stato di Uttarakhand (AP Photo/Saurabh Das)



Ad Haridwar, una delle città sacre dell’India, nello Stato di Uttarakhand, moltissimi pellegrini provenienti da ogni parte dell’India e dall’estero hanno cominciato oggi all’alba la prima snan (immersione sacra) nel fiume Gange, dando così il via allo straordinario spettacolo del tradizionale appuntamento hindu denominato Kumbh Mela, che durerà circa quattro mesi e si concluderà il 28 aprile.

Il Kumbh Mela, evento che raccoglie molti milioni di persone (tra pellegrini, santoni veri e falsi, sadhu, yogi, ma anche turisti da tutto il mondo) si svolge in India settentrionale ogni 12 anni, in quattro diverse località - Allahabad, Haridwar, Ujjain e Nasik - dove, secondo la tradizione, durante una battaglia tra divinità e demoni per il possesso di una brocca contenente il nettare dell’immortalità, alcune gocce di tale nettare caddero e si sparpagliarono.

Ad Haridwar, una delle città sacre dell’India, nello Stato di Uttarakhand
Milioni di pellegrini provenienti da ogni parte dell’India e dall’estero
I pellegrini in massa entrano nelle gelide acque del fiume sacro, nel punto in cui esso si apre alla pianura scendendo dall’Himalaya
Secondo la tradizione, un tempo divinità e demoni combatterono per il possesso di una brocca contenente il nettare dell’immortalità…
…durante la battaglia, alcune gocce di tale nettare caddero e si sparpagliarono in quattro punti del Gange

È la festa di Kumbh Mela si svolge nel nord del Paese ogni 12 anni
Sono state allestite speciali aree tendate per accogliere i pellegrini
Oltre ai bagni rituali, moltissimi sono gli eventi previsti, tra cui celebrazioni, conferenze, assemblee, discussioni su temi religiosi, canti e balli
Numerosi luoghi di ristoro sono stati installati nella cittadina
Kumbh Mela durerà circa quattro mesi e si concluderà il 28 aprile.


In un clima fortemente spirituale - scrive oggi l’agenzia di stampa indiana Ians - segnato da canti vedici e dal suono di conchiglie di strombo, cembali e campane dei templi, i pellegrini in massa entrano nelle gelide acque del fiume sacro, nel punto in cui esso si apre alla pianura scendendo dall’Himalaya.
La cerimonia ha preso il via, all’apparire di un pallido sole velato dalla nebbia, nel Brahma Kund, un tratto di argine del fiume appena sotto il tempio di Shiva nella zona di Har ki Pauri. In questa prima fase, le immersioni continueranno per tutta la giornata e proseguiranno anche domani per un secondo snan coincidente con la Mauni Amavasya (luna nuova) e con l’eclisse di sole.

Oltre ai bagni rituali, moltissimi sono gli eventi previsti, tra cui celebrazioni, conferenze, assemblee, discussioni su temi religiosi, canti e balli.
In vista dell’inizio del pellegrinaggio milioni di persone, in particolar modo sadhu e devoti, molti dei quali nudi e con il capo cosparso di cenere, stanno già viaggiando da tutta l’India e dal Nepal verso Haridwar, dove le autorità locali stanno predisponendo tutto il necessario. Le speciali aree tendate divise per uomini e donne e luoghi di ristoro sono stati installati nella cittadina e le unità sanitarie di soccorso sono pronte per soccorrere eventuali pellegrini in difficoltà. Le ferrovie indiane hanno annunciato di aver aggiunto treni speciali per facilitare l’arrivo dei devoti nei luoghi del festival.

(ANSA)

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  • Giovedì 14 Gennaio 2010

I bambini di Bhopal, 25 anni dopo la catastrofe

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  • Tags: ambiente, Bhopal, India, insetticidi, Union Carbide
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Vikas e Aman, fratelli

Vikas e Aman, fratelli (AP Photo/Saurabh Das)

A Bhopal, nell’India centrale, il 2 dicembre del 1984, in sequito ad un incidente, il liquido incolore prodotto dalla fabbrica di insetticidi statunitense Union Carbide, reagendo con l’acqua in ambiente chiuso, causò la morte sul colpo di 3.787 persone. Altre migliaia di persone morirono nelle ore successive a causa dei veleni che hanno causato in tutto 30.000 morti e 100.000 invalidi.

Vikas e Aman, fratelli
Bambini nati con disabilità fisica e mentale
Cerimonia per l’anniversario
Suraj, 12 anni
Medicinali

Shatraksh, 9 anni
Mahima, 5 anni
25th anniversary
Apeksha Malviya
Khushi Verma e Apeksha Malviya


A 25 anni di distanza dalla tragedia, i livelli di contaminazione di aria e acqua nel raggio di tre chilometri intorno all’impianto della morte sono ancora altissimi. Analisi condotte nei dintorni della fabbrica di insetticidi statunitense Union Carbide hanno riscontrato la presenza di tracce di isocianato di metile.

Il Centro per la scienza e l’ambiente ha accertato che i ripetuti allarme lanciati dagli ambientalisti della zona, secondo i quali tracce di veleno sono ancora presenti nell’aria e nell’acqua e hanno causato negli anni cancri, malformazioni e malattie del sistema imminutario, erano fondati.

Da documenti interni è emerso inoltre che la fabbrica ha scaricato migliaia di tonnellate di rifiuti in tutta l’area circostante, per anni, prima dell’incidente. Allo stato attuale, secondo i risultati dell’indagine, nei terreni attorno alla fabbrica ci sono 40 volte più pesticidi di quelli ammessi dagli standard indiani. Inoltre, i campioni dell’acqua bevuta dalla popolazione a Shiv Nagar contiene dosi di CVarvaryl 110 volte superiori agli standard consentiti. (AGI)

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  • Mercoledì 2 Dicembre 2009

Reportage - Il disastro di Bhopal, 25 anni dopo

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  • Tags: ambiente, Bhopal, disastro ambientale, fotografia, India, pesticidi, reportage
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In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984

In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984 (AP Photo/Saurabh Das)



A venticinque anni dal disastro ambientale di Bhopal, in India, le autorità indiane hanno deciso di aprire al pubblico l’area dello stabilimento di pesticidi della Union Carbide da cui, il 2 dicembre 1984, uscirono tonnellate di prodotti chimici che provocarono 15mila morti.

In queste foto di Saurabh Das, le immagini dello stabilimento, così come appare oggi.

In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984

In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984

In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984

“L’obiettivo”, ha spiegato Babulal Gaur, ministro per l’aiuto e la riabilitazione delle vittime di Bhopal, “è quello di permettere alla popolazione di poter pregare e ricordare le vittime del disastro ambientale, così come avviene a Hiroshima, Chernobyl e Ground Zero a New York”. Lo ha riferito il quotidiano statunitense “Washington Post” nei giorni scorsi.

La corte dello stato di Madhya Pradesh, la cui capitale è Bhopal, il 26 novembre ha ordinato l’ingresso del pubblico nell’area della fabbrica. L’apertura è prevista per l’inzio del prossimo mese di dicembre, in occasione del 25° anniversario del disastro ambientale.

Un gruppo di sopravvissuti all’incidente ha però  criticato la decisione delle autorità indiane sottolineando che la zona è ancora contaminata. “Sul terreno si trova ancora mercurio puro”, ha detto un ex dipendente che per dieci anni ha lavorato nello stabilimento di pesticidi. “È una fabbrica di morte. All’interno dell’area ci sono ancora veleni che inquinano i nostri pozzi e contaminano i nostri corpi”, ha affermato Rajbal Moolchand, 70 anni, un altro sopravvissuto che viveva vicino all’impianto e che fu esposto ai gas.

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  • Lunedì 30 Novembre 2009

Street art a Bangalore

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  • Tags: arte, Bangalore, India, street art
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In India

(Epa/Jagadeesh)

La Bruhat Bangalore Mahanagara Palike (BBMP) è impegnata nel decorare con delle immagini legate all’eredità culturale di Karnataka le pareti che corrono lungo le principali arterie stradali, i cavalcavia, i sottopassaggi e le gli snodi ferroviari.  A corredare i dipinti, scritte che invitano a tenere pulito il paese.

In India
In India
In India
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  • Martedì 10 Novembre 2009
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