Leggi tutte le notizie su:
India

(Epa/Farooq Khan)
Nei campi di zafferano di Pampore (25 km a sud di Srinagar), nel Kashmir indiano, si coltiva una delle qualità di zafferano migliori e più conosciute al mondo. Questa zona del Kashmir è l’unico posto in India, e uno dei pochi luoghi al mondo, in cui lo zafferano viene coltivato con successo: lo stesso non avviene in altre zone pur fertili del Paese, come le pianure alluvionali del Kashmir. La gente di Pampore attribuisce questa speciale successo alla presenza di un elemento magico nel terreno locale, che aiuta i fiori a sbocciare e gli stami a impregnarsi dell’aroma della più preziosa delle spezie.
-
-
Nei campi di zafferano presso il villaggio di Pampore
-
-
Lo zafferano viene coltivato consuccesso in poche zone del mondo
-
-
Questa zona del Kashmir è l’unico posto in India, e uno dei pochi luoghi al mondo, in cui lo zafferano viene coltivato con successo
-
-
Lo stesso non avviene in altre zone pur fertili del Paese, come le pianure alluvionali del Kashmir
-
-
La gente di Pampore attribuisce questa speciale successo alla presenza di un elemento magico nel terreno locale
-
-
Tale elemento magico aiuterebbe i fiori a sbocciare e gli stami a impregnarsi dell’aroma tipico di questa spezia
-
-
Pampore è situato a 25 km a sud di Srinagar, nel Kashmir indiano
-
-
Lo zafferano è la spezia più costosa fra tutte
-
-
Qui si coltiva una delle qualità di zafferano migliori e più conosciute al mondo

(AP Photo/Rajanish Kakade)
Shri Krishna è una delle rappresentazioni più popolari e venerate della Divinità presso gli hinduisti. Tra agosto e settembre, essi celebrano tradizionalmente la festa della sua nascita, detta Krishna Janmashtami che, secondo la tradizione, avvenne a mezzanotte dell’ottavo giorno di luna calante del mese di Bhadrapada, nella città di Matura.
-
-
Bumbai: un bambino vestito da Krishna tra i coetanei
-
-
Un bambino vestito da Krishna a Mumbai
-
-
Bambini vestiti da Krishna ad Agartala, capitale del Tripura indiano
-
-
Un bambino vestito da Krishna sulla motodella famiglia ad Ahmadabad
-
-
I festeggiamenti a Kathmandu, Nepal
-
-
Festa anche a Dhaka, in Bangladesh: un bambino vestito da Krishna portato in processione in un cesto, a rivivere la storia della divinità
-
-
Festa anche a Dhaka, in Bangladesh: un bambino vestito da Krishna portato in processione in un cesto, a rivivere la storia della divinità
-
-
Mumbai, incidente di percorso nel costruire la piramide umana per raggiungere il “Dahi handi”, la pentolaccia locale
-
-
Mumbai, incidente di percorso nel costruire la piramide umana per raggiungere il “Dahi handi”, la pentolaccia locale
-
-
La festa presso la scuola Victoria di Mumbai per bambini ciechi
-
-
Il “Dahi handi” anche per i bambini ciechi della scuola Victoria di Mumbai
-
-
Le celebrazioni a Mumbai e a Jammu
-
-
Il “Dahi handi”, la pentolaccia locale, per celbrare la festività induista
-
-
Bhopal, India
-
-
Un bambino vestito da Krishna a Mumbai
-
-
Un bambino vestito da Krishna per le strade di Ahmadabad
-
-
Un bambino vestito da Krishna portato in processione in un cesto a Jammu, a rivivere la storia della divinità
-
-
Mumbai, piramide umana per raggiungere il “Dahi handi”, la pentolaccia locale
-
-
Bambini vestiti da Krishna per le strade di Mumbai
-
-
Mumbai, piramidi umane per raggiungere il “Dahi handi”, la pentolaccia locale
Si tratta di una festa particolarmente solenne, durante la quale i devoti digiunano fino alla mezzanotte, mentre nei templi, per le strade e nelle case si rappresentano
scene della vita del Dio. Gli hinduisti nutrono la convinzione che l’adorazione del Signore (in questo caso, nella forma di Krishna) possa condurre i devoti al di fuori del ciclo delle reincarnazioni, verso la liberazione dai corpi.

(AP Photo/Pavel Rahman)
Una delle tante versioni del mito narra che Krishna (che significa “l’infinitamente affascinante”, nonché “esistenza di conoscenza e beatitudine”) dopo la nascita - per essere salvato dalla minaccia di uno zio, sovrano crudele e tiranno che, temendo che il nipote avrebbe usurpato il suo trono, lo voleva far uccidere - fu deposto in un cesto ed affidato alle acque del fiume Yamuna dalle quali fu raccolto da una coppia di pastori, Yashoda e Nanda, che lo adottarono.

(AP Photo / Bapi Roy Choudhury)
Crebbe felicemente a Vrindavan facendo il pastore in compagnia delle gopi, le pastorelle che giocavano con lui e si innamoravano di questo bellissimo giovane che sapeva affascinarle con il suono dolcissimo del suo flauto.

(Epa/Divyakant Solanki)
La morte fisica di Krishna, avvenuta nell’anno 3102 a.C., segna per gli hinduisti la fine del Dvapara Yuga, la terza era del mondo, e l’inizio del Kali Yuga, l’era attuale.

Un lavoratore addetto a caricare i sacchi di riso sui camion (AP Photo/Altaf Qadri)
Altaf Qadri è un ingegnere informatico che ha deciso di trasformare la sua passione per la fotografia in una professione.
-
-
Un lavoratore addetto a caricare i sacchi di riso sui camion (AP Photo/Altaf Qadri)
-
-
Alcuni lavoratori caricano sui camion sacchi di riso
-
-
Uno stormo di piccioni pranzano sopra un cumulo di grano
-
-
Alcuni lavoratori caricano sui camion sacchi di riso
-
-
il lavoro di alcuni addetti alla ventilazione del riso
Dopo essere stato utilizzato come scudo umano dalla polizia indiana ha voluto che l’obbiettivo della macchina fotografica diventasse il principale testimone di ogni avvenimento al quale assisteva.
Dopo un esilio forzato, ha iniziato a lavorare come fotografo freelance per testate come il New York Times, Il Guardian, il Time e l’Herald Tribune.
Nel corso della sua carriera ha conseguito molti premi ed è membro dal 2003 della “European Pressphoto Agency” per la quale ha contribuito con servizi fotografici che testimoniassero il conflitto nel Kashmir.
In questi scatti, ci propone l’attività all’interno di una fabbrica di riso ad Amritsar, in India, catturando alcuni momenti del processo di lavorazione.

(EPA/OLAF KRAAK)
Il Dalai Lama ha festeggiato oggi il suo settantacinquesimo compleanno con una cerimonia organizzata nella cittadina himalayana di Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio, dove vive dal lontano 1959.
-
-
Sua Santità Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama, compie 75 anni
-
-
I festeggiamenti a Kathmandu, Nepal, nonostante i divieti
-
-
Il Dalai Lama osserva una performance in suo onore
-
-
I festeggiamenti a Kathmandu, Nepal, nonostante i divieti
-
-
Danze per Sua Santità il Dalai Lama
-
-
Costumi tradizionali a Dharmsala
-
-
I 75 anni del Dalai Lama
-
-
Ragazze tibetane in processione a Kathmandu, Nepal
-
-
Presso il tempio Tsugla Khang di Dharamshala
-
-
Riso per i partecipanti
-
-
Ragazze tibetane in processione a Kathmandu, Nepal
-
-
Il Dalai Lama con il primo ministro del governo tibetano in esilio, Samdhong Rinpoche
-
-
Onori al ritratto del Dalai Lama a Kathmandu
-
-
Il saluto del suo popolo
-
-
Ragazze tibetane in processione a Kathmandu, Nepal
Di fronte a circa 5.000 esuli tibetani accorsi nello Stato indiano dell’Himachal Pradesh nonostante le forti piogge, il Dalai Lama ha preso brevemente la parola per ringraziare i presenti e rammaricarsi del fatto che ai tibetani del Tibet non sia stato permesso dalle autorità cinesi di festeggiare la ricorrenza. Nel vicino Nepal, infatti, la polizia ha arrestato almeno 22 tibetani in esilio che stavano tentando di raggiungere Dharmsala, per partecipare alle celebrazioni.

Il saluto del suo popolo (AP Photo/Ashwini Bhatia)
Il capo della polizia di Katmandu, Ramesh Kharel ha spiegato che i tibetani saranno interrogati e successivamente rilasciati.Osservando un arazzo su cui è riassunto il suo itinerario in diverse epoche fin dalla nascita, il Premio Nobel per la Pace 1989 ha commentato: ”Quando vedo queste immagini e seguo gli sviluppi, mi rendo conto che la mia vita non è stata sprecata”. Dopo il discorso, nel tempio di Tsuglagkhang si è svolto uno spettacolo di canti e danze in onore di ”Sua Santità”, seduto su una poltrona e circondato dai suoi collaboratori.

Ragazze tibetane in processione a Kathmandu, Nepal (EPA/NARENDRA SHRESTHA)
Il portavoce del governo tibetano in esilio, Thubten Samphel, ha detto all’agenzia di stampa indiana Ians che ‘’si è tenuta una sessione speciale di preghiere per auspicare il benessere e una lunga vita per il Dalai Lama”. ”Sua Santità - ha concluso il portavoce - ha partecipato alla preghiera e benedetto i suoi seguaci dalle 9 alle 11. Alla cerimonia ha partecipato anche il 17/o Karmapa (Colui che incarna la forza attiva di tutti i Buddha), Ugyen Trinley Dorjee. (ANSA)

I festeggiamenti a Kathmandu, Nepal, nonostante i divieti (EPA/NARENDRA SHRESTHA)

(AP Photo/Rajesh Kumar Singh)
Secondo le credenze delle popolazioni locali, ad Allabahad, nel nord dell’India, confluiscono non solo il fiume Gange, sacro agli indiani, e il fiume Yamuna, ma anche il mitico fiume nascosto Saraswati, che proprio in questo punto uscirebbe dalla terra per congiungersi agli altri due.

(AP Photo/Rajesh Kumar Singh)
Il cosiddetto “Sangam”, il punto di confluenza dei tre fiumi, è considerato sacro: la città di Allahabad è ritenuta tra le più sacre dagli indù proprio per questo motivo. In questa galleria di foto, le celebrazioni della festa induista di Ganga Dussehra, celebrata in tutto il Paese e dedicata al culto del fiume Gange, presso il punto della sacra confluenza.
-
-
Allahabad, India
-
-
Ad Allabahad, nel nord dell’India, confluiscono due fiumi reali e uno invisibile
-
-
Secondo le credenze delle popolazioni locali nei fiumi Gange e Yamuna confluisce qui anche il fiume nascosto Saraswati
-
-
Il mitico fiume nascosto Saraswati proprio in questo punto uscirebbe dalla terra per congiungersi agli altri due
-
-
Il cosiddetto “Sangam”, il punto di confluenza dei tre fiumi, è considerato sacro
-
-
La città di Allahabad è ritenuata tra le più sacre dagli indù proprio per questo motivo
-
-
Rituale di purificazione per la festa in onore del Gange
-
-
BAgno rituale per le celebrazioni della festa induista di Ganga Dussehra
-
-
La festa, celebrata in tutto il Paese, è dedicata al culto del fiume Gange
-
-
Bagno nel Gange presso il punto della sacra confluenza

A Dharmsala, sede del governo tibetano in esilio
Un concorso di bellezza molto particolare, quello che ha incoronato reginetta la ventiquattrenne Tenzin Norzom. Quattro concorrenti, pochi riflettori, nessuno sfarzo e una bandiera vietata che sventola sullo sfondo. Miss Tibet ha conquistato il suo scettro a Dharmsala, in India, sede del governo tibetano in esilio.
-
-
A Dharmsala, sede del governo tibetano in esilio
-
-
Tenzin Norzom, la reginetta 2010
-
-
A Dharmsala, sede del governo tibetano in esilio
-
-
Le miss con la bandiera vietata in patria
-
-
Tenzin Norzom, la reginetta 2010
-
-
Le quattro concorrenti: Rinchen Choden, Tenzin Namchoe, Tenzin Norzom e Yangchen Metok
-
-
Sfilata a bordo piscina

Corea del Sud (AP Photo/Ahn Young-joon)
Il Visakha Puja (Vesak), il cosiddetto “compleanno di Buddha”, è la festa più importante nel buddhismo. La ricorrenza non celebra solo la nascita del corpo fisico di Gautama Buddha, il maestro spirituale fondatore del buddhismo - secondo la tradizione, nel 565 a.C. - ma soprattutto la sua figura e il suo contributo alla ricerca dell’illuminazione, del Nirvana, della Pace Suprema.

Sri Lanka (Epa/M.A.Pushpa Kumara)
Ciascun Paese, in relazione al calendario lunare tradizionale vigente e in base, quindi, ai pleniluni e ai noviluni, festeggia in una data differente questa ricorrenza. In questa galleria fotografica, le immagini da alcuni dei tanti Paesi dell’Asia che in questo maggio hanno festeggiato il genetliaco religioso: lo Sri Lanka, la Corea del Sud e l’India.
-
-
Corea del Sud. Le strade di Seul illuminate a giorno dalle lanterne colorate
-
-
Corea del Sud. Le strade di Seul illuminate a giorno dalle lanterne colorate
-
-
India. L’insegnamento da vivere è quello secondo cui la felicità non si raggiunge saziando gli appetiti
-
-
India. Occorre nutrire lo spirito, attraverso la generosità e le attività spirituali: la decorazione dei templi, la pittura, il teatro
-
-
Corea del Sud. Sfilata di lanterne colorate
-
-
Corea del Sud. Sfilata di lanterne colorate
-
-
India. Un esule tibetano presso il tempio
-
-
Sri Lanka. Lampade ad olio offerte al Buddha
-
-
Sri Lanka. Un Buddha in ogni casa
-
-
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
-
-
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
-
-
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
-
-
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
-
-
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
-
-
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
-
-
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
-
-
Corea del Sud. Un gruppo di otto bambini sperimenta la vita dei monaci
-
-
Corea del Sud. Lanterne a celebrare l’illuminazione
-
-
Sri Lanka. Fiori per il Buddha
-
-
Sri Lanka. Un giovane venditore di lanterne decorative

Santosh, 11 anni, con la giovanissima sposa, Mamta, 7 anni (AP Photo/Prakash Hatvalne)
Anche se vietati dalla legge, in India continuano ad essere celebrati matrimoni tra bambini, specialmente nei villaggi più poveri. In queste fotografie di Prakash Hatvalne, alcuni dei bambini uniti in matrimonio, lo scorso 16 maggio, nel villaggio di Chachoda, presso Rajgarh, a circa 155 chilometri da Bhopal.
-
-
Santosh, 11 anni, con la giovanissima sposa, Mamta, 7 anni
-
-
Santosh, 11 anni, sposo bambino
-
-
Rani, 15 anni, sposa bambina
-
-
Una delle coppie che ha si è unita in matrimonio durante la celebrazione di massa
-
-
Bhagwan Das e, alle sue spalle, la giovane moglie
-
-
Una delle giovanissime coppie diretta al tempio, per ricevere la benedizione, dopo la cerimonia nuziale
-
-
Mamta, 7 anni, con il marito Santosh, 11 anni

Nuova Dehli (AP Photo/Gurinder Osan)
Hanno poco più di un anno e mezzo, le soreline Sita e Gita. Quando sono nate nel villaggio di Bhawanipur Kushwaha, presso Bihar, in India, i genitori Subhash Mukhiya e Nirmala Devi hanno dovuto affrontare una dura realtà: non tutto era andato per il meglio, Sita e Gita sono gemelle siamesi. Sono nate, cioè, con una parte del corpo in comune: oltre agli organi riproduttivi e parte dell’apparato urinario, condividono anche un tratto dell’intestino.
-
-
Nuova Dehli
-
-
Nuova Dehli
-
-
Nuova Dehli
-
-
Nuova Dehli
È di queste ore la notizia chei medici dell’ospedale Batra di Nuova Delhi sono pronti all’operazione che separerà le gemelline. Oggi sono state sottoposte a degli esami cruciali per verificare la fattibilità del delicatissimo intervento, che comprenderà una complessa fase ricostruttiva. E oggi stesso verrà stabilita la data fatidica, che per 12-15 ore vedrà impegnate in sala operatoria le sorelle e l’equipe medica, con buona probabilità di successo.

Katmandu, Nepal (AP Photo/ Binod Joshi)
(ANSA) - In occasione del 51/o anniversario della rivolta nazionale tibetana, avvenuta il 10 marzo del 1959, il Dalai Lama ha accusato i cinesi di ”voler intenzionalmente cancellare il buddismo” dal Tibet. Il leader spirituale dei tibetani ha tenuto il suo tradizionale discorso annuale a Dharamsala, nel nord dell’India, sua residenza e sede del governo tibetano in esilio. ”I cinesi stanno portando avanti oggi diverse iniziative politiche - ha detto - tra cui una campagna per la rieducazione patriottica in molti monasteri del Tibet. Stanno costringendo monaci e monache a vivere in una condizione di semiprigionia, negando loro il diritto allo studio e alla preghiera pacifica”. Secondo il Dalai Lama la repressione in atto ‘’sta trasformando i monasteri in musei”.
Ribadendo la sua politica della ”via di mezzo” nelle rivendicazioni con la Cina, il Premio Nobel per la pace ha poi detto di non ”voler assumere alcun ruolo politico” nel governo in esilio o in un eventuale governo futuro in Tibet in caso di soluzione della controversia.

Il Dalai Lama legge il discorso di commemorazione della rivolta di Lhasa (AP Photo/Ashwini Bhatia)
Intanto, in occasione della ricorrenza, circa un migliaio di tibetani hanno marciato stamattina a New Delhi, esibendo striscioni contro le aggressioni perpetrate dai cinesi in Tibet e inneggianti al Dalai Lama. Durante la manifestazione, organizzata dal Tibetan Youth Congress, ci sono stati alcuni momenti di tensione quando un giovane dimostrante ha cercato di sfondare la barriera eretta dalla polizia indiana. Ieri una trentina di attivisti tibetani erano stati fermati dalle forze dell’ordine mentre tentavano di marciare verso l’ambasciata cinese.
Manifestazioni in difesa dei diritti umani dei tibetani si sono svolte anche in molte altre città del mondo, tra cui Katmandu, Roma, Taipei, Bruxelles, Seoul.
-
-
Katmandu, Nepal. La polizia arresta dei tibetani in esilio durante una protesta davanti all’ambasciata cinese
-
-
Due manifestanti, a Dharamsla e New Delhi, in India
-
-
Katmandu, Nepal. La polizia cerca di contenere gli esuli tibetani che manifestano contro il governo cinese
-
-
Dharmsala, India. Manifestazione di esuli tibetani
-
-
Katmandu, Nepal. La polizia arresta un manifestante
-
-
Un momento della protesta a Katmandu, Nepal
-
-
Katmandu, Nepal
-
-
Dharamsla, India
-
-
Katmandu, Nepal. La polizia cerca di contenere gli esuli tibetani che manifestano contro il governo cinese
-
-
Il Dalai Lama prima del suo discorso di commemorazione della rivolta di Lhasa
-
-
Il Dalai Lama legge il discorso di commemorazione della rivolta di Lhasa
-
-
New Delhi, India
-
-
New Delhi, India
-
-
Kathmandu, Nepal
-
-
New Delhi, India | Katmandu, Nepal
-
-
Kathmandu, Nepal | New Delhi, India
-
-
L’esercito cinese per le strade di Lhasa
-
-
Proteste a Seoul, Corea del Sud
-
-
Monaci tibetani manifestano a Taipei, Taiwan
-
-
Un manifestante a Bruxelles
Ieri, alla vigilia dell’anniversario della rivolta di Lhasa, la Cina ha rilanciato le sue accuse al Dalai Lama, imputangogli di ‘’seminare il caos” nella regione. ”Se non ci fossero le forze anticinesi ed il Dalai Lama ad esercitare attività distruttive e a seminare il caos, oggi il Tibet sarebbe in una situazione migliore…” ha affermato il segretario del Partito Comunista del Tibet Zhang Qingli. Le autorità cinesi accusano il leader tibetano di aver organizzato le manifestazioni di protesta del 10 marzo 2008 a Lhasa in occasione delle celebrazioni per i Giochi Olimpici dell’agosto 2008, che il 14 marzo sono sfociate in attacchi agli immigrati cinesi e successivamente si sono estese alle altre zone a popolazione tibetana della Cina.

Katmandu, arresto di tibetani in esilio durante una protesta anticinese (EPA/NARENDRA SHRESTHA)
Nelle violenze del 14 marzo, secondo il governo, hanno perso la vita 22 persone, mentre gli esuli tibetani sostengono che le vittime sono state circa duecento. In seguito alle proteste, che si sono protratte fino a maggio del 2008, secondo le organizzazioni umanitarie internazionali, sono state arrestate 5.700 persone. Le strade di Lhasa sono oggi costantemente percorse da pattuglie della Polizia armata del popolo, il corpo paramiliare addetto al controllo dell’ ordine pubblico.

New Delhi, India (AP Photo/Mustafa Quraishi)
Il governo cinese sottolinea che negli ultimi otto anni il governo ha investito circa 18 miliardi di euro in progetti di sviluppo del Tibet e che l’economia della Regione Autonoma è cresciuta del 12 per cento. Il Tibet rimane chiuso ai giornalisti stranieri, che hanno bisogno di un permesso speciale, concesso raramente; una volta arrivati, i giornalisti vengono comunque accompagnati da funzionari governativi per tutta la loro permanenza nella regione.

Bhubaneswar (AP Photo/Biswaranjan Rout)
(ANSA) - Le principali città dell’India, per la ricorrenza annuale di Holi, celebrano un inno alla gioia e alla primavera che si avvicina con la festa dei colori: almeno per qualche ora affratella le persone di ogni razza, religione o nazionalità.

Vrindavan, tempio Banke Bihari (AP Photo/Manish Swarup)
Al grido di ‘Bura Na Mano Holi Hai‘ (Non ti preoccupare! È Holi!), gruppi di giovani hanno affrontato - a New Delhi, nelle altre principali città indiane e in alcune città estere ospitanti comunità indiane - spray di acqua colorata e il lancio, anche da tetti e balconi, di ‘bombe’ variopinte che si sono stampate sui vestiti, volutamente bianchi, indossati dalla gente.
-
-
Mumbai
-
-
Vrindavan, tempio Banke Bihari
-
-
Bhubaneswar
-
-
Vrindavan, tempio Banke Bihari
-
-
Tempio di Dauji
-
-
Karachi, Pakistan
-
-
Tempio di Dauji
-
-
Vrindavan, tempio Banke Bihari
-
-
Mumbai
-
-
Gurgaon, sobborgo di Nuova Delhi
-
-
Mumbai
-
-
Gauhati
-
-
Tempio di Dauji
-
-
Tempio di Dauji
-
-
Vrindavan, tempio Banke Bihari
-
-
Vrindavan, tempio Banke Bihari
-
-
Mumbai
-
-
Gauhati
-
-
Tempio di Dauji
-
-
Vrindavan, tempio Banke Bihari
Non solo gli umani, ma anche ignari animali (dai gatti agli elefanti) sono stati costretti a celebrare loro malgrado la festa del colore per eccellenza, e sono stati imbrattati di polveri rosse, gialle e viola.
Nonostante le avvertenze delle autorità e della polizia, come ogni anno la festività ha dato luogo ad alcuni eccessi, dovuti anche alla forte ingestione di miscugli alcolici, ed ha generato risse fra i membri dei diversi gruppi di persone che si sono date battaglia in strada.

Mumbai (AP Photo/Rafiq Maqbool)
Inoltre, mentre in passato le polveri utilizzate per colorare la gente erano di origine naturale, ultimamente sono state introdotte in commercio polveri chimiche che, se ingerite, causano gravi danni alla salute.
Holi affonda le sue radici in una tradizione fantastica religiosa hindu sul trionfo del bene sul male; essa riguarda, da una parte, la storia d’amore del Dio Krishna per una delle sue mogli, Radha; e, dall’altra, il ‘miracolo’ del principe Prahlada che, grazie alla sua fede negli dei, sopravvisse nonostante fosse stato messo a morte su un rogo.

Gauhati (AP Photo/Anupam Nath)

L'edizione 2010 di DefExpo aperto oggi i battenti a New Delhi (EPA/HARISH TYAGI)
L’edizione 2010 di DefExpo, importante vetrina biennale indiana del più avanzato materiale per la difesa navale e terrestre, ha aperto oggi i battenti a New Delhi, con la partecipazione di 650 espositori di 27 paesi.
Con un occhio ai progetti del governo indiano, che nel prossimo decennio si propone di spendere 31 miliardi di dollari in materiale bellico, le principali imprese del settore partecipano a questa sesta edizione della manifestazione che è la più grande in termini di partecipazione dal suo esordio nel 1999. Negli spazi espositivi di Pragati Maidan nella capitale dieci fra i principali paesi, fra cui l’Italia, raggrupperanno i loro espositori in padiglioni nazionali.
-
-
Negli spazi espositivi di Pragati Maidan nella capitale dieci fra i principali paesi, fra cui l’Italia, raggrupperanno i loro espositori in padiglioni nazionali
-
-
È la più grande in termini di partecipazione dal suo esordio nel 1999
-
-
Il Governo indiano si propone di spendere, nel prossimo decennio, 31 miliardi di dollari in materiale bellico
-
-
Importante vetrina biennale indiana del più avanzato materiale per la difesa navale e terrestre
-
-
L’edizione 2010 di DefExpo aperto oggi i battenti a New Delhi
Tutta la ”crema” dell’industria per la difesa è presente nella capitale indiana, con imprese del calibro di Boeing, Lockheed Martin, General Dynamics, Raytheon, BAE Systems, Finmeccanica, Rosoboronexport State Corporation, Israeli Aerospace Industries e European Aeronautics Defence and Space Company (Eads).
La partecipazione italiana è imperniata attorno alla Finmeccanica e alle sue controllate, fra cui AgustaWestland e Selex, insieme a Elettronica/ELT e Beretta. In occasione di DefExpo 2010 sarà a New Delhi il sottosegretario italiano alla Difesa, Guido Crosetto.

L'arresto di una manifestante (AP Photo/Rafiq Maqbool)
Shahrukh Khan è l’attore protagonista di una delle ultime produzioni boolywoodiane: il film My name is Khan. I’m not a terrorist, presente, fuori concorso, alla Berlinale. Khan, megastar indiana, è finito nel mirino dello Shiv Sena, un partito politico con base a Mumbai, conosciuto per il suo razzismo e fondamentalismo hindu. Lo Shiv Sena ha definito Shahrukh Khan un traditore, perché l’attore ha espresso rammarico per il fatto che nessun giocatore di cricket del Pakistan - vecchio rivale dell’India - sia stato scelto per il torneo Twenty20 della Premier League indiana. Khan, che è un musulmano, non ha voluto scusarsi per le sue affermazioni.
Dal 10 febbraio scorso - data della prima proiezione indiana del film - migliaia di nazionalisti hindu stanno inscenando una serie di proteste davanti ai cinema che lo hanno messo in programmazione. La folla ha stracciato le locandine e preso a sassate i cinema. La polizia a Mumbai ha arrestato più di un migliaio di nazionalisti hindu ed ha dispiegato più di 21mila agenti a vigilare 60 cinema. La violenta protesta non si ferma, pur avendo ottenuto di ridurre da 63 a 13 il numero delle sale dove il film sarà proiettato.
-
-
L’arresto di una manifestante
-
-
Attivisti del partito Shiv Sena strappano e bruciano le locandine del film fuori da un cinema di Mumbai
-
-
Shahrukh Khan | La locandina del film in una strada di Mumbai
-
-
Scontri tra la polizia e i manifestanti
-
-
L’arresto di una manifestante
-
-
Attivisti del partito Shiv Sena strappano e bruciano le locandine del film fuori da un cinema di Mumbai
-
-
Sostenitori di Shahrukh Khan festeggiano il suo film
-
-
Polizia indiana a guardia di un poster del film
-
-
In coda per vedere il film
-
-
Polizia a guardia di un cinema
My name is Khan, con la regia di Karan Johar, racconta la storia di Rizwan Khan, un bambino musulmano con la sindrome di Asperger, cresciuto con la madre (Zarina Wahab) nella sezione Borivali di Mumbai. Da adulto Rizwan (interpretato dalla megastar indiana Shahrukh Khan), si innamora di una madre single indù, Mandira (Kajol), che vive a San Francisco. Le vicende dell’11 settembre si inseriscono nella trama, a cambiare i destini di questa sorta di Forrest Gump indiano.
Khan si muove tra la gente pieno dei suoi tic, dei suoi momenti di genialità, con la sua faccia da buono. Da bambino, ha avuto come unico insegnamento etico dalla madre l’idea di un mondo diviso sostanzialmente in due: buoni e cattivi, ma non per il colore della pelle o per la religione che professano. A un certo punto, arrestato in quanto sospettato dalla polizia per la sua fisionomia e anche per lo strano modo di fare dovuto alla sua malattia.
Tutto il film ruota alla fine intorno al suo singolare titolo. Infatti My name is Khan con l’aggiunta and I’m not terrorist e proprio la frase che il bravo e sfortunato hindu vuol dire al presidente degli Stati Uniti per rassicurare una volta per tutte il mondo che si sbaglia a identificare buoni e cattivi in base a religione professata o colore della pelle. Khan che, nonostante il bellicoso nome, è l’uomo più buono della terra, alla fine incontrerà davvero il neo presidente degli Stati Uniti Barack Obama (Christopher B. Duncan).

(EPA)
Circa 400 ribelli appartenenti al Karbi Longri National Liberation Front (KLNLF), gruppo armato attivo nello Stato indiano nord-orientale di Assam, hanno ceduto le armi. Durante una cerimonia ufficiale tenutasi in un campo di calcio a Diphu, nel distretto di Karbi Anglong, i ribelli hanno fisicamente consegnato tutto il loro equipaggiamento militare nelle mani delle forze dell’ordine, aderendo così a una proposta di cessate il fuoco formulata dal Governo del Paese.
-
-
Circa 400 ribelli del gruppo armato attivo nello Stato indiano nord-orientale di Assam, hanno ceduto le armi
-
-
I ribelli hanno aderito a una proposta di cessate il fuoco del Governo
-
-
I ribelli hanno fisicamente consegnato tutto il loro equipaggiamento militare
-
-
Consegnando le armi, hanno ricevuto delle rose
-
-
Armi e munizioni consegnate
-
-
Tarun Gogoi, ministro del governo dello Stato di Assam, ha partecipato alla cerimonia
-
-
A Diphu, nel distretto di
-
-
Una cerimonia ufficiale tenutasi in un campo di calcio
-
-
Armi e munizioni consegnate
-
-
Sergente Kave Rongpipi, prima della consegna delle armi

Ad Haridwar, una delle città sacre dell'India, nello Stato di Uttarakhand (AP Photo/Saurabh Das)
Ad
Haridwar, una delle città sacre dell’India, nello Stato di Uttarakhand,
moltissimi pellegrini provenienti da ogni parte dell’India e dall’estero hanno cominciato oggi all’alba la prima
snan (immersione sacra) nel fiume Gange, dando così il via allo straordinario spettacolo del tradizionale appuntamento hindu denominato
Kumbh Mela, che durerà circa quattro mesi e si concluderà il 28 aprile.
Il Kumbh Mela, evento che raccoglie molti milioni di persone (tra pellegrini, santoni veri e falsi, sadhu, yogi, ma anche turisti da tutto il mondo) si svolge in India settentrionale ogni 12 anni, in quattro diverse località - Allahabad, Haridwar, Ujjain e Nasik - dove, secondo la tradizione, durante una battaglia tra divinità e demoni per il possesso di una brocca contenente il nettare dell’immortalità, alcune gocce di tale nettare caddero e si sparpagliarono.
-
-
Ad Haridwar, una delle città sacre dell’India, nello Stato di Uttarakhand
-
-
Milioni di pellegrini provenienti da ogni parte dell’India e dall’estero
-
-
I pellegrini in massa entrano nelle gelide acque del fiume sacro, nel punto in cui esso si apre alla pianura scendendo dall’Himalaya
-
-
Secondo la tradizione, un tempo divinità e demoni combatterono per il possesso di una brocca contenente il nettare dell’immortalità…
-
-
…durante la battaglia, alcune gocce di tale nettare caddero e si sparpagliarono in quattro punti del Gange
-
-
È la festa di Kumbh Mela si svolge nel nord del Paese ogni 12 anni
-
-
Sono state allestite speciali aree tendate per accogliere i pellegrini
-
-
Oltre ai bagni rituali, moltissimi sono gli eventi previsti, tra cui celebrazioni, conferenze, assemblee, discussioni su temi religiosi, canti e balli
-
-
Numerosi luoghi di ristoro sono stati installati nella cittadina
-
-
Kumbh Mela durerà circa quattro mesi e si concluderà il 28 aprile.
In un clima fortemente spirituale - scrive oggi l’agenzia di stampa indiana Ians - segnato da canti vedici e dal suono di conchiglie di strombo, cembali e campane dei templi, i pellegrini in massa entrano nelle gelide acque del fiume sacro, nel punto in cui esso si apre alla pianura scendendo dall’Himalaya.
La cerimonia ha preso il via, all’apparire di un pallido sole velato dalla nebbia, nel Brahma Kund, un tratto di argine del fiume appena sotto il tempio di Shiva nella zona di Har ki Pauri. In questa prima fase, le immersioni continueranno per tutta la giornata e proseguiranno anche domani per un secondo snan coincidente con la Mauni Amavasya (luna nuova) e con l’eclisse di sole.
Oltre ai bagni rituali, moltissimi sono gli eventi previsti, tra cui celebrazioni, conferenze, assemblee, discussioni su temi religiosi, canti e balli.
In vista dell’inizio del pellegrinaggio milioni di persone, in particolar modo sadhu e devoti, molti dei quali nudi e con il capo cosparso di cenere, stanno già viaggiando da tutta l’India e dal Nepal verso Haridwar, dove le autorità locali stanno predisponendo tutto il necessario. Le speciali aree tendate divise per uomini e donne e luoghi di ristoro sono stati installati nella cittadina e le unità sanitarie di soccorso sono pronte per soccorrere eventuali pellegrini in difficoltà. Le ferrovie indiane hanno annunciato di aver aggiunto treni speciali per facilitare l’arrivo dei devoti nei luoghi del festival.
(ANSA)

Vikas e Aman, fratelli (AP Photo/Saurabh Das)
A Bhopal, nell’India centrale, il 2 dicembre del 1984, in sequito ad un incidente, il liquido incolore prodotto dalla fabbrica di insetticidi statunitense Union Carbide, reagendo con l’acqua in ambiente chiuso, causò la morte sul colpo di 3.787 persone. Altre migliaia di persone morirono nelle ore successive a causa dei veleni che hanno causato in tutto 30.000 morti e 100.000 invalidi.
-
-
Vikas e Aman, fratelli
-
-
Bambini nati con disabilità fisica e mentale
-
-
Cerimonia per l’anniversario
-
-
Suraj, 12 anni
-
-
Medicinali
-
-
Shatraksh, 9 anni
-
-
Mahima, 5 anni
-
-
25th anniversary
-
-
Apeksha Malviya
-
-
Khushi Verma e Apeksha Malviya
A 25 anni di distanza dalla tragedia, i livelli di contaminazione di aria e acqua nel raggio di tre chilometri intorno all’impianto della morte sono ancora altissimi. Analisi condotte nei dintorni della fabbrica di insetticidi statunitense Union Carbide hanno riscontrato la presenza di tracce di isocianato di metile.
Il Centro per la scienza e l’ambiente ha accertato che i ripetuti allarme lanciati dagli ambientalisti della zona, secondo i quali tracce di veleno sono ancora presenti nell’aria e nell’acqua e hanno causato negli anni cancri, malformazioni e malattie del sistema imminutario, erano fondati.
Da documenti interni è emerso inoltre che la fabbrica ha scaricato migliaia di tonnellate di rifiuti in tutta l’area circostante, per anni, prima dell’incidente. Allo stato attuale, secondo i risultati dell’indagine, nei terreni attorno alla fabbrica ci sono 40 volte più pesticidi di quelli ammessi dagli standard indiani. Inoltre, i campioni dell’acqua bevuta dalla popolazione a Shiv Nagar contiene dosi di CVarvaryl 110 volte superiori agli standard consentiti. (AGI)

In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984 (AP Photo/Saurabh Das)
A venticinque anni dal
disastro ambientale di
Bhopal, in India, le autorità indiane hanno deciso di aprire al pubblico l’area dello
stabilimento di pesticidi della Union Carbide da cui, il 2 dicembre 1984, uscirono tonnellate di prodotti chimici che provocarono
15mila morti.
In queste foto di Saurabh Das, le immagini dello stabilimento, così come appare oggi.
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
-
-
In India, la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984
“L’obiettivo”, ha spiegato Babulal Gaur, ministro per l’aiuto e la riabilitazione delle vittime di Bhopal, “è quello di permettere alla popolazione di poter pregare e ricordare le vittime del disastro ambientale, così come avviene a Hiroshima, Chernobyl e Ground Zero a New York”. Lo ha riferito il quotidiano statunitense “Washington Post” nei giorni scorsi.
La corte dello stato di Madhya Pradesh, la cui capitale è Bhopal, il 26 novembre ha ordinato l’ingresso del pubblico nell’area della fabbrica. L’apertura è prevista per l’inzio del prossimo mese di dicembre, in occasione del 25° anniversario del disastro ambientale.
Un gruppo di sopravvissuti all’incidente ha però criticato la decisione delle autorità indiane sottolineando che la zona è ancora contaminata. “Sul terreno si trova ancora mercurio puro”, ha detto un ex dipendente che per dieci anni ha lavorato nello stabilimento di pesticidi. “È una fabbrica di morte. All’interno dell’area ci sono ancora veleni che inquinano i nostri pozzi e contaminano i nostri corpi”, ha affermato Rajbal Moolchand, 70 anni, un altro sopravvissuto che viveva vicino all’impianto e che fu esposto ai gas.