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Kenya

Addio a Wangari Maathai, l’ambientalista africana Nobel per la pace

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  • Tags: addii, ambiente, Kenya, Nobel per la Pace, obituary, Wangari Maathai
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In Giappone nel 2007 durante una conferenza sulle 3 R: riduzione, riutilizzo e riciclo

In Giappone nel 2007 durante una conferenza sulle 3 R: riduzione, riutilizzo e riciclo (Epa/Franck Robichon)

Premio Nobel per la Pace e ambientalista, Wangari Maathai è morta ieri in ospedale a Nairobi, dove era ricoverata per sottoporsi a un trattamento contro il cancro. Lo ha annunciato la televisione kenyana. Il movimento movimento Green Belt (cintura verde), da lei fondato, ha confermato la notizia sul suo sito internet: ”È con immensa tristezza che la famiglia di Wangari Maathai annuncia la sua morte, avvenuta il 25 settembre dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro il cancro”.

È morta ieri in ospedale a Nairobi, dove era ricoverata per sottoporsi a un trattamento contro il cancro
Aveva 71 anni: era nata a Nyeri, in Kenya, nel 1940
È stata la prima donna africana a ricevere il Nobel per la pace
Fu insignita del Nobel per la Pace per “il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace”
Fu la prima donna centrafricana a laurearsi (in biologia) presso l’Università di Pittsburgh, nel 1966

Laureata in scienze biologiche, ottenne la cattedra di veterinaria all’università di Nairobi: prima donna kenyota a raggiungere un incarico così prestigioso
Attraverso il Consiglio nazionale delle donne del Kenya - di cui fu presidentessa dal 1981 al 1987 - diffuse l’idea di piantare alberi contro la deforestazione
Con il Green Belt Movement, da lei fondato, intraprese una forte campagna di sensibilizzazione verso i problemi connessi al disboscamento
La crescita del movimento, fondato nel 1977, fu rapidissima: alla fine degli anni Ottanta vi erano coinvolte tremila donne kenyote
Alla fine del 1993 le donne del movimento avevano piantato più di 20 milioni di alberi e molte erano diventate ”guardaboschi senza diploma”

Dal 1986 le loro iniziative furono adottate in altri paesi africani, tra cui Tanzania, Uganda, Malawi, Lesotho, Etiopia e Zimbawe
Tra gli obiettivi principali della sua lotta, la salvaguardia della biodiversità e la creazione di posti di lavoro, con un occhio particolare alla leadership della figura femminile nelle aree rurali
Negli anni la Maathai aveva ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, inclusi il premio Global 500 del programma delle Nazioni Unite per l’ambiente
Negli ultimi anni il lavoro di Wangari si era focalizzato sulla situazione dei diritti umani in Kenya
Per il suo impegno per un Kenya multietnico e democratico, è stata diffamata, perseguitata, arrestata e picchiata


Wangari Maathai, morta all’età di 71 anni, era nata a Nyeri, in Kenya, nel 1940. È stata la prima donna africana a ricevere il Nobel per la pace per la sua lotta contro la deforestazione, condotta principalmente alla testa di Green Belt, organizzazione per la salvaguardia dell’ambiente e il miglioramento della qualità della vita delle donne.

All'inaugurazione del Deposito sotterraneo globale di semi di Svalbard, in Norvegia, nel 2008

All'inaugurazione del Deposito sotterraneo globale di semi di Svalbard nel 2008 (AP Photo/Hakon Mosvold Larsen)

Prima donna centrafricana a laurearsi (in biologia) presso l’Università di Pittsburgh, nel 1966, ottenne poi la cattedra di veterinaria all’università di Nairobi: prima donna kenyota a raggiungere un incarico così prestigioso. Attraverso il Consiglio nazionale delle donne del Kenya - di cui fu presidentessa dal 1981 al 1987 - diffuse l’idea di piantare alberi per combattere la deforestazione, che sarebbe stata al centro dell’attività del Green Belt Movement. La crescita del movimento, fondato nel 1977, fu rapidissima: alla fine degli anni Ottanta vi erano coinvolte oltre tremila donne kenyote. Dal 1986 le loro iniziative furono adottate in altri paesi africani, tra cui Tanzania, Uganda, Malawi, Lesotho, Etiopia e Zimbawe. Gli obiettivi principali sono la salvaguardia della biodiversità e la creazione di posti di lavoro, con un occhio particolare alla leadership della figura femminile nelle aree rurali.

Con il Presidente USA Barack Obama

Con il Presidente USA Barack Obama (AP Photo/Sayyid Abdul Azim)

Negli ultimi 20 anni molti degli obiettivi del Green Belt e di Wangari sono stati raggiunti. In Africa è aumentata la consapevolezza della problematica ambientale e sono stati creati migliaia di posti di lavoro nel settore. Alla fine del 1993 le donne del movimento avevano piantato più di 20 milioni di alberi e molte erano diventate ”guardaboschi senza diploma”. Negli anni la Maathai aveva ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, inclusi il premio Global 500 del programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, il Goldman Enviromental Award, il premio Africa per i Leader e il premio per Una Società Migliore. Negli ultimi anni il lavoro di Wangari si era focalizzato sulla situazione dei diritti umani in Kenya. Per il suo impegno per un Kenya multietnico e democratico, è stata diffamata, perseguitata, arrestata e picchiata. (ANSA)

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  • Lunedì 26 Settembre 2011

Turkana, lago di giada nella terra dove nasce il vento

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  • Tags: Africa, Etiopia, fotografia, Kenya, Lago Turkana, Milano
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Il lago di giada

Il lago di giada (Domitilla Asquer)

Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. Per questo l’uomo deve poter viaggiare.
Andrej Arsen’evič Tarkovskij, Tempo di viaggio, 1983

Un membro della tribù dei Masai Turkana
Il lago di giada
Ermafrodito
Villaggio
Un pazzo

Un occhio nel cielo
Immondizia

“Questo è il mio viaggio, il racconto della terra dove si dice nasca il vento. Una distesa vulcanica con una perla di giada. Il lago Turkana.” Attraverso le sue fotografie di volti e paesaggi di un mondo e una cultura minacciati, la cui storia è cadenzata dal ciclo delle stagioni, dalle orme degli animali selvaggi, dalla forza della gente che lo popola, l’architetto e autore indipendente Domitilla Asquer (Milano, 1969) ha raccontato TURKANA, il mare di giada, luogo lontano dell’Africa centro-orientale, tra Kenya ed Etiopia.

Un membro della tribù dei Masai Turkana (Domitilla Asquer)

Secondo i curatori,  ”le sue fotografie sono la dichiarazione di un forte sentimento. Volti e paesaggi, due impressioni della stessa emozione. Vertigine, straniamento. Il confronto è con se stessi, un viaggio infinito che muta le prospettive. Che misura in noi la compassione. La nostra capacità di contenere tutta quella insostenibile bellezza. E mostrare tutta la dignità di un altro mondo.“

Il suo lavoro fotografico è da oggi - e fino al 22 maggio - in mostra presso il nuovo spazio milanese dedicato all’arte e al design, l’atelier /A (slash a), dell’imprenditrice toscana Fiammetta Vanelli. L’esposizione, curata da Alessandro Turci e Davide Campi, inaugura in contemporanea con MIA Milan Image Art Fair.

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  • Mercoledì 11 Maggio 2011

La Principessa Victoria di Svezia balla con i Masai

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  • Tags: balli, Kenya, masai, mondo, Nairobi, Principessa, Victoria di Svezia
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Nairobi, Kenya

Nairobi, Kenya (Leif R. Jansson/Lapresse)

A Nairobi, in Kenya, durante la cerimonia di apertura dello Swedish Export Counsil, la Principessa Victoria di Svezia ha ballato con rappresentanti del popolo Masai. Continua

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  • Giovedì 12 Novembre 2009

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