
Mirijana Dragicevic Soldo (ANSA/PRIMA PAGINA/DBA)
(ANSA) - Ponticelli, uno dei quartieri della periferia maledetta di Napoli, che spesso riempe la cronaca di episodi criminali, è diventata terra di pellegrinaggio: un piccolo pezzo di Medjugorie. Al Palavesuvio erano attese settemila, al massimo ottomila persone. Un esercito di fedeli in marcia per giungere a Napoli prima dell’alba e che preoccupava gli organizzatori. Invece, questa mattina, ad assistere all’apparizione della Madonna erano il doppio. Quindicimila persone hanno pregato aspettando che si ripetesse il ‘miracolo’ delle apparizioni, come da circa un trentennio - secondo le testimonianze dei veggenti - accade a Medjugorie, il piccolo paese dell’Erzegovina.
- Mirijana Dragicevic Soldo
- Mirijana Dragicevic Soldo
- Mirijana Dragicevic Soldo
- Mirijana Dragicevic Soldo
Il tutto si è svolto in un’atmosfera di grande compostezza. A Medjugorie, nel 1981, sei ragazzini affermarono di avere visto la Madonna, un fenomeno che ha portato nei Balcani milioni di pellegrini. Ma questa mattina, eccezionalmente, la veggente Mirijana Dragicevic, che all’epoca aveva 16 anni e oggi ne ha 45, si è inginocchiata a capo chino pregando per Napoli, stringendo al petto il Rosario.
Dieci minuti prima delle ore 9 ha rivolto gli occhi al cielo, il suo sguardo si è illuminato mentre gli occhi le si riempivano di lacrime e le quindicimila persone assiepate sugli spalti del palazzetto dello sport trattenevano il fiato. Nel silenzio totale, spezzato solo da qualche urlo disumano che i fedeli hanno attribuito al demonio, le labbra di Mirijana si sono mosse per dare vita al suo colloquio silenzioso con la Madonna, durato circa dieci minuti. Poi gli occhi della veggente si sono chiusi e la gente ha tributato un applauso alla Madonna che ‘ha visitato Napoli’, sventolando i fazzoletti in segno di saluto.
Per accogliere la ”Regina della Pace” si erano messi in cammino persino da Bologna. Decine e decine di pullman sono giunti da tutte le province della Campania, dalla Calabria e dalla Puglia. I napoletani si sono mossi in auto e in gruppi organizzati a bordo di autobus. ”Che cosa è diventata Medjugorie…” ha esclamato incredula Nietta Nocerino, la fondatrice dell’associazione ‘Cieli Nuovi’ che ha organizzato l’evento a Napoli.
Alle 8 il Palazzetto dello sport è stato chiuso. Impossibile fare accedere altre persone. Già ieri sera le forze dell’ordine hanno dovuto presidiarne l’ingresso davanti al quale erano parcheggiati decine di camper di famiglie che avevano pensato di trascorrere la notte in attesa della veggente. Si temeva la corsa alle prime file. Invece, a centinaia si sono seduti senza accalcarsi. I sacerdoti hanno confessato per ore ma, pur essendo in gran numero, circa settanta tra preti e frati, non sono riusciti a distribuire l’eucaristia a tutti i presenti. La concelebrazione della messa per la Candelora si è svolta in un clima di profonda partecipazione, anticipata dalla recita del Rosario. Quando è giunta Mirijana, il Palavesuvio è stato attraversato da un’onda di agitazione.
L’esile figura della veggente, vestita con lo stesso maglioncino rosa che indossava anche durante l’apparizione del 2 gennaio scorso, verificatasi nella sua abitazione, è scomparsa dietro il cordone delle forze dell’ordine e dei volontari incaricati di proteggerla. Al termine dell’apparizione, la donna ha trascritto in croato il messaggio della Madonna, che è stato immediatamente tradotto e divulgato ai microfoni.
La Madonna ha chiesto testimonianza convinta da parte dei cristiani, un ”invito a essere un faro per tutte le anime che vagano nelle tenebre e che non conoscono Dio” un’esortazione a essere ”perfetti” per ‘poter attirare quante più anime possibili”.
Nel Palavesuvio è accaduta una cosa inaspettata: Mirijana è stata investita dal calore dei napoletani. Ha preso il microfono per fare una cosa che non aveva fatto mai prima, parlare subito alla folla, spiegare ancora una volta che cosa la Madonna chiede ai ’suoi figli’: la preghiera, la confessione, la partecipazione alla messa, la comunione e sacrifici da offrire per la pace nel mondo.
(ANSA)
- Martedì 2 Febbraio 2010

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