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maltempo

Berlino, pattinando sul lago ghiacciato (Ansa/EPA/Maurizio Gambarini)
Un’ondata di freddo e gelo ha investito l’Europa centro-orientale portando le temperature in Ucraina e altri Paesi dell’est addirittura al di sotto dei 30 gradi Celsius.

Germania, germogli di canna coperti da ghiaccio (AP Photo/dapd, David Hecker)
Pur non dimenticando i disagi che si sono generati, ci godiamo lo spettacolo della natura in queste stupende foto.
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Germania, germogli di canna coperti da ghiaccio
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Svizzera, Davos
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Berlino, pattinando sul lago ghiacciato
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Minsk, fredda mattina d’inverno
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Germania, riflessi sul fiume ghiacciato
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Romania, diga ricoperta di ghiaccio a Constanta
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Istanbul innevata
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Romania, gabbiano sulle acque ghiacciate del Mar Nero
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Kiev, il parco
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La chiesa più alta della Germania
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Germania, monte Schauinsland
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Germania, escursionisti sul monte Kahler Asten
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Monaco di Baviera, pattinando sul canale ghiacciato del castello di Nymphenburg
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Germania, battello tra il ghiaccio sul fiume Elba
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Ucraina, pescatore avvolto in telo di plastica a mo’ di tenda
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Germania, bolle d’aria nel ghiaccio del fiume Reno
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Spagna, Rubi
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Spagna, la spiaggia di La Concha a San Sebastian
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Kiev, attraverso il finestrino di un bus
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Romania, sulle rive ghiacciate del Mar Nero
Vedi anche: ONDATA DI NEVE E GELO SULL’EUROPA

Kiev, il parco (Ansa/EPA/SERGEY DOLZHENKO)

Bucarest, Romania (Epa/Robert Ghement)
Un’ondata di gelo e abbondanti nevicate stanno da giorni flagellando l’Europa e, in particolare, i Paesi dei Balcani e dell’Europa centrorientale, dove si contano decine di morti. In molti casi si registrano situazioni di emergenza, con prolungati blackout elettrici e interruzioni nella circolazione stradale e ferroviaria a causa della neve e del ghiaccio. In tutti i paesi della regione le temperature sono scese in pianura di molto al di sotto dello zero, con punte fino a -27 nel sudest della Polonia. In Tutto il Paese, da novembre sono morte per il freddo 52 persone, 12 delle quali a partire da giovedì scorso.
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Bucarest, Romania
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Belgrado, Serbia
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Pristina, Kosovo
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Vilnius, Lithuania
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Bucarest, Romania
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Torino, Italia
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Kiev, Ucraina
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Monti Tatra, Polonia meridionale
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Mitterfirmiansreut, Baviera, Germania
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Winterberg, Germania
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Bucarest, Romania
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Kiev, Ucraina
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Kurovichi, Bielorussia
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Pristina, Kosovo
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Bucarest, Romania
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Bucarest, Romania
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Vilnius, Lithuania
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Winterberg, Germania
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Sofia, Bulgaria
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Sofia, Bulgaria
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Utrecht, Paesi Bassi
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Bucarest, Romania
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Varsavia, Polonia
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Kiev, Ucraina
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Glina, Romania
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Glina, Romania
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Glina, Romania
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Bucarest, Romania
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Bucarest, Romania
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Torino, Italia
Almeno 30 persone - per la maggior parte persone senza dimora - sono morte negli ultimi cinque giorni in Ucraina per un’ondata di freddo che ha portato la temperatura alla minima record di -33 Celsius. Altre 500 persone sono state ricoverate in ospedale per patologie legate al freddo, tra cui l’assideramento. Le previsioni meteo non fanno ben sperare per i giorni a venire. Il governo ucraino ha fatto sapere di aver allestito 1.590 tende riscaldate su tutto il territorio del Paese, e altre 150 sono in via di realizzazione. A causa del clima polare che ha investito il Paese, sono state chiuse 3.200 scuole.

Vilnius, Lithuania (AP Photo/Mindaugas Kulbis)
In Serbia almeno cinque persone sono morte nelle ultime ore ed anche in Bulgaria si registrano finora almeno cinque vittime del gelo. Sei finora i morti per il gran freddo in Romania, dove le basse temperature hanno toccato i -27 gradi. Mai così freddo da 26 anni in Germania, dove è prevista che le temperature scendano fino a -20 gradi C.

Kiev, Ucraina (AP Photo/Sergei Chuzavkov)
Intanto anche in Italia c’è allerta da giorni per le temperature polari che stanno accompagnando l’arrivo di neve e ghiaccio. Il freddo ‘’siberiano” dovrebbe interessare il nostro Paese per le prossime due settimane, con la conseguente formazione di strati di ghiaccio sulle strade. Sono previste minime al di sotto dei 10 gradi in numerose località, non solo di montagna, ma già ieri il termometro è sceso in picchiata in Veneto (-16 a Marcesina e - 14 ad Asiago, nel vicentino).Da sabato non ha praticamente smesso di nevicare sul nord ovest, con 20 centimetri a Torino ed oltre mezzo metro nel cuneese. Le regioni interessate si sono preparate per fronteggiare le nevicate, il gelo e i probabili disagi alla circolazione, mobilitando mezzi spartineve e spargi-ghiaccio, oltre a squadre di spalatori (mille solo a Torino), e predisponendo anche luoghi di accoglienza per i senzatetto.

Torino, Italia (Fabio Ferrari/LaPresse)

Strade allagate a Monterosso (La Spezia), 26 ottobre 2011 (ANSA/ALESSANDRO CARLEVARO)
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Auto danneggiate, dopo la violenta ondata di maltempo, ad Aulla (Massa Carrara) una delle zone più colpite dalle esondazioni, 26 ottobre 2011. (ANSA/RICCARDO DALLE LUCHE)
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Strade allagate a Monterosso (La Spezia), 26 ottobre 2011 (ANSA/ALESSANDRO CARLEVARO)
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Due auto travolte dall’alluvione a Brugnato, La Spezia, 26 ottobre 2011
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Alluvione ad Aulla (foto: Alessandro Betti)
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Un uomo cammina in strada dopo l’alluvione a Brugnato, La Spezia, 26 ottobre 2011 - ANSA / LUCA ZENNARO
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Alluvione ad Aulla (foto: Alessandro Betti)
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Un soccorritore in strada dopo l’alluvione a Brugnato, La Spezia, 26 ottobre 2011
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Alluvione ad Aulla (foto: Alessandro Betti)
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La targa del ”Santuario della Madonna dell’Ulivo ” capovolta sull’edicola dopo l’alluvione a Brugnato, La Spezia, 26 ottobre 2011
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Brugnato, La Spezia, 26 ottobre 2011. ANSA / LUCA ZENNARO
Continua

Un tornado si muove attraverso Limestone County, sud di Athens, Alabama (AP Photo/The Decatur Daily, Gary Cosby Jr.)
Il drammatico bilancio del maltempo negli Stati Uniti è finora di 88 morti.
In Alabama la situazione più difficile, 45 le persone che hanno perso la vita, ma lo stato di emergenza è stato proclamato anche in Arkansas (11 le vittime), Kentucky, Mississippi (11 morti), Missouri, Tennessee e Oklahoma. In Georgia, nove i morti, lo stato di emergenza è stato proclamato in quattro contee del nordovest.
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Un tornado si muove attraverso Limestone County, sud di Athens, Alabama
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Concord, Alabama: soccorritori cercano su una collina travolta dal tornado
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Concord, Alabama: Michael Dunn è abbracciato dalla madre sulla strada che porta alla loro casa distrutta
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Concord, Alabama: la distruzione dopo il passaggio di un tornado
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Un tornado si muove attraverso Tuscaloosa, Alabama
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Cullman, Alabama: un centro commerciale distrutto
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Concord, Alabama: Faye Hyde siede in un materesso, su quello che era il giardino di casa, consolando la nipote
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Tuscaloosa, Alabama: una donna cerca tra i detriti del distrutto ufficio T Mobile
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Phil Campbell, Alabama: un soccorritore tiene un bambino trovato tra le macerie di una casa distrutta
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Tuscaloosa, Alabama: case e negozi distrutti lungo la 15th St.
Tra le vittime del maltempo, anche una bimba di tre anni, morta nel sonno a McComb, Mississippi, quando un albero ha distrutto la sua casa.
Alle operazione di soccorso partecipa anche la Guardia nazionale, schierata su richiesta dei governatori.
Da venerdì scorso, l’ente meteorologico nazionale (Nws) ha contato oltre 300 tornado, 130 solo ieri. (ANSA)
Vedi anche: Tornado flagellano gli Stati Uniti sud-orientali

Strada allagata a Casette D'Ete, Fermo (Ansa / Cristiano Chiodi)
È di tre morti il drammatico bilancio del nubifragio che ha colpito le Marche da ieri sera.
Un cinquantenne e la figlia ventenne della compagna (che si è salvata riuscendo a uscire dalla macchina), sono stati travolti dalla piena del fiume Ete Morto a Casette D’Ete, una frazione di Sant’Elpidio a mare (Fermo). L’auto su cui viaggiavano tutti e tre è stata inghiottita dalla piena d’acqua che ha superato il metro e mezzo d’altezza.
L’altra vittima è una 85enne, ritrovata in un fosso a Venarotta (Ascoli Piceno). È probabile che dopo essere uscita ieri sera per andare a messa abbia perso l’orientamento a causa dell’oscurità, del vento e della pioggia, cadendo nel torrente, dove è stata ritrovata dai vigili del fuoco.
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Strada franata a Porto San Giorgio
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Strada franata a causa della piena del fiume Ete a Porto San Giorgio
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Strade allagate nel fermano
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Alcune persone evacuate a Casette D’Ete (Fermo)
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Una strada allagata a Casette D’Ete (Fermo)
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Casette D’Ete (Fermo), alcuni abitanti evacuano le abitazioni
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Casette D’Ete (Fermo) colpita dal nubifragio
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Una strada allagata a Casette D’Ete (Fermo)
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Il maltempo ha messo in ginocchio gran parte della regiona
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Allagamenti nel fermano
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Strada a Casette D’Ete (Fermo) ricoperta dal fango
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Allagamenti a Fermo
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Strada allagata a Casette D’Ete (Fermo)
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Strade ricoperte dal fango a Casette D’Ete (Fermo)
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Strada danneggiata dal maltempo a Casette D’Ete (Fermo)
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Fango e guard rail divelto in strada a Casette D’Ete (Fermo)
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Un uomo toglie l’acqua dall’abitazione allagata a Casette D’Ete (Fermo)
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La piena del fiume Ete ha allagato i dintorni nel fermano
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Strada ricoperta di fango a Casette D’Ete (Fermo)
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La strada di ingresso a un garage a Casette D’Ete (Fermo)
La pioggia, che cade ininterrottamente da ieri, ha fatto esondare l’Ete vivo, l’Ete morto, il Tronto, l’Aso e il Menocchia nel centro sud della regione, il Misa, l’Esino, il Nevola e il Musone più a nord. Decine le persone che hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni, e sono state tratte in salvo dai pompieri con gommoni e mezzi anfibi nelle province di Ancona, Macerata, Ascoli e Fermo.
In tilt la rete viaria, con numerose strade provinciali chiuse a causa di frane, smottamenti e allagamenti; anche la viabilità di accesso al capoluogo regionale è a rischio di interruzione, per un fiume d’acqua e fango che ha invaso la statale 16 Adriatica, all’altezza della frana Barducci. Transitabile invece l’A14, anche se con molti rallentamenti.
L’aeroporto ‘Sanzio’ di Ancona-Falconara è stato chiuso per l’allagamento della pista.
L’Enel segnala l’interruzione dell’erogazione di energia elettrica in varie località della regione. Tutti richiamati in servizio i vigili del fuoco e il personale della polizia stradale e delle polizie municipali, mentre i sindaci hanno attivato i Centri operativi comunali. La situazione è monitorata dalla Sala operativa regionale di protezione civile, che per le prossime ore prevede un peggioramento delle condizioni meteo. (ANSA)

Edmond, Oklahoma (AP Photo/Daily Oklahoman, David McDaniel)
Due terzi degli Stati Uniti sono nella morsa di una tempesta invernale di portata storica, sepolti da cumuli di neve e nevischio. La tempesta, una delle più violente dal 1950 secondo la Nasa, ha colpito un’area vasta più di 3.000 chilometri e un terzo della popolazione in una trentina di Stati, soprattutto nel Midwest.
Per le particolari combinazioni delle correnti di aria calda provenienti dal Golfo del Messico e quelle di aria fredda provenienti dal Mare Artico, un vento tagliente, con raffiche fino a 80 chilometri orari, si sta abbattendo sul Paese insieme a neve e pioggia gelida, facendo scendere la temperatura a livelli polari, trasformando le strade in piste di ghiaccio e bloccando i trasporti. Migliaia le macchine finite fuori strada e altrettante quelle rimaste bloccate dalla neve. Tantissimi gli automobilisti soccorsi dalla Polizia Stradale e dai Vigili del Fuoco lungo le maggiori autostrade della zona. In grosso affanno il traffico aereo: oltre 10 mila i voli cancellati su tutti i maggiori scali del Nordest.
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Chicago, Illinois
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Chicago, Illinois
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Chicago, Illinois
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Chicago, Illinois
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Chicago, Illinois
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New York
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Barre, Vermont
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Dallas, Texas
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Chicago, Illinois
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Tulsa, Oklahoma
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Edmond, Oklahoma
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Indianapolis, Indiana
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Cohassett, Massachussets
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Salem, New Hampshire
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Chicago, Illinois
A Chicago - considerata l’epicentro di questa ondata di maltempo - sono scesi oltre 45 cm di neve: la più grande nevicata in più di 40 anni; per la prima volta nella storia l’Interstate 70, in Missouri, tra St.Louis e Kansas City, è stata interrotta; un giornale a Tulsa, in Ohio, ha annullato la sua edizione in carta stampa per la prima volta in più di un secolo. E la neve continua a cadere. I metereologi avvertono che mettersi in viaggio potrebbe essere fatale. Gli uomini della Federal Emergency Management Agency (Fema), l’agenzia della Protezione Civile, hanno riferito di essere intervenuti in una vastissima area del Paese, dall’Arkansas al Connecticut, dall’Illinois, all’Indiana, nel Kansas, Missouri, New Jersey, stato di New York, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania, Rhode Island e infine Wisconsin

Salem, New Hampshire (AP Photo/The Eagle-Tribune, Tim Jean)
Barack Obama s’è occupato direttamente dell’enorme tempesta di neve: ha avuto una lunga riunione alla Casa Bianca per mettere a punto il coordinamento degli interventi di soccorso e limitare i danni di questa enorme perturbazione, assieme al ministro della Sicurezza interna Janet Napolitano e ai vertici della Fema. (Ansa/Agi)

Sappada, provincia di Belluno (Ansa/Luciano Solero)
Neve fino a 1.000 metri di quota e i passi Stelvio, Rombo, Pennes e Stalle chiusi per motivi di sicurezza: il Trentino Alto Adige la nuova settimana è iniziata con un anticipo d’inverno che sta causando non pochi problemi alla viabilità.
Molti automobilisti viaggiano infatti ancora con le gomme estive. Le strade di montagna sono però percorribili solo con attrezzatura invernale. Davvero invernali le temperature in montagna: a 2000 m -3, a 3000 m -7 gradi.
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Sappada, provincia di Belluno
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Spazzaneve a Sappada, nel Bellunese
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Aosta con le montagne circostanti innevate
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Prima nevicata a San Genesio, Bolzano
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San Genesio, Bolzano
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Cerbiatti nei boschi di Sappada, Bellunese
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Boschi attorno a Sappada, nel bellunese
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Sappada, nel Bellunese
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San Genesio, nei pressi di Bolzano
Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco per la caduta di alberi e rami appesantiti dalla neve: per questo motivo è stata chiusa la statale 48 delle Dolomiti al passo di S.Lugano, per cui la val di Fiemme è raggiungibile con una deviazione in Valfloriana. La statale resterà chiusa probabilmente fino a domani, si apprende dalla Polizia stradale. Sono stati inoltre chiusi i passi Fedaia, San Pellegrino e Valles sul lato Veneto. La val di Fassa, il passo del Tonale e passo Campo Carlo Magno sono transitabili solo con l’attrezzatura invernale.
La notte scorsa ha nevicato anche in Valle d’Aosta sopra i 1.300 metri di quota. Le precipitazioni, di lieve entità, hanno interessato in particolare la zona sud-occidentale della regione, tra il Monte Bianco e le valli del Gran Paradiso. Non sono segnalati problemi alla viabilità.

Cerbiatti nei boschi di Sappada, Bellunese (Ansa/Luciano Solero)
Spunti di neve stamani a Cortina e sulle località dolomitiche venete, ma poi i fiocchi hanno lasciato spazio a pioggia e nevischio al di sotto dei 1.100-1.200 metri d’altitudine. Sopra i 2.000 metri, fino alle 8 di stamani, sulle Dolomiti la neve fresca ha toccato i 20-30 centimetri di accumulo. Ad Arabba, a 1.600 metri, sono caduti 16 centimetri, mentre a Pecol di Zoldo (1.370 m.) 4 centimetri. Le nevicate dovrebbero proseguire per buona parte della giornata. (ANSA)

Cogoleto, ponente genovese (ANSA/LUCA ZENNARO)
Oltre 300 millimetri in acqua in meno di due ore, vento forte, previsioni di burrasca: il ponente ligure in ginocchio per due ore, con i vigili del fuoco, i sommozzatori e gli elicotteri dei carabinieri, i volontari della protezione civile impegnati su due fronti: prima il savonese poi il ponente genovese, da Voltri fino a Cogoleto e Arenzano. La forte ondata di maltempo ha obbligato la torre di controllo dell’aeroporto genovese a dirottare, per scarsa visibilità, quattro voli provenienti da Roma, da Parigi, Milano e Trieste.
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Cogoleto, nel ponente genovese
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Esondati i torrenti Lerone e Arresta
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Alluvione nel comune di Cogoleto, ponente genovese
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Cogoleto, ponente genovese
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Il comune di Varazze, uno dei più colpiti dal nubifragio
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Al lavoro per liberare negozi, abitazioni e strade dal fango
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Macchine e scooter travolti dall’acqua
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Al lavoro per liberare negozi, abitazioni e strade dal fango
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Allagata la ferrovia verso Savona
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Varazze, nel savonese
Nel savonese, a Varazze, e tra Varazze e Albissola, la prima ondata ha colpito poco prima delle 7. Una violenta burrasca ha fatto esondare due torrenti che hanno trascinato via scooter, macchine e alberi. Allagate ed evacuate case e appartamenti. Box e scantinati sono finiti sott’acqua, molte le frane in collina e gli alberi abbattuti. Allagata l’A10 tra Varazze e Albissola e la ferrovia verso Savona, con pesanti ripercussioni sul traffico anche ferroviario. In mattinata si è levato in volo l’elicottero dei carabinieri che sta tuttora monitorando gli argini dei fiumi e le frane.

Cogoleto, ponente genovese (ANSA/LUCA ZENNARO)
Verso le 9 l’ondata di maltempo si è spostata sui comuni di Voltri e Cogoleto, nel ponente di Genova. A Cogoleto sono esondati due torrenti, il Lerone e l’Arresta. Una donna, che aveva la sua piccola di tre anni in braccio, è stata trascinata via dalla forza dell’acqua ed è stata salvata da vigili del fuoco e da alcuni passanti.
A fine mattinata, la protezione civile regionale ha diffuso un avviso di allerta meteo 2, valido fino a domani alle 12, in previsione di un “significativo peggioramento” delle condizioni meteorologiche. (ANSA)

(AP Photo/Xinhua, Cheng Min)
La diga più grande del mondo, quella delle Tre Gole sul fiume Yangtze in Cina, la cui costruzione è durata 12 anni dal 1994 al 2006, attualmente sottoposta al ”test più serio” da quando è entrata in funzione, sta reggendo l’eccezionale afflusso di acqua dovuto alle torrenziali piogge che nei giorni scorsi hanno battuto l’alto corso del fiume.
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La diga delle tre gole a Yichang, Cina
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La costruzione della diga è durata 12 anni, dal 1994 al 2006
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Nel 1998 le alluvioni causarono la morte di oltre quattromila persone
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Quest’anno le inondazioni hanno già causato la morte di 701 persone, mentre 347 sono date per disperse
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Le vittime sono state 187 nelle ultime due settimane. Il maltempo continuerà almeno per tutto il mese di agosto
”Il flusso è alto ma non ha superato la capacità massima della diga, pari a centomila metri cubi di acqua al secondo”, ha dichiarato Cao Guangjing, presidente della compagnia che gestisce la diga. Il flusso ha raggiunto i 70 mila metri cubi, vale a dire 20 mila in più rispetto al 1998, quando le alluvioni causarono la morte di oltre quattromila persone. ”La diga può superare facilmente questa prova”, ha aggiunto Cao. I servizi dei traghetti sullo Yangtze sono sospesi da ieri e verranno ripresi quando l’afflusso sarà sceso a 45 mila metri cubi al secondo.

(AP Photo/Xinhua, Cheng Min)
Le inondazioni hanno causato quest’anno in Cina la morte di 701 persone, mentre 347 sono date per disperse e i danni materiali ammontano a decine di miliardi di dollari, il bilancio piu’ pesante degli ultimi dieci anni. Le vittime sono state 187 nelle ultime due settimane. Il maltempo continuerà almeno per tutto il mese di agosto e potrebbe provocare gravi inondazioni nei bacini di almeno tre grandi fiumi, il Fiume Giallo, lo Huai ed il Songhua.

Heineken Jammin Festival 2010 (Kika)
Iniziato sotto un sole cocente, con il termometro che ha sfiorato i quaranta gradi, ieri sera l’Heineken Jammin’ Festival è stato sospeso a causa del violento nubifragio che si è abbattuto sul parco San Giuliano di Mestre, attorno alle 20, un’ora prima dell’arrivo in scena della band americana dei Green Day, la cui performance live è saltata. Si erano già alternati sul palco i Bastard Sons Of Dioniso, gli Editors e i 30 Seconds To Mars. Oggi la musica andrà in scena regolarmente.
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Heineken Jammin Festival 2010
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Due ragazze indossano una t-shrt con slogan contro la droga
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Il caldo del pomeriggio
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Heineken Jammin Festival 2010
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Un momento del festival
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Il caldo del pomeriggio
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Heineken Jammin Festival 2010
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Peace & love
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Il caldo del pomeriggio
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Heineken Jammin Festival 2010
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Non solo musica
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Heineken Jammin Festival 2010
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Il caldo del pomeriggio
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Heineken Jammin Festival 2010
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Le tende dei partecipanti
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Heineken Jammin Festival 2010
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Heineken Jammin Festival 2010
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Arriva il maltempo
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Arriva il maltempo
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Arriva il maltempo
Un volontario della Croce Rossa è rimasto ferito e diciassette persone sono state portate in ospedale per ipotermia. In un’ora sono caduti 300 millimetri d’acqua, un evento eccezionale.
Inevitabile pensare al 2007, quando nella giornata che vedeva come headliner i Pearl Jam, che suoneranno domani, il parco San Giuliano e l’Heineken Jammin Festival sono stati colpiti addirittura da una tromba d’aria che provocò danni e feriti e l’annullamento di quell’edizione della manifestazione. (ANSA)

(Kika)

Un gruppo di suore a piazza Barberini (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)
(ANSA) - ”Roma oggi sembra Vienna”. Meraviglia tra turisti e romani che oggi godono di una spettacolo particolare, una Roma imbiancata dalla neve. Fiocchi sul Colosseo, a Via Veneto, Fontana di Trevi, Piazza Venezia, la scalinata di Piazza di Spagna, via del Corso e il Lungotevere. Neve anche a Piazza San Pietro. In molti, turisti e impiegati, affacciati dalle finestre dei palazzi altri in strada a scattare foto, cercando immortalare le traiettorie imbiancate disegnate nell’area dal vento. ”Roma è diventata come una cartolina o un souvenir sottovetro quando scuoti una palla di vetro e la città si imbianca nel vortice dei fiocchi di neve”, ha detto un passante mentre altri turisti escono stupiti e incantati fuori dagli alberghi. A terra un leggero manto di neve mentre anche le ambulanze sono costrette a rallentare e ‘impavidi’ motociclisti sfidano vento e neve colpiti dai fiocchi sui caschi.
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Un gruppo di suore a piazza Barberini
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Piazza Campo de Fiori
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Due turiste in piazza Venezia
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Corso Rinascimento
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Piazza Navona
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L’arco di Costantino
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La statua di Giuseppe Garibaldi al Gianicolo
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La scalinata di Trinità dei Monti
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Via dei Fori Imperiali
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L’aeroporto di Ciampino
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Piazza di Spagna
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Via dei Fori Imperiali
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La statua di Giuseppe Garibaldi al Gianicolo | Quattro preti si riparano con ombrelli in piazza San Pietro in Vaticano.
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Colosseo | Una veduta di Roma dal Gianicolo
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Turisti davanti al Colosseo
L’ultima volta che Roma ha visto cadere fiocchi di neve su buona parte della città è stato nel gennaio 2005. Anche la scorsa volta, era il 27 gennaio e nevicè però di notte, la zona maggiormente interessata da una leggera coltre bianca fu quella a sud della capitale. E la neve fece la sua comparsa, anche se per pochi istanti, anche a gennaio del 2004 e poi, ancora più indietro negli anni, a febbraio del 1999. Ma la nevicata, questa volta con tutta città imbiancata, è quella dell’11 febbraio 1986, quando alle 8 del mattino Roma si sveglio sotto molti centimetri di neve.
”Era una nevicata prevista - ha detto esponsabile dell’Osservatorio meteo del Collegio Romano, Franca Mangianti - in quanto si sono create le condizioni meteorologiche giuste ma abbastanza rare”. Tre gli elementi del raro cocktail che ha imbiancato la capitale, dal centro alle zone limitrofe, ha spiegato Mangianti: ”La bassa pressione sul Golfo di Genova, la temperatura intorno allo zero e l’alta umidità. Una combinazione sicuramente non facile da avere contemporaneamente e che invece si è creata generando il fenomeno”. (ANSA).

(EPA/S. SABAWOON)
(ANSA) - Sette valanghe sono cadute nelle ultime ore sulla statale che collega Kabul con il nord dell’Afghanistan attraverso il passo di Salang, che attraversa la catena montagnosa dell’Hindu Kush, bloccando almeno 350 veicoli e provocando la morte per freddo o per inalazioni di ossido di carbonio, di decine di persone. Almeno 1.000 persone, invece, sono state prelevate dai soccorritori e trasportate negli ospedali della zona o nei centri abitati.
Un medico dell’ospedale della provincia di Parwan ha detto all’ANSA che solo nella sua struttura vi sono undici morti e 40 feriti. Lo stesso medico ha però detto di avere avuto notizia che i morti potrebbero essere un centinaio, e i feriti 500. Secondo l’agenzia di stampa afghana Pajhwok, i morti sarebbero per il momento 60.
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Sette valanghe sono cadute nelle ultime ore sulla statale che collega Kabul con il nord dell’Afghanistan attraverso il passo di Salang
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Almeno 350 veicoli sono rimasti bloccati sotto la neve
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Per il freddo o per inalazioni di ossido di carbonio sono morte decine di persone
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Le valanghe, frutto di recenti intense nevicate, hanno bloccato il traffico sulla statale nel tratto da Kabul verso il tunnel Salang
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Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto per assistere i passeggeri in difficoltà ed estrarre le vittime dalle auto.
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Il ministero della Difesa ha mobilitato 600 soldati che insieme a poliziotti e vigili del fuoco sono riusciti a portare in salvo 1500 persone
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Secondo l’agenzia di stampa afghana Pajhwok, i morti sarebbero per il momento 60
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Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto
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La situazione si è fatta particolarmente drammatica fuori e dentro il tunnel costruito nel 1964 dai sovietici a 3.400 metri di quota. Qui centinaia di auto e autocarri sono rimasti bloccati.
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Nel pomeriggio sono giunti anche alcuni elicotteri della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) che hanno trasportato le persone in condizioni più gravi a Kabul
Le valanghe, frutto di recenti intense nevicate, hanno bloccato il traffico sulla statale nel tratto da Kabul verso il tunnel Salang, che non è rimasto bloccato. Le auto ed i camion però, non hanno potuto continuare il loro viaggio verso il nord, né tornare indietro.
Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto per assistere i passeggeri in difficoltà ed estrarre le vittime dalle auto. Nel pomeriggio sono giunti anche alcuni elicotteri della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) che hanno trasportato le persone in condizioni più gravi a Kabul.