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manifestazione

Siria, Assad mobilita la folla a difesa del regime

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  • Tags: Assad, manifestazione, Siria
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Bandiere nazionali sventolano in Piazza a Damasco

Bandiere nazionali sventolano in Piazza a Damasco (AP Photo/Muzaffar Salman)

Il regime siriano ha mobilitato i propri sostenitori: decine di migliaia di persone sono scese in piazza rispondendo all’appello della pagina Facebook intitolata Siria, la mia patria, aperta con l’obiettivo di “rafforzare l’unità e la solidarietà con le famiglie dei martiri e ringraziare Russia e Cina per essersi opposte alla cospirazione”.

Bandiere nazionali sventolano in Piazza a Damasco
I manifestanti a sostegno del presidente Assad a Damasco
Alcuni manifestanti dipingono la bandiera siriana e la scritta “Ti amiamo”, rivolta ad Assad, sulle braccia
Bandiere siriane sui volti dei manifestanti
23 milioni di “Mi piace” sulle bandiere russa e cinese a esprimere la gratitudine ai due Paesi per aver bloccato la risoluzione di condanna della Siria in Consiglio di sicurezza ONU

Alla manifestazione hanno partecipato decine di migliaia di persone
Una gigantografia del presidente Bashar Assad
Un momento della manifestazione in piazza Saba Bahrat a Damasco
Palloncini colorati a formare le tre bandiera siriana, cinese e russa
Un anziano regge una foto di Assad durante la manifestazione

Una enorme bandiera nazionale retta da migliaia di persone in piazza Saba Bahrat
Sono scesi in piazza rispondendo all’appello di “Siria, la mia patria” pubblicato su Facebook
Obiettivi della manifestazione: “rafforzare l’unità e la solidarietà con le famiglie dei martiri e ringraziare Russia e Cina per essersi opposte alla cospirazione”
“L’esercito e il popolo sono con te, Bashar”, era scritto su diversi striscioni che hanno aperto il corteo
Nel mirino dei manifestanti, come in quello del governo, c’è il Consiglio nazionale siriano costituitosi il 2 ottobre


Il riferimento è al veto espresso il 4 ottobre scorso da Mosca e Pechino nel Consiglio di sicurezza dell’ONU per fermare una risoluzione di condanna della repressione ordinata da Bashar Al Assad.

Palloncini colorati a formare le tre bandiera siriana, cinese e russa

Palloncini colorati a formare le tre bandiera siriana, cinese e russa (Epa/Youssef Badawi)

“L’esercito e il popolo sono con te, Bashar“, era scritto su diversi striscioni che hanno aperto il corteo, intrecciandosi con altri che affermavano: “La Siria è il nostro Paese e Assad è il nostro presidente“.

Nel mirino dei manifestanti, come in quello del governo, c’è il Consiglio nazionale siriano, costituitosi il 2 ottobre scorso, che, radunando i diversi gruppi del dissenso, rappresenta un punto di svolta nel programma dell’opposizione e una vera e propria minaccia al dominio della famiglia Assad.

Il centro di documentazione delle violazioni dei diritti umani in Siria ha nel frattempo fornito una lista dettagliata di dodici tra civili e soldati disertori siriani sono stati uccisi nelle ultime 24 ore in Siria dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assaddi. Undici persone sono state uccise ieri e una dodicesima stamani: otto nell’area di Homs, di cui un soldato a Rastan; altri due civili rispettivamente a Duma (sobborgo di Damasco), nei pressi di Aleppo e un altro soldato a Sirmin, vicino a Idlib nel nord-ovest. (AGI/ANSA)

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  • Mercoledì 12 Ottobre 2011

Teheran, studenti in piazza: “America grande satana”

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  • Tags: ambasciata, Iran, manifestazione, USA
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Iran USA grande satana

(Epa/Abedin Taherkenareh)

Manifestazioni di massa accompagnate da slogan come “Morte all’America”, “Grande Satana” si sono svolte stamane davanti all’ambasciata Usa a Teheran, in occasione delle celebrazioni per il 31esimo anniversario dell’assalto degli studenti islamici del 1979. I manifestanti hanno urlato slogan anche contro Israele, issando poster dell’Ayatollah Ali Khamenei con sotto scritto “Darò la mia vita per il leader”.

Manifestazioni di massa accompagnate da slogan come “Morte all’America”, “Grande Satana”
Stamane davanti all’ambasciata Usa a Teheran
Per il 31esimo anniversario dell’assalto all’ambasciata degli studenti islamici del 1979
I manifestanti hanno urlato slogan anche contro Israele
La giornata del 4 novembre è stata proclamata festa nazionale della lotta contro l’imperialismo mondiale

Un momento della manifestazione
Una donna velata passa accanto a una riproduzione satirica della statua libertà
Alcuni partecipanti issavano poster dell’Ayatollah Ali Khamenei con sotto scritto “Darò la mia vita per il leader”
Il 4 novembre del 1979 studenti islamici presero in ostaggio 52 diplomatici americani per 444 giorni
Da allora l’ambasciata Usa a Teheran è rimasta chiusa e i due paesi non hanno più avuto rapporti dipomatici


Il 4 novembre del 1979 studenti islamici presero in ostaggio 52 diplomatici americani per 444 giorni. Da allora l’ambasciata Usa a Teheran è rimasta chiusa e i due paesi non hanno più avuto rapporti dipomatici. La giornata del 4 novembre è stata proclamata festa nazionale della lotta contro l’imperialismo mondiale.

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  • Giovedì 4 Novembre 2010

Brasile, dolore e rabbia per le vittime della frana di Niteroi

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  • Tags: Brasile, frana, manifestazione, Niteroi, Rio de Janeiro
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Città dirimpettaia di Rio de Janeiro dall’altra parte della Baia di Guanabara.

(AP Photo/Felipe Dana)

Si è svolta ieri a Niteroi, nell’area metropolitana di Rio de Janeiro, una manifestazione per ricordare le vittime delle frane dovute alla pioggia avvenute nella scorsa settimana. Durante la manifestazioni non sono mancati slogan di protesta e i partecipanti hanno indossato maschere bianche. Secondo le fonti ufficiali, i morti sarebbero almeno 249, ma continuano le ricerche tra le macerie.

Città dirimpettaia di Rio de Janeiro dall’altra parte della Baia di Guanabara.
Città dirimpettaia di Rio de Janeiro dall’altra parte della Baia di Guanabara.
Città dirimpettaia di Rio de Janeiro dall’altra parte della Baia di Guanabara.
Città dirimpettaia di Rio de Janeiro dall’altra parte della Baia di Guanabara.
Città dirimpettaia di Rio de Janeiro dall’altra parte della Baia di Guanabara.

Città dirimpettaia di Rio de Janeiro dall’altra parte della Baia di Guanabara.
Città dirimpettaia di Rio de Janeiro dall’altra parte della Baia di Guanabara.

Sono iniziate le operazioni per far trasferiree circa 300 famiglie residenti nel Morro del Urubù, una delle favelas della città, considerata un’area a rischio. Le loro abitazioni saranno demolite, ha affermato il sindaco di Rio, Eduardo Pes, ricordando che le famiglie evacuate riceveranno 150 dollari al mese dalle autorità locali per poter affittare altre abitazioni fino a quando troveranno una dimora fissa. (ANSA)

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  • Giovedì 15 Aprile 2010

Sciopero giallo dei migranti: “Siamo una ricchezza”

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  • Tags: giallo, immigrati, Italia, manifestazione, sciopero
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Bologna

(ANSA) - Non solo immigrati, ma tanti italiani nell’onda gialla che oggi ha attraversato il Paese per difendere i diritti dei migranti, nel primo sciopero italiano dei lavoratori stranieri. Decine di migliaia hanno partecipato pacificamente alle manifestazioni e ai cortei che si sono svolti nelle piazze di oltre 60 città, tutti dominati dal colore giallo della protesta: addosso a ciascuno un braccialetto, un nastrino, un fazzoletto. L’idea della manifestazione, voluta per riaffermare il ruolo degli immigrati nell’economia nazionale, è nata sul web, per iniziativa del Comitato Primo marzo 2010, su modello francese.

Genova
Napoli
Bologna
Milano
Roma

Torino
Napoli
Torino | Genova
Napoli
Torino

Milano | Bologna
Napoli
Milano
Genova
Roma

Bologna
Roma
Genova
Roma


Genova

Genova (ANSA/LUCA ZENNARO)

‘24 ore senza di noi‘: questo il messaggio di decine di migliaia di migranti che hanno partecipato alle diverse iniziative svoltesi nelle principali città del Paese.
L’ astensione dal lavoro dei migranti non è stata solo simbolica ed ha interessato anche i lavoratori regolari. C’è chi ha direttamente informato il datore di lavoro dell’adesione allo sciopero. Nel nord alcune aziende hanno dovuto interrompere la produzione.

Torino

Torino (ANSA/TONINO DI MARCO)


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  • Martedì 2 Marzo 2010

Blitz anti-nucleare di Greenpeace all’EUR di Roma

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  • Tags: ambiente, Enel, EPR, Eur, Greenpeace, manifestazione, nucleare, Palazzo della Civiltà Italiana, protesta, Roma
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Uno striscione srotolato lungo la facciata del Palazzo della Civiltà Italiana

Uno striscione srotolato lungo la facciata del Palazzo della Civiltà Italiana (AP Photo/Alessandra Tarantino)



Protesta, questa mattina a Roma, degli attivisti di Greenpeace contro la politica in favore del nucleare da parte dell’Enel che, secondo l’associazione, su questo tema ”bleffa” le imprese.

Gli attivisti, rende noto l’associazione, sono saliti sul ‘Colosseo Quadrato’ all’Eur di Roma, da dove hanno srotolato sulla facciata del Palazzo della Civiltà Italiana uno striscione di 300 metri quadrati con la scritta ‘Stop alla follia nucleare, Stop Nuclear Madness‘, proprio mentre era in corso l’incontro tra Enel e le imprese italiane coinvolte nel progettodi costruzione di quattro impianti nucleari EPR in Italia.

(ANSA)

Uno striscione srotolato lungo la facciata del Palazzo della Civiltà Italiana
Uno striscione srotolato lungo la facciata del “Colosseo quadrato”
Uno striscione srotolato lungo la facciata del Palazzo della Civiltà Italiana
Uno striscione srotolato lungo la facciata del Palazzo della Civiltà Italiana
Uno striscione srotolato lungo la facciata del “Colosseo quadrato”


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  • Martedì 19 Gennaio 2010

Disordini a Copenhagen. Sale la pressione dei manifestanti

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  • Tags: ambientalisti, Cop15, Copenhagen, disordini, manifestazione, mondo, Stefania Prestigiacomo
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Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima

Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima (AP Photo/Peter Dejong)

Alta tensione fuori e dentro il vertice Onu sul clima. A Copenhagen sale la pressione da parte dei manifestanti. La polizia usa la mano dura e si scatenano disordini. In mezzo ci finisce anche il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che resta bloccata un’ora all’entrata del Bella Center e viene letteralmente strattonata nella folla e senza alcuna assistenza. Il ministro ha annunciato una protesta formale. Nella sola mattinata la polizia danese, ha riferito la tv locale, ha effettuato circa 230 arresti nelle diverse manifestazioni svoltesi nei pressi del Bella Center.

Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima

Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima
Fuori dal Bella Center, sede del vertice ONU sul clima


Fin dalla mattina gli ambientalisti si sono messi in marcia per arrivare al Bella Center. Gli agenti hanno cominciato le cariche quando alcuni dei manifestanti sono riusciti a superare le barriere che erano state collocate a protezione del centro dove si svolge la conferenza. Sia gli agenti che i manifestanti hanno fatto uso di bombolette con gas urticanti. Circa 230 gli arresti. Gli scontri sono avvenuti sotto una fitta nevicata e con una temperatura bassissima. Gli agenti si sono disposti su tre file, separate da automezzi (tra jeep e furgoni), e, alla fine dello schieramento, stazionano delle unita’ cinofile. Un operatore televisivo e’ stato ferito da una bottiglietta. Molti dei partecipanti al corteo - alcuni dei quali indossano costumi che rappresentano animali - continuano a protestare pacificamente.

In prima fila, quindi a ridosso degli agenti, i ”withe bloc”, che indossano tute bianche e hanno dei fiori infilati tra i capelli. La polizia ha preso il controllo della situazione intervenendo con durezza e usando i manganelli su alcuni gruppi di manifestanti. Il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e’ rimasta bloccata un’ora tra la folla e presentera’ formale protesta. I senatori del Pd Roberto della Seta e Francesco Ferrante hanno denunciato la ”gestione poliziesca”.

Ma dentro, tra i ministri e i delegati che devono mettere a punto un accordo per salvare il Pianeta da qui al 2050, la situazione non e’ migliore. Nelle riunioni, fin dalla notte, regna caos, incertezza e pessimismo. Nessuna nuova bozza di accordo al momento. Si tratta su argomenti separati.

(ANSA)

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  • Mercoledì 16 Dicembre 2009

Scontri fra polizia e studenti a Roma

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  • Tags: Italia, manifestazione, polizia, Roma, scontri, scuola, studenti
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Nei pressi del ministero dell'Economia

Nei pressi del ministero dell'Economia (ALESSANDRO DI MEO/ANSA/CRI)



Dopo aver manifestato per quasi un’ ora davanti al ministero dell’Economia a Roma, gli studenti dell’Onda, alcune migliaia, si sono mossi in corteo verso l’università La Sapienza, da dove stamani erano partiti.

Prima di arrivare al ministero dell’Economia ci sono stati alcuni tafferugli tra manifestanti e forze dell’ordine all’incrocio di via XX Settembre, nei pressi della sede del ministero.

Lì un gruppo di manifestanti aveva accerchiato i cordoni della polizia e, negli scontri, alcuni scooter parcheggiati in strada sono caduti a terra. Davanti al ministero gli studenti hanno gridato ”vergogna” e scandito slogan contro le forze dell’ordine, accendendo fumogeni.

Nei pressi del ministero dell’Economia
Nei pressi del ministero dell’Economia
Nei pressi del ministero dell’Economia
Nei pressi del ministero dell’Economia
Nei pressi del ministero dell’Economia

Nei pressi del ministero dell’Economia
Nei pressi del ministero dell’Economia
Nei pressi del ministero dell’Economia
Nei pressi del ministero dell’Economia
Nei pressi del ministero dell’Economia


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  • Venerdì 11 Dicembre 2009

Milano, manifestazione studentesca: due arresti

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  • Tags: arresti, Italia, Liceo civico Ghandi, manifestazione, Milano, scuola, studenti
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studenti-milano-manifestazione09

Stamane si è svolto un corteo di studenti delle scuole milanesi - un centinaio circa - che protestavano contro lo sgombero del liceo civico Gandhi, avvenuto sabato scorso.

Il corteo non autorizzato ha attraversato il centro di Milano, dando luogo a momenti di tensione con le forze dell’ordine. Quattro giovani sono stati portati in Questura per accertamenti, dopo essere stati bloccati dalle forze dell’ordine in seguito ai disordini avvenuti all’inizio della manifestazione.

In centro
In centro
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Due ragazzi sono stati arrestati per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, mentre altri due giovani, una donna dell’area anarchica e uno studente di un centro sociale, risultano invece indagati a piede libero per gli stessi reati.

In un comunicato pubblicato anche sul sito del centro sociale Cantiere, si parla di “repressione all’italiana”. “Non accetteremo nessun ricatto alla libertà di movimento, il nostro bisogno di libertà, la vergogna della repressione ai diritti in corso nella nostra citta’ e in tutta Italia chiama oggi l’Europa” (ANSA).

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  • Martedì 17 Novembre 2009

Mosca: in piazza i nostalgici del comunismo

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  • Tags: comunismo, manifestazione, mondo, Mosca, reportage, Russia
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7 novembre, anniversario della rivoluzione

7 novembre, anniversario della rivoluzione

Sabato 7 novembre si sono svolte a Mosca le celebrazioni - non ufficiali - dell’anniversario della ” Rivoluzione Russa “, organizzate da gruppi di nostalgici comunisti. Continua

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  • Lunedì 9 Novembre 2009

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