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Messico

Il torero nano Praxedis Martinez si pettina prima della corrida (AP Photo/Raquel Cunha)
In Messico è una tradizione del week-end vecchia alcuni decenni: la corrida dei toreri nani.
Dei “matador” affetti di nanismo scendono in plaza ma di fronte a loro si trovano invece di tori di grossa stazza dei vitelli. A differenza della corrida classica, poi, gli animali non vengono feriti o uccisi. Niente di tutto ciò, lo spettacolo vuole essere pulito e simpatico, e intanto essere socialmente utile spazzando via pregiudizi nei confronti dei nani.
I tenaci “enanitos toreros” scendono nell’arena con mini abiti, eleganti e coloratissimi, e con dei “capotes” dalle forme animalesche stuzzicano i vitelli dalle corna accennate, che non vengono “matados” ma solo un po’ presi in giro.
In questa gallery vediamo Ignacio Zaragoza, detto “Nacho”, e colleghi nell’arena di San Miguel de Allende.
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Il torero nano Praxedis Martinez, soprannominato “Candy Clown”, si pettina prima della corrida
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Il torero nano Rogelio Ayala, soprannominato “Roger”
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Il torero nano Ignacio Zaragoza, soprannominato “Nacho”, sventola il suo mantello
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Il torero nano Antonio Garcia, soprannominato “Tony”, è caricato da un vitello
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Un gruppo di toreri nani si prepara a esibirsi nella plaza di San Miguel de Allende
Tutte le nostre gallery sulla CORRIDA

Il torero nano Ignacio Zaragoza, soprannominato Nacho, sventola il suo mantello (AP Photo/Raquel Cunha)

Cancun, Messico (AP Photo/Eduardo Verdugo)
Mentre è in corso a Cancun, in Messico, la sessione ministeriale della 16/a Conferenza Onu sui cambiamenti climatici (Cop16), dove il mondo è chiamato ad assumere impegni chiari e precisi sulle politiche ambientali.
Ieri gli ambientalisti di Greenpeace hanno inscenato due manifestazioni per mettere in guardia i Paesi impegnati nella conferenza sugli effetti del progressivo scioglimento dei ghiacci e del conseguente aumento del livello delle acque, connessi al surriscaldamento globale“: secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale dell’ONU, il 2010 è stato “quasi certamente” tra i tre anni più caldi in assoluto dal 1850: per averne la conferma, restano da analizzare i dati di novembre e dicembre.
Da un lato, hanno installato, presso una spiaggia di Cancun, le riproduzione di alcuni simboli delle principali città del mondo sommerse dall’acqua:
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È in corso a Cancun, in Messico, la sessione ministeriale della 16/a Conferenza Onu sui cambiamenti climatici (Cop16)
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Greenpeace mette in guardia sul progressivo scioglimento dei ghiacci e del conseguente aumento del livello delle acque, connessi al surriscaldamento globale
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Hanno installato, presso una spiaggia di Cancun, le riproduzione di alcuni simboli delle principali città del mondo sommerse dall’acqua
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Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale dell’ONU, il 2010 è stato “quasi certamente” tra i tre anni più caldi in assoluto dal 1850
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Tra gli altri, la Tour Eiffel, la Statua della libertà, una piramide egizia…
Per altro verso, hanno lanciato il loro monito facendosi riprendere tra le statue del Museo subacqueo di Cancun, a lasciar immaginare un mondo completamente sommerso dall’acqua:

Il museo scultoreo subacqueo di Cancun
Si chiama La Evolución Silenciosa l’opera dell’artista britannico Jason de Caires Taylor collocata nel Golfo del Messico, in un tratto di mare che è stato denominato Museo scultoreo subacqueo di Cancun, di fronte alla costa occidentale dell’Isla Mujeres, Punta Cancun and Punta Nizuc.
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Si chiama La Evolución Silenciosa l’opera dell’artista britannico Jason de Caires Taylor collocata nel Mare del Messico
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È composta di 400 figure umane a grandezza naturale
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L’opera è stata collocata a bassa profondità, in modo da poter essere visitata agevolmente
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Le figure delle statue sono ispirate al mondo contemporaneo ed a quello della cultura maya
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SI trova in un tratto di mare che è stato battezzato Museo scultoreo subacqueo di Cancun
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Le statue sono state realizzate con materiale ecologico e non inquinante, tale da permettere alle statue stesse, come avviene per ogni relitto marino, di venire progressivamente colonizzate da pesci, molluschi e coralli
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Jason de Caires Taylor ha per questo denominato la sua opera “Evoluzione silenziosa”
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Non è la prima opera del genere realizzata dall’artista
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L’artista lavora a partire da sagome provvisorie in gesso, ricava degli stampi in silicone successivamente rinforzati con una struttura interna in acciaio
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Alcune sculture fotografate prima dell’immersione nell’oceano
L’opera è stata collocata a bassa profondità, in modo da poter essere visitata agevolmente, ed è composta di 400 statue rappresentanti figure umane, a grandezza naturale, ispirate al mondo contemporaneo ed a quello della cultura maya e realizzate con materiale ecologico e non inquinante, tale da permettere alle statue stesse, come avviene per ogni relitto marino, di venire progressivamente colonizzate da pesci, molluschi e coralli. Da qui il nome dell’installazione: “Evoluzione silenziosa“. Non è la prima opera del genere realizzata dall’artista che, lavorando a partire da sagome provvisorie in gesso, ricava degli stampi in silicone successivamente rinforzati con una struttura interna in acciaio.

Piantagioni illegali di canapa indiana date alle fiamme (AP Photo/Guillermo Arias)
La guerra ingaggiata dal Governo messicano del presidente Felipe Calderon contro i narcos e la guerra in corso tra gli stessi cartelli della droga hanno causato in Messico, dal 2006 ad oggi, circa 28 mila morti.
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Piantagioni illegali di canapa indiana date alle fiamme
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Un soldato tra le piantagioni di marijuana nei pressi di Tecate
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Un accampamento delle forze speciali militari durante un’operazione antidroga
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Un’operazione antidroga a Ensenada
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Soldati a Sierra de Juarez, tra le piantagioni illegali
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23 settembre, sparatoria tra gang rivali ad Acapulco
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Operazione militare per distruggere 73 ettari di campi di marijuana
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I funerali di tre cittadini del Guatemala uccisi dai narcotrafficanti a Tamaulipas
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Rogo di marijuana a Tecate
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Bladimiro Montalvo, sindaco di Santiago, i cui predecessori sono stati rapiti e uccisi dai narcos
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Un campo di canapa indiana dato alle fiamme a Ensenada
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26 settembre, Ritrovati a Cuernavaca i corpi morti di 4 uomini uccisi dai Narcos
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Le operazioni nella penisola della Baja California
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Un commando contro i narcos presentato alla stampa
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Rogo di piante di marijuana
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Un corpo decapitato ritrovato ad Acapulco
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7 agosto, la protesta di un giornalista messicano che ha ottenuto l’asilo politico USA
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In Messico, dal 2006 ad oggi, circa 28 mila i morti connessi alla guerra della droga
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Piante di marijuana date alle fiamme durante un’operazione antidroga
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Un momento di un’operazione antidroga
In Messico, gli scontri e i regolamenti di conti tra le diverse gang non sembrano destinati a terminare a breve e anche negli ultimi giorni hanno terrorizzato il Paese: giovedì un commando armato ha rapito 22 turisti messicani ad Acapulco, la località simbolo del turismo del Messico, e li tiene a tutt’oggi in ostaggio; il 2 ottobre 14 persone sono rimaste uccise durante una sparatoria tra gang dei cartelli della cocaina rivali nel villaggio di San José de la Cruz, nel nord del Paese.

(AP Photo/Guillermo Arias)
Il 27 settembre il sindaco ad interim della cittadina di Tancitaro, Gustavo Sanchez, ed il suo assistente sono stati assassinati a colpi di machete e di pietre: il sindaco era un insegnante di educazione fisica di 27 anni, non apparteneva a nessun partito, ed aveva assunto l’incarico lo scorso dicembre, dopo che tutte le autorità del municipio si erano dimesse per le minacce del cartello della droga locale, la Familia Michoacana. Dalla metà di agosto sono già cinque i sindaci assasinati dai narcos.

La protesta contro le violenze dei Narcos di un giornalista messicano (AP Photo/Marco Ugarte)
Il bollettino di guerra non si limita però agli ultimi giorni: è lungo e pieno di episodi tragici, in un contesto complessivo estremamente drammatico, che non ha risparmiato i giornalisti, divenuti tra i bersagli principali del narcotraffico locale. In questa galleria fotografica, le immagini dell’assalto governativo alle piantagioni di marijuana dei narcos e alcune immagini degli ultimi episodi di violenza verificatisi nel Paese.

(AP Photo/Guillermo Arias)

(AP Photo/Marco Ugarte)
Decine di migliaia di messicani nelle strade per celebrare il bicentenario dell’indipendenza del Messico dalla Spagna. Tra fuochi d’artificio, un colosso di Rodi in versione messicana, una sfilata di carri allegorici e centinaia di ballerine, il Messico ha celebrato la festa in uno stato di allerta per il timore di attentati delle bande di narcotraffico che si contendono con crescente violenza il controllo della piazza.
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In Messico decine di migliaia di persone nelle strade per celebrare il bicentenario dell’indipendenza dalla Spagna
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Il Messico ha celebrato la festa in uno stato di allerta per il timore di attentati delle bande di narcotraffico
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Nel Paese le bande del narcotraffico si stanno contendendo con crescente violenza il controllo della piazza
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Il presidente Felipe Calderon, alle 11 di sera, si è affacciato sul balcone del Palacio Nacional con la bandiera in mano e ha inneggiato agli Eroi dell’Indipendenza, gridando tre volte “Viva Mexico”
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Lo Zocalo, la piazza centrale della capitale, è stato illuminato con uno spettacolo di luci e suoni, nei colori nazionali verde, bianco e rosso
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Una folla stimata in mezzo milione di persone ha seguito l’evento
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Una festa da 40 milioni di dollari, che ha fatto storcere il naso a qualcuno
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L’allestimento firmato dagli stessi specialisti della cerimonia di apertura delle Olimpiadi
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La celebrazione è iniziata nel pomeriggio, con la rievocazione di una cerimonia pre-ispanica
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Alla cerimonia hanno partecipato un gruppo di ’sciamani’, i sacerdoti e medici delle antiche culture locali, con indosso vesti banche e piume
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, il Messico ha celebrato la festa in uno stato di allerta per il timore di attentati delle bande di narcotraffico che si contendono con crescente violenza il controllo della piazza.
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Sfilata di carri allegorici e centinaia di ballerine
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Uno spettacolo a metà tra il carnevale di Rio e gli spettacoli in stile Hollywood
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L’angelo dell’Indipendenza sopra Città del Messico
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Una festa per gli occhi e per il cuore
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Ballerine al ritmo dei tamburi
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In contemporanea si svolgeva la festa del Distretto di Polizia federale, che per l’evento ha mandato in strada migliaia di agenti e militari
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Lo spiegamento di forze ha garantito lo svolgimento tranquillo della cerimonia nella capitale
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La sfilata è stata trasmessa anche su 45 megaschermi appena fuori dal centro
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Un militare con un’aquila durante le cerimonie celebrative
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L’anniversario ricordato su un muro vicino al confine con gli USA
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Nelle strade sono stati allestiti palchi dove, nei prossimi giorni, si svolgeranno concerti e rappresentazioni
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Un militare con un’aquila durante le cerimonie celebrative
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In altre città, quelle più segnate dalla violenza dei cartelli della droga, i festeggiamenti sono stati cancellati o ridotti al minimo, per evitare rischi
Le celebrazioni hanno raggiunto l’acme quando il presidente Felipe Calderon, alle 11 di sera, si è affacciato sul balcone del Palacio Nacional, nella capitale, con la bandiera in mano e ha inneggiato agli Eroi dell’Indipendenza, gridando tre volte “Viva Mexico”, dinanzi alla piazza centrale della capitale, lo Zocalo. Una folla stimata in mezzo milione di persone ha seguito l’evento, mentre risuonavano le campane della cattedrale, come fecero nel 1810 quelle della chiesa di Padre Miguel Hidalgo per chiedere la ribellione contro la Spagna. Lo Zocalo è stato poi illuminato con uno spettacolo di luci e suoni, nei colori nazionali verde, bianco e rosso.

(AP Photo/Alexandre Meneghini)
Una festa da 40 milioni di dollari, che ha fatto storcere il naso a qualcuno. “Al prezzo di un aereo da guerra, si può celebrare il compleanno di una nazione” si è difeso il veneziano Marco Balich, direttore artistico delle celebrazioni, già responsabile delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi invernali di Torino, nel 2006. “È come mettere insieme, nello stesso giorno, un carnevale di Rio, una cerimonia inaugurale olimpica e Woodstock” ha aggiunto Balich, per spiegare i festeggiamenti per il 200esimo anniversario dell’indipendenza del Messico.

(AP Photo/Alexandre Meneghini)
La celebrazione del bicentenario era iniziata nel pomeriggio, con la rievocazione di una cerimonia pre-ispanica: un gruppo di ‘sciamani‘, i sacerdoti e medici delle antiche culture locali, con indosso vesti banche e piume accompagnati da ballerine al ritmo dei tamburi, hanno intonato il rito del “Fuego Nuevo”, che simboleggiava la nascita di una nuova era. (AGI/Apcom)

(AP Photo/Miguel Tovar)
Michel Lagravere, il baby-torero conosciuto come “Michelito”, è uscito sconfitto dalla sua prima volta in un’arena, a Città del Messico. Incornato dal secondo toro affrontato, è stato accompagnato all’ospedale per degli accertamenti. Dai medici sono venute piene rassicurazioni: nessuna grave conseguenza per il più giovane torero del mondo.
Per metà francese e per metà messicano, dodici anni, la corrida come passione famigliare, la sua prima esibizione, per via della giovane età del matador, sta suscitando moltissime polemiche.

(AP Photo/Miguel Tovar)
Le altre gallery sulla CORRIDA
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Michel Lagravere, il baby-torero conosciuto come “Michelito”, è uscito sconfitto dalla sua prima volta in un’arena
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Michelito è per metà francese e per metà messicano
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Debutto sfortunato
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La corrida è una passione condivisa dalla sua famiglia
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Nonostante tutto, si è detto felice per il suo esordio
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Il padre e la madre sostengono la sua scelta di scendere in arena
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Preghiere prima della prova di matador
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Avuta la meglio sul primo toro, è stato incornato dal secondo
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Accompagnato all’ospedale per accertamenti, non sono state riscontrate conseguenze
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Michel Lagravere, 12 anni, durante una sessione di pratica

(AP Photo/Sergio Torres)
Jose Tomas, celebre torero spagnolo, è stato gravemente ferito, sabato scorso, durante una corrida in Messico, ad Aguascalientes, durante la Feria di San Marcos.
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Gravemente ferito, sabato scorso, durante una corrida in Messico
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È accaduto ad Aguascalientes, durante la Feria di San Marcos
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Il matador ha 33 anni ed è considerato una star delle corride internazionali
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Ad incornarlo è stato il secondo toro affrontato nell’arena, di nome Navegante
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Il toro che lo ha ferito pesa 497 Kg
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Il toro ha affondato le corna per quindici centimetri nel corpo di Tomas
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Tomas, che aveva perso moltissimo sangue, è stato sottoposto per tre ore e mezzo a un intervento chirurgico che ha cercato di limitare il danno alle vene femorali
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Il torero, secondo i medici, aveva perso circa sei litri di sangue
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Carlos Hernandez, uno dei dottori che lo ha in cura, ha definito ‘molto gravi’ le condizioni del torero
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A colpire il matador, che ha 33 anni ed è considerato una star delle corride internazionali, è stato il secondo toro affrontato nell’arena, ‘Navegante’, che ha affondato le corna per quindici centimetri nel corpo di Tomas.
Tomas è stato sottoposto per tre ore e mezzo a un intervento chirurgico che ha cercato di limita re il danno subìto alle vene femorali. Il torero, secondo i medici, aveva perso circa sei litri di sangue. Carlos Hernandez, uno dei dottori che lo ha in cura, ha definito ‘molto gravi’ le condizioni del torero. (ANSA)

La first lady disegna coi bambini (AP Photo/Brennan Linsley)
Visita a sorpresa ad Haiti per Michelle Obama. La first lady degli Stati Uniti, che in giornata è in Messico per la sua prima visita ufficiale all’estero, ha voluto fermarsi nel suo viaggio ad Haiti per visitare le zone colpite dal terremoto del 12 gennaio scorso.
In scarpe da tennis, insieme a Jill Biden ha ballato e cantato con i bambini dei campi profughi di Haiti.
La First Lady - ha reso noto il pool di giornalisti al seguito della Casa Bianca che la accompagna - ha “dato il cinque” e stretto le mani a decine di piccolo haitiani, e, su loro richiesta, ha disegnato insieme a loro un “pesce” che andrà a far parte di una speciale raccolta di disegni realizzati dai bambini haitiani, nell’ambito di un progetto di assistenza.
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La first lady disegna coi bambini
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La first lady incontra i bambini
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Con il presidente René Preval
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Fuori dal Palazzo presidenziale
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La first lady nella base ONU
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L’elicottero della firs lady
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Con la first lady haitiana Elisabeth Debrosse
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La first lady incontra i bambini
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La first lady incontra Edmond Mulet dell’ONU
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E dopo Haiti il Messico
Dopo essersi incontrata con il presidente Preval e sua moglie Elisabeth, Michelle Obama è stata accompagnata a piedi attraverso la zona della città trasformata in un tendopoli per decine di migliaia di persone.
La first lady e Jill Biden, moglie del vicepresidente Joe Biden, sono state accolte da un entusiasmo incredibile da parte di centinaia di bambini, al punto che Michelle ne è rimasta contagiata e ha cominciato a ballare e a cantare con loro.
In serata Michelle Obama e Jill Biden sono ripartete alla volta del Messico, per la loro prima ufficiale visita di Stato. (ANSA)

(AP Photo/Guillermo Arias)
Nell’ambito degli sforzi in atto in Messico per contrastare il traffico criminale di sostanze stupefacenti, è stato scoperto un sofisticatissimo tunnel sotterraneo, in costruzione all’interno di un’abitazione nei pressi dell’aeroporto di Tijuan. Continua