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Freddo e gelo, inizia il weekend più lungo Nevica su 1.300 km di autostrade Meteo - Nelle prossime ore il quadro dovrebbe peggiorare. A rischio la A14 Adriatica - Questa volta Roma, a detta di Alemanno, è pronta per affrontare l'emergenza: obbligo di catene montate, previsti 30 cm di neve. Scuole e uffici resteranno chiusi anche sabato. Altre vittime in Calabria, Campania, Molise e Lombardia.

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mondo

Il fiume Mekong prosciugato dalla dighe cinesi

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  • Tags: acqua, Cina, dighe, fiume, Mekong, mondo, reportage
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Wiang Kaen, Thailandia

Thailandia (EPA/CHAICHAN CHAIMUN)

Il fiume Mekong attraversa o tocca sei diversi Stati (Cina, Vietnam, Birmania, Laos, Thailandia e Cambogia) dell’Asia sud-orientale e il suo corso - in una regione la cui economia è fatta quasi esclusivamente di pesca ed agricoltura - influenza la vita di più di 20 milioni di persone che ne traggono acqua per l’irrigazione e lo utilizzano come via di comunicazione.

Soc Trang, Vietnam

Soc Trang, Vietnam (EPA/Stringer)

In questa galleria, immagini dalla Thailandia e dal Vietnam, dove il livello del fiume è sceso al minimo storico degli ultimi vent’anni.

Wiang Kaen, Thailandia
Chiang Rai, Thailandia
Wiang Kaen, Thailandia
Wiang Kaen, Thailandia
Wiang Kaen, Thailandia

Chiang Rai, Thailandia
Tien Giang, Vietnam
Soc Trang, Vietnam
Hanoi, Vietnam
Hanoi, Vietnam

Hanoi, Vietnam
Can Tho, Vietnam
Can Tho, Vietnam
Can Tho, Vietnam
Can Tho, Vietnam


Thailandia e Vietnam sono tra le nazioni che chiedono alla Cina di migliorare la gestione del flusso delle acque del Mekong. Secondo questi Paesi, la costruzione di numerose dighe idroelettriche cinesi nella porzione iniziale del fiume ha causato l’abbassamento del livello fluviale. La Cina respinge le accuse.

Can Tho, Vietnam

Can Tho, Vietnam (EPA/LUONG THAI LINH)

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  • Giovedì 11 Marzo 2010

Da Ginevra a Kabul, festa delle donne in tutto il mondo

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  • Tags: 8 marzo, diritti, festa della donna, mondo
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New Delhi, India. Manifestazione in sostegno della proposta di legge che assegna un terzo dei seggi parlamentari alle donne

New Delhi, India (AP Photo/Manish Swarup)

La Festa internazionale della donna può avere un significato ancora oggi? Qualunque sia la vostra risposta, in tanti luoghi del mondo dove la voce femminile è ancora bassa e la libertà ancora più limitata, le donne hanno festeggiato l’8 marzo a loro modo.
Come a Beirut dove palestinesi con striscioni hanno chiesto la liberazione delle connazionali detenute nei carceri israeliani. O come a New Delhi, dove esuli del Myanmar hanno reclamato il rilascio di tutti i prigionieri di sesso femminile.
A Rajabari, alla periferia di Gauhati, India, la Giornata rosa è scorsa come ogni altro dì, lavorando in una fornace di mattoni…

Brescia, Italia
New Delhi, India. Manifestazione in sostegno della proposta di legge che assegna un terzo dei seggi parlamentari alle donne
Per i diritti delle donne prigioniere
Rajabari, India. Fabbrica di mattoni

Manila, Filippine. Una protesta contro la proposta del vescovo di vietare i preservativi
Il diritto di voto a Baghdad
Manila, Filippine. Per la libertà della leader birmana Aung San Suu Kyi
Beirut, Libano. Per il rilascio delle detenute nelle carceri israeliane

Diritti conquistati nel Madhya Pradesh, India
Ahmadabad, India. Manifestazione in sostegno della proposta di legge che assegna un terzo dei seggi parlamentari alle donne
Roma, un plotone di donne soldato assicura il cambio della Guardia d’Onore al Palazzo del Quirinale
Tomba di Hina Saleem, Brescia

Mosta per le celebrazioni dell’8 marzo a Kabul, Afghanistan
Inaugurazione del primo forum delle donne a Kuwait City
Rebiya Kadeer, leader uigura, a Ginevra per un summit sui diritti umani
New Delhi, India. Monaci buddisti ed esuli birmani in esilio per la libertà dei prigionieri politici birmani

New Delhi, India. Manifestazione in sostegno della proposta di legge che assegna un terzo dei seggi parlamentari alle donne
Herat, Afghanistan
Soldatesse italiane e donne afghane ad una cerimonia per la festa dell’8 marzo
Islamabad, Pakistan


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  • Lunedì 8 Marzo 2010

L’Iraq si prepara al voto: sfida per le forze di sicurezza

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  • Tags: elezioni, Iraq, mondo, sicurezza
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Un manifesto elettorale del candidato Qais al-Amari per le strade di Najaf

Un manifesto elettorale del candidato Qais al-Amari per le strade di Najaf (AP Photo/Alaa al-Marjani)

(ANSA) - Mancano due giorni alla data delle elezioni in Iraq, e le forze di sicurezza sono impegnate al massimo regime per tentare di scongiurare la prevista e annunciata offensiva terrorista. Continua

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  • Giovedì 4 Marzo 2010

Il Cile chiede aiuto: danni per 30 miliardi di dollari

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  • Tags: Cile, mondo, reportage, terremoto
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Constitucion

Constitucion (AP Photo/ Roberto Candia)

(ANSA) - È di 723 morti il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime del terremoto di sabato notte in Cile, ma si continua a scavare sotto le macerie e prosegue anche la ricerca dei dispersi. Per la popolazione la situazione è sempre più difficile, in molte zone manca ancora l’elettricità e comincia a scarseggiare il cibo.

Concepcion

Concepcion (EPA/Claudio Reyes)

Il governo cileno ha chiesto ieri all’Onu l’intervento della comunità internazionale, anche se nella notte ha dovuto stoppare un team di medici giapponesi perché la situazione nel Paese è ancora ”instabile” e non è ancora possibile accettare soccorsi internazionali.

Constitucion
Iloca
Concepcion
Constitucion
Los Morros Coliumo

Penco
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Concordia
Aiuti
Talcahuano

Talcahuano. Arresto di “sciacalli”
Talcahuano
Talcahuano
Iloca
Curico

Dichato
Constitucion
Iloca
Dichato
Talcahuano. Arresti di “sciacalli”


Oggi è giunto a a Santiago il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton. La visita era già stata fissata per salutare la presidente uscente Michelle Bachelet e dare il benvenuto al nuovo capo dello Stato, Sebastian Pinero, ma l’agenda originaria è stata stravolta: all’ordine del giorno il coordinamento dei contributi post-emergenza.

Dichato

Dichato

Domani, inoltre, sarà parzialmente riaperto l’aeroporto di Santiago che aveva subito dei danni nel sisma e potrebbero quindi arrivare i primi aiuti.
Per arginare i saccheggi da parte dei sopravvissuti, oltre a Concepcion, città vicina all’epicentro della prima devastante scossa, altre tre città sono state sottoposte nella notte a coprifuoco: si tratta di Talca, Cauquenes e Constitution, tutte nella regione del Maule.
Secondo una prima stima del governo, il terremoto costerà al Cile 30 miliardi di dollari di danni.

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  • Martedì 2 Marzo 2010

Non si convertono all’Islam: decapitati dai Talebani. Proteste dei sikh indiani

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  • Tags: India, mondo, Pakistan, talebani
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Le proteste a Jammu

Le proteste a Jammu (AP Photo/Channi Anand)

(ANSA) - In diverse città dell’India settentrionale, attivisti di associazioni e movimenti anti-terrorismo stanno inscenando proteste contro il Pakistan e contro i Talebani, dopo il ritrovamento dei corpi decapitati di Jaspal e Mahal Singh, due uomini d’affari sikh che, rapiti a scopo di estorsione il 19 gennaio scorso nelle Aree tribali del Pakistan nord-occidentale,  a oltre un mese di distanza dal rapimento.

Le proteste a Jammu
Le proteste davanti all’ambasciata pakistana di New Delhi
Le proteste a Jammu
Le proteste ad Amritsar
Le proteste a Amritsar e Jammu

Le proteste a Jammu
Le proteste ad Amritsar
Le proteste a Jammu
Le proteste a Jammu
Le proteste a Jammu


I due sono stati sequestrati rispettivamente nella Khyber Agency e nella confinante Orakzai Agency. Fonti della sicurezza a New Delhi hanno assicurato che la vera ragione della loro uccisione risiede nel fatto che i due sikh non hanno voluto convertirsi all’Islam. Per questo, Jaspal e Mahan sono stati decapitati e le loro teste fatte trovare nel ‘gurudwara’ Bhai Joga Singh di Peshawar.

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  • Martedì 23 Febbraio 2010

Reportage - La vita quotidiana a Bilin, Cisgiordania

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  • Tags: Bernat Armangue, Cisgiordania, fotografia, Israele, mondo, Palestina, reportage
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Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano

(AP Photo/Bernat Armangue)

Attraverso lo sguardo di Bernat Armangue, un viaggio fotografico nella vita quotidiana del villaggio di Bilin, situato 12 chilometri a ovest di Ramallah in Cisgiordania, divenuto simbolo della protesta contro la costruzione del “muro israeliano di protezione”. Dal 2005, infatti, gli abitanti del villaggio e alcune organizzazioni israeliane tengono qui, settimanalmente, delle manifestazioni contro la barriera.

Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano

Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano

Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano

Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano
Il villaggio-simbolo della protesta contro il muro di protezione israeliano

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  • Martedì 23 Febbraio 2010

India, studente separatista si dà fuoco per protesta

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  • Tags: fuoco, Hyderabad, mondo, Telangana
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Per lo Stato di Telangana

Per la creazione dello Stato di Telangana (EPA/STR)

È accaduto il 20 febbraio scorso, a Hyderabad, nel sud dell’India, durante una manifestazione di studenti che si stanno battendo per ottenere la creazione dello Stato di Telangana. Lo studente S Yadagiri, alias Yadaiah, si è dato fuoco, gridando slogan a favore dello stato di Telangana. Secondo i medici, il diciannovenne ha subito ustioni di terzo grado sull’85% del suo corpo, tranne il viso, ed è in condizioni critiche.

Per la creazione dello Stato di Telangana
Per la creazione dello Stato di Telangana
Per la creazione dello Stato di Telangana
Per la creazione dello Stato di Telangana
Le manifestazioni degli studenti separatisti

Le manifestazioni degli studenti separatisti
Le manifestazioni degli studenti separatisti
Le manifestazioni degli studenti separatisti
Le manifestazioni degli studenti separatisti
Le manifestazioni degli studenti separatisti


Il movimento per uno stato separato di Telangana esiste da circa 50 anni e chiede che il nuovo Stato venga creato sottraendo allo Stato dell’Andhra Pradesh, uno dei 28 Stati indiani, il controllo dei suoi 10 distretti settentrionali.

Promessa dal Governo centrale nel dicembre scorso, la nascita dello Stato di Telangana - tra le regioni più povere ed economicamente arretrate dell’India - non è ancora andata in porto perché, secondo il Governo, sono necessarie ulteriori consultazioni.

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  • Lunedì 22 Febbraio 2010

Obama riceve il Dalai Lama. E la Cina protesta

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  • Tags: Barack Obama, Casa Bianca, Cina, Dalai Lama, mondo, USA, Washington
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L'unica foto ufficiale dell'incontro, diffusa dalla Casa Bianca

L'unica foto ufficiale dell'incontro, diffusa dalla Casa Bianca (Official White House Photo by Pete Souza)

(ANSA) - Sfidando la rabbia e le minacce della Cina, il presidente Barack Obama ha ricevuto ieri alla Casa Bianca il Dalai Lama, esprimendo durante l’incontro il suo ”forte sostegno” per il rispetto dei diritti umani dei tibetani in Cina e  ”per la protezione della identità religiosa, culturale e linguistica del Tibet.

L’unica foto ufficiale dell’incontro, diffuda dalla Casa Bianca
Il 14esimo Dalai Lama salutato da dei sostenitori all’arrivo al suo Hotel di Washington, il giorno prima dell’incontro con Obama
Il Dalai Lama, che nel 1989 ha avuto il premio Nobel per la Pace, è stato ricevuto da tutti i presidenti americani che si sono succeduti alla Casa Bianca dal 1991, quando era in carica George Walker Bush, il padre del predecessore di Barack Obama
Esponenti della comunità tibetana in esilio negli USA rende omaggio al Dalai Lama all’esterno dell’hotel che lo ospita
Le lacrime di una donna tibetana

Le lacrime di un tibetano in esilio dopo il saluto al suo leader spirituale
Il leader spirituale tibetano all’uscita dalla Casa Bianca, dopo un incontro col presidente USA durato 45 minuti
Il colloquio con Obama si è in centrato sulla necessità di promuovere la pace, i valori umani e l’armonia religiosa
La Cina ha accusato gli USA di aver ”grossolanamente violato le norme che regolano le relazioni internazionali”, ricevendo il leader tibetano, che Pechino considera un pericoloso secessionista
La dichiarazione della Casa Bianca afferma che Obama e il Dalai Lama hanno concordato ‘’sulla importanza di un rapporto positivo e di cooperazione tra Stati Uniti e Cina”

Il Dalai Lama ha detto di avere espresso ad Obama la sua ammirazione per gli Stati Uniti come paladini della ”democrazia, della libertà e dei valori umani”
La notizia del’incontro sulle prime pagine dei quotidiani di Taiwan
Durante la manifestazione, gli attivisti tibetani hanno cantato e sventolato bandiere americane e tibetane
Tsewang Lhamo, 71, prende parte alla manifestazione davanti alla Casa Bianca, nel parco innevato di Lafayette Square, organizzata in occasione dell’incontro
Danze tradizionali tibetane fuori dalla Casa Bianca


Nonostante la Casa Bianca abbia ripetuto più volte che Obama avrebbe ricevuto il Dalai Lama come un esponente spirituale e non come un leader nazionale, e nonostante abbia cercato di dare all’incontro tra i due Nobel per la Pace un formato di basso profilo sotto l’aspetto simbolico e dell’impatto mediatico, la Cina ha subito reagito affermando di essere ”fortemente insoddisfatta” per l’incontro che, secondo Pechino, costituisce una violazione dell’impegno Usa a non sostenere l’indipendenza del Tibet.

La Cina ha presentato una ”formale protesta” al governo di Washigton, espressa all’ambasciatore americano a Pechino, convocato per l’ occasione al ministero degli esteri.

Nonostante la durezza usata dalla Cina, gli osservatori sono concordi nel ritenere che l’ incontro non porterà ad un danno permanente nelle relazioni tra i due Paesi. I due Paesi hanno scambi commerciali annuali del valore 355 miliardi di dollari, e la Cina è il secondo detentore del mondo di titoli di debito del governo di Washington.

Il Dalai Lama, che nel 1989 ha avuto il premio Nobel per la Pace, è stato ricevuto da tutti i presidenti americani che si sono succeduti alla Casa Bianca dal 1991, quando era in carica George Walker Bush, il padre del predecessore di Barack Obama.

Per celebrare l’incontro un gruppo di espatriati tibetani ha organizzato una manifestazione davanti alla Casa Bianca, nel parco innevato di Lafayette Square. Gli attivisti tibetani hanno cantato e sventolato bandiere americane e tibetane.

Barack Obama sfida Pechino, ma non troppo. Basso profilo per l’incontro con il Dalai Lama di Michele Zurleni

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  • Venerdì 19 Febbraio 2010

Il Kosovo festeggia il secondo anno di indipendenza dalla Serbia

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  • Tags: anniversario indipendenza, Kosovo, mondo, Serbia
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Mitrovica

(Foto Ansa/EPA/KUSTHRIM TERNAVA)

Il Kosovo celebra oggi il secondo anniversario dalla dichiarazione di indipendenza dalla Serbia, avvenuta il 17 febbraio 2008.
Sono sessantacinque finora i Paesi che l’hanno riconosciuta, fra essi gli Stati Uniti e ventidue dei ventisette paesi dell’Unione Europea, compresa l’Italia. Non l’hanno riconosciuta Spagna, Grecia, Romania, Cipro e Slovacchia.

Proprio lo scarso numero di riconoscimenti internazionali spinge la Serbia a considerare la partita ancora da giocare, dichiarandosi pronta fare “tutto il possibile per la riapertura dei negoziati sullo status” della sua ex provincia. Questa la posizione ufficiale di Belgrado, ribadita in un’intervista al quotidiano Danas dal ministro degli Esteri, Vuk Jeremic.

Mitrovica
Mitrovica
Pristina
Pristina
Mitrovica

A Pristina tra bandiere kosovare
Bandiere albanesi
Bandiera albanese e bandiera americana
Pristina
Pristina


  • redazione
  • Mercoledì 17 Febbraio 2010

Valanghe in Afghanistan. Almeno 60 morti sotto la neve

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  • Tags: Afghanistan, maltempo, mondo, neve, valanghe
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Sette valanghe sono cadute nelle ultime ore sulla statale che collega Kabul con il nord dell'Afghanistan attraverso il passo di Salang

(EPA/S. SABAWOON)

(ANSA) - Sette valanghe sono cadute nelle ultime ore sulla statale che collega Kabul con il nord dell’Afghanistan attraverso il passo di Salang, che attraversa la catena montagnosa dell’Hindu Kush, bloccando almeno 350 veicoli e provocando la morte per freddo o per inalazioni di ossido di carbonio, di decine di persone. Almeno 1.000 persone, invece, sono state prelevate dai soccorritori e trasportate negli ospedali della zona o nei centri abitati.

Un medico dell’ospedale della provincia di Parwan ha detto all’ANSA che solo nella sua struttura vi sono undici morti e 40 feriti. Lo stesso medico ha però detto di avere avuto notizia che i morti potrebbero essere un centinaio, e i feriti 500. Secondo l’agenzia di stampa afghana Pajhwok, i morti sarebbero per il momento 60.

Sette valanghe sono cadute nelle ultime ore sulla statale che collega Kabul con il nord dell’Afghanistan attraverso il passo di Salang
Almeno 350 veicoli sono rimasti bloccati sotto la neve
Per il freddo o per inalazioni di ossido di carbonio sono morte decine di persone
Le valanghe, frutto di recenti intense nevicate, hanno bloccato il traffico sulla statale nel tratto da Kabul verso il tunnel Salang
Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto per assistere i passeggeri in difficoltà ed estrarre le vittime dalle auto.

Il ministero della Difesa ha mobilitato 600 soldati che insieme a poliziotti e vigili del fuoco sono riusciti a portare in salvo 1500 persone
Secondo l’agenzia di stampa afghana Pajhwok, i morti sarebbero per il momento 60
Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto
La situazione si è fatta particolarmente drammatica fuori e dentro il tunnel costruito nel 1964 dai sovietici a 3.400 metri di quota. Qui centinaia di auto e autocarri sono rimasti bloccati.
Nel pomeriggio sono giunti anche alcuni elicotteri della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) che hanno trasportato le persone in condizioni più gravi a Kabul


Le valanghe, frutto di recenti intense nevicate, hanno bloccato il traffico sulla statale nel tratto da Kabul verso il tunnel Salang, che non è rimasto bloccato. Le auto ed i camion però, non hanno potuto continuare il loro viaggio verso il nord, né tornare indietro.

Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto per assistere i passeggeri in difficoltà ed estrarre le vittime dalle auto. Nel pomeriggio sono giunti anche alcuni elicotteri della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) che hanno trasportato le persone in condizioni più gravi a Kabul.

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  • Martedì 9 Febbraio 2010

Costa Rica, Laura Chinchilla prima donna Presidente

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  • Tags: Costa Rica, elezioni, Laura Chinchilla, mondo, presidente
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Nel discorso da vincitrice ha promesso il dialogo con gli avversari ed impegno per sicurezza, educazione e salute

(EPA/Alejandro Bolívar)

(ANSA) - Una bella donna di 50 anni alla presidenza, in Costa Rica il potere diventa rosa: Laura Chinchilla ha vinto a man bassa le elezioni di ieri diventando la prima donna capo dello Stato del Costa Rica, dopo aver battuto due candidati maschi, uno di destra l’altro di centro-sinistra.

Politologa, master all’università di Georgetown, divorziata e un figlio, con una lunga carriera nelle stanze dei bottoni di San José, la Chinchilla ha ottenuto il 46,8% dei voti, molti di più di quanto indicassero i sondaggi e delle aspettative degli analisti, che prevedevano una sua vittoria solo di qualche punto sopra il 40% (barriera oltre il quale, secondo le norme elettorali locali, non è necessario andare al ballottaggio).

Nel discorso da vincitrice ha promesso il dialogo con gli avversari ed impegno per sicurezza, educazione e salute
Ha battuto due candidati maschi, uno di destra, l’altro di centro-sinistra.
Politologa, master all’università di Georgetown, divorziata e un figlio, con una lunga carriera politica alle spalle
Ha ottenuto il 46,8% dei voti, molti più di quanto indicassero sondaggi e analisti
Milita nel partito Liberacion Nacional (Pln), formazione socialdemocratica

Il Pln è anche il partito del presidente uscente, il premio Nobel per la pace, Oscar Arias
È stata Vicepresidente e Ministro della giustizia.
Le sue due sfide principali saranno l’economia e la lotta al narcotraffico
Subito dopo i primi risultati, i sostenitori di ‘Laura’ hanno iniziato a festeggiare in diversi quartieri della capitale, in particolare nell’area del ‘Parque Central’, dove alcuni militanti del Pln hanno organizzato una festa con musica e balli.
La nuova presidente ha chiarito che il suo governo avrà un’anima femminile

Nel Paese l’economia cresce a tassi troppo bassi e la povertà colpisce il 20% dei costaricani
Il Costa Rica vive ormai dagli anni ‘50 senza Forze armate
A differenza dei suoi vicini centroamericani, il Costa Rica è riuscito per decenni a stare alla larga da guerriglie e conflitti armati, mantenendo una sostanziale stabilità sia politica sia sociale
Otton Solis, il candidato sconfitto di centro-sinistra (25%)
Otto Guevara, il candidato di destra sconfitto (21%)


In questo modo, i quasi tre milioni di ticos (costaricani) chiamati a votare si sono affidati ancora una volta, e per altri quattro anni, al partito Liberacion Nacional (Pln), formazione socialdemocratica che in realtà - ha precisato la Chinchilla - punta ad ”un centro ideologico”. Il Pln è d’altra parte il partito del presidente uscente, il premio Nobel per la pace, Oscar Arias, con il quale la Chinchilla ha lavorato per anni in stretto coordinamento in veste di vicepresidente e ministro della giustizia.

Visto il risultato finale, ‘l’erede’ di Arias ha finito per stracciare i suoi due rivali più pericolosi, Otton Solis (di centro-sinistra), che era in rimonta e che ha in effetti avuto un lusinghiero 25%, e Otto Guevara (quasi il 21%), il quale a dispetto del cognome rappresenta la destra piu’ dura del Costa Rica. Subito dopo i primi risultati, i sostenitori di ‘Laura’ hanno iniziato a festeggiare in diversi quartieri della capitale, in particolare nell’area del ‘Parque Central’, dove alcuni militanti del Pln hanno organizzato una festa con musica e balli.

Senza nascondere la propria soddisfazione e indossando un scintillante tailleur, la sempre elegante Chinchilla ha festeggiato insieme ai suoi fan all’Hotel Crown Plaza della capitale. Prima di affrontare quelle che saranno le sue due sfide principali (l’economia e la lotta al narcotraffico), la nuova ‘presidenta’ ha chiarito che il suo sarà’ ”un governo con un’anima femminile, che punterà per esempio sull’attenzione ai bambini, le donne non sposate, la lotta al problema della violenza domestica”.

Anche se l’economia cresce a tassi troppo bassi e la povertà colpisce il 20% dei costaricani, la Chinchilla è preoccupata soprattutto per il fenomeno che ormai da anni attraversa in lungo e in largo tutto il continente latinoamericano, il narcotraffico: un vero incubo per un Paese come il Costa Rica, che vive ormai dagli anni ‘50 senza forze armate e che, a differenza dei suoi vicini centroamericani, è riuscito per decenni a stare alla larga da guerriglie e conflitti armati, mantenendo una sostanziale stabilità sia politica sia sociale.

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  • Martedì 9 Febbraio 2010

Nelson Mandela, 20 anni fa la liberazione

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  • Tags: anniversario, apartheid, cinema, Invictus, mondo, Morgan Freeman, Nelson Mandela, Sudafrica
  • 3 commenti
2008 | 2006

(EPA/JON HRUSA | EPA/KIM LUDBROOK)

L’11 febbraio del 1990 Nelson Mandela usciva dalla prigione Victor Verster di Città del Capo, dove aveva trascorso i 27 anni precedenti. Ad attenderlo presso il Municipio della città c’era una folla di oltre 50.000 sostenitori, pronti ad ascoltare le sue prime parole da uomo libero: “La nostra battaglia ha raggiunto un momento decisivo. La nostra marcia verso la libertà è irreversibile.” L’evento fu trasmesso in diretta dalle televisioni di tutto il mondo.

Condannato all’ergastolo nel giugno del 1964 per tradimento e sabotaggio, l’avvocato Nelson Mandela, attivista anti-apartheid, aveva scontato la maggior parte degli anni di detenzione nel carcere dell’isola Robben, situata di fronte a Cape Town. Durante gli anni ‘80 aveva rifiutato in più di un’occasione le proposte governative di rilascio anticipato, perché non intendeva accettare le condizioni impostegli per ottenere la libertà.
Il 2 febbraio 1990 il Presidente sudafricano F.W. de Klerk, dopo lunghe negoziazioni con Mandela, fece retromarcia rispetto alla messa al bando dell’African National Congress (ANC) e delle altre organizzazioni anti-apartheid, annunciando che Mandela sarebbe stato liberato a breve.
In Sudafrica quello fu l’inizio dell’era di apertura post-apartheid, nella quale Mandela diventerà il primo Presidente nero del Sudafrica, ricoprendo questo incarico dal 1994 al 1999. Nel 1993 riceverà il Premio Nobel per la Pace assieme a Frederik Willem de Klerk.

L’ex presidente sudafricano in due immagini recenti
12 luglio 2008, il 90° compleanno
Con il presidente suo predecessore De Klerk
16 aprile 1990, Nelson e Winnie Mandela
27 marzo 1998: in visita nel carcere di Robben Island con Bill Clinton

14/05/2004, l’annuncio: in Sudafrica i mondiali di calcio 2010
17 febbraio 2005, Mandela protagonista di un’iniziativa benefica in favore dei malati di Aids
Una foto del 2008 presso la Nelson Mandela Foundation
Promotore di una conferenza sull’AIDS a Londra
Morgan Freeman nel ruolo di Mandela, in una scena del film Invictus, di Clint Eastwood

Morgan Freeman nel ruolo di Mandela, in una scena del film Invictus, di Clint Eastwood
Morgan Freeman e Matt Damon in una scena del film Invictus, di Clint Eastwood
Una scena del film Invictus di Clint Eastwood
Morgan Freeman e Clint Eastwood sul set del film Invictus
Morgan Freeman


In coincidenza con questo ventesimo anniversario, esce nelle sale di tutto il mondo Invictus, l’ultimo film di Clint Eastwood, dedicato proprio alla figura del leader sudafricano e tratto dal libro Ama il tuo nemico di John Carlin (Sperling & Kupfer). In Italia il film sarà nelle sale il 24 febbraio.

Il film racconta come il neo-presidente Mandela seppe sfruttare politicamente negli anni Novanta l’amore per il rugby del suo Paese per una sorta di pacificazione tra bianchi e neri. E questo grazie a una sorta di patto d’acciaio con il capitano della squadra di rugby Francois Pienaar (Matt Damon). Una cosa che portò poi il Sudafrica alla straordinaria vittoria nel 1995 al Campionato del mondo, momento chiave della pacificazione di questo Paese diviso da antichi odi razziali e voglia di rivalsa.

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  • Giovedì 4 Febbraio 2010

Al via il carnevale di Montevideo

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  • Tags: candombe, carnevale, mondo, Montevideo, Uruguay
  • 2 commenti
Una danzatrice candombe, un ritmo afro-uruguaiano

Una danzatrice candombe, un ritmo afro-uruguaiano (AP Photo/Matilde Campodonico)

Sono iniziati oggi a Montevideo, capitale dell’Uruguay, i festeggiamenti e le parate che animeranno i prossimi 44 giorni, per tutta la durata  del carnevale più importante del Sudamerica,  con sfilate di carri allegorici e maschere tradizionali.

44 giorni di sfilate e manifestazioni
44 giorni di sfilate e manifestazioni
44 giorni di sfilate e manifestazioni
44 giorni di sfilate e manifestazioni
44 giorni di sfilate e manifestazioni

Una danzatrice candombe, un ritmo afro-uruguaiano

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  • Venerdì 29 Gennaio 2010

Inondanzione a Machu Picchu, l’evacuazione dei turisti

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  • Tags: inondazioni, Machu Picchu, mondo, Perù, piogge
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Via dalle rovine Inca

(AP Photo/Martin Mejia)

Sono “poco meno di una trentina” gli italiani rimasti bloccati nel villaggio di Machu Picchu, a causa delle inondazioni e delle frane che hanno colpito la zona andina turistica del Perù. Lo ha riferito la Farnesina, aggiungendo che i nostri connazionali stanno bene, sono seguiti dall’ambasciata italiana a Lima e stanno alloggiando negli hotel del villaggio. Intanto continuano, seppur a rilento, le operazioni di evacuazione.
I governi dei Paesi latinoamericani hanno messo a disposizione dei mezzi aerei. La presidenza spagnola dell’Unione Europea sta cercando di organizzare una operazione di soccorso analoga per riportare in patria i cittadini comunitari. (AGI)

Via dalle rovine Inca
Cuzco
Cuzco
Cuzco
Cuzco

Cuzco
Via dalle rovine Inca
Via dalle rovine Inca
Via dalle rovine Inca
Via dalle rovine Inca


  • redazione
  • Giovedì 28 Gennaio 2010

Presidenziali in Ucraina, la corsa di Yulia Timoshenko

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  • Tags: campagna elettorale, elezioni, mondo, reportage, Ucraina, Viktor Yanukovich, Yulia Timoshenko
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Fiori dai sostenitori, a Vasylivka

Fiori dai sostenitori, a Vasylivka (AP Photo/Alexander Prokopenko)



Il prossimo 17 gennaio gli elettori ucraini saranno chiamati alle urne per eleggere il Presidente della Repubblica. Probabilmente la partita non si chiuderà nella giornata di domenica, ma con il ballottaggio del 7 febbraio.
Tra i 18 candidati che concorrono a ricoprire la carica più alta della Repubblica - è in corsa anche il Presidente attuale Viktor Yushchenko, eletto il 26 dicembre 2004 - i due con maggiori possibilità di successo sono Viktor Yanukovich, leader del fronte filo-russo (che i sondaggi accreditano tra il 34 e il 42 per cento dei consensi) e l’attuale premier Yulia Tymoshenko, già appassionata protagonista della rivoluzione arancione (tra il 19 e il 22 per cento).
In questa galleria fotografica, alcune immagini della campagna elettorale di Yulia Timoshenko.

Fiori dai sostenitori, a Vasylivka
Saluti ai sostenitori, a Vasylivka
Saluti ai sostenitori, a Volodymyr-Volynskiy
Celebrazioni del Natale Ortodosso, a Brovary
Manifesti elettorali nella capitale Kiev

Celebrazioni del Natale Ortodosso, a Brovary
Saluti ai sostenitori, a Volodymyr-Volynskiy
Comizio a Volodymyr-Volynskiy
Il comizio a Volodymyr-Volynskiy
L’arrivo a Volodymyr-Volynskiy Kiev | Un manifesto elettorale


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  • Mercoledì 13 Gennaio 2010

Egitto, nuove tombe: piramidi non costruite da schiavi

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  • Tags: Cheope, Egitto, Giza, Il Cairo, mondo, Piramidi, reportage, schiavi
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Giza

Giza

Contrariamente a quanto riferito da Erodoto e dalla Bibbia le grandi piramidi di Giza non furono costruite da schiavi ma da uomini liberi. La sorprendente scoperta è dovuta all’individuazione di un’altra necropoli nelle immediate vicinanze delle tombe dei faraoni destinata ad ospitare coloro che avevano lavorato all’edificazione delle piramidi.

Giza
Giza
Giza
Giza
Giza

Giza
Giza
Giza

Il fatto che “queste tombe costruite accanto alle piramidi dei re (tra quella di Cheope e quella di Chefren) indica che queste persone non potevano essere in alcun modo degli schiavi”, ha spiegato Zahi Hawass, il sovrintendente capo delle Antichità egiziane. Le prime sepolture di operai vennero scoperte negli anni ‘90.

Nel sito portato alla luce ora sono state ritrovate delle iscrizioni in cui gli operai si definiscono “amici di Cheope”, un ulteriore elemento per Hawass per avvalorare l’ipotesi che non si trattasse di schiavi. L’altra grande novità è che gli operai erano 10.000, un decimo di quelli indicati da Erodoto. Alla stima si è giunti grazie al ritrovamento del resoconto della fornitura giornaliera di cibo per i lavoratori: i contadini del delta del Nilo, in cambio dell’esenzione dalle tasse, inviavano ogni giorno 21 bufali e 23 pecore al campo. (Agi)

  • redazione
  • Lunedì 11 Gennaio 2010

Giappone, scimmie delle nevi alle terme

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  • Tags: Giappone, Hotsprings, Jigokudani, Macaca fuscata, macachi giapponesi, mondo, scimmie delle nevi
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Jigokudani

Jigokudani

In provincia di Nagano, Giappone centrale, a temperature sotto lo zero, i macachi giapponesi (Macaca fuscata), anche detti Scimmie della neve, sono a mollo al calduccio sul monte Hotsprings a Jigokudani (Hell’s Valley).

I macachi giapponesi vivono liberamente in questa aerea coperta di neve per un terzo dell’anno. Jigokudani è l’unico posto conosciuto al mondo in cui le scimmie fanno il bagno in sorgenti calde naturali. Solitamente scendono dalle montagne dove passano la notte e si immergono in acqua durante il giorno.
Le scimmie possono essere viste in diretta su Internet.
(Foto Ansa: EPA/Everett Kennedy Brown)

Jigokudani
Jigokudani
Jigokudani
Jigokudani
Jigokudani

Jigokudani
Jigokudani

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  • Giovedì 7 Gennaio 2010

Usa, trovata morta a 30 anni erede Johnson & Johnson

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  • Tags: Casey Johnson, Johnson & Johnson, mondo, morte, Tila Tequila
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Casey Johnson e Tila Tequila

Casey Johnson e Tila Tequila

Casey Johnson, 30 anni, erede del gruppo Johnson & Johnson, con trascorsi di eccessi di alcol e droga, è stata trovata morta lunedì nella sua casa di Los Angeles. Secondo le autorità Casey sarebbe deceduta per cause naturali, ma si attendono i risultati delle analisi tossicologiche per escludere un decesso per overdose. A dare la notizia - via Twitter - è stata la sua fidanzata Tila Tequila.

Casey Johnson, diabetica, era la figlia del magnate newyorkese Wood Johnson, fondatore del gruppo e proprietario della squadra di football dei New York Jets. Secondo quanto riferito dal sito Tmz la morte della donna potrebbe anche risalire “ad alcuni giorni fa”.

Casey Johnson e Tila Tequila
Casey Johnson
Casey Johnson
Casey Johnson
Casey Johnson


  • redazione
  • Martedì 5 Gennaio 2010

Burj Dubai, in 819 metri il grattacielo più alto al mondo

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  • Tags: Burj Dubai, grattacielo, mondo, reportage, torre di Dubai
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Emirati Arabi

Emirati Arabi

Immaginate la Torre Eiffel, più l’Empire State Building e due torri di Pisa. La loro somma in altezza raggiunge, centimetro più, centimetro meno, gli 819 metri, ancora ufficiosi, del Burj Dubai, il nuovissimo grattacielo della capitale degli Emirati arabi, l’edificio più alto del mondo, che verrà inaugurato oggi.

Il colosso e la sua ombra
Emirati Arabi
Piattaforma di osservazione
Vista dal 124° piano
Una lunga ombra

Viste
Emirati Arabi

Ma la “Torre di Dubai”, realizzata dalll’Emaar Properties, ha polverizzato altri record: è la costruzione con il maggior numero di piani (più di 160) e ospita la piattaforma di osservazione più elevata mai realizzata (124mo piano). La torre di metallo e vetro, i cui lavori sono iniziati nel settembre di sei anni fa, sarà inaugurata dall’emiro Mohammad ben Rachid Al-Maktoum, tra alte misure di sicurezza.
Il costo iniziale stimato era di un miliardo di dollari, ma alla fine si è arrivati a spendere oltre 4 miliardi di Usd. Il grattacielo, oltre ad ospitare appartamenti di lusso e uffici, avrà anche un hotel cinque stelle, 18 piani, griffato Giorgio Armani. (Ap)

  • redazione
  • Lunedì 4 Gennaio 2010

Allarme a Newark, aeroporto chiuso per ore

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  • Tags: aeroporto, mondo, Newark, terrorismo, voli Usa
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Passeggeri in attesa

Passeggeri in attesa

Dopo lunghe ore di caos, sono ripresi i voli al terminal C dell’aeroporto di Newark, grande città del New Jersey vicina a New York City. Lo scalo - uno dei due maggiori della città - è rimasto chiuso per quasi sette ore ore a causa di un allarme sicurezza scattato dopo che un uomo è stato avvistato su un percorso vietato al pubblico fra la zona “sicura” oltre i controlli di sicurezza e la zona di accesso al pubblico.

Passeggeri in attesa
Passeggeri in attesa
Passeggeri in attesa
Passeggeri in attesa
Passeggeri in attesa

Passeggeri in attesa

L’uomo, non identificato, avrebbe scavalcato delle barriere di sicurezza. Non sarebbe un dipendente dello scalo. L’allarme che è scattato ha obbligato il personale del terminal C prima a fermare i controlli di sicurezza con ovvio intasamento, poi addirittura riconvocare i passeggeri già ai cancelli di imbarco e procedere di nuovo allo screening di tutti. I voli sono stati interrotti.
L’uomo però non è stato trovato.

L’allarme è scattato quando a New York erano circa le 17.30. le autorità aeroportuali hanno analizzato a lungo i video delle telecamere di sorveglianza alla ricerca del misterioso personaggio.
L’autorità portuale di Newark annuncia che tutti i passeggeri bloccati dovrebbero ormai essere in volo. Ma per oltre sei ore il trafficatissimo scalo non solo ha sospeso parte dei voli in uscita, ma ha dovuto deviare numerosi voli in arrivo perché i cancelli del terminal C non erano utilizzabili. (Apc)

  • redazione
  • Lunedì 4 Gennaio 2010

Iran, regime risponde con cortei pro-Ahmadinejad

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  • Tags: Ali Khamenei, Iran, mondo, Teheran
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Supporter governativi

Supporter governativi

A Teheran oggi i contro-dimostranti hanno intonato slogan favorevoli alla guida suprema della repubblica islamica, l’ayatollah Ali Khamenei, e ostili all’opposizione, alla quale hanno promesso “l’annientamento”. Chiedevano l’arresto e a volte l’esecuzione dei suoi leader, stando alle immagini diffuse in circuito dalle principali reti televisive di stato.

Supporter governativi
Slogan pro-governo
Slogan pro-governo
“Morte a Mousavi”
Supporter governativi

Supporter governativi
Supporter governativi
Poster di Ali Khamenei
Poster pro-Khamenei
Poster di Khamenei


Queste processioni sono state organizzate su appello delle autorità, ma anche delle amministrazioni, dei corpi ufficiali come i Guardiani della rivoluzione, delle scuole teologiche, di associazioni locali. Secondo l’opposizione, alcune grandi aziende hanno inoltre incoraggiato i loro dipendenti a partecipare a questi raduni, mettendo in alcuni casi a disposizione pullman per trasportarli.
I manifestanti dell’opposizione “si sono resi servi del nemico nell’illusione di destituire il regime islamico” e “il popolo intelligente dell’Iran islamico (…) di nuovo li rimetterà al loro posto” mobilitandosi in maniera massiccia, ha affermato il governo. (Apcom)

  • redazione
  • Mercoledì 30 Dicembre 2009

Iran, repressione a Teheran: oltre 15 morti

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  • Tags: Iran, Mahmoud Ahmadinejad, mondo, Moussavi, protesta, repressione, Teheran
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Alta tensione

Alta tensione

Caos in Iran dove la repressione non ferma la protesta anti-regime. Il giorno dopo le violenze più sanguinose dal giorno dell’elezione di Mahmoud Ahmadinejad alla guida della teocrazia islamica, la polizia ha fatto irruzione nell’ufficio dell’ex residente riformista, Mohammad Khatami. Intanto, il regime ha ammesso che domenica, durante la manifestazione di protesta sorta in occasione dell’Ashura, ci sono stati 15 morti negli scontri a Teheran: “più di dieci”, secondo il ministero dei servizi segreti, appartenenti “ai gruppi controrivoluzionari”; gli altri cinque, si legge nel sito web della televisione pubblica, uccisi “da gruppi terroristici”. Ma il bilancio è ancora incerto.

Alta tensione
Probabili nuovi scontri
Oggi funerali nipote Moussavi
Un poster di Mousavi
Polizia anti-sommossa

Dimostrante col segno di vittoria
Lancio di pietre e fiamme
Poliziotto in sangue
Dimostrante ferito
Corpo morto

Polizia anti-sommossa
Fiamme e lanci di pietre
A facce coperte
Poliziotto con sciarpa verde
Bandiera verde

Calci e pugni
Dimostranti col segno di vittoria
Stivali di poliziotti in aria
Dimostranti contro Ahmadinejad
Moto in fiamme


Secondo Press Tv, il canale pubblico iraniano, nelle proteste sono morte 8 persone: con un sommario dato come “breaking news”, l’emittente in lingua inglese ha riferito il bilancio attribuendolo al Supremo Consiglio della Sicurezza Nazionale, senza dare ulteriore particolari.
Intanto il regime stringe la morsa attorno all’opposizione.
All’alba è stata arrestata una delle voci critiche del regime, Ebrahim Yazdi, che era stato vice-premier e ministro degli Esteri nel primo governo dopo la rivoluzione del 1979. Fermato anche un difensore dei diritti civili, Emad Baghi. Secondo un altro sito dell’opposizione, sono stati arrestati anche l’ex ministro Morteza Haji e (Hasan) Rasooli, rispettivamente segretario e vice della fondazione Baran, l’organizzazione non governativa che fa capo a Khatami. Fermati nelle ultime ore anche il più stretto collaboratore di Moussavi, Alireza Beheshti, insieme a (Ghorban) Behzadian-Nejad e (Mohammad) Bagherian, tutti vicini al leader dell’onda verde.

Adesso si temono nuovi scontri: la polizia ha usato i gas lacrimogeni per disperdere i sostenitori di Moussavi, che si radunati all’esterno dell’ospedale Ebn-e Sina dove era stata portata la salma del nipote, ucciso domenica nel corso delle proteste. Ma sulla salma del giovane, è giallo: secondo la famiglia, la salma di Seyed Ali Moussavi e stato trasferita dall’ospedale e portata in una località sconosciuta. (Agi)

  • redazione
  • Lunedì 28 Dicembre 2009

Città del Messico legalizza il matrimonio omosessuale

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  • Tags: Città del Messico, gay, LGBT, Matrimonio, mondo, omosessuali
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Mexico Gay Marriage

(AP Photo/Alexandre Meneghini)

Città del Messico è da ieri la prima città dell’America Latina ad aver approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso: è il risultato di una serie di cambiamenti nel codice civile approvato dall’Assemblea legislativa della megalopoli latino-americana.
Con 39 voti a favore, 20 contro e 5 astensioni, la ‘Asemblea legislativa’ della capitale ha dato via libera alle modifiche nella normativa, dopo quanto deciso nel 2007, quando la stessa assemblea approvò le unioni civili tra persone dello stesso sesso.
Nel mondo, solo alcun Paesi (Belgio, Canada, Spagna, Norvegia, Sudafrica, Svezia e Olanda) permettono i matrimoni omosessuali, oltre che alcune città degli Stati Uniti.
I cambiamenti approvati oggi devono ancora avere il via libera dell’esecutivo della città e non contemplano d’altra parte l’adozione di figli da parte di coppie dello stesso sesso, aggiungono i media, sottolineando la forte opposizione a quanto deciso dai legislatori da parte della Chiesa cattolica messicana.

Da ieri è la prima città dell’America Latina ad aver approvato il matrimonio tra persone dello stesso sesso: è il risultato di una serie di cambiamenti nel codice civile approvate dall’Assemblea legislativa della megalopoli latino-americana.
Con 39 voti a favore, 20 contro e 5 astensioni, la ‘Asemblea legislativa’ della capitale ha dato via libera alle modifiche nella normativa
Già nel 2007, la stessa assemblea approvò le unioni civili tra persone dello stesso sesso.
Nel mondo, solo alcun Paesi (Belgio, Canada, Spagna, Norvegia, Sudafrica, Svezia e Olanda) permettono i matrimoni omosessuali, oltre che alcune città degli Stati Uniti.
I cambiamenti approvati ieri devono ancora avere il via libera dell’esecutivo della città

Le norme adottate non contemplano l’adozione di figli da parte di coppie dello stesso sesso
I media hanno sottolineato la forte opposizione da parte della Chiesa cattolica messicana a quanto deciso dai legislatori

Commentando il voto di oggi, il promotore dell’iniziativa, il deputato David Razù, ha precisato che ”ogni uomo e donna ha diritto di sposarsi liberamente, senza alcuna restrizione sulla base del proprio orientamento sessuale”. ”Per molti secoli - ha aggiunto - leggi ingiuste hanno proibito i matrimoni tra bianchi e neri, o tra indios ed europei. Ora tutte queste barriere non ci sono piu’, e rimane in piedi un unico ostacolo: proprio quello contro il quale abbiamo votato oggi”.
Del tema di matrimoni tra omosessuali si è parlato negli ultimi giorni anche in un’altra grande capitale latinoamericana, Buenos Aires, dove lo scorso primo dicembre erano in programma quelle che sarebbero state le prime nozze gay dell’intero continente. La cerimonia tra Alex Freyre e José Maria Di Bello è però saltata all’ultimo momento, dopo l’intervento della magistratura locale, che ha accolto il ricorso di un privato cittadino.
In questi ultimi giorni, gli attivisti gay hanno lanciato in Argentina una campagna proprio per superare gli ostacoli posti dalla giustizia, e permettere cosi’ il matrimonio tra omosessuali. (ANSA)

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  • Martedì 22 Dicembre 2009

La Romania festeggia 20 anni senza Ceausescu

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  • Tags: comunismo, mondo, Nicolae Ceausescu, Romania
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Timisoara

Timisoara

La Romania celebra i 20 anni dalla rivolta anti-comunista che demolì il regime di Nicolae Ceausescu.
Stamani a Bucarest centinaia di persone si sono riunite al cimitero degli Eroi per ricordare le 564 vittime uccise durante gli scontri con le forze dell’ordine del regime il 21 dicembre 1989. Quel giorno Ceasescu aveva indetto una manifestazione di piazza e aveva promesso pensioni più alte e un welfare migliore. Ma accadde un fatto impensabile fino a allora: i lavoratori fischiarono il dittatore e gridarono slogan ostili, costringendolo a fuggire in elicottero. Le forze di Sicurezza e l’Esercito spararono sulla folla, uccidendo centinaia di dimostranti disarmati. Ceausescu, insieme alla moglie Elena, fu catturato e giustiziato, dopo un processo sommario, il 25 dicembre, dopo quasi 25 anni di regime.

La testa di Lenin
Timisoara
Scornicesti, dove nacque il dittatore
Timisoara
Bucharest

Bucharest
Bucharest
Timisoara
Bucharest

Podari
Timisoara
Lenin a Mogosoaia Palace
Statua abbandonata di Lenin
Timisoara


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  • Lunedì 21 Dicembre 2009

Iran, funerali d’opposizione per Montazeri

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  • Tags: ayatollah, funerali, Hossein Ali Montazeri, Iran, mondo, opposizione, Qom
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(AP Photo)

(AP Photo)

“Centinaia di migliaia” di persone hanno partecipato, secondo l”opposizione anti-Ahmadinejad, ai funerali del grande ayatollah Hossein Ali Montazeri, aspro critico del regime iraniano. I funerali si sono svolti nella città santa di Qom, dove Montazeri viveva.

Il grande Ayatollah Hossein Ali Montazeri è morto il 20 dicembre a 87 anni
I siti riformisti stimano che ha partecipato nella città abbiano partecipato alla cerimonia
Ha preso parte alle esequie anche il capo dell’opposizione, Mir Hossein Mussavi
La salma è stata deposta nel mausoleo di Masumeh Zahra, sorella dell’ottavo Imam sciita, Reza, meta ogni anno di milioni di pellegrini
Ali Montazeri è stato un aspro critico del regime iraniano

Montazeri, teologo, è stato un difensore dei diritti umani e delle donne
Montazeri era considerato dai seguaci la più alta autorità vivente dell’Islam sciita in Iran
Dopo i funerali alcuni incidenti sono scoppiati tra le forze di sicurezza iraniane e gli oppositori

Le informazioni sul funerale sono arrivate in Occidente dai siti-web dell’opposizione, perché alla stampa straniera è stato vietato di presenziare alla cerimonia. Si sarebbero anche verificati scontri: secondo il sito Rahesabz.net, milizie di Ansar Hezbollah (letteralmente i seguaci di Dio), un’organizzazione paramilitare e vicina alla teocrazia islamica, si sono infiltrate nella folla che partecipava ai funerali e hanno tentato di “interrompere la cerimonia”: “Se ne sono andati dopo tafferugli con alcuni presenti”. Le esequie sarebbero terminate “con dimostrazioni e slogan anti-regime”.
L’agenzia ufficiale Irna, nel suo primo lancio sul funerale, non ha fornito cifre sui presenti e ha detto che il corteo fumebre è entrato “in maniera calma” nel santuario sciita dove la salma è stata tumulata.
Teologo e difensore dei diritti umani e delle donne, aspra voce critica del regime di Mahmoud Ahmadinejad, considerato dai seguaci la piu’ alta autorita’ vivente dell’Islam sciita in Iran, Montazeri è stato tumulato nella tomba di Masoumeh, un’altra figura sciita di spicco. (AGI)

Leggi anche: In morte dell’ayatollah Montazeri, il padre del movimento riformista iraniano di Farian Sabahi

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  • Lunedì 21 Dicembre 2009

Rubata targa Auschwitz “Lavoro rende liberi”

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  • Tags: Auschwitz, mondo, nazismo, targa
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Arbeit Macht Frei

Arbeit Macht Frei

18/12/2009 - Rubata nella notte ad Auschwitz la targa posta all’ingresso del campo di concentramento, “Arbeit Macht Frei”, “Il Lavoro rende liberi”. Lo ha reso noto la polizia polacca. È la prima volta che la targa con l’oltraggiosa scritta, realizzata dai prigionieri, viene sottratta dal posto in cui fu messa nei primi anni ‘40. Nel campo di concentramento non lontano da Varsavia morì circa un milione di persone, il 90 per cento dei quali ebrei. (AGI)

Arbeit Macht Frei
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Papa Benedetto XVI


  • redazione
  • Venerdì 18 Dicembre 2009
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