TGCOM News
Freddo e gelo, inizia il weekend più lungo Nevica su 1.300 km di autostrade Meteo - Nelle prossime ore il quadro dovrebbe peggiorare. A rischio la A14 Adriatica - Obbligo di catene, scuole e uffici pubblici chiusi, mezzi spazzaneve e spargisale in strada. E' scattato alle 6 di questa mattina il piano neve predisposto dal sindaco di Roma, in vista dell'ondata di gelo prevista

Panorama.it

Foto

  • Home
  • Edicola
  • Archivio
  • Login
  • Registrati
  • Annunci
  • Epoca
Feed Rss
  • Italia
  • Mondo
  • Economia
  • Cult
  • Hitech e Scienza
  • Panoramauto
  • Libri
  • Opinioni
  • Foto
  • Sport
  • Video
  • Newsletter
  • Mobile&Apps
  • Ultimora
  • Poker

Leggi tutte le notizie su:


mostra

Le donne che hanno fatto l’Italia

OkNotizie

Tweet

  • Tags: donne, mostra, Roma, storia, Vittoriano
  • Un commento
Emma Strada, la prima donna a laurearsi in ingegneria in Italia

Emma Strada, la prima donna a laurearsi in ingegneria in Italia (Ansa/Ufficio Stampa Vittoriano)

Dall’eroica Colomba Antonietti, morta armi in pugno mentre difendeva la Repubblica Romana, ad Emanuela Loi, uccisa nel 1992 a Palermo insieme con il giudice Paolo Borsellino - prima agente donna della Polizia di Stato a venire uccisa in servizio - nella strage di Via D’Amelio. Dalla passionale Rosalia Montmasson, unica donna ad imbarcarsi con i Mille, a Nilde Iotti, prima Presidente donna della Camera dei Deputati.

A poche settimane dalla chiusura delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, la mostra Le donne che hanno fatto l’Italia allestita al Vittoriano fino al 20 gennaio 2012 accende i riflettori su un lungo elenco di donne determinanti, che hanno avuto un ruolo centrale e da protagoniste nella storia del Paese, oltre ad essere state spesso anche madri, mogli e sorelle.

Emma Strada, la prima donna a laurearsi in ingegneria in Italia
Rina Monti, la prima donna professoressa universitaria, ordinario di zoologia
Maria Montessori
Ondina Petani, operaia e partigiana italiana, considerata la prima staffetta a servire i combattenti della lotta di liberazione
Palma Bucarelli, critica d’arte e storica dell’arte italiana

Emanuela Loi, la prima agente donna della Polizia di Stato a venire uccisa in servizio, nella strage di Via D’Amelio
La pagina di un giornale del 1946 che ritrae le 21 donne elette nell’Assemblea costituente
Una donna in abiti tradizionali
Una balia con un bambino
Un gruppo di femministe negli anni Settanta

Alunni di una classe elementare in posa con la loro maestra
Le operaie di un’azienda al lavoro
Il femminile in due opere d’arte esposte al Vittoriano
Un dipinto di mondine al lavoro tra le opere esposte
Il ritratto di una donna tra le opere esposte


Rina Monti

Rina Monti, la prima donna professoressa universitaria, ordinario di zoologia

Un viaggio curioso e appassionante fra oggetti, documenti, fotografie, filmati opere d’arte che racconta una storia ”mai narrata in modo esplicito”, come ha riconosciuto nel corso della presentazione l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Fortissimamente voluta dal presidente del Comitato delle Celebrazioni, Giuliano Amato, la rassegna del Vittoriano è non  meno importante di tante altre che l’hanno preceduta, anzi: per Amato ”quella che più permetterà di ricordare queste celebrazioni come una svolta proficua rispetto alle letture che abbiamo ereditato della nostra storia”.

La storia dell’Italia fatta dalle donne attende ancora, in buona parte, di essere riconosciuta raccontata. A cominciare dagli esordi della storia patria: anche se proprio Garibaldi usava ripetere che ”L’influence de la femme dans la civilisation humaine est incontestable”, di fatto nei tanti Pantheon del Risorgimento le donne non entrarono mai, nemmeno le coraggiose che come Colomba Antonietti imbracciarono le armi o le tante che come Rosalia Montmasson difesero gli ideali a costo di perdere il marito (lei fu ripudiata da Francesco Crispi). Anche per questo la storia al femminile dei primi 150 anni d’Italia è molto una storia di battaglie, reali o ideali, di volti fieri e seri come quello di Emma Strada, la prima a laurearsi in ingegneria, nel 1908.

GALLERY > L’altra metà dell’Unità, le donne del Risorgimento in mostra

La pagina di un giornale del 1946 che ritrae le 21 donne elette nell'Assemblea costituente

La pagina di un giornale del 1946 che ritrae le 21 donne elette nell'Assemblea costituente

”Nessuno ci ha regalato niente”, ha puntualizzato Miriam Mafai, curatrice di due sezioni della rassegna, dedicate rispettivamente alle “Protagoniste” e alle “Prime”, attraverso cui ricorda l’impegno delle tante che nell’Italia liberale si batterono per il diritto di voto, da Anna Maria Mozzoni ad Anna Kuliscioff, da Linda Malnati a Maria Montessori. E poi le costituenti, 21 in tutto, le cinque che fecero parte della commissione cui venne affidata la stesura della Costituzione (le comuniste Nilde Iotti e Teresa Noce, le democristiane Maria Federici e Angela Gotelli, la socialista Lina Merlin).

Gli altri curatori della mostra sono gli storici Marco Pizzo ed Emanuele Martinez per la parte risorgimentale e Lea Mattarella per la sezione Donne dell’Arte. La mostra raccoglie splendide opere di Daphne Maugham Casorati, Marisa Merz, Carol Rama, della fotografa Tina Modotti, di Carla Accardi, Giosetta Fioroni.” (ANSA)

  • photo_department
  • Giovedì 15 Dicembre 2011

Sicilia il viaggio: le foto di Walter Leonardi in mostra, da Milano a New York

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Milano, mostra, Sicilia, Walter Leonardi
  • 3 commenti
Pesca con il rizzaglio nello stagnone di Marsala (Trapani)

Pesca con il rizzaglio nello stagnone di Marsala (Walter Leonardi)

Un viaggio alla scoperta di una delle più belle regioni d’Italia, attraverso gli scatti del fotografo Walter Leonardi: la mostra Sicilia il Viaggio rende omaggio alla Sicilia e alle sue bellezze, da quelle  più note a quelle più recondite e sconosciute. Una Sicilia spettacolare, spesso inedita, fuori dai cliché, emblema della convivenza pacifica tra i popoli del mediterraneo e sede di un patrimonio storico, artistico, culturale e territoriale di straordinaria ricchezza.

Pesca con il rizzaglio nello stagnone di Marsala (Trapani)
Il duomo di San Giorgio a Ragusa
Abitazioni tipiche dell’Isola di Linosa (Agrigento)
L’isola di vulcano (Messina)
Il cratere principale dell’Etna (Catania)

Il castello normanno a Pietraperzia (Enna)
Il tempio di Giunone ad Agrigento
Veduta aerea di Cefalù (Palermo)
Il tempio di Segesta (Trapani)
Salinari al lavoro

Isola Lunga nello stagnone di marsala
Festa de lu Signuri di li fasci a pietraperzia (Enna)
La fontana pretoria di Palermo
Veduta aerea del tempio di Segesta
La campagna ennese con l’Etna sullo sfondo


Cento delle 194 fotografie a colori che compongono il volume Sicilia - pubblicato dalla casa editrice Genius Loci di Sandro Battistessa, con introduzione dello scrittore e archeologo Valerio Massimo Manfredi e testi di Gabriella De Fina - costituiscono l’esposizione open air che dal 14 settembre e fino al 4 ottobre prossimo è allestita a Milano in via Dante, piazza Cordusio e corso Vittorio Emanuele. Dopo Milano, l’esposizione farà tappa a New York, Mosca, negli Emirati Arabi, a Londra, Berlino e Parigi.

Veduta aerea di Cefalù (Palermo)

Veduta aerea di Cefalù (Palermo)

Il progetto del libro e della mostra hanno l’obiettivo di proiettare la Sicilia nel futuro; di contribuire a farla uscire dal suo millenario torpore, per diventare un vessillo del turismo italiano, del Made in Italy; di stimolare la crescita delle infrastrutture, attirando investitori stranieri e arricchendo, grazie al lavoro, una popolazione spesso martoriata da povertà e disoccupazione.

Il duomo di San Giorgio a Ragusa

Il duomo di San Giorgio a Ragusa (Walter Leonardi)

Della Sicilia ho sempre pervicacemente voluto cercare il bello, per immortalarlo nelle mie immagini affinché l’occhio di chi le guarda possa sapere quante meraviglie si celano dietro le sue grandi contraddizioni, dietro i suoi aspetti più oscuri. Esiste, infatti, in questa terra, una luce che nessuno potrà mai cancellare: quella dei suoi angoli meravigliosi e sconosciuti che sono lì da millenni per essere scoperti e ammirati. La Sicilia che presento in questa mostra, e nel volume che l’accompagna, è dunque una Sicilia fuori dai percorsi tradizionali e dai cliché; quella che amo, la ‘mia’ Sicilia.

Walter Leonardi

Abitazioni tipiche dell'Isola di Linosa (Agrigento)

Abitazioni tipiche dell'Isola di Linosa (Walter Leonardi)

  • photo_department
  • Lunedì 19 Settembre 2011

Figurine Panini, 50 anni di storia italiana in mostra

OkNotizie

Tweet

  • Tags: figurine, mostra, Panini
  • Lascia un commento
In mostra a Roma "Panini 1961-2011"

In mostra a Roma 50 anni di figurine Panini

Il binomio Panini e figurine non è legato solamente agli album dei calciatori che hanno accompagnato giochi e passioni sportive di generazioni di bambini in Italia e all’estero, ma sono anche ricordi di serie tv amate, di eventi storici, di una bella fetta di cultura italiana.
E ora, in occasione del 50° anniversario di fondazione della casa editrice modenese, la mostra “Panini 1961-2011. Una storia italiana“, in corso a Roma a Palazzo Incontro fino al 23 ottobre, offre la possibilità di scoprire alcuni degli aspetti meno noti di una vicenda familiare, imprenditoriale e culturale estremamente ricca e variegata.

In mostra a Roma “Panini 1961-2011″
Prima copertina di “Calciatori”, stagione 1961-62, con Nils Liedholm
La prima figurina realizzata per l’album “Calciatori” 1961-62
I fratelli Panini col testimonial Giacomo Agostini
Raccolta didattica del 1966 “La terra - Il pianeta su cui viviamo”

Album dedicato i personaggi della musica e dello spettacolo, 1968
Figurina della raccolta “Calciatori 1968-69″
Bustina dell’album “Mexico 70″ dedicato ai mondiali di calcio
Copertina dell’album “Mexico 70″ dedicato ai mondiali di calcio
Una caricatura del ciclista Eddy Merckx

La copertina dell’album per le Olimpiadi di Monaco 1972
Lo sceneggiato “Sandokan”, 1976
L’album della storia del West, 1976
“Heidi” è il primo cartoon giapponese, 1978
Album “Happy Days”, 1979


Nel 1961 le figurine Panini entrano in tutte le edicole italiane, esplorando i più svariati temi: la fiction televisiva, con Sandokan e Pinocchio di Comencini; i cartoni animati, con Heidi e Remi; le grandi manifestazioni sportive internazionali dalle Olimpiadi di Monaco del 72 ai mondiali di calcio del Sudafrica; le saghe hollywoodiane come Guerre Stellari e Harry Potter; fino ad arrivare alle raccolte di figurine didattiche che negli anni Sessanta e Settanta hanno rappresentato un importante ausilio per le ricerche scolastiche.

La mostra vuole ricordare le figurine Panini ma riserva un occhio di riguardo all’insieme di idee, passioni e tecnologie nato dalle intuizioni dei fondatori dell’azienda: uomini dinamici, figli del loro tempo – gli anni Sessanta del boom economico – dagli interessi poliedrici e multiformi.
Questa mostra è anche e soprattutto una celebrazione della nostra infanzia e della spensieratezza con cui tutti noi abbiamo aperto, almeno una volta nella vita, una bustina Panini sperando di trovare l’ultima magica figurina che ci serviva per completare l’album.

  • redazione
  • Lunedì 19 Settembre 2011

Il calendario Lavazza celebra 20 anni di grandi foto cercando nuovi talenti

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Calendario Lavazza, fotografia, mostra
  • Un commento
Calendario Lavazza 2011, Martine Franck e Richard Kalvar

Calendario Lavazza 2011, Martine Franck e Richard Kalvar

Esporre i propri scatti accanto a quelli di grandi fotografi come Helmut Newton, David LaChapelle, Elliott Erwitt, può diventare un sogno realizzabile per nuovi talenti della fotografia di tutto il mondo. L’opportunità è offerta da Lavazza, che è alla ricerca di freschi sguardi da mettere in mostra accanto ai maestri che hanno firmato i 20 anni del suo Calendario.
Lavazza promuove infatti un photo scouting in occasione del 20° anniversario del suo Calendario, per festeggiare una data importante coinvolgendo tutti gli appassionati dell’ottava arte.

Viaggio e Seduzione sono alcuni dei temi che Lavazza propone come fonte di ispirazione per il photo scouting: percorsi artistici ideali in cui cimentarsi in totale libertà, dove Passione, Follia, Ispirazione e Sperimentazione fotografica trovano, attraverso le immagini, la loro massima espressione, proprio come da 20 anni accade nei Calendari Lavazza.
In questa gallery le foto che hanno distinto gli annuari artistici Lavazza.

Calendario Lavazza 2004, Thierry Le Gouès
Calendario Lavazza 2003, Jean-Baptiste Mondino
Calendario Lavazza 2002, David LaChapelle
Calendario Lavazza 2011, Martine Franck e Richard Kalvar
Calendario Lavazza 2000, Elliott Erwitt

Calendario Lavazza 1999, Magnum Photos
Calendario Lavazza 1998, Marino Parisotto
Calendario Lavazza 1997, Albert Watson
Calendario 1996, Ferdinando Scianna
Calendario Lavazza 1995, Ellen Von Unwerth


I fotografi e gli appassionati che raccoglieranno la sfida, potranno pubblicare, fino al 25 settembre, un massimo di 20 fotografie esclusivamente in formato Jpeg, direttamente sul sito http://20calendars.lavazza.com o tramite l’APP per iPhone/iPod Touch Lavazza 20 Calendars, dedicata al progetto e scaricabile gratuitamente da I-Tunes store. La grandezza massima delle foto è di 1200×1200 pixel.
A fine settembre una giuria d’eccellenza, che tra i componenti avrà Francesca Lavazza (Direttore Corporate Image del Gruppo Lavazza) e il fotografo Steve McCurry, autore di numerosi reportage di fama internazionale raccontati dalla recente personale a Milano, selezionerà tre foto tra tutte quelle postate sul sito: in palio per le tre immagini vincitrici l’esposizione in Triennale prevista in autunno, insieme alle foto che hanno caratterizzato 20 anni di fotografia d’autore attraverso il Calendario, incluse le immagini dell’edizione 2012 che saranno presentate all’inaugurazione della mostra.

Una straordinaria occasione che permetterà a tre nuovi talenti di affiancare in una mostra fotografi del calibro di Helmut Newton, Elliott Erwitt, Annie Leibovitz, Marino Parisotto, Ellen von Unwerth, David LaChapelle, i maestri della fotografia che, dal 1993 ad oggi, hanno contribuito a rendere celebre il Calendario Lavazza. La mostra in Triennale sarà curata dal designer Fabio Novembre e darà la possibilità di mostrare al pubblico tutte le immagini dei grandi autori che si sono cimentati nel corso degli anni nei Calendari Lavazza.

I tre fotografi vincitori avranno, inoltre, la possibilità di conoscere i fotografi dei Calendari Lavazza partecipando alla serata di gala in onore del lancio del Calendario Lavazza 2012, che si svolgerà in Triennale il 12 ottobre 2011.

  • redazione
  • Lunedì 5 Settembre 2011

Mantova, Il dubbio della bellezza nella fotografia del ‘900

OkNotizie

Tweet

  • Tags: arte, fotografia, Mantova, mostra, Pier Luigi Gibelli
  • Lascia un commento
Paola Pansini, Introspezione

Paola Pansini, Introspezione

Da Berenice Abbott a Piergiorgio Branzi, da Laurence Demaison a Gilbert Garcin, e poi Max Huber, Mario Lasalandra, Arno Rafael Minkkinen, Ferdinando Scianna, Arthur Tress e tanti altri ancora.

A Mantova fino al 31 luglio è possibile un viaggio nella fotografia del ‘900, dalle avanguardie al Neorealismo, dal Pop al Postmoderno. Circa 100 fotografie della collezione Gibelli compongono la mostra Il dubbio della bellezza, nelle sale delle Fruttiere a Palazzo Te.

Gianni Berengo Gardin, Polesine
Paola Pansini, Introspezione
Paul Horn, Senza titolo
Mario Lasalandra, San Francisco
Maurizio Galimberti, Doppio ritratto

Arthur Tress, Spinal tap
Martin Schoeller, Angelina Jolie
Denis Darzacq, La chute N°1
Luca Steiner, Autoritratto nel cerchione di una ruota di automobile, sono in viaggio vi ricordo sempre
Piergiorgio Branzi, Burano Piazza grande

Walter Hirsch, Senza titolo
Francesco Sprocatti, Brusa la vecia
Roberto Bianchi, Parigi
Giuseppe Mastromatteo, Triennale Bovisa
Roberto Kusterle, Difesa della luce

Dominique Laugé, Pitone albino
Mario Lasalandra, Gemelle
Patrick Taberna, Mèmoire morte
Ferdinando Scianna, Razze Catania

Pier Luigi Gibelli è collezionista da 15 anni ma prima di tutto è ricercatore ostinato dell’estetica, nel suo lavoro quotidiano da chirurgo, come nel suo coltivare l’arte della fotografia. La sua raccolta di opere fotografiche dà la sensazione di essere stata  organizzata seguendo l’anarchia del desiderio. Non pare esserci altra logica se non  quella di soddisfare il piacere estetico.

Ed ora ecco che questa raccolta si mostra alla città di Mantova, lasciando emergere la caratteristica fondamentale della ricerca fotografica nel Novecento, il suo continuo incrocio con altre discipline artistiche, fino alla scienza, il giornalismo, la pubblicità e il design.

“La fotografia è quella che mi da più piacere. Grazie alla molteplicità dei suoi significati le fotografie sono inviti inesauribili alla fantasia. In un periodo in cui l’invasione dei media rende tutto contemporaneo e ci illude che tutto sia stato scoperto, un dejà vu, la fotografia ha ancora il grande potere di farci stupire; permette di catturare il reale e al tempo stesso si appropria dell’immaginario. Annulla la distinzione tra realtà e sogno. Non a caso la fotografia è stata definita la più surrealista tra le arti mimetiche”.
(tratto dall’intervista realizzata al collezionista Pier Luigi Gibelli)

Gianni Berengo Gardin, Polesine

Gianni Berengo Gardin, Polesine

Nella mostra prevalgono immagini di ritratto e della natura, anche se i soggetti delle opere sono la forma del visibile: emerge spesso l’elemento primo del disegno, dell’ordine, della bellezza delle cose che si fermano di fronte alla macchina. Le proporzioni, l’armonia, l’eleganza delle apparenze sono sempre al centro dell’obiettivo dei fotografi. Questo è il filo rosso che accomuna la selezione di queste opere realizzata da Denis Curti, curatore della mostra.

Il dubbio della bellezza è inserita nel programma di “Mantova Creativa“, appuntamento estivo della città, che per il mese di luglio, ogni giovedì propone incontri, talk, portfolio night e proiezioni legati al mondo della fotografia.

Paul Horn, Senza titolo

Paul Horn, Senza titolo

  • simona.santoni
  • Lunedì 4 Luglio 2011

Ombre di guerra in mostra a Parigi: l’iconografia del dolore

OkNotizie

Tweet

  • Tags: fotografia, guerra, mostra, Ombre di guerra, Parigi
  • Lascia un commento
L'incendio dei pozzi petroliferi. Abadan, Iran, 1980

L'incendio dei pozzi petroliferi. Abadan, Iran, 1980 (© Henri Bureau/Sygma)

Novanta grandi icone della fotografia internazionale riunite per offrire al pubblico una meditazione ragionata sul significato e il potere simbolico delle immagini. E per stimolare reazioni e richiamare l’attenzione sulla follia della guerra, in un percorso visivo doloroso.
Questo è Ombre di guerra, la grande mostra che il 28 giugno viene inaugurata alla Maison Européenne de la Photographie di Parigi e sarà visibile fino al 25 settembre 2011.
A cura di Alessandra Mauro e Denis Curti per Contrasto, è proposta dalla Fondazione Veronesi in collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie nell’ambito delle iniziative legate alla terza Conferenza internazionale Science for Peace (che si terrà a Milano, il 19 e il 20 novembre 2011).

L’incendio dei pozzi petroliferi. Abadan, Iran, 1980
La Valle di Kodori, controllata dai miliziani abkazi. Abkhazia, ottobre 2008
Il muro israeliano vicino al campo profughi di Beit Jala. Palestina, Cisgiordania, 2005
Soldati dell’Esercito Sudanese di Liberazione sorpresi da una tempesta di sabbia. Darfur, Sudan, 2004
Fronte Polisario, Sahara Occidentale, 1976

Una serie di pallottole ed un tulipano di carta decorano un ufficio a Quetta, Pakistan. Dicembre 2001
Dopo un bombardamento aereo Israeliano. Beirut, Libano, 2006
Sud della zona smilitarizzata. Nui Cay Tri, Vietnam, 1966

Il soldato che stringe il fucile, traumatizzato dalle bombe in Vietnam, nello scatto di Don McCullin; la veglia funebre in Kosovo di Merillon; la bandiera americana piantata su Iwo Jima nella Seconda Guerra Mondiale; il miliziano ripreso da Robert Capa colpito a morte nella guerra civile spagnola, le fosse comuni della Bosnia nelle foto di Gilles Press, la guerra nel Libano di Paolo Pellegrin. Sono solo alcune delle immagini che, vere icone del nostro tempo, raccontano una dopo l’altra le guerre più recenti, dalla Spagna del 1936 al Libano del 2006: settanta anni di storia della iconografia del dolore. Novanta grandi immagini di altrettanti famosi fotografi; ognuna è una proposta per meditare sul senso della nostra tradizione visiva e sociale. Sul significato e la follia di una pratica insensata e dolorosa come è la guerra.
“Queste fotografie vogliono essere un invito alla riflessione e poi al dibattito su come dire basta alla violenza. Per questo la mostra fa parte delle iniziative promosse da Science for Peace, il progetto che ho voluto creare per promuovere la cultura della non violenza e della tolleranza” afferma il Prof. Umberto Veronesi.

Una serie di pallottole ed un tulipano di carta decorano un ufficio a Quetta, Pakistan. Dicembre 2001

Una serie di pallottole ed un tulipano di carta decorano un ufficio a Quetta, Pakistan. Dicembre 2001 (© Alexandra Boulat/VII)

La fotografia di guerra diventa un modo per parlare consapevolmente di civiltà attraverso la sua negazione. Mostrandoci un mondo inospitale, i fotografi ci costringono a immaginare come potrebbe essere un mondo migliore, o per lo meno un mondo meno peggiore e le fotografie rappresentano un punto di partenza per una riflessione di tipo etico.
Come ha scritto Cornell Capa: “le immagini, al loro massimo di passione e verità, possiedono lo stesso potere delle parole. Se non possono apportare cambiamenti possono, almeno, fornire uno specchio non distorto delle azioni umane e quindi dare una forma alla consapevolezza umana e risvegliare le coscienze”.

La Valle di Kodori, controllata dai miliziani abkazi. Abkhazia, ottobre 2008

La Valle di Kodori, controllata dai miliziani abkazi. Abkhazia, ottobre 2008 (© Davide Monteleone/Contrasto)

I fotografi in mostra sono: Abbas, Eddie Adams, Lynsey Addario, Dimitri Baltermants, Micha Bar-Am, Bruno Barbey, Gabriele Basilico, Werner Bishof, Phili Blnkinsop, Jean-Marc Bouju, Alexandra Boulat, Margaret Bourke-White, Henri Bureau, Larry Burrows, Romano Cagnoni, Robert Capa, Gilles Caron, Francesco Cito, Mario De Biasi, Corinna Dufka, Thomas Dworzak, Stuart Franklin, Leonard Freed, Mauro Galligani, Marc Garanger, Jean Gaumy, Ashley Gilbertson, Stanley Greene, Philip Jones-Griffith, Ron Haviv, Tim Hetherington, Henri Huet, Yevgeni Khaldei, Josef Koudelka, Alex Majoli, Eiichi Matsumoto, Don McCullin, Susan Meiselas, Georges Merillon, Davide Monteleone, James Nachtwey, Paolo Pellegrin, Gilles Peress, Joe Rosenthal, Sebastião Salgado, David “Chim” Seymour, Crhistiane Spengler, Tom Stoddart, Anthony Suau, Gerda Taro, David Turnley, Nick Ut, Peter van Agtmael, Riccardo Venturi, W. Eugene Smith, George Steinmeyer, Laurent Van der Stockt, Francesco Zizola.

Durante la serata d’inaugurazione sarà ricordato con una menzione speciale il fotografo Tim Hetherington, caduto il 20 aprile 2011 in missione a Misurata (Libia).

VEDI: Omaggio a Hondros e Hetherington, i due fotoreporter uccisi in Libia

  • simona.santoni
  • Lunedì 27 Giugno 2011

A Firenze il fascino severo del tesoro del Cremlino

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Firenze, Il tesoro del Cremlino, mostra
  • Lascia un commento
Corona della cornice dell'icona "Madonna Bogoljubskaja"

Ori dal fascino severo, mitra con perle di fiume e pietre preziose, corone ed elmi finemente intagliati…
Profumi lontani di steppa e piazze rosse, intrecciandosi a quelli evocati dalla corte dei Medici, si respirano a Firenze grazie alla mostra Il tesoro del Cremlino che si apre il 27 maggio (aperta fino all’11 settembre) al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, in occasione dell’anno delle celebrazioni Italia–Russia 2011.
Esposte circa 150 opere che presenteranno la straordinaria formazione e crescita di uno dei più importanti tesori d’Europa: l’Armeria del Cremlino, la collezione più ricca del più antico museo russo che raccoglie i tesori reali, oggetti di corte di uso quotidiano e cerimoniale, legati ai nomi dei più grandi zar di Russia attraverso molti secoli di storia.

Corona della cornice dell’icona “Madonna Bogoljubskaja”
Aureola della cornice dell’icona “Madonna Bogoljubskaja”
Mitra, Russia, XVII - XIX sec
Manifattura bizantina, Crocifissione, XI sec
Elmo “Berretto di Gerico”, XVI secolo

Tazza con coperchio, 1694

La mostra, frutto degli scambi culturali organizzati dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e dal Ministero degli Affari esteri di concerto con le corrispondenti istituzioni russe, è affiancata, a partire dal 20 maggio all’1 agosto 2011, da un’esposizione al Museo del Cremlino di Mosca dedicata ai tesori dei Medici, per lo più provenienti dal Museo degli Argenti di Palazzo Pitti.

Dal XII al XVIII secolo l’Armeria del Cremlino fu la “stanza del tesoro”, colma di oggetti preziosi di origine ed epoche diverse, acquistati per la Casa regnante o giunti in dono da ambasciatori di paesi stranieri: gioielli, armature, ricami, bizantini, russi, persiani, turchi e europei, contribuirono insieme allo sfarzo della corte degli Zar. Quando, nel XVIII secolo la Corte si trasferì da Mosca a San Pietroburgo, l’Armeria fu destinata ad accogliere oggetti legati al cerimoniale dell’incoronazione e alle sontuose vesti auliche. In mostra a Firenze saranno visibili gli oggetti del periodo più fiorente dell’Armeria, quando era la “Stanza del tesoro” degli Zar.

  • redazione
  • Venerdì 27 Maggio 2011

Kamasutra degli scheletri: gli amanti di Laroche in mostra a Parigi

OkNotizie

Tweet

  • Tags: arte, erotismo, Jean-Marc Laroche, kamasutra, mostra, Parigi
  • Lascia un commento
Al Museo dell'erotismo

Il kamasutra nell’aldilà, interpretato dagli scheletri: è l’insolita mostra organizzata al Museo dell’erotismo di Parigi, dove le varie posizioni dell’amore sono messe in scena da scheletri in resina verniciata o bronzo argentato, a grandezza umana o in miniatura, realizzati dallo scultore Jean-Marc Laroche.

Al Museo dell’erotismo
Al Museo dell’erotismo
Al Museo dell’erotismo
Al Museo dell’erotismo
Al Museo dell’erotismo

Al Museo dell’erotismo
Al Museo dell’erotismo
Al Museo dell’erotismo
Al Museo dell’erotismo
Al Museo dell’erotismo


”Le mie sculture sono in realtà molto gioiose, con i loro occhi in cristallo di rocca o di ematite - ha spiegato l’artista -: presentano la vita dopo la morte in modo allegorico. È la mia idea di Paradiso”. L’esposizione, che sta avendo molto successo, s’intitola Gli amanti del nulla e si chiude il prossimo 25 maggio. (ANSA)

Il Kamasutra di Jean Marc Laroche

Il Kamasutra di Jean Marc Laroche

  • photo_department
  • Mercoledì 11 Maggio 2011

Ansel Adams, montagne come cattedrali di pietra e dell’anima

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Ansel Adams, Cattedrali di pietra - Cattedrali dell'anima, fotografia, montagne, mostra
  • Lascia un commento
Ansel Adams, Merced river

Ansel Adams, Merced river

Montagne come cupole verso il cielo, guglie di roccia, aneliti verso il divino… Ecco così la mostra fotografica Omaggio ad Ansel Adams - Cattedrali di pietra - Cattedrali dell’anima, sul tema della montagna, che dal 7 maggio al 25 giugno è ospitata alla Galleria Repetto di Acqui Terme. Saranno esposte circa 30 opere del grande maestro americano e altri lavori storici di Minor White, Vittorio Sella, Albert Steiner (Cattedrali di pietra); per addentrarsi poi, in una diversa e complementare poetica, introspettiva e concettuale, attraverso le opere di Luigi Ghirri, Richard Long ed Hamish Fulton, (Cattedrali dell’anima).

Ansel Adams, Merced river
Ansel Adams, mezza volta, nube di tuono
Minor White, Cascata, Vermont (1970)
Vittorio Sella, il lato settentrionale del monte Jannu, Nepal (1899)
Ansel Adams, Schiarita dopo una tempesta invernale (1944)

Ansel Adams, Alberi e neve (1960)
Ansel Adams, Alberi e scogliere
Ansel Adams, Sierra Juniper
Olafur Eliasson, Jökulsgilskvisl (2003)
Luigi Ghirri, Rifugio Grostè (1984)


Immagini, simboli espressioni che dialogano e si intersecano, fino ad arrivare ai contemporanei Luca Andreoni, Olivo Barbieri, Luca Campigotto, Olafur Eliasson, Thomas Joshua Cooper, Daniele De Lonti, Ishikawa, Walter Niedermayr, Bernard Plossu, Darren Almond.
Il magico occhio della fotografia che indaga la natura come luogo divino. La montagna come un’epifania o manifestazione del sacro. Le rocce, il cielo, le nuvole, la luna, i ghiacci, i laghi, gli alberi, i prati, l’immenso orizzonte come segni di una divinità pervasiva e nascosta, presente e misteriosa. Gli arabeschi delle pietre, i geroglifici di una corteccia, le pagine dei campi; le infinite lettere dell’universo in una simbologia senza tempo; l’immenso libro dell’aria dove le pietre e le nuvole appaiono come una scrittura semplice e indecifrabile.
La montagna come ascesa al punto più alto, fuori e dentro di noi.

Vittorio Sella, il lato settentrionale del monte Jannu, Nepal (1899)

Vittorio Sella, il lato settentrionale del monte Jannu, Nepal (1899)

  • simona.santoni
  • Mercoledì 4 Maggio 2011

La Milano di Luchino Visconti nelle foto d’epoca di Paul Ronald

OkNotizie

Tweet

  • Tags: fotografia, Luchino Visconti, Milano, mostra, Paul Ronald, Rocco e i suoi gratelli
  • Lascia un commento
Rocco e i suoi fratelli

Rocco e i suoi fratelli, foto di Paul Ronald

Luchino Visconti di Modrone, conte di Lonate, racconta la Milano del boom economico attraverso gli occhi vividi e un po’ stupiti degli emigranti meridionali, apparentemente così lontani dal suo mondo. Sullo sfondo una Milano cantieristica e nebbiosa, dipinta nel drammatico bianco e nero di Giuseppe Rotunno e con l’ausilio delle musiche di Nino Rota.
Uscito nel 1960 e ispirato al libro di racconti Il ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori, Rocco e i suoi fratelli riuscì ad aggiudicarsi il gran premio della giuria al Festival di Venezia, ottenendo uno straordinario successo di pubblico, nonostante le censure e le critiche dei benpensanti.

Alain Delon e Annie Girardot in “Rocco e i suoi fratelli”
Rocco e i suoi fratelli
Katina Paxinou in “Rocco e i suoi fratelli”
Rocco e i suoi fratelli
Casa di ringhiera tipica milanese in “Rocco e i suoi fratelli”

Rocco e i suoi fratelli
Alain Delon in “Rocco e i suoi fratelli”

Per onorare il capolavoro di Visconti e la città di Milano, Giovanni Raspini ha voluto organizzare una mostra nella Boutique di corso Garibaldi di Milano (dal 14 aprile al 22 maggio, dalle 10 alle 19), con le autentiche fotografie dell’epoca (stampe vintage in bianco/nero), scattate dal fotografo di fiducia del regista, il francese Paul Ronald e realizzare un gioiello in argento limited edition “Omaggio a Milano” che verrà prodotto ed esposto per l’occasione.
Le 27 foto in mostra fanno parte della collezione privata di Giovanni Raspini e rappresentano un omaggio sincero alla bravura e sensibilità di uno dei fotografi di scena più richiesti dal cinema italiano di quegli anni. Paul Ronald era tra i pochi fotografi di scena che pretendevano di leggere il copione prima di scattare le foto, non accontentandosi dell’aspetto estetico o reportagistico, ma cercando sempre il senso e il significato più profondo di ogni immagine. Egli spesso scattava con un taglio diverso dal “punto macchina” del regista, e solo ad alcuni fotografi di scena veniva permesso di essere davvero “autori”.
Sia nei ritratti più intensi e drammatici che nelle foto ambientate - oppure nei campi lunghi ove si intravedono le architetture della città - c’è sempre uno spiccato senso della composizione e una forza espressiva non comune che richiama il fluire dei fotogrammi cinematografici. Anche quando vengono realizzati scorci non di primo piano, la documentazione risulta personale e di altissimo livello. Come, ad esempio, la foto della casa di ringhiera: è straordinaria, uno spaccato di vita, un vero e proprio microcosmo della Milano popolare di quegli anni. O la madre Rosaria Parondi (l’attrice greca Katina Paxinou) davanti all’edicola, mentre ammira le copertine dei rotocalchi settimanali, appese come panni stesi. Per non parlare dell’immagine ove Alain Delon e Annie Girardot stanno per baciarsi accompagnati dalla fuga prospettica delle guglie del Duomo.
Immagini significative più di un trattato di antropologia.

  • redazione
  • Mercoledì 13 Aprile 2011

I colori del cervello, da Mirò a Dalì

OkNotizie

Tweet

  • Tags: arte, BrainForum, Milano, mostra, scienza
  • Lascia un commento
Gruppo di neurosfere

Gruppo di neurosfere della zona subventricolare di un uomo adulto

Fare di Milano la capitale italiana delle neuroscienze, e di tutte le ricerche scientifiche che hanno a che fare con il cervello. È l’obiettivo del BrainForum che si è aperto oggi al Piccolo Teatro Grassi di Milano, in vista dell’Expo 2015.

In occasione del BrainForum gli spazi espositivi milanesi “open air” di Corso Vittorio Emanuele ospitano - dal 12 marzo al 12 aprile - la mostra dal titolo Il colore del pensiero. Accanto alle gigantografie del cervello, colorato secondo la tecnica Brainbow, realizzate da scienziati in laboratori di tutto il mondo, sono esposte una serie di opere d’arte moderna che dalle immagini scientifiche sono evocate. Il curatore della mostra, Angelo Bucarelli, si è divertito a suggerire accostamenti con i capolavori di pittori celebri, da Klee, a Mirò, a Dalì, a Kandinski. Ecco una selezione delle immagini in mostra:

1. Gruppo di neurosfere della zona subventricolare di un uomo adulto
1. Joan Mirò - Untitled, 1968
2. Presenza di aromatasi negli astrociti in seguito ad una lesione cerebral
2. Jasper Johns - False start, 1959
3. Seconda fase della differenziazione del neuroblastoma

3. Salvador Dalì - Idillio atomico e uranico melanconico, 1945
4. Neurone del tronco encefalico
4. Jackson Pollock - No. 5, 1948
5. Astrociti fibrosi della corteccia cerebrale di ratto
5. Andy Warhol - Camouflage (green, blue, yellow), 1987

6. Ippocampo e corteccia cerebrale
6. Gerhard Richter - Rot-Blau-Gelb, 1973
7. Coltivazione di astrociti
7. Alberto Burri - Rosso plastica, 1961
8. Coperto di rose di muschio

8. Claude Monet - Ninfee
9. Cellula di Purkinje del cervelletto dell’uomo
9. Gustave Klimt- L’albero della vita, 1909
10. Marcatura con “Dil” del nervo talamico afferente della corteccia di ratto ipotiroideo
10. Anish Kapoor - Blackness from her Womb, 2000.


Il BrainForum è quest’anno alla sua seconda edizione, dopo aver aperto la prima a Roma. Organizzato da Viviana Kasam dell’associazione Brain Circle Italia e da Giancarlo Comi del San Raffaele di Milano. L’obiettivo cardine dell’incontro è ”la divulgazione ai cittadini - ha affermato il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, che oggi ha inaugurato l’evento - che costituisce un aspetto molto importante, e che il BrainForum molto lodevolmente e con successo è impegnato a fare”.

  • photo_department
  • Lunedì 4 Aprile 2011

L’altra metà dell’Unità, le donne del Risorgimento in mostra

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Anita Garibaldi, mostra, Risorgimento, Unità d'Italia
  • Lascia un commento
Trenta eroine del Risorgimento viste da trenta artiste

Trenta eroine del Risorgimento viste da trenta artiste

La Provincia di Cosenza in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, presenta un progetto particolare, dedicato al ruolo della donna nelle complesse vicende che hanno accompagnato il processo di unificazione.
Una pubblicazione di un volume e una mostra, L’altra metà dell’Unità, che raccontano, con modalità innovative, la storia d’Italia attraverso la scoperta di sorprendenti profili biografici di figure femminili, interpreti autorevoli delle vicende dell’epoca. Madri, mogli, figlie, ma soprattutto donne. Donne che hanno compiuto scelte difficili, donne che hanno messo in gioco la propria esistenza, donne che hanno stentato a essere riconosciute nella loro identità in un Paese che concederà loro il diritto di voto, al divorzio e all’aborto solo in un secondo momento.

Trenta giovani artiste, provenienti da ogni angolo del nostro Paese, rappresentano e interpretano il profilo esistenziale di trenta donne risorgimentali impegnate nel lavoro, in guerra, nella politica, nelle conquiste, nel rapporto con se stesse e con il proprio corpo, nella costruzione del proprio e del nostro futuro. Profili femminili da conoscere e da stimare, i cui contributi sono nascosti dalla storiografia ufficiale. Ve ne presentiamo alcuni in questa gallery.

Trenta eroine del Risorgimento viste da trenta artiste
Lucia Irianni vista da Flavia Sorrentino
Clara Carrara Maffei nell’opera di Marilina Ricciardi
Adelaide Bono Cairoli vista da Rosaria Iorio
Anita Garibaldi nell’illustrazione di Elda Cingolani

Giuseppa Bolognara vista da Martina Troise
Teresa Casati Confalonieri nell”llustrazione di Daniela Volpari
Maria Gozzadini vista da Miss Miza
Cristina Trivulzio di Belgioioso vista da Martina Peluso
Anita Garibaldi vista da Roberta Maddalena (Birò)

Clara Carrara Maffei vista da Elisabetta Travet
Antonietta De Pace vista da Sabina Feroci

La mostra, che vuole essere un viaggio nel paese reale che costruì l’Unità d’Italia e un omaggio alle energie femminili nascoste dalla storiografia, sarà visibile dal 4 al 20 aprile presso il Palazzo della Provincia di Cosenza, in piazza XV marzo 5 (la presentazione del volume e l’inaugurazione dell’esposizione è il 4 aprile alle 17.30). Orari della mostra: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18.
Tra i profili femminili da conoscere e da stimare ci sono Adelaide Bono Cairoli, l’immancabile Anita Garibaldi, Clara Carrara Maffei, Antonietta De Pace, Cristina Trivulzio di Belgioioso, Anna Schiaffino Giustiniani, Caterina Baracchini, Maria Teresa Serego Alighieri Gozzadini…

Esposte le opere originali di: Francesca Assirelli, Birò, Zelda Bomba, Rossana Bossù, Alessandra Castagni, Anna Castagnoli, Elisa Cesari, Elda Cingolani, Allegra Corbo, Dadà Di Donna, Sabrina Esquerra, Sabina Feroci, Monica Indelicato, Rosaria Iorio, Barbara Lupo, Miss Miza, Ilaria Pigaglio, Martina Peluso, Erica Preli, Elena Rapa, Marilina Ricciardi, Felicita Sala, Silvia Santirosi, Irene Servillo, Flavia Sorrentino, Elisabetta Travet, Bruna Troise,Martina Troise, Alessandra Vitelli, Daniela Volpari.

  • redazione
  • Giovedì 31 Marzo 2011

Il corpo come linguaggio, in mostra nella fotografia degli anni ‘60 e ‘70

OkNotizie

Tweet

  • Tags: corpo, David Bailey, fotografia, Gabriele Basilico, Günter Brus, mostra
  • Lascia un commento
Les Krims, Nude holding weather baloon

Les Krims, Nude holding weather baloon

Dal 26 marzo all’11 settembre 2011 al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano) è in scena Il corpo come linguaggio. Anni Sessanta e Settanta, ovvero una mostra dedicata al tema del corpo attraverso fotografie di importanti autori italiani e stranieri scelte dalle collezioni del Museo. Sono esposte le fotografie di Gabriele Basilico, David Bailey, Günter Brus, Maurizio Buscarino, Eugenio Carmi, Carla Cerati, Paolo Gioli, Guido Guidi, Les Krims, Paola Mattioli, Floris Neusüss, Christian Vogt.
Tra anni Sessanta e Settanta il corpo diventa infatti un tema assolutamente centrale nell’ambito della società, del costume, della comunicazione, dell’arte. Sono anni di grande cambiamento storico e culturale, gli anni della cultura hippie, del desiderio di pace e libertà, della liberazione sessuale, del movimento femminista, e poi della contestazione studentesca, delle lotte operaie, delle utopie per la costruzione di una nuova società nella quale la sfera del pubblico e quella del privato possano coerentemente coincidere. È il tempo dei grandi concerti di Woodstock e dell’Isola di Wight, del living theatre, del teatro di Grotowsky, dell’Odin Teatret. In arte, è la stagione degli happening di Fluxus, della Body Art, della performance, azioni artistiche per le quali la corporeità diventa il territorio privilegiato della ricerca dell’identità, sia sul piano esistenziale che sociale.

Les Krims, Nude holding weather baloon
Maurizio Buscarino, Francisco Copello
Guido Guidi, Uomo che prende il sole
Christian Vogt, Nudo femminile
Günter Brus, Ana

Gabriele Basilico, dalla serie In pieno sole
Floris Neususs, Korperfotogramm
David Bailey, Hawaii

Anche nel campo della fotografia le ricerche sul corpo si intensificano, dando il via a una vasta produzione di immagini spesso inedite dal punto di vista linguistico. Il corpo, diventato vero e proprio linguaggio per gli artisti (secondo l’espressione utilizzata da Lea Vergine nel noto libro Body Art e storie simili. Il corpo come linguaggio), per la fotografia funziona da punto di partenza per la nascita di nuovi soluzioni espressive e narrative. La presa di coscienza sul corpo coincide spesso con la presa di coscienza sulle potenzialità della fotografia stessa.
La mostra, a cura di Roberta Valtorta e ad ingresso gratuito, propone al pubblico dodici artisti italiani e stranieri presenti nelle collezioni del Museo che utilizzano modalità diverse per indagare il tema della soggettività, della fisicità, degli immaginari del corpo sia femminile che maschile.

Günter Brus vive la fotografia come gesto finale che fissa il dramma del corpo coinvolto in azioni fortemente espressive; Maurizio Buscarino racconta e quasi disegna attraverso il mezzo fotografico le performance teatrali di Francisco Copello; Gabriele Basilico, a noi più conosciuto come fotografo di architettura e paesaggio, affronta, non senza ironia e senso del grottesco, il corpo abbronzato come oggetto plastico, quasi finto; Guido Guidi in alcune sue prime poco note ricerche presenta in modo semplice la nudità nell’immediatezza della quotidianità; David Bailey guarda ai tatuaggi non solo come scritture ma come veri e propri mondi che nascono sulla superficie del corpo; per Eugenio Carmi il corpo femminile diventa schermo sul quale proiettare le colorate forme astratte che stanno al centro della sua ricerca pittorica; surreale e onirica è invece la dimensione nella quale si muove Leslie Krims nelle sue piccole messe in scena cariche di stupore pop; Christian Vogt allestisce brevi storie intorno al corpo attraverso dittici e sequenze; Floris Neusüss realizza fotogrammi del corpo a dimensioni naturali, facendo coincidere performance e impressione fotografica; per Paolo Gioli il corpo è terreno di una profonda sperimentazione e di verifica delle caratteristiche materiche del materiale Polaroid; Carla Cerati applica lo sguardo di una donna alle forme del corpo femminile, in contrasto con una tradizione che vuole che la donna sia oggetto dello sguardo maschile; per Paola Mattioli il corpo è luogo ideale per dar vita alla forma dell’autoritratto, momento di coscienza di sé e insieme dell’uso dello strumento fotografico.
Le opere in mostra compongono un universo complesso, molto ricco dal punto di vista delle narrazioni e dei linguaggi. La fotografia si mette alla prova a più livelli, che toccano la dimensione teatrale, letteraria, psicologica, anche sociale, e che rivelano una volta di più quanto la ricerca fotografica tra anni Sessanta e Settanta si colleghi strettamente alle istanze vivacemente portate avanti dalle neoavanguardie, prima fra tutte la Body Art.

  • redazione
  • Martedì 29 Marzo 2011

Tiziano Terzani Clic! 30 anni d’Asia, le sue foto in mostra

OkNotizie

Tweet

  • Tags: fotografia, mostra, Tiziano Terzani
  • Un commento
Himalaya

Himalaya

“Tiziano Terzani. Clic! 30 anni d’Asia. La mostra” raccoglie un centinaio di foto scattate nei Paesi dell’Asia dove Terzani ha vissuto e viaggiato: il Vietnam, la Cina di una volta, le Filippine, il Giappone, l’India. Il percorso seguito da Terzani corrisponde anche allo sviluppo delle sue idee e del suo modo d’essere. Un percorso raccolto in fotografie che vengono ora esposte, dal 23 marzo al 29 maggio 2011, al Palazzo Incontro (via dei Prefetti 22) a Roma.

L’Oriente misterioso e la voglia di immergersi in questo mondo. Conoscerlo ma anche possederlo. Nel quotidiano e spiritualmente. Tutta la vita Tiziano Terzani ha viaggiato con un piccolo taccuino per gli appunti in tasca e una macchina fotografica al collo per poter accompagnare i suoi reportage con le proprie foto. Uno sguardo e un punto di vista inediti sul mondo. Il suo mondo. Soprattutto l’Asia, che ci ha fatto conoscere in decenni di giornalismo e di fotografia. “Ci andai anzitutto perché era lontana, perché mi dava l’impressione di una terra in cui c’era ancora qualcosa da scoprire. Ci andai in cerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo, all’inseguimento di idee, di uomini, di storie di cui avevo letto”. Era questa la sua natura e il suo spirito profondo, un tutt’uno tra stile e filosofia di vita: “Io sono qui alla ricerca di una cultura che sia in grado di resistere alla modernità di tipo occidentale. Sono curioso di vedere come funziona un mondo non ancora retto esclusivamente dai criteri dell’economia. Questo è il mio interesse al momento”.

Terzani davanti a uno stupa nel regno del Mustang
Bambine a spasso sull’altopiano del Mustang
Terzani ospite del re del Mustang
Bambine, uno stupa e il palazzo del re del Mustang
L’amji, o astrologo-erborista, nella sua casa a Lo Mantang

Terzani a cavallo sull’altopiano del Mustang
L’amji medico tradizionale del re e della popolazione del Mustgang
Il re del Mustang passeggia a cavallo col suo unico aiutante
Donne del Mustang alla sorgente fuori le mura di Lo Mantang
Piccolo stupa solitario ornato di frasche votive nel regno del Mustang

Lo Mantang, Tashi Chusang amji del re
Cina
Primavera nel regno del Mustang
Russia
Vietnam

Tibet
India
Himalaya
Giappone
Asia


L’esposizione, curata dal figlio Folco Terzani, è promossa dalla Provincia di Roma-Progetto ABC, organizzata da Civita in collaborazione con Fandango.

Di questa selezione di immagini, ventidue foto inedite sono dedicate allo sconosciuto regno del Mustang, una delle regioni più isolate dell’Himalaya, una specie di Shangri-la dove davanti agli occhi si dispiega “un grandissimo niente”.

Il re del Mustang passeggia a cavallo col suo unico aiutante

Il re del Mustang passeggia a cavallo col suo unico aiutante

Lo Mantang, Tashi Chusang amji del re

Lo Mantang, Tashi Chusang amji del re

___________________

Nel 1995 il Mustang lo aveva attratto perché quella piccola parte di mondo si era aperta solo da poco ad un limitato turismo occidentale. Un posto di cui in pochissimi conoscevano anche solo l’esistenza. Proprio questo aveva protetto il regno.

Le foto del Mustang saranno raccolte in una pubblicazione edita da Fandango Libri.

Nel silenzio lunare del Mustang, Tiziano Terzani si trovò finalmente col tempo necessario per buttarsi nella sua altra passione, la fotografia. E in Mustang poté permettersi quello che fino a quel momento non aveva avuto l’agio di fare: fermarsi, aspettare. Per cogliere non solo il soggetto ma anche l’attimo in cui si trova nella luce perfetta, come nel famoso ritratto di Amchi, il medico-mago che attraversa una fascia di sole sotto gli occhi di una delle sue sorridenti maschere. Ma più spesso nelle sequenze del Mustang, quello della macchina fotografica di Terzani è un obiettivo puntato verso il vuoto del paesaggio.

La mostra si svolge in concomitanza con l’uscita del film La fine è il mio inizio, tratto dal bestseller di Tiziano Terzani edito in Italia da Longanesi, regia di Jo Baier con Bruno Ganz, Elio Germano, Erika Pluhar, Andrea Osvart, in sala dal 1° aprile distribuito da Fandango.

  • redazione
  • Martedì 22 Marzo 2011

Quanto Ti Vuoi Bene? I ritratti delle piccole donne di oggi

OkNotizie

Tweet

  • Tags: arte, fotografia, Jacqui James, Milano, mostra, Quanto Ti Vuoi Bene?
  • Un commento
Quanto Ti Vuoi Bene? – Una selezione di foto

Quanto Ti Vuoi Bene? (Copyright© Jacqui James)

Inaugurato alla Triennale di Milano in occasione della Festa della donna, Quanto Ti Vuoi Bene? è un percorso artistico-culturale nato dall’idea della fotografa e giornalista australiana Jacqui James, visitabile fino al 27 marzo con ingresso libero.

Si tratta di un’indagine sociologica e fotografica promossa da futuro@lfemminile – il progetto di responsabilità sociale di Microsoft Italia e Acer – in collaborazione con Dove, che coinvolge le giovanissime di età compresa tra i 9 e i 16 anni, offrendo uno spaccato sorprendente sulle nostre ragazze in merito all’immagine che hanno di loro stesse e al ruolo della tecnologia quale strumento di espressione e relazione con i coetanei.

Il valore sociale dell’iniziativa è stato colto dal Comune di Milano che, collaborando alla realizzazione della mostra grazie al sostegno dell’Assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali Mariolina Moioli, testimonia l’impegno a comprendere il mondo dei giovani, per attuare in maniera concreta politiche in loro favore. Il supporto delle istituzioni al progetto, inoltre, è avvalorato dai patrocini del Ministero della Gioventù e del Ministero per le Pari Opportunità.

Quanto Ti Vuoi Bene? – Una selezione di foto
13 anni: Io sono bella perché penso di avere un bel carattere, fantasia e sono molto sportiva
14 anni: Non sono bella perché ho tanti brufoli e sono bassa
13 anni: Non sono bella perché non ho una bella pelle
13 anni: Sono bella perché cerco di sorridere il più possibile

16 anni: Io sono bella? Sì. Perché sono simpatica!
11 anni: Sono bella perché molte persone mi fanno i complimenti e mi piaccio
15 anni: Non sono bella perché non ho una corporatura femminile
16 anni: Io sono bella perché ho fiducia in me stessa
15 anni: Mi piaccio perché riesco a divertirmi

12 anni: Io sono bella perché sono sorridente
12 anni: Io sono bella perché sono come sono, e sono vivace
9 anni: Io mi piaccio perché sono bella, intelligente e ho talento

La fotografa australiana Jacqui James dà voce ad abitudini, sogni e aspirazioni delle ragazze di oggi, svelandone l’identità in oltre 90 scatti d’autore.
Quanto Ti Vuoi Bene? intende sondare il livello di autostima presso le giovanissime e il ruolo ricoperto dalla tecnologia nel loro vivere quotidiano, quale strumento di espressione e relazione con il mondo esterno.
L’iniziativa ha previsto due fasi principali. La prima, ha visto le ragazze partecipare a un sondaggio online sul portale MSN.it dove sono stati raccolti circa 3200 questionari; nella seconda, l’analisi delle risposte elaborata dalla psicologa Maria Rita Parsi, Presidente Fondazione Movimento Bambino, ha permesso di tracciare diversi profili caratteriali per fasce d’età.
Quelli ritenuti più significativi sono stati selezionati dalla fotografa, che ha incontrato le protagoniste nelle principali città d’Italia per farsi raccontare “quanto si vogliono bene” e catturare il loro essere attraverso l’obiettivo.
La mostra – inaugurata simbolicamente l’8 marzo – è molto più di una galleria di ritratti; a partire dalle frasi più evocative con cui ogni ragazza ci parla del suo mondo, dalla propria idea di bellezza al rapporto con la tecnologia, Quanto Ti Vuoi Bene? si propone come spunto di riflessione sull’importanza della consapevolezza di sé, delle proprie risorse e delle opportunità offerte dai nuovi strumenti digitali, per una crescita equilibrata delle “piccole donne” di oggi.

  • redazione
  • Mercoledì 9 Marzo 2011

Acquapark, i parchi acquatici d’inverno nelle foto di Stefano Cerio

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Fondazione Forma, fotografia, Milano, mostra, Stefano Cerio
  • Lascia un commento
Miami Beach di Borgo Piave (Latina)

Miami Beach di Borgo Piave, Latina (Stefano Cerio)

Aquapark, la mostra allestita dalla Fondazione Forma per la Fotografia di Milano, racconta il viaggio fuori stagione compiuto dal fotografo Stefano Cerio nei piccoli templi del divertimento estivo di massa. I suoi scatti - immagini a colori, in grande formato - perlustrano i numerosi parchi acquatici presenti sull’italico suolo nel desolato abbandono dei mesi invernali, quando, calato il sipario su frescura, divertimento, onde addomesticate, piccoli e innocui brividi e tinte sgargianti, restano solamente  le loro bizzarre architetture, a rivelarne il surreale rapporto con il paesaggio e la natura di scheletri silenziosi, lasciati a rivelare il vuoto e il non senso del divertimento forzato.

Stefano Cerio vive e lavora tra Roma e Parigi. Inizia la carriera di fotografo a 18 anni, collaborando con L’Espresso. Dal 2001 si interessa di fotografia di ricerca e video.

Inaugurata lo scorso 17 febbraio, contestualmente alla retrospettiva su Paolo Pellegrin, la mostra di Cerio sarà visitabile fino al prossimo 15 maggio.

Miami Beach di Borgo Piave (Latina)
Hydromania di Roma
Magic World di Giugliano (Napoli)
Aquapiper di Guidonia (Roma)
Aquapiper di Guidonia (Roma)

Aquapark di Giugliano (Napoli)
Aquafan di Riccione (Rimini)
Acqua Joss di Conselice (Ravenna)
Acqua Joss di Conselice (Ravenna)
Acqua Joss di Conselice (Ravenna)


  • photo_department
  • Giovedì 3 Marzo 2011

La regina Elisabetta II bambina: Marcus Adams fotografo a corte

OkNotizie

Tweet

  • Tags: fotografia, Marcus Adams, mostra, Regina Elisabetta II
  • Lascia un commento
1936, re Giorgio VI e la regina Elisabetta con le loro figlie, principesse Elisabetta e Margaret

1936: re Giorgio VI e la regina Elisabetta con le figlie Elisabetta e Margaret (Ansa/EPA/The Royal Collection)

L’attuale regina del Regno Unito, Elisabetta II, ancora bebè sulle gambe di Alberto duca di York, ovvero re Giorgio VI (il protagonista dell’applauditissimo film ora in sala Il discorso del re). Ancora lei, la regina, quattordicenne e con un volto serio, o a tredici anni abbracciata a sua sorella minore Margaret, o ormai donna con attorno il principe Carlo ancora bambino…
Sono solo alcune delle foto in mostra dal 25 febbraio al 5 giugno 2011 a The Queen’s Gallery di Edimburgo, nell’esposizione - che è anche libro - Marcus Adams: Royal Photographer.

1936: re Giorgio VI e la regina Elisabetta con le loro figlie, principesse Elisabetta e Margaret
Alberto duca di York (re Giorgio VI) e sua figlia la principessa Elisabetta (l’attuale regina)
La regina Elisabetta II con i suoi figli il principe Carlo e la principessa Anna
1927, la principessa Elisabetta (l’attuale regina Elisabetta II) a 11 mesi d’età
1940, la principessa Elisabetta a 14 anni (l’attuale regina Elisabetta II)

1931, Elisabetta duchessa di York e sua figlia Margaret
1939, le principesse Elisabetta e Margaret rispettivamente a 13 e 9 anni
1927: Alberto ed Elisabetta, duchi di York, e loro figlia Elisabetta (l’attuale regina Elisabetta II)

Marcus Adams fu il fotografo reale dal 1926 al 1956 e durante quel periodo immortalò due generazioni di infanti reali, presentando, con il suo stile, una nuova e più rilassata immagine della famiglia reale.
Ora i suoi scatti - più di cento - ci fanno rivivere il fascino della vita di corte, tra contegno e quotidianità, soprattutto nelle immagini della principessa Elisabetta (oggi regina Elisabetta II) e di sua sorella, la principessa Margaret, ritratte tra gli anni Venti e Trenta.

  • redazione
  • Mercoledì 23 Febbraio 2011

National Geographic, foto dei colori del mondo in mostra

OkNotizie

Tweet

  • Tags: fotografia, mostra, National Geografic, Roma
  • Lascia un commento
Rosso 1 - Melissa Farlow, Meraviglie d'autunno

Rosso 1 - Melissa Farlow, Meraviglie d'autunno

Un’altra grande mostra fotografica organizzata da National Geographic Italia si apre al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal 12 febbraio al 1 maggio. Quest’anno il focus è su “I Colori del Mondo“.

Le novantacinque immagini, inedite per il magazine e di grande impatto visivo ed emotivo, sono infatti declinate attraverso quattro colori. Rosso, colore della terra, del fuoco, delle comunità, degli usi e costumi, delle donne, dei bambini, degli uomini. È il colore del cuore, del sangue, della passione.
Verde: il mondo green in tutte le sue espressioni, il green come colore dell’oggi e del domani, il verde della speranza. È il colore della natura, della vegetazione, dell’esistenza stessa.
Bianco: l’immacolato dei luoghi colpiti dal riscaldamento globale, degli animali a rischio di sopravvivenza, dell’innocenza, della purezza. Azzurro: il colore dell’acqua e del cielo, dei mari e dei suoi “abitanti”, della gioia di esistere e della tranquillità.

Rosso 1 - Melissa Farlow, Meraviglie d’autunno
Verde 1 - Lynsey Addario, Siccità
Verde 2 - Pascal Maitre, Gli altissimi alberi
Verde 3 - Jim Richardson, Fortezza
Azzurro 2 - Joel Sartore, In volo

Bianco 1 - Tomasz Tomaszewski, Giochi di bambini
Bianco 2 - Sam Abell, La chiesa e il taxi
Bianco 3 - Stephen Alvarez, L’attesa del lemure
Bianco 4 - Paul Nicklen, Gabbiano ghiacciato
Peter Essick, Pezzi di ricambio

Chris Johns, Caccia grossa
Brian J. Skerry, A me gli occhi
Paul Nicklen, Il re dei pinguini
Randy Olson

Quattro colori per descrivere, tra contrasti e suggestioni, il presente e il futuro del mondo, la forza e la debolezza della natura e degli animali, l’umiltà, l’orgoglio, il dolore e la felicità degli esseri umani.
Un affascinante viaggio fotografico realizzato con gli scatti dei più grandi fotografi che lavorano e collaborano con il magazine a livello internazionale e nazionale.

Azzurro 2 - Joel Sartore, In volo

Azzurro 2 - Joel Sartore, In volo

“La mostra nasce dal desiderio di illustrare come i fotografi National Geographic sono riusciti, e riescono, a interpretare la vita sul nostro pianeta facendone risaltare i colori”, spiega Guglielmo Pepe, curatore della mostra ed editorialista di National Geographic Italia. “Attraverso i colori capiamo come vivono donne, bambini, uomini in tanti paesi vicini e lontani da noi; qual è la condizione dell’esistenza per chi deve combattere contro fame, povertà, guerra, malattia; come gli animali riescono a resistere alle trasformazioni del loro habitat; che cosa succede all’ambiente sotto i colpi dei cambiamenti climatici. Ma vediamo anche la Terra nella sua unicità, le persone in momenti felici, le altre specie nella loro fantastica diversità, la natura e la sua straordinaria bellezza”.

Quarantotto i fotografi in mostra, tra cui quattro italiani: Sam Abell, Lynsey Addario, William Albert Allard, Stephen Alvarez, Ira Block, Robert Clark, Jodi Cobb, Bill Curtsinger, Peter Essick, Melissa Farlow, Alessandro Gandolfi, George Grall, David Alan Harvey, Chris Johns, Sarah Leen, Gerd Ludwig, Michael Nichols, Paul Nicklen, Politano, Reza, Jim Richardson, Sandro Santioli, Joel Sartore, Shaul Schwarz, Stephanie Sinclair, Brian J. Skerry, James L. Stanfield, Toensing, Tomasz Tomaszewski, Stefano Unterthiner, Cary Wolinsky, Michael S.Yamashita, Lynn Johnson, Ed Kashi, Karen Kasmauski, Tim Laman, Brian Lanker, Pascal Maitre, Manoocher, Steve McCurry, James Nachtwey.

  • redazione
  • Lunedì 14 Febbraio 2011

Paure sulla città: Parigi in guerra, tra storia e immaginazione

OkNotizie

Tweet

  • Tags: fotografia, guerra, mostra, museo, Parigi
  • 2 commenti
Carri armati sotto l'Arco di Trionfo

Carri armati sotto l’Arco di Trionfo (Patrick Chauvel/Museo Monnaie)

Carri armati sotto l’Arco di Trionfo, la Torre di Montparnasse in fiamme, soldati che sparano ai piedi del Sacro Cuore a Montmartre: Parigi è in guerra nei fotomontaggi del fotografo francese Patrick Chauvel in mostra al Museo della Monnaie della capitale francese in occasione dell’esposizione Paure sulla città.

Carri armati sotto l’Arco di Trionfo
6 maggio 1968, un manifestante contro la polizia
La Torre di Montparnasse in fiamme
Aprile 1982, attentato ad un’auto in Rue Marbeuf 33
Carri armati presso il ponte Alessandro III

8 febbraio 1962, manifestanti anti OAS presso la stazione del metro di Chemin Vert
Immagini da Google Street View
6 novembre 2005, Cité de Grigny. Un manifestante spara ai poliziotti con un fucile da caccia

Gli scatti parlano di violenze urbane reali o immaginarie. C’è la Parigi immortalata dai fotoreporter di Paris Match durante l’occupazione nazista, al tempo della rivolta studentesca del maggio del 1968, o ancora negli attentati nella metropolitana degli anni ‘80, fino ai moti del 2005 nelle banlieues. Ci sono poi gli scenari apocalittici, fittizi, di una città in guerra immaginata da Patrick Chauvel o ancora le immagini di Google Street View riprese in chiave critica da Michael Wolf, che denuncia ”una violenza urbana contemporanea banalizzata e psicologica”: una coppia che si bacia per strada, un passante che corre, un uomo che si riaggiusta l’abito. Una clamorosa violazione della loro vita privata a loro insaputa.

6 maggio 1968, un manifestante contro la polizia

6 maggio 1968, un manifestante contro la polizia (Georges Melet/Paris Match)

”Parigi è un campo di battaglia - spiega lo storico e accademico di Francia, Max Gallo, che presiede l’evento - i lavori di Chauvel e Wolf vogliono allertarci sul pericolo di nuovi scenari di guerra e terrore. Parigi è un vulcano assopito ma in attività. È l’epicentro simbolico della violenza nazionale”. E aggiunge: ”La Parigi di domani potrebbe essere Sarajevo o New York. Combattimenti per strada e terrorismo”. Lo storico ha anche ricordato i recenti disordini in Tunisia.
”La violenza in Francia è diventata episodica e marginale - osserva anche Valerie-Anne Giscard d’Estaing - figlia dell’ex presidente francese Valery - direttrice della Galleria Photo12, che ha partecipato all’organizzazione della mostra.

Ma la pace non è mai data per acquisita. Sovrapponendo un’immagine di guerra reale a una foto di Parigi di oggi, Chauvel spinge all’estremo questo messaggio: bisogna restare mobilitati per preservare la pace”. La mostra inaugura il 20 gennaio e resterà aperta fino al 17 aprile. (ANSA)

  • photo_department
  • Giovedì 20 Gennaio 2011

Manifesti navali, la storia dei transatlantici in mostra a Genova

OkNotizie

Tweet

  • Tags: arte, Genova, manifesti navali, mostra, transatlantici
  • Lascia un commento
Esposti i manifesti navali pubblicitari collezionati da Gabrielle Cadringher

Esposti i manifesti navali pubblicitari collezionati da Gabrielle Cadringher

A partire dal 1° dicembre 2010 e fino al 23 gennaio 2011 al Galata Museo del Mare di Genova è possibile scoprire la storia delle compagnie marittime e dei loro transatlantici, attraverso i manifesti pubblicitari di Gabrielle Cadringher. La collezionista che ha reso possibile la realizzazione della mostra che vede esposti una trentina manifesti originali è anche autrice dell’omonimo volume Manifesti Navali edito da Jaca Book Edizioni e presentato al pubblico lo scorso anno.

Esposti i manifesti navali pubblicitari collezionati da Gabrielle Cadringher
Navi Bremen, Europa: Fastest Service to New York
Nave Queen Mary
Nave Esperia: Grand Express Europe-Egypt
Navi Indipendence, Constitution: American Export Lines

Nave United States: Europe to America
Navi Queen Mary, Queen Elizabeth
Navi Saturnia, Vulcania
Nave Olympic, Titanic: To United States and Canada
Nave Normandie: Southampton to New York

Nave Augustus: Navigazione Generale Italiana
Nave Mauretania: U.S.A. & Canada
Nave Ile de France: Hâvre, Plymouth, New York
Nave Berengaria: Europe America
Nave Nord America, La Veloce Navigazione Italiana a Vapore


Il manifesto marittimo ricostruisce una storia, che è artistica e culturale, umana e industriale insieme. Artistica perché naturalmente vi è un’evoluzione del design.
L’immagine della nave che fa la sua comparsa nel XIX secolo accompagnata da informazioni sulle rotte servite, assumerà un’importanza crescente dal punto vista grafico e visivo nei manifesti Art Nouveau. Nella successiva grande epoca Art Déco, maestri come Cassandre firmano opere – come per il Normandie o l’Atlantique – che rimangono nell’immaginario.
Infine, nel dopoguerra e sino alla fine delle rotte transatlantiche, il manifesto si adatta nuovamente al gusto del momento, quello dell’arte moderna.

Nave Olympic, Titanic: To United States and Canada

Nave Olympic, Titanic (Particolare)

Navi Bremen, Europa: Fastest Service to New York

Navi Bremen, Europa (Particolare)

____________________

È una storia culturale e umana perché, per più di un secolo, i transatlantici sono stati l’unico mezzo per viaggiare da un continente all’altro: “the only way to cross!” come scrive lo storico John Graham Maxwell. Milioni di passeggeri si sono serviti delle rotte transatlantiche, dai milionari che alloggiavano nelle suite dagli arredi da favola sino agli emigranti in cerca di un futuro migliore, ammassati in terza classe. Ma vi erano anche i funzionari coloniali, i militari, i commercianti, i turisti… folle di persone hanno viaggiato su queste navi, le più grandi macchine da trasporto che l’uomo abbia mai costruito.

Infine storia industriale, perché i transatlantici costituivano le “vetrine” dei loro rispettivi paesi, mettendone in opera tutte le capacità tecnologiche.
Gli interni dal canto loro, riflettevano i più recenti progressi, sia artistici che tecnici: si pensi ad esempio al Normandie, i cui arredi erano opera dei migliori artisti dell’epoca.
Questo mostra e questo libro vogliono raccontare la storia delle compagnie marittime e dei loro transatlantici attraverso i manifesti pubblicitari. Un intero secolo di avventure marittime e sociali è rievocato attraverso le storie artistiche, culturali, umane e industriali.
Nel volume sono riprodotti più di cento manifesti, dalle prime riproduzioni delle imbarcazioni del XIX secolo proseguendo verso l’Art Nouveau e l’Art Déco. Il Titanic, il Conte di Savoia, l’Imperator, l’Elisabethville, il Majestic, il Normandie, l’Atlantique, il Queen Mary, il Nieuw Amsterdam: sono qui rappresentate tutte le navi mitiche che hanno fatto parte della storia straordinaria – a tratti incredibile – delle compagnie marittime. Questi manifesti destinati a far sognare il pubblico di allora fanno sognare ancora oggi.

  • redazione
  • Mercoledì 1 Dicembre 2010

L’Opera al Nero: erotismo e femminino sacro in mostra

OkNotizie

Tweet

  • Tags: arte, fotografia, mostra, nudi
  • Lascia un commento
L'Opera al Nero - Dolls

L’Opera al Nero - Dolls

L’Opera al Nero apre il 19 novembre al circolo culturale Kalt di Torino una serie di mostre fotografiche (su tela) che porterà nell’insieme il nome di Dolls.
L’artista è Tania Bocchino, vive nel canavese ed è mossa dall’esigenza di conoscere quell’universo a tratti ineffabile che è quello del corpo. Forse in lei è accentuato l’interesse a causa di un disagio motorio (che non si presenta certo come un ostacolo per le sensazioni). Il corpo occupa per Tania un posto liminare fra il mondo interno e quello esterno, e per questo è forse il principale strumento di conoscenza. Ogni esperienza deriva da quelle sensazioni che sono raccolte sulla nostra pelle, nelle nostre viscere. L’esperienza che è senza dubbio l’origine, e non il fine. Da ciò deriva il titolo della prima serie di opere, le quali si richiamano alla prima fase del processo alchemico conosciuta anche come Nigredo, ovvero quella fase dove per la creazione di una sostanza perfetta si inizia dalla materia grezza, il piombo che diventa oro.

L’Opera al Nero - Dolls
L’Opera al Nero - Dolls
L’Opera al Nero - Dolls
L’Opera al Nero - Dolls
L’Opera al Nero - Dolls


“L’arte è sempre stata ricettacolo di tutta la simbologia sacra, che è poi la sede significante più immediata e diretta al nostro inconscio” scrive il curatore Luca Atzori. “Tania si propone di illustrare è il parallelismo fra la vita di Cristo e quella di ogni uomo. Questa serie di tele la si potrebbe intendere, più precisamente, come una narrazione di quel mito gnostico che è quello del Cristo Sophia. Sophia è una figura che compare anche nell’antico testamento (salmi, libro dei profeti) nell’apocrifo Saggezza di Salomone. Nel cristianesimo è diventata la parte femminile di Cristo (e non a caso messa in secondo piano)”.
Il tema attorno cui ruota l’arte di Tania è propriamente quello del femminino sacro. “Dentro l’opera di Tania possono essere scovate diverse chiavi di lettura. Quella più immediata è, forse, la più importante ed è quella concernente l’erotismo, come realtà del desiderio, ma soprattutto delle dinamiche universali stesse. L’uomo che con la sua ragione vorrebbe mettere ordine nel caos femminile”.
L’Opera al Nero rimane aperta fino al 3 dicembre.

  • redazione
  • Venerdì 19 Novembre 2010

Le Vite private di Erwin Olaf in mostra a Milano

OkNotizie

Tweet

  • Tags: arte, Erwin Olaf, Fondazione Forma, fotografia, Milano, mostra
  • Lascia un commento
Hotel, Kyoto (Room 211), 2009

Hotel, Kyoto (Room 211), 2009 (Erwin Olaf)

Ritrattista geniale, maestro della fotografia in studio, perfezionista nell’uso delle luci, il fotografo olandese Erwin Olaf è capace di raccontare, con i suoi scatti-cinematografici, storie e atmosfere dense e attraenti, sul confine con il sogno.

The Hallway, 2005
Hope 5, 2005
Suus, 2008
Hotel, Winston Salem (Room 438), 2009
Hotel, Kyoto (Room 211), 2009


La sua scena preferita è la dimensione privata: l’interno delle case, i colloqui quasi silenziosi, gli sguardi. Le atmosfere in cui fa muovere i protagonisti delle sue creazioni sono spesso ispirate ai film anni Cinquanta.

The Hallway, 2005

The Hallway, 2005 (Erwin Olaf)

La sua prima grande mostra personale in Italia, Vite private ha inaugurato ieri a Milano e resterà aperta fino al 12 settembre, presso la Fondazione FORMA per la Fotografia. La mostra  presenta sette tra le ultime e più significative serie realizzate: Rain, Hope, Grief, Fall, Dawn, Dusk e Hotel.

  • photo_department
  • Giovedì 17 Giugno 2010

Bambini eroi e attori nelle stupende foto di Achim Lippoth, in mostra a Parigi

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Achim Lippoth, arte, fotografia, mostra, Parigi
  • Lascia un commento
Class of 1954

Class of 1954 (Achim Lippoth / Galerie Paris-Beijing)

Inaugura il 20 maggio a Parigi alla galleria Paris-Beijing “1954″, mostra delle opere fotografiche di Achim Lippoth.
Di origini tedesche, Lippoth è uno dei più grandi fotografi di moda infantile al mondo. Forte di questa esperienza, è naturale che egli abbia fatto ancora una volta appello ai bambini per mettere in scena i suoi lavori personali.

Class of 1954
1954
1954
1954
Class of 1954

Class of 1954
1954
1954
Class of 1954
1954

Wrong Right Wrong
Wrong Right Wrong
Wrong Right Wrong
Class of 1954
Class of 1954

Class of 1954
Wrong Right Wrong
1954
1954
Wrong Right Wrong


Infatti nel lavoro di Lippoth sono soprattutto i bambini gli eroi e gli attori, lasciando gli adulti in secondo piano. Orchestrate e messe in scena con la mano del maestro, le sue foto esplorano la complessità della relazione bambini/adulti, o come bambini a volte incontrollabili debbano rispondere alle attese degli adulti, a cui reagiscono con la ribellione o con il rispetto.

Sono così passate in rassegna tutte le facce dell’infanzia, tutti i sentimenti e gli ostacoli che assillano i piccoli quando vivono questo periodo di transizione verso l’età adulta: l’innocenza, la disciplina, la conformità, il cameratismo, lo scherzo, la disperazione, la presa di coscienza…
La fotografia non lascia niente al caso. Abituato alle tecniche di messa in scena teatrale o cinematografica, ha fatto ricorso a scenografie, costumi d’epoca, tecniche d’illuminazione da studio per dare a queste immagini verosimiglianza di passato.

1954

1954 (Achim Lippoth / Galerie Paris-Beijing)

Nella serie “1954” la generazione del baby boom si immergerà inevitabilmente nei suoi ricordi d’infanzia e di scuola. Nella sorprendente serie “Wrong Right Wrong“, invece, i ruoli e le responsabilità si invertono: si vede un padre irresponsabile e depresso di cui il figlio di dieci anni deve occuparsi; allo stesso tempo divertente, assurda e inquietante, questa serie la dice lunga: secondo Lippoth, senza l’intervento degli adulti, i bambini sarebbero più inclini a conformarsi spontaneamente alla regole della società dei loro coetanei.

Wrong Right Wrong

Wrong Right Wrong (Achim Lippoth / Galerie Paris-Beijing)

Nato nel 1968 a Lisofen, Achim Lippoth è diplomato in fotografia all’Universita di Cologne. Ha iniziato la sua carriera come fotografo freelance e ha creato la rivista Kid’s wear nel 1995, che divenne ben presto indispensabile nel mondo della moda per bambini. Ha ricevuto numerosi premi per i suoi lavori sia pubblicitari che artistici, tra cui l’IPA - Fotografo dell’anno nel 2006. I suoi lavori sono regolarmente pubblicati sulle riviste internazionali più prestigiose come Life Magazine, The New York Times, Eyemazing, Vogue…

  • redazione
  • Mercoledì 19 Maggio 2010

Da Milano a NY, la distruzione delle città nell’arte di Tom Porta

OkNotizie

Tweet

  • Tags: arte, Milano, mostra, Tom Porta
  • Lascia un commento
Tom Porta - La Nube Purpurea. Milano, Torre Velasca

Tom Porta - La Nube Purpurea. Milano, Torre Velasca

Dopo la preview, tenutasi nello spazio Zeus durante il Salone del Mobile, l’opera di Tom Porta sarà esposta a Milano in tutta la sua completezza in via Cesare Correnti (8 - 23 maggio 2010; inaugurazione venerdì 7 maggio, ore 18.30).
Uno spazio non-galleria, una TemporaryGallery che per due settimane si trasformerà nel mondo di Porta, con Extinction Agenda III, Fair Warning. La mostra a cura di Mario Giusti, raccoglierà nel catalogo i contributi di Luca Beatrice, Franco Bolelli, Eugenio Finardi e Igor Zanti.

Tom Porta - La Nube Purpurea. Milano, Torre Velasca
Tom Porta - Nube Purpurea. Milano, Stazione Centrale
Tom Porta
Tom Porta - No Hope
Tom Porta - Extinction Agenda III

Tom Porta - Extinction Agenda III
Tom Porta - Extinction Agenda III
Tom Porta - Extinction Agenda III
Tom Porta - Andy’s leftover
Tom Porta - Nube Purpurea. Milano, Tram

Tom Porta - Extinction Agenda III
Tom Porta - Big wave II After Hokusai
Tom Porta - Extinction Agenda III
Tom Porta - No Man s Land Brandebugr Berlin
Tom Porta - Rusting Rolls


Il percorso del giovane pittore milanese inizia con la mostra La Nube Purpurea - Extinction Agenda I dedicata a Milano nel 2007 si è poi allargato all’Europa con il II capitolo del 2008, No Man’s Land, per arrivare fino ad oggi con una nuova sfida: gli USA. L’America ed i suoi simboli colpiti ed affondati, pur ritratti nella loro più genuina bellezza e democraticità, corrotti e arrugginiti, alla fine del folle sogno del mondo contemporaneo. Alla faccia delle mode e di Hollywood che ha scelto oggi il trend della distruzione del mondo, Tom Porta non dedica la minima attenzione, lui non deve vendere emozioni digitali. Anzi combatte quella visione come una gigantesca plastica facciale che distrugge i veri contorni delle emozioni e tutto è travolto dal tratto dell’artista.
Ventisette tele compongono la mostra Extinction Agenda III, Fair Warning; il simbolo della X rossa testimonia la presenza dell’uomo anche se mai visibile fino a ora. Porta in questo ultima
fase ci lascia una speranza, mostrandoci, proprio nella sua ultima tela, l’uomo vivo, che ancora
vaga nel mondo, in un’irriconoscibile Route66, cercando la luce.

I temi coinvolti passano dal cinema alla letteratura, fino ad arrivare alla musica.
I simboli riconosciuti dalla massa sono distrutti volontariamente dall’artista e sembrano togliere la speranza che ormai non è più riconosciuta neanche all’America, paese dei balocchi per eccellenza.
Ma, come dice F. Bolelli in uno scritto presente nel catalogo in uscita per la mostra: “…per quanto distruttive possano essere le circostanze che li hanno determinati, lì c’è una nuova opportunità, lì si può reinventare…”.

  • photo_department
  • Giovedì 6 Maggio 2010

“Pop Life: Art in a Material World” in mostra ad Amburgo

OkNotizie

Tweet

  • Tags: Amburgo, arte, Kunsthalle, mostra, Pop Life
  • Lascia un commento
La sculturA <i>Hiropon</i> del giapponese Takashi Murakami

La scultura Hiropon del giapponese Takashi Murakami (EPA/MARCUS BRANDT)

Curata dalla Tate Modern di Londra - dove già è stata esposta nello scorso ottobre,  inaugura ora alla Kunsthalle di Amburgo, la mostra Pop Life: Art in a Material World.
Tra le opere presentate, ecco ritratte in queste immagini quelle di Keith Haring, Damien Hirst, Martin Kippenberger, Richard Prince, Jeff Koons e Takashi Murakami.

La sculturA Hiropon del giapponese Takashi Murakami
False Idol di Damien Hirst
Exaltation, della serie Made in Heaven di Jeff Koons
Bourgeois Bust - Jeff and Ilona di Jeff Koons
Untitled di Maurizio Cattelan

Spiritual America IV di Richard Prince
Pop Shop di Keith Haring

  • photo_department
  • Martedì 9 Febbraio 2010

“Green Life: Costruire città sostenibili”, la mostra di Legambiente

OkNotizie

Tweet

  • Tags: architettura, ecologia, Legambiente, Milano, mostra, Triennale
  • Lascia un commento
Expo di Hannover, 2000. Progetto: Thomas Herzog (Foto di Verena Herzog Loibl)

Tetto dell'Expo di Hannover, 2000. Progetto: Thomas Herzog

Ha inaugurato ieri sera alla Triennale di Milano la mostra “Green Life: costruire città sostenibili”, curata da Legambiente, dedicata agli architetti e alle città che “hanno saputo darsi una visione del futuro, hanno adottato strategie coraggiose, hanno messo in atto azioni concrete per un’architettura più sostenibile“. Obiettivo del progetto è dare evidenza a come urbano e sostenibile non siano oggi in contrapposizione ma che, anzi, proprio dalle città sostenibili del prossimo futuro possono giungere risposte e soluzioni concrete.

Tetto dell’Expo di Hannover, 2000. Progetto: Thomas Herzog
Kraanspoor, Amsterdam, 1997. Progetto: Ontwerpgroep Trude Hooykaas
Linked Hybrid Beijing, Cina. Progetto: Steven Holl Architects
Il Genzyme Centre a Cambridge, 2004. Progetto: Stefan Behnisch
Il nuovo terminal dell’aeroporto Barajas di Madrid, 2006. Progetto: Richard Rogers Partnership

La locandina della mostra

Legambiente e la Triennale affrontano questo tema mettendo al centro i grandi architetti. Le città del fututo “potranno dare speranza a quella metà della popolazione mondiale che è diventata urbana, talvolta cingendo d’assedio i nuclei storici con nuovi agglomerati di fango e lamiera. È necessario passare dall’utopia alla realizzazione, per dimostrare che è possibile vivere diversamente negli spazi urbani; bisogna interpellare i saperi, della scienza e della cultura, perché nessuno è autosufficiente“.

Tra le altre opere in mostra, quelle degli architetti Thomas Herzog, Norman Foster, Renzo Piano e Richard Rogers, che già nel 1996 decisero di promuovere la Carta Europea per l’Energia Solare nell’Architettura e nella Pianificazione Urbanistica, a cui aderirono altri progettisti.

  • photo_department
  • Venerdì 5 Febbraio 2010
« Articoli precedenti

Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus Ami la fotografia? Partecipa a Fotofocus

Il meglio del 2011 attraverso le immagini Il meglio del 2011 attraverso le immagini

Fotoblog, il mondo in diretta Fotoblog, il mondo in diretta


Feature

LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA

Fotoreportage e grandi autori Fotoreportage e grandi autori

LE FOTO PIÙ SEXY DELLA SETTIMANA LE FOTO PIÙ SEXY DELLA SETTIMANA

LE RAGAZZE DI PERISCOPIO LE RAGAZZE DI PERISCOPIO


FacebookTwitter
MobileFeed rss
FacebookTwitter

ANIMALI, le foto più belle ANIMALI, le foto più belle

I VOLTI DELLA SETTIMANA I VOLTI DELLA SETTIMANA

Archivi

  •  2012
    • Febbraio 2012
    • Gennaio 2012
  •  2011
    • Dicembre 2011
    • Novembre 2011
    • Ottobre 2011
    • Settembre 2011
    • Agosto 2011
    • Luglio 2011
    • Giugno 2011
    • Maggio 2011
    • Aprile 2011
    • Marzo 2011
    • Febbraio 2011
    • Gennaio 2011
  •  2010
    • Dicembre 2010
    • Novembre 2010
    • Ottobre 2010
    • Settembre 2010
    • Agosto 2010
    • Luglio 2010
    • Giugno 2010
    • Maggio 2010
    • Aprile 2010
    • Marzo 2010
    • Febbraio 2010
    • Gennaio 2010
  •  2009
    • Dicembre 2009
    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
  • Home
  • Fotogallery
  • EPOCA
  • Edicola
  • Archivio
  • Info
torna su
  • Condizioni di partecipazione
  • Credits
  • Scrivi a Panorama
  • Feed Rss
  • Privacy
  • Gruppo Mondadori
  • Pubblicità
  • Abbonamenti
  • Scopri i siti mondadori
  • R101
Arnoldo Mondadori Editore
© 2007 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. - Partita IVA 08386600152