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neve

Il Foro romano innevato (Piergiorgio Pirrone/LaPresse)
Dimenticando per un attimo tutti i guai che il gelo e la neve hanno portato con sé, vi proponiamo una settimana di nevicate sull’Italia intera in una serie di immagini che raccontano il lato più bello della neve, che ridisegna i paesaggi e ammorbidisce il volto delle città.
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Il Foro romano innevato
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La nevicata del 2012
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La lupa sul Colle Capitolino, Roma
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San Giuliano, Venezia
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Piazza del Campo, Siena
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Piazza San Pietro, Città del Vaticano
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Valle Peligna, Sulmona, L’Aquila
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Una bicicletta vicino a una fermata del metrò, Milano
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Roma
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Novafeltria, Rimini
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Arco della Pace, Milano
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Un macaco del Giappone al Bioparco di Roma
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L’Altare della Patria innevato, Roma
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Roma innevata vista dal Pincio
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Il porto di Livorno
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Il Duomo di Milano
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La mole antonelliana, Torino
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Parco Sempione, Milano
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Oltre 60 cm di neve a Montesarchio, Benevento
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Avezzano, L’Aquila
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Roma, la targa di una vecchia Fiat 500 ricoperta dalla neve
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Barche innevate a Genova
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I Fori Imperiali e il Colosseo innevati, Roma
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La neve a Roma
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La neve ricopre le auto parcheggiate sulla Salaria, Roma
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Viticuso, Frosinone
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Sulmona, L’Aquila
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Ghiaccio nelle fontane a Genova
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Sci di fondo a Torino
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Piazza San Carlo a Torino

Il Duomo di Milano (AP Photo/Lapresse, Gian Mattia D
Il grande gelo, le venti foto più belle

San Giuliano, Venezia (AP Photo/Luigi Costantini)
Ondata di neve e gelo sull’Europa

Oltre 60 cm di neve a Montesarchio, Benevento (Ansa/Enzo Russo)

Berlino, pattinando sul lago ghiacciato (Ansa/EPA/Maurizio Gambarini)
Un’ondata di freddo e gelo ha investito l’Europa centro-orientale portando le temperature in Ucraina e altri Paesi dell’est addirittura al di sotto dei 30 gradi Celsius.

Germania, germogli di canna coperti da ghiaccio (AP Photo/dapd, David Hecker)
Pur non dimenticando i disagi che si sono generati, ci godiamo lo spettacolo della natura in queste stupende foto.
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Germania, germogli di canna coperti da ghiaccio
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Svizzera, Davos
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Berlino, pattinando sul lago ghiacciato
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Minsk, fredda mattina d’inverno
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Germania, riflessi sul fiume ghiacciato
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Romania, diga ricoperta di ghiaccio a Constanta
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Istanbul innevata
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Romania, gabbiano sulle acque ghiacciate del Mar Nero
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Kiev, il parco
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La chiesa più alta della Germania
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Germania, monte Schauinsland
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Germania, escursionisti sul monte Kahler Asten
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Monaco di Baviera, pattinando sul canale ghiacciato del castello di Nymphenburg
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Germania, battello tra il ghiaccio sul fiume Elba
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Ucraina, pescatore avvolto in telo di plastica a mo’ di tenda
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Germania, bolle d’aria nel ghiaccio del fiume Reno
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Spagna, Rubi
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Spagna, la spiaggia di La Concha a San Sebastian
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Kiev, attraverso il finestrino di un bus
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Romania, sulle rive ghiacciate del Mar Nero
Vedi anche: ONDATA DI NEVE E GELO SULL’EUROPA

Kiev, il parco (Ansa/EPA/SERGEY DOLZHENKO)

Bucarest, Romania (Epa/Robert Ghement)
Un’ondata di gelo e abbondanti nevicate stanno da giorni flagellando l’Europa e, in particolare, i Paesi dei Balcani e dell’Europa centrorientale, dove si contano decine di morti. In molti casi si registrano situazioni di emergenza, con prolungati blackout elettrici e interruzioni nella circolazione stradale e ferroviaria a causa della neve e del ghiaccio. In tutti i paesi della regione le temperature sono scese in pianura di molto al di sotto dello zero, con punte fino a -27 nel sudest della Polonia. In Tutto il Paese, da novembre sono morte per il freddo 52 persone, 12 delle quali a partire da giovedì scorso.
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Bucarest, Romania
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Belgrado, Serbia
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Pristina, Kosovo
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Vilnius, Lithuania
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Bucarest, Romania
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Torino, Italia
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Kiev, Ucraina
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Monti Tatra, Polonia meridionale
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Mitterfirmiansreut, Baviera, Germania
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Winterberg, Germania
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Bucarest, Romania
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Kiev, Ucraina
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Kurovichi, Bielorussia
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Pristina, Kosovo
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Bucarest, Romania
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Bucarest, Romania
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Vilnius, Lithuania
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Winterberg, Germania
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Sofia, Bulgaria
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Sofia, Bulgaria
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Utrecht, Paesi Bassi
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Bucarest, Romania
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Varsavia, Polonia
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Kiev, Ucraina
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Glina, Romania
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Glina, Romania
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Glina, Romania
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Bucarest, Romania
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Bucarest, Romania
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Torino, Italia
Almeno 30 persone - per la maggior parte persone senza dimora - sono morte negli ultimi cinque giorni in Ucraina per un’ondata di freddo che ha portato la temperatura alla minima record di -33 Celsius. Altre 500 persone sono state ricoverate in ospedale per patologie legate al freddo, tra cui l’assideramento. Le previsioni meteo non fanno ben sperare per i giorni a venire. Il governo ucraino ha fatto sapere di aver allestito 1.590 tende riscaldate su tutto il territorio del Paese, e altre 150 sono in via di realizzazione. A causa del clima polare che ha investito il Paese, sono state chiuse 3.200 scuole.

Vilnius, Lithuania (AP Photo/Mindaugas Kulbis)
In Serbia almeno cinque persone sono morte nelle ultime ore ed anche in Bulgaria si registrano finora almeno cinque vittime del gelo. Sei finora i morti per il gran freddo in Romania, dove le basse temperature hanno toccato i -27 gradi. Mai così freddo da 26 anni in Germania, dove è prevista che le temperature scendano fino a -20 gradi C.

Kiev, Ucraina (AP Photo/Sergei Chuzavkov)
Intanto anche in Italia c’è allerta da giorni per le temperature polari che stanno accompagnando l’arrivo di neve e ghiaccio. Il freddo ‘’siberiano” dovrebbe interessare il nostro Paese per le prossime due settimane, con la conseguente formazione di strati di ghiaccio sulle strade. Sono previste minime al di sotto dei 10 gradi in numerose località, non solo di montagna, ma già ieri il termometro è sceso in picchiata in Veneto (-16 a Marcesina e - 14 ad Asiago, nel vicentino).Da sabato non ha praticamente smesso di nevicare sul nord ovest, con 20 centimetri a Torino ed oltre mezzo metro nel cuneese. Le regioni interessate si sono preparate per fronteggiare le nevicate, il gelo e i probabili disagi alla circolazione, mobilitando mezzi spartineve e spargi-ghiaccio, oltre a squadre di spalatori (mille solo a Torino), e predisponendo anche luoghi di accoglienza per i senzatetto.

Torino, Italia (Fabio Ferrari/LaPresse)

Edmond, Oklahoma (AP Photo/Daily Oklahoman, David McDaniel)
Due terzi degli Stati Uniti sono nella morsa di una tempesta invernale di portata storica, sepolti da cumuli di neve e nevischio. La tempesta, una delle più violente dal 1950 secondo la Nasa, ha colpito un’area vasta più di 3.000 chilometri e un terzo della popolazione in una trentina di Stati, soprattutto nel Midwest.
Per le particolari combinazioni delle correnti di aria calda provenienti dal Golfo del Messico e quelle di aria fredda provenienti dal Mare Artico, un vento tagliente, con raffiche fino a 80 chilometri orari, si sta abbattendo sul Paese insieme a neve e pioggia gelida, facendo scendere la temperatura a livelli polari, trasformando le strade in piste di ghiaccio e bloccando i trasporti. Migliaia le macchine finite fuori strada e altrettante quelle rimaste bloccate dalla neve. Tantissimi gli automobilisti soccorsi dalla Polizia Stradale e dai Vigili del Fuoco lungo le maggiori autostrade della zona. In grosso affanno il traffico aereo: oltre 10 mila i voli cancellati su tutti i maggiori scali del Nordest.
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Chicago, Illinois
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Chicago, Illinois
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Chicago, Illinois
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Chicago, Illinois
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Chicago, Illinois
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New York
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Barre, Vermont
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Dallas, Texas
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Chicago, Illinois
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Tulsa, Oklahoma
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Edmond, Oklahoma
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Indianapolis, Indiana
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Cohassett, Massachussets
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Salem, New Hampshire
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Chicago, Illinois
A Chicago - considerata l’epicentro di questa ondata di maltempo - sono scesi oltre 45 cm di neve: la più grande nevicata in più di 40 anni; per la prima volta nella storia l’Interstate 70, in Missouri, tra St.Louis e Kansas City, è stata interrotta; un giornale a Tulsa, in Ohio, ha annullato la sua edizione in carta stampa per la prima volta in più di un secolo. E la neve continua a cadere. I metereologi avvertono che mettersi in viaggio potrebbe essere fatale. Gli uomini della Federal Emergency Management Agency (Fema), l’agenzia della Protezione Civile, hanno riferito di essere intervenuti in una vastissima area del Paese, dall’Arkansas al Connecticut, dall’Illinois, all’Indiana, nel Kansas, Missouri, New Jersey, stato di New York, Ohio, Oklahoma, Pennsylvania, Rhode Island e infine Wisconsin

Salem, New Hampshire (AP Photo/The Eagle-Tribune, Tim Jean)
Barack Obama s’è occupato direttamente dell’enorme tempesta di neve: ha avuto una lunga riunione alla Casa Bianca per mettere a punto il coordinamento degli interventi di soccorso e limitare i danni di questa enorme perturbazione, assieme al ministro della Sicurezza interna Janet Napolitano e ai vertici della Fema. (Ansa/Agi)

Mosca, rami di sorbo e sullo sfondo la torre del Cremlino (Ansa/EPA/SERGEI ILNITSKY)
Con le nevicate dei giorni scorsi, dall’Europa all’America, e successive piogge, il ghiaccio ha creato stupendi giochi della Natura, da Mosca a Ginevra, da Roma a Novogrudok a Zurigo: bacche di rosa canina che sembrano contornate da cristallo, fontane e sculture ricoperte da coni di ghiaccio, rami di sorbo lucenti che lasciano intravvedere le torri del Cremlino sullo sfondo…
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Mosca, rami di sorbo e sullo sfondo la torre del Cremlino
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Novogrudok (Bielorussia), bacche di rosa canina coperte di ghiaccio
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Zurigo, scultura ghiacciata in una fontana
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Mosca, il ghiaccio ricopre ramoscelli e fili della luce
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Mosca, il ghiaccio ricopre rami al parco Kolomenskoe
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Ginevra, un recinto ghiacciato sul lago
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Mosca, attraverso i rami ghiacciati la Cattedrale dell’Ascensione al parco di Kolomenskoe
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Roma, la fontana di Piazza della Repubblica
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Ginevra, sulle rive del Lago
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Novogrudok (Bielorussia), bacche di rosa canina coperte di ghiaccio
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Mosca, ghiaccio sui rami e sullo sfondo le torri della cattedrale di San Basilio sulla Piazza Rossa
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Roma, la fontana di Piazza della Repubblica
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Ginevra, cigno sul lago dietro un divieto incrostrato di ghiaccio
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Zurigo, fontana ricoperta di ghiaccio
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Ginevra, barche ricoperte di ghiaccio presso il porto di Reposoir
ROMA, LO SPETTACOLO DEL GHIACCIO SULLA FONTANA DELLE NAIADI

Isola di Daebu, corpi nudi strofinati con la neve (AP Photo/Ahn Young-joon)
L’Isola di Daebu si trova nel Mar Giallo, all’interno dei bordi comunali di Ansan città, Corea del Sud. Qui per una cinquantina di ragazzini sudcoreani si tiene una tre giorni da brividi per temprarli mentalmente e fisicamente.
Alcuni studenti delle scuole elementari e medie partecipano a un campo invernale militare per bambini presso il Campo Cheongryong di addestramento all’abnegazione.
Eccoli quindi in esercitazione con la maschera anti-gas pronti a un attacco chimico o con il dorso nudo a strisciare o ad urlare tra la neve gelida, o ancora a strofinarsi il petto nudo di neve…
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Isola di Daebu, corpi strofinati con la neve
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Isola di Daebu, gli studenti urlano mentre giaccono a petto nudo sulla neve
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Isola di Daebu, gli studenti urlano durante l’esercitazione
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Isola di Daebu, esercitazione di attacco chimico
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Isola di Daebu, esercitazioni sdraiati sulla neve
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Isola di Daebu, gli studenti strisciano sulla neve
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Isola di Daebu, gli studenti indossano la maschera anti-gas

Strada Georges Pompidou: sullo sfondo il Ponte delle Arti e la Tour Eiffel (AP Photo/Remy de la Mauviniere)
Dopo la neve che ha creato il caos dei voli nei cieli parigini, ora è tempo di acqua alta e la capitale francese sembra una nuova Venezia d’Oltralpe.
Le abbondanti nevicate dei giorni scorsi hanno fatto salire il livello della Senna (+5 cm nella sola giornata di ieri) tanto che a Parigi sono sospesi i famosi bateaux-mouches (il servizio è fermo ormai dal giorno di Natale).

L'acqua lambisce i piedi degli alberi lungo la Senna (AP Photo/Remy de la Mauviniere)

Il lungosenna allagato (AP Photo/Remy de la Mauviniere)
Le condizioni di navigazione restano difficili e quindi nessun battello partirà neanche oggi, ha confermato la Compagnie des bateaux-mouches, creata nel 1949 da Jean Bruel.
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Strada Georges Pompidou: sullo sfondo il Ponte delle Arti e la Tour Eiffel
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L’acqua lambisce i piedi degli alberi lungo la Senna
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Allagata e chiusa al traffico la strada Georges Pompidou
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Spingendo una bicicletta sulla strada allagata Georges Pompidou
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La strada Georges Pompidou attraversa Parigi costeggiando la Senna
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Strada Georges Pompidou, sullo sfondo l’Ile de la Cité
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Alberi sulla riva destra della Senna bagnati dall’acqua
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La strada Georges Pompidou parzialmente allagata
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Il lungosenna allagato
Il fiume ha sommerso anche diverse centinaia di metri di lungosenna. Anche i tratti più turistici, come quelli intorno alla cattedrale di Notre-Dame, sono chiusi al pubblico da sabato. Nei pressi del ponte dell’Alma, a due passi dalla Tour Eiffel, la famosa statua dello Zuavo, con la quale i parigini misurano il livello delle acque del fiume, ha ormai i piedi sommersi da sabato. Sembra che l’immersione massima fu fino alla barba, con la piena del 1910.
Ma dalla prefettura della capitale francese per ora non c’è nessun messaggio di panico: ieri sera la Senna era stata misurata a 3,74 metri al livello del ponte d’Austerlitz, niente a che vedere con gli 8,62 metri registrati cent’anni fa. (ANSA)

Commonwealth Avenue, Boston (AP Photo/The Boston Globe, Yoon S. Byun)
Investita nella notte tra domenica e lunedì da quasi mezzo metro di neve, New York è ancora semi paralizzata. Le principali avenue di Manhattan, dove al momento circolano pochissime automobili, sono già state parzialmente spalate, ma le street, le strade laterali, sono praticamente impossibili da attraversare.
I trasporti pubblici funzionano poco e a singhiozzo: circolano pochi autobus (mentre decine di mezzi, in particolare quelli articolati, non di rado sono rimasti bloccati nelle curve dalla neve e quindi abbandonati dai conducenti), mentre diversi treni della metropolitana non sono riusciti a raggiungere il sottosuolo di Manhattan a causa degli scambi ghiacciati dal gran freddo.
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Atlantic City, New Jersey
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Spazzaneve davanti al teatro Winter Garden in Times Square, New York
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Neve sul ponte di una barca al Great Bridge Locks Park di Chesapeake, Virginia
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Commonwealth Avenue, Boston
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Neve davanti a un autonoleggio su una strada di Manhattan, New York
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Centro di Newark, New Jersey
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Strada innevata al centro di Newark, New Jersey
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Long Island, New York
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Neve spazzata dal vento nel quartiere di Brooklyn, New York
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Aeroplano della US Airways all’aeroporto di Philadelphia
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Squadre di spazzaneve al lavoro sulle piste dell’aeroporto di Philadelphia
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Squadre di spazzaneve al lavoro per pulire le piste dell’aeroporto di Philadelphia
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A spasso sulla neve a Boardwalk, Atlantic City
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Raleigh, North Carolina
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Buskey Road nelle zone rurali del sud di Chesapeake, Virginia
I principali aeroporti della regione rimangono chiusi al traffico. Lo scalo di Newark, nel New Jersey, dovrebbe riaprire intorno alle 12:00 locali (la 18:00 italiane), il La Guardia intorno alle 14:00 (le 20:00 italiane), il Jfk intorno alle 16:00 (le 22:00 italiane). Diversi aerei sono stati bloccati per ore su una delle piste laterali del Kennedy, come quello del volo 004 della Virgin Atlantic, per oltre quattro ore.
Un pullman con una cinquantina di passeggeri è tuttora bloccato nei pressi di West Trenton, nel New Jersey. Ci sono forti disagi anche per i servizi ferroviari: mentre riprendono pian piano i collegamenti tra New York e Boston i treni pendolari sono praticamente tutti fermi.
I servizi del comune stanno lavorando a pieno ritmo, per normalizzare la situazione nelle prossime ore. Gli spazzaneve in funzione sono 1.700, mentre 365 mezzi speciali stanno spargendo sale per tutta la città. Gli operai al lavoro sono 4.800 circa, con turni straordinari di 12 ore.
Il sindaco della città Michael Bloomberg, ha chiesto ai newyorchesi di spostarsi il meno possibile, ma Central Park, con i vialetti già spalati, è pronto ad accogliere migliaia di newyorchesi e di turisti, pronti a battaglie di palle di neve in cambio di una cioccolata calda. (ANSA)
CARTOLINE DALL’INVERNO: LA NEVE IMBIANCA L’EUROPA

Feldberg, Germania (AP Photo/Michael Probst)
L’inverno è arrivato con anticipo in buona parte dell’Europa, dove forti nevicate stanno causando importanti disagi alla circolazione stradale e al traffico aereo. La neve porta però con sé anche tanta bellezza: in questa fotogallery, un piccolo tour nel vecchio continente imbiancato.

Riverside Livery Denny, Scozia (AP Photo/Andrew Milligan)
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Arosa, Svizzera
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Gelsenkirchen, Germania
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Riverside Livery Denny, Scozia, GB
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Schierke, Germania
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Newcastle, Inghilterra, GB
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Feldberg, Germania
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Pontop Pike, Inghilterra, GB
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Carronbridge, Scozia
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Dietges, Germania
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Una guardia scozzese all’ingresso del St. James’s Palace di Londra
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Mallersdorf-Pfaffenberg, Germania
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Hampstead Heath, Londra, Gran Bretagna
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Dresda, Germania
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Varsavia, Polonia
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Lofer, Austria
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Francoforte, Germania
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Riverside Livery Denny, Scozia, GB
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Newcastle City, Gran Bretagna
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Feldberg, Germania
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Thionville, Francia
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Lofer, Austria
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Villers-les-Nancy, Francia
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Murmansk, Russia
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Hampstead Heath, Londra
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Zurigo, Svizzera
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Praga, Repubblica ceca
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Monaco di Baviera, Germania
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Sarreguemines, Francia
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San Pietroburgo, Russia
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Lago di Mälaren a Stoccolma, Svezia

Arosa, Svizzera (Epa/Alessandro Della Bella)

Sappada, provincia di Belluno (Ansa/Luciano Solero)
Neve fino a 1.000 metri di quota e i passi Stelvio, Rombo, Pennes e Stalle chiusi per motivi di sicurezza: il Trentino Alto Adige la nuova settimana è iniziata con un anticipo d’inverno che sta causando non pochi problemi alla viabilità.
Molti automobilisti viaggiano infatti ancora con le gomme estive. Le strade di montagna sono però percorribili solo con attrezzatura invernale. Davvero invernali le temperature in montagna: a 2000 m -3, a 3000 m -7 gradi.
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Sappada, provincia di Belluno
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Spazzaneve a Sappada, nel Bellunese
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Aosta con le montagne circostanti innevate
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Prima nevicata a San Genesio, Bolzano
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San Genesio, Bolzano
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Cerbiatti nei boschi di Sappada, Bellunese
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Boschi attorno a Sappada, nel bellunese
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Sappada, nel Bellunese
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San Genesio, nei pressi di Bolzano
Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco per la caduta di alberi e rami appesantiti dalla neve: per questo motivo è stata chiusa la statale 48 delle Dolomiti al passo di S.Lugano, per cui la val di Fiemme è raggiungibile con una deviazione in Valfloriana. La statale resterà chiusa probabilmente fino a domani, si apprende dalla Polizia stradale. Sono stati inoltre chiusi i passi Fedaia, San Pellegrino e Valles sul lato Veneto. La val di Fassa, il passo del Tonale e passo Campo Carlo Magno sono transitabili solo con l’attrezzatura invernale.
La notte scorsa ha nevicato anche in Valle d’Aosta sopra i 1.300 metri di quota. Le precipitazioni, di lieve entità, hanno interessato in particolare la zona sud-occidentale della regione, tra il Monte Bianco e le valli del Gran Paradiso. Non sono segnalati problemi alla viabilità.

Cerbiatti nei boschi di Sappada, Bellunese (Ansa/Luciano Solero)
Spunti di neve stamani a Cortina e sulle località dolomitiche venete, ma poi i fiocchi hanno lasciato spazio a pioggia e nevischio al di sotto dei 1.100-1.200 metri d’altitudine. Sopra i 2.000 metri, fino alle 8 di stamani, sulle Dolomiti la neve fresca ha toccato i 20-30 centimetri di accumulo. Ad Arabba, a 1.600 metri, sono caduti 16 centimetri, mentre a Pecol di Zoldo (1.370 m.) 4 centimetri. Le nevicate dovrebbero proseguire per buona parte della giornata. (ANSA)

Un gruppo di suore a piazza Barberini (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)
(ANSA) - ”Roma oggi sembra Vienna”. Meraviglia tra turisti e romani che oggi godono di una spettacolo particolare, una Roma imbiancata dalla neve. Fiocchi sul Colosseo, a Via Veneto, Fontana di Trevi, Piazza Venezia, la scalinata di Piazza di Spagna, via del Corso e il Lungotevere. Neve anche a Piazza San Pietro. In molti, turisti e impiegati, affacciati dalle finestre dei palazzi altri in strada a scattare foto, cercando immortalare le traiettorie imbiancate disegnate nell’area dal vento. ”Roma è diventata come una cartolina o un souvenir sottovetro quando scuoti una palla di vetro e la città si imbianca nel vortice dei fiocchi di neve”, ha detto un passante mentre altri turisti escono stupiti e incantati fuori dagli alberghi. A terra un leggero manto di neve mentre anche le ambulanze sono costrette a rallentare e ‘impavidi’ motociclisti sfidano vento e neve colpiti dai fiocchi sui caschi.
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Un gruppo di suore a piazza Barberini
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Piazza Campo de Fiori
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Due turiste in piazza Venezia
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Corso Rinascimento
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Piazza Navona
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L’arco di Costantino
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La statua di Giuseppe Garibaldi al Gianicolo
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La scalinata di Trinità dei Monti
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Via dei Fori Imperiali
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L’aeroporto di Ciampino
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Piazza di Spagna
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Via dei Fori Imperiali
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La statua di Giuseppe Garibaldi al Gianicolo | Quattro preti si riparano con ombrelli in piazza San Pietro in Vaticano.
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Colosseo | Una veduta di Roma dal Gianicolo
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Turisti davanti al Colosseo
L’ultima volta che Roma ha visto cadere fiocchi di neve su buona parte della città è stato nel gennaio 2005. Anche la scorsa volta, era il 27 gennaio e nevicè però di notte, la zona maggiormente interessata da una leggera coltre bianca fu quella a sud della capitale. E la neve fece la sua comparsa, anche se per pochi istanti, anche a gennaio del 2004 e poi, ancora più indietro negli anni, a febbraio del 1999. Ma la nevicata, questa volta con tutta città imbiancata, è quella dell’11 febbraio 1986, quando alle 8 del mattino Roma si sveglio sotto molti centimetri di neve.
”Era una nevicata prevista - ha detto esponsabile dell’Osservatorio meteo del Collegio Romano, Franca Mangianti - in quanto si sono create le condizioni meteorologiche giuste ma abbastanza rare”. Tre gli elementi del raro cocktail che ha imbiancato la capitale, dal centro alle zone limitrofe, ha spiegato Mangianti: ”La bassa pressione sul Golfo di Genova, la temperatura intorno allo zero e l’alta umidità. Una combinazione sicuramente non facile da avere contemporaneamente e che invece si è creata generando il fenomeno”. (ANSA).

(EPA/S. SABAWOON)
(ANSA) - Sette valanghe sono cadute nelle ultime ore sulla statale che collega Kabul con il nord dell’Afghanistan attraverso il passo di Salang, che attraversa la catena montagnosa dell’Hindu Kush, bloccando almeno 350 veicoli e provocando la morte per freddo o per inalazioni di ossido di carbonio, di decine di persone. Almeno 1.000 persone, invece, sono state prelevate dai soccorritori e trasportate negli ospedali della zona o nei centri abitati.
Un medico dell’ospedale della provincia di Parwan ha detto all’ANSA che solo nella sua struttura vi sono undici morti e 40 feriti. Lo stesso medico ha però detto di avere avuto notizia che i morti potrebbero essere un centinaio, e i feriti 500. Secondo l’agenzia di stampa afghana Pajhwok, i morti sarebbero per il momento 60.
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Sette valanghe sono cadute nelle ultime ore sulla statale che collega Kabul con il nord dell’Afghanistan attraverso il passo di Salang
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Almeno 350 veicoli sono rimasti bloccati sotto la neve
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Per il freddo o per inalazioni di ossido di carbonio sono morte decine di persone
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Le valanghe, frutto di recenti intense nevicate, hanno bloccato il traffico sulla statale nel tratto da Kabul verso il tunnel Salang
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Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto per assistere i passeggeri in difficoltà ed estrarre le vittime dalle auto.
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Il ministero della Difesa ha mobilitato 600 soldati che insieme a poliziotti e vigili del fuoco sono riusciti a portare in salvo 1500 persone
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Secondo l’agenzia di stampa afghana Pajhwok, i morti sarebbero per il momento 60
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Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto
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La situazione si è fatta particolarmente drammatica fuori e dentro il tunnel costruito nel 1964 dai sovietici a 3.400 metri di quota. Qui centinaia di auto e autocarri sono rimasti bloccati.
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Nel pomeriggio sono giunti anche alcuni elicotteri della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) che hanno trasportato le persone in condizioni più gravi a Kabul
Le valanghe, frutto di recenti intense nevicate, hanno bloccato il traffico sulla statale nel tratto da Kabul verso il tunnel Salang, che non è rimasto bloccato. Le auto ed i camion però, non hanno potuto continuare il loro viaggio verso il nord, né tornare indietro.
Almeno 40 ambulanze e 100 veicoli della protezione civile e dell’esercito afghano sono giunti sul posto per assistere i passeggeri in difficoltà ed estrarre le vittime dalle auto. Nel pomeriggio sono giunti anche alcuni elicotteri della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) che hanno trasportato le persone in condizioni più gravi a Kabul.

Mosca, Russia (EPA/YURI KOCHETKOV)
Un piccolo giro del mondo attraverso le fotografie dell’inverno.
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Alling, Germania
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Westerham, Inghilterra
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Pistoia
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Chatham, Massachusetts, USA
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Arlington, Virginia, USA
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Budapest, Ungheria
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Mosca, Russia
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Fucecchio, Toscana
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Monaco, Germania
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St. Moritz, Svizzera
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Tartegnin, Svizzera
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Belfast, Irlanda del Nord
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Colonia, Germania
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Garmisch-Partenkirchen, Germania
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Anfield Plain, Inghilterra
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Losanna, Svizzera
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Kandergrund, Svizzera
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Praga, Repubblica Ceca
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Washington, USA
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Nizza, Francia
Vedi anche: Fotografia - Cartoline dall’inverno/1

Venezia (Andrea Merola/ANSA)
L’Italia è sotto l’assedio di gelo e neve, che stanno creando forti disagi ai trasporti e che non accennano a diminuire: dal primo pomeriggio di oggi si prevede infatti un peggioramento delle condizioni meteo con precipitazioni nevose che interesseranno progressivamente il Piemonte, la Liguria, Lombardia, l’Emilia Romagna, l’alta Toscana e l’Abruzzo. Dalla serata, il fenomeno si intensificherà, soprattutto in Lombardia.
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Venezia
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Venezia
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Venezia
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Milano
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Milano
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MIlano
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Firenze
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Firenze
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Firenze
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Firenze
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Bologna
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Genova
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Vicenza
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Viareggio
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Udine
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Modena
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Pontedera (Pisa)
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Fucecchio
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Novi Ligure
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Modena
Intanto le Ferrovie dello Stato hanno registrato forti difficoltà nel nord est: solo in Friuli Venezia Giulia questa mattina sono stati soppressi 22 treni su 59, altri viaggiano con ritardi tra una e due ore. Ritardi di ore anche per i treni da Tarvisio a Trieste. In molti comuni della pianura veneta le scuole sono rimaste chiuse. Sono diversi poi i treni che viaggiano verso il capoluogo lombardo con ritardi sensibili: di quasi cinque ore l’Intercity da Bari, di quattro ore l’Intercity da Crotone e di quattro ore e mezza, l’espresso da Lecce. Oltre due ore, invece, il ritardo accumulato da un regionale in arrivo da Sestri Levante. In Emilia Romagna la A14 è stata chiusa per un’ora all’ altezza di Bologna in direzione Ancona per un maxitamponamento tra cinque mezzi pesanti causato dal ghiaccio.
Disagi alla circolazione per il ghiaccio anche nel pisano e in provincia di Lucca. Nella notte ha nevicato anche su buona parte dell’altopiano della Sila, con temperature che sono scese di 3-4 gradi sotto lo zero. La Coldiretti segnala difficoltà nelle consegne di latte e verdura a causa della straordinaria caduta della neve e del ghiaccio sulle strade. Se la temperatura dovesse permanere a lungo di molti gradi sotto zero - spiega Coldiretti - sarebbe in grado di provocare una moria di alberi, come accadde nel 1985-86 con gli olivi toscani, umbri e abruzzesi, ma anche per i kiwi e per i vigneti del centro-nord.
(ANSA)

Prevista ancora neve
L’Italia resta nella morsa del gelo e aumentano i rischi per i senza tetto.
Per oggi è prevista ancora neve al Nord e al Centro; venti forti e mareggiate al Sud. Continua

Hortobagy, Ungheria
Dal freddo polare di
Mosca (-25/-30 gradi) alla
Foresta Nera tedesca, da
Minsk ai giardini delle Tuileries di
Parigi, dalle steppe ungheresi a
Sarajevo, alle migrazioni delle oche nello Stato di
Washington… un piccolo giro del mondo attraverso le
fotografie dell’inverno.
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Foresta Nera, Germania
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Bucarest, Romania
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Schlehdorf, Germania
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Conway, Washington, USA
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Omaha, Nebraska, USA
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Mosca, Federazione Russa
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Fuessen, Germania
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Feldberg, Germania
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Hortobagy, Ungheria
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Parigi, Francia
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Mosca, Federazione Russa
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Mosca, Federazione Russa
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Parigi, Francia
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Oberhof, Germania
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Mosca, Federazione Russa
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Sarajevo, Bosnia
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Ibaneta, frontiera franco-spagnola
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Belgrado, Serbia
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Drei Annen Hohne, Germania
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Minsk, Bielorussia
Vedi anche: Fotografia - Cartoline dall’inverno/2

Bombardate le nuvole con cristalli chimici (Epa/Diego Azubel)
Nel giro di poche settimane, quella di oggi è la terza nevicata ad imbiancare Pechino. Si tratta di un evento raro, per la capitale cinese, che raramente è interessata da nevicate. Tali violente nevicate su Pechino sarebbero stata provocate dagli scienziati che - secondo il China Daily, che cita una fonte anonima - le hanno indotte artificialmente bombardando le nuvole con cristalli chimici. Continua