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Archivio per il tag “Pakistan”

Pakistan, il lago sull’Hunza che minaccia migliaia di persone

  • Tags: fiume Hunza, frana, lago, Pakistan, Strada del Karakorum
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Nomal, nord del Pakistan

Nomal, nord del Pakistan (AP Photo/Shabbir Ahmed Mir)

Attabad, Pakistan - L’acqua sta salendo di giorno in giorno in questa parte remota del nord del Pakistan, e con essa la paura tra le migliaia di persone che rischiano di perdere i loro raccolti, le loro case e magari anche le loro vite.
Una frana all’inizio dell’anno ha formato una diga naturale sul fiume Hunza, creando un lago che, espandendosi, sta consumando e allagando i villaggi a monte. In caso di rottura della diga, l’alluvione potrebbe minacciare seriamente i villaggi a valle.
La frana ha bloccato anche la Strada del Karakoruam, un collegamento vitale del commercio con la Cina, tagliando fuori 25.000 persone dell’Alta Valle dell’Hunza.

Nomal, nord del Pakistan
Attabad, Nord del Pakistan
Hussainabad, nord del Pakistan
Bulldozer a lavoro per svuotare il lago

Nomal, nord del Pakistan
Attabad, nord del Pakistan
Attabad, nord del Pakistan

La frana è stata grande anche per gli standard della regione montuosa di Hunza, la cui bellezza si dice abbia ispirato il romanzo di James Hilton, Lost Horizon, un racconto del mitico paradiso di Shangri-La.
Il lago turchese formato dalla frana è lungo oltre 11 km, profondo circa 65 metri e sale fino 46 centimetri al giorno, secondo l’autorità di gestione dei disastri nazionali.

Attabad, Nord del Pakistan

Attabad, Nord del Pakistan (AP Photo/Shabbir Ahmed Mir)

I lavoratori hanno rimosso oltre 100.000 metri cubi di detriti in uno sforzo continuo per creare un canale di scarico per l’acqua. Alcuni funzionari hanno detto che sperano che il canale di scarico venga aperto entro la metà di aprile.
Per svuotare la Strada del Karakorum si dovrà attendere fino a quando la diga sarà aperta e l’acqua ritirata.

  • redazione
  • Giovedì 18 Marzo 2010

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Non si convertono all’Islam: decapitati dai Talebani. Proteste dei sikh indiani

  • Tags: India, mondo, Pakistan, talebani
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Le proteste a Jammu

Le proteste a Jammu (AP Photo/Channi Anand)

(ANSA) - In diverse città dell’India settentrionale, attivisti di associazioni e movimenti anti-terrorismo stanno inscenando proteste contro il Pakistan e contro i Talebani, dopo il ritrovamento dei corpi decapitati di Jaspal e Mahal Singh, due uomini d’affari sikh che, rapiti a scopo di estorsione il 19 gennaio scorso nelle Aree tribali del Pakistan nord-occidentale,  a oltre un mese di distanza dal rapimento.

Le proteste a Jammu
Le proteste davanti all’ambasciata pakistana di New Delhi
Le proteste a Jammu
Le proteste ad Amritsar
Le proteste a Amritsar e Jammu

Le proteste a Jammu
Le proteste ad Amritsar
Le proteste a Jammu
Le proteste a Jammu
Le proteste a Jammu


I due sono stati sequestrati rispettivamente nella Khyber Agency e nella confinante Orakzai Agency. Fonti della sicurezza a New Delhi hanno assicurato che la vera ragione della loro uccisione risiede nel fatto che i due sikh non hanno voluto convertirsi all’Islam. Per questo, Jaspal e Mahan sono stati decapitati e le loro teste fatte trovare nel ‘gurudwara’ Bhai Joga Singh di Peshawar.

  • redazione
  • Martedì 23 Febbraio 2010

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Pakistan, bomba talebana in una scuola femminile

  • Tags: Lower Dir, Pakistan, reportage, scuola femminile, Shahi Koto, talebani, terrorismo
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Nel villaggio di Shahi Koto, nel distretto di Lower Dir

(AP Photo/Anjum Naveed)

(AGI) - Tre soldati statunitensi sono morti ieri nell’esplosione di una bomba nei pressi di una scuola femminile nel nord-ovest del Pakistan, che ha ucciso anche tre alunne. L’attentato, rivendicato dai talebani, è avvenuto nel villaggio di Shahi Koto, nel distretto del Lower Dir, vicino alla valle di Swat.

L’ordigno è esploso mentre un convoglio di auto con a bordo volontari di Ong internazionali e giornalisti pachistani si dirigeva verso un’altra scuola femminile, a Maidan, per assistere alla cerimonia di riapertura, dopo che era stata distrutta dalla guerriglia. Maidan è una roccaforte dei talebani e la base dell’imam filo-talebano Maulana Sufi Mohammad.

Nel villaggio di Shahi Koto, nel distretto di Lower Dir
L’ordigno è esploso mentre un convoglio di auto con a bordo volontari di Ong internazionali e giornalisti pachistani si dirigeva verso un’altra scuola femminile, a Maidan, per assistere alla cerimonia di riapertura, dopo che era stata distrutta dalla guerriglia
Maidan è una roccaforte dei talebani e la base dell’imam filo-talebano Maulana Sufi Mohammad
Nell’esplosione sono morti tre soldati USA e tre alunne
“Continueremo ad attaccare gli americani”, ha detto il portavoce talebano Azam Tariq

I feriti sono 55, fra cui tre giornalisti
L’ordigno è stato azionato a distanza, tre auto sono state distrutte
I militari americani facevano parte di una pattuglia inviata al confine con l’Afghanistan per addestrare i soldati pachistani
Il soffitto della scuola è crollato e una ragazza è rimasta intrappolata ed è stata poi estratta viva dalle macerie
Il premier pachistano, Yousuf Raza Gilani, ha condannato l’attacco e ha ordinato un’inchiesta


“Continueremo ad attaccare gli americani”, ha detto il portavoce talebano Azam Tariq, “la nostra è una vendetta contro le bombe piazzate da Blackwater in Pakistan”. Blackwater è la discussa compagnia privata di sicurezza alla quale la Cia ha appaltato in passato diverse operazioni militari.
L’ordigno è stato azionato a distanza. I feriti sono 55, fra cui tre giornalisti. Tre auto sono state distrutte. Un terrorista è stato ucciso dagli agenti di scorta al convoglio. I militari americani facevano parte di una pattuglia inviata al confine con l’Afghanistan per addestrare i soldati pachistani.
Il soffitto della scuola è crollato e una ragazza è rimasta intrappolata ed è stata poi estratta viva dalle macerie.
Koto si trova a dieci chilometri da Taimargara, la città principale del Lower Dir. Il nuovo attacco dimostra la capacità dei talebani di colpire nella zona della valle di Swat, nonostante l’offensiva militare delle truppe di Islamabad che l’anno scorso avevano ripreso il pieno controllo della regione. Il premier pachistano, Yousuf Raza Gilani, ha condannato l’attacco e ha ordinato un’inchiesta.

L’attentato talebano rischia di mettere in difficoltà politiche sia gli americani che il governo pachistano, da sempre attento a negare una consistente presenza di soldati statunitensi sul proprio territorio e già nel mirino per i legami per aver concesso a Washington la possibilità di raid con i droni nella zona al confine con l’Afghanistan.

“La loro presenza lì non è un segreto”, ha detto l’inviato speciale degli Stati Uniti nella regione, Richard Holbrooke, mettendo le mani avanti rispetto alla diffidenza di chi si è chiesto cosa ci facessero i militari all’inaugurazione della scuola. Lo stesso flusso contraddittorio di notizie riguardo alla nazionalità e al lavoro dei tre soldati è stato forse dovuto all’imbarazzo. Prima era stato riferito alle agenzie che si trattava di tre cooperanti, poi di giornalisti, mentre il governo pachistano aveva condannato l’attacco menzionando solo la nazionalità dei tre e non il fatto fossero militari.

  • redazione
  • Giovedì 4 Febbraio 2010

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Vita da rifugiati. I bambini afghani di Rawalpindi, Pakistan

  • Tags: Afghanistan, bambini, Muhammed Muheisen, Pakistan, reportage, rifugiati, Vincent Thian
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Foto di Muhammed Muheisen e Vincent Thian

Foto di Muhammed Muheisen

In questa fotogallery, alcuni scatti realizzati dai fotografi Muhammed Muheisen e Vincent Thian ai bambini afghani rifugiati a Rawalpindi, in Pakistan, nei momenti della loro vita quotidiana.

Le foto di Muhammed Muheisen
Le foto di Muhammed Muheisen
Le foto di Muhammed Muheisen
Le foto di Muhammed Muheisen
Le foto di Vincent Thian

Le foto di Vincent Thian
Le foto di Vincent Thian
Le foto di Vincent Thian
Le foto di Vincent Thian
Le foto di Vincent Thian

Le foto di Vincent Thian
Le foto di Vincent Thian
Le foto di Vincent Thian
Le foto di Vincent Thian
Le foto di Vincent Thian


  • redazione
  • Giovedì 17 Dicembre 2009

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Karachi, Pakistan. Foto da una scuola islamica

  • Tags: Alexandre Meneghini, fotografia, islam, Karachi, madrassa, Pakistan, religione, reportage
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Anas bin Saleem, cittadino USA

Anas bin Saleem, cittadino USA (AP Photo/Alexandre Meneghini)

Ragazzi di religione musulmana, provenienti da tutto il mondo, studiano nella madrassa di Karachi, in Pakistan, che vediamo in questi scatti del fotografo Alexandre Meneghini. Si tratta di una scuola islamica di impronta conservatrice, attiva nonostante il divieto  governativo, introdotto per via dei crescenti timori che dal Paese sia sta esportando l’estremismo. Le autorità locali hanno grandi difficoltà nel supervisionare le attività che si svolgono in questo genere di scuole.

Anas bin Saleem, cittadino USA
La preghiera
Lettura solitaria
Il pranzo
Il pranzo

Muhammad Rajab Abdul, 17 anni, dal Tajikistan
A lezione
Muhammad Hashin, 23 anni, dalla Malaysia
Un libro in Urdu
Tra una lezione e l’altra

Tra una lezione e l’altra



  • redazione
  • Lunedì 14 Dicembre 2009

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Campioni di wrestling a Lahore

  • Tags: Bashir Bohla Balha, Khalu Behalwan, Lahore, Pakistan, wrestling
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Lahore

Lahore (AP Photo/Vincent Thian)

In queste foto, un incontro di wrestling tra i campioni pakistani Bashir Bohla Balha e Khalu Behalwan, presso un wrestling club nella città vecchia a Lahore, in Pakistan.

Lahore
Lahore
Lahore
Lahore
Lahore


  • redazione
  • Giovedì 10 Dicembre 2009

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L’inferno a Peshawar: autobomba, oltre 90 morti

  • Tags: attentato, autobomba, mondo, Pakistan, Peshawar, terrorismo
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Pakistan: 3 anni di stragi

Pakistan: 3 anni di stragi

Pakistan: 3 anni di stragi
Pakistan: 3 anni di stragi
Pakistan: 3 anni di stragi
Pakistan: 3 anni di stragi
Pakistan: 3 anni di stragi

Pakistan: 3 anni di stragi
Pakistan: 3 anni di stragi
Pakistan: 3 anni di stragi
Pakistan: 3 anni di stragi
Pakistan: 3 anni di stragi

Pakistan: 3 anni di stragi
Pakistan: 3 anni di stragi
Pakistan: 3 anni di stragi


L’esplosione di un’autobomba in un’area commerciale di Peshawar, nel Pakistan nordoccidentale, ha provocato oggi la morte di 90 persone, mentre i feriti sono oltre 160. Lo hanno riferito funzionari di governo. Continua

  • redazione
  • Mercoledì 28 Ottobre 2009

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