Ha passato il confine con l’Egitto ed è in viaggio verso il Cairo il feretro di Vittorio Arrigoni, il pacifista sequestrato e ucciso da una cellula salafita nella Striscia di Gaza. Domani il suo corpo sarà esposto in una camera ardente allestita nell’ospedale italiano della capitale egiziana mentre mercoledì sera si attende il suo arrivo a Roma.
“Vittorio, Vittorio!”: erano centinaia i palestinesi che hanno voluto porgere al cooperante un ultimo saluto mentre la sua bara, avvolta nella bandiera palestinese e in quella italiana, veniva prelevata dall’ospedale di al-Shifa, a Gaza.
- Il personale di sicurezza di Hamas trasporta la salma dell’attivista italiano
- La salma di Arrigoni torna in Italia passando dall’Egitto, evitando Israele
- Le guardie di Hamas trasportano il feretro dell’attivista italiano
- Amici palestinesi di Arrigoni cantano al suo funerale
- Amici palestinesi di Arrigoni
- Gli amici palestinesi di Vittorio Arrigoni in lacrime
- La salma trasportata del personale di sicurezza di Hamas
- Slogan per l’attivista italiano al suo funerale
- Il personale di sicurezza di Hamas trasporta la bara di Arrigoni
- Un membro della sicurezza di Hamas tiene un poster di Arrigoni
- Palestinesi e stranieri gridano slogan durante il “funerale di stato”
- Le guardie di Hamas trasportano la salma in un simbolico funerale militare
- La bara di Arrigoni trasportata tra canti e cordoglio a Gaza
- Attivisti palestinesi e internazionali in lutto per Arrigoni
- Un ufficiale di Hamas di guardia in attesa della bara di Arrigoni
Quindi il corpo è arrivato nella parte palestinese di Rafah, dove si è svolta una cerimonia di addio alla presenza di circa duecento persone, tra attivisti, amici e esponenti del governo di Hamas. “I responsabili non rimarranno impuniti”, ha assicurato un rappresentante dell’organizzazione islamista che dal 2007 controlla la Striscia. Poi ha preso la parola Inge Neess, dell’International Solidarity Movement, il gruppo a cui apparteneva Arrigoni. “L’Ism non andrà via da Gaza poiché vuole continuare ad essere vicino al popolo palestinese e continuare il lavoro svolto da Vik”, ha affermato, secondo quanto riferito all’Agi dalla cooperante Silvia Tedeschini.
Quindi il feretro, a bordo di un’ambulanza, ha valicato il confine con l’Egitto, dove stasera è atteso al Cairo. Il corpo di Vittorio verrà accolto dall’ospedale italiano della capitale egiziana, in cui sarà allestita una camera ardente, mentre l’arrivo in Italia è previsto per mercoledì sera.
Intanto, nella Striscia e in Cisgiordania proseguono le iniziative in ricordo del cooperante. A Gaza nel pomeriggio un corteo sfila verso il Parco del milite ignoto mentre una tenda è stata montata a lutto nel porto di Al Mina, da cui Vittorio prendeva il largo per affiancare, come scudo umano, i pescatori palestinesi. A Ramallah, sempre nel pomeriggio, la folla si riunisce a piazza al Manara per spostarsi ad al Bireh, dove si svolge una cerimonia in municipio. Ma da venerdì, giorno della morte di Arrigoni, le manifestazioni spontanee sono fiorite per ogni dove nei Territori palestinesi, come ha confermato all’Agi Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo, che si trova in Cisgiordania. “In ogni villaggio - ha spiegato - ci sono persone che vogliono ricordare Arrigoni. Domenica sera, ad esempio, c’è stato un corteo spontaneo a Betlemme. Inoltre, quest’anno la Conferenza dei Comitati popolari di resistenza non violenta, che si svolge a Bil’in, sarà dedicata a Vik”. Le strade di Ramallah sono tappezzate di manifesti con il volto sorridente di Arrigoni e la scritta “Vittima della disumanità”, parole chiaramente ispirate al suo motto: restiamo umani. (AGI)
- Lunedì 18 Aprile 2011






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