
(Ding Haitao/Xinhua/Zumapress)
Una lattina vuota, delle posate di plastica monouso, un vecchio setaccio o un pezzo di polistirolo… sono questi alcuni dei “giocattoli preferiti” dai bambini - tra i 3 e i 12 anni - ritratti dal fotografo Ding Haitao ad Attiecoube, una baraccopoli di Abidjan, la città più popolosa ed ex capitale della Costa d’Avorio, dove circa un quarto della popolazione vive con meno di 1,25 dollari USA al giorno.
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Traore Djeneba, 7 anni
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Keita Aly, 10 anni
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Kone Abiba, 12 anni
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Traore Moussa, 3 anni
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Keita Minatta, 7 anni
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Coulibaly Wolihio, 11 anni
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Kone Mariam, 7 anni
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Traore Daouda, 8 anni
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Djido Mariam, 9 anni
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Toure Karidjatou, 7 anni
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Keita Monitti, 3 anni
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I giochi dei bambini di Abidjan

Lindokuhle Nxumalo, Wonder Sibiya e Bongani Mazeka (Epa/Kim Ludbrook)
Li chiamano “Surfing street children“, sono bambini di strada sudafricani che, supportati dall’organizzazione Umthombo, sono impegnati in un progetto che vuole insegnare loro a praticare il surf, con l’obiettivo ultimo di integrarli nella società e di modificare la percezione che le persone hanno di loro. Per questo è nato il centro di accoglienza di Durban dove Kim Ludbrook li ha fotografati per questo reportage.
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Lindokuhle Nxumalo, Wonder Sibiya e Bongani Mazeka
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Ndumiso Maphumulo, Lucky Mozisali e Ntando Msibi
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I preparativi
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Verso l’oceano
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In spiaggia a Durban
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Aloe Ndlovu con gli amici in spiaggia
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Lucky Nozisale sul surf
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Aloe Ndlovu
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Lucky Nozisale sulle onde
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Riposo
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Ntando Msibi si riscalda al sole
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Il ritorno al centro dopo il surf
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Un bimbo ospite del centro guarda la TV
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Lucky Nozsale. Era un bambino di strada. Ora lavora al centro Umthombo
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Riposo nel centro di Umthombo
Grazie al progetto di Umthombo, questi bambini possono accedere ad uno sport che, altrimenti, sarebbe per loro impraticabile. Come è già accaduto in passato per altri bambini, questa occasione può essere la prima esperienza di un graduale inserimento nella vità della comunità. Spesso, infatti, questi ragazzi, dopo anno trascorsi per strada - e non raramente con problemi legati alla tossicodipendenza dalla colla, che viene sniffata - finiscono per trovare un impiego normale e a vivere una vita come quella di tutti gli altri.

Una donna protesta contro lo sfratto a Jakarta (AP Photo/Tatan Syuflana)
A Rawa Kebo, un quartiere povero di Giacarta, un gruppo di cittadini privi di mezzi sta inscendando da ieri una singolare e drammatica protesta: almeno cinque persone si sono sepolte sotto terra fino alle spalle, contro lo sfratto preventivato dalle autorità governative, che dovrebbe allontanarle dalle loro abitazioni.
Secondo i dati diffusi nel marzo scorso dall’Agenzia centrale statistica dell’Indonesia, sono 31,5 milioni le persone che nel Paese vivono al di sotto della soglia di povertà.
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Giacarta, Indonesia
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Salmah M Saleh, 52 anni, circondata dai bambini del quartiere
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Paidi e Firjen Saleh, 58 e 44 anni, inscenano una protesta contro il previsto sfratto
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Nel quartiere povero di Rawa Kebo
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Una donna protesta contro lo sfratto a Jakarta